Home Esteri Pagina 137

Esteri

Mosca e Kiev si parleranno ma intanto Putin agita la minaccia nucleare. L’Unione Europea prepara nuove sanzioni

Le delegazioni di Ucraina e Russia si incontreranno al confine con la Bielorussia sul fiume  Pripyat. Ma ad aumentare ancora il clima da Guerra Fredda, Vladimir Putin  contestualmente al via libera ai colloqui di pace ha innalzato il livello di deterrenza  dell’arsenale nucleare e di tutto il suo esercito. Colpa, secondo il leader russo, delle critiche mosse dai Paesi della Nato all’invasione più che delle sanzioni economiche. La mossa non ha effetti pratici, né prelude a un’escalation. Si tratta però di una pressione definita “inaccettabile” sia dalla Nato che dagli Stati Uniti.

Intanto il presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, annuncia il rafforzamento delle sanzioni contro Russia e Bielorussia, “l’altro aggressore di questa  guerra, il regime di Lukashenko che è complice di questo attacco vile contro l’Ucraina”.

Un annuncio a cui segue quello del presidente del Consiglio Mario Draghi: “L’Italia dà il suo pieno e convinto appoggio al pacchetto di misure contro la Federazione Russa presentato oggi dalla Commissione Europea. L’aggressione dell’Ucraina è un atto barbaro e una minaccia per tutta l’Europa. L’Unione Europea deve reagire con la massima fermezza”, dice il premier.

(ITALPRESS).

Ucraina, Zelensky: “Aperti a colloqui ma non in Bielorussia”

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – E’ riapparso dopo alcune ore il presidente ucraino, Vladimir Zelensky. Parlando in un videomessaggio, da una località non definibile, parlando della scorsa notte l’ha definita “brutale”. Ha detto che le forze di occupazione russe stanno “attaccando aree civili” dove non ci sono infrastrutture militari. Zelenksy ha affermato che le truppe stanno “attaccando tutto”, comprese le ambulanze. Il leader ucraino, parlando della nuova proposta russa di colloqui, da tenersi in Bielorussia, ha spiegato che “avrebbero potuto essere possibili” se la Russia non avesse attaccato l’Ucraina dal territorio bielorusso. Ha detto che l’Ucraina rimane aperta a colloqui in altre località che non stanno mostrando aggressività nei confronti del paese. “Auguro sinceramente alla Bielorussia di tornare ad essere gentile e sicura, cosa che tutti hanno visto non molto tempo fa. Fare la scelta giusta è la scelta principale della tua vita”, ha sottolineato.
(ITALPRESS).

Quarta notte di guerra in Ucraina, ma la Russia non sfonda

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Quarta notte di guerra in Ucraina. L’assalto in grande stile a Kiev non c’è stato, che resta quindi la capitale politica attiva dell’Ucraina. I russi dopo giorni di assedio avrebbero però preso la seconda città del Paese, Kharkiv, che si trova ad appena 30 chilometri dal confine con la Russia. Qui è morta un’anziana donna, dopo che il suo palazzo è stato colpito da un missile. Nella zona è stato soprattutto bombardato un gasdotto, che esplodendo ha generato una vasta nube tossica. La battaglia per la presa della città che ha oltre un milione di abitanti, è ancora in corso.
Nonostante gli allarmi della notte e della mattina, Kiev non sarebbe stata attaccata da missili russi, anche se si sono sentite varie esplosioni vicino alla città.
A Vasylkiv, a sud della capitale, è stato colpito un deposito petrolifero, che ha generato una nube tossica. Un altro missile, poco dopo mezzanotte, ha invece colpito un deposito di scorie nucleari in un’altra zona della periferia di Kiev. Dopo alcune ore di ansia, si è appreso che non ci sarebbero stati danni rilevanti e l’impianto di pressurizzazione che preserva il materiale radioattivo non avrebbe subito danni, non c’è quindi alcun pericolo radioattivo.
Lo stato maggiore dell’esercito ucraino, aggiornando stamane sulla situazione del conflitto parla di “ritmo dell’offensiva ridotto” anche a causa del rifornimento di carburante e munizioni che va rilento. La tattica principale degli occupanti, spiegano i militari ucraini, rimane il movimento e la cattura di piccole città, villaggi e autostrade.
Le perdite russe sarebbero, secondo gli ucraini, pari a 3.500 persone con oltre 200 detenuti, a cui si aggiungerebbero molti disertori, specialmente giovani. Pesanti anche i danni materiali. Quella dei cadaveri russi è una situazione tanto grave, da aver indotto l’ambasciatore ucraino all’Onu, Sergiy Kyslytsya, a chiedere l’aiuto del Comitato internazionale della Croce Rossa.
Sull’altro fronte, oltre a Kharkiv i russi avrebbero conquistato Kherson, fondamentale snodo tra la Crimea e la parte sud dell’Ucraina, e il suo aeroporto. Anche la città meridionale di Nova Kakhovka è stata occupata dalle truppe russe, come confermato dal sindaco della città. Nel briefing mattutino, il portavoce ufficiale del Ministero della difesa russo, il maggiore generale Igor Konashenkov, ha spiegato che le truppe della Repubblica popolare di Luhansk, con il supporto del fuoco delle forze armate russe, hanno preso il controllo di Novoakhtyrka, Smolyaninovo e Stanichno-Luganskoe. La profondità di avanzamento dall’inizio dell’offensiva è ora di 52 chilometri.
Il raggruppamento di truppe della Repubblica popolare di Donetsk ha continuato l’offensiva in direzione di Petrovskoe, avanzando di altri 12 chilometri. Pavlopol e Pischevik sono ora sotto il controllo russo. Sono sotto il controllo russo anche le città di Berdyansk e Genichevsk. Secondo i russi il 302° reggimento missilistico antiaereo ucraino si sarebbe arreso e 471 militari ucraini sono stati arrestati. Le forze armate russe avrebbero finora colpito 975 infrastrutture in Ucraina.
Inevitabilmente, sale intanto il conteggio dei morti civili, che a ieri sera secondo l’Onu erano 64. Stando a quanto riporta il ‘Kyiv Independent’, sei persone, tra cui una bambina di sette anni, sono state uccise dalle bombe russe nella piccola città di Okhtyrka, nella provincia di Sumy, nel nord-est dell’Ucraina. Lo ha confermato il governatore Dmitry Zhivitsky. Infine una possibile buona notizia, poiché stando ad indiscezioni governative, sarebbero vivi i 13 soldati che presidiavano l’isola dei Serpenti, dati per morti.
(ITALPRESS).

L’Ucraina resiste, l’avanzata russa rallenta

KIEV (UCRAINA) (ITALPRESS) – Il popolo, l’esercito e leader ucraini resistono. La terza notte di guerra non ha portato all’attesa offensiva notturna su Kiev, e nel resto del Paese l’esercito russo, avanza ma non sfonda. Le forze in campo sono sempre sbilanciate a favore di Putin ma la tenacia ucraina sta mettendo a dura prova l’esercito di Mosca, che ha un’età media molto bassa ed è ampiamente composto da riservisti che non hanno mai combattuto. Mentre anche vicino al Cremlino monta la protesta contro l’invasione, messa a tacere dai manganelli delle forze speciali, nelle piazze ucraine si fabbricano bombe Molotov. A Dnipro, come ha mostrato in diretta un reporter del canale inglese Sky News, donne e uomini assemblavano in un parco cittadino le bombe incendiarie, che furono inventate in Spagna e furono poi “dedicate” ironicamente all’allora ministro degli Esteri sovietico. A pochi metri di distanza, come ha raccontato l’incredulo reporter, le bombe venivano distribuite ai cittadini che aspettavano in fila ordinatamente. Lo Stato maggiore della Difesa, che in queste ore è divenuto uno dei principali strumenti di propaganda, ha anche invitato gli ucraini a smontare i cartelli stradali, ad assaltare le colonne di camion militari, soprattutto quelli che trasportano il carburante, fino ad arrivare a consigliare di incendiare i boschi dove si nascondono militari russi. Altrettanta attenzione viene richiesta agli ucraini che vivono in città, qualora individuino russi infiltrati: potranno bloccarli anche fisicamente, in attesa della polizia o dell’esercito.

La guerra vera intanto prosegue, anche se a un ritmo diverso da quello che Mosca aveva imposto nelle prime 48 ore. Il portavoce dell’esercito russo, il maggiore generale Igor Konashenkov, ha ammesso il rallentamento, causato nella sua versione dei fatti dallo stop imposto dal Cremlino ieri, mentre veniva offerta al governo ucraino la possibilità di trattare la pace in Bielorussia. Proposta rigettata dal presidente Volodimir Zelensky, e quindi ora l’esercito russo è invitato a “proseguire e sviluppare l’offensiva in tutte le direzioni secondo il piano operativo”. Cosa ciò vorrà dire lo si capirà nelle prossime ore. Di certo, i russi hanno continuato ad avanzare e a prendere possesso di alcune aree dell’Ucraina ma per ora nessuna delle grandi città è caduta in mano loro. Nemmeno i porti di Mariupol e Odessa, che si trovano in una morsa tra terra e mare. Addirittura, gli ucraini rivendicano di aver tenuto il ponte a Cherson, fondamentale snodo tra la Crimea e la terra ferma, attorno a cui si combatteva da ieri, mostrando una colonna di mezzi ridotti in cenere.

Capitolo Kiev. La capitale, dopo le esplosioni notturne, si è svegliata con la notizia di un razzo, probabilmente fuori controllo, che ha colpito un grattacielo nella periferia nord. Due i morti e sei i feriti. Nella notte combattimenti si erano registrati in alcun delle vie di accesso alla capitale, senza però l’utilizzo di mezzi pesanti, tanto che all’alba gli ucraini hanno comunicato di aver respinto gli aggressori russi. La prossima sarà verosimilmente la notte della verità per Kiev. Perché se i russi in questa giornata di quasi tregua saranno riusciti a posizionare batterie missilistiche nei vari aeroporti che hanno occupato, ammassando uomini alle porte della città, un assalto sarà inevitabile. I ponti sul Dnepr sono difesi saldamente dai mezzi ucraini, che continuano ad affluire in queste ore. L’obiettivo è evitare che da est i russi entrino nel centro della città, passando sulla sponda occidentale del grande fiume. La grande fuga dalla città è proseguita, e in molti sono arrivati alle frontiere con Romania, Moldova, Ungheria, Slovacchia e Polonia. Qui gli uomini lasciano le donne i bambini, e tornano indietro per arruolarsi. Nessuno maschio di età compresa tra 18 e 60 anni può più uscire dall’Ucraina. Così come i molti giovani prigionieri russi, che davanti agli smartphone ammettono di non sapere perché siano in Ucraina. La domanda che il mondo intero si sta facendo, la cui risposta però interessa soprattutto gli oltre 40 milioni di ucraini che non vogliono abbandonare il loro Paese.

“Questo è l’inizio di una nuova pagina nella storia dei nostri Stati, Ucraina e Italia. Mario Draghi in una conversazione telefonica ha sostenuto l’estromissione della Russia dal sistema SWIFT e la fornitura di assistenza di difesa. L’Ucraina deve entrare a far parte dell’UE”, afferma su Twitter il presidente ucraino Zelensky.

In un altro tweet, Zelensky commenta una conversazione con la presidente della Commissione Europea: “L’Ucraina sta combattendo l’invasore con le armi in mano, difendendo la sua libertà e il futuro europeo. Ho discusso con Von der Leyen di un’assistenza efficace al nostro paese da parte dell’Unione Europea in questa lotta eroica. Credo che anche l’UE scelga l’Ucraina”.

(ITALPRESS).

Von der Leyen “Faremo pagare costi massicci, mai visti alla Russia”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Le truppe russe stanno in maniera barbara uccidendo persone innocenti. Il mondo intero sta nello stesso tempo assistendo alla resistenza coraggiosa e risoluta della popolazione ucraina agli assalti a Kiev e altre città”. Lo ha detto in un discorso video Ursula von del Leayen, Presidente della Commissione Europea. “Abbiamo deciso di fare pagare costi massicci e mai visti alla Russia, che la isoleranno sul fronte internazionale” ha rimarcato in maniera decisa. “Ho sentito telefonicamente il presidente americano Biden, il presidente francese Macron, il cancelliere Scholz, il premier italiano Draghi, il primo ministro canadese e il primo ministro britannico Johnson e abbiamo deciso una risposta internazionale significativa per isolare e impossibilitare i finanziamenti alla macchina di Putin. Il primo passo sarà che un certo numero di banche saranno rimosse dal sistema SWIFT che saranno disconnesse dal sistema finanziario internazionale. Tagliare fuori della banche per impedire le transazioni internazioneli bloccando le esportazioni e le importazioni” ha aggiunto la von der Leyen. “Fermeremo Putin per impedire che aumenti il suo arsenale di guerra bloccheremo gli asset in alcune banche centrali per rendere impossibile liquidare questi asset. Lavoreremo per impedire agli oligarchi russi l’uso di questi asset finanziari che impediranno a Putin di finanziare la sua guerra e questo avrà anche un grande impatto sull’economia russa. Quello che sta facendo Putin è distruggere il futuro del suo stesso paese”.
(ITALPRESS).

Draghi a Zelensky “Daremo assistenza per la difesa”

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha telefonato al presidente dell’Ucraina, Volodimir Zelensky, per esprimere a lui e al popolo ucraino la solidarietà e vicinanza dell’Italia di fronte all’attacco della Federazione Russa. “Il presidente Zelensky ha confermato il chiarimento totale del malinteso di comunicazioni avvenuto ieri e ha ringraziato il presidente Draghi per il suo sostegno e per la forte vicinanza e amicizia tra i due popoli – spiega Palazzo Chigi in una nota -. Il presidente Draghi ha ribadito al presidente Zelensky che l’Italia appoggia e appoggerà in pieno la linea dell’Unione Europea sulle sanzioni alla Russia, incluse quelle nell’ambito SWIFT. Il presidente ha detto che l’Italia fornirà all’Ucraina assistenza per difendersi. I due presidenti hanno concordato di restare in stretto contatto nell’immediato futuro”.
(ITALPRESS).

Dal Consiglio Ue sanzioni a Putin e Lavrov

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Consiglio dell’Unione Europea ha deciso di sanzionare Vladimir Putin, presidente della Federazione russa e Sergey Lavrov, ministro degli Affari esteri.
Il Consiglio ha inoltre convenuto un ulteriore pacchetto di misure individuali ed economiche che copra anche la Bielorussia per rispondere “all’aggressione militare non provocata e ingiustificata perpetrata dalla Federazione russa contro l’Ucraina”.
“Il presidente Putin e il suo governo hanno avviato una guerra contro un paese limitrofo indipendente e sovrano. Il comportamento della leadership russa costituisce una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale. Oggi rispondiamo con le misure restrittive più forti possibili. L’Unione europea è unita nella sua determinazione, insieme a partner e alleati internazionali, di difendere l’ordine di pace, il diritto internazionale e il sistema basato su regole”, afferma
Josep Borrell, Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza dell’Ue.
ltre a congelare i beni del presidente russo e del ministro degli Affari esteri, l’UE imporrà misure restrittive ai membri del Consiglio di sicurezza nazionale della Federazione russa che hanno sostenuto l’immediato riconoscimento da parte della Russia delle due aree non controllate dal governo di Donetsk e Oblast’ di Luhansk dell’Ucraina come entità indipendenti. Le sanzioni saranno estese anche ai restanti membri della Duma di Stato russa, che hanno ratificato la decisione del governo sul Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza tra la Federazione russa e le due entità.
Inoltre, l’UE prenderà di mira anche le persone che hanno facilitato l’aggressione militare russa dalla Bielorussia.
(ITALPRESS).

Ucraina, Di Maio “La Russia estromessa dal Consiglio d’Europa”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, di cui l’Italia ha la presidenza, ha preso la decisione di estromettere dalla propria membership la Federazione Russa, ai sensi dell’articolo 8 dello Statuto del Consiglio d’Europa.
L’Italia ritiene che si tratti di una misura necessaria alla luce dell’inaccettabile aggressione militare russa ai danni dell’Ucraina, che costituisce una grave violazione del diritto internazionale”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, presidente in esercizio del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.
(ITALPRESS).