ROMA (ITALPRESS) – Diversi blindati e decine di truppe a piedi, inviate da Mosca, hanno fatto il loro ingresso nella piazza principale di Almaty, la più grande città del Kazakistan, dove centinaia di persone stanno protestando contro il governo per il terzo giorno. Si sono sentiti degli spari mentre le truppe si avvicinavano alla folla.
“Decine di assalitori sono stati eliminati e le loro identità sono in corso di accertamento”, ha dichiarato il portavoce della polizia della repubblica centroasiatica ex sovietica, Saltanat Azirbek, che ha definito la loro uccisione una “operazione antiterrorismo”.
Oltre mille persone sarebbero rimaste ferite nei disordini, come riferisce il ministero della Salute di Nur-Sultan.
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In Kazakistan scontri tra polizia e manifestanti, morti e feriti
Covid, Papa “Ancora poche le dosi di vaccino nei Paesi poveri”
CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “In alcuni Paesi ricevere cure adeguate rimane un lusso. Lo attesta ad esempio la scarsa disponibilità, nei Paesi più poveri, di vaccini contro il Covid-19, ma ancor di più la mancanza di cure per patologie che necessitano di medicinali ben più semplici”. Lo afferma Papa Francesco, nel suo messaggio in vista della XXX Giornata Mondiale del Malato.
“In questo contesto desidero riaffermare l’importanza delle istituzioni sanitarie cattoliche: esse sono un tesoro prezioso da custodire e sostenere”, spiega il Pontefice.
“L’invito di Gesù a essere misericordiosi come il Padre acquista un significato particolare per gli operatori sanitari. Penso ai medici, agli infermieri, ai tecnici di laboratorio, agli addetti all’assistenza e alla cura dei malati, come pure ai numerosi volontari che donano tempo prezioso a chi soffre – dice ancora Papa Francesco -. Cari operatori sanitari, il vostro servizio accanto ai malati, svolto con amore e competenza, trascende i limiti della professione per diventare una missione. Le vostre mani che toccano la carne sofferente di Cristo possono essere segno delle mani misericordiose del Padre. Siate consapevoli della grande dignità della vostra professione, come pure della responsabilità che essa comporta. Benediciamo il Signore per i progressi che la scienza medica ha compiuto soprattutto in questi ultimi tempi; le nuove tecnologie hanno permesso di approntare percorsi terapeutici che sono di grande beneficio per i malati; la ricerca continua a dare il suo prezioso contributo per sconfiggere patologie antiche e nuove; la medicina riabilitativa ha sviluppato notevolmente le sue conoscenze e le sue competenze. Tutto questo, però, non deve mai far dimenticare la singolarità di ogni malato, con la sua dignità e le sue fragilità. Il malato è sempre più importante della sua malattia, e per questo ogni approccio terapeutico non può prescindere dall’ascolto del paziente, della sua storia, delle sue ansie, delle sue paure – conclude il Pontefice -. Anche quando non è possibile guarire, sempre è possibile curare, sempre è possibile consolare, sempre è possibile far sentire una vicinanza che mostra interesse alla persona prima che alla sua patologia. Per questo auspico che i percorsi formativi degli operatori della salute siano capaci di abilitare all’ascolto e alla dimensione relazionale”.
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Turchia, aumentano gli studenti che scelgono Università italiane
ROMA (ITALPRESS) – Sono in netto aumento gli studenti provenienti dalla Turchia che scelgono di studiare in Italia. E’ quanto emerge dal progetto “Italia chiAMA Turchia”, finalizzato a raccogliere dati utili alla promozione dei rapporti accademici tra Italia e Turchia, nell’ottica sia di un potenziamento delle relazioni e collaborazioni tra le università dei due paesi, sia di un consolidamento del numero di scambi accademici tra università italiane e turche. La raccolta dei dati è stata condotta per incarico dell’Ambasciata d’Italia dalla professoressa Daniela Giannetto, che si è avvalsa anche della disponibilità dello YO’K (Consiglio superiore dell’Università turco) e del MUR (Ministero dell’Università e della Ricerca).
La sintesi dei dati raccolti consente di conoscere le tendenze legate ai flussi di studenti e docenti italiani in Turchia e turchi in Italia, negli ultimi anni, ed evidenzia un notevole incremento sia di iscrizioni ai corsi triennali e a ciclo unico che ai corsi di laurea Magistrale. Un dato coerente con la crescita della presenza di studenti stranieri di tutte le nazionalità nelle università italiane, ma con la precisazione che la percentuale di studenti turchi è più che raddoppiata negli ultimi 5 anni, passando dall’1,29% allo 2,72%. Tra l’altro negli ultimi due anni, nonostante la Lombardia e il Piemonte risultino ancora le mete preferite per la carriera universitaria degli studenti turchi, si osserva un aumento nelle percentuali di studenti di nazionalità turca anche negli atenei di altre regioni italiane.
Anche rispetto al personale accademico ci sono numeri interessanti: soprattutto nelle università delle grandi città turche esiste una discreta e costante presenza di personale docente, a diversi livelli, proveniente dall’Italia, (58 nel 2918/2019), mentre è piuttosto esiguo il numero di docenti turchi nelle università italiane (13 in totale).
Per ciò che riguarda gli scambi Erasmus si nota una notevole discrepanza tra i numerosi studenti turchi che scelgono l’Italia (6421 dal 2014 al 2018) e i pochi italiani che scelgono la Turchia (1349 per lo stesso periodo).
Il progetto non consta solo di dati e tabelle, ma si arricchisce di una seconda parte, Italia chiAMA Turchia, consistente in una raccolta di interviste a ricercatori, accademici e intellettuali che promuovono scambi culturali/scientifici fra i due Paesi, nonchè a studenti Erasmus e vincitori delle borse di studio nell’ambito dei programmi Invest Your Talent e Study in Italy del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che hanno svolto un periodo di studio in uno dei due Paesi.
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Draghi incontra Scholz “Accelerare l’integrazione europea”
ROMA (ITALPRESS) – “Questa visita contribuisce e conferma la profondità dei legami che c’è tra i due paesi, la nostra volontà è di affrontare insieme le grandi sfide europee”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, al termine dell’incontro con il cancelliere tedesco, Olaf Scholz. “Siamo concordi nella necessità di lavorare insieme per accelerare e rafforzare l’integrazione europea”, ha aggiunto.
“Siamo accordo necessità costruire una difesa comune a livello europeo, non in antitesi alla Nato”, ha detto Draghi, che su possibili riforme economiche in ambito Ue ha sottolineato: “Il dopo pandemia chiama tutti i nostri Paesi a finanziare progetti senza precedenti, occorrerà vedere come questi progetti possano innestarsi su nuove regole di bilancio, sono certo che su questo verrà trovata un’intesa”.
Quanto all’emergenza Covid, il premier ha chiarito che “ancora c’è da lavorare ed essere attenti, in settimana – ha spiegato – faremo una cabina di regia dove passeremo in rassegna eventuali provvedimenti da prendere nel periodo di Natale, nulla ancora è stato deciso, decideremo sulla base dei dati dell’ultimo sequenziamento per vedere la rapidità di diffusione della variante Omicron. Si deve procedere con la massima rapidità per la somministrazione della terza dose”.
Il cancelliere tedesco ha elogiato la campagna vaccinale italiana: “L’Italia ha svolto un ruolo luminoso, ora si devono aumentare il numero dei vaccinati in Europa, la percentuale di vaccinazioni italiane per noi è un modello da seguire. Dobbiamo essere preparati a seguito della diffusione di Omicron – ha aggiunto -. Dobbiamo prepararci a una situazione di emergenza, vogliamo intensificare la campagna vaccinale”.
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Covid, a Malta record di casi positivi degli ultimi 5 mesi
LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Le autorità sanitarie maltesi hanno confermato 221 nuovi casi di coronavirus mentre 153 pazienti si sono guariti. Si tratta del numero più alto di casi positivi negli ultimi cinque mesi.
Nelle ultime 24 ore non sono registrano decessi legati al coronavirus. Finora sono stati confermati 471 decessi a causa della pandemia.
Il numero dei casi attivi è di 1.600, di cui 20 in cura all’ospedale Mater Dei. Tre pazienti sono in terapia intensiva.
Fino ad oggi, le autorità sanitarie maltesi hanno somministrato 1.005.114 dosi di vaccino di cui 165.403 dosi di richiamo.
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Parlamento Ue “La Russia ritiri i militari dal confine con l’Ucraina”
STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – In una risoluzione, il Parlamento Europeo condanna il potenziamento della presenza delle forze militari russe lungo i confini con l’Ucraina. I deputati chiedono che il governo di Mosca ritiri immediatamente le sue forze militari e che ponga fine alla sua minaccia contro il paese vicino.
La risoluzione non legislativa è stata approvata con 548 voti favorevoli, 69 contrari e 54 astensioni.
I deputati osservano come il dispiegamento delle forze militari costituisca inoltre una minaccia per la pace, la stabilità e la sicurezza dell’Europa, e sia uno strumento di pressione per ottenere concessioni politiche a scapito dell’Ucraina.
Con riferimento alle aspirazioni ucraine per la NATO, i deputati sottolineano che “la scelta delle alleanze da parte di qualsiasi paese non deve essere soggetta all’approvazione di un paese terzo” e pertanto respingono i tentativi della Russia di includere alcuni paesi nella sua “sfera di influenza” e quindi di plasmare il loro futuro.
L’UE deve essere pronta a inviare alla Federazione russa un forte avvertimento, ossia che ostilità militari contro l’Ucraina non solo saranno inaccettabili, ma avranno anche un elevato costo economico e politico. I paesi UE devono essere pronti a concordare rapidamente l’adozione di severe sanzioni economiche e finanziarie contro il governo russo al fine di far fronte alle minacce immediate, anziché attendere che si verifichi un’altra invasione prima di intervenire.
Qualsiasi nuovo pacchetto di sanzioni dovrebbe riguardare gli ufficiali e gli ammiragli russi coinvolti nella pianificazione di un’eventuale invasione, così come le persone e gli oligarchi “nell’orbita del presidente russo e i relativi familiari”. Dovrebbe anche comportare il congelamento dei beni materiali e finanziari nell’UE, divieti di viaggio, l’esclusione della Russia dal sistema di pagamento SWIFT, l’individuazione di importanti settori importanti dell’economia russa e l’interruzione del finanziamento dei servizi di intelligence e dell’esercito del paese.
I deputati chiedono anche che l’UE adotti misure credibili per ridurre la propria dipendenza dalle importazioni di energia dalla Russia e per dimostrare una maggiore solidarietà energetica con l’Ucraina. Ciò dovrebbe essere attuato incrementando le interconnessioni delle infrastrutture energetiche dell’UE e dell’Ucraina.
Nel testo, si esorta inoltre a non rendere operativo il gasdotto Nord Stream 2, indipendentemente dalla sua eventuale conformità alle disposizioni della direttiva UE sul gas naturale.
Il Parlamento esorta la Russia, e i separatisti sostenuti dalla stessa presenti in Ucraina orientale, a rispettare l’accordo di cessate il fuoco. Inoltre, i deputati invitano la Russia a impegnarsi in modo costruttivo nel cosiddetto Formato Normandia (che riunisce i rappresentanti di Germania, Russia, Ucraina e Francia) per cercare di risolvere la guerra nel Donbas e nel Gruppo di contatto tripartito, nonché a rispettare i suoi obblighi internazionali, in particolare nell’ambito degli accordi di Minsk e della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare.
Infine, nella risoluzione si esprime il pieno appoggio all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale.
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Zaki “Grazie a chi mi ha sostenuto, sono felice”
ROMA (ITALPRESS) – “Sono ancora un po’ confuso, tutto sta andando velocemente. Ma ora sono felice, sono qui con la mia famiglia, con tutte le persone che amo. Tutto qui». Lo dice, in un’intervista al Corriere della Sera, Patrick Zaki, dopo essere stato rilasciato. «Non mi hanno annunciato che sarei stato rilasciato – prosegue -. All’improvviso mi hanno portato al commissariato, e hanno iniziato a prendermi le impronte. Non capivo cosa stesse succedendo, non c’erano segnali che mi stessero per scarcerare. Ero confuso. Non posso dire tutti i dettagli e preferisco non parlare delle condizioni di detenzione. Ma poi ho capito che c’era una speranza. È la speranza, sai, la cosa più difficile da tenere in vita quando ti tolgono la libertà». Una delle cose che “più ti fa soffrire quando sei in carcere è il pensiero del dolore che provochi alle persone cui vuoi bene. Io devo solo dire grazie, grazie all’Italia per essere stata vicina a me e alla mia famiglia. Grazie a tutti quelli che hanno tenuto accesa la luce. E l’elenco è lunghissimo».
L’Italia si è adoperata per il rilascio a più livelli: “Vedere in aula i vostri rappresentanti diplomatici durante le udienze mi ha dato forza. E sono sicuro che ci sono decine e decine di altre persone cui dovrò stringere la mano».
«Non dimenticherò mai – aggiunge – tutte le volte in cui durante le visite mi venivano raccontato delle manifestazioni, delle piazze. E di tutte le iniziative organizzate per chiedere il mio rilascio in questi quasi due anni».
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Zaki torna libero, è stato scarcerato
ROMA (ITALPRESS) – Patrick Zaki è stato scarcerato. Lo rende noto la ong Eipr per cui lavorava, postando una foto del giovane abbracciato alla madre. Lo studente egiziano dell’università di Bologna, arrestato il 7 febbraio del 2020, è uscito dal carcere di Mansoura.
BOLOGNA (ITALPRESS) – “Tutto bene” e “forza Bologna” sono le prime parole, come mostra un video esclusivo pubblicato da Repubblica.it, di Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna scarcerato questa mattina dopo più di 600 giorni. Le immagini che ritraggono Patrick Zaki con i suoi familiari, subito dopo il rilascio questa mattina all’uscita del commissariato di Mansoura, sono “immagini di libertà”. Lo dice all’agenzia ITALPRESS Rita Monticelli, docente dell’Università di Bologna e coordinatrice del master Gemma, frequentato da Patrick Zaki. “Sono molto felice, sento questa luce, questo respiro”, commenta commossa al telefono Monticelli. “Ho sentito la famiglia, sono felici”, aggiunge. “Speriamo – ribadisce – che sia l’inizio dell’assoluzione completa dalle accuse”, intanto questo è un “segnale bello e importante”.
La prof di Patrick racconta di aver sentito i suoi familiari anche stamattina, mentre lo aspettavano in attesa del rilascio. “Li ho sentiti trepidanti”, osserva. Patrick Zaki è libero, ma ancora sotto processo. La prossima udienza è fissata per il primo febbraio. “Speriamo di vederlo a Bologna – dice ancora Monticelli -. Dai familiari sappiamo che ha moltissima voglia di capire di riprendere gli studi e da parte nostra c’è tutta la disponibilità. In qualsiasi momento voglia riprendere il filo noi ci siamo”. E aggiunge: “La famiglia è grata a quanti l’hanno sostenuto, ormai sono parte della famiglia”. Tra i primi a commentare l’atteso rilascio il rettore dell’Alma Mater, Giovanni Molari. “Nella mattina di ieri, – scrive il Rettore in una nota – quando i giudici del tribunale speciale di Mansoura hanno disposto il rilascio di Patrick, siamo stati colti da un sentimento di sollievo e di gioia che ha contagiato tutta la nostra comunità. La voce è corsa di aula in aula, di studio in studio, e tutti siamo stati emozionati e commossi”. “La fine di questa terribile vicenda – prosegue – è ora una speranza resa ancora più concreta dalla sua scarcerazione: le immagini che giungono dall’Egitto ci colmano di felicità. Il nostro ateneo ha lottato fin dal primo giorno, fin da quel lontano 7 febbraio 2020, perché i diritti di Patrick fossero rispettati e per ribadire il nostro sostegno ai diritti fondamentali della persona, alla libertà di parola e di insegnamento, e al valore ineguagliabile del pensiero critico”.
“Oggi – conclude Molari – è quindi una giornata di festa, anche se non bisogna abbassare la guardia fino al completo proscioglimento dalle accuse. Speriamo che Patrick possa mettersi alle spalle questi due anni dolorosi e possa tornare presto ai suoi studi qui a Bologna, nella sua università. Il suo posto è qui, nella nostra comunità, assieme ai suoi compagni e ai docenti che non vedono l’ora di riabbracciarlo”. “Ciao Patrick! Che bello vederti finalmente libero. Fino alla fine Forza Bologna”, è il commento social del sindaco di Bologna, Matteo Lepore. Intanto sul web iniziano a circolare le prime foto del rilascio, come quella che lo vede abbracciato alla sorella. “Dopo più di 600 giorni di ingiusta prigionia, Patrick Zaki è stato liberato ed è uscito di prigione. Nella foto l’abbraccio commovente con la sorella”, scrive il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, postando su Facebook l’immagine. “E Bologna risponde: forza Patrick! Finalmente libero, speriamo presto assolto. Ti aspettiamo!”, scrive invece la vicepresidente della Regione, Elly Schlein, in un tweet. “Da 22 mesi aspettavamo di vedere quel sorriso”, scrive sempre su Twitter Amnesty Italia. Per il delegato per gli studenti dell’Università di Bologna, Federico Condello, “se ieri è stata una giornata di gioia grande, sì, ma cauta e ancora incredula, oggi possiamo gioire più apertamente. Sappiamo che questo non è il traguardo, ma solo un passo verso il traguardo. Però ci conforta immensamente il pensiero dell’abbraccio che ha riunito Patrick ai suoi cari. È un abbraccio così grande che ci sarà un posto, ne siamo convinti, per tutti coloro che in questi interminabili mesi hanno invocato la libertà di Patrick nelle piazze, nelle strade, sui media”. “Un ringraziamento profondo – conclude – a tutte le istituzioni, a tutte le associazioni – Amnesty in testa – e a tutti gli artisti che sono stati al fianco dell’Alma Mater in questa battaglia di giustizia”. La foto che ritrae Zaki e la sorella è quella che anche le altre istituzioni postano sui social per salutare il rilascio dello studente.
“Un abbraccio che vale più di tante parole. Bentornato Patrick Zaki!”, scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Eccolo Patrick Zaki: appena uscito dal carcere. Il primo abbraccio. L’immagine di un giorno bello, di speranza”, è il commento su Twitter del presidente del Parlamento europeo David Sassoli. “Dopo 22 mesi di detenzione Patrick Zaki è stato scarcerato! L’immagine che tutti aspettavamo. L’impegno per la libertà continua”, scrive sul suo profilo Facebook il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.
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