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Scholz giura davanti al Bundestag, è il nuovo Cancelliere tedesco

BERLINO (GERMANIA) (ITALPRESS) – Il socialdemocratico Olaf Scholz ha giurato davanti al Bundestag che oggi lo ha eletto nuovo cancelliere della Repubblica federale tedesca.
Di fronte alla presidente del parlamento federale, Baerbel Bas, Scholz ha pronunciato la formula: “Giuro di dedicare le mie forze al bene del popolo tedesco, ad aumentarne i benefici e a prevenirne i mali, di sostenere e difendere la Costituzione e le leggi della Repubblica federale tedesca, di adempiere ai miei doveri con coscienza e di esercitare giustizia nei confronti di tutti”.
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Zaki sarà scarcerato ma rimane sotto processo

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ROMA (ITALPRESS) – Patrick Zaki sarà scarcerato, anche se rimane ancora sotto processo. “Un passo avanti enorme nella direzione della giustizia. Oggi scenderemo in piazza con uno stato d’animo diverso. Finalmente”, si legge sul profilo twitter di Amnesty Italia. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha espresso soddisfazione per la scarcerazione dello studente, la cui vicenda è stata e sarà seguita con la massima attenzione da parte del Governo italiano. Lo rende noto Palazzo Chigi.
“La notizia che tanto aspettavamo. Patrick Zaki sarà scarcerato. Speriamo presto di poterlo riabbracciare qui a Bologna”, scrive su Twitter il sindaco di Bologna. Soltanto stamattina Amnesty Italia non era fiduciosa rispetto all’esito dell’udienza a Mansura (“Speriamo il meglio ma temiamo il peggio. Intanto non si ferma la mobilitazione”, scriveva l’ong su Twitter), poi poco dopo mezzogiorno la notizia che Bologna, città che Zaki ha scelto per studiare e di cui è cittadino onorario, e i tanti attivisti e le istituzioni, a partire da Regione, Comune e Università, che sin dal primo momento si sono mobilitati per chiedere la liberazione dello studente.
“Siamo davvero col fiato sospeso – aggiunge la vicesindaca di Bologna, Emily Clancy, a margine di una conferenza stampa – perché abbiamo letto che dovrebbe essere scarcerato tra stasera e domattina, ma ancora in attesa della sentenza definitiva che comunque è inappellabile. Dovrebbe essere l’1 febbraio e ancora non possiamo tirare un sospiro di sollievo, però anche l’abbraccio di ieri sera di Bologna l’ha dimostrato, Patrick ti aspettiamo a Bologna”. Per il presidente della Regione Stefano Bonaccini è “una bellissima notizia, la prima dopo due anni di sofferenza e privazione della libertà”. “Il rilascio di Patrick Zaki – scrive su Facebook – in attesa della prossima udienza premia in primo luogo la sua tenacia, la sua forza e quella dei suoi familiari e dei suoi amici e compagni di studi, che mai si sono arresi di fronte a una detenzione inaccettabile, perché non si possono certo processare le idee”. “E’ un primo spiraglio, ma non ci basta – ribadisce il governatore -. Insieme all’Università di Bologna e alla città di Bologna e a tutti coloro che in questi mesi si sono mobilitati, a partire dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, continuiamo a chiedere la liberazione definitiva di Patrick. Anche per questo ribadiamo la necessità della concessione della cittadinanza italiana a Patrick Zaki, come richiesto nella mozione approvata alla Camera nel luglio scorso”. Per Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, “l’incubo è finito”.
“Libero. Finalmente libero. La notizia ci riempie di gioia – commenta Emma Petitti, che oggi sarà “con uno spirito diverso” a Rimini alla mobilitazione in suo favore -. Un risultato per il quale ci siamo battuti e che finalmente è diventato realtà. Anche se non abbiamo mai perso la speranza questi mesi sono stati lunghi e difficili, soprattutto per Patrick, chiuso in carcere ingiustamente. Mi ero spesa in prima persona, al momento del mio insediamento alla presidenza dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna affinché Zaki venisse liberato e ora ci siamo. Tra poche ore potrà riabbracciare la sua famiglia e spero che presto potremo vederlo qui a Bologna”.
“La scarcerazione di Patrick Zaki – osserva Andrea De Maria, deputato PD e Segretario di Presidenza della Camera – è certamente una buona notizia, dopo 22 mesi di sofferenza per una detenzione ingiusta e immotivata. Non dobbiamo però interrompere la nostra mobilitazione. Ora bisogna esercitare ancora il massimo di pressione sulle autorità egiziane perché si arrivi alla assoluzione per un cittadino perseguito per le sue opinioni e per avere difeso i diritti civili”. E’ commossa Rita Monticelli, la professoressa di Zaki al master Gemma dell’Università, di cui è coordinatrice. “Patrick Zaki sarà scarcerato stasera o nei prossimi giorni. Grande commozione, gioia per la sua vita, e gratitudine per tutte le persone che sostengono Patrick. E non ci fermeremo finché non sarà assolto”, scrive su Facebook.
Proprio ieri pomeriggio Monticelli, eletta a ottobre in Consiglio comunale nella lista Pd, era intervenuta in aula con queste parole: “Forse qualcuno potrebbe chiedere perché tanto scalpore per un cittadino egiziano. Perché al di là di ogni barriera di nazionalità e appartenenza, Bologna è la città dei diritti, dell’accoglienza e della solidarietà come posizione politica. Perché mentre prendiamo posizioni per Patrick, siamo consapevoli dei molti diritti negati e oppressi in molte parti del mondo e a questi uomini e donne oppresse dovremo rivolgere il nostro impegno”. “A chi – concludeva Monticelli – ci chiede se facciamo bene a far sentire le nostre voci, risponderemo con la voce di Patrick: ‘Non dimenticatevi di me. Se non vi dimenticate di me, forse tornerò presto’”. Sempre ieri, poi, ai Giardini Margherita in tanti hanno partecipato alla manifestazione promossa da Amnesty in supporto dello studente egiziano. “Il sogno si è realizzato. Oggi Patrick Zaki potrà abbracciare la sua famiglia e, simbolicamente, tutte e tutti coloro che in questi 22 mesi si sono battuti per lui. È un giorno di felicità ma non ci fermiamo, perché Patrick non è stato ancora assolto dalle ingiuste e immotivate accuse a suo carico e resterà dunque sotto processo. Porteremo avanti la battaglia fino a quando sarà pronunciata la sua definitiva assoluzione”, commenta il consigliere regionale del Pd, Antonio Mumolo. Per Luigi Tosiani, segretario provinciale del Pd di Bologna, la notizia di oggi è “una grande gioia, per tutti noi. Non è vittoria piena, e non ci fermeremo finché non sarà assolto, ma oggi è davvero una bella giornata. Ti aspettiamo a Bologna”.
Anche l’ex sindaco di Bologna, Virginio Merola, esulta sui social. “Accolgo con una grande gioia – scrive in un post – la notizia che il nostro Patrick potrà tornare ad abbracciare la sua famiglia e potrà preparare fuori dal carcere la sua difesa assieme ai suoi legali. Noi ti aspettiamo a Bologna e non smetteremo di portare avanti la nostra battaglia per la libertà di opinione e per la difesa dei diritti umani”.

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Il palermitano Vincenzo Catalano eletto presidente del Comites di Malta

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Le elezioni per il primo Comites di Malta sanciscono la vittoria della Lista Azzurra, capeggiata da Vincenzo Catalano, odontotecnico palermitano e da oltre 25 anni a Malta. Lista Azzurra ha ottenuto 384 su 524 voti validi scrutinati.
“Dal profondo del cuore, ci tengo a ringraziare tutti colori che hanno voluto prendere parte in questo viaggio con grande dedizione, idee, partecipazione e coraggio. Ringrazio tutti gli elettori che mi prodigherò ad ascoltare e rappresentare nel meglio delle mie capacità”, ha dichiarato Catalano, in seguito all’annuncio.
La comunità italiana a Malta per la prima volta sarà rappresentata presso le istituzioni attraverso un organismo riconosciuto, il Comites, che si presterà ad essere la voce delle italiane e degli italiani a Malta, dei loro interessi, delle loro priorità, dei loro sogni ma anche delle loro sfide e preoccupazioni come italiani in Europa e nel mondo. Il Comites di Malta sarà da ora parte integrante di questa rete “con serietà e pieno coinvolgimento”, si legge in una nota.
“A nome della lista che avrò l’onore di rappresentare insieme ad una squadra di ottimi Consiglieri e ad un gruppo di lavoro dedito e capace, ci opereremo per promuovere le sinergie necessarie a far sì che la nostra comunità possa vivere e lavorare e crescere con serenità”, ha affermato Catalano.
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Il Papa tra i profughi di Lesbo “Fermiamo il naufragio di civiltà”

ROMA (ITALPRESS) – Con la pandemia “abbiamo capito che le grandi questioni vanno affrontate insieme, perchè le soluzioni frammentate sono inadeguate. Ma mentre si stanno faticosamente portando avanti le vaccinazioni a livello planetario e qualcosa, pur tra molti ritardi e incertezze, sembra muoversi nella lotta ai cambiamenti climatici, tutto sembra latitare terribilmente per quanto riguarda le migrazioni”. Lo ha detto Papa Francesco, nel suo discorso al campo profughi di Lesbo. “Eppure ci sono in gioco persone, vite umane. C’è in gioco il futuro di tutti, che sarà sereno solo se sarà integrato. Solo se riconciliato con i più deboli l’avvenire sarà prospero. Perchè quando i poveri vengono respinti si respinge la pace”, ha aggiunto il Pontefice. “E’ un’illusione pensare che basti salvaguardare se stessi, difendendosi dai più deboli che bussano alla porta. Il futuro ci metterà ancora più a contatto gli uni con gli altri. Per volgerlo al bene non servono azioni unilaterali, ma politiche di ampio respiro. La storia lo insegna, ma non lo abbiamo ancora imparato”, ha sottollineato. “Il Mediterraneo, che per millenni ha unito popoli diversi e terre distanti, sta diventando un cimitero senza lapidi. Questo grande bacino d’acqua, culla di tante civiltà, sembra ora uno specchio di morte. Non lasciamo che il Mare Nostrum si tramuti in un desolante ‘mare mortuum’, che questo luogo di incontro diventi teatro di scontro. Non permettiamo che questo mare dei ricordi si trasformi nel mare della dimenticanza. Fermiamo questo naufragio di civiltà”, ha concluso il Santo Padre.
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Di Maio “Mediterraneo torni a essere uno spazio di dialogo”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Mediterraneo è storicamente uno spazio di dialogo e scambio. La nostra ambizione è quella di continuare a offrire con i Med Dialogues un laboratorio per ridefinire la nostra azione comune alla luce delle sfide di oggi”. Così il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un intervento sul quotidiano La Repubblica in vista dei Mediterranean Dialogues, iniziativa promossa dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’Ispi e in programma a Roma il 3 e 4 dicembre.
“Su queste basi, vogliamo e dobbiamo investire mettendo al centro le persone, a partire dai giovani, cui sarà dedicato uno dei fora organizzati a margine dei Med Dialogues, e sostenendo la loro capacità di innovazione e di crescita – spiega il ministro -. Le rivalità ideologiche, la competizione per il controllo delle risorse e l’emergere di nuove crisi che si sommano a quelle da tempo irrisolte non devono limitare il nostro sforzo, ma anzi rafforzarlo per contrastare dinamiche negative. Con questo intento, i “Rome Med Dialogues” rappresentano un tassello importante del più ampio mosaico dell’azione dell’Italia per il futuro della regione mediterranea, basata sulla volontà di tutelare e gestire, in maniera condivisa, i “beni comuni mediterranei”: ambiente, mare (blue economy), ricerca e innovazione digitale, diplomazia scientifica e culturale, mobilità, salute”.
“Sono gli stessi temi al centro della “Nuova Agenda per il Mediterraneo” dell’Unione Europea, che non a caso l’Italia ha ispirato e sostenuto con convinzione, per rilanciare il partenariato tra l’Ue e il suo vicinato meridionale stimolando una ripresa verde, digitale, resiliente e giusta”, aggiunge Di Maio.
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Vaccino, Speranza al G7 “Dare supporto concreto ai Paesi più fragili”

ROMA (ITALPRESS) – “L’identificazione della variante Omicron nell’area meridionale dell’Africa conferma l’urgenza di fare di più per vaccinare la popolazione dei Paesi più fragili”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo al G7 dei ministri della Salute.
“Non basta donare dosi – ha proseguito il ministro -, dobbiamo supportare concretamente chi non ha servizi sanitari strutturati e capillari come i nostri. Occorre essere certi che i vaccini donati vengano effettivamente somministrati e per farlo nei paesi più fragili, ci sarà bisogno del ruolo di coordinamento di ONU e OMS”.
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Trattato Italia-Francia, Draghi “Rafforziamo la cooperazione”

ROMA (ITALPRESS) – Si rafforza il legame tra Italia e Francia: il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio Mario Draghi hanno firmato, al Quirinale, davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il “Trattato tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Francese per una cooperazione bilaterale rafforzata”. Una firma “storica”per la relazione tra i due paesi, l’hanno definita davanti alla stampa riunita a palazzo Madama. “Il trattato è il risultato di un lungo e intenso negoziato” ha detto Draghi “Italia e Francia condividono molto più di confini. La nostra storia, la nostra arte, le nostre economie e le nostre società si intrecciano da tempo immemore. Le istituzioni che abbiamo l’onore di rappresentare si poggiano sugli stessi valori repubblicani, sul rispetto dei diritti umani e civili, sull’europeismo”. Il premier ha citato i padri politici e gli artisti comuni ai due paesi: “tra i nostri padri politici ci sono Jean Monnet e Robert Schuman, Altiero Spinelli e Alcide De Gasperi.Da Stendhal a Umberto Eco, da Mastroianni a Belmondo a Claudia Cardinale, siamo pieni di ricordi e riferimenti comuni” ed è entrato nel dettaglio degli accordi: “rafforziamo la cooperazione tra i nostri due Stati, creiamo strumenti istituzionali per renderla più strutturale, valorizziamo al meglio le attività dei nostri cittadini e delle nostre imprese.Interveniamo nei settori cruciali per i nostri Paesi: dalla sicurezza alla giustizia, dalla ricerca all’industria. Avviamo una serie di iniziative concrete, tra le quali voglio citarne solo alcune. Istituiamo un servizio civile italo-francese e creiamo un’unità operativa condivisa a sostegno delle forze dell’ordine”. Per promuovere le relazioni tra regioni di confine “prevediamo un Comitato di cooperazione transfrontaliera”. Il presidente Macron ricorda che “abbiamo vissuto dei momenti difficili, noi crediamo che questa amicizia che viene da così lontano, pur essendo evidente, ci costringe ad una disciplina dell’amicizia, parlarsi molto e agire insieme. Era quasi un’anomalia non avere questo trattato, tante cose ci uniscono: la nostra cultura, i nostri artisti. Siamo in questa città che rappresenta tanto, anche per il destino dell’Europa, la Francia e l’Italia hanno da fare tanto insieme, hanno fatto tanto insieme, lo abbiamo fatto sotto la pandemia, ci siamo battuti per la Libia, abbiamo testimoniato tutte queste convergenze anche durante il G20”. Un trattato, che come ha spiegato Draghi, rafforza anche l’Unione Europea: “i nostri obiettivi sono quelli dell’Unione Europea: sono la lotta al cambiamento climatico, la transizione ecologica, fatta con giudizio e rapidità, sono la transizione digitale, la ricerca di una sovranità europea. Questo trattato ci permette di dotare l’Unione Europea di strumenti che la rendano più forte”.
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Mattarella incontra Macron “Insieme per un’Europa più forte”

ROMA (ITALPRESS) – “La firma del trattato per una cooperazione bilaterale rafforzata è un risultato importante, un testo di ampio respiro. E’ un trattato che unisce due paesi fondatori dell’unione europea che condividono l’impegno per la costruzione del grande progetto europeo. Un rapporto più forte tra Italia e Francia contribuisce a costruire una Unione Europea più forte, tanto più necessaria oggi di fronte a sfide che solo un’Europa più integrata può affrontare, come la crisi pandemica ha messo in luce”. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso dell’incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron.
“La rafforzata cooperazione tra Italia e Francia deve avere anche l’obiettivo di portare all’interno dell’Unione Europea la necessaria ambizione – ha sottolineato Mattarella -. La dimensione europea è l’elemento chiave in una fase in cui siamo chiamati a superare la crisi legata alla pandemia e a ripartire con rinnovato slancio per affrontare con successo le grandi sfide della transizione ecologica e digitale. Le molte misure previste per rafforzare il dialogo e la cooperazione e stimolare iniziative comuni sono un investimento nel comune futuro di Italia e Francia”.
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