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Tunisia, Nejla Bouden Romdhane prima donna a capo del Governo

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TUNISI (TUNISIA) (ITALPRESS) – La Presidenza della Repubblica Tunisina ha annunciato la nomina di Nejla Bouden Romdhane a capo del governo. E’ la prima volta che una donna riceve l’incarico di capo del governo nella storia della Tunisia. Ora è responsabile della formazione del suo governo.
Parlando con l’incaricata della formazione del governo, Kais Saied, ha affermato: “Ho deciso di affidarti l’incarico di formare il governo. Questa è la prima volta nella storia della Tunisia”. E ha aggiunto che presiederà il governo fino alla fine delle misure eccezionali. Per lui si tratta di un “momento storico. Perché per la prima volta una donna occupa la carica di capo del governo. È un omaggio alla Tunisia e alle donne tunisine”.
Originaria di Kairouan, Nejla Bouden Romdhane è nata nel 1958. È una professoressa di istruzione superiore specializzata in geologia. Prima di essere nominata in tale carica, ha ricoperto il ruolo di Direttore Generale e Responsabile dell’Unità Promise Project Management.
Nel 2011 Nejla Bouden Romdhane è stata nominata Direttore Generale responsabile della qualità presso il Ministero dell’Istruzione Superiore, poi responsabile della Missione presso il Gabinetto del Ministro dell’Istruzione Superiore e della Ricerca Scientifica, Chiheb Bouden, nel 2015.
Ha insegnato alla Scuola Nazionale degli Ingegneri. Ed è responsabile dell’esecuzione del programma della Banca Mondiale per conto del Ministero dell’Istruzione Superiore.
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Elezioni in Germania, avanti l’Spd di Scholz con il 25,7%

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BERLINO (GERMANIA) (ITALPRESS) – Il partito socialdemocratico Spd guidato da Olaf Scholz è in testa alle elezioni politiche in Germania con il 25,7% dei voti. Secondo i risultati non ancora definitivi della Commissione elettorale tedesca il blocco conservatore Cdu-Csu è secondo con il 24,1% dei consensi. Al terzo posto i Verdi con il 14,8%, seguiti dai liberali di Fdp con l’11,5. Il partito di estrema destra Afd si è fermato al 10,3%.
Scholz è quindi favorito per la successione di Angela Merkel al cancellierato, ma Armin Laschet, leader della Cdu, ha annunciato che tenterà comunque di mettere insieme un’alleanza alternativa.
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Bagno di folla ad Alghero per Puigdemont “Qui come a casa”

CAGLIARI (ITALPRESS) – Giornata intensa per Carles Puigdemont ad Alghero. L’ex presidente della Catalogna si è recato questa mattina nella città sardo-catalana per degli incontri istituzionali, godendosi pure una passeggiata per il porto in un vero e proprio bagno di folla, tra costumi e canti tradizionali nell’ambito del festival internazionale della tradizione catalana organizzato da Adifolk. “Sto bene, qui sono come a casa” ha detto durante la camminata. Puigdemont ha fatto visita al sindaco Mario Conoci in Municipio, dove ad attenderlo c’era anche il presidente del Consiglio regionale Michele Pais. Ad Alghero sono inoltre presenti alcune importanti personalità della Generalitat catalana, come la presidente del Parlamento catalano Laura Borras. Attesi anche il presidente catalano Pere Aragones i Garcia e il vicepresidente Jordi Puignero. Secondo l’avvocato Agostinangelo Marras, legale di Puigdemont nel procedimento che gli ha restituito la libertà, l’ex presidente potrà spostarsi liberamente “non essendoci misure cautelari limitative della libertà personale”, quindi sarebbe libero di lasciare l’Isola. Marras garantisce anche che il 4 ottobre Puigdemont sarà presente a Sassari per l’udienza sull’estradizione.
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Draghi all’Onu “Ristrutturare il debito dei Paesi poveri”

ROMA (ITALPRESS) – Rilancio del multilateralismo, impegno per la distribuzione dei vaccini, ristrutturazione del debito per i Paesi poveri. E poi la lotta ai cambiamenti climatici e i dossier Afghanistan e Libia. Sono i principali argomenti affrontati dal presidente del Consiglio Mario Draghi nel suo intervento in videoconferenza, nella notte italiana, all’Assemblea generale dell’Onu riunita a New York.
“Da qualche tempo assistiamo a un progressivo indebolimento del multilateralismo, che ha garantito pace, sicurezza e prosperità a partire dal dopoguerra – ha sottolineato il premier -. Gli ultimi mesi ci hanno però posto davanti a problemi che non possiamo risolvere da soli. Penso alla pandemia, e al rischio di nuove e pericolose varianti del virus. Al cambiamento climatico e alla difesa della biodiversità. Alla ripresa economica e alla lotta alle diseguaglianze e all’insicurezza alimentare. Alla risoluzione dei conflitti e al contrasto al terrorismo. Dobbiamo rilanciare il multilateralismo, e renderlo efficace per affrontare le sfide del nostro tempo”.
Draghi è tornato sulle “differenze drammatiche” nella diffusione dei vaccini anti-Covid. “Nei Paesi ad alto reddito, più del 65% della popolazione ha ricevuto almeno una dose – ha spiegato -. Nei Paesi più poveri, solo il 2%. Queste disparità sono moralmente inaccettabili: meno vaccinazioni equivalgono a più morti. Occorre aumentare la disponibilità di vaccini per i Paesi poveri e risolvere i problemi logistici perchè le dosi arrivino dove c’è maggiormente bisogno. Dobbiamo inoltre preservare la libera circolazione dei vaccini a livello globale, e delle materie prime per produrli”.
Inoltre “le enormi differenze nelle campagne vaccinali rischiano di peggiorare le diseguaglianze tra Paesi. La pandemia ha avuto un effetto sociale ed economico negativo su tutti, ma le conseguenze per gli Stati a basso reddito sono state particolarmente severe”.
“Durante la Presidenza italiana, il G20 ha adottato un pacchetto di misure economiche per aiutare i Paesi più fragili a superare gli effetti della pandemia e assisterli nei loro processi di sviluppo – ha spiegato Draghi -. Abbiamo appoggiato la decisione da parte del Fondo monetario internazionale di emettere nuovi Diritti Speciali di Prelievo per un totale di 650 miliardi di dollari. Di queste risorse, 33 miliardi di dollari sono destinati a Paesi africani e stiamo lavorando per incrementare ulteriormente tale quota. Abbiamo accelerato il rifinanziamento di ‘IDA-20’, il fondo della Banca Mondiale per gli Stati più poveri. La Presidenza italiana intende facilitare una ristrutturazione del debito complessiva e sostenibile nei Paesi con un livello eccessivo di indebitamento”.
Contro i cambiamenti climatici “dobbiamo agire ora, per tutelare il pianeta, la nostra economia e le generazioni future – ha proseguito il presidente del Consiglio -. In qualità di Presidenza del G20 e partner del Regno Unito nella COP26, l’Italia intende raggiungere obiettivi ambiziosi sui tre pilastri dell’Accordo di Parigi: mitigazione, adattamento e finanza”.
“Nell’ultimo anno si sono riproposte importanti questioni riguardanti la pace e la sicurezza. La principale è l’Afghanistan, dove abbiamo davanti il rischio di una catastrofe sociale e civile – ha evidenziato il presidente del Consiglio -. Dobbiamo evitare che il Paese torni ad essere una minaccia per la sicurezza internazionale. Mi riferisco in particolare alla presenza in territorio afghano di gruppi affiliati ad Al-Qaeda e Daesh. La comunità internazionale deve collaborare con efficacia, a partire dallo scambio di informazioni. L’Italia è da tempo impegnata nelle sedi internazionali in tema di contrasto al terrorismo”. In Afghanistan “stiamo assistendo allo smantellamento dei progressi degli ultimi 20 anni relativamente alla difesa delle libertà fondamentali, soprattutto per le donne. Tutti coloro che hanno sottoscritto la Carta delle Nazioni Unite e che si richiamano ai valori fondanti di questa Organizzazione devono impegnarsi per una risoluzione della crisi – ha detto ancora Draghi -. La comunità internazionale deve presentarsi coesa nell’esigere che tutti i cittadini afghani possano vivere in dignità, pace e sicurezza; che sia assicurata la tutela delle categorie vulnerabili; e che le donne mantengano i diritti fondamentali, primo fra tutti quello all’istruzione. L’Italia è da sempre impegnata per promuovere il rispetto dei diritti umani nel mondo, e in particolare nell’ultimo triennio con una presenza attiva nel Consiglio per i Diritti Umani”.
Secondo il premier italiano “la composizione del nuovo esecutivo afghano non risponde alle aspettative della comunità internazionale di un governo inclusivo e rappresentativo delle diverse componenti etniche, sociali e religiose del Paese.
I nuovi governanti devono dimostrare con le loro scelte, e non solo a parole, di credere nel rispetto delle libertà individuali”. Quindi “l’Italia si è immediatamente attivata per favorire il più ampio coordinamento fra i principali attori globali e regionali. Come Presidenza di turno, abbiamo messo a disposizione la piattaforma del G20, per sua natura ampia ed inclusiva”.
Il premier ha anche parlato di Libia: “La comunità internazionale deve lavorare insieme alle istituzioni e al popolo libici per superare lo stallo attuale. Dobbiamo garantire lo svolgimento delle elezioni previste per il prossimo 24 dicembre e la piena attuazione del cessate il fuoco”.
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Sottomarini, a fine ottobre incontro Macron-Biden

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron il presidente degli Stati Uniti Joe Biden hanno avuto una conversazione telefonica sulla questione dell’accordo Usa-Australia sui sottomarini. “I due leader – si legge in una nota congiunta – hanno convenuto che la situazione avrebbe beneficiato di consultazioni aperte tra alleati su questioni di interesse strategico per la Francia e i partner europei. Il presidente Biden ha espresso il suo costante impegno in tal senso. I due leader hanno deciso di aprire un percorso di consultazioni approfondite, volto a creare le condizioni per garantire la fiducia e proporre misure concrete verso obiettivi comuni”. Macron e Biden si incontreranno a fine ottobre “per raggiungere intese condivise e mantenere lo slancio in questo processo. Il presidente Emmanuel Macron ha deciso che l’ambasciatore francese tornerà a Washington la prossima settimana. Inizierà quindi un intenso lavoro con alti funzionari statunitensi”, prosegue la nota.

Il presidente Biden riafferma “l’importanza strategica dell’impegno francese ed europeo nella regione indo-pacifica, anche nel quadro della strategia recentemente pubblicata dall’Unione europea per l’Indo-Pacifico. Gli Stati Uniti riconoscono anche l’importanza di una difesa europea più forte e più capace, che contribuisce positivamente alla sicurezza transatlantica e globale ed è complementare alla NATO”. Nel quadro della lotta al terrorismo, gli Stati Uniti si impegnano “a rafforzare il proprio sostegno alle operazioni nel Sahel condotte dagli Stati europei”.

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Biden “Ue fondamentale per clima e sicurezza”

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Questo è un decennio decisivo per il nostro mondo. Un decennio che deciderà letteralmente il nostro futuro”. Joe Biden all’Onu, davanti ai leader mondiali riuniti a New York per la 75esima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, esordisce nel suo discorso illustrando dapprima le sfide, ma poi illustrando la sua politica estera, fatta di nuove relazioni e di rapporti che intende rinsaldare, a partire da quelli con l’Unione Europea.
Al centro dell’assemblea di quest’anno due principali sfide: porre fine alla pandemia di Covid-19 e ridefinire l’economia globale post-pandemia. Proprio sull’impatto del Covid Biden principia il suo discorso: “Lavoreremo insieme per salvare vite umane, sconfiggere il Covid-19 ovunque e prendere le misure necessarie per prepararci alla prossima pandemia, perchè ce ne sarà un’altra”.
Una lotta difficile, che Biden sa di non potere combattere con le armi proprie della forza militare: “In effetti, oggi molte delle nostre più grandi preoccupazioni non possono essere risolte o addirittura affrontate con la forza delle armi. Bombe e proiettili non possono difendere contro il Covid-19 o le sue future varianti. Per combattere questa pandemia, abbiamo bisogno di un atto collettivo di scienza e volontà politica. Dobbiamo espandere l’accesso all’ossigeno, ai test, ai trattamenti per salvare vite in tutto il mondo”. Il leit motiv di tutto il discorso sembra essere quello dell’urgenza di rafforzare le intese all’estero. “Siamo tornati al tavolo dei forum internazionali, in particolare delle Nazioni Unite, per focalizzare l’attenzione e stimolare l’azione globale su sfide condivise” per poi sottolineare la necessità di puntare sulle alleanze internazionali, in primis con l’Unione Europea. “L’Ue è un nostro partner fondamentale per affrontare le sfide su clima e sicurezza”, ha ribadito il presidente Usa, che rivendica sul clima un cambio di rotta rispetto il suo predecessore Trump. “Abbiamo aderito all’accordo sul clima di Parigi e stiamo correndo per riprendere il prossimo anno un seggio all’Onu nel Consiglio per i diritti umani”. Proprio sull’ambiente Biden ha invitato i leader mondiali a unirsi nella lotta ai cambiamenti climatici, evocando una crisi “che è senza confini”.
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Vaccino, Guterres “Raddoppiare la produzione per colmare disuguaglianze”

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Dobbiamo colmare il divario tra ricchi e poveri, sia tra i vari Paesi che al loro interno. Per questo dobbiamo cominciare ponendo fine alla pandemia per tutti e ovunque. C’è urgente bisogno di un piano di vaccinazione globale che almeno raddoppi la produzione e garantisca che i vaccini raggiungano il 70 per cento della popolazione mondiale nella prima metà del 2022”. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Manuel de Oliveira Guterres, nel suo intervento all’Assemblea Generale.
“Questo piano potrebbe essere implementato da una task force di emergenza composta da produttori di vaccini attuali e potenziali, dall’Organizzazione mondiale della sanità, dai partner di ACT-Accelerator e dalle istituzioni finanziarie internazionali, che lavorano con le aziende farmaceutiche – ha aggiunto Guterres -.
Non abbiamo tempo da perdere. Una ripresa sbilanciata sta aggravando le disuguaglianze. I paesi più ricchi potrebbero raggiungere tassi di crescita pre-pandemia entro la fine di quest’anno, mentre l’impatto potrebbe durare per anni nei paesi a basso reddito”.
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Russia, partito di Putin conquista la Duma ma per opposizione brogli

ROMA (ITALPRESS) – A spoglio ormai completato, il partito che appoggia il presidente Vladimir Putin, Russia Unita, si assicura il 49,83% dei voti alla Duma, la camera bassa del Parlamento russo, secondo i dati della Commissione elettorale centrale. Russia Unita si assicurerebbe così 120 seggi nei collegi proporzionali e 195 in quelli uninominali. Un totale di 315 seggi che gli garantisce e la maggioranza dei due terzi degli scranni, tale da potere contare ancora su una libertà di manovra.
Segue il Partito comunista con il 18,94% dei voti, mentre più staccati figurano il Partito liberaldemocratico con il 7,51% e Russia Giusta con il 7,47%. Riesce a superare di poco la soglia di sbarramento con il 5,33% il partito Novye Ljudi (Gente Nuova). Per la prima volta in più di 10 anni, sono così 5 i partiti che entrano alla Duma di Stato. Ella Pamfilova, presidente della Commissione elettorale centrale, ha dichiarato valide le elezioni, ma non sono mancate polemiche per lo scrutinio dei voti elettronici, sui quali si concentrano i sospetti di brogli. “Dai dati dei seggi elettorali offline, si può vedere che a Mosca hanno vinto i candidati del ‘voto intelligentè”, scrive il dissidente Alexei Navalny su Twitter. “Poi il robot ci ha pensato, ha acceso una sigaretta e ha deciso di rallentare la pubblicazione fino a quando le piccole mani intelligenti di Russia Unita hanno falsificato i risultati e li hanno ribaltati del tutto”, ha aggiunto. Da parte sua Vladimir Putin ha ringraziato i russi “per la fiducia”. Secondo il presidente russo, il tasso di partecipazione (oltre il 51%, in aumento in rapporto alle precedenti elezioni) dimostra che i russi agiscono in modo responsabile “rispetto alla formazione della Duma, dal cui lavoro dipende la stabilità del Paese”.
Intanto il Partito comunista russo ha fatto sapere che non riconoscerà come valido il risultato del voto elettronico. Il leader del partito, Gennady Ziuganov, ha chiesto ai suoi sostenitori di “difendere i risultati delle elezioni”.
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