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Francia, +5.9% i prezzi dell’immobiliare nel secondo trimestre

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Secondo l’indice stabilito congiuntamente dai notai e dall’INSEE pubblicato nei giorni scorsi, i prezzi delle case e degli alloggi in Francia sono aumentati del 5,9% nel secondo trimestre del 2021, su base annua, trainati dalla provincia. I prezzi erano già aumentati in media del 6% nel primo trimestre sempre su base annua. Mentre nelle Regioni l’aumento dei prezzi è accentuato (+7%), nell’ Île-de-France sta rallentando. L’Insee e i notai registrano un aumento del 3,1% negli ultimi dodici mesi, rispetto al 4,8% e 6,3% precedenti. L’aumento generale dei prezzi immobiliari residenziali è trainato dall’aumento dei prezzi delle case che, come già accaduto nel primo trimestre 2021, è leggermente più marcato di quello degli appartamenti, cosa che non accadeva dal 2018. Nel dettaglio, il prezzo delle case è aumentato del 5,1% in un anno nell’Ile-de-France, contro il 2,1% degli appartamenti. In provincia esso è cresciuto del 7,1% rispetto al +6,7% degli appartamenti.
A Parigi i prezzi degli appartamenti sono rimasti pressoché stabili negli ultimi dodici mesi (-0,2%) e sono scesi per il secondo trimestre consecutivo (-0,6% tra il primo e il secondo trimestre del 2021, dopo un calo dell’1,1% in precedenza). Con oltre 1,15 milioni di case vendute tra giugno 2020 e giugno 2021 in Francia, il numero di transazioni è aumentato per il terzo trimestre consecutivo e ha superato il picco osservato alla fine del 2019, prima dell’inizio della crisi sanitaria. “Il mercato immobiliare conferma il suo dinamismo nel secondo trimestre del 2021 con un nuovo record per volume di transazioni”, commenta David Ambrosiano, Presidente del Consiglio Superiore del Notariato.
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Afghanistan, i talebani vietano alle donne di fare sport

ROMA (ITALPRESS) – Le donne afghane, inclusa la squadra di cricket femminile del Paese, saranno bandite dallo sport. Il provvedimento sarà assunto dal governo come anticipato da un funzionario del nuovo esecutivo talebano. In un’intervista all’emittente australiana SBS, il vice capo della commissione culturale Ahmadullah Wasiq, ha spiegato che lo sport femminile non è considerato nè appropriato nè necessario. “Non credo che alle donne sarà permesso di giocare a cricket perchè non è necessario che le donne giochino a cricket – ha chiarito Wasiq -. Nel cricket potrebbero affrontare una situazione in cui il loro viso e il loro corpo non saranno coperti. L’Islam non permette che le donne siano viste così. E’ l’era dei media, ci saranno foto e video, e poi la gente lo guarderà. L’Islam e l’Emirato Islamico di Afghanistan non consentono alle donne di giocare a cricket o praticare un tipo di sport in cui vengono esposte”.
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Afghanistan, talebani annunciano il nuovo Governo

ROMA (ITALPRESS) – Kabul ha un nuovo Governo. I talebani hanno infatti annunciato nella serata afghana il nuovo Esecutivo ad interim che guiderà il Paese dopo la presa del potere degli studenti coranici e la ritirata degli occidentali. A presentare i nomi delle alte cariche del Governo dell’emirato islamico il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid. A guidare il neonato Governo sarà il mullah Mohammad Hassan Akhund, nominato primo ministro ad interim, mentre il mullah Abdul Ghani Baradar, co-fondatore del gruppo, lo affiancherà come suo vice. Il gabinetto prosegue con la presenza del mullah Mohammad Yaqoob, tra i leader talebani dal 2016 a oggi al quale è stato affidato l’importante ministero della Difesa. Yaqoob è figlio del mullah Omar, tra i protagonisti della presa talebana dell’Afghanistan più di 20 anni fa. Sirajuddin Haqqani, capo della rete Haqqani, riconosciuto dagli Stati Uniti come gruppo terroristico vicino sia ai talebani che ad al Qaeda, è stato nominato ministro degli Interni. Sulla testa di Haqqani vi è una taglia di 5 milioni di dollari per via di fatti sanguinosi del quale la sua organizzazione viene ritenuta responsabile. Il suo nome compare tra i principali e più pericolosi ricercati dell’Fbi. Non è l’unico neo ministro a comporre l’elenco di ricercati o di personaggi pericolosi. Anche il premier figura nella lista Onu degli uomini vicini ad organizzazioni terroristiche. Agli Esteri è stato indicato Amir Khan Muttaqi, che ha già nel suo curriculum esperienze nella diplomazia. L’anno scorso ha partecipato ai negoziati di Doha e già subito dopo la caduta dell’Afghanistan ha lavorato per il dialogo tra i talebani e i leader politici non espressamente legati agli studenti coranici. Come chiarito dal portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid “si tratta di un Governo ad interim, ancora incompleto” assicurando che verrà allargato ad altre personalità del Paese.
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Afghanistan, Di Maio “Coinvolgere tutti, lavoriamo a G20 straordinario”

ROMA (ITALPRESS) – “Crediamo nella necessità di coinvolgere tutti gli attori internazionali, abbiamo proposto la piattaforma del G20 che riteniamo più inclusiva per affrontare le principali sfide del dossier afghano. Stiamo verificando le modalità e le tempistiche per questo vertice straordinario”. Lo ha detto il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, nel corso dell’informativa in Senato sugli sviluppi della situazione in Afghanistan.
“Tutti gli sforzi convergono su un obiettivo comune e prioritario: preservare i progressi di libertà e i diritti civili che la comunità afghana ha acquisito in questi 20 anni. Non possiamo permettere che questo patrimonio vada disperso”, ha spiegato il ministro, che ha aggiunto: “Giudicheremo i talebani da ciò che faranno, dalle azioni e non dalle dichiarazioni e saranno giudicati in base a 5 parametri: ripudio del terrorismo e contrasto al narcotraffico, rispetto dei diritti umani, istituzione di un governo inclusivo e rappresentativo, garanzia di accesso per le organizzazioni umanitarie, rispetto dell’impegno assunto per il libero passaggio a coloro che intendono lasciare il paese. Ma ciò che stiamo vedendo non è certo incoraggiante”.
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Afghanistan, Papa Francesco “Paesi accolgano chi cerca nuova vita”

ROMA (ITALPRESS) – “In questi momenti concitati che vedono gli afghani cercare rifugio, prego perchè i paesi accolgano e proteggano chi cerca una nuova vita. Prego anche per gli sfollati interni affinchè abbiano l’assistenza e la protezione necessaria. Possano tutti gli afghani in patria, in transito e nei paesi di accoglienza vivere con dignità, in pace e fraternità coi loro vicini”. Così Papa Francesco parlando in piazza San Pietro al termine dell’Angelus.
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Afghanistan, Talebani “Chiediamo all’Italia di riconoscerci”

ROMA (ITALPRESS) – “Vogliamo ristabilire buone relazioni con l’Italia, auspichiamo che il vostro Paese riconosca il nostro governo islamico e che riapra presto la sua ambasciata”. Lo dice in un’intervista al quotidiano La Repubblica Zabiullah Mujahid, portavoce dei talebani che hanno preso il controllo dell’Afghanistan.
“Non ci saranno donne ministro, ma potranno lavorare nei ministeri oppure come poliziotte o infermiere. Potranno anche studiare all’università”, spiega Mujahid, che in merito alla crisi economica del paese punta sul sostegno della Cina: “Pechino ci aiuterà a ricostruire il Paese, sarà il nostro partner principale”.
“Quello afghano è un popolo valoroso che ha saputo sacrificarsi per vincere questa lunga guerra – sottolinea -. Ora c’è un Paese da ricostruire. Abbiamo bisogno di sicurezza, rilancio economico e nuovi posti di lavoro. Per quanto riguarda la sicurezza, posso affermare che grazie al ritiro degli americani e alle nostre forze dell’ordine il problema è risolto. Rimane in salita la lotta alla disoccupazione e la creazione di un vero e proprio rilancio economico”.
Sul piano politico “formeremo un governo d’unità nazionale il più presto possibile. Vorremmo creare un governo snello con la metà dei ministeri di prima. Abbiamo già trovato un’intesa con i mujahiddin ma il grande punto interrogativo rimane la nostra gente del Panshir – afferma ancora Mujahid -. Purtroppo il dialogo non sta dando i frutti sperati. Per entrare nel governo abbiamo chiesto all’esercito del Panshir di arrendersi, altrimenti saranno schiacciati”.
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San Marino, Pedini Amati incontra segretario Assemblea Parlamentare Mediterraneo

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SAN MARINO (ITALPRESS) – Il Segretario di Stato per il Turismo di San Marino Federico Pedini Amati ha incontrato, nel pomeriggio di ieri, nei propri uffici Sergio Piazzi, Segretario Generale dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, primo organismo internazionale ad aver scelto la Repubblica di San Marino come base per una propria sede operativa, nel febbraio di quest’anno.
Il Centro Studi della PAM, che verrà inaugurato a breve, è ubicato nel Villino Balsimelli e ospiterà fino a venti funzionari e ricercatori, andando a completare la rete di uffici diplomatici e di coordinamento dopo quelli di New York, Ginevra, Vienna, Napoli, Cairo e Gerusalemme. Il Centro produrrà ricerche multidisciplinari di alto livello su temi come la sicurezza e la lotta al terrorismo, la cooperazione politica, l’integrazione socio-economica, la migrazione, il cambiamento climatico, i diritti umani e il dialogo interculturale. La vicinanza geografica delle sedi di San Marino e Napoli è strategica per massimizzare il coordinamento e la cooperazione tra l’ufficio regionale PAM responsabile della programmazione e il neo costituito Centro di Studi Internazionali.
Al centro del colloquio con il Segretario Federico Pedini Amati sono state le politiche attive e le iniziative da intraprendere per il rilancio del turismo post Covid-19, constatando che nonostante le difficoltà emerse in questi ultimi due anni in termini di mobilità, soprattutto dall’estero, il turismo sammarinese ha fatto registrare dati quanto mai incoraggianti.
Altro tema al centro del colloquio è stata l’imminente partecipazione di entrambe le realtà all’Esposizione Universale di Dubai, immaginando di poter intraprendere durante l’evento iniziative comuni, con l’obiettivo di ottenere ancora più visibilità per la Repubblica di San Marino.
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Afghanistan, Biden “La guerra doveva finire”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ finita la guerra più lunga d’America”. Il presidente statunitense Joe Biden, con più di mezzora di ritardo rispetto ai programmi, si presenta dinanzi agli americani pronunciando un discorso a una nazione disorientata da quella che per l’opinione pubblica viene avvertita come una vera e propria fuga dall’Afghanistan. Un discorso pronunciato nel giorno in cui scadeva l’ultimatum dei talebani che volevano gli occidentali fuori dal Paese entro il 31 agosto. Un ultimatum che i soldati americani hanno anticipato 24 ore prima, con l’ultimo volo carico di marines decollato ieri dall’aeroporto di Kabul. Il presidente Usa non ammette alcuna disfatta, e anzi rilancia orgoglioso: “L’evacuazione è stato un successo straordinario” definendo l’operazione “una missione di compassione, di misericordia. La nostra operazione – chiarisce – ci ha permesso di fare volare più di 5 mila americani. Siamo riusciti a fare partire il 90% degli americani, ma per il 10% non c’è una scadenza”.
“La scadenza del 31 agosto non era una data arbitraria, ma una data per salvare vite americane. Ci sono ancora 100-200 americani in Afghanistan e per loro non c’è nessuna scadenza. Li faremo uscire se vorranno uscire”, ha spiegato. Biden davanti alla nazione, da uomo solo al comando, si assume tutte le responsabilità sulle decisioni assunte. “Il ritiro è di mia responsabilità, mi prendo la responsabilità per tutte le decisioni prese”, rivendica guardando fisso la telecamera, non prima di avventurarsi in una breve riflessione sulla fragilità dell’esercito e del governo afghano. E anche sui piani che con il senno del poi sono falliti sotto il peso dell’evidenza. “Eravamo pronti a lasciare il Paese pensando che le forze afghane dopo due decenni fossero pronte per combattere, ma non hanno resistito quanto pensavamo; gli afghani hanno anche visto il loro governo collassare e il presidente fuggire. Avevo preso un impegno con il popolo, che avrei posto fine alla guerra; oggi ho rispettato quell’impegno”.
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