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Di Maio “Stabilizzare le aree liberate da Daesh”

ROMA (ITALPRESS) – “Uno degli aspetti centrali per noi e per gli Usa è stata la Campagna 2021 per la stabilizzazione delle aree liberate da Daesh in Iraq e nel nord est della Siria. Un’azione importante per garantire la sostenibilità socioeconomica di quelle regioni e impedire la recrudescenza del terrorismo e dell’estremismo violento”. Così Luigi Di Maio, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale durante la conferenza stampa con il segretario di Stato USA Antony Blinken, dopo la Ministeriale della Coalizione anti-Daesh a Roma.
“Durante la riunione di oggi abbiamo aggiornato le attività della Coalizione nel settore militare, la stabilizzazione delle aree liberate, il contrasto alle fonti di finanziamento di Daesh e delle iniziative in Africa – ha spiegato Di Maio -. Abbiamo voluto valorizzare la sinergia tra lo strumento militare e civile, consapevoli che la sconfitta di Daesh richiede una pluralità di interventi, inclusa la comunicazione strategica e il contrasto alla propaganda terroristica fino alla cooperazione in materia di rimpatrio di combattenti dei terroristi stranieri”.
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Il premier del Lussemburgo positivo al Covid

LUSSEMBURGO (ITALPRESS) – Il primo ministro del Lussemburgo Xavier Bettel è positivo al coronavirus. Lo riporta il quotidiano Luxemburger Wort, citando fonti di governo. Bettel è in isolamento, e dovrà restarci almeno per 10 giorni. Il primo ministro lussemburghese aveva preso parte il 24 e 25 giugno al Consiglio Europeo in presenza a Bruxelles.
Si era vaccinato 6 maggio scorso con una prima dose di AstraZeneca.
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Crolla palazzo a Miami, un morto e oltre 50 dispersi

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Sono almeno 51 le persone che risultano disperse dopo il crollo parziale di un edificio sulla costa di Surfside, 25 chilometri a nord di Miami. Una donna è la vittima accertata della tragedia mentre sono una decina i feriti finiti in ospedale. A crollare è stato parte di un edificio di 12 piani. Il crollo del palazzo, noto come Champlain Towers, è avvenuto nel cuore della scorsa notte. I testimoni intervistati dai media statunitensi hanno parlato di scene drammatiche che hanno persino riportato in mente le immagini dell’11 settembre. Intanto si scava per recuperare i dispersi, anche se le operazioni di soccorso sono state rallentate a causa di un violento temporale. Tra i dispersi vi sarebbero 20 cittadini israeliani. A fornire il dato il Ministero degli Esteri di Israele. D’altronde quella zona è molto frequentata da famiglie di ebrei. E sempre nel numero delle persone ancora irreperibili ci sono i familiari della first lady del Paraguay.

La sorella di Silvana López Moreira, moglie del presidente Mario Abdo Benítez vive con il marito e i tre figli al decimo piano dell’edificio crollato. Sempre secondo il governo di Asunción un totale di sei paraguaiani risultano dispersi in questo momento. Ancora incerte le cause, anche se i residenti dell’edificio hanno segnalato che da oltre un mese si stavano effettuando dei lavori sul tetto. Lavori che avevano creato malumori tra i condomini per via di continue perdite d’acqua. Il presidente Biden ha detto ai giornalisti di essere stato informato sul crollo in Florida. “Ho parlato con il sindaco, ho parlato con la deputata e avrò altro da dire più tardi”, ha detto ai giornalisti alla Casa Bianca. Un funzionario ha anche affermato che la Casa Bianca e la Federal Emergency Management Agency (FEMA) stanno lavorando con i funzionari locali per fornire assistenza.

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Omicidio Caruana Galizia, negata la grazia ai fratelli Degiorgio

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Respinta anche l’ultima richiesta di grazia presidenziale richiesta dai fratelli Degiorgio, accusati di aver ucciso la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia nell’ottobre 2017.
La richiesta di grazia presidenziale da parte dei sospettati George e Alfred Degiorgio è stata avanzata il 26 aprile. Ad aprile era stata respinta una richiesta simile. Hanno chiesto la grazia presidenziale per tutti i crimini che potrebbero aver commesso, promettendo di fornire prove concrete che porterebbero a ulteriori procedimenti giudiziari – anche nei confronti di un ex ministro – in relazione all’assassinio di Daphne Caruana Galizia.
In un comunicato, il governo maltese ha affermato che, secondo il parere del procuratore generale e del commissario di polizia, il governo ha deciso di consigliare al presidente della Repubblica di non accogliere la richiesta di grazia presidenziale. Il governo maltese ha aggiunto che la decisione “non si basa solo sui consigli delle istituzioni competenti, ma è anche presa nell’interesse nazionale e nell’interesse della corretta amministrazione della giustizia”.
Il ministro Carmelo Abela si è ricusato ancora una volta dopo che i fratelli Degiorgio lo hanno accusato di aver aiutato i rapinatori in una rapina in banca nel 2010.
George e Alfred Degiorgio affermano di avere informazioni che implicano un ex ministro come mente nell’omicidio di Caruana Galizia, così come informazioni su altri reati gravi, tra cui tentativi di rapina e un omicidio in cui, affermano anche, sono stati coinvolti un ex ministro e un ministro in carica.
Questo mese, i fratelli Degiorgio hanno scritto una lettera alla Commissione europea in cui hanno accusato il governo maltese di conflitto di interessi.
In risposta, il commissario europeo alla Giustizia Didier Reynders ha respinto la richiesta dei fratelli Degiorgio di intervenire sul rifiuto di una grazia presidenziale, ma li ha invitati a comunicare con gli ufficiali dell’Europol e condividere le informazioni con loro.
Intanto la polizia maltese sta indagando una scoperta di armi ed esplosivi nei fondali al largo delle scogliere di Migra Ferha, a Rabat. Secondo il Times of Malta, la scoperta di fucili automatici, mitragliatrici e bombe sarebbe legata ai fratelli Maksar, Robert e Adrian Agius. I fratelli Agius che hanno legami in Italia e il loro socio Jamie Vella sono accusati di aver fornito la bomba nell’assassinio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia.
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Belgio, accelerazione ripresa economia in estate

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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Banca Nazionale del Belgio stima una crescita del PIL pari al 2% per il terzo trimestre rispetto al trimestre precedente, prevedendo una crescita complessiva del 5,5% per il 2021 (superiore alla media della zona euro pari al 4,6%). Sempre secondo le previsioni, nel 2022 si dovrebbe registrare una crescita del 3,3%, per poi stabilizzarsi intorno all’1,6% nel 2023.
Secondo il governatore della BNB, Pierre Wunsch, sono tre i motivi per cui c’è stata una forte ripresa economica: in primo luogo, le misure restrittive sono state meno rigide nella seconda ondata di coronavirus e questo ha permesso all’industria e all’edilizia di tenere aperte le loro attività; in secondo luogo, la domanda estera si è ripresa fortemente e questo è rilevante per l’economia belga che dipende fortemente dal commercio internazionale; infine, gli investimenti delle imprese – soprattutto nel campo della digitalizzazione e della ricerca – sono già tornati ai livelli pre-crisi.
La crescita nella seconda metà dell’anno si baserà più sul consumo delle famiglie che complessivamente hanno risparmiato 25 miliardi di euro nel 2020. Inoltre, la BNB prevede la creazione di 31.600 posti di lavoro per l’anno corrente, nonostante l’occupazione abbia sofferto poco le conseguenze della crisi grazie all’impiego del dispositivo della disoccupazione temporanea. Nel 2022, il numero di posti di lavoro scenderà a 8.400 per poi risalire ad una quota di 32.100 posti nel 2023. Nonostante gli indicatori finora siano tutti positivi, il problema principale riguarda l’inflazione e il deficit di bilancio. Si è registrata, infatti, un’impennata inflazionistica che salirà al 2,2% entro la fine dell’anno, anche a causa della pressione esercitata dal lato dell’offerta.
La situazione delle finanze pubbliche è stata caratterizzata da un deficit del 9,4% rispetto al PIL nel 2020 che sarà ridotto al 6,8% nel 2021 e poi al 4% nel 2022, tuttavia, questi livelli non sono sostenibili nel lungo periodo. Infine, le principali sfide strutturali del Belgio riguarderanno il tasso di occupazione che è ancora troppo basso, la bassa crescita della produttività e la questione ambientale.
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G7, Draghi incontra Biden “Siamo d’accordo su molti temi”

MILANO (ITALPRESS) – L’incontro “bilaterale con il presidente Biden è andato molto bene”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Mario Draghi, al termine del faccia a faccia durato circa mezz’ora con il presidente degli Stati Uniti, a margine del vertice G7 in corso a Carbis Bay, in Cornovaglia.
“Sin dalla formazione del governo – aggiunge Draghi – sono stato molto chiaro: i pilastri della politica estera italiana sono l’europeismo e l’atlantismo. Con Biden siamo d’accordo su molti temi: donne, giovani, difesa degli ultimi, diritti umani, diritti civili, diritti sociali e tutela dell’ambiente”.
In concreto vuol dire che c’è pieno accordo sul piano globale di prevenzione per impedire nuovi pandemie e pieno sostegno per l’azione dell’Italia in Libia. Qualche distinguo, invece, in tema di rapporti con la Cina.
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Chico Forti, nuova lettera della ministra Cartabia agli Usa

ROMA (ITALPRESS) – La ministra della Giustizia, Marta Cartabia, ha indirizzato al Dipartimento di Giustizia americano e per l’esattezza all’attorney general, signor Merrick B. Garland, una lettera sul caso del connazionale Enrico Forti, condannato per omicidio nel 2000 negli Usa alla pena dell’ergastolo e attualmente recluso in un penitenziario della Florida.
“La ministra – che già ai primi di marzo aveva scritto al Governatore della Florida – è tornata ad occuparsi del caso, chiedendo stavolta l’interessamento personale dell’attorney general, Merrill B. Garland, nell’auspicio che il connazionale Forti, dopo oltre 20 anni già trascorsi in carcere in America, possa essere trasferito quanto prima in Italia, per scontare la pena nel suo paese d’origine”, si legge in una nota.
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L’Italia lascia l’Afghanistan, Guerini “Ora non sprecare risultati”

HERAT (AFGHANISTAN) (ITALPRESS) – La missione in Afghanistan “ha messo in evidenza l’elevata professionalità dei nostri uomini e donne in divisa ma soprattutto la loro spiccata capacità di cogliere le esigenze del popolo afgano e delle sue istituzioni”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, a Herat, in occasione della cerimonia dell’ammainabandiera per la conclusione della presenza militare italiana nel quadro della missione Nato Resolute Support.
“L’Afghanistan non deve tornare a essere un porto sicuro per il terrorismo internazionale – ha spiegato Guerini -: bisogna continuare a rafforzare il Paese anche nell’ottica dell’addestramento delle forze di sicurezza afgane, per non sprecare i risultati raggiunti negli ultimi 20 anni”.
“Oggi siamo qui a chiudere la nostra partecipazione all’Operazione Resolute Support, che ha sostituito Isaf dal gennaio 2015, concentrando il proprio sforzo nell’addestramento, consulenza e accompagnamento dei nostri alleati ed amici afgani. Un’attività di elevatissimo livello – ha proseguito il ministro – che in questi anni ha visto l’addestramento diretto o indiretto di più di 20.000 militari afgani del 207° Corpo d’Armata dell’Esercito Nazionale Afghano con cui abbiamo proficuamente operato in questi anni. Ma anche la realizzazione di circa 2200 progetti di cooperazione civile e militare”.
“In oltre venti anni – ha detto ancora Guerini – si sono alternati in questo paese più di 50.000 militari di tutte le Forze Armate con assetti terrestri, aerei e delle forze speciali. Il mio commosso pensiero voglio rivolgerlo anche a tutti gli italiani, civili e militari, che hanno perso la vita in Afghanistan. Ricordo tra loro i 53 caduti e gli oltre 700 feriti tra i nostri militari e quelli che, ancora oggi, portano sul corpo i segni della coraggiosa testimonianza di vita al servizio del Paese”.
(ITALPRESS).