ROMA (ITALPRESS) – Alta tensione sull’asse Washington-Mosca. Le parole del presidente Joe Biden alla Abc, che senza mezzi termini dà del killer a Vladimir Putin hanno provocato le ire russe. “Lei conosce Putin. Pensa che sia un killer?”, è stata la domanda posta da George Stephanopoulos durante la trasmissione Good Morning America. “Lo penso”, è stata la riposta laconica e telegrafica. Il presidente ha poi rincarato la dose parlando delle ultime elezioni presidenziali. “Putin pagherà. Il prezzo che sta per pagare, lo vedrai a breve”, ha minacciato accusandolo di avere voluto influenzare le presidenziali del 2020. Parole piombate come macigni su Mosca.
Il presidente della Duma di Stato, la Camera bassa del Parlamento Vyacheslav Volodin ha stigmatizzato l’intervista, definendo le dichiarazioni del presidente americano come “un attacco ai russi”. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha rigettato con forza le accuse di interferenze sul voto statunitense, tacciandole come “prive di fondamento”. Intanto come primo atto ufficiale Mosca ha richiamato il suo ambasciatore negli Stati Uniti per consultazioni.
Il pesante giudizio di Biden nei confronti di Putin riguarda la vicenda dell’oppositore russo Aleksei Navalny. Se da parte degli organi ufficiali si registra la netta e dura presa di posizione contro l’inquilino della Casa Bianca, dall’altro lato diversi sostenitori del dissidente Navalny hanno twittato a favore di Biden.
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Biden “Putin assassino? Lo penso”. Tensione Usa-Russia
Myanmar, Papa “Anche io mi inginocchio, cessi la violenza”
CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Ancora una volta e con tanta tristezza sento l’urgenza di evocare la drammatica situazione in Myanmar dove tante persone soprattutto giovani stanno perdendo la vita per offrire speranza al loro Paese. Anche io mi inginocchio sulle strade del Myanmar e dico: cessi la violenza. Anche io stendo le mie braccia e dico: prevalga il dialogo. Il sangue non risolve niente. Prevalga il dialogo”. Lo ha detto Papa Francesco al termine dell’Udienza Generale di oggi.
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Israele, un terzo elettori per conferma Netanyahu
TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – Quasi un terzo degli elettori arabi israeliani afferma di volere che l’attuale primo ministro Benjamin Netanyahu rimanga al suo posto. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto dall’Israel Democracy Institute diffuso dalla tv Canale 12, secondo il quale il 31% degli elettori arabo-israeliani ha dichiarato di preferire che Netanyahu rimanga primo ministro, mentre il 56% si è dichiarato contrario. Per quanto riguarda gli elettori ebrei israeliani, secondo il sondaggio il 43% è favorevole alla conferma di Netanyahu come premier, mentre il 52% è contrario. Secondo un altro sondaggio pubblicato domenica da ricercatori dell’Università di Tel Aviv, l’87% degli elettori arabi israeliani sarebbe favorevole al fatto che gli eletti arabi aderissero al governo o lo sostenessero dall’esterno.
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Attacco in Congo, Parlamento Ue chiede indagine trasparente
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Parlamento Europeo condanna l’uccisione dell’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista Moustapha Milambo ed esprime cordoglio alle famiglie delle vittime, al governo italiano e al personale del PAM (Programma Alimentare Mondiale), in una risoluzione approvata con 669 voti favorevoli, 4 contrari e 17 astensioni.
I deputati chiedono che venga eseguita un’indagine indipendente e trasparente sull’accaduto e accolgono positivamente l’impegno del Presidente della Repubblica Democratica del Congo (RDC) Felix Tshisekedi a svolgere tali accertamenti.
I deputati invitano l’Alto rappresentante per la politica estera dell’UE Josep Borrell, la delegazione e le missioni UE nel paese a proteggere i difensori dei diritti umani in situazioni di rischio e a garantirgli un rifugio temporaneo negli Stati membri, qualora necessario.
Il Parlamento Europeo invita inoltre l’UE a incrementare i finanziamenti delle agenzie locali nella RDC dell’ONU che contribuiscono a proteggere i civili nel paese.
Oltre l’invito al governo nazionale e ai i leader provinciali della RDC di cooperare con le autorità italiane e le Nazioni Unite, il PE chiede che vengano processati tutti i responsabili di violazioni dei diritti umani ed esorta le autorità nazionali a sospendere dai propri incarichi i funzionari responsabili di tali crimini.
I deputati invitano il governo della RDC a combattere la corruzione nel settore pubblico, utilizzando anche il meccanismo di sanzioni dell’UE e chiedono inoltre l’organizzazione di elezioni credibili per il 2023 e un chiaro impegno nel garantire una sicurezza sostenibile nella RDC orientale.
Il Parlamento Europeo esprime infine preoccupazione per la situazione umanitaria e di sicurezza nel paese, a causa dell’aumento del numero di sfollati interni, le attività militari svolte da milizie armate straniere e nazionali e per le operazioni di contrabbando di risorse naturali. Invita quindi gli investitori internazionali, compresa la Cina, a rispettare il diritto internazionale, incluse le norme in materia di estrazione mineraria.
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Il Papa in Iraq “Tacciano le armi, basta violenze ed estremismi”
ROMA (ITALPRESS) – “Tacciano le armi!. Basta violenze, estremismi, fazioni e intolleranze. Le differenze, invece di dar luogo a conflitti, cooperino in armonia nella vita civile”. Lo ha detto Papa Francesco, rivolgendosi a 150 rappresentanti delle autorità irachene, società civile, e corpo diplomatico, nel salone del Palazzo presidenziale di Baghdad.
Il Pontefice ha ricordato come in Iraq sia nata la civiltà “strettamente legata, attraverso il Patriarca Abramo e numerosi profeti, alla storia della salvezza”, e ha ricordato la pandemia da Covid-19, “che non ha solo colpito la salute di tante persone, ma ha anche provocato il deterioramento di condizioni sociali ed economiche già segnate da fragilità e instabilità”. Una crisi che richiede “sforzi comuni” per i “tanti passi necessari”, come “un’equa distribuzione dei vaccini per tutti”, ha evidenziato il Pontefice, ribadendo “la necessità di ripensare i nostri stili di vita, il senso della nostra esistenza per uscire da questo tempo di prova migliori di come eravamo prima e costruire il futuro più su quanto ci unisce che su quanto ci divide”.
Il Pontefice ha sottolineato che “la coesistenza fraterna ha bisogno del dialogo paziente e sincero, tutelato dalla giustizia e dal rispetto del diritto” e questo richiede l’impegno di tutti “per superare rivalità e contrapposizioni, e parlarsi” a partire dall’identità più profonda e comune “quella di figli dell’unico Dio e Creatore”. Da qui un forte appello: “Tacciano le armi! Se ne limiti la diffusione, qui e ovunque! Cessino gli interessi di parte, quegli interessi esterni che si disinteressano della popolazione locale. Si dia voce ai costruttori, agli artigiani della pace! Ai piccoli, ai poveri, alla gente semplice, che vuole vivere, lavorare, pregare in pace. Basta violenze, estremismi, fazioni, intolleranze!”.
“Stiamo curando le nostre ferite, ed ecco Lei, Santo Padre, le medica con noi”, ha detto il presidente della Repubblica Barham Ahmed Salih Qassim.
Il presidente iracheno ha lamentato che “soprattutto in Oriente”, il mondo “sta perdendo l’attitudine al pluralismo, alla diversità e all’accettazione dell’opinione dell’altro”, e questo “alimenta il terrorismo e l’incitamento alla violenza”.
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L’Italia blocca l’export di vaccini AstraZeneca in Australia
ROMA (ITALPRESS) – L’Unione Europea ha utilizzato per la prima volta il divieto di esportazione di vaccini anti covid-19 per bloccare l’invio di 250mila dosi AstraZeneca dall’Italia all’Australia. Il primo a dare la notizia è il Financial Times, secondo il quale sarebbe stata l’Italia, alla fine della scorsa settimana, a decidere di impedire l’esportazione notificando a Bruxelles la sua proposta di blocco nell’ambito del meccanismo di trasparenza delle esportazioni di vaccini dall’Ue. La notizia è stata confermata dal ministero degli Esteri che in una nota spiega: “Il Maeci ha ricevuto lo scorso 24 febbraio una richiesta di autorizzazione all’esportazione di vaccini anti COVID-19 da parte di AstraZeneca, ai sensi del Regolamento UE 2021/111 della Commissione Europea, approvato lo scorso 30 gennaio, che subordina l’esportazione di taluni prodotti alla presentazione di un’autorizzazione di esportazioni. In precedenti casi di richieste l’Italia – d’intesa con la Commissione – ha concesso il proprio nulla osta, trattandosi di modiche quantità di campioni destinati ad attività di ricerca scientifica”.
“Nel caso di quest’ultima richiesta, tuttavia, si trattava di ben 250.700 dosi di vaccino. Per tale ragione il Maeci, dopo aver consultato le altre amministrazioni italiane competenti – che hanno tutte espresso parere negativo – ha inviato il 26 febbraio scorso la proposta di non autorizzazione alla Commissione europea”. Nella nota vengono espresse le motivazioni del diniego. “Il fatto che il Paese destinatario della fornitura (Australia) sia considerato ‘non vulnerabilè ai sensi del Regolamento, il permanere della penuria di vaccini nella Ue e in Italia e i ritardi nelle forniture dei vaccini da parte di AstraZeneca nei confronti dell’Ue e dell’Italia, l’elevato numero di dosi di vaccino oggetto della richiesta di autorizzazione all’esportazione rispetto alla quantità di dosi finora fornite all’Italia e, più in generale, ai Paesi dell’Ue”.
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Coronavirus, ancora un record di nuovi positivi a Malta
LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Nelle ultime 24 ore, Malta ha registrato 336 nuovi casi di coronavirus; il numero più alto di un giorno dall’inizio dell’epidemia, quasi un anno fa. La domenica scorsa sono stati registrati 263 casi.
I nuovi casi sono stati registrati a seguito di 3.572 test di tamponi.
Intanto, le autorità sanitarie hanno confermato che tre pazienti hanno perso la vita causa del coronavirus nelle ultime 24 ore. Le ultime vittime sono una donna di 61 anni e un uomo di 41 anni che erano ricoverati all’ospedale Mater Dei e una donna di 78 anni che è morta nella sua residenza. Fino ad oggi, la pandemia ha causato 319 vittime. Gli attualmente positivi sono 2.931.
Fino a lunedì, le autorità sanitarie hanno somministrato 81.883 dose di vaccino contro il coronavirus con 29.021 individui che hanno ricevuto la seconda.
Il sindacato che rappresenta gli infermieri ha annunciato che il governo ha aperto un terzo reparto di terapia intensiva per affrontare il problema dell’aumento dei casi positivi di COVID-19. Il sindacato ha espresso preoccupazione e ha affermato che la situazione sta avendo gravi effetti negativi su altri interventi medici presso l’ospedale Mater Dei.
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Congo, Di Maio “Massimo sforzo per ottenere la verità”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ stato straziante accogliere al fianco del presidente Draghi e dei familiari le salme dei nostri due connazionali vittime del vile agguato che ha stroncato le loro giovani vite e sconvolto quelle dei loro cari. Un ritorno a casa tragico che ci riempie di angoscia. Nei nostri cuori abitano allo stesso tempo un dolore attonito e un orgoglio profondo per questi uomini che hanno sacrificato la loro esistenza al servizio dell’Italia, della pace, dell’assistenza ai più deboli”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nella sua informativa alla Camera sull’attacco in Congo, costato la vita all’ambasciatore Luca Attanasio, al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista congolese Mustapha Milambo.
“Tutti noi dobbiamo onorare questi nostri eroi stringendoci attorno alle loro famiglie e alla loro memoria, come comunità nazionale e istituzioni, non risparmiando alcuno sforzo per arrivare alla verità sulla loro tragica fine e rafforzando l’impegno e l’attenzione per l’Africa, un continente cruciale per gli equilibri del mondo”, ha sottolineato Di Maio.
“Quanto è successo ha evidenziato ancora una volta il tema della sicurezza di alcuni paesi in cui operano i nostri diplomatici e i nostri militari”, ha aggiunto. La Farnesina, ha spiegato Di Maio, “classifica la Repubblica democratica del Congo in terza fascia di rischio su quattro”. “L’ambasciata – ha poi precisato – è dotata di due vetture blindate”.
“L’ambasciatore e il carabiniere si sono affidati al protocollo delle Nazioni unite che li ha presi in carico fin da Kinshasa, su un aereo della missione Onu per il viaggio fino a Goma”, ha spiegato il titolare della Farnesina, che ha riferito di aver chiesto “un rapporto dettagliato sull’attacco al convoglio”. “Al Programma alimentare mondiale e all’Onu – ha aggiunto – abbiamo chiesto formalmente l’apertura di un’inchiesta che chiarisca l’accaduto, le motivazioni alla base del dispositivo di sicurezza utilizzato e in capo a chi fossero le responsabilità di queste decisioni. Abbiamo anche spiegato che ci aspettiamo nel minor tempo possibile risposte chiare ed esaustive”.
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