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San Marino, torna il Veglione degli Studenti

SAN MARINO (ITALPRESS) – Il Segretario di Stato per il Turismo di San Marino Federico Pedini Amati e i ragazzi dell’Associazione Studentesca Sammarinese hanno presentato l’edizione 2021 del Veglione degli Studenti “Next – School Ending Party” che si terrà sabato sera alla Cava degli Umbri P.7 dalle 19 con cena e dopocena durante la quale si esibiranno i Djs sammarinesi DE/LAB, Martin Minotti e Simone Giacomini.
All’evento potranno partecipare solo persone vaccinate, con tampone negativo entro le 48 ore precedenti o con certificato che attesta la presenza di anticorpi nel sangue.
Il numero massimo di persone che può accedere all’evento è stato fissato in 1200 e al momento sono 500 i biglietti venduti. Da domani le prevendite saranno vendute anche in Italia. L’evento è organizzato secondo i protocolli di ISS, Protezione Civile e Gendarmeria nel rispetto dei decreti sammarinesi ed è patrocinato dal Congresso di Stato.
“Durante questo ultimo anno il mio pensiero è andato molto spesso ai giovani sammarinesi. Chi più di loro ha sofferto le restrizioni? Sono stati bravi, hanno rispettato le regole imposte e sono arrivati al termine di un anno scolastico molto duro, non meritano di chiudere l’anno senza il loro Veglione… Come ho detto più volte, credo fortemente che, rispettando regole e protocolli, si possa tornare ad organizzare eventi, anche di ballo e sono davvero contento che i primi a tornare a ballare siano proprio i nostri ragazzi – ha detto Pedini Amati -. Conoscerli e collaborare con loro è stato un piacere, hanno la mia fiducia e sanno che dovranno ripagarla. Ci sarà massima intransigenza sul rispetto delle regole e massima attenzione su ogni tipo di abuso. E’ una festa e il clima deve essere tale, non ammetto storture. Come è noto proseguiremo, durante l’estate, con altri eventi musicali e di ballo, vorrei precisare che non lo facciamo per sfidare la sorte ma perchè i numeri, i protocolli, gli sforzi fatti e l’attualità sammarinese ce lo permettono. Permettetemi di concludere dicendo che personalmente preferisco sapere che i nostri ragazzi partecipano ad eventi all’interno del territorio e che il mio sogno è che San Marino possa presto tornare ad avere una sua discoteca”.
“Siamo molto felici di poter tornare a stare insieme, a ballare, a divertirci. Dopo un anno in cui siamo stati costretti a stare in casa abbiamo voglia di muoverci, di uscire, di fare qualcosa di diverso… Per questo permetteteci di ringraziare il Segretario di Stato Pedini Amati e tutto il Congresso di Stato”, ha spiegato Matteo Dappozzo, Presidente NEXT Associazione Studentesca Sammarinese.
Edoardo Pasolini, Vice Presidente NEXT Associazione Studentesca Sammarinese, ha aggiunto: “Vorrei rassicurare tutti, saremo super rigidi sul rispetto delle norme perchè vorremmo una serata indimenticabile”.
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I giovani della generazione post-covid “Sì al vaccino, basta Dad!”

ROMA (ITALPRESS) – Fiduciosi nella scienza e favorevoli al vaccino anti-Covid di cui auspicano di poter beneficiare al più presto. Manifestano un sensibile calo della fiducia nei confronti dell’Unione Europea, della magistratura, dell’informazione e della politica, da cui non si sentono ascoltati. Non lamentano un peggioramento del rendimento scolastico a causa della Dad, ma provano nostalgia della ‘cara vecchia scuolà, convinti di essersi persi qualcosa di importante nel corso dell’ultimo anno, e ritengono che la Dad penalizzi determinate categorie di studenti. Costretti a rimodulare le proprie giornate, rimpiangono il tempo libero e riscoprono l’importanza della libertà. Reagiscono all’incertezza del presente rifugiandosi negli affetti e tra viaggi, stadi e concerti associano al calore di un abbraccio il ritorno alla normalità.
Questo il ritratto della ‘generazione post-Covid’ tracciato dal 9° Rapporto di ricerca dell’Osservatorio ‘Generazione Proteò della Link Campus University, realizzato quest’anno in partnership con Grandi Scuole, e che ha intervistato circa 2mila studenti italiani, e che restituisce come sempre alle istituzioni e al dibattito pubblico aspettative e paure, ambizioni e contraddizioni dei giovani italiani. I risultati sono stati presentati alla Link Campus University alla presenza del Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.
“Dalla ricerca – ha spiegato Carlo Alberto Giusti, Rettore della Link Campus University – emerge una generazione di ragazzi profondamente lucidi, che hanno imparato a gestirsi adeguatamente anche con la didattica a distanza, ma che non vedono l’ora di riappropriarsi di una piena socialità e di quello scambio costante di visioni e di idee che solo la partecipazione fisica può garantire”.
“La Dad – ha detto il Ministro Bianchi – non è stata un’alternativa alla presenza, ma una risposta all’assenza, a un abbandono che sarebbe stato ancora più drammatico per tutti coloro che già vivevano una situazione di difficoltà. Ci sono molti casi in cui partendo dalla Dad si sono sviluppati percorsi didattici fortemente innovativi. Gli studenti di oggi sono nati con un telefono e un computer. Compito della scuola oggi è anche insegnare loro la capacità critica per usare gli strumenti a disposizione”.
“Il 9° Rapporto – secondo il sociologo Nicola Ferrigni, direttore dell’Osservatorio ‘Generazione Proteò – ci consegna l’identikit della ‘generazione post-Covid’, che abbiamo definito come quella dei ‘giovani leopardì, termine che evoca tanto il poeta quanto il felino. Da una parte infatti c’è il pessimismo che contraddistingue il poeta, dall’altra lo slancio felpato del predatore alla ri-conquista del proprio territorio. Il poeta e il felino, quindi, che vivono una costante tensione tra il subire e il reagire in tutti i diversi ambiti e contesti che definiscono una quotidianità infettata dalla pandemia. Ma con uno sguardo rivolto al futuro, e al recupero di una normalità che, come l’abbraccio che la identifica, non appartiene alla sfera dell’avere o del fare, quanto piuttosto a quella dell’essere”.
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Youtube app più utilizzata dai ragazzi, phonk nuovo trend musicale

MILANO (ITALPRESS) – Secondo i risultati di un’indagine condotta da Kaspersky, le categorie di siti web più ricercate dai ragazzi sono state “software, audio, video” (44%), “mezzi di comunicazione online” (22%) e “giochi per computer” (14%). Tra le applicazioni più popolari, YouTube è in testa con un ampio margine e continua a essere il servizio di video streaming più utilizzato tra i ragazzi di tutto il mondo. Al secondo posto c’è l’app di messaggistica istantanea WhatsApp, seguita dal social network TikTok. Guardando a YouTube, il 17% delle ricerche totali fatte da ragazzi e bambini riguarda i video musicali. Anche la categoria “tendenze” riscuote un discreto successo con i video su “pop it and simple dimple” e “Asmr” che rappresentano il 4% delle query. Stessa percentuale per il videogioco Gacha Life che rientra nelle prime posizioni. Analizzando, invece, i gusti musicali, oltre alle band di K-POP tra cui Bts e Blackpink e i cantanti Ariana Grande, Billie Eilish e Travis Scott, è stato individuato un nuovo trend musicale, il phonk. TikTok rimane il leader indiscusso tra bambini e ragazzi, ma cambiano le attività per cui viene utilizzato. Infatti, oltre a cercare videoclip e lip sync di canzoni, cresce l’interesse verso contenuti educativi e creativi. I bambini, infatti, in questo ultimo anno hanno sfruttato il web anche per imparare. Nello specifico, è stata rilevata una crescita di interesse verso i video “creativi” come i beat e le lezioni di musica. TikTok rimane il principale trendsetter musicale per i bambini. Se guardiamo ai videogiochi, quelli più popolari tra ragazzi e bambini sono gli ormai noti Minecraft (23%), Fortnite (7%) Among Us (4%) a cui si aggiungono Brawl Stars (6%) e il tanto amato Roblox (4%). Quest’ultimo è presente nella top 10 dei giochi più apprezzati dai ragazzi in quasi tutti i paesi presi in esame. Tra tutte le aree geografiche, il Kazakistan con il 26% è quello in cui si registra una maggiore tendenza a visitare siti dedicati ai giochi per PC, seguito dal Regno Unito con il 19%. La situazione cambia se guardiamo ai dati dell’India, dove i bambini non hanno quasi mai visitato siti dedicati ai videogiochi (solo il 5%).
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Premiati i vincitori delle Olimpiadi delle scienze naturali

ROMA (ITALPRESS) – Il meccanismo d’azione dei vaccini contro il Coronavirus, la migrazione della farfalla Vanessa, il confronto tra le caratteristiche della Terra e quelle della Luna, la mineralogia, l’uovo amniotico dei rettili, le precipitazioni e i cicloni. Sono alcuni dei temi affrontati dalle studentesse e dagli studenti che hanno partecipato alla XIX edizione delle Olimpiadi delle Scienze Naturali. Giovedì 20 maggio sono stati proclamati i vincitori.
La competizione ha avuto inizio con le fasi di Istituto, che si sono svolte nelle scuole e hanno coinvolto circa 20.000 fra ragazze e ragazzi di tutte le regioni d’Italia e di tre scuole italiane all’estero.
Alle gare nazionali, che si sono svolte online tra l’8 e il 15 maggio, hanno preso parte, poi, 125 fra studentesse e studenti. Da rilevare, in particolare, quest’anno, l’aumento della partecipazione delle ragazze: 45 su 125 partecipanti alla fase finale nazionale, pari al 36%, il dato più alto mai registrato finora nella competizione.
Tre le categorie della gara: biennio, triennio biologia e triennio scienze della Terra. Gli studenti del biennio si sono cimentati con domande sul meccanismo d’azione dei vaccini contro il coronavirus, la migrazione della farfalla Vanessa, il confronto tra le caratteristiche della Terra e quelle della Luna, l’azione degli agenti geomorfologici, gli organuli e le altre strutture cellulari e le rispettive funzioni.
I ragazzi del triennio-sezione scienze della Terra hanno risposto a quesiti sulla mineralogia, le rocce e le facies metamorfiche, le precipitazioni e i cicloni, e la classificazione delle rocce in base alla loro origine.
Gli studenti del triennio-sezione biologia, hanno infine affrontato domande sulla struttura, il ciclo replicativo e gli effetti delle infezioni del virus SARS-CoV-2, la biochimica della bioluminescenza della medusa Aequorea victoria, il potenziale d’azione e il canale del sodio voltaggio dipendente, l’uovo amniotico dei rettili, gli ormoni, le loro funzioni e le ghiandole endocrine che li producono.
Nello specifico, i primi quattro classificati nella categoria triennio-sezione biologia rappresenteranno l’Italia alla 32° edizione delle Olimpiadi Internazionali di Biologia, organizzata online dal Portogallo. Mentre gli studenti Gabriele Cristaudo, Andrea Toninello, Elisa Sabadini e Claudia Guidolin porteranno i colori dell’Italia alla 15° edizione delle Olimpiadi Internazionali di Scienze della Terra organizzate online dall’India.
Le Olimpiadi delle Scienze Naturali sono promosse dall’ANISN (Associazione degli Insegnanti di Scienze Naturali), con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione. La cerimonia ufficiale di premiazione della XIX edizione delle Olimpiadi delle Scienze Naturali è prevista a settembre, in diretta sul sito del Ministero.
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Agroalimentare, Generazione Z punta su Made in Italy e sostenibilità

MILANO (ITALPRESS) – Amore e fiducia per i prodotti di eccellenza Made in Italy, DOP e IGP, attenzione alla sostenibilità ambientale e lotta allo spreco alimentare; questi gli elementi chiave della filiera agroalimentare del domani per i giovani italiani. E’ quanto emerge da uno studio condotto da AstraRicerche per McDonald’s sulle aspettative e i comportamenti dei giovani (15-25 anni) nei confronti della transizione ecologica. I dati sono stati presentati nel ciclo di incontri che ha toccato Sicilia, Emilia-Romagna e Veneto, dal titolo “Dalla produzione al consumo, la sfida dell’agroalimentare di qualità verso la transizione ecologica”, organizzati da Fondazione Qualivita e Origin Italia in collaborazione con McDonald’s.
Dalla ricerca emerge che le giovani generazioni conoscono in modo chiaro, molto più del campione generale, il concetto di transizione ecologica della filiera alimentare (60% vs 42.2%), ma affermano anche di volerne sapere di più (40% vs 35%): segno di un impegno realmente interessato e curioso in merito.
Per gli appartenenti alla GenZ la rilevanza dell’alimentazione è molto cresciuta negli ultimi 5 anni; si parla di una percentuale pari al 45% a livello nazionale, contro il 34.4% del campione Italia. L’interesse per il cibo porta i giovani a muoversi per visitare sagre, eventi e fiere a tema, sia all’interno della propria regione, per il 33%, sia in altre regioni, per il 21%.
La Generazione Z si caratterizza anche per grande attenzione alla sostenibilità (ambientale e sociale) – 7 giovani su 10 -, e allo stesso tempo per una certa diffidenza nei confronti degli annunci che le aziende fanno in questo ambito – si fidano davvero solo 4 intervistati su 10.
Quando si parla di sostenibilità del cibo i giovani del nostro Paese danno la priorità alla sostenibilità ambientale (72%), a cui seguono sostenibilità economica di filiera (66%) e sostenibilità sociale (66%). Inoltre, ben il 97% della GenZ si dice disposto a pagare di più un prodotto garantito come sostenibile, nella maggior parte dei casi (56%) perchè pensa che i prodotti ‘sostenibilì siano anche migliori dal punto di vista qualitativo.
La generazione Z, quando si parla di impatto negativo delle diverse fasi della filiera, mette al primo posto gli sprechi del consumatore (51%), seguiti dal trasporto (47%), dalla lavorazione/trasformazione industriale (44%), e dal packaging (40%).
Transizione ecologica per i giovani significa anche valorizzazione del cibo e delle eccellenze locali; la maggior parte di loro, infatti, ritiene che le differenti tradizioni alimentari delle regioni siano uno dei massimi punti di forza del nostro Paese (51%).
Per il 58% dei giovani intervistati, la definizione di cibo “locale” corrisponde a quella regionale o del gruppo di regioni limitrofe; una percezione più ampia rispetto al campione nazionale, che parla di cibo regionale per il 45.3% e provinciale o comunale per il 38.5%.
Elevatissimo il livello di conoscenza delle certificazioni DOP e IGP (91% dei giovani intervistati); minore ma comunque alto il livello di fiducia nelle certificazioni alimentari: il 66% dei giovani italiani ritiene il marchio Made in Italy sinonimo di garanzia; per il 62% di loro lo è anche il marchio DOP, e per il 56% il marchio IGP.
Anello più a valle della filiera agroalimentare è la ristorazione, che ha il ruolo fondamentale di connettere la produzione e la distribuzione con il consumatore.
La ristorazione tra i giovani italiani ha una immagine molto positiva: è considerata un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo (70%), parte fondamentale dell’economia (66%), in grado di dare lavoro a moltissimi italiani (66%). Un attore fondamentale anche a livello sociale: il 58% dei giovani intervistati si aspetta infatti che il settore della ristorazione si adoperi per educare il consumatore ai corretti stili alimentari e inviti i cittadini ad essere responsabili (55%).
“In questi anni McDonald’s è riuscito a portare al grande pubblico le eccellenze del Made in Italy, tradizionalmente considerate di nicchia, riuscendo a educare i clienti sulla qualità e sui prodotti italiani. Così oggi, in uno scenario mutato, cogliamo la nuova sfida della transizione ecologica, un percorso che dobbiamo cogliere insieme a tutta la filiera agroalimentare, di cui noi siamo l’ultimo anello, il vero punto di contatto con le giovani generazioni. Io credo che la ristorazione in questo abbia un ruolo fondamentale perchè intercetta le esigenze dei consumatori, e può farle risalire lungo tutta la filiera suggerendo agli altri attori quali azioni concrete mettere in pratica”, afferma Mario Federico amministratore delegato McDonald’s Italia.
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Enapa, al via Servizio civile universale per 82 giovani

ROMA (ITALPRESS) – Primo giorno d’impegno per 82 giovani tra i 18 e i 28 anni nel Servizio Civile Universale (SCU), che svolgeranno per un anno in 47 sedi territoriali Enapa, il patronato di Confagricoltura, accompagnati nel loro percorso da operatori locali di progetto specificamente formati. Sono 6 i programmi in cui saranno coinvolti, che vanno dalla conoscenza della normativa previdenziale e socio-assistenziale, fino ai temi che collegano il servizio civile con le più ampie dinamiche sociali e culturali della società. Sono 57 le ragazze e 25 i ragazzi che, con un rimborso mensile, hanno scelto di impegnarsi per i diritti degli anziani e le persone che soffrono di disagi e esclusione sociale. L’esperienza formativa si svolge nelle 16 regioni coinvolte dall’iniziativa: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto. Al termine verrà rilasciato un attestato. L’attività dei patronati – sottolinea Confagricoltura, che ha istituito il proprio nel 1992 – è stata ancora più preziosa in quest’anno di pandemia. Milioni di cittadini hanno potuto usufruire di un’assistenza professionale per i servizi come, ad esempio, i sussidi per la disoccupazione, i bonus Covid, gli assegni familiari, le pratiche per la pensione, e le varie misure di contrasto alla povertà e alle conseguenze sociali generate dal virus. In particolare, i sei progetti Enapa in cui sono impegnati i ragazzi dello Scu hanno l’obiettivo di contrastare la fragilità socioeconomica e l’isolamento, in particolare degli anziani, nel Centro Italia, nel Nord Ovest, nel Nord Est, Nel Sud e nelle Isole. Particolare attenzione – conclude Enapa -, sarà data alla tutela del diritto alla salute, all’accesso ai servizi sociali e sociosanitari per garantire autonomia e benessere.
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Piano Estate nelle scuole, 5.888 candidature per i fondi Pon

ROMA (ITALPRESS) – Grande interesse da parte delle scuole per il Piano Estate, lanciato lo scorso 27 aprile dal ministro Patrizio Bianchi. Sono 5.888 infatti le candidature arrivate al Ministero dell’Istruzione per ottenere i fondi PON (fondi europei), che rappresentano una delle fonti di finanziamento messe a disposizione per la realizzazione delle attività. In particolare, hanno fatto domanda per ricevere i fondi 5.162 scuole statali, 667 paritarie, 59 Centri di Istruzione per gli adulti.
Un segnale di attenzione da parte delle scuole, che hanno fatto richiesta per oltre 400 milioni sui 320 disponibili. Nelle prossime ore sarà pubblicata la graduatoria complessiva delle candidature pervenute e positivamente valutate, in base ai criteri del bando. La prossima settimana sarà, invece, pubblicata l’assegnazione delle risorse alle scuole ammesse allo stanziamento PON, che rappresenta solo una parte delle risorse (510 milioni in tutto) stanziate per il Piano Estate: nei giorni scorsi ciascun Istituto scolastico ha ricevuto una parte, 18mila euro in media, delle risorse del primo decreto sostegni per attivare iniziative estive.
Si tratta, in tutto, di 150 milioni assegnati a livello nazionale (in allegato la tabella con la quantificazione regionale). Terminano poi domani le domande per ulteriori 40 milioni destinati ad aree ad alta dispersione scolastica o caratterizzate da povertà educative.
“Da parte delle scuole c’è stata una partecipazione davvero importante – sottolinea il Ministro Patrizio Bianchi -. C’è voglia di ripartire e c’è voglia di farlo mettendo al centro le ragazze e i ragazzi. I fondi europei che abbiamo messo a disposizione in particolare per le aree più fragili del Paese possono essere utilizzati nei prossimi mesi per recuperare la socialità persa a causa dell’emergenza sanitaria, per potenziare competenze, per cominciare a costruire un ponte verso il prossimo anno. Stiamo lavorando intensamente per una scuola post-pandemia, più accogliente, inclusiva, affettuosa. Lavoriamo per un nuovo inizio. E ringrazio tutte le scuole, il personale, per l’impegno che stanno mettendo anche in questo nuovo capitolo”.
In particolare, con riferimento al bando PON, le scuole hanno inviato progetti per attivare soprattutto moduli di potenziamento linguistico, di rafforzamento delle competenze di base, soprattutto in Italiano e nelle materie cosiddette STEM (materie scientifiche), moduli sul digitale.
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Imprese, in 10 anni in calo quelle guidate da giovani

ROMA (ITALPRESS) – In dieci anni sono mancate all’appello quasi 156mila imprese giovanili, con un calo del -22,4%. Il risultato è che a fine 2020 si contano circa 541 mila imprese giovanili iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di commercio contro le 697mila presenti nel 2011. E se prima un’impresa su 10 era under 35, ora il peso dei giovani sul tessuto imprenditoriale è sceso all’8,9%. E’ quanto emerge dall’indagine Unioncamere-InfoCamere sulla nati-mortalità delle imprese, secondo cui la crisi pandemica ha certamente contribuito a frenare la voglia di fare impresa dei giovani, che tradizionalmente incide per quasi un terzo sulle nuove iscrizioni. Solo nel 2020 si sono perse 18.900 nuove imprese giovanili rispetto al 2019, con una perdita del 18,0% contro il -16,9% delle altre imprese. Ma di fronte al Covid i giovani imprenditori si mostrano più resilienti e sembrano guardare al futuro con maggiore positività rispetto agli altri colleghi. Secondo un’indagine del Centro Studi delle Camere di commercio G. Tagliacarne sull’impatto della pandemia sull’attività 2020 dell’imprenditoria giovanile, il 43% dichiara di non avere avuto perdite di fatturato contro il 36% delle altre imprese. E chi ha perso terreno ha maggiori aspettative di recupero. Il 68% delle imprese under 35 manifatturiere prevede infatti un ritorno ai livelli produttivi del pre-covid entro il 2022, contro il 60% delle altre imprese. Una percentuale che sale al 75% per gli imprenditori giovani che hanno investito in industria 4.0. Dal punto di vista territoriale la perdita del numero di imprese giovanili registrata tra il 2011 e il 2020 ha riguardato tutta la nazione. In proporzione al totale delle imprese esistenti, invece, si identifica un cluster territoriale abbastanza definito intorno alle regioni del centro Italia, in cui la perdita complessiva di imprese giovanili si colloca tra il 28 e il 34% nell’arco del decennio. Lo “spopolamento” dell’imprenditoria giovanile dell’ultimo decennio ha colpito maggiormente i settori tradizionali delle costruzioni, del commercio e dell’industria manifatturiera, sia in valore assoluto che relativo. Nel primo, in dieci anni si è praticamente dimezzato lo stock delle imprese edili under 35 esistenti alla fine del 2011, passate da 135mila a poco più di 65mila unità alla fine del 2020 (69mila imprese in meno, pari ad una riduzione nel decennio del 51,8%). Nel commercio, la riduzione è stata di circa 50mila unità (-25,5%) e nelle attività manifatturiere di poco più di 17mila (-36,8%). A espandersi (+3mila imprese nell’intero periodo, +14% in termini relativi) è stato il solo comparto dei servizi alle imprese. Le tipologie d’impresa più interessate dal fenomeno di contrazione della base imprenditoriale under 35 sono le imprese individuali (-130mila unità, pari ad una riduzione del 25,6%). Infine, sotto il profilo dimensionale, il decennio da poco concluso ha visto cedere maggiormente la classe delle imprese fino a 5 addetti, la più numerosa stante il suo peso del 94% sul totale delle realtà giovanili (-26,6% nel periodo), seguita da quella da 50 a 249 addetti (-20,6%).
(ITALPRESS).