ROMA (ITALPRESS) – Il Ministro della Salute e della Popolazione egiziano, Khaled Abdel Ghaffar, si è recato in visita al Policlinico Gemelli, con al seguito una nutrita delegazione. La visita è stata promossa da Eni ed Eni Foundation nell’ambito dell’impegno su temi di salute, nei Paesi all’interno dei quali opera. A fare gli onori di casa, il Direttore Generale, professore Marco Elefanti; il professore Antonio Gasbarrini, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; e il professore Giovanni Scambia, direttore scientifico di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.
“Il Policlinico Gemelli – ha ricordato Gasbarrini – è al momento uno dei principali nosocomi italiani con un’offerta di salute a 360 gradi, anche se al momento il nostro fiore all’occhiello sono le cure oncologiche; in termini di numero di pazienti trattati (110.000 pazienti oncologici trattati ogni anno) il Gemelli è il primo ospedale in Italia. Nella classifica stilata ogni anno da Newsweek siamo al 37° posto nel mondo e tra i primi dieci in Europa. Siamo lieti e onorati che abbiate deciso di visitare il nostro ospedale”.
“E’ un piacere per noi visitare questo che è considerato tra i primi ospedali al mondo – ha commentato il Ministro Abdel Ghaffar -. Tra le principali expertise accreditate nel mondo avete il Cancer Center, il centro di riabilitazione visiva e il centro trapianti. Siamo ansiosi di conoscere di più delle vostre attività e di inviare alcuni dei nostri medici e infermieri a fare training qui da voi. Sarebbe infatti interessante mettere a terra una partnership tra l’Università Cattolica e le nostre Facoltà di Medicina”, ha aggiunto il Ministro della Salute, che in precedenza ha ricoperto il ruolo di Ministro dell’Educazione Superiore e della Ricerca. Un’altra possibilità di cooperazione si apre sul fronte della ricerca. “In Egitto abbiamo eccellenti team di ricerca in diversi campi – ha ricordato il Ministro – come l’oncologia pediatrica (il Children’s Cancer Hospital Egypt 57357 è il più grande ospedale dedicato all’oncologia pediatrica del mondo), l’oncologia, le patologie correlate dall’epatite C (l’Egitto ha eradicato l’HCV e ha una storia di successo nel trattamento dell’epatocarcinoma). Abbiamo adottato un programma nazionale sul tumore della mammella – ha proseguito il Ministro – e anche in questo settore siamo alla ricerca di collaborazioni. In pochi anni siamo riusciti a passare dal diagnosticare il 75% dei casi in stadio 4, all’attuale 29% di diagnosi in fase tardiva; un risultato ottenuto grazie ad un vasto e capillare programma di screening e ad un’offerta di trattamento gratuito. Molto importante anche il nostro programma di trapianto di midollo per talassemia; abbiamo 6-7 centri dedicati al trapianto di midollo, ma anche lunghe liste d’attesa e quindi abbiamo bisogno di collaborazioni anche in questo settore. Ci sono insomma tanti ambiti nei quali possiamo lavorare insieme”.
“Il Gemelli – ha spiegato il professor Giovanni Scambia – è impegnato in numerose linee di ricerca che comprendono tutti i campi, da quella di base a quella clinica. Il filo conduttore di queste ricerche è la medicina di precisione, attraverso la caratterizzazione genomica, trascrittomica, proteomica di diverse malattie, soprattutto in ambito oncologico, ma anche delle malattie rare. Abbiamo anche un forte interesse nelle biotecnologie innovative e stiamo lavorando al miglioramento di tutte le facility robotiche del nostro ospedale, sia in ambito chirurgico, che di laboratorio. Abbiamo centralizzato tutta la ricerca, dalle strumentazioni al personale, in 22 facility. E oggi possiamo contare su una fortissima unità di ricerca di fase 1 per lo studio di nuovi farmaci e di seguire tutti i trial clinici con diverse attività di ricerca di base. Abbiamo già in atto molte collaborazioni di ricerca con l’Egitto, ad esempio in ambito di ginecologia oncologica, anche attraverso la nostra società scientifica europea (European Society of Gynaecological Oncology (ESGO). Condividere dei pathway educazionali comuni è la base per lavorare insieme ai trial. Siamo molto interessati a collaborare per l’effettuazione di studi clinici”.
“Dallo scorso anno – ha ricordato il Ministro della Salute egiziano – l’Egitto si è dotato di una legge sui clinical trial, abbiamo dunque il framework e riteniamo che questa sia una buona base di partenza per collaborare a trial clinici multicentrici mettendo a disposizione anche le nostre facility e i nostri enormi data base in diversi ambiti di ricerca”.
“L’Egitto ha deciso di investire molto in sanità e sta trasformando il Nasser Institute Hospital – ha ricordato la professoressa Maha Ibrahim del Medical Research Institute egiziano – in un centro di ricerca scientifica destinato a diventare una vera e propria ‘medical city’. In quest’ottica sono previste numerose collaborazioni internazionali nel settore dell’oncologia pediatrica, dell’oncologia e dei trapianti d’organo. Abbiamo dunque bisogno di esplorare e conoscere il know how dei principali centri di ricerca internazionali per capire come applicarlo da noi e di certo ci saranno molti ambiti di collaborazione con il Gemelli”.
“Il Gemelli – ha ricordato Andrea Cambieri, direttore Sanitario di Fondazione Policlinico Gemelli – è il più grande ospedale d’Italia e uno dei principali in Europa, con i suoi oltre 1.500 posti letto, 100 dei quali di terapia intensiva, 69 sale operatorie, 4 delle quali dedicate alla chirurgia robotica, 8 dipartimenti clinici. Al suo interno operano 6.000 dipendenti (tra i quali 1.100 medici, 2.300 infermieri). Qui vengono effettuati oltre 100 mila ricoveri l’anno, metà dei quali oncologici e questo fa di noi il più grande ospedale oncologico in Italia, con il nostro Comprehensive Cancer Center e oltre 22 Tumor Boards. Siamo anche un ospedale chirurgico che effettua oltre 80 mila interventi l’anno (molti di ambito oncologico), oltre che un importante ospedale di emergenza che serve come hub center delle più importanti patologie tempo-dipendenti (ictus, infarto, trauma, ecc) per una popolazione di 1,5 milioni di persone della parte settentrionale del Lazio e di Roma”.
“Il Policlinico Gemelli – ha sottolineato Massimo Antonelli, direttore del Dipartimento di Emergenza – gioca anche un ruolo importante nelle maxi-emergenze, come quelle che possono verificarsi in occasione di disastri ferroviari, terremoti, ma anche a seguito di contaminazioni chimiche e nucleari. Ogni anno organizziamo delle simulazioni per tenere vive le conoscenze sul trattamento di questi pazienti; all’interno del nostro Policlinico opera anche un nucleo di vigili del fuoco, in grado di montare le tende di decontaminazione nell’arco di 20 minuti”.
Al termine dell’incontro nella Sala Consiliare, la Delegazione al seguito del Ministro della Salute è stata accompagnata dal professor Gasbarrini a visitare alcune facility di ricerca e reparti del Policlinico A. Gemelli.
foto ufficio stampa Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS
(ITALPRESS).
Il Ministro della Salute egiziano in visita al Policlinico Gemelli
Percorso antitruffa per anziani da Comune di Roma, Polizia e Acli
ROMA (ITALPRESS) – E’ stato presentato in Campidoglio il nuovo progetto “Sono anziano ma non ci casco”, promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, attraverso un finanziamento della Prefettura di Roma, in collaborazione con le Acli di Roma e Polizia di Stato. L’iniziativa, lanciata a ridosso della Giornata Mondiale dei nonni e degli anziani, è dedicata alla prevenzione e al contrasto delle truffe ai danni degli anziani e si articolerà in una serie di incontri che verranno effettuati nei centri anziani di tutti i Municipi di Roma Capitale, coinvolgendo oltre 2.000 anziani. I primi due appuntamenti sono in programma a partire già dal mese di luglio: giovedì 27 e venerdì 28, presso gli stabilimenti “Punti Blu” di Roma Capitale a Ostia e a Maccarese. “Sono anziano, ma non ci casco” fornirà consigli difensivi alle vittime prescelte di truffatori e malintenzionati, instaurando un rapporto diretto tra cittadini e Commissariati e Distretti della Polizia di Stato di zona. “L’intento – spiega l’ assessore alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale Barbara Funari – non è solo quello di prevenire e contrastare una potenziale truffa, ma riuscire anche a sostenere gli anziani ‘nel dopò per aiutarli a superare il normale sentimento di vergogna, che spesso provano, grazie ad un adeguato supporto psicologico. Purtroppo i truffatori non vanno in vacanza e, soprattutto in estate, gli anziani sono più esposti a diventare vittime di malintenzionati.’Sono anziano, ma non ci cascò è un primo tassello di un progetto a cui daremo continuità anche nei prossimi anni, perchè come Amministrazione vogliamo continuare a mettere al centro le persone anziane, soprattutto se si trovano in condizioni di fragilità”. Le Acli di Roma, insieme alla Fap, all’US Acli e alla Polizia di Stato, si occupano di antitruffa sin dal 2014. Questo nuovo progetto prevede come novità anche delle pillole video in cui verranno inscenate delle truffe ed indicati i metodi per riuscire a riconoscerle ed impedirle. In occasione dell’evento finale, a conclusione dell’iniziativa, verrà stampato anche un vademecum antitruffa che rimarrà a disposizione degli anziani nei Municipi. “Con questo progetto – dichiara la presidente delle Acli di Roma Lidia Borzì – mettiamo a sistema una buona pratica a cui teniamo molto, con un’alleanza di corresponsabilità che, grazie alla coprogettazione, ha dato forza a un importante lavoro di rete tra associazione e istituzioni. I percorsi antitruffa sono un’attività alla quale da tempo ci dedichiamo, perchè rappresentano un modo per aiutare tante persone anziane che troppo spesso finiscono incolpevolmente vittime dei malintenzionati. Oggi vogliamo fare un salto ulteriore in avanti con un percorso che ha un triplice valore: aiuta a prevenire le truffe, rendendo gli anziani più accorti e vigili, contrasta la solitudine e rafforza i legami creando una rete di prossimità per prendere in carico l’anziano a tutto tondo”. “La polizia di Stato – ha aggiunto il vicequestore Aggiunto della Polizia di Stato Francesca Picierno – tra i suoi compiti ha anche la tutela delle persone anziane. L’arma vincente per difendersi dai truffatori, che colpiscono il 32% degli over 65, è sicuramente il passaparola e fare più possibile rete. E’ utile anche chiamare subito il numero unico di emergenza 112 per consentire alla polizia di intervenire subito e cogliere i malintenzionati in flagranza di reato”. Alla presentazione è intervenuta anche la Garante dei Diritti degli anziani, Laila Perciballi.(ITALPRESS).
Foto: Ufficio Stampa Comune di Roma
A Roma la quarta edizione di Ecam Council, confronto tra Europa e Africa
ROMA (ITALPRESS) – Lunedì prossimo, in concomitanza con la “Conferenza internazionale sulla migrazione e lo sviluppo”, si tiene a Roma la quarta edizione di ECAM Council, iniziativa che nasce da un’idea di Kamel Ghribi, presidente di GKSD Investment Holding e Paolo Rotelli, vice presidente del Gruppo San Donato, in collaborazione con The European House – Ambrosetti.
ECAM Council è una piattaforma che promuove il confronto e il dialogo, con focus particolare nei rapporti tra Europa, Africa la regione MENA. Per la IV edizione, in arrivo a Roma 4 capi di Stato, Armenia, Sierra Leone, Ghana e Somalia, il vice presidente della Repubblica di Nigeria, il primo ministro della Repubblica di Uganda, il primo ministro della Repubblica del Niger, il primo ministro della Libia. Inoltre un parterre di ministri e di esperti in ambiti strategici, quali l’agricoltura e la sanità. Per l’Italia presenti il ministro Maria Elisabetta Alberti Casellati e Luigi Di Maio, inviato speciale per l’UE nel Golfo Persico. Al centro degli interventi, il tema della sicurezza alimentare e la sanità sostenibile, aree in cui cresce la necessità di collaborazione tra le istituzioni pubbliche e la comunità imprenditoriale.
“Creare soluzioni concrete e durature attraverso investimenti strategici pubblici e privati, in Africa e in Medio Oriente questo è l’obiettivo primario di ECAM Council, ma anche costruire ponti di solidarietà, così come abbiamo fatto durante la pandemia. Solo affrontando insieme la complessità dei cambiamenti che stiamo vivendo, potremo garantire un futuro migliore alle nuove generazioni”, afferma Kamel Ghribi, presidente di ECAM Council.
Foto Agenzia Fotogramma
(ITALPRESS).
Tentato omicidio in un centro d’accoglienza per migranti a Roma, 3 arresti
ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri della Compagnia di Roma Trastevere hanno arrestato 3 cittadini del Pakistan di 23, 25 e 26 anni, in Italia senza fissa dimora ma temporaneamente domiciliati presso il centro di permanenza di largo Tommaso Perassi, tutti gravemente indiziati del reato di tentato omicidio in concorso ai danni di un cittadino egiziano di 23 anni, ospite dello stesso centro. I militari, a seguito di richiesta giunta al numero di emergenza 112, hanno raggiunto la struttura che ospita diversi cittadini stranieri, dove poco prima, era stata segnalata una lite e la conseguente caduta di un uomo dal balcone del primo piano. I Carabinieri hanno raccolto gravi elementi indiziari in ordine al fatto che i tre uomini pakistani, per futili motivi, avrebbero offeso con frasi discriminatorie, pare con riferimento alla propria fede religiosa, il 23enne egiziano e successivamente lo avrebbero afferrato per le braccia e le gambe e una volta sollevato di peso lanciato di peso dal balcone della camera dove erano alloggiati, situata al primo piano, ad una altezza di circa 4 metri. La vittima è stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata all’Ospedale Aurelia Hospital, in codice rosso ma non in pericolo di vita, dove è ancora ricoverata in osservazione.
Il Tribunale di Roma ha convalidato il fermo e ha disposto il carcere per tutti.
foto Carabinieri
(ITALPRESS).
Più di 400 chiamate persecutorie, arrestato a Roma un 36enne
ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri della Compagnia della Compagnia di Roma Eur, su delega della Procura della Repubblica di Roma hanno eseguito un’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Roma, che dispone la misura della custodia cautelare in carcere per un cittadino indiano di 36 anni, senza fissa dimora, irregolare sul territorio nazionale a seguito di diniego del riconoscimento dello status di protezione internazionale, trattenuto nel centro di permanenza per i rimpatri di Roma Ponte Galeria, gravemente indiziato di atti persecutori con più di 400 telefonate, nelle quali ossessionato da una donna romana, la minacciava di morte facendole comprendere di essere a conoscenza delle sue vicende personali, evidentemente tramite appostamenti o comunque condotte controllanti. L’uomo era già stato condannato per atti persecutori nei confronti della stessa donna, in un altro procedimento. In prosecuzione rispetto alle condotte già contestate, dopo aver espiato la pena in data 24 aprile 2023, sulla base delle denunce presentate dalla donna ai Carabinieri della Stazione di Roma Villa Bonelli, è gravemente indiziato, con condotte reiterate di avere aggredito e minacciato nuovamente la stessa donna, cagionandole un perdurante e grave stato di ansia e paura e un concreto timore per la propria incolumità personale in ragione della gravità delle minacce, in alcuni casi anche facendo riferimento a una pistola. In particolare il 30 maggio 2023 è indiziato di aver effettuato 21 telefonate alla donna, provando un approccio nonchè minacciandola di morte; nei giorni successivi, fino al 9 giugno, effettuava – anche in orario notturno- più di 260 tentativi di chiamata rimasti senza risposta; il 10 giugno telefonava alla donna minacciandola nuovamente di morte dicendole che le avrebbe tagliato la testa; dal 28 al 30 giugno 2023 effettuava ben 146 chiamate alla donna; il 9 luglio scorso la ricontattava telefonicamente cercando nuovamente un contatto con lei. L’uomo è stato associato presso la casa Circondariale di Roma Regina Coeli. Parte delle condotte contestate, l’uomo è indiziato di averle compiute quando si trovava presso il centro di permanenza per rimpatri di Potenza. I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma quando hanno saputo che all’uomo era stato negato il riconoscimento dello status di protezione internazionale, quindi era uscito dal CPR ed era di nuovo libero ma irregolare sul territorio nazionale, si sono subito attivati per assicurare una scorta alla vittima e garantirle protezione. Allo stesso tempo sono state avviate le ricerche dell’uomo che è stato rintracciato a Roma il 17 luglio scorso e accompagnato presso il centro di permanenza per rimpatri di Ponte Galeria dove ieri sera è stato arrestato.(ITALPRESS).
Foto: ufficio stampa Carabinieri Roma
Nel Lazio stagione della caccia al via dal 17 settembre
ROMA (ITALPRESS) – Con decreto del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e su proposta dell’assessore alla Caccia e alla Pesca, Giancarlo Righini, è stato approvato il calendario venatorio regionale e il regolamento per la stagione 2023-2024 nel Lazio.
La stagione avrà inizio il 17 settembre 2023 e terminerà il 31 gennaio 2024. Per l’intero periodo la caccia è consentita tre giorni per ogni settimana, che il titolare della licenza può scegliere fra quelli di lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica.
Per l’intera stagione venatoria 2023/2024, a ciascun cacciatore è consentito abbattere complessivamente: non più di cinque capi per ogni specie di: lepre europea e starna; non più di dieci capi della specie moriglione; non più di quindici capi della specie fagiano e tortora; non più di venti capi della specie beccaccia; non più di venticinque capi per ogni specie di: beccaccino, canapiglia, codone, frullino, marzaiola, mestolone e quaglia; non più di cinquanta capi della specie allodola.
Durante la stagione, l’esercizio venatorio è consentito nei periodi e per le specie di selvaggina di seguito indicati:
a) Specie cacciabili dal 17 settembre 2023 al 30 settembre 2023: tortora (prelievo consentito ai soli cacciatori autorizzati).
b) Specie cacciabili dal 17 settembre 2023 al 30 ottobre 2023: quaglia.
c) Specie cacciabili dal 17 settembre 2023 al 10 dicembre 2023: lepre europea.
d) Specie cacciabili dal 17 settembre 2023 al 31 dicembre 2023: coniglio selvatico, fagiano, merlo.
e) Specie cacciabili dal 17 settembre 2023 al 15 gennaio 2024: cornacchia grigia, gazza.
f) Specie cacciabili dal 17 settembre 2023 al 31 gennaio 2024: alzavola, beccaccino, canapiglia, codone, fischione, folaga, frullino, gallinella d’acqua, germano reale, marzaiola, mestolone, moriglione (prelievo consentito ai soli cacciatori autorizzati), porciglione, volpe.
g) Specie cacciabili dal 1 ottobre 2023 al 31 dicembre 2023: allodola.
h) Specie cacciabili dal 1 ottobre 2023 al 20 gennaio 2024: beccaccia.
i) Specie cacciabili dal 1 ottobre 2023 al 31 gennaio 2024: cesena, colombaccio, ghiandaia, tordo bottaccio, tordo sassello.
j) Specie cacciabile dal 1 ottobre 2023 al 30 novembre 2023: Starna.
k) Specie cacciabili dal 1 novembre 2023 al 31 gennaio 2024: cinghiale.
Per la specie moriglione (Aythya ferina) è previsto un limite di carniere regionale complessivo pari a 834 capi per tutta la stagione venatoria 2023-2024. A tal proposito, la caccia al moriglione su tutto il territorio venabile regionale sarà consentita ai soli cacciatori che presentino apposita richiesta all’ATC di competenza e che ricevano l’assegnazione del numero massimo di capi abbattibili.
Per la specie tortora è previsto, invece, un limite di carniere regionale complessivo pari a 5.534 capi per tutta la stagione venatoria 2023-2024, compresa l’eventuale preapertura che verrà stabilita con successivo decreto.
Con successivo decreto è stato, inoltre, stabilito che dal 1 al 10 febbraio 2024 compreso, sarà consentito l’esercizio venatorio alle specie colombaccio e ghiandaia.
«Il calendario – spiegano l’assessore all’Agricoltura, Giancarlo Righini e il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Enrico Tiero — è stato stilato dopo un proficuo lavoro di concertazione con il comitato faunistico venatorio regionale e successivo parere Ispra. Siamo pienamente soddisfatti del risultato raggiunto perchè siamo riusciti ad assecondare gran parte delle richieste espresse dalle associazioni interessate. Si tratta di un grande passo in avanti rispetto al passato, in termini di trasparenza e concretezza. Occorre salvaguardare le peculiarità dei cacciatori e delle loro comunità rurali alle prese soprattutto con il proliferare dei cinghiali che oltre ad ingenti danni all’agricoltura, stanno provocando pericolosi incidenti, anche mortali, sulle nostre arterie. Il decreto approvato in merito sancisce un cambio di marcia evidente nel metodo e nel merito dei provvedimenti. L’amministrazione Rocca si dimostra vicina alle istanze del mondo venatorio e alle esigenze dei nostri territori».
Nei prossimi giorni, infine, sarà emanato un ulteriore decreto che disciplini la caccia al cinghiale, dove si terrà conto delle indicazioni fornite dall’Ispra e dal commissario governativo finalizzate a un maggiore e più efficace contrasto alla peste suina africana (Psa).
Con successivo provvedimento, infine, verrà regolamentato l’esercizio venatorio per il versante laziale del Parco nazionale Abruzzo Lazio Molise e per l’Isola di Ponza.
Per esercitare la caccia, il cacciatore dovrà essere munito del tesserino venatorio, valido su tutto il territorio nazionale. Per il prelievo di selezione è previsto uno specifico tesserino.
– foto: Agenzia Fotogramma –
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Al Parco Archeologico del Colosseo l’evento “Gladiatori nell’Arena”
ROMA (ITALPRESS) – Il Parco archeologico del Colosseo presenta l’evento espositivo “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, ideato e realizzato dal Parco archeologico del Colosseo con la curatela di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Barbara Nazzaro e Silvano Mattesini. L’evento si compone di una installazione multimediale permanente e di una esposizione temporanea visitabile dal 21 luglio 2023 al 7 gennaio 2024 all’interno dei sotterranei del Colosseo. L’idea di questa iniziativa nasce innanzitutto dal recupero e valorizzazione del criptoportico orientale del Colosseo che in età romana collegava l’Arena con il quartiere delle palestre realizzate dall’imperatore Domiziano, di cui quella più famosa è il Ludus Magnus, la più grande, ma anche l’unica di cui si conserva parte delle strutture antiche. Qui i gladiatori si allenavano e si preparavano alle esibizioni. Nel XIX secolo la costruzione di un collettore fognario a servizio del popoloso quartiere Esquilino ha interrotto questa antica connessione, che oggi finalmente torna ad essere ripristinata: grazie ad una sofisticata presentazione multimediale con proiezione olografica, perfettamente orientata sull’asse Colosseo-Ludus Magnus, sarà virtualmente “demolito” il muro che interrompe il collegamento, restituendo così al pubblico una visione unitaria dell’area archeologica contemporanea, mentre i gladiatori torneranno a solcare l’originario pavimento in opus spicatum del criptoportico, avanzando verso l’Arena vestiti delle loro pesanti armature. Per rendere ancora più completa questa esperienza di conoscenza e valorizzazione, la riapertura del Criptoportico dei Gladiatori sarà raccontata assieme ad una esposizione temporanea che intende illustrare una selezione delle principali tipologie di coppie di gladiatori che si esibivano in combattimento sul piano dell’Arena e che con ogni probabilità proprio dal Ludus Magnus e dalle limitrofe caserme arrivavano al Colosseo. L’allestimento, che si snoda in alcuni degli ambienti sotterranei degli ipogei, abbina reperti originali di età romana, che riproducono immagini di gladiatori colti nelle tipiche posizioni da combattimento, con ricostruzioni, al vero, delle loro armature, realizzate secondo la tecnica antica dello sbalzo e della fusione dal Maestro Silvano Mattesini. E’ così possibile ammirare le armature complete del Murmillo e del Thraex, accanto agli elmi originari di Pompei provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ai preziosi elmi miniaturistici in ambra provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Aquileia e alla stele funeraria del Murmillo Quintus Sossius Albus, ugualmente da Aquileia. Sono inoltre esposti al pubblico i graffiti dei gradini della cavea del Colosseo in cui il pubblico dell’epoca aveva rappresentato i propri beniamini in combattimento, accanto alle armature complete di un Retiarius e di un Secutor. Quella dell’Hoplomachus con il suo tipico scudo rotondo, avversario del Murmillo, è esposta accanto a due statuine da Aquileia, una anche in lega metallica. Infine un video illustra le fasi delle riproduzioni delle armature, forgiate con il ricorso alle tecniche antiche, nell’ambito di un progetto di archeologia sperimentale. All’interno di questa cornice programmatica il PArCo ha accolto la proposta di una partnership con il Gruppo Hornblower, primaria azienda statunitense attiva nei trasporti e nel turismo fondata a Boston nel 1926, orientando la propria mission verso una politica di partecipazioni pubblico-private. La valorizzazione del Criptoportico e dei sotterranei, con il racconto di ciò che effettivamente avveniva in questi luoghi, restituisce al contesto la sua originaria funzione e rientra a pieno titolo nella strategia culturale che contraddistingue le azioni del Parco archeologico del Colosseo – dichiara Alfonsina Russo, Direttore del Parco archeologico del Colosseo. Ampliare l’offerta culturale con tecnologie innovative, che consentano di rendere immediatamente percepibile la funzione e le vicende storiche dei monumenti, costituisce uno degli obiettivi primari che il PArCo da sempre porta avanti, anche con il partenariato pubblico-privato che negli anni ha contribuito a realizzare importanti progetti finalizzati soprattutto al miglioramento della fruizione e dell’accessibilità sia fisica che culturale. (ITALPRESS).
Foto: ufficio stampa Parco Archeologico del Colosseo
Roma, 7 arresti per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti
ROMA (ITALPRESS) – Quasi un chilo di stupefacente e la somma di 6 mila euro quanto rinvenuto e sequestrato dal personale della Polizia di Stato dei Falchi della Squadra Mobile della Questura capitolina in una duplice operazione antidroga. La prima operazione, effettuata nella zona del Quarticciolo presso uno stabile, è arrivata alla fine di un’intensa attività di indagine che ha portato al rinvenimento all’interno di un appartamento di alcuni etti di hashish. Infatti, gli agenti della Mobile, messo in atto un espediente al fine di accedere di sorpresa all’interno dell’abitazione, riuscendo ad eludere l’alta soglia di ‘sorveglianzà dedicata, dopo aver identificato le due persone all’interno, hanno effettuato la perquisizione che ha permesso di rinvenire lo stupefacente celato all’interno dell’appartamento. Le due persone, un uomo ed una donna, entrambe romane di 45 e 20 anni, al termine delle indagini sono state arrestate. Anche nella seconda operazione, effettuata dai Falchi della Squadra Mobile di Roma, sono due gli arrestati in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, in concorso tra loro. Durante un mirato servizio contro lo spaccio di droga, in zona Casilino, gli investigatori hanno assistito, in diretta, a uno scambio di droga in cambio di denaro, dove un uomo, in atteggiamento di attesa fuori dalla propria autovettura, veniva raggiunto da un’altra persona, a bordo di un’altra autovettura, che parcheggiava dietro alla precedente. Il secondo arrivato scendeva con una busta che consegnava all’altro, in cambio di un involucro voluminoso. A quel punto gli agenti sono subito intervenuti bloccando le due persone e identificandole. Ingente il ‘bottinò recuperato: oltre 7 etti tra cocaina e hashish e la somma in denaro di quasi 6 mila euro. Per entrambe le operazioni l’Autorità Giudiziaria ha convalidato i 4 arresti. Mentre in zona Trastevere, gli agenti della Polizia di Stato del XV Distretto Ponte Milvio, a seguito di un servizio dedicato, hanno fermato due 15enni che ‘agivanò all’interno di Villa Sciarra. I due fermati, è stato successivamente appurato, non avevano fatto accesso all’interno della Villa dall’ingresso principale, bensì da un’apertura creata nella rete di recinzione e, nei pressi di una panchina presente nella Villa, davano vita alla loro illecita attività. Gli agenti del XV° Distretto, dopo aver assistito ad uno scambio con un cliente, sono intervenuti riuscendo a bloccare i due ragazzi, non senza poche difficoltà. I due, infatti, per sfuggire agli investigatori hanno opposto notevole resistenza aggredendo i poliziotti. Il loro ‘modus operandì, al quale sono risaliti gli investigatori tramite le chat scambiate su di una nota piattaforma di messaggistica, consisteva nello svolgere l’attività esclusivamente in orario pomeridiano, dalle 17.00 in poi, non limitandosi a vendere la droga al dettaglio, ma anche in grammature consistenti (da 50 a 100 grammi), ovviamente concordate prima, sempre attraverso messaggi. Dal riscontro dei cellulari, oltre alla consolidata attività di spaccio posta in essere dai due minori, sono emerse anche le diverse modalità di acquisto offerte ai clienti quali uno ‘scontò a seconda della quantità di stupefacente ordinata, oppure, a seconda dell’importo di droga acquistato era possibile usufruire di una consegna a ‘domiciliò. I 2 pusher ‘in erbà, trovati in possesso di oltre 3 etti di hashish ed di un importo di 800 euro, al termine delle indagini sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio e resistenza a Pubblico Ufficiale, avendo costretto alcuni agenti a ricorrere alle cure sanitarie con prognosi dai 5 ai 3 giorni. Convalidato infine l’arresto da parte dell’Autorità Giudiziaria. Infine, in zona Casilino, gli agenti della Polizia di Stato del VI Distretto, a seguito di una specifica attività d’indagine, tramite un escamotage, sono riusciti ad accedere all’interno di un appartamento dove un italiano di 47 anni celava diversi involucri di cocaina, una somma in denaro di 40 euro, materiale per il confezionamento e per la pesatura della sostanza stupefacente e la contabilità manoscritta riportante cifre e nomi dell’illecita attività di spaccio. L’uomo è stato così arrestato e l’Autorità Giudiziaria lo ha successivamente convalidato. (ITALPRESS).
Foto: Ufficio stampa Polizia Roma









