ROMA (ITALPRESS) – E’ nata a 36.4 settimane e sta bene Marta, nome di fantasia, la bimba operata in utero a sole 25 settimane di gestazione perchè affetta da spina bifida. Il complesso intervento chirurgico è stato eseguito con successo dalla equipe multidisciplinare composta da ginecologi ostetrici, neonatologi, anestesisti e neurochirurghi della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.
La diagnosi ecografica, si legge in una nota, è stata eseguita al quinto mese di gravidanza e confermata mediante risonanza magnetica (RM) fetale: mielomeningocele lombosacrale di circa 2 centimetri con ventricolomegalia cerebrale e dislocamento verso il basso del cervelletto. Il mielomeningocele è uno dei difetti più comuni del Sistema Nervoso Centrale, può causare gravi disabilità permanenti, quali difficoltà motorie, paraplegia, idrocefalo, dislocazione verso il basso di cervelletto e tronco encefalico, disfunzione della vescica e dell’intestino, deformità ossee, possibili ritardi cognitivi e disfunzioni sessuali. I deficit neurologici sono causati dal danno anatomico proprio del difetto e dall’esposizione prolungata delle strutture nervose al liquido amniotico, motivo per cui la riparazione prenatale in utero migliora la salute del prodotto del concepimento correggendo chirurgicamente l’anomalia e contrastando il progressivo peggioramento durante la vita intrauterina.
“In genere questa grave forma di spina bifida viene operata nei primi giorni di vita – spiega il professor Marco De Santis, Associato di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica, responsabile della UOS Prevenzione, Diagnosi e Terapia dei Difetti Congeniti, afferente alla UOC di Ostetricia e Patologia ostetrica diretta dal professor Antonio Lanzone, Ordinario di Ginecologia e Ostetricia all’Università Cattolica, campus di Roma -, ma trattarlo in utero previene dei danni ulteriori che nel corso della vita prenatale si possono avere sulle strutture nervose, soprattutto sul cervelletto. Fare l’intervento in utero è sicuramente un modo per ridurre alcune di queste disabilità. Studi randomizzati – conclude il professor De Santis – hanno dimostrato che operare prima della nascita garantisce risultati migliori che intervenire successivamente”.
Il delicato intervento chirurgico sul feto in open surgery (a cielo aperto), sottolinea la nota, è stato eseguito con apertura della parete addominale materna, incisione e apertura della parete uterina, esteriorizzazione del feto nella parte da operare, correzione neurochirurgica della spina bifida e successivo riposizionamento del feto e chiusura di utero e parete addominale. Il successivo decorso della gravidanza è stato privo di complicanze sia per la madre che per il nascituro e il taglio cesareo è stato eseguito a oltre 36 settimane di gestazione. Questo è il secondo caso di intervento in utero su un bimbo affetto da spina bifida al Policlinico Gemelli, il primo risale ad agosto 2020.
L’equipe multidisciplinare del Policlinico Gemelli si conferma come centro di riferimento nazionale per questo trattamento prenatale in open surgery, prosegue la nota. L’ottima riuscita dell’intervento è stato il risultato del lavoro di un team specialistico. Dell’equipe ostetrica, coordinata dal professor De Santis, hanno fatto parte: la professoressa Lucia Masini, le dottoresse Daniela Visconti e Francesca Turchiano, l’ostetrica strumentista Agresta Francesca. La delicata anestesia è stata affidata agli anestesisti Stefano Catarci e Nicoletta Filetici. L’intervento neurochirurgico è stato eseguito dai professori Gianpiero Tamburrini, Luca Massimi e dal dottor Bianchi Federico.
Ora Marta è nelle mani esperte dell’Unità di Spina bifida e Uropatie malformative del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, qualificato centro per il trattamento di questa patologia, diretta dalla professoressa Claudia Rendeli, ricercatrice in pediatria generale e specialistica all’Università Cattolica, campus di Roma, dove vengono seguiti nel tempo bimbi con difetto di chiusura del tubo neurale dalla diagnosi al trattamento pre e postnatale.
foto ufficio stampa Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS
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Nata al Gemelli bimba operata in utero perchè affetta da spina bifida
Rifiuti, Sindaco di Roma “Folle preferire discarica a termovalorizzatore”
ROMA (ITALPRESS) – “Il Presidente Conte considera folle la decisione di realizzare un termovalorizzatore a Roma per garantire l’autosufficienza impiantistica all’unica capitale europea che ancora non ce l’ha. Mi permetto invece di ricordare che folle è stato non avere fatto nulla per 5 anni come con la Raggi sindaca, senza un progetto nè un finanziamento, nessun nuovo impianto, una percentuale di raccolta differenziata trovata al 44% nel 2016 e così rimasta nel 2021”. E’ quanto afferma, in una nota, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che aggiunge: “Folle è stato consolidare per anni il conferimento in enormi discariche, quelle sì inquinanti per l’aria e per i terreni. Folle è stato consentire per anni di spendere immense quantità di denaro pubblico per trasferire montagne di rifiuti in mezza Europa in quei termovalorizzatori che qui, ipocritamente, si osteggiano. Tutti si spacciano per esperti ma la verità è che, a oggi, l’alternativa a Roma è tra maxidiscarica e termovalorizzatore. E noi abbiamo scelto, come tutte le altre metropoli, la soluzione che bandisce le discariche, utilizza le tecnologie più avanzate per non inquinare e produce energia. Noi chiuderemo il ciclo dei rifiuti a Roma contro i difensori delle discariche e contro tutti gli interessi che girano intorno ad un servizio inefficiente e costoso come quello che i romani subiscono dalla chiusura di Malagrotta in poi”.
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Roma, partiti dagli incroci di via Nomentana i lavori sui black points
ROMA (ITALPRESS) – Questa mattina il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, insieme all’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, e alla presidente del II Municipio, Francesca Del Bello, hanno presenziato all’avvio dei lavori sul primo “black point” all’incrocio tra via Nomentana e via Zara. E’ partito infatti questa mattina il primo degli interventi relativi al primo lotto di incroci tra i 175 più pericolosi e teatro di incidenti già individuati dall’Amministrazione capitolina in tutta la città. Nello specifico si lavorerà su tre intersezioni di via Nomentana-corso Trieste-via Lazzaro Spallanzani; via Nomentana-via Zara; corso Trieste-via Zara-via Alessandria; punti nei quali, nel corso degli ultimi 10 anni, si sono verificati 22 incidenti, con 13 feriti ed un morto; il 60% di questi sinistri ha comportato dei feriti ed il costo sociale medio annuo è stato di 800.000 euro. I lavori metteranno in sicurezza queste aree grazie a un nuovo schema di circolazione senza svolte a sinistra dirette su via Nomentana. L’intervento prevedrà anche: il rifacimento della segnaletica in tutta l’area d’incrocio; l’ampliamento e la riconfigurazione degli spazi pedonali per la messa in sicurezza dei percorsi e degli attraversamenti; la protezione dei passaggi pedonali con nuove isole fisiche “salvagente”; la riconfigurazione e protezione degli spazi di sosta, per impedire la sosta d’intralcio, in particolare a ridosso delle intersezioni e degli attraversamenti, e per garantire la massima visibilità: E ancora l’abbattimento di tutte le attuali barriere architettoniche attraverso la realizzazione di nuovi scivoli e la protezione degli spazi pedonali ampliati, con elementi dissuasori parapedonali a “croce di S. Andrea” e la riconfigurazione degli impianti semaforici. In corrispondenza dell’intersezione via Zara-via Nomentana il progetto prevedrà anche l’ampliamento delle isole di traffico lato Nomentana/Trieste verso il centro dell’incrocio – per impedire manovre di svolta non permesse – e la riconfigurazione dell’attraversamento pedonale semaforizzato. Verrà poi chiuso il varco che oggi permette l’accesso diretto da via Zara alla carreggiata centrale di via Nomentana, una manovra pericolosa e vietata, ma compiuta da molti veicoli. Conclusa questa prima parte di lavori entro il primo trimestre, gli interventi relativi al primo lotto proseguiranno e si concluderanno entro l’estate con gli incroci tra via Cristoforo Colombo e via Canale della Lingua, nel X municipio e l’incrocio tra via Cardinal Pacca e via del Casal di san Pio V. Il sindaco Roberto Gualtieri ha spiegato che “I lavori che oggi partono su via Nomentana sono parte del forte impegno che la nostra amministrazione ha preso per ridurre il numero di vittime della strada. L’ultimo fatto di cronaca sul Lungotevere Flaminio conferma tragicamente l’urgenza di intervenire in maniera decisiva per fermare la strage, agendo anche con progetti mirati nelle zone ritenute più a rischio. Entro l’anno interverremo complessivamente su 8 “black points” per poi proseguire con altri 75 entro il Giubileo. I black points sono uno degli strumenti da mettere in campo ma la nostra azione per migliorare la sicurezza stradale prosegue anche su altri assi fondamentali, come l’aumento dei controlli e degli autovelox e l’investimento su strumenti importanti come i 715 nuovi attraversamenti pedonali luminosi che abbiamo da poco annunciato. Inoltre, andiamo avanti con la progettazione di isole ambientali e zone 30, con i grandi interventi di manutenzione della viabilità che abbiamo da subito avviato per migliorare la qualità delle nostre strade e con il nostro lavoro per rafforzare il corpo della Polizia Locale. Ed è necessario anche un forte lavoro di sensibilizzazione per il rispetto delle regole e dei limiti di velocità: tra pochi giorni faremo infatti partire una grande campagna di comunicazione dedicata a questi temi. Dobbiamo fare ognuno la propria parte, perchè la sicurezza stradale riguarda tutte e tutti noi”. “I lavori che partono oggi sul primo black point sulla via Nomentana – ha dichiarato l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè – rappresentano un primo importante passo del lavoro che siamo chiamati a portare avanti sul tema della sicurezza stradale, per salvare vite umane e per raggiungere l’obiettivo che oggi potrebbe sembrare utopistico della cosiddetta ‘Vision Zerò, ossia zero morti e feriti sulle nostre strade. Roma Servizi per la Mobilità ha analizzato 30mila incidenti avvenuti negli ultimi dieci anni, classificandoli in base ad alcuni parametri come, ad esempio, il costo sociale dell’incidente, il numero di sinistri, la gravità e il flusso di traffico nella zona. Di incroci pericolosi ne abbiamo individuati 175 e, grazie a un accordo quadro, interverremo sui primi 75 entro il Giubileo”. Entro il 2023 si avvieranno i lavori del secondo lotto che è, invece, interamente dedicato a 4 “black points” presenti sulla Cristoforo Colombo e che si trovano all’incrocio del viale con “piazzale 25 marzo 1957” (Eur); e ancora all’intersezione con via Pindaro all’Infernetto, con via Federici e via Padre Semeria alla Garbatella e con piazzale dell’Agricoltura, sempre all’Eur.(ITALPRESS).
Photo Credits: ufficio stampa Comune di Roma
Intesa Sanpaolo, nel terzo trimestre 2022 export distretti Lazio +17,4%
ROMA (ITALPRESS) – Anche nel terzo trimestre del 2002 è proseguito il trend positivo dell’export dei poli tecnologici laziali, che hanno confermato una crescita a doppia cifra, pari a 17,4% (variazione tendenziale a prezzi correnti), che riflette la brillante performance registrata da tutti e tre i cluster analizzati. Nello specifico, il polo farmaceutico laziale chiude per il quarto trimestre consecutivo con un incremento delle esportazioni a doppia cifra (+17,6%), e si osservano segnali di accelerazione anche per l’aerospazio regionale (+17,7%) e l’ICT romano (+15,6%). Nei primi 9 mesi del 2022 le esportazioni dei poli hi-tech laziali hanno superato così 11,5 miliardi di euro, in crescita del 16% circa rispetto al corrispondente periodo del 2021. E’ quanto emerge dal Monitor dei Distretti del Lazio curato
dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, la Banca guidata da Carlo Messina.
Il polo farmaceutico del Lazio ha confermato il trend positivo già osservato nella prima parte dell’anno, chiudendo il 3° trimestre 2022 con un incremento delle esportazioni del +17,6%, grazie in particolare al traino delle vendite nei Paesi Bassi, secondo mercato di sbocco, e negli Stati Uniti, che dopo il fisiologico rallentamento osservato nel 2021 (dopo il boom del 2019) sono tornate a crescere.
Da segnalare anche i buoni risultati registrati nel Regno Unito, dopo il calo a doppia cifra del 2021. Bene le esportazioni anche in Svezia, Spagna, Austria e Giappone, tra i primi dieci paesi di destinazione dei prodotti del polo. Risultati negativi si sono invece registrati in Belgio – dove l’export del polo nel 3° trimestre ha registrato un lieve calo, pari a -2,8%, ma confermandosi su livelli elevati, e superiori a 1,2 miliardi di euro – e in Germania, terzo paese di destinazione delle esportazioni del cluster, verso il quale si registra una contrazione superiore al 50%, dopo la già negativa performance del 2021. Nel complesso, nei primi 9 mesi del 2022 le esportazioni del polo farmaceutico regionale hanno toccato quasi 9,5 miliardi di euro, in crescita del 18,4% rispetto al corrispondente periodo del 2021, confermandosi la primaria realtà italiana del settore in termini di valori esportati.
Le esportazioni, sebbene si siano posizionate su livelli storicamente elevati, sono su valori inferiori al 2019, anno di forte balzo dell’export del polo, trainato dal mercato statunitense Cresce per l’ottavo trimestre consecutivo l’export dell’ICT romano, chiudendo il periodo luglio- settembre 2022 con un incremento tendenziale del 15,6%.
A sostenere la performance del cluster hanno contribuito in particolare i buoni risultati ottenuti su quattro mercati: Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Pakistan, che hanno confermato il trend positivo della prima parte dell’anno. Si contrappongono invece i risultati ottenuti in Germania e Kuwait, che chiudono il trimestre in negativo. Anche l’export verso il Regno Unito evidenzia un calo, confermando il fisiologico rallentamento già osservato nel 2° trimestre 2022, dopo il balzo del 2021. Nel complesso, nei primi 9 mesi del 2022 le esportazioni del polo ICT romano hanno toccato quasi 830 milioni di euro, in crescita del 15,7% rispetto al corrispondente periodo del 2021.
Prosegue il trend positivo del polo aerospaziale del Lazio, che chiude il 3° trimestre con un aumento del 17,7%: le esportazioni nei primi 9 mesi del 2022 si sono così attestate su valori pari a 1.218 milioni di euro, 24 milioni in più rispetto al corrispondente periodo del 2021. A trainare le vendite nei primi 9 mesi del 2022 sono stati i risultati ottenuti in Arabia Saudita, Giappone e Qatar, mentre si osservano rallentamenti in Egitto, Indonesia e Regno Unito.
Continua il trend positivo anche per i due distretti tradizionali del Lazio: nel 3° trimestre del 2022 le esportazioni registrano valori in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per entrambe le realtà monitorate. Il distretto della Ceramica di Civita Castellana segna infatti per il nono trimestre consecutivo un incremento tendenziale delle vendite sui mercati esteri (+3,9%). Il risultato dei primi nove mesi del 2022 si porta quindi oltre i 98 milioni di euro, contro gli 88 mln del periodo gennaio-settembre 2021 (+12,1%). Tale crescita è solo in parte dovuta a fenomeni inflattivi: nello stesso periodo, infatti, l’indice dei prezzi alla produzione sui mercati esteri per gli articoli sanitari in ceramica ha subìto un aumento del 2,8%1. Nei primi nove mesi dell’anno, crescono i flussi verso quasi tutte le principali destinazioni commerciali; in primis i Paesi Bassi (+28,2% rispetto al periodo gennaio-settembre 2021), che si conferma primo partner commerciale per le esportazioni del distretto. In incremento anche le altre destinazioni europee: Austria (+5,8% nei primi nove mesi del 2022); Germania (+27,2%); Svizzera (+5,6%); Francia (+11,2%); Belgio (+48,1%); Spagna (+28,8%); in calo, invece, i flussi verso il Regno Unito (-10,5%), e stabili quelli verso gli Stati Uniti (-0,7%).
Nonostante il contesto difficile segnato da un forte incremento dei costi energetici per le aziende del distretto (molte delle quali ricomprese nell’elenco delle imprese energivore), l’ottimo posizionamento competitivo delle produzioni viterbesi in termini di qualità e design continua a sostenere le vendite sui mercati esteri, per un settore, quello della ceramica sanitaria, che esporta il 45% del proprio fatturato2. La crisi energetica continua a stimolare la ricerca di nuove soluzioni su risparmio idrico ed energetico3, sull’utilizzo di combustibili alternativi e sulle nuove formulazioni degli impasti che favoriscano l’utilizzo di materie prime locali e/o di recupero da altre filiere dell’edilizia, anche per diversificare nei confronti delle forniture di argille dal Donbass, rese più difficili dopo lo scoppio della guerra.
Per il distretto dell’Ortofrutta dell’Agro Pontino, la forte accelerazione dei flussi del 3° trimestre (+11,7% tendenziale) riporta il risultato cumulato dei primi nove mesi del 2022 in linea con quanto realizzato nello stesso periodo del 2021 (+0,9%). La provincia di Latina è specializzata in alcune produzioni, in particolare quella del kiwi, la cui raccolta si concentra nel trimestre autunnale.
Le prime stime sulla campagna di raccolta kiwi 2022 sono positive, con volumi in aumento rispetto al 2021, anno segnato da importanti gelate primaverili. Dei 162 milioni di euro complessivi di vendite sui mercati esteri nei primi nove mesi del 2022, oltre la metà (82 milioni) è stata realizzata verso la Germania, che cresce del 3,5% nel periodo. Stabili i flussi verso la Polonia (che però era cresciuta del 19% nel 2021); bene anche le vendite verso Paesi Bassi (+16,2% nei primi nove mesi dell’anno) e Francia (+6,1%); in forte calo le vendite verso gli Stati Uniti (-63,4%).
– foto: ufficio stampa intesa Sanpaolo
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Regionali Lazio, Meloni lancia Rocca “ci saranno colpi bassi ma non abbiamo paura”
ROMA (ITALPRESS) – Sala gremita, applausi, bandiere e tutto il centrodestra riunito a sostegno del candidato alla presidenza della Regione Lazio, Francesco Rocca, nel corso di un evento organizzato dalla coalizione in vista delle elezioni regionali del 12 e 13 febbraio. In prima fila all’Auditorium della Conciliazione di Roma, il presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, salutata al suo arrivo da una standing ovation. Oltre alla proiezione di un videomessaggio del presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, erano presenti, tra gli altri, il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il ministro della difesa Guido Crosetto. “Questo non è un luogo come un altro, in questa stessa identica sala il 16 dicembre di più di 10 anni fa nasceva Fratelli d’Italia, in questa stessa sala nasceva una esperienza che dal giorno della sua nascita fu raccontata come spacciata. Quando noi siamo nati per tutti nella migliore delle ipotesi noi avremmo dovuto restare ai margini, nella peggiore delle ipotesi a scomparire. E’ stato un percorso lungo ma non siamo scomparsi e non siamo rimasti ai margini”, ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dal palco della kermesse.
“Questa è una Regione che può avere molto di più, che può e deve fare la differenza. E’ una regione rimasta un pò indietro rispetto alle sue potenzialità e che ha bisogno di una sterzata. Quando abbiamo dovuto scegliere il candidato abbiamo pensato in grande, Francesco Rocca è una eccellenza italiana conosciuta nel mondo. C’è una ipocrisia enorme sul fatto che Rocca venga attaccato per la sua storia da chi ci dice che il carcere duro è troppo duro e che le droghe devono essere legalizzate. E’ una grande ipocrisia – ha proseguito Meloni – perchè la storia di Rocca è quella che ti mostra che le persone possono cambiare quando affrontano il loro passato, quando si assumono le loro responsabilità e guardano avanti. Manca una settimana” al voto per le regionali “e i colpi bassi si intensificheranno ma noi siamo vaccinati… prima, seconda, terza e quarta dose. Siamo vaccinati e non abbiamo paura. Francè non leggere niente, leggi lo specchio e la tua coscienza, non farti condizionare, ragiona con la tua testa e vai avanti senza avere paura”.
La premier ha toccato vari temi, dalle riforme al reddito di cittadinanza, dai migranti all’Europa fino al governo e ha sottolineato come “abbiamo avuto per molti anni una politica che aveva un orizzonte corto e guardava solo al consenso, quando puoi permetterti un orizzonte lungo le risposte non sono quelle che passano per la comunicazione ma che la gente si trova dentro casa. Tra 5 anni noi saremo ancora qui e non guarderò il consenso, ma i dati del Pil, dell’occupazione, la capacità di migliorare la condizione del paese e allora arriverà anche il consenso che non sarà effimero ma un consenso di chi l’ha costruito con risposte serie. Oggi gli italiani sperano che noi riusciamo a mettere mano alle incrostazioni di questa nazione, liberare le sue energie, darle la possibilità di dare ciò che merita perchè abbiamo il coraggio di farlo. Sappiamo che non sarà facile, ci saranno resistenze e trappole, dovremo sopportare menzogne ma dobbiamo farlo senza mai perdere di vista il nostro obiettivo. Cosa serve? Disciplina, concentrazione, coscienza, consapevolezza e visione, non ci manca niente di tutto questo e questo lavoro lo possiamo fare”, ha concluso Meloni.
Il candidato Francesco Rocca ha spiegato di sentire ogni giorno il “grido di dolore di una Regione completamente abbandonata a sè stessa, un grido di dolore che arriva dai nostri territori. Se noi a Roma ci sentiamo cittadini di serie B, nelle altre città” della Regione “si giocano altri campionati, si sentono cittadini di serie C, D… Noi torneremo a programmare. Abbiamo l’ambizione di essere misurabili, di far conoscere il punto di partenza e far vedere dove arriveremo tra 5 anni e poi avere il consenso per altri 5 anni. Hanno lasciato i nostri cittadini senza dignità nei pronto soccorso con tempi di attesa più alti d’Italia: 3, 4, 5 giorni in barella senza dignità, con pochissimo personale che fa ciò che può. Hanno macellato la sanità nelle nostre province”, ha concluso Rocca. Endorsement per Rocca arrivato anche dal Cavaliere: “siamo giunti alla fine di questa breve ma intensa campagna elettorale. Ormai mancano pochi giorni e poi cambieremo il futuro della vostra regione, che è la regione più importante d’Italia, perchè ospita una città, la città più illustre del mondo, la nostra capitale, la nostra Roma, ma anche per le tante altre eccellenze del Lazio, eccellenze del paesaggio e della storia, dell’arte e della scienza, dell’industria e dell’agricoltura, dei commerci e della ricerca. Il centrodestra – ha proseguito Berlusconi – ha scelto Francesco Rocca come candidato Presidente e ha deciso di mettere in campo con lui, capitano di grande valore, una squadra molto competente: una squadra che vincerà le prossime elezioni ma soprattutto che vincerà la sfida più bella e più difficile: quella di governare Roma per cinque anni in un modo profondamente diverso dal passato”.
Tajani ha spiegato che alle elezioni regionali “non solo vorrei vincere ma vorrei vincere bene per dimostrare che questo governo nazionale sta lavorando bene. Questo sarà un voto di fiducia non solo a Francesco Rocca, sarà un voto di fiducia anche al governo di centrodestra. Sono molto fiero dei ministri di Forza Italia perchè stanno lavorando bene, ma la cosa più bella che vedo nella compagine di governo è che c’è una collaborazione tra tutti i ministri”. Infine, Salvini ha rinsaldato la maggioranza di governo. “Mi spiace che una categoria di persone in 100 giorni hanno gufato giorno e notte, speravano che la borsa crollasse, che ci fossero disastri. Certo, non è un periodo facile ma noi qua stiamo per almeno 5 anni e governeremo insieme con la squadra di governo. Quando abbiamo fatto il primo Consiglio dei ministri mi sono domandato: chissà se riusciremo ad andare d’accordo. In questi 100 giorni ho trovato colleghi in gamba, ma con il passare del tempo quelli che sono colleghi in gamba conto e sono sicuro che diventeranno anche amici. Questa è la differenza tra colleghi di lavoro e essere una squadra”, ha concluso.
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Lazio, D’Amato “Rafforzare la sanità e chiudere il ciclo dei rifiuti”
ROMA (ITALPRESS) – E’ necessario “rafforzare il territorio, la prossimità è un elemento importante. Abbiamo a disposizione dei fondi importanti del Pnrr, circa 800 milioni, per rafforzare e costruire la rete territoriale. Abbiamo una popolazione che invecchia e che richiede nuove esigenze”. Così il candidato del centrosinistra e del Terzo Polo alla presidenza della Regione Lazio, Alessio D’Amato, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano Regionali dell’agenzia Italpress.
“Penso che nel post Covid il Paese debba riflettere seriamente sul Sistema sanitario – prosegue -, sempre visto come fonte di spesa e non di ricchezza, invece può essere un driver di benessere fisico ma anche economico. Lo dico da una Regione leader per l’export farmaceutico, c’è una grande ricerca e grandi professionalità”.
D’Amato, assessore alla Sanità uscente della Regione, spiega poi che “c’è grande stima del lavoro svolto” per il contrasto alla pandemia, “c’è apprezzamento per la concretezza e per il modello Lazio. E’ stata una emergenza difficile e dura ma l’abbiamo superata facendo squadra, ci ha consentito di essere guardati con grande attenzione”.
Il candidato del centrosinistra torna sulla questione dei rifiuti della Capitale spiegando che “va un pò cambiato il paradigma: non un problema ma una risorsa. Il ciclo dei rifiuti a Roma va chiuso, bisogna aiutare Gualtieri e fare ciò che si fa nelle altre capitali europee. E’ assurdo che abbiamo questi rifiuti che vanno in giro per migliaia di chilometri e vanno nei termovalorizzatori, il paradosso è che ci sono costi sociali e ambientale e benefici di cui usufruiscono cittadini non di Roma ma di altre realtà. E’ una situazione che va ricondotta in termini di normalità”, aggiunge.
Sempre parlando della Capitale, D’Amato auspica “l’aiuto di tutti affinchè Roma possa presentare il nostro Paese in maniera adeguata. Il Giubileo è un momento di culto importante, ma porterà anche un flusso di pellegrini di circa 40 milioni, un biglietto da visita per la città. Bisogna contribuire tutti a fare in modo che le opere necessarie vengano completate nei tempi stabiliti”.
Le Piccole e medie imprese “in me troveranno un presidente amico, sono un elemento importante. E’ chiaro che vanno sostenute, l’88% del nostro tessuto è fatto da Pmi – evidenzia – abbiamo delle eccellenze formidabili, siamo la seconda regione in Europa per l’industria dell’audiovisivo, e per noi è molto importante”. Infine autonomia e il rapporto con il MoVimento 5 Stelle. “Devo dare un giudizio negativo del provvedimento che è stato approvato dal Cdm, se io sarò presidente del Lazio esprimerò una contrarietà. Se parti dalla spesa storica per finanziare alcuni servizi, il rischio – avverte D’Amato – è che chi stava dietro resta dietro e chi stava più avanti va più avanti. Poi c’è il tema della fiscalità regionale, se il presupposto è l’invarianza significa che ci saranno Regioni che godranno di maggior benefici e altre meno. Le differenze rischiano di aumentare anzichè di assottigliarsi. Sono molto preoccupato del testo uscito, tra l’altro, senza alcun confronto con le Regioni”.
Il motivo del mancato accordo con il M5S per le Regionali nel Lazio “va chiesto a Giuseppe Conte, è lui che ha deciso che questo matrimonio non era da farsi – sottolinea D’Amato -. Noi stiamo governando il Lazio con questa esperienza che va da Terzo Polo al MoVimento 5 Stelle, le cose poi sono andate diversamente. Io mi rivolgo a tutti gli elettori sia dei 5 Stelle ma anche del centrodestra che vogliono avere un riferimento di valutare merito e risultati. Il voto è diretto al presidente e mi io rivolgerò a tutti”, conclude.
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Lazio, Bianchi “Faremo il reddito di cittadinanza regionale”
ROMA (ITALPRESS) – Ambiente, sanità, trasporti, ma anche lavoro, sostegno al reddito e autonomia differenziata sono i temi trattati dalla candidata alla presidenza della Regione Lazio per il MoVimento 5 Stelle, Donatella Bianchi, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’Agenzia Italpress. Per Bianchi sarà necessario fin da subito guardare al “rilancio del lavoro” ma anche attenzione alle “fasce più deboli” e alla troppa disoccupazione. Servirà “un sostegno dove non è possibile da subito la reintroduzione nel mondo del lavoro. Penso al Reddito di cittadinanza regionale, io non faccio promesse da campagna elettorale ma ho fatto i conti, ci sono più di 2 miliardi per la Regione Lazio di un fondo europeo che ci consente di reintrodurre un sostegno come il Reddito di cittadinanza in Regione, ci sono 350mila percettori che resteranno senza sostegno tra pochissimi mesi. Questa è dignità e dobbiamo garantirla, lo possiamo fare come Regione e metteremo in atto tutte le misure per questo, cercando poi di stimolare la reintroduzione nel mondo del lavoro”, aggiunge.
La candidata del M5S spiega poi la sua “ricetta” per la sanità della Regione: territorialità, maggiore personale all’interno degli ospedali, psicologo di base. “La sanità territoriale, bisogna partire da lì affinchè i pronto soccorso e gli ospedali non diventino un imbuto di tutti i problemi che possono essere diagnosticati e curati prima. Bisogna ripartire dalla medicina territoriale. Ripartiamo dal pubblico e rendiamo il privato complementare e non competitivo. La pandemia cosa ci ha insegnato? Che non ne siamo usciti migliori se durante la pandemia definivamo medici e infermieri ‘i nostri angelì e poi ce li siamo dimenticati – prosegue – sono precari e hanno stipendi da fame, costretti a lavorare facendo turni su turni addirittura entrando in competizione con chi viene chiamato dall’esterno. Bisogna incentivare alcune figure che sono chiave per far tornare i medici nei nostri ospedali perchè ne mancano troppi. Manca lo psicologo di base, altro problema drammatico che ci ha lasciato la pandemia e che diventa una figura necessaria”.
Poi l’ambiente, tema centrale nella vita di Bianchi. “L’ambiente è tutelare quel bene che la nostra Costituzione dall’anno scorso ha inserito tra i principi e che è trasversale a tutta una serie di scelte strategiche ed economiche. Vivere in armonia con la natura facendo una serie di scelte strategiche che ci portino in quella direzione che oggi crea economia. Il punto da cui partire: uno sviluppo di questa Regione ma in chiave di sostenibilità”. Secondo Bianchi poi l’annosa questione dei rifiuti nella Capitale non è risolvibile con il termovalorizzatore: “Noi stiamo dicendo che il termovalorizzatore risolve il problema dei rifiuti sotto casa, non mentiamo”. La strada è quella di “realizzare degli impianti più piccoli e di prossimità mirati a quella quota di indifferenziata che noi dobbiamo smaltire, è anche ciò che il Pnrr ci conferma dicendo che non si fanno investimenti su termovalorizzatori ma su altre tecnologie e siti di smaltimento”.
Per quanto riguarda la mobilità la candidata del M5S evidenzia le condizioni in cui tantissimi pendolari sono costretti a raggiungere Roma ogni giorno e sottolinea la necessità di “ripartire dalla riorganizzazione dei trasporti su ferro che è quello che ci dice l’Ue e che è la mobilità migliore per i pendolari”. Poi un commento sul ddl varato ieri dal Consiglio dei Ministri sull’autonomia differenziata che per Bianchi “è stata pensata male, una bozza riscritta quattro volte e oggi siamo qui e non sappiamo dove saranno le coperture per colmare le arretratezze e i gap che esistono già. Andiamo avanti con colpi di mano su progetti che rischiano di stravolgere e spaccare il nostro Paese? Non capisco come la premier continui a dire che l’autonomia unisca l’Italia. E’ un modo anche arrogante di imporre le cose, le autonomie differenziate premiano Fontana in Lombardia, un regalo che si fa alla Lega proprio in funzione di una scadenza elettorale, ma perchè farlo quando ci sono delle elezioni in corso? Almeno si poteva aspettare il 12 febbraio”.
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Roma, Salvini e Gualtieri “Porta Metronia sarà un museo d’eccellenza”
ROMA (ITALPRESS) – Sopralluogo al cantiere della fermata “Porta Metronia” della Metro C. Presenti il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri accompagnato dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè e il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
“La stazione metropolitana Metronia di Metro C, con tutti il rispetto per francesi, greci e inglesi, sarà un museo di eccellenza che nessun’altra città e nessun altro Paese hanno. Non vedo l’ora di fare il primo giro, che sarà un record mondiale”. ha commentato Salvini. “La Sovrintendenza in questo caso ha dimostrato saggezza, buon senso ed equilibrio, che non sempre è stata dimostrata in giro per l’Italia, dove i cantieri sono bloccati per una visione ideologica e integralista, perchè ci sono troppi no – aggiunge- In questo caso ci sono stati tanti si”.
“Siamo in grado, grazie a questo finanziamento integrale del Governo che è stato fondamentale fino a Farnesina, di far partire in parallelo anche gli scavi sull’altra tratta e questo ha prodotto un’accelerazione dei lavori. Noi apriremo Venezia per il 2030, ma in parallelo già sarà in atto il completamento di tutta la Metro C. Speriamo nel 2033 di aver completato l’intera infrastruttura” ha detto Roberto Gualtieri. “Ci sarà Venezia, ma anche Tor Vergata, che siamo in grado di realizzare se vinceremo Expo 2030. Quella di Porta Metronia sarà una stazione unica al mondo, con una caserma romana meravigliosa che si potrà visitare, un ritrovamento senza precedenti. A ottobre – ha aggiunto – sarà chiuso il cantiere. L’obiettivo è di partire per l’inizio del Giubileo con Metronia e Colosseo”.
– foto:xl3/Italpress
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