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Ospedale Subiaco, intitolata elisuperficie a “Luciano Romanzi”

ROMA (ITALPRESS) – Cerimonia questa mattina per l’intitolazione a Luciano Romanzi dell’elisuperficie dell’ospedale Angelucci di Subiaco alla presenza dei famigliari, dell’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, del Direttore generale della ASL Roma 5, Giorgio Giulio Santonocito, del Presidente del Consiglio regionale Marco Vincenzi, dei consiglieri regionali Eleonora Mattia, Michela Califano e Chiara Colosimo, dei parlamentari Bruno Astorre e Francesco Lollobrigida e di una folta rappresentanza dei sindaci del territorio espressione della Comunità della Valle dell’Aniene.
“Oggi è una giornata importante che vogliamo dedicare al ricordo di Luciano, una persona davvero speciale, buono, umano, rispettoso, sempre vicino al suo territorio e ai bisogni delle persone e che ci lascia un ricordo indelebile. Ciao Luciano” ha dichiarato l’Assessore D’Amato.
Luciano Romanzi, già Presidente della Comunità Montana dell’Aniene e Sindaco di Licenza, si è spento a 62 anni nel giorno del suo compleanno per le complicazioni del Covid.
“Vogliamo celebrare l’uomo e l’amministratore- commenta il Direttore Generale della ASL Roma 5, Giorgio Giulio Santonocito – Altro non si poteva fare se non commemorare la sua persona, la sua Attenzione e professionalità, e il suo amore per la Comunità nella quale viveva”. E’ stata inoltre inaugurata la nuova TAC installata presso l’ospedale Angelucci di Subiaco. “Una notizia importante per tutto il territorio. Prosegue il lavoro di ammodernamento tecnologico e delle alte tecnologie che stiamo portando avanti in tutta la Regione per migliorare la qualità del servizio offerto e per essere sempre più vicini ai bisogni dei cittadini” ha commentato l’Assessore D’Amato.
“La ASL Roma 5, nonostante l’impegno nella gestione della pandemia, ha assolto ad una dei maggiori impegni che si era imposta: l’ammodernamento tecnologico delle alte tecnologie. L’attività è stata condotta senza alcuna interruzione dell’attività assistenziale, procedendo all’installazione di un sistema TC mobile di caratteristiche superiori anche rispetto la TC dismessa. Prosegue senza tregue l’attività di rinnovo della ASL Roma 5, che ci auguriamo si possa concludere con l’autorizzazione da parte degli organi ministeriali delle progettualità di cui al DCA 80 ed inerenti, nel caso specifico, l’installazione di ulteriori grandi impianti” ha concluso Santonocito.
Nello specifico con l’installazione odierna a Subiaco si chiude un ciclo iniziato con le installazioni delle TC di Palestrina e Tivoli affidate con fondi POR FESR e proseguito con la TC di Colleferro con i fondi derivati dal DL 34 per la gestione e la lotta al COVID. Anche per l’ospedale Angelucci di Subiaco arriva dunque l’installazione di un sistema di ultimissima generazione, dotato di software ed applicativi all’avanguardia che miglioreranno nettamente le performance di diagnosi. In arrivo anche le tecnologie del PNRR, sempre in sostituzione di tecnologie obsolete, quali: angiografi, telecomandati, portatili, archi a C, ecotomografi di alto profilo.
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Covid, 867 nuovi positivi e quattro decessi nel Lazio

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi nel Lazio su 10.171 tamponi molecolari e 23.916 tamponi antigenici per un totale di 34.087 tamponi, si registrano 867 nuovi casi positivi (-200), 4 i decessi (-5), 558 i ricoverati (+8), 70 le terapie intensive (+1) e +376 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 2,5%. I casi a roma città sono a quota 297”. Lo comunica in una nota l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato che sulle vaccinazioni prosegue: “Nel Lazio abbiamo raggiunto 9 milioni di somministrazioni con oltre 93% di adulti in doppia dose e oltre 87% over 12 in doppia dose. è importante prenotare il proprio richiamo dopo i 180 giorni evitando così assembramenti negli hub. Oggi torniamo sotto la quota dei mille casi giornalieri, ma non possiamo assolutamente abbassare la guardia. Il Covid colpisce duro e mi ha molto colpito il decesso di un uomo di 51 anni nella provincia di Roma, non vaccinato e fumatore” aggiunge D’Amato. “Le somministrazioni del vaccino Covid sono aumentate del 10% rispetto al dato di una settimana fa, in prevalenza terze dosi il 64%, il 24% sono seconde dosi e prime dosi al 13%. Continua a essere monitorata la situazione nel comune di aprilia in provincia di latina per l’elevata incidenza dei casi” conclude l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio.
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Nel Lazio 1.067 nuovi casi Covid, monitorata situazione ad Aprilia

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi nel Lazio su 15.059 tamponi molecolari e 35.256 tamponi antigenici per un totale di 50.315 tamponi, si registrano 1.067 nuovi casi positivi (-6), 9 i decessi (+4), 550 i ricoverati (+13), 69 le terapie intensive ( = ) e +580 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 2,1%. I casi a roma città sono a quota 498. Le somministrazioni del vaccino covid (in vista il traguardo dei 9 milioni di somministrazioni) sono aumentate del 7% rispetto al dato di una settimana fa, in prevalenza terze dosi il 73%, il 19% sono seconde dosi e prime dosi al 8%. Monitorata la situazione nel comune di Aprilia in provincia di Latina per l’elevata incidenza dei casi. Dalla prossima settimana apertura delle prenotazioni per gli over 40 anni. Sarà possibile prenotare a partire dal 1° dicembre con disponibilità dopo i 180 giorni da ultima dose”. Lo ha reso noto l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.
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Lazio, “Più notti, più sogni” prorogata al 16 gennaio 2022

ROMA (ITALPRESS) – Prorogata fino al 16 gennaio 2022 l’iniziativa “Più notti, più sogni” che offre la possibilità di pernottare gratuitamente in diverse strutture ricettive del Lazio. Tutti i turisti italiani e stranieri, nonchè i residenti del Lazio, hanno la possibilità di ricevere una notte in più, se ne prenotano tre, e due se ne prenotano cinque nella stessa struttura ricettiva: le notti di soggiorno aggiuntive sono regalate dalla Regione Lazio. Si tratta di una misura messa in campo a luglio dall’Assessorato al Turismo con l’obiettivo di rilanciare il settore, profondamente colpito dall’attuale pandemia da Covid-19, aumentando la permanenza e il flusso turistico nell’intero territorio regionale. All’iniziativa hanno aderito oltre 400 strutture ricettive, il cui elenco è consultabile sul sito visitlazio.com, che hanno dimostrato di essere disponibili a collaborare in vista di un progetto di rilancio condiviso.
“La risposta dei turisti all’iniziativa ‘Più notti, più sognì è stata decisamente positiva. Dai dati rilevati, riferiti al periodo che va da luglio ai primi di ottobre, emerge un incremento della presenza dei turisti sia italiani e sia stranieri. Il trend positivo di afflussi e di permanenza nel nostro territorio ci ha spinti a prorogare questa misura con cui intendiamo non solo proseguire nel progetto di rilancio del Lazio ma anche attuare una strategia di destagionalizzazione in modo da realizzare una linea programmatica che contrasti l’over tourism, e quindi il sovraffollamento turistico che risulta dannoso tanto per l’ambiente quanto per i cittadini”. Lo ha dichiarato Valentina Corrado, Assessore al Turismo, Enti Locali, Sicurezza Urbana, Polizia Locale e Semplificazione Amministrativa della Regione Lazio.
“La nostra Regione vanta la presenza di destinazioni che possono essere visitate durante tutto l’anno: puntiamo ad accrescere la loro attrattività e competitività. I dati positivi emersi dalle analisi relative all’applicazione della misura testimonia quanto sia fondamentale lavorare in sinergia con i player e gli operatori del turismo che grazie a «Più notti, più sogni» hanno ricevuto una vera e propria boccata d’ossigeno. Consolidare i flussi turistici significa risanare un asset che è stato fortemente colpito dalla crisi e che risulta essere un volano per la ripresa economica. Ringrazio tutte le associazioni di categoria, le strutture ricettive e i principali player del turismo, l’Agenzia regionale del Turismo e Lazio Crea per il costante impegno nel lavoro realizzato insieme” conclue la Corrado.
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Il Tevere tra natura e storia, al via progetto Marevivo per le scuole

ROMA (ITALPRESS) – Riscoprire il Tevere come icona culturale, storica e naturale. Acquisire una maggiore conoscenza dello stato ecologico del fiume e della sua biodiversità. Comprendere le principali criticità che interessano il fiume sacro di Roma, e in che modo, attraverso il Contratto di fiume, si sta cercando di intervenire per tutelarlo. Sono queste alcune delle attività che vedranno protagonisti gli studenti delle classi 1^ e 2^ della Scuola secondaria di 1° grado dell’Istituto Comprensivo “Saxa Rubra – via Baccano” di Roma, grazie a “Il Sentiero d’acqua del Martin Pescatore”, il nuovo progetto di educazione ambientale di Marevivo Onlus realizzato con il contributo della Regione Lazio, di LAZIOcrea S.p.a. e dell’Ufficio di Scopo Piccoli Comuni e Contratti di Fiume che mira a promuovere una maggiore partecipazione dei ragazzi nella valorizzazione del Tevere come luogo di scoperta, divertimento e ricchezza naturale.
Guidati dagli operatori di Marevivo e accompagnati dai loro docenti, gli studenti potranno conoscere la straordinaria fusione di valori storici, artistici e naturalistici che caratterizzano il fiume della Capitale, attraverso un percorso alla scoperta del Tevere che ha inizio con una gita in battello, da isola Tiberina a Ponte Risorgimento e ritorno. E tra natura e storia, nel corso dell’uscita didattica, si andrà alla ricerca del martin pescatore, che ancora vive in alcuni tratti cittadini del fiume. Un uccello straordinario per bellezza e comportamento; un uccello territoriale che “pattuglia” e difende strenuamente la sua area di alimentazione in maniera vivace e combattiva, allontanando e disperdendo minacce, disturbi o intrusi. Per queste ragioni, se ne è voluto fare il simbolo dell’atteggiamento protettivo e battagliero che i ragazzi sono chiamati ad assumere per difendere il fiume di Roma, il loro fiume.
Gli spunti offerti dall’uscita didattica, saranno approfonditi con laboratori in classe durante i quali gli studenti, con operatori e docenti, avranno modo di elaborare quanto appreso anche grazie al materiale preparato ad hoc da un team di esperti dell’associazione. Il programma si concluderà con una giornata finale in occasione della quale verrà consegnato a ogni studente l’attestato di “Guida del Sentiero d’Acqua del Martin Pescatore”.
“Conoscere il proprio territorio, l’importanza dei fiumi e della risorsa acqua in generale è importante per capire come orientarsi nella transizione ecologica in questo passaggio epocale che ha nella scuola e nei giovani il motore principale – ha dichiarato Carmen di Penta, direttore generale di Marevivo. Scoprire la natura in città e imparare ad adottare comportamenti sostenibili è un primo passo per approfondire la conoscenza e valorizzare l’ecosistema fluviale e il suo rapporto strettissimo con il mare per il quale può essere una minaccia se non adeguatamente tutelato e protetto”.
L’I.C. “Saxa Rubra – via Baccano” – è il primo firmatario dell’accordo di rete denominato Scuole Plastic Free per un Futuro Sostenibile (SPFFS) che vede fra i promotori Marevivo Onlus. L’accordo è aperto a tutte le scuole che intendono intraprendere un percorso virtuoso e partecipato volto a promuovere la tutela dell’ambiente e del mare tra studenti e insegnanti.
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Realizzati 10 nuovi alloggi Ater Tiburtino III, assegnati primi due

ROMA (ITALPRESS) – Consegnati 10 nuovi alloggi, realizzati grazie al finanziamento della Regione Lazio, loc. Tiburtino III, via Tagliacozzo n.3. L’intervento, che fa parte del Piano triennale nuovi alloggi, ha un costo di oltre 1,5 milioni di Euro ed è stato attuato a 20 anni dalle prime operazioni e dopo 8 anni di fermo dei lavori. L’intervento consiste nel completamento del fabbricato n. 8 scala “O”, con ristrutturazione di n. 10 alloggi, realizzazione impianto ascensore esterno, rifacimento sottoservizi e sistemazioni esterne dell’intero lotto. I lavori sono inoltre finalizzati al miglioramento del comportamento energetico dell’edificio. Sul tetto dell’immobile è stato realizzato un piccolo orto pensili sfruttando i principi dell’economia circolare, utilizzando materiali in prevalenza ecosostenibili e provenienti dal riutilizzo e riciclo. Infine all’ingresso della sc. O Ater Roma ha sperimentato l’inserimento di una bacheca digitale che mette in contatto le persone e le opportunità di quartiere, mentre tiene informato l’inquilino sul palazzo in cui vive. Il sistema, che si compone di una APP per smartphone e un portale per il gestore, è integrato a servizi di videosorveglianza, chiavi digitali e controllo accessi.
“Oggi è un’altra giornata importante per le periferie”, ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti “A Tiburtino Terzo consegniamo 10 appartamenti del piano dei 700 appartamenti di case nuove fatte dall’Ater – ha proseguito – Qui c’era un mostro bloccato e vuoto da tanti anni e ora ci sono dieci appartamenti modernissimi dal punto di vista della sostenibilità ambientale con un servizio digitale al piano terra che permetterà agli inquilini di dialogare direttamente con gli uffici dell’Ater. E poi, una grande novità sperimentale: l’orto urbano sui terrazzi. Proveremo a dare agli inquilini, dove si può fare, gli Orti urbani sulle terrazze degli stabili”. Poi Zingaretti ha spiegato che “Tiburtino terzo è una delle zone in cui arriverà la banda ultra larghissima. Abbiamo visto cosa vuol dire con la dad e il lavoro a distanza essere collegati oppure no, con drammatiche discriminazioni di classe e sociali inaccettabili. Saranno 17mila gli appartamenti collegati e abbiamo iniziato a farlo”.
“Inoltre – ha concluso – sta andando avanti il progetto Pnrr, siamo tra i primi in Italia. Arriveranno 240 milioni all’Ater per le case popolari in periferie. Il piano periferie dell’Ater sta andando avanti giorno per giorno. Grazie al lavoro con la nuova giunta le assegnazioni andranno veloci. E’ importante in questa fase, che ci sia quartiere per quartiere collaborazione tra istituzioni e chi fa le assegnazioni”. Per Massimiliano Valeriani, assessore alle Politiche Abitative, Urbanistica, Ciclo dei rifiuti e impianti di trattamento, Smaltimento e Recupero della Regione Lazio: “Stamattina sono state assegnate le prime due di dieci appartamenti, nei prossimi giorni il Comune provvederà, speriamo, ad assegnare gli altri otto. Qui c’era solo uno scheletro, un’armatura non tamponata, e qui sotto una giungla, c’era solo degrado. Il lavoro paga, avevamo preso l’impegno di consegnare questi alloggi al Comune di Roma e lo abbiamo fatto, ma è solo una parte di ciò che stiamo realizzando. Al momento la stazione appaltante più attiva a Roma è la Regione, che tramite l’Ater sta portando avanti centinaia di milioni di euro di interventi, è così che aiutiamo la città. Vogliamo fare ancora tantissime cose, abbiamo recuperato risorse aggiuntive per fare a Roma centinaia di ascensori perchè purtroppo in quasi tutti i palazzi Ater mancano. Ma resta un tema: noi consegniamo tanti appartamenti al Comune Roma, ma speriamo si cambi passo perchè c’è molta, troppa lentezza nell’assegnazione”.
“Oggi sono veramente felice perchè vediamo realizzato quello che avevamo progettato, ed è la massima espressione della politica. Da minisindaco porto la croce dei tanti problemi degli abitanti della zona e il fatto che si lavori seriamente non può che rendermi orgoglioso di essere parte tutti della stessa squadra e mi sprona ad andare avanti. Questi sono i segnali di quello stravolgimento dell’intero Municipio che abbiamo promesso in campagna elettorale”, ha affermato Massimiliano Umberti, presidente del IV Municipio.
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Cure Palliative, l’esperienza del Gemelli accompagna pazienti e famiglie

ROMA (ITALPRESS) – Le cure palliative rappresentano la medicina che accompagna, quando non c’è più possibilità di guarigione; e sono preziose perchè rivestono i giorni di qualità, quando non si può più garantire il dono del tempo. E sono tante le novità che si profilano all’orizzonte in questo campo. Per questo, in occasione della Giornata Nazionale 2021, il servizio di Cure Palliative Intraospedaliere della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS ha organizzato un convegno per fare il punto della situazione e delineare le linee di tendenza future. Tutto è partito dalla legge 38 del 2010, la legge quadro sulle cure palliative, quella che ha sancito il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore nell’ambito dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Cure palliative per qualunque età e per ogni tipo di patologia evolutiva oncologica e non. Da allora già tanto è stato fatto, almeno in alcune realtà come quella del Policlinico Gemelli. “Questo evento – afferma il dottor Christian Barillaro, Direttore della UOC Cure Palliative e Centrale di Continuità Assistenziale, Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS – rappresenta il punto di partenza e allo stesso tempo la sintesi di quello che abbiamo costruito in questi anni e dell’impegno della Fondazione Gemelli in questo settore. Ma vuole rappresentare anche un ideale trampolino di lancio verso qualcosa di più grande, verso un vero e proprio cambio di marcia nel settore delle cure palliative”.
“Le cure palliative – prosegue Barillaro – sono una vera e propria professione. L’attenzione ai sintomi emergenti nelle fasi avanzate di malattia alla presa in carico globale del paziente e della sua famiglia è una componente essenziale della cura del malato. Per questo le cure palliative sono un continuum, un vero e proprio processo di cura – e non certo la ‘fine delle curè – che si estende oltre la morte del paziente, aiutando i familiari a elaborare il lutto. Non ci si improvvisa palliativisti, perchè è una vera e propria professione con molti elementi di complessità. E’ dunque necessaria tanta formazione e tanta attenzione anche ad aspetti non marginali, quali ad esempio il touching (cioè a come si tocca il malato), all’approccio al paziente e alla sua famiglia, al saper dire e al saper fare. Serve la giusta competenza per approcciare questo tipo di pazienti”. E a riprova di quanto sia forte e impellente il bisogno di formazione in questo settore, a breve, forse già dal prossimo anno, in alcune università italiane verrà istituita la scuola di specializzazione in Medicina e cure palliative, grazie alla legge 77/2020. E il Gemelli si presenta a questo importante appuntamento con un curriculum di cure palliative intra-ospedaliere di tutto rispetto e con una serie di plus.
L’Università Cattolica del Sacro Cuore-Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS ha infatti una lunga tradizione nella formazione dei medici e del personale sanitario in cure palliative. A cominciare dal Master di secondo livello in Alta Formazione e qualificazione in Cure Palliative per Medici Specialisti, istituito nel 2012, seguito dal Master di primo livello in Cure palliative e terapia del dolore per le professioni sanitarie, avviato nel 2013. Più di recente, gli insegnamenti in Cure Palliative sono stati inseriti anche nel Corso Integrato di Oncologia e nel corso di laurea in Medicine & Surgery della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica. Importanti anche i volumi di attività della Fondazione Policlinico Gemelli. Dal 2016 opera presso il Gemelli un Servizio di Cure Palliative Intraospedaliere, che nell’ultimo anno ha effettuato oltre 1.500 consulenze dedicate. Un altro plus delle cure palliative offerte dal Policlinico Gemelli è quello della complessità: il servizio si occupa infatti di persone con malattie oncologiche e non, e copre tutte le fasce d’età, dalle cure palliative in utero a quelle dedicate al grande anziano. Un altro skill è rappresentato dall’hospice per le cure palliative perinatali, uno dei pochissimi in Italia. Fondamentale è anche l’impegno nella ricerca, con progetti dedicati a vari aspetti peculiari ed estesi alla tecno-assistenza e al tele-monitoraggio di pazienti con bisogni di cure palliative, che rappresenta il futuro anche in questo settore.
Il progetto Michaela è un ambulatorio di cure palliative precoci per donne con tumore al seno metastatico, seguite presso il servizio di Senologia del Gemelli. Si tratta di un progetto pilota relativo a un ambulatorio interprofessionale (medico palliativista, psicologo e breast nursing, cioè l’infermiera dedicata) che prende in carico precocemente e affianca la paziente in tutto il suo percorso di malattia, per evitare lo smarrimento assistenziale, attraverso tutti gli snodi del percorso. Attivato lo scorso maggio, ha già preso in carico una ventina di pazienti. Il progetto Cupiido (Cure Palliative Integrate Innovative per Donna Oncologica) è un progetto pilota che partirà il prossimo anno e riguarderà una popolazione di pazienti con carcinoma ovarico platino-resistente, che verranno seguite nel loro percorso di cura con gli strumenti più avanzati della tecno-assistenza (dall’infermiera virtuale, ai dispositivi per l’esame obiettivo a distanza che consentirà ai ginecologi oncologi e al team di cure palliative di monitorarle in maniera continuativa da casa). “L’impegno concreto da parte della nostra Facoltà di Medicina e chirurgia – afferma il professor Roberto Bernabei, Ordinario di Medicina Interna e Geriatria dell’Università Cattolica e direttore del Dipartimento Scienze dell’invecchiamento, neurologiche, ortopediche e della testa-collo della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – è l’istituzione della cattedra di Medicina e Cure Palliative con l’auspicio di una successiva scuola di specializzazione. Questo ad adempiere la missione educativa dell’Università Cattolica di aiutare i giovani ad essere protagonisti di un futuro ricco di speranza”.
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Covid e fake news, per il 61,4% dei laziali informazione confusa

ROMA (ITALPRESS) – Il tema della comunicazione, dell’informazione e delle fake news durante la pandemia relativamente al Lazio, sono al centro del rapporto “Fake news e sfiducia, il ruolo delle associazioni consumeristiche per la ripartenza”, promosso dall’Unione Generale Consumatori (Ugcons), presentato a Palazzo Wedekind a Roma. In particolare, 6 cittadini laziali su 10 dichiarano di conoscere il significato del termine “fake news”, il 52,8% delle donne, il 47,2% degli uomini, il 26,7% delle persone di età compresa tra i 25 e i 34 anni e il 25,6% delle persone tra i 35-44 anni. Quando è stata chiesta la definizione di fake news solo il 51,8% dei cittadini del Lazio ha risposto correttamente individuando le due caratteristiche principali, ovvero la falsità delle notizie diffuse e la volontarietà di manipolare l’opinione pubblica. Alla domanda “come distingue una fonte autorevole da un sito che diffonde una fake news?”, il 77,8% risponde “considero fonti autorevoli i siti delle notizie e delle testate giornalistiche nazionali”. Successivamente è stato chiesto “cosa è veramente importante prima di condividere una notizia?”. Il 78,9% ha risposto “condividere il punto di vista della notizia” seguito da “verificare l’autenticità della notizia” (61,2%) e “leggere con attenzione la notizia” (55,2%).
Per gli intervistati, i principali artefici della creazione e diffusione di fake news sono i siti non ufficiali (66,7%).
I principali canali d’informazione utilizzati per raccogliere notizie durante il lockdown sul Covid-19 sono stati la televisione (84,8%), i siti web istituzionali (52,8%), i giornali online (33,3%), i social media (24,9%). Amici, conoscenti, parenti sono stati la fonte di informazione per quattro cittadini laziali su dieci, mentre il medico di base e lo specialista sono stati interpellati per raccogliere informazioni sul Covid-19 dal 29,5%. Confrontando le stesse fonti nel periodo di post-pandemia acuta, è interessante notare come crescano significativamente la figuradel medico di base e quella del farmacista (rispettivamente +6% e +13,1%). E’ aumentato sensibilmente l’utilizzo della radio ed è tornata ad avere un ruolo importante la figura di scuola/insegnanti, complice la riapertura delle lezioni in presenza. Tra le varie fonti di informazione, quelle più affidabili per i cittadini del Lazio sono il medico specialista (91,8%), i siti web istituzionali (89,3%) e il medico di base (74,9%). Va meglio la radio della televisione per quanto riguarda il livello di affidabilità (rispettivamente al 66,7% e 61,5%).
Il 67,1% degli intervistati dichiara di aver utilizzato da “2 a 4 fonti di informazione”, solo il 9,2% “più di 4 o tutte le fonti disponibili” per informarsi sul Covid-19. L’opinione pubblica del Lazio non risparmia giudizi severi: “disorientante” (69,4%), “confusiva” (61,4%), “ansiogena” (55,3%) e “di base” (53,7%).
I sentimenti positivi sono relegati agli ultimi cinque posti: comunicazione “chiara” (13,8%), “equilibrata” (11,9%),”competente” (10,7%), “autorevole” (5,9%), “tranquillizzante” (3,1%). Quasi la totalità degli intervistati (91,4%) ritiene che “la comunicazione ricevuta dalle Istituzioni durante la pandemia è stata superficiale e solo a volte chiara e concreta”.
A otto cittadini del Lazio su dieci è capitato di imbattersi in informazioni raccolte su web e social network in seguito rivelatesi false o sbagliate: il 48,7% dichiara di essersi imbattuto in notizie false/sbagliate “almeno una volta al mese”, solo il 6,7% sembra essere “immunizzato dalle fake news sul Covid-19”. Tra le varie “ricette” auspicate per limitare la diffusione delle fake news, al primo posto troviamo “l’obbligo di rimozione delle fake news una volta trovate” (42,7%) seguito “dall’obbligo della verifica delle notizie e delle fonti” (31,4%). Solo due cittadini del Lazio su dieci dichiarano di conoscere l’esistenza di una sezione “anti-bufale” sul sito ufficiale del ministero della Salute. La maggiore confusione riguarda il vaccino: rispetto alla sua utilità, alla sua efficacia, alla sua sicurezza. Altre aree ambigue per i consumatori della regione Lazio sono rappresentate da ciò che potrebbe limitare i danni provocati dal Covid-19: dalla “vitamina C” al “caldo”, dalla “candeggina” ai “repellenti contro le zanzare”, fino ad arrivare “all’uso simultaneo dipiù mascherine”.
Secondo Laura Aria, commissario Agcom, “l’Autorità ha nelle sue corde il compito di tutelare il pluralismo, garantendo la libertà di espressione che è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione. L’Autorità fa in modo che siano presenti più voci verificando la concorrenza e il diritto del consumatore a essere informato. La comunicazione dei media ha effetti importanti sulla socialità dell’individuo, pertanto ha bisogno di regole ben precise. Il problema delle piattaforme social è che non esiste una responsabilità editoriale. Per questo sono state previste a livello europeo normative più stringenti per contrastare fenomeni distorsivi come il dilagare delle fake news e la profilazione dei cittadini, al fine di preservare la trasparenza e l’accountability mediante la verifica degli algoritmi”.
Per Paolo Mattei, presidente di Ugcons, “con il Rapporto siamo andati al centro di un fenomeno come la proliferazione incontrollata delle fake news. Con la pandemia è subentrato un elemento emozionale, un motore che ha ulteriormente alimentato la circolazione delle notizie false. La disinformazione che attraverso i media riceviamo quotidianamente è preoccupante. E’ opportuno, dunque, comprendere la percezione della fake news all’interno della popolazione. In tale prospettiva, il ruolo dell’Ugcons vuole essere quello di educare i cittadini a una maggiore consapevolezza con il fine di tutelare il loro diritto ad essere informati”.
Domenico Colotta, presidente di Assocomunicatori, ha posto l’attenzione sul fenomeno dell’infodemia: “L’immensa ricchezza informativa non corrisponde a un accrescimento della conoscenza, tantomeno della verità. Perdiamo il 75% delle notizie e quello che rimane è mescolato a fake news, notizie incomplete e informazioni false. Si potrebbe dire che oggi le notizie non puntano alla verità, ma alla viralità. L’iper comunicazione, tuttavia, non aiuta ad agire meglio, ma alimenta uno stato di paura che ci rende più manipolabili. In questo caso è fondamentale il ruolo delle agenzie di comunicazione, delle fonti legittimate, di quanti hanno responsabilità editoriali e del Governo stesso. L’informazione ‘pulità – ha concluso Colotta – è divenuta una precondizione delle moderne democrazie, in special modo oggi in cui i tempi di decisione sono diventati brevissimi”.
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