ROMA (ITALPRESS) – “Hanno cambiato il medico di medicina generale, questo è un dato che avevamo monitorato e sta diventando strutturale. La campagna di vaccinazione sta andando bene, abbiamo il 98% dei prenotati over80 e stiamo arrivando ad aprire la vaccinazione per la fascia dei 58-59 anni”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intervenuto questa mattina a Radio24, rispondendo così a chi gli chiedeva cosa ne pensasse del “turismo vaccinale” verso il Lazio, con oltre 50mila persone che hanno portato il proprio domicilio nella sua regione per sottoporsi al vaccino.
“Per la prima volta da 100 e passa anni il pianeta Terra si trova di fronte all’esplosione di una pandemia con un virus cambiato decine di volte. Con varianti che aumentano del 40% la circolazione del contagio. Certo dobbiamo fare sempre meglio ma credo che ci sia uno sforzo organizzativo che se, come mi auguro, vaccinando gli anziani e i fragili, ci permetterà di passare un’estate più serena e uscire dal tunnel in un anno e mezzo, è un risultato incredibile”, ha sottolineato Zingaretti.
A chi gli chiedeva se si sentisse di aver fatto tutto il possibile ha risposto: “Questo mai, non bisogna mai essere pigri, faremo tutto il possibile per far tornare i ragazzi a scuola. Nel Lazio da un mese gli studenti possono recarsi nei drive per fare il tampone gratuitamente. Abbiamo fatto la vaccinazione di massa agli operatori della scuola, oltre 160mila persone. Non si elimina il rischio ma aumenta la percezione di una scuola sicura, ora bisogna aumentare il tassello dei trasporti che riguardano attori diversi, comuni e regione”.
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Zingaretti “Lazio meta di turismo vaccinale”
Torna a risplendere la Fontana dello Zodiaco di Ostia
OSTIA (ROMA) (ITALPRESS) – La sindaca di Roma Virginia Raggi, con la presidente del Municipio X Giuliana Di Pillo e con la Responsabile Illuminazione Pubblica di Areti – Gruppo Acea -, Manuela Pagella, è intervenuta alla presentazione della conclusione dei lavori di riqualificazione del piazzale Cristoforo Colombo e del restauro della Fontana dello Zodiaco, eseguiti dal Municipio X con la collaborazione alla progettazione e la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in sinergia con Acea e Areti.
E’ stata riqualificata tutta l’area della Rotonda di Ostia: l’intervento è consistito nel restauro delle raffigurazioni dei dodici segni zodiacali, che finalmente sono stati resi leggibili, nel ristabilimento della funzionalità della pavimentazione in pezzame di travertino, nella sistemazione della fontana con la riattivazione dei giochi d’acqua e delle luci, nel potenziamento dell’illuminazione e nella messa in opera di un impianto di videosorveglianza.
Areti, società del Gruppo Acea che si occupa della distribuzione elettrica a Roma, ha curato la progettazione e realizzazione dell’illuminazione artistica della fontana e del Belvedere. La scelta della tecnologia LED e della componentistica di alta gamma hanno permesso di minimizzare l’impatto estetico dei proiettori, ottenere un’ottima resa cromatica e di ridurre i consumi energetici. Sono stati installati 53 proiettori subacquei LED da 20 W e 18 proiettori LED da 64 W per l’illuminazione del piazzale.
La Rotonda con la Fontana dello Zodiaco costituisce il fondale scenografico di viale Cristoforo Colombo al suo arrivo al Lido di Ostia. La nuova strada, inserita nel piano regolatore del 1931 e realizzata tra il 1938 e il 1954 fu un elemento fondamentale nell’espansione di Roma verso il mare.
La parte terminale prevedeva una grande terrazza sul mare costituita da un enorme piazzale con rotonda centrale abbellita da una fontana artistica, che si pensò all’inizio di individuare tra quelle dismesse depositate nei magazzini comunali. Il progetto però non andò in porto per le diverse posizioni degli Uffici dell’Amministrazione coinvolti.
I lavori di costruzione della terrazza, sopraelevata su una gradonata – definita al tempo “l’opera pubblica più notevole del nuovo centro balneare di levante” – furono eseguiti tra il 1953 e il 1955. La pavimentazione in pezzame di travertino fu decorata con liste in pietra nera di Bagnoregio utilizzata anche nei pannelli con le figure dei dodici segni zodiacali disposti attorno alla raffigurazione di una rosa dei venti, di cui sono ancora visibili otto vertici. Il riferimento stilistico della decorazione è riferita ai mosaici in bianco e nero di età imperiale presenti negli scavi di Ostia Antica, già ripresi nei graffiti del Palazzo del Governatorato (1924-28; oggi sede del Municipio X.
Solo nel 1957 fu realizzata la fontana centrale, con funzione di serbatoio di riserva per l’impianto antincendio delle vicine aree verdi del Parco di Castel Fusano. La fattura modesta delle vasche fu riscattata dalla presenza di giuochi d’acqua, con il getto centrale che poteva raggiungere i 25 metri d’altezza, accompagnati da musiche e luci, ideati dall’ingegnere comunale Mario Ferrero. Il progetto permetteva di aumentare e diminuire il getto d’acqua, creare effetti luminosi spettacolari con cinque variazioni di colore e accompagnamento sonoro. Un sistema complesso da gestire che scomparve negli anni Sessanta con il suo ideatore. Un nuovo impianto di illuminazione fu realizzato, ridimensionato, nel 1968. Dopo alcuni interventi conservativi realizzati dal Municipio e dalla Sovrintendenza Capitolina tra il 1993 e il 2005, la fontana ha cessato di funzionare circa 10 anni fa, successivamente l’intera area molto degradata è stata interdetta per motivi di sicurezza.
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Per la Provincia di Frosinone un’aula consiliare 4.0
Grazie alle tecnologie sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da oltre 35 anni nella produzione di soluzioni di riconoscimento e trasformazione della voce in testo, l’aula consiliare della Provincia di Frosinone è diventata multimediale “4.0”, con un impianto audio-video completamente rinnovato, una regia video totalmente automatizzata e sistemi hardware e software integrati che consentono di gestire tutte le fasi di un’assemblea consiliare, dalle presenze ai punti all’ordine del giorno, dal dibattito alla votazione, fino alla verbalizzazione. I consiglieri possono prenotare i propri interventi e visualizzare il tempo a disposizione per parlare; microfoni e telecamere sono collegati in modo che all’attivazione del microfono venga immediatamente inquadrato il consigliere che sta intervenendo. Con Aula Consiliare 4.0 è possibile inoltre svolgere e trasmettere in streaming i lavori del consiglio provinciale in modalità ibrida, con parte dei consiglieri presenti in aula e parte collegati in videoconferenza. Per la verbalizzazione delle sedute è stata scelta CABOLO, la soluzione di Cedat 85 che produce in tempo reale la verbalizzazione di tutte le sedute e assemblee per le quali è necessario garantire massima riservatezza e piena sicurezza. “Il nostro sistema – spiega Gianfranco Mazzoccoli, fondatore del gruppo Cedat 85 – consente di rendere più efficiente l’intera gestione della seduta consiliare, con notevole risparmio di tempi e costi. Per la Provincia di Frosinone abbiamo studiato una soluzione su misura, con un duplice obiettivo: garantire soluzioni tecnologiche innovative, in grado di migliorare i processi della macchina amministrativa, e soddisfare le esigenze di trasparenza nei confronti dei cittadini”. (ITALPRESS).
Nel Lazio i liberi professionisti reggono l’urto del Covid
ROMA (ITALPRESS) – La pandemia non ferma i liberi professionisti laziali. In un mercato in picchiata, che colpisce soprattutto il lavoro indipendente, i professionisti reggono l’urto del Covid – 19. Anzi, nel primo trimestre del 2020 crescono addirittura del 11%, per poi assesstarsi nel secondo trimestre a quota 193 mila. E se nel Lazio, la Regione del Centro meno colpita dall’emergenza sanitaria, l’economia lancia timidi segnali di ripresa, anche se non ha recuperato i valori del 2009, è il mercato del lavoro a subire i contraccolpi più duri della pandemia. Nell’ultimo anno infatti l’occupazione cala in tutti i settori, invertendo il trend di crescita registrato nel 2019. Questa la fotografia della Regione Lazio scattata dal II Rapporto sulle libere professioni nel Lazio, lo studio realizzato dall’Osservatorio delle libere professioni di Confprofessioni.
“In un anno durissimo, il settore dei liberi professionisti ha saputo reagire alla crisi innescata dalla pandemia, consolidando la crescita, in ogni ambito professionale, registrata negli ultimi 10 anni”, afferma Andera Dili, presidente di Confprofessioni Lazio.
“La tenuta dei professionisti è un segnale importante per l’economia della Regione e l’aumento dei datori di lavoro rappresenta senza dubbio uno stimolo per la ripresa dell’occupazione. Certo, la crisi economica non è alle spalle, ma sulla base dei dati presentati dal Rapporto regionale i professionisti laziali hanno tutte le carte in regola per traghettare la Regione oltre la pandemia”.
I professionisti nel mercato del lavoro laziale. Il mercato del lavoro della Regione Lazio registra tra il 2011 e il 2019 un aumento del 5,9% degli occupati, con la crescita dei lavoratori dipendenti (+8,4%), degli imprenditori (+30,5%) e dei liberi professionisti (+23,5%) che, con circa 185 mila unità al 2019, costituiscono il 37,3% dei lavoratori indipendenti laziali, dato nettamente al di sopra dell’aggregato nazionale (27%). Calano invece del 2,7% i lavoratori indipendenti, del 4,3% i lavoratori autonomi (agricoltori, artigiani e commercianti) e del 48,4% gli altri lavoratori indipendenti (coadiuvanti familiari, collaboratori e soci di cooperativa).
L’impatto del Covid sulla Penisola ha fatto registrare un calo di oltre 18mila liberi professionisti tra il primo trimestre 2019 e lo stesso trimestre del 2020. Il Lazio, in controtendenza, registra invece nel medesimo periodo la crescita maggiore in Italia (+20.306 liberi professionisti) con il +11,1%, passando dunque dai 182.423 professionisti del primo trimestre del 2019 ai 202.729 del primo trimestre del 2020.
L’area sanitaria traina la crescita. In aumento anche i professionisti datori di lavoro. Nel Lazio tra il 2011 e il 2019 crescono tutti i settori del lavoro libero professionale. Registrano una crescita dell’80,8% i professionisti del comparto “Sanità e assistenza sociale”, del 50,2% i veterinari e del 22,3% i lavoratori di area legale. Crescono poi del 13,1% i professionisti dell’area tecnica, del 11,7% quelli che esercitano nel settore “Servizi alle imprese e tempo libero”, del 7,6% quelli dell’area amministrativa e del 5,5% i professionisti dell’area “Commercio, finanza e immobiliare”.
Per quanto riguarda la distribuzione dei liberi professionisti nei settori di attività economica, il Rapporto evidenzia che quasi la metà (il 46%) dei professionisti del Lazio è occupato in “Attività professionali, scientifiche e tecniche”, settore che racchiude principalmente attività legali (17%), di contabilità e di consulenza aziendale (11%), di architettura e ingegneria (12%) e i veterinari (6%). “Sanità e assistenza sociale” (20%) risulta essere il settore in assoluto più numeroso seguito a breve distanza da quello dei “Servizi alle imprese e tempo libero”. Si attestano invece al 14% i professionisti dell’area “Commercio, finanza e immobiliare”. Fondamentale inoltre anche nel Lazio il ruolo dei liberi professionisti nella creazione di lavoro dipendente: al 2019 si contano nel Lazio 28.882 liberi professionisti con dipendenti, il 15% del totale dei professionisti laziali, dato superiore alla media italiana (13,7%). La variazione dal 2009 al 2019 è stata nel Lazio del +48,2%, con una tendenza crescente che segue quella nazionale (+5,8%) e quella del Centro Italia (+16,1%).
Ricambio generazionale al palo. Piuttosto omogenea la crescita dei professionisti per fascia d’età: tra il 2011 e il 2019 nella Regione crescono del 2% i liberi professionisti tra i 15 e i 34 anni, che passano dal 16% nel 2011 al 18% nel 2019, e del 3% i professionisti over 55, che raggiungono il 26% del totale. I professionisti più giovani calano nell’area amministrativa (-2%) e dei “Servizi alle imprese e tempo libero” (-4%). L’incremento più significativo si riscontra invece per “Area tecnica” (+14%) che passa dall’11% nel 2011 al 25% nel 2019. L’area legale cresce dell’1%, dal 14% nel 2011 al 15% nel 2019, così come i veterinari. L’area sanitaria cresce invece di 2 punti, passando dal 25% al 27%. I professionisti tra i 15 e i 34 anni del settore “Commercio finanza e immobiliare” rimangono stabili all’11%. Per quanto riguarda i lavoratori con più di 55 anni, consistente l’aumento nel settore “Commercio, finanza e immobiliare” che cresce di 18 punti percentuali, passando dal 20% del 2011 al 38% del 2019. I settori che registrano una riduzione sono quelli dell'”Area tecnica” (-5%), di “Veterinari e altre attività scientifiche” (-11%) e “Sanità e assistenza sociale” (-2%). I professionisti di area legale crescono invece dell’8%, mentre quelli dell’area amministrativa restano stabili al 26%, così come quelli del settore dei servizi alle imprese e tempo libero, stabili al 23%.
Parità di genere, segnali dalle nuove generazioni. Anche nel Lazio si conferma, come in tutta la Penisola, un marcato gap di genere tra professionisti e professioniste, un divario che si amplifica nei livelli retributivi, dove le libere professioniste guadagnano fino al 45% in meno dei colleghi uomini. Gli uomini rappresentano il 54% dei professionisti laziali tra i 35 e i 44 anni, il 60% tra i 45 e i 54 anni, il 69% tra i 55 e i 64 e l’83% degli over 65. Un buon segnale di recupero proviene tuttavia dalla fascia d’età più giovane, quella dei professionisti tra i 15 e i 34 anni: le donne sono il 56% dei professionisti, contro il 44% dei colleghi maschi. Il gap di genere è invece nettamente a favore delle donne, sia a livello nazionale che regionale, dal punto di vista del livello d’istruzione: sono infatti le professioniste ad avere in percentuale un titolo di studio superiore a quello dei colleghi maschi. Nel Lazio in particolare ha la laurea il 65% dei professionisti uomini, contro l’84% delle libere professioniste.
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Raggi “Prendere per mano cittadini per un futuro digitale sostenibile”
ROMA (ITALPRESS) – In attesa della giornata della Terra che si celebrerà il 22 aprile, Binario F, in collaborazione con il partner Fondazione UniVerde, hanno ospitato un evento in diretta Facebook, dal titolo ‘One Planet: digitale e futuro sostenibilè, dedicato ai valori della sostenibilità ambientale e a come il digitale può contribuire al raggiungimento degli obiettivi della transizione ecologica e di un modello economico sostenibile. Binario F, la pagina Facebook che ha ospitato l’evento, è uno spazio fisico, nel cuore di Roma, aperto alla comunità e dedicato alla formazione e allo sviluppo delle competenze digitali. L’incontro è stata l’occasione per presentare i numerosi progetti focalizzati sulla sensibilizzazione e l’ascolto dell’attivismo civico nella città di Roma e sul ruolo chiave dell’imprenditoria sostenibile oltre che per discutere dell’importanza della tutela del patrimonio ambientale e della formazione in tema di competenze digitali promosse da Binario F in collaborazione con vari partner presenti all’evento.
Ad aprire i lavori i saluti istituzionali della sindaca di Roma, Virginia Raggi: “La pandemia ci ha messo di fronte a un’evidenza: quello dello sviluppo sostenibile e della tecnologia, che devono essere strumenti a servizio di questa trasformazione”. “Noi non possiamo immaginare di non abbracciare queste trasformazioni digitali che ormai sono sempre più frequenti e veloci e pensare e ripensare ai nostri stili di vita in chiave sostenibile – ha aggiunto – E’ fondamentale guardare nella stessa direzione e prendere per mano i cittadini per abbracciare questo cambiamento”.
Per Barbara Floridia, Sottosegretaria di Stato – Ministero dell’Istruzione, bisogna partire dalle scuole, che devo essere degli “hub culturali, per far passare il messaggio comportamentale ed esistenziale, cioè sono i ragazzi che ci aiuteranno a comprendere come abitare il mondo, perchè non può esistere transizione ecologica senza una transizione culturale e digitale”.
Angelo Mazzetti, Head of Public Policy di Facebook Italia, Grecia, Cipro e Malta, ha ricordato quanto “sostenibilità e transizione ecologica siano aspetti fondamentali su cui investire. Come Facebook riconosciamo questa urgenza perchè capiamo che si tratta di una responsabilità di carattere collettivo. Abbiamo una responsabilità anche con le piattaforme legate a Facebook in modo che vengano utilizzate per amplificare e moltiplicare questo tipo di iniziative”.
A sottolineare questo aspetto anche il presidente Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio: “Dobbiamo fare un uso etico della rete perchè è un grande strumento. Non lasciamolo nelle mani di chi la usa solo per trasmettere odio e frustrazioni”. Il presidente ha poi ricordato come la rete può aiutare i giovani a fare economia “per moltiplicare le performance nelle imprese sostenibili” e ha lanciato un appello ai social media manager affinchè “usino i social media in modo sostenibile per far conoscere meglio questi aspetti”.
“L’idea è di fare gesti intelligenti e quotidiani anzichè grandi gesta ogni tanto” – ha spiegato Agostino Agostinelli, vice presidente Federparchi Europarc Italia – “affinchè il green non sia un elemento di moda, ma di gesti quotidiani”.
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Vaccino, nel Lazio raggiunto tetto 1,5 milioni di somministrazioni
ROMA (ITALPRESS) – “Oggi nel Lazio raggiunto il tetto del 1,5 milioni di somministrazioni. Nella Regione Lazio un cittadino su cinque ha già ricevuto una dose di vaccino e il 10% ha completato il percorso vaccinale. Entro il mese di aprile si completeranno gli over 80 e buona parte degli over 70. Ieri, sabato 17 aprile, record di vaccinazioni per un giorno prefestivo, pari a 31.373”. Lo comunica l’Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio.
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Lazio, inaugurato parco “sport a 360°” nella riserva del Lago di Vico
VITERBO (ITALPRESS) – Tagliato il nastro della nuova area verde, prevista dal progetto ‘Sport a 360°’, realizzata all’interno della Riserva Naturale del Lago di Vico in provincia di Viterbo. Questa mattina il Consigliere Regionale Enrico Panunzi, il delegato allo Sport del presidente della Regione Lazio, Roberto Tavani, il presidente della Provincia di Viterbo, Pietro Nocchi, il sindaco di Caprarola, Eugenio Stelliferi, il sindaco di Ronciglione, Mario Mengoni, la presidente della Riserva Naturale Lago di Vico, Daniela Boltrini e il direttore, Angelo Cappelli, hanno inaugurato il nuovo parco nel comune di Ronciglione allestito con aree attrezzate, percorso vita e salute. I lavori fatti sull’area verde sono stati finanziati con un contributo di circa 50mila euro dalla Regione Lazio, in particolare è stato realizzato un ampio spazio dedicato allo sport con tutte le attrezzature necessarie per gli allenamenti, inoltre all’interno del parco sono state installate una cartellonistica con indicazione dell’utilizzo della strumentazione sportiva, delle panchine e una zona ristoro con tavoli, panche e cestoni per i rifiuti, tutto realizzato in legno e immerso in un ambiente integro e ricco di panorami. “Da oltre un anno stiamo portando avanti ‘Sport a 360°’, un progetto che fa parte del più ampio programma di governo voluto dal presidente Nicola Zingaretti ‘Per andare avanti tuttì che prevede proprio interventi di rivitalizzazione degli spazi pubblici in un’ottica di condivisione con i cittadini. La realizzazione di aree sport nei parchi del Lazio ci aiuta a rendere questi luoghi migliori e ad innalzare la qualità della vita dei tanti cittadini e cittadine che le frequenteranno”, commenta il delegato allo Sport della Regione Lazio, Roberto Tavani. “Il progetto che oggi inauguriamo si inserisce, in modo armonico ed opportuno, in una cornice di straordinaria bellezza naturalistica. Un’area già meta di turisti arricchita con questo intervento di spazi attrezzati e percorsi salute che creano un’opportunità in più ai visitatori per stare a contatto con la natura in un luogo di elevato valore naturalistico”, ha dichiarato il consigliere regionale Enrico Panunzi.
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Viterbo, sequestrati 23 esemplari tra lupi selvatici e ibridi
I militari del Reparto Operativo – Sezione Operativa Centrale del Raggruppamento Carabinieri CITES, con la collaborazione del Nucleo CC CITES di Roma Distaccamento di Civitavecchia, hanno eseguito un decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica di Viterbo presso un allevamento di cani lupo cecoslovacchi (CLC), che ha portato al sequestro di 23 esemplari, le cui caratteristiche genetiche e fenotipiche sono riconducibili a lupi selvatici (Canis lupus sp) ovvero ad incroci fra le due specie. Una persona è stata denunciata.
Il lupo selvatico rientra tra le specie particolarmente protette dalla Convenzione di Washington – CITES e dalla legge che tutela la fauna selvatica omeoterma; inoltre fa parte dell’elenco degli animali pericolosi, per la cui detenzione è necessaria apposita autorizzazione.
Le fattispecie di reato ipotizzate sono la detenzione illegale di specie particolarmente protette dalla CITES e la loro tenuta in condizioni non compatibili con la loro natura.
Alcuni esemplari posti sotto sequestro, tre femmine e nove cuccioli, sono stati immediatamente trasferiti presso il Parco Faunistico “Monte Amiata”. All’attività ha partecipato l’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) che ha fornito un qualificato contributo per il riconoscimento della specie.
In Italia attualmente esistono oltre 100 allevamenti di cani appartenenti alla razza lupo cecoslovacco, un cane di taglia medio-grande appartenente al gruppo dei pastori e bovari. L’attività dei Carabinieri forestali ha messo in evidenza l’illecita prassi compiuta da alcuni allevatori di incrociare cani di razza lupo cecoslovacco con esemplari di lupo selvatico, per migliorarne le caratteristiche genetiche e morfologiche.
I cuccioli nati da tali incroci, che possono costare fino a 3.000 euro, sono destinati alla vendita a cittadini privati e potenzialmente possono costituire un pericolo per l’incolumità pubblica, considerato che sono esemplari con forti caratteristiche di selvaticità.
L’attività in argomento prende spunto dall’ operazione denominata “AVE LUPO”, nel corso della quale i militari del Reparto Operativo del Raggruppamento Carabinieri CITES avevano posto sotto sequestro oltre 200 ibridi tra lupo selvatico e Cane lupo cecoslovacco.
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