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Pedopornografia, due arresti e otto indagati tra la Campania e Roma

ROMA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato ha eseguito un decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli nei confronti di otto persone domiciliate nelle province di Napoli, Caserta, Avellino e Roma, indagati per detenzione di materiale pedopornografico.
Nel corso delle attività sono state effettuate ispezioni ed analisi informatiche dei telefoni degli indagati, che hanno consentito di acquisire significativi elementi probatori in merito al loro coinvolgimento nella condivisione online di video raffiguranti abusi sessuali in danno di bambini in tenera età, anche neonati, e che hanno portato – proprio per l’ingente quantitativo di materiale illecito detenuto – all’arresto in flagranza di due quarantottenni, uno di Napoli e l’altro di Avellino.
L’indagine, svolta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Campania della Polizia Postale su delega della IV Sezione – Fasce Deboli della Procura della Repubblica di Napoli, e con il coordinamento del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO) di Roma, ha avuto origine da una segnalazione relativa a utenti italiani coinvolti nella detenzione e diffusione di materiale pedopornografico su un noto social network pervenuta tramite i canali di cooperazione internazionale di polizia.
Nonostante gli indagati, per restare anonimi, avessero creato profili social attraverso i quali porre in essere le condotte illecite, servendosi di caselle di posta elettronica aperte con dati fittizi e accedendo attraverso reti Wi-Fi “aperte” o intestate a terze persone, gli accertamenti e l’analisi di migliaia di connessioni effettuata dagli investigatori cibernetici ha consentito comunque di giungere alla loro identificazione.

– Foto: ufficio stampa Polizia Postale –

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Giubileo, sopralluogo Gualtieri al cantiere di San Giovanni in Laterano

ROMA (ITALPRESS) – Proseguono da cronoprogramma i lavori di sistemazione della nuova piazza pedonale di fronte alla Basilica di San Giovanni in Laterano. Il cantiere interessa una superficie di circa 18mila metri quadrati e prevede il rifacimento della pavimentazione con una particolare attenzione al mantenimento del verde pubblico e alla sostenibilità ambientale. Sono, infatti, previste aiuole dotate di impianto di innaffiamento automatico e fontane a raso per contrastare le isole di calore. L’opera è finanziata con 15 milioni del Giubileo ed è eseguita dal Dipartimento dei Lavori pubblici di Roma Capitale. Nel corso della prima fase sono emersi alcuni ritrovamenti archeologici, in particolare strutture murarie databili tra l’VIII ed il XIII, forse riconducibili al “Patriarchio”; le mura nel corso dei secoli vennero demolite e interrate. In considerazione dei reperti, è stato necessario modificare il progetto. Sono state, quindi, studiate nuove soluzioni che uniscono la realizzazione della sistemazione esterna e la tutela dei beni archeologici rinvenuti. In accordo con la Soprintendenza Speciale di Roma, a seguito della documentazione effettuata dagli archeologi, i lavori proseguono e i reperti trovati saranno protetti con geotessuto e con 20 cm di materiale inerte per segnalare la presenza di strutture e infine ricoperti, non essendo stata ravvisata la necessità di spostarli. Questa mattina Ornella Segnalini, assessore ai Lavori pubblici di Roma Capitale, Mirella Serlorenzi della Soprintendenza Speciale di Roma, Monsignor Rino Fisichella, Delegato da Papa Francesco all’organizzazione del Giubileo, hanno effettuato un sopralluogo per visitare il cantiere. Presenti anche Luciana Arcuri ingegnere responsabile dell’intervento del Dipartimento LlPp e Simona Morretta responsabile scientifico dello scavo archeologico della Soprintendenza. “Il cantiere si chiuderà in tempo per l’apertura della Porta Santa – dichiara il Sindaco Gualtieri -. Naturalmente, questo ritrovamento ha richiesto molto lavoro aggiuntivo, ma non va considerato come un incidente, semmai come un regalo, perchè è un ritrovamento di grandissima importanza. Dove sarà installata la vasca di alimentazione delle fontane – prosegue il Sindaco – non è stato trovato nulla e questo ci consentirà di procedere. E’ stato fatto un lavoro grande e ringrazio il Dipartimento Lavori pubblici per aver trovato la soluzione migliore. Ora verrà fatta la ricostruzione in 3D di quello che si è trovato per valorizzare i reperti e raccontare un pezzo di storia di Roma. Si lavorerà per realizzare il progetto, anche perchè sarebbe impensabile privare Roma di questa piazza. Ma in futuro, grazie alle conoscenze acquisite, – conclude Gualtieri – si potrà riprendere a scavare e pensare ad esempio a una visitabilità sotterranea, senza far venir meno la piazza con il suo uso civico che è stata riprogettata proprio in questo senso”. “Questo cantiere ci restituirà una piazza completamente rinnovata che contribuirà a valorizzare la splendida Basilica di San Giovanni – commenta l’assessora Segnalini -. Fino ad oggi questo luogo è stato poco valorizzato e utilizzato fondamentalmente come teatro del grande evento del 1° maggio, ma sostanzialmente poco vissuto dai romani. Il nuovo assetto prevede che diventi uno spazio urbano vivibile con aree verdi e fontane, il sistema di irrigazione farà in modo che le aiuole ricevano l’acqua necessaria. L’intervento prevede inoltre la creazione di una vasca di laminazione che raccoglie l’acqua piovana: un serbatoio che protegge dagli allagamenti e conserva la risorsa. E’ un progetto che ha delle caratteristiche innovative che ben si intersecano con le scoperte archeologiche. Ringrazio – conclude Segnalini – la Soprintendente Daniela Porro per il supporto costante in tutti i nostri interventi, lavorare a Roma riserva incredibili sorprese e come ha ricordato il Ministro Sangiuliano è fondamentale coniugare la salvaguardia della nostra storia alle esigenze di tutela e modernizzazione del tessuto urbano”. “Sicuramente è per me motivo di orgoglio poter gestire uno degli appalti simbolo del Giubileo – spiega l’ingegnera Luciana Arcuri del Dipartimento dei Lavori Pubblici -. Dal punto di vista tecnico la sfida principale è relativa alla realizzazione delle parti ‘invisibilì ovvero: tutte le opere propedeutiche al funzionamento del sistema di fontane; la corretta gestione delle acque superficiali, anche in occasione delle famigerate bombe d’acqua; la cura dei particolari come il posizionamento degli ugelli delle fontane a raso al di sotto del piano di calpestio o il sistema di irrigazione delle parti a verde. Tutto ciò permetterà che la piazza possa durare nel tempo”. “Questo scavo è stato una scoperta e una sorpresa – sottolinea l’archeologa della Soprintendenza Simona Morretta -. Le indagini hanno consentito di mettere in luce un muro di recinzione medievale, forse pertinente al Patriarchio, ovvero il palazzo papale. Questo muraglione in blocchi reimpiegati di tufo mostra diverse fasi di restauro. Doveva avere probabilmente funzione difensiva, a protezione della Basilica e del Patriarchio. La struttura muraria era sconosciuta, non essendo stati mai condotti scavi archeologici estensivi in quest’area”. La nuova piazza antistante San Giovanni in Laterano è caratterizzata da una superficie pavimentata continua, intervallata da dodici specchi d’acqua, da aree a verde a terra e da panche monolitiche in travertino. In considerazione dei rinvenimenti archeologici, è stato necessario modificare il sistema impiantistico a servizio delle fontane a raso previste, riducendo alcuni giochi d’acqua ma non il numero di specchi di acqua previsti. In particolare, è stata stabilita la riduzione e il riposizionamento della vasca ipogea, con la conseguente totale modifica dei relativi impianti. Questo accorgimento è stato necessario affinchè non vi siano interferenze tra il nuovo impianto e le preesistenze archeologiche. Le indagini archeologiche condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, propedeutiche ai lavori di riqualificazione di piazza San Giovanni in Laterano, hanno restituito un’importante e complessa stratigrafia dove spiccano, tra l’altro, strutture murarie databili tra il IX ed il XIII secolo dopo Cristo, forse riconducibili al Patriarchio. Costruito per volere di Costantino nel IV secolo d. C. al posto della caserma degli Equites Singulares, la guardia a cavallo dell’imperatore che si era schierata con Massenzio, il Patriarchio consisteva inizialmente in una basilica monumentale, ma durante il Medioevo venne più volte ingrandito e ristrutturato e divenne la sede papale fino al trasferimento della sede ufficiale del pontefice ad Avignone nel 1305. Si tratta, in questo caso, di un ritrovamento di straordinaria importanza per la città di Roma e la sua storia medievale, poichè in epoca moderna non sono mai stati effettuati scavi archeologici estensivi nella piazza. I ritrovamenti riconducibili al Patriarchio sono stati rinvenuti nella parte orientale dello scavo, per tutta la sua lunghezza: si tratta di una struttura che poteva avere funzione sia di cinta muraria a difesa della residenza papale sia di sostruzione del pendio che caratterizzava in antico l’area del Laterano. Alla luce delle diverse tecniche edilizie riscontrate, la sua costruzione è databile al IX secolo dopo Cristo ed è stata oggetto di diversi interventi di restauro e di ricostruzione fino almeno al XIII secolo. Il muro è costituito da grandi blocchi di tufo, sicuramente reimpiegati da altre strutture non più esistenti. A dimostrare uno o più interventi di restauro è la presenza di una fasciatura dei blocchi su ambo i lati, realizzata con un paramento in blocchetti di tufo che presentano una serie di contrafforti. Proseguendo verso Ovest, il muro è invece realizzato a sua volta con contrafforti a cuneo e una tecnica più irregolare. La parte finale del muro, che corre fin sul sagrato della Basilica, si presenta con un paramento in blocchetti di tufo e contrafforti stavolta di forma quadrata.(SEGUE)(ITALPRESS).

Foto: Ufficio Stampa Comune di Roma

Il film “Berlinguer. La grande ambizione” apre Festa del Cinema di Roma

ROMA (ITALPRESS) – “Berlinguer. La grande ambizione” di Andrea Segre sarà il film d’apertura, in concorso, della diciannovesima edizione della Festa del Cinema di Roma che si svolgerà dal 16 al 27 ottobre 2024 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Scritto da Andrea Segre e Marco Pettenello, il film è una produzione Vivo film e Jolefilm con Rai Cinema in coproduzione con Tarantula (Belgio) e Agitprop (Bulgaria), e uscirà nelle sale giovedì 31 ottobre distribuito da Lucky Red. “Grazie a tutte le persone che in questi tre lunghi e intensi anni di lavoro mi hanno permesso di entrare in silenzio e con rispetto nella vita di un uomo e di un popolo che hanno segnato un passaggio importante nella storia d’Italia e che il cinema di finzione italiano ancora non aveva raccontato” dichiara Andrea Segre. “E’ stato un viaggio in un pezzo della nostra storia che non ho vissuto e che ho imparato a conoscere, ma anche la scoperta di un dialogo profondo che quella memoria inaspettatamente sa avere con le domande aperte del nostro presente e del nostro futuro. Grazie a Paola Malanga e alla Festa del Cinema di Roma che hanno offerto con entusiasmo uno spazio così prestigioso per presentare il film nato da questo incredibile viaggio”.(ITALPRESS).

Atletica, Rome Marathon 2025. Numero chiuso a 30mila iscritti

ROMA (ITALPRESS) – L’evento sportivo agonistico più partecipato di sempre nella storia d’Italia, la gara dei record, questa è Run Rome The Marathon, decine di migliaia di partecipanti italiani e stranieri provenienti da 130 nazioni del mondo, un successo già grande e che sta letteralmente esplodendo. Mancano otto mesi all’attesissima domenica 16 marzo 2025, per Roma sarà l’anno del Giubileo e quella che si svolgerà sarà la 30^ edizione della maratona a Roma. Un’edizione unica, imperdibile, un compleanno speciale per Roma e per Run Rome The Marathon che per l’occasione sta progettando tante nuove iniziative che faranno ancor più grande questa maratona della Capitale d’Italia che non conosce limiti e confini. A marzo 2024 è stato un successo. Per una Run Rome The Marathon 2025 di grande spettacolo e livello internazionale con una perfetta organizzazione si è scelto di inserire un numero chiuso di 30mila maratoneti, un tetto massimo come accade per tutte le più grandi maratone del mondo e che per la prima volta viene adottato in Italia per garantire sicurezza, qualità ed eccellenza. 30mila runner, nell’anno del trentennale della Maratona, sarà un evento epocale. Con questa esplosione di numeri e notando che i numeri dei partecipanti stanno salendo sempre più anche per la Stracittadina Fun Run 5k, questa verrà anticipata a sabato mattina 15 marzo 2025, raddoppiano quindi le giornate da dedicare allo sport così che tutti possano partecipare e divertirsi recitando da protagonisti assoluti. “La Maratona di Roma sta crescendo sempre di più e sta diventando uno degli appuntamenti agonistici riconosciuti e attesi a livello internazionale. – ha commentato il Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri – La qualità dell’organizzazione e il numero record atteso di iscritti confermano le aspettative che ci eravamo dati come amministrazione e la scelta di istituire un numero chiuso è un’ulteriore garanzia di qualità della manifestazione e dei servizi ai partecipanti”. Alla vigilia dei Giochi Olimpici arriva anche il commento del Presidente Fidal Stefano Mei: “Non è un caso se la prossima edizione della Run Rome The Marathon sarà la più partecipata di sempre. C’è sempre più voglia di atletica e di running, anche grazie al periodo d’oro che sta attraversando la nostra Nazionale e alla crescita del nostro movimento. Ci sono sempre più appassionati di ogni età. Correre in uno scenario come quello di Roma è qualcosa di unico e indimenticabile. Occasione che tutti, almeno una volta nella vita, dovrebbero cogliere”.
(ITALPRESS).

Foto: ufficio stampa Rome Marathon

Roma, incendio di sterpaglie coinvolge abitazioni e capannoni

ROMA (ITALPRESS) – Dalle ore 14 di oggi, squadre dei Vigili del Fuoco della Capitale impegnate in zona Casal Lumbroso – Massimina per un vasto incendio di sterpaglie e vegetazione. Coinvolti dalle fiamme anche due capannoni, evacuate diverse abitazioni. Sul posto sono prontamente intervenute le pattuglie della Polizia Locale per agevolare la viabilità e i volontari della Protezione Civile per il supporto allo spegnimento. A titolo precauzionale si raccomanda alla popolazione presente nel raggio di 3 chilometri dalla zona dell’incendio (Municipi XII, zone dell’XI e del XIII) di non sostare nei pressi dell’area interessata dall’incendio; mantenere chiuse le finestre in caso di fumi persistenti e maleodoranti; non utilizzare al momento i condizionatori a presa d’aria esterna; limitare le attività all’aperto, con particolare riguardo a quelle di natura ludico-ricreativa, vista la concomitanza con l’ondata di calore di livello rosso. Nella zona interessata è stato attivato il monitoraggio dell’aria da parte di ARPA Lazio, i cui risultati saranno pubblicati sul sito ARPA LAZIO nel corso dei prossimi giorni.(ITALPRESS).

Foto: ufficio stampa Comune di Roma

Max Pezzali il 24, 25 e 26 gennaio 2025 al Palazzo dello Sport di Roma

ROMA (ITALPRESS) – La festa di Max Pezzali non si ferma e arriva anche a Roma. Dopo l’accoglienza delle date di Milano Max Pezzali annuncia Max Forever – Questo Pala non è un Albergo, tre date speciali al Palazzo dello Sport di Roma che si terranno il 24, 25 e 26 gennaio 2025 e annuncia il sold out delle date di Milano di Max forever – Questo Forum non è un Albergo (3, 4 e 5 gennaio 2025, che si sommano a quelli del 28, 29 e 30 dicembre 2024), a cui si aggiungono due nuovi appuntamenti: 7 e 8 gennaio 2025, Unipol Forum.(ITALPRESS).

Foto: ufficio stampa Max Pezzali

Roma, a Caracalla il galà “Roberto Bolle and firends”

ROMA (ITALPRESS) – Prometheus, uno dei pezzi inediti della serata Roberto Bolle and Friends in scena il 19 e 20 luglio al Caracalla Festival 2024, la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma. Il pezzo, pensato e realizzato dallo stesso Bolle con il coreografo Massimiliano Volpini, porta in scena la leggenda del titano che ha rubato il fuoco agli dei per farne dono agli uomini. Una sfida impensabile, ardua, impervia che gli costerà la vita, ma che per l’umanità vuol dire progresso, conoscenza, futuro. Il danzatore si arrampica su una scenografia fatta di tubi, si contorce, sinuoso e forte, fino ad arrivare al fuoco, reale, che ruba agli dei per condividerlo con gli uomini. Un pezzo di grande impatto e suggestione, ancor più nella cornice delle antiche Terme romane, tappa imprescindibile dei tour dell’artista dal 2011, luogo di una tale energia e bellezza da fondersi con la danza e amplificare l’impatto emotivo dello spettacolo. Il resto della serata è, come sempre, un extra-ordinario viaggio nel repertorio classico e contemporaneo del balletto, in cui il pubblico è accompagnato da grandi stelle internazionali. Come Antònio Casalinho impegnato in due pezzi di grande sapienza tecnica come Les Bourgeois di Ben Van Cauwenbergh ed Esmeralda di Marius Petipa, quest’ultimo accanto a Margarita Fernandes. E poi Tatiana Melnik e Giorgi Potskhishvili straordinari protagonisti del passo a due di Don Chisciotte sempre di Petipa. Nicoletta Manni danza La Luna sull’Adagio del Concerto per violino in Mi maggiore di Bach, il balletto creato da Murice Bèjart negli anni settanta per Luciana Savignano e che lei stessa ha trasmesso all’ètoile del Teatro alla Scala di Milano. Manni è attesa nella stagione di balletto 2024/25 al Teatro Costanzi dove debutterà nell’Onegin di Cranko. La danza classica contemporanea è ben rappresentata con un pezzo affascinante come II di Philippe Kratz. Anche il nome di questo coreografo, appena nominato direttore artistico del Nuovo Balletto di Toscana, compare nel cartellone di danza 2024/25 dell’Opera di Roma, con cui debutterà in occasione del “Trittico Contemporaneo”. Della sua coreografia nella Serata Roberto Bolle and Friends sono interpreti Casia Vengoechea e Toon Lobach, partner dello stesso Bolle nel passo a due de Les Indomptès di Claude Brumachon. Completano il programma i passi a due di Roberto Bolle con la splendida Melissa Hamilton, Qualia di Wayne Mc Gregor e Lightness of Being di Craig Davidson, e un altro assolo questa volta di Simone Valastro su musica di Max Richter: Chiaroscuro. (ITALPRESS).

Foto: ufficio stampa Opera di Roma

Roma, da scavi a S.G. Laterano emergono mura medievali Patriarchio

ROMA (ITALPRESS) – Le indagini archeologiche condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro, propedeutiche ai lavori di riqualificazione di Piazza San Giovanni in Laterano, hanno restituito un’importante e complessa stratigrafia dove spiccano, tra l’altro, strutture murarie databili tra il IX ed il XIII secolo dopo Cristo, forse riconducibili al Patriarchio.
Costruito per volere di Costantino nel IV secolo d. C. al posto della caserma degli Equites Singulares, la guardia a cavallo dell’imperatore che si era schierata con Massenzio, il Patriarchio consisteva inizialmente in una basilica monumentale, ma durante il Medioevo venne più volte ingrandito e ristrutturato e divenne la sede papale fino al trasferimento della sede ufficiale del pontefice ad Avignone nel 1305.
Si tratta, in questo caso, di un ritrovamento di straordinaria importanza per la città di Roma e la sua storia medievale, poichè in epoca moderna non sono mai stati effettuati scavi archeologici estensivi nella piazza. I ritrovamenti riconducibili al Patriarchio sono stati rinvenuti nella parte orientale dello scavo, per tutta la sua lunghezza: si tratta di una struttura che poteva avere funzione sia di cinta muraria a difesa della residenza papale sia di sostruzione del pendio che caratterizzava in antico l’area del Laterano. Alla luce delle diverse tecniche edilizie riscontrate, la sua costruzione è databile al IX secolo dopo Cristo ed è stata oggetto di diversi interventi di restauro e di ricostruzione fino almeno al XIII secolo.
Il muro è costituito da grandi blocchi di tufo, sicuramente reimpiegati da altre strutture non più esistenti. A dimostrare uno o più interventi di restauro è la presenza di una fasciatura dei blocchi su ambo i lati, realizzata con un paramento in blocchetti di tufo che presentano una serie di contrafforti. Proseguendo verso Ovest, il muro è invece realizzato a sua volta con contrafforti a cuneo e una tecnica più irregolare. La parte finale del muro, che corre fin sul sagrato della Basilica, si presenta con un paramento in blocchetti di tufo e contrafforti stavolta di forma quadrata. L’edificazione della struttura appena descritta è avvenuta durante un lungo periodo di tempo in cui Roma era oggetto delle razzie dei saraceni e al suo interno erano continue le lotte, talvolta violente, tra le famiglie aristocratiche che rivendicavano l’accesso al soglio di Pietro: di qui l’ipotesi che questo possente muro, anche per la sua conformazione, avesse la funzione di cinta difensiva del complesso della Basilica e dei palazzi annessi.
Dopo la cattività avignonese, in seguito al rientro a Roma dei pontefici e al trasferimento della sede papale in Vaticano, viene a cadere la necessità di avere una struttura a difesa del Patriarchio. Di conseguenza, il muro perde di funzionalità e viene demolito e interrato, e di esso si perde ogni memoria. “Le nuove scoperte di piazza San Giovanni in Laterano sono l’ennesima dimostrazione della ricchezza del territorio di Roma, una miniera inesauribile di tesori archeologici. Ogni singola pietra ci parla e racconta la sua storia: grazie a questi importanti ritrovamenti gli archeologi potranno sapere di più del nostro passato. Desidero manifestare il mio compiacimento per l’impegno e per la passione che i ricercatori stanno mettendo nel loro lavoro. E’ fondamentale coniugare la salvaguardia della nostra storia alle esigenze di tutela e modernizzazione del tessuto urbano”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
Le indagini archeologiche, seppure condotte in emergenza per le tempistiche dettate dalla consegna dei lavori per l’apertura dell’anno giubilare, hanno permesso di portare in luce anche i resti di altre strutture, risalenti a epoche precedenti il Patriarchio. Al centro dello scavo è stata identificata una porzione di un muro in opera reticolata, databile tra il I secolo avanti e il I secolo dopo Cristo, la cui funzione è di terrazzamento del pendio che caratterizzava l’area. Più interessante sono imponenti fondazioni a reticolo collocabili in età Severiana (III secolo), forse da mettere in relazione con i Castra Nova equitum singularium, già documentati sotto l’attuale impianto della Basilica. Della stessa epoca due muri in opera laterizia che corrono paralleli e, considerato la profondità (3,5 metri sotto l’attuale piano di calpestio) e la breve distanza che intercorre tra loro, sono probabilmente parte di una struttura ipogea. Sempre nella porzione centrale dello scavo è stato ritrovato infine un tratto di struttura muraria in opera listata, databile tra il IV ed il VII secolo. L’insieme delle scoperte venute alla luce a Piazza San Giovanni restituisce uno spaccato della vita e dello sviluppo di questa area di Roma, fino alla sistemazione voluta da Sisto V nel XVI secolo, e grazie alla analisi e allo studio dei rinvenimenti e dei reperti raccolti (monete, metalli, maioliche, ceramiche) arriveranno ulteriori informazioni sulla storia della città. I ritrovamenti verranno lasciati in situ e sono allo studio soluzioni per il futuro completamento dello scavo e per la valorizzazione.
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Foto: Ufficio stampa Mic