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Una fullonica romana nel cantiere di piazza Pia a Roma

ROMA (ITALPRESS) – Una fullonica romana di grandi dimensioni è stata trovata dagli operai al lavoro nel cantiere per la pedonalizzazione di piazza Pia, opera strategica per il Giubileo, ritrovamento che non rallenterà la tabella di marcia per il completamento dell’opera. Lo hanno assicurato, nel corso di una conferenza stampa, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, il sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, monsignor Rino Fisichella, l’amministratore delegato di Anas, Aldo Isi, la soprintendente speciale di Roma, Daniela Porro.
“E’ finita l’epoca in cui le sovrintendenze erano gli enti del niet, che sostenevano ‘questa cosa non si può farè, e si è aperta l’epoca di una collaborazione efficace tra le istituzioni”, ha detto il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
“Sul piano globale c’è una grande riscoperta della storia di Roma, tutti quanti si appassionano e vogliono conoscere la storia di questa città, quello che presentiamo oggi è un ritrovamento eccezionale, si troverà un punto di equilibrio tra esigenze di tutela, Roma è uno scrigno, e quelle di modernizzazione del tessuto urbano”.
La fullonica, una antica lavanderia romana, sarà collocata nei giardini di Castel Sant’Angelo, insieme agli altri reparti, in un’area museale con ricostruzioni in 3D che permetteranno una visita speciale nel periodo storico di riferimento: tra la seconda metà del II e l’inizio del III secolo dopo Cristo.
“Questo è un caso emblematico e positivo di come la collaborazione istituzionale può portare una soluzione doppiamente positiva”, ha spiegato il sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri. “Noi abbiamo questo ritrovamento – ha aggiunto – grazie agli scavi per un’opera strategica per il Giubileo.
Da una parte si può valorizzare e rendere conoscibile questo ritrovamento dall’altra realizzare, nei tempi previsti il sottopasso”. Il cantiere è operativo h24, non si fermerà per consentire il rispetto del cronoprogramma con la sua ultimazione prima dell’apertura della Porta Santa.
“E’ già stato trovato l’ambiente dove conservare, in questo periodo, i reperti ritrovati”, ha assicurato Isi. “Il cantiere è complesso – ha detto – ma non si è mai fermato e ha proseguito in tempi record: abbiamo già realizzato il tetto della galleria e siamo alla fase finale. Stiamo affrontando questa fase con una grandissima collaborazione”.
Monsignor Rino Fisichella ha ricordato di essersi “commosso quando mi hanno informato della scoperta – ha affermato -, perchè il Giubileo è un evento di popolo e la scoperta di una lavanderia, di fatto, mi ha riportato alla mia giovinezza quando non esisteva la lavatrice, nel cortile dove sono nato c’era un settore dove le mamme andavano a lavare i pani, la tecnologia ci può dare tanti strumenti utilissimi ma la storia ci ricorda come siamo arrivati a questo e quando c’era tanta umanità”.

– Foto: xc3 –

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Università Cattolica, 80 piante officinali nel campus di Roma

ROMA (ITALPRESS) – Sono due le piantine di calendula che le studentesse e gli studenti del Corso di laurea in Farmacia dell’Università Cattolica hanno seminato durante il corso di botanica farmaceutica e curato durante questo semestre e che il 13 giugno sono state simbolicamente piantate, insieme ad 80 piante officinali (40 di rosmarino e 40 di lavanda), nel Giardino dei Semplici, l’area verde antistante il Pronto Soccorso del Policlinico Gemelli, nata un anno fa con l’obiettivo del sollievo e del benessere dei pazienti e degli operatori sanitari e del supporto alla didattica del Corso di laurea, per sviluppare programmi sperimentali di botanica farmaceutica e chimica dei prodotti naturali.
Nella tradizione monastica, negli “horti medici” venivano coltivate alcune erbe medicinali usate per curare le malattie (“medicamenta simplicium”), attività che si svolgeva nei monasteri prima ancora che negli ospedali e nelle Università. Grazie al progetto “Simplex for health” e all’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori che ha messo a disposizione uno spazio di tredici ettari all’interno dell’area protetta del Parco Regionale Urbano del Pineto, le studentesse e gli studenti del Corso di laurea in Farmacia potranno frequentare, al termine dei lavori, un nuovo luogo per vivere un’esperienza didattica innovativa nel campo della botanica farmaceutica.
Dopo i saluti istituzionali del vicePresidente dell’Istituto Toniolo Giuseppe Fioroni e del vicepreside della Facoltà di Medicina e Chirurgia Alessandro Sgambato, monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica ha impartito la benedizione alla nuova area.
Protagonisti dell’evento le studentesse e gli studenti di Farmacia che, guidati dal Andrea Urbani, presidente del Corso di laurea, e da Maura Di Vito, ricercatrice in Microbiologia e Microbiologia clinica alla Facoltà di Medicina e chirurgia, hanno messo a dimora le prime piante officinali – Rosmarinus officinalis, Calendula officinalis e Lavandula angustifolia – insieme ai rappresentanti del progetto di MEDAC Pharma e di Banco BPM, raccontando la loro esperienza e posizionando i QR code che serviranno ad illustrare ai visitatori caratteristiche e particolarità botaniche e chimiche.
In particolare, due studenti del Corso di laurea, Pierluigi Ruocco e Roberto Sessa, hanno presentato le proprietà, l’uso e le curiosità storiche delle due piante aromatiche messe a dimora. Insieme a loro Ludovica Casciano e Elisa Grandaliano, due studentesse del Corso, che hanno presentato il laboratorio di botanica farmaceutica condotto durante il semestre, mettendo a dimora i germogli della pianta officinale oggetto dello studio.
“Durante questo semestre – ha detto Di Vito – tutti gli studenti sono stati invitati a sviluppare dei progetti. In particolar modo, durante il Corso hanno approfondito la conoscenza delle piante officinali, a partire dalla botanica delle piante fino alle proprietà e all’uso degli estratti che da queste piante officinali possono essere ottenuti. Durante le esercitazioni sono stati consegnati ad ogni studente dei semi di calendula e delle torbe così da poterli piantare e seguire nel loro sviluppo, quotidianamente e a casa propria. Gli studenti sono stati divisi in due gruppi in funzione del trattamento in termini di irrigazione, luce ed esposizione così da apprezzare bene le influenze ambientali sullo sviluppo dell’organismo vegetale. Ad intervalli regolari sono state chieste loro delle osservazioni sullo sviluppo della pianta, relative alla germinazione dei semi, alla crescita della pianta e del suo stato di salute”.
“Il Giardino dei Semplici è nato da una primaria esigenza didattica: dotare il Corso di laurea della struttura essenziale per lo studio della botanica farmaceutica e della chimica farmaceutica dei prodotti naturali, organizzata in ‘aiuole tematichè di piante medicinali riunite per meccanismo d’azione, rispettando l’ecosistema e la biodiversità – ha detto Urbani -. Oggi le studentesse e gli studenti hanno iniziato a dimostrarne l’utilità didattica e scientifica, in questa prima esperienza durata un intero semestre. Ma questa vasta area verde prospiciente al Pronto Soccorso sarà progressivamente riqualificata e organizzata e potrà essere un luogo prezioso di ristoro, bellezza e sollievo per gli studenti, per i pazienti e i loro familiari, per gli operatori sanitari e per tutta la cittadinanza”.

– Foto: Ufficio stampa Università Cattolica –

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Scoperto un laboratorio clandestino per la fabbricazione di armi, un arresto

ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri della Stazione di Roma Settecamini e quelli del Nucleo Operativo della Compagnia di Tivoli hanno arrestato un 21enne, di origine cubana ma domiciliato nel quartiere Ponte di Nona, gravemente indiziato dei reati di detenzione illegale di armi e munizionamento, fabbricazione illegale di armi e di munizioni.
I militari hanno eseguito una perquisizione domiciliare a casa dell’indagato, scoprendo un laboratorio per la fabbricazione clandestina di armi e munizioni. In particolare, i Carabinieri hanno trovato un revolver con all’interno proiettili sotto il cuscino del letto del giovane. Mentre in cantina hanno rinvenuto un pericoloso fucile mitragliatore totalmente artigianale, una pistola riverniciata con la matricola parzialmente abrasa, una pistola scaccia-cani e una pistola a forma di penna. Oltre alle armi, i Carabinieri hanno poi sequestrato numerosi materiali e strumenti di precisione, quali tornio, seghe e attrezzi, necessari per produrre armi, nonchè diversi appunti manoscritti con progetti di fabbricazione, redatti dal giovane.
Gli investigatori hanno trovato anche due lacrimogeni artigianali di grandi dimensioni, nonchè polvere da sparo e tutto il materiale per produrre artifizi pirotecnici ed ordigni di specie pericolosa. Il materiale è stato messo in sicurezza e sequestrato insieme a 100 cartucce artigianalmente prodotte e 20 grammi di hashish.
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La Virtus Roma premiata in Consiglio regionale per la promozione in Serie B

ROMA (ITALPRESS) – Il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, ha ricevuto insieme ai consiglieri la società di pallacanestro Virtus Roma 1960 per il conferimento di riconoscimenti dopo la promozione in Serie B Nazionale.
Aurigemma ha raccontato della condivisione vissuta con tutti i consiglieri, anche di schieramenti diversi, nel sostenere la squadra: “Eravamo tutti con lo stesso obiettivo di portare i colori della Virtus Roma agli albori di una volta. Ci auguriamo che dopo questa vittoria ne seguano altre. Siamo convinti che lo sport possa rappresentare i valori importanti sul territorio della nostra Regione, quelli del sacrificio, della passione, del lavoro e del rispetto dell’avversario. Quello che cerchiamo di fare come Consiglio andando in giro per le province e i comuni educando i ragazzi che vengono deviati con risultati facilmente raggiungibili senza passione e lavoro. E’ importante che voi abbiate rappresentato questi valori con cui siete riusciti a vincere questo campionato difficile”.
Insieme al Presidente, tra gli altri, sono intervenuti il Patron Maurizio Zoffoli e il Presidente della Virtus Roma Francesco Saverio Zoffoli, Ettore Sansavini Presidente GVM Care & Research e il Coach Alessandro Tonolli.
“E’ stata una stagione estremamente lunga e impegnativa”, ha detto il Patron Zoffoli, che ha definito i componenti della squadra come dei figli: “Venivamo da un anno nel quale avevamo vinto un campionato quindi l’attenzione nei nostri confronti era maggiore. Abbiamo vissuto difficoltà e gioie ed eravamo consapevoli che ogni partita la squadra avversaria mettesse il doppio dell’impegno, perchè eravamo la squadra da battere a prescindere. Abbiamo fatto gruppo”. Prima del conferimento dei premi è intervenuto anche il Presidente Zoffoli, che ha parlato di “orgoglio, perchè le nostre ambizioni erano di far riavvicinare tanta gente a questo sport e a questa squadra. La capacità di saper programmare ha fatto sì che questi ragazzi potessero concretizzare un successo importante”. Saverio Zoffoli ha parlato dell’intento di arrivare alle “nuove generazioni, i nuovi bambini e le famiglie, cosa che ci inorgoglisce di più, perchè Roma e il Lazio meritano di essere rappresentati nel panorama italiano. Questo deve essere il nostro punto di riferimento essere rispettati e rispettabili nei confronti di tutti”.
Anche Toffoli, pure lui insignito di un riconoscimento, ha espresso le emozioni per questo momento: “Mi fa piacere che tutti siano stati partecipi di questa cavalcata che ha avuto inizio ad agosto. Sarebbe stato noioso vincere tutte le partite in trenta, quindi il più dieci meno dieci ha reso tutto più vissuto e con tensione e amore”.
– foto xl5 Italpress –
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Duplice operazione antidroga della polizia a Roma, due arresti

ROMA (ITALPRESS) – Duplice operazione finalizzata al contrasto dei reati legati allo spaccio e alla detenzione di droga da parte degli agenti della Polizia di Stato del commissariato Appio, a Roma. Il primo intervento è stato effettuato all’interno della stazione Termini, dopo che i poliziotti hanno scoperto che un 40enne della Tanzania, residente a Napoli, era solito partire dal capoluogo campano per recarsi nella capitale per spacciare droga.
Gli agenti, all’arrivo del treno regionale proveniente da Napoli, una volta individuato il sospettato, lo hanno fermato mentre scendeva dal convoglio. L’uomo ha consegnato uno zaino, all’interno del quale sono stati trovati oltre due etti di eroina. L’indagato è stato arrestato per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente.
Un’altra operazione in via Giovanni Battista Valente ha portato al fermo di un 44enne italiano. L’uomo è stato bloccato mentre usciva dalla propria abitazione con una voluminosa busta tra le mani, poco prima di salire in auto. All’interno c’erano sei panetti di hashish. Mentre altri cinque panetti sono stati trovati all’interno dell’appartamento. I poliziotti oltre alla droga, complessivamente più di 1 chilo di hashish, hanno sequestrato anche 600 euro.
Entrambi gli arresti sono stati convalidati dall’autorità giudiziaria.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
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Al via lavori per sottopasso Marconi della stazione Trastevere a Roma

ROMA (ITALPRESS) – Un nuovo accesso per la stazione Fs di Trastevere, grazie alla realizzazione del sottopasso Marconi: il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale Rete Ferroviaria Italiana, hanno inaugurato il cantiere promettendo che i lavori termineranno entro il Giubileo.
“Sono degli interventi importanti, l’attenzione di Rete Ferroviaria Italiana, gruppo Ferrovie dello Stato, è massima nel cercare di aumentare l’accessibilità alle nostre stazioni, ovviamente questi interventi trovano maggiore importanza nelle grandi aree metropolitane, nelle situazioni in cui, come nella stazione di Trastevere, possiamo incrementare e agevolare di più del 50% l’accessibilità pedonale alla stazione aprendo l’accessibilità pedonale da un altro fronte – ha detto Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale Rete Ferroviaria Italiana -. Sono interventi in cui siamo concentrati nel nostro piano industriale, ancora di più in occasione di eventi come il Giubileo dove rafforziamo questi interventi, è un progetto che nel suo complesso, su questa stazione, vale più di 10 milioni di euro, sono quasi 50 i milioni di euro che Rete Ferroviaria Italiana investirà nelle stazioni in occasione del Giubileo”.
La stazione di Trastevere oggi è accessibile solo da un lato della città, quello della circonvallazione Gianicolense, con il sottopasso si aprirà un nuovo fronte su viale Marconi, favorendo così l’afflusso di una grande quantità di utenti. Una vera e propria ricucitura urbana di quartieri da sempre divisi dalla ferrovia che torneranno ad essere comunicanti e serviti da un’unica stazione ferroviaria che fungerà da cerniera e da importante area di aggregazione. Con l’apertura del secondo fronte di stazione ed il prolungamento di un sottopasso esistente sarà garantito il collegamento con il quadrante Marconi migliorando la fruibilità della stazione per l’utenza. Finanziati da Rete Ferroviaria Italiana complessivamente con 10,5 milioni di euro nell’ambito del Piano Integrato Stazioni, gli interventi consentiranno un aumento del bacino pedonale della stazione di quasi il 50% e permetteranno la riqualificazione dell’intera area grazie anche ad una razionalizzazione degli spazi verdi e dei servizi al viaggiatore con la realizzazione di una nuova viabilità interna e di punti Kiss&ride.
“Questo intervento è molto importante per noi ha una funzione molteplice è ampliamento del bacino campatizone e nodo attualmente sottovalutato per le sue potenzialità – ha sottolineato il sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri -. Le stazioni sono nodi preziosissimi anche dal punto di vista urbano, da non luoghi a luoghi dove ci si può stare con bar, parchi, negozi, il vero e proprio cantiere di cui stiamo parlando è strategico per la ricucitura di questo quadrante, è come se si accorciassero le distanze. Oggi le stazioni sono luoghi poco utilizzati, sono elementi di frattura del territorio e spesso anche di degrado, noi vogliamo fare l’opposto”.
– foto xc3 Italpress –
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Blitz interforze all’ex Hotel Cinecittà a Roma, controllate 168 persone

ROMA (ITALPRESS) – Blitz interforze all’ex Hotel Cinecittà di via Eudo Giulioli, a Roma. A partire dall’alba più di 50 agenti della Polizia locale di Roma Capitale, con i Gruppi Gssu – Sicurezza Sociale Urbana e VII Tuscolano, hanno eseguito una serie di verifiche nello stabile e nei confronti degli occupanti. Presenti anche Carabinieri e agenti della Polizia di Stato, che hanno garantito la cornice di sicurezza nel corso dell’intervento.
Sono 168 le persone censite dalla Polizia Locale, la maggior parte di nazionalità sudamericana: 79 uomini, 62 donne e 27 minori.
Attivate le procedure per accertare la regolarità della loro posizione sul territorio nazionale, al momento non è emersa alcuna anomalia, fanno sapere dal Comando della Polizia locale.
Nel corso dei controlli, i Carabinieri della Compagnia di Roma Casilina e del reparto specializzato Nas di Roma hanno ispezionato un ristorante pizzeria, inserito nello stesso complesso immobiliare, a cui è stata disposta l’immediata sospensione dell’attività perchè sono state accertate gravi carenze igienico sanitarie, carenze strutturali, trovato cibo non tracciato, prodotti scaduti, presenza di insetti infestanti, mancanza di procedure autocontrollo. Collegato allo stesso locale è stato inoltre scoperto un collegamento abusivo alla rete elettrica, per cui i due gestori sono stati denunciati.
– foto ufficio stampa Polizia Locale Roma Capitale –
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Tumore del polmone, le nuove terapie a bersaglio molecolare

ROMA (ITALPRESS) – Sbarrare la strada al tumore in tutti i modi. E’ questa la parola d’ordine trasversale ai tanti studi presentati all’edizione 2024 del congresso dell’American Society Of Medical Oncology (ASCO), che ha appena chiuso i battenti a Chicago. Ma per farlo è necessario conoscere il cancro nei suoi dettagli più fini, quelli scritti tra le pieghe del DNA il tumore, per evidenziare la presenza di quelle mutazioni, quelli errori di battitura del DNA, che fanno sviluppare e crescere i tumori, ma che sono anche il loro tallone d’Achille, aggredibile oggi con tante terapie a target. E’ il caso delle mutazioni EGFR e di quelle ALK, presenti in una piccola percentuale di pazienti con il tumore del polmone (l’EGFR in meno del 10% dei pazienti, l’ALK nel 4% circa), ma che possono fare la differenza in termini di sopravvivenza e di qualità della vita.
“Oggi abbiamo a disposizione tante nuove possibilità terapeutiche per i pazienti che presentano queste mutazioni – spiega il professor Giampaolo Tortora, Ordinario di Oncologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore del Comprehensive Cancer Center di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS -. E’ dunque fondamentale ricercare questi bersagli terapeutici nel tessuto tumorale (biopsia o pezzo operatorio), già alla prima diagnosi. La profilazione molecolare dei tumori è qualcosa che qui al Gemelli abbiamo cominciato a fare in maniera sistematica perchè è un settore della diagnostica davvero fondamentale in oncologia. E questo perchè quei sottogruppi di pazienti che espongono questi bersagli molecolari hanno oggi a disposizione un ventaglio di terapie rilevanti, selettive e in grado di superare i meccanismi di resistenza del tumore”.
Molto interessanti a questo riguardo i risultati dello studio di fase III LAURA, presentati nella sessione plenaria (la più importante del congresso) dell’ASCO 2024, con pubblicazione contemporanea sul New England Journal of Medicine. Osimertinib, un inibitore di EGFR, somministrato dopo radio-chemioterapia nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) ha migliorato in maniera estremamente significativa la sopravvivenza senza progressione di malattia (39,1 mesi contro 5,6 mesi del gruppo di controllo). E’ la prima volta che un inibitore di EGFR mostra un risultato del genere nei pazienti con tumore del polmone in stadio 3, EGFR-mutato, non operabile, dopo radio-chemioterapia. “Avevamo già a disposizione osimertinib – ricorda il professor Tortora – per la terapia di prima linea nel tumore del polmone metastatico e in terapia adiuvante (cioè dopo l’intervento chirurgico). Lo studio LAURA ne ha dimostrato i benefici anche nel tumore del polmone in stadio 3 localmente avanzato non operabile, con implicazioni che possono cambiare l’attuale pratica clinica”.
“In questa edizione dell’ASCO – commenta il professor Tortora – sono stati presentati studi che hanno esteso l’utilizzo di farmaci già utilizzati in terapia, in setting di pazienti diversi, passando dalla malattia metastatica, alla terapia adiuvante (dopo l’intervento chirurgico), fino ad arrivare al setting neo-adiuvante (prima dell’intervento chirurgico)”.
Sempre in sessione plenaria sono stati presentati risultati molto importanti anche nel microcitoma polmonare, una delle forme più aggressive in assoluto. “Anche in questo caso – commenta il professor Tortora – era stata già dimostrata l’efficacia dell’immunoterapico durvalumab nella malattia metastatica; lo studio ADRIATIC ne dimostra per la prima volta l’efficacia anche nella malattia limitata”. Somministrare durvalumab subito dopo la radio-chemioterapia, riduce il rischio di morte del 25% e porta la sopravvivenza mediana a 4,5 anni (contro i 2,7 anni del gruppo di controllo); la sopravvivenza libera da progressione di malattia è stata di 16,6 mesi con il durvalumab contro i 9,2 mesi del gruppo placebo.
Molto importanti anche i farmaci di terza generazione contro il bersaglio molecolare ALK, come lorlatinib, utilizzato nello studio CROWN. “All’ASCO – ricorda il professor Tortora – è stato presentato l’aggiornamento dei dati di questo studio a 5 anni che dimostrano un aumento del 60% della sopravvivenza libera da progressione di malattia nel tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) ALK+ in stadio avanzato, con una riduzione dell’81% del rischio di progressione o di morte e una riduzione del 94% della progressione delle metastasi cerebrali, rispetto ai pazienti trattati con crizotinib”.
I farmaci a bersaglio molecolare funzionano bene anche in combinazione con altre terapie. E’ il caso ad esempio dello studio MARIPOSA (studio su adenocarcinomi del polmone EGFR-mutati, localmente avanzati o metastatici), “dove l’anticorpo monoclonale (amivantamab, un anticorpo bispecifico contro i recettori dell’EGFR e del MET) – ricorda il professor Tortora – è stato utilizzato insieme ad un inibitore chinasico (lazertinib), in modo da coprire più bersagli e da interferire anche con mutazioni che normalmente conferirebbero resistenza alle terapie”. Di amivantamab è stata messa a punto una formulazione per via sottocutanea (quella testata nel MARIPOSA era endovena), sperimentata all’interno dello studio PALOMA-3, presentato all’ASCO 2024, che ha dato risultati di efficacia molto interessanti, con risparmio della cosiddetta time-toxicity perchè la somministrazione per via sottocutanea evita ai pazienti i lunghi tempi necessari alla somministrazione endovenosa.
La profilazione molecolare dei tumori sta attraversando un momento di grande trasformazione, perchè le vecchie tecniche (immunoistochimica) usate ad esempio per la quantificazione dell’espressione del recettore HER2 sulle cellule di tumore della mammella (ma anche dello stomaco, dei colangiocarcinomi e del colon) si stanno dimostrando superate, in quanto molto legate alla soggettività della lettura che ne dà l’anatomopatologo. E c’è anche un problema di eterogeneità tumorale.
“Noi facciamo affidamento sulla singola biopsia – spiega il professor Tortora – ma sappiamo che frammenti di tumore anche molto vicini tra loro, sia nel tumore primitivo e ancor più nelle metastasi, hanno una diversa espressione di alcuni geni e mutazioni”. La speranza di superare questi problemi di diagnosi, fondamentali per instradare un paziente verso le terapie a target (o per escluderlo da questi trattamenti) è riposta nella biopsia liquida. “Da un prelievo di sangue – spiega il professor Tortora – si può vedere con maggior precisione e completezza tutto quello che sta avvenendo all’interno del tumore; la biopsia del tessuto consente di vedere solo cosa succede in quel punto; quella liquida rappresenta la somma di tutto e dà un quadro d’insieme più preciso. Qui al Gemelli crediamo molto in questo approccio diagnostico che è al centro di un nostro grande programma di sviluppo”.
ASCO 2024 ha dunque evidenziato ancora una volta l’importanza della profilazione molecolare, fatta da professionisti competenti, cioè dagli anatomopatologi. “In un momento di così grande sviluppo di questo campo della diagnostica – riflette il professor Tortora – è paradossale che l’anatomia patologica sia una delle specialità disertate dai laureati in medicina, forse perchè considerato un lavoro che si svolge ‘dietro le quintè, senza un contatto diretto col paziente, dunque poco riconosciuto dal pubblico e forse anche non adeguatamente remunerato. Ma la fuga dei medici da questa specialità è in controtendenza rispetto ai bisogni crescenti che abbiamo di bravi anatomopatologi sempre più moderni e proiettati nel mondo della medicina molecolare, della medicina di precisione”.
– foto ufficio stampa Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS –
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