ROMA (ITALPRESS) – Patrizia Prestipino è il primo Garante per la tutela e il benessere degli animali di Roma Capitale. A presentarla è stato il sindaco Roberto Gualtieri insieme all’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi, all’interno dello spazio dedicato alla Colonia felina di Via Ostiense, a Piramide.
“Siamo felici che sia stata nominata Patrizia Prestipino – ha detto il Sindaco -. Per questo ringraziamo il Consiglio Comunale, che è molto attento su tale tema. Insieme alla Alfonsi consideriamo questo passaggio importante sia per la funzione che per la persona. Roma è un luogo dove vivono tanti animali e tante specie in libertà e in cattività. Prendersi cura di questa parte della popolazione è importante perchè sono un elemento che dà qualità ambientale al nostro tessuto urbano, che è innervato da tante aree verdi e quindi di tante specie che alimentano la biodiversità e la qualità del nostro sistema. Gli animali sono anche parte importante del nostro tessuto sociale. In tutte le varie dimensioni di questo insediamento e radicamento di tante specie animali è importante prendersi cura di loro con una figura che abbia una sua autonomia e che possa farsi loro portavoce. Quindi è importante che ci sia una figura di garante e Patrizia può svolgere questo ruolo in modo egregio”. Sulla nomina della Prestipino, Gualtieri è certo che “sarà per noi un supporto e un pungolo e metterà sempre prima i diritti degli animali. E’ una scelta che dà peso politico a una causa e a una dimensione della nostra città molto importante”.
Gualtieri ha concluso parlando di questa dimensione esistente a Roma: “Nel dialogo con le istituzioni scientifiche vogliamo cercare di fare il più possibile per valorizzare questa ricchezza e questa diversità”.
Il Garante degli animali, in base alla delibera consiliare, promuove il benessere, la tutela e i diritti degli animali sul territorio capitolino senza che le venga corrisposta alcuna indennità di funzione. Ha i seguenti compiti: la sensibilizzazione sul tema della tutela degli animali, la prevenzione e il contrasto al randagismo, la facoltà di ricevere segnalazioni e reclami, anche informali, sui rischi per il benessere degli animali e di interagire con le autorità competenti per acquisire altre informazioni e il monitoraggio delle realtà che detengano animali, quali i canili, gli allevamenti, i circhi, il bioparco, ed anche i laboratori per la sperimentazione animale.
“Roma è stata in alcuni momenti più avanti delle altre città rispetto alla tutela e i diritti degli animali, poi si era un pò persa. Oggi con la figura del garante, che esiste in pochissime città italiane, ritorniamo all’avanguardia – ha dichiarato Alfonsi -. Possiamo essere soddisfatti di questa scelta di cui aveva già parlato il Sindaco in campagna elettorale. Abbiamo una garante che può migliorare e continuare un lavoro che in questi due anni abbiamo costruito ma che ha ancora bisogno di molto”.
L’assessora in ultimo ha ricordato il lavoro che è in corso riguardo agli animali: “Stiamo andando in gara per la risistemazione del canile comunale di Muratella e dell’ospedale veterinario. Speriamo alla fine dell’estate di iniziare i lavori e con Patrizia Prestipino credo che riusciremo ad avere il meglio”.
“Sento la responsabilità, però mi sento anche più leggera perchè c’è tanta voglia di collaborare anche in maniera critica” ha detto la nuova Garante che ha puntato il suo discorso sulla Cultura del rispetto: “Non penso che si possa arrivare a convivere in maniera civile e socialmente utile tra uomo ed essere senziente se non c’è questo. E’ un principio etico che va fatto assimilare in giovane età, perchè altrimenti poi diventa un problema convivere in maniera pacifica e civile con chi è più fragile e diverso da noi e gli animali lo sono. Il senso di rispetto lo dobbiamo riportare come un mantra nelle scuole, nelle università, perchè Roma ha un patrimonio di biodiversità che fa paura. Ha una ricchezza che va tutelata”.
– foto xl5 Italpress –
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Patrizia Prestipino è la garante degli animali di Roma Capitale
Acea e Comune inaugurano 3 nuovi nasoni nel Parco archeologico del Colosseo
ROMA (ITALPRESS) – A Roma, lungo la via Sacra, nel tratto che conduce al Colosseo e ad una delle aree archeologiche più importanti al mondo, sono stati inaugurati oggi tre nasoni in ghisa con il logo del Gruppo ACEA. Presenti all’evento l’assessora ai Lavori pubblici di Roma Capitale Ornella Segnalini, la presidente del primo municipio Lorenza Bonaccorsi, la direttrice del Parco archeologico del Colosseo Alfonsina Russo e la presidente del Gruppo Acea Barbara Marinali.
L’inaugurazione si svolge nell’anniversario dei 150 anni dall’installazione del primo nasone, avvenuta su iniziativa del sindaco di Roma Luigi Pianciani, nel 1874.
Subito dopo l’Unità di Italia, la distribuzione dell’acqua per le strade della Capitale divenne capillare proprio grazie alla realizzazione di una fitta rete di queste fontanelle, ad uso pubblico e gratuito, costruite in ghisa con la caratteristica forma cilindrica e la bocchetta ricurva.
Attualmente i nasoni di Roma sono 2800 e sono stati geolocalizzati da una app creata dal Gruppo, ACEA Waidy Wow, che consente a cittadini, turisti e sportivi di individuare il punto idrico più vicino in cui potersi dissetare e controllare anche il proprio livello di idratazione. Il progetto, che rappresenta l’evoluzione hi-Tech delle vecchie fontanelle, ha mappato l’intera rete della Capitale e 150 mila punti idrici in tutto il territorio nazionale.
Nel corso di questi 150 anni, i nasoni, oltre a rappresentare il profondo legame tra la città e l’acqua, sono diventati tra i simboli più popolari della capitale e sono entrati nella storia del cinema, ripresi in molte pellicole del filone neorealista, come “Ladri di Biciclette” di Vittorio De Sica e “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola.
“I tre nasoni inaugurati oggi – ha dichiarato Barbara Marinali, presidente del Gruppo Acea – sono un simbolo di identità e tradizione per la nostra città ma anche un’importante testimonianza del nostro legame con l’acqua e dell’impegno profuso dal Gruppo Acea sia nella tutela delle risorse idriche che nella promozione della sostenibilità, fattori chiave per migliorare la qualità della vita dei cittadini”.
“L’installazione dei nasoni – ha commentato l’assessore ai Lavori pubblici di Roma Capitale Ornella Segnalini – ha innanzitutto un valore simbolico perchè sono 150 anni dalla realizzazione del primo proprio nel 1874. E inoltre è importantissimo per ulteriori motivi. Prima di tutto per eliminare la plastica e le situazioni di vendita irregolare. Altro, aspetto fondamentale, è dare acqua a tutti, non solo ai turisti, ma anche a tutte le persone che hanno sete, perchè le fontanelle e i nasoni servono soprattutto a questo. Infine, questi nuovi tre nasoni, insieme agli altri 2.800 sparsi in città, contribuiscono ad alimentare e a pulire le nostre fognature. Sono veramente l’acqua gratis, l’acqua per tutti”.
“Finalmente i nostri visitatori avranno la possibilità di accedere liberamente ad ulteriori fonti di acqua pubblica, cosa molto importante soprattutto nei mesi più caldi – ha dichiarato Alfonsina Russo, Direttore del Parco archeologico del Colosseo -.
L’installazione dei nasoni consente di ridurre sensibilmente anche il consumo di bottiglie in plastica e completa una iniziativa intrapresa dal Parco nel 2019, aggiungendosi alle 10 fontanelle di acqua potabile già presenti tra Foro Romano e Palatino”.
– foto ufficio stampa Gruppo Acea –
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Ospedale Bambino Gesù, inaugurata nuova sala di elettrofisiologia di Palidoro
ROMA (ITALPRESS) – Una nuova sala di elettrofisiologia, con la tecnologia più avanzata, per diagnosticare e trattare le aritmie cardiache di bambini e adolescenti, è stata inaugurata presso la sede di Palidoro dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, dove ogni anno vengono eseguite circa 1500 procedure di elettrofisiologia e cardiostimolazione.
Il progetto di ristrutturazione della sala di elettrofisiologia è stato realizzato grazie al coinvolgimento della funzione Servizi Tecnici dell’Ospedale e ha consentito di rinnovare la strumentazione dotando la sede di Palidoro delle tecnologie più avanzate attualmente disponibili per la diagnosi e il trattamento delle aritmie cardiache associate o meno a cardiomiopatie, canalopatie e cardiopatie congenite. La sala è stata dotata di un nuovo apparecchio angiografico che consente di effettuare, insieme all’uso di poligrafi tridimensionali, le procedure di ablazione transcatetere per l’eliminazione delle aritmie veloci e l’impianto di pacemaker e defibrillatori.
La nuova apparecchiatura impiantata nella Sala permette di integrare tutta la strumentazione impiegata nella realizzazione delle procedure (poligrafo convenzionale per l’elettrofisiologia endocavitaria, sistemi di mappaggi cardiaci elettroanatomici tridimensionali e dispositivi di erogazione della energia ablativa, sia a radiofrequenza che a crioenergia). E’ possibile anche visualizzare in un unico maxi schermo i segnali video di tutte le apparecchiature di sala. La nuova sala garantisce inoltre la piena operatività anche in condizioni di blackout dell’energia elettrica.
“Grazie alla nuova sala, con la sua innovativa tecnologia e la capacità di integrazione di tutti gli strumenti, migliorerà ulteriormente l’attività di elettrofisiologia e cardiostimolazione dell’Ospedale – ha spiegato Fabrizio Drago, responsabile di Cardiologia e Aritmologia delle sedi di Palidoro, Santa Marinella e San Paolo dell’Ospedale – La nuova configurazione, come la possibilità di seguire in unico schermo i monitor di tutte le apparecchiature, migliorerà l’efficienza dei processi riducendo le possibili complicanze, consentendo una maggiore velocità e il miglioramento delle cure”.
L’elettrofisiologia cardiaca si occupa di studiare e trattare i disturbi connessi al funzionamento elettrico del cuore. La storia ha inizio al Bambino Gesù lontano 1988, con il primo studio elettrofisiologico transesofageo in un adolescente con sindrome di Wolff-Parkinson-White, effettuato dal dottore Fabrizio Drago. Nel corso degli anni, l’attività si è sviluppata progressivamente sia dal punto di vista diagnostico che interventistico, guadagnando riconoscimento a livello internazionale nel 2002, con la pubblicazione dei primi casi al mondo di ablazione transcatetere tridimensionale senza uso di raggi X, e nel 2005, con la prima esperienza al mondo di crioablazione endocardica per il trattamento delle tachiaritmie cardiache, un trattamento terapeutico alternativo all’ablazione termica con radiofrequenza che talora presenta complicanze in sedi cardiache molto sensibili.
Attualmente al Bambino Gesù si effettuano tutti gli interventi previsti per la diagnosi e per la cura dei disturbi aritmici nel bambino. Nell’ambito della diagnosi, l’Ospedale effettua studi elettrofisiologici transesofagei a riposo e sotto sforzo, studi elettrofisiologici endocavitari e mappaggi elettro-anatomici 3D, impianti di apparecchi sottocutanei di registrazione della attività elettrica cardiaca (ILR). Sul fronte della elettrofisiologia interventistica vengono realizzate ablazioni transcatetere 3D con uso di radiofrequenza o con uso di crioenergia. Per quanto riguarda infine la cardiostimolazione, vengono effettuati impianti endocardici ed epicardici di pace-maker (PM), di defibrillatori impiantabili (ICD) e impianti sottocutanei di ICD.
Nel 2023 presso il Bambino Gesù sono state effettuate circa 1500 procedure di elettrofisiologia e cardiostimolazione. Negli ultimi 30 anni sono state 150 le pubblicazioni scientifiche su numerose riviste internazionali.
– foto ufficio stampa Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – IRCCS – (ITALPRESS).
Riapertura ospedale di Tivoli, presentato il cronoprogramma
ROMA (ITALPRESS) – Da questo mese fino a settembre si procederà con le tappe previste per la riapertura graduale dell’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli, colpito lo scorso dicembre da un incendio. A presentare il cronoprogramma che porterà alla restituzione agli utenti della struttura è stato il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, in conferenza stampa, accompagnato dal Direttore Regionale della Sanità Andrea Urbani e dal Direttore Generale della ASL Roma 5 Filippo Coiro. “Dall’inizio di questa tragica vicenda, che mi ha ferito e angosciato, c’è stato un lavoro intenso che non è mai cessato” ha spiegato Rocca che ha ringraziato “Il Procuratore della Repubblica per l’attenzione che ha dato a questa vicenda e i Vigili del fuoco. Mi rendo conto che a Tivoli tra poco si vota quindi tutto diventa oggetto di un bailamme mediatico, che fa solo male alle nostre comunità, nel rivendicare meriti e dare responsabilità. A parlare di responsabilità sarà il tribunale perchè c’è un’indagine”.
Questo evento per Rocca sarà una “lezione appresa per fare in modo che a livello procedurale non si ripetano queste cose. Ho tenuto un atteggiamento responsabile anche davanti ad alcune azioni che in altre circostanze avrei definito di sciacallaggio. Il dato di fatto non nasce dalla notte tragica, ma a giungo luglio dello scorso anno, quando abbiamo voluto reimpostare insieme al dottor Urbani tutta la parte dei fondi di edilizia sanitaria. Ci siamo resi conto che mancavano oltre 350 milioni per le strutture sanitarie proprio per l’anti incendio. Di questi, circa 4 milioni sarebbero serviti all’ospedale di Tivoli per l’ammodernamento del sistema”. Il Presidente della Regione sul sul dissequestro ha aggiunto “Con un incendio di quel tipo in una struttura vetusta ci ha costretto a rifare una serie di verifiche per legge. Oggi finalmente siamo in condizioni di definire le riaperture reparto per reparto. Verificheremo che tutto avvenga rispettando questi impegni che assumiamo con la comunità ferita da quel tragico evento”.
I soldi necessari, pari a 5 milioni di euro, provengono dal bilancio di esercizio e “man mano che si presentano le esigenze verrà incrementato il budget”, ha chiarito Rocca.
L’Azienda sanitaria locale Roma 5 ha dunque redatto tale cronoprogramma nel rispetto dell’approvvigionamento delle apparecchiature indispensabili per la riapertura dei reparti: l’attivazione del Punto di primo intervento entro il 25 marzo 2024; la riapertura del reparto Dialisi nell’ala B entro il prossimo 25 marzo; l’apertura del reparto di Nefrologia nella ala A del nosocomio entro il 22 aprile 2024; l’attivazione del Servizio di Immunoematologia e Medicina trasfusionale (Simt) nell’ala B entro il prossimo 22 aprile; la riapertura del reparto di Medicina nell’ala B entro il 22 aprile 2024; l’attivazione del servizio di Radiologia, interessato dal sequestro della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli, nell’ala B entro il prossimo 22 aprile, sul quale è stata presentata la documentazione finalizzata alla riattivazione secondo quanto disposto dal Servizio prevenzione e sicurezza del lavoro (Spresal); la riapertura del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc), oggetto di sequestro della Procura della Repubblica, nella ala B entro il 22 aprile 2024, su cui è stata presentata la documentazione finalizzata alla riattivazione secondo quanto disposto da Spresal; l’apertura del reparto di Chirurgia generale nell’ala B entro il prossimo 20 maggio; l’apertura del Laboratorio analisi nell’ala A, interessato dal sequestro della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli, entro il 20 maggio 2024, sul quale sono state trasmesse le analisi, insieme con i relativi sopralluoghi, per la riattivazione del servizio; l’attivazione del Blocco operatorio sia della ala A sia della ala B, su cui è stato disposto un sequestro parziale dalla Procura della Repubblica, entro il prossimo 24 maggio, dove sono state trasmesse le analisi, con i relativi sopralluoghi, per il ripristino delle attività sanitarie; la riapertura del reparto di Rianimazione, oggetto di sequestro da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli, nella ala A entro il 24 maggio 2024, sul quale sono state effettuate le analisi, assieme con i relativi sopralluoghi, per la riattivazione del servizio. E poi, l’attivazione del Punto nascita, sul quale è stato disposto il sequestro da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tivoli, entro il prossimo 24 maggio; la riapertura del reparto di Emodinamica, oggetto di sequestro dalla Procura della Repubblica, nella ala A entro il 24 maggio 2024; l’apertura del pronto soccorso dell’ospedale, su cui è stato disposto il sequestro della Procura della Repubblica, nella ala A entro il prossimo 30 settembre.
Il direttore della Direzione Salute e Integrazione sociosanitaria, Andrea Urbani, ha costituito una Commissione per l’attivazione di un’indagine conoscitiva sanitaria e tecnica a seguito dell’incendio all’ospedale di Tivoli. Estensione del progetto sperimentale 178 posti letto. Per fronteggiare l’emergenza è stato esteso il “Progetto sperimentale e temporaneo per la gestione del sovraffollamento dei pronto soccorso degli ospedali del Lazio”, attraverso l’attivazione di 178 posti letto con le strutture accreditate. Una misura vitale per non appesantire i pronto soccorso e i reparti degli ospedali della Asl Roma 5 e della Capitale.
Nell’ambito del Piano degli investimenti in edilizia sanitaria (ex articolo 20) è stato approvato l’intervento del Nuovo Ospedale Tiburtino con la delibera di Giunta 898 del 14 dicembre 2023. L’investimento è pari a 204 milioni di euro.”Un progetto pagato 4 milioni di euro con i soldi dei contribuenti per cui dobbiamo attendere le verifiche della conferenza di servizi. Speriamo che vada bene, perchè quel terreno ha un problema di cedimento di 7 millimetri l’anno. Il sito è ancora individuato, abbiamo delle opzioni alternative” che sono due ha detto Rocca “se ci sarà da utilizzarle, anche quel progetto costato 4 milioni dovrà avere degli adeguamenti”. Sull’iter ha continuato “Il soggetto incaricato deve terminare la progettazione esecutiva e portarla in conferenza di servizi”. Progettazione che secondo Urbani “Nel giro di un paio di mesi terminerà”.
L’amministrazione Rocca ha sbloccato l’intervento per la realizzazione del Nuovo Ospedale Tiburtino con 392 posti letto, a fronte degli attuali 261 posti letto dell’ospedale di Tivoli, è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa.
– foto xl5 Italpress –
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Furti e borseggi nel centro storico di Roma, boom di arresti
ROMA (ITALPRESS) – Le attività di controllo effettuate dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro nelle principali aree frequentate dai turisti, d’intesa con la Procura della Repubblica di Roma, hanno portato all’arresto di 12 persone, gravemente indiziate del reato di furto. Sulla linea B della metropolitana, alla fermata Colosseo, una donna, insieme ad altre due complici che sono riuscite a darsi alla fuga, hanno sottratto un portafogli ad un passeggero. L’uomo, 58enne della Germania, ha sentito a stretto contatto alle spalle una donna sfilargli il portafoglio dalla tasca del pantalone ma è riuscito a bloccarla grazie anche all’aiuto degli altri passeggeri. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Roma Aventino che hanno arrestato la donna, 22enne, italiana, senza fissa dimora, già nota alle forze dell’ordine. I Carabinieri della Stazione di Roma Macao hanno invece arrestato un cittadino algerino di 26 anni, senza fissa dimora, con precedenti, sorpreso e bloccato dai militari subito dopo aver sottratto una borsa di una donna mentre era seduta ai tavoli esterni di un bar in via Cavour. All’interno della stazione ferroviaria Termini, due uomini di 52 e 25 anni, con precedenti, sono stati arrestati dai Carabinieri di Nucleo Scalo Termini subito dopo aver asportato da un’attività commerciale 2 confezioni di profumo del valore di oltre 200 euro.
Un uomo, in Italia senza fissa dimora, con precedenti, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina, subito dopo essersi impossessato di un borsellino di una donna mentre passeggiava in piazza Trevi. Un Carabiniere libero dal servizio, effettivo alla Stazione di Roma Ponte Galeria, in via Mario dei Fiori, ha arrestato un senza fissa dimora, 34enne originario dell’Algeria, bloccato da un cameriere, subito dopo aver asportato un portafogli dalla borsa di una turista mentre stava cenando in un ristorante. I Carabinieri della Stazione di Roma Quirinale hanno invece arrestato due donne italiane di 22 e 23 anni, bloccate in flagranza in un hotel in via Cavour mentre asportavano il portafogli ad una turista inglese; sulla linea A della metropolitana, all’altezza della fermata Vittorio Emanuele, hanno arrestato una cittadina cilena di 40 anni, senza fissa dimora e con precedenti, subito dopo essersi impossessata di uno smartphone di un turista cinese. Sempre gli stessi Carabinieri hanno arrestato in flagranza un cittadino romeno di 36 anni, bloccato nel quartiere Monti, in via Leonina, mentre cercava di disfarsi di un portafogli appena asportato da uno zaino di una turista francese. In via Celimontana, i Carabinieri del Comando Piazza Venezia hanno arrestato due cittadini romeni, senza fissa dimora, già noti alle forze dell’ordine, dopo essersi impossessati del portafoglio di un cittadino italiano.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
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Nissan e Acli di Roma insieme per una cena solidale
ROMA (ITALPRESS) – Nissan Italia e le ACLI di Roma organizzano una cena solidale a favore delle persone più fragili presso la parrocchia di San Stanislao – in Viale Rolando Vignali, 15 – nel quartiere di Cinecittà a Roma.
L’iniziativa fa parte del programma di collaborazione tra Nissan Italia e le ACLI di Roma, denominato “Care Sharing, metti in circolo la solidarietà”, nato nel 2023 per promuovere i valori della solidarietà e della sostenibilità ed è realizzata nell’ambito del programma delle ACLI di Roma “Il cibo che serve” per il recupero e la ridistribuzione delle eccedenze alimentari.
Questo è il secondo appuntamento e fa seguito a “Il paniere che serve”: raccolta di generi alimentari, per l’igiene personale e della casa destinati a famiglie e persone fragili, svoltosi a luglio 2023. I beni sono stati confezionati sulla base di panieri sartoriali, con attenzione alle necessità di bambini, adolescenti e anziani, ma anche alle intolleranze alimentari.
Anche la nuova iniziativa ha visto la partecipazione attiva su base volontaria del personale di Nissan Italia, questa volta impegnato nel preparare la sala, servire e condividere la cena con i 50 ospiti della parrocchia romana.
Marco Toro, Presidente e Amministratore Delegato di Nissan Italia, ha dichiarato: “Abbiamo messo in piedi diverse iniziative in collaborazione con le ACLI di Roma per rafforzare il nostro impegno alla solidarietà verso le persone socialmente fragili. Sono particolarmente orgoglioso di partecipare in prima persona ed entrare in contatto con il tessuto sociale romano che merita attenzione e integrazione. Per questo, oltre alle ACLI di Roma, desidero rivolgere il mio ringraziamento al personale di Nissan Italia che si distingue da sempre per cooperazione e generosità”.
Lidia Borzì, Presidente delle ACLI di Roma e provincia, ha aqggiunto: “Quando un’associazione di terzo settore incontra una grande multinazionale si genera un circuito virtuoso che amplifica e moltiplica i risultati. La Responsabilità Sociale d’Impresa incontrando la sussidiarietà e la solidarietà rigenera la comunità a livello sociale, relazionale, economico e in questo caso anche ambientale. In quest’ottica la collaborazione tra ACLI di Roma e Nissan risponde, all’esigenza sempre più stringente, di promuovere iniziative nel segno della concretezza e della visione. Da una parte garantiamo un aiuto immediato a sostegno delle tantissime persone in condizione di fragilità, con le quali questa sera condivideremo una bella cena, ma allo stesso tempo riusciamo a sensibilizzare alla partecipazione attiva e al volontariato, un’occasione speciale per sperimentare la cura. La cura dei luoghi, delle persone e delle relazioni che sono alla base di una società equa e inclusiva capace di non lasciare indietro nessuno”.
– foto ufficio stampa Nissan Comunicazione –
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Roma, iniziati lavori per l’isola ambientale a Fonte Meravigliosa
ROMA (ITALPRESS) – Sono stati avviati i lavori, che dureranno circa 6 mesi, per la realizzazione di un’isola ambientale all’interno del quartiere Fonte Meravigliosa nella zona delimitata da viale Stefano Gradi, via Roberto Ferruzzi e via Tommaso Arcidiacono.
L’intervento, realizzato da Roma Servizi per la Mobilità, prevede percorsi e spazi pedonali in sicurezza e continui per muoversi all’interno dell’isola ambientale, oltre alla creazione di una rete ciclabile locale che consenta di effettuare gli spostamenti relativamente brevi. Saranno inoltre istituiti sensi unici contrapposti, realizzate infrastrutture per agevolare la mobilità dolce, come percorsi pedonali e ciclabili, e per migliorare la sicurezza stradale. Sarà realizzato, ad esempio, un collegamento ciclabile da e per l’itinerario già previsto lungo via di Vigna Murata verso il nodo di scambio di Laurentina, connesso con il nuovo anello ciclabile proposto su via Tommaso Arcidiacono, via Roberto Ferruzzi e viale Stefano Gradi. Sarà istituito il limite di velocità a 30 km/h su viale Stefano Gradi, sarà realizzato un sistema di ricircolo a maglie e un sistema di sensi unici per il contenimento delle velocità anche nelle ore notturne.
“Con l’avvio dei lavori per la realizzazione dell’isola ambientale di Fonte Meravigliosa – ha commentato l’Assessore alla Mobilità Eugenio Patanè – prosegue il nostro impegno per rendere le strade della Capitale più sicure e per restituire lo spazio fisico alle persone togliendolo alle automobili. Roma ha una media di incidenti stradali quasi pari alla media delle altre città in termini di percentuali, ma ha un dato negativo sull’eccessiva mortalità di pedoni e ciclisti. Le isole ambientali e zone 30 aiuteranno a migliorare la sicurezza delle utenze cosiddette deboli e non solo: grazie a questi interventi, infatti, riusciremo a recuperare la vivibilità degli spazi urbani, a promuovere la mobilità dolce e attiva, migliorando la salute dei cittadini, e a ridurre l’inquinamento ambientale in tutte le sue forme”.
– Foto: ufficio stampa Comune di Roma –
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Al Policlinico Gemelli apre il Centro sarcomi
ROMA (ITALPRESS) – Il suo problema Maria, questo il nome di fantasia, lo ha scoperto per caso, come spesso accade per i tumori di piccole dimensioni. Nessun sintomo mai da parte di questa masserella insidiosa, grande come una piccola noce, cresciuta in silenzio all’interno della vena renale sinistra e scoperta in occasione di un’ecografia di controllo ginecologica. Maria ha 67 anni ed è molto in sovrappeso. Il suo tumore inoltre si trova in una zona piuttosto difficile da aggredire con le tecniche di chirurgia tradizionali, il cosiddetto retroperitoneo, una sorta di ‘retrobottegà della cavità addominale, dove si trovano i grandi vasi addominali (vena cava e aorta), i reni e altri organi.
“Una volta scoperta la presenza di questo tumore – spiega il professor Fabio Pacelli, direttore della UOC di Chirurgia del Peritoneo e Retroperitoneo e Associato di Chirurgia Generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma – siamo andati a pungerla, attraverso un’eco-endoscopia (una sonda ecografica introdotta a livello dello stomaco e del duodeno, che orienta con precisione l’ago della biopsia verso la zona da pungere) per analizzarne la natura; abbiamo così scoperto che si trattava di un leimiosarcoma, cioè di un tumore raro (in Italia se ne registrano meno di 60 casi l’anno) originato dalle cellule muscolari lisce del vaso, nel nostro caso della vena renale sinistra. Andare a operare un tumore della vena renale con la tecnica chirurgica tradizionale ‘a cielo apertò comporta quasi sempre anche la rimozione del rene corrispondente, un sacrificio inutile, visto che il rene può essere perfettamente sano. Per effettuare un intervento ‘di precisionè, mini-invasivo, mirato solo sulla vena renale e anche in considerazione del fatto che la paziente era obesa, abbiamo dunque deciso di rimuovere questo tumore con il robot ‘da Vincì”.
Tecnicamente l’intervento è consistito nell’asportazione della vena renale malata, risparmiando il rene. Non ci sono state conseguenze a livello vascolare, perchè nel frattempo la paziente aveva sviluppato un circolo collaterale, una sorta di by-pass spontaneo, che consentiva di drenare il sangue venoso del rene sinistro non più dalla vena renale, parzialmente ostruita, ma dalla vena ovarica (o gonadica) sinistra. A distanza di appena 4 giorni dall’intervento Maria è tornata a casa. Guarita. E a distanza di due anni dall’intervento, non presenta alcuna recidiva.
“Questo intervento di asportazione di un leiomiosarcoma della vena renale con tecnica chirurgica robotica mini-invasiva rappresenta un first assoluto in Italia. Abbiamo pubblicato il caso su International Journal of Surgery Case Reports”.
Quello di Maria è uno delle decine di interventi su questi tumori rari e complessi effettuati ogni anno al Policlinico Gemelli presso la UOC di Chirurgia del peritoneo e del retroperitoneo, diretta dal professor Fabio Pacelli, afferente al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche diretto dal professor Sergio Alfieri.
“Nell’arco degli ultimi cinque anni – riflette il professor Pacelli – abbiamo visto crescere esponenzialmente la nostra attività nel settore dei sarcomi del retroperitoneo, tanto da posizionarci per volumi di attività come uno dei primi centri di riferimento del Centro-Sud. Per questo, abbiamo deciso di istituire un Centro Sarcomi, che verrà inaugurato il prossimo 25 marzo. A questo è stato collegato un Percorso Clinico Assistenziale Sarcomi dei tessuti Molli, che faciliterà l’accesso dei pazienti attraverso lo Sportello Gemelli-Cancro (prenotazioni al numero 06-3015.7080 dal Lunedì al Venerdì, dalle ore 9:00 alle ore 13:00 o tramite e-mail [email protected]), a un percorso di cura articolato su reparti, sale operatorie, ambulatori, Day-Hospital dedicati e a un Tumor Board per la gestione multidisciplinare di queste patologie”.
Il Tumor Board del Peritoneo e dei Sarcomi si riunisce ogni settimana, avvalendosi di numerose competenze specialistiche: Chirurgo Oncologo (gruppo del professor Fabio Pacelli: dottori Claudio Lodoli, Miriam Attalla, Carlo Abatini), dell’Ortopedico (professor Giulio Maccauro), Oncologo Medico (prof. Giampaolo Tortora, le dottoresse Michela Quirino e Maria Antonietta Di Salvatore), Radioterapista (prof.ssa Gambacorta, dottor Nicola Di Napoli), Anatomo-patologo (professor Gian Franco Zannoni), Chirurgo plastico (professor Stefano Gentileschi), Chirurgo vascolare (professor Yamume Tshomba), Urologo (dottor Nazario Foschi, dottor Angelo Totaro), Psico-oncologi (professoressa Daniela Chieffo), Dietologi (professoressa Maria Cristina Mele) e altri specialisti.
“La vera sfida del Percorso per la persona con questi sarcomi – commenta il professor Antonio de Belvis, Direttore UOC Percorsi e Valutazione Outcome Clinici del Gemelli – è centrare le cure sui bisogni dell’assistito fin dal suo accesso allo Sportello Gemelli Cancro, a disposizione di tutti i cittadini assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale. Ma anche le decisioni cliniche più appropriate, in quanto definite da un team multidisciplinare, devono essere centrate sulla persona. Così come un altro aspetto è altrettanto centrale: organizzare i momenti cruciali dell’assistenza nel Centro dedicato, nel quale applicare le tecniche più innovative da noi disponibili. Vorremmo estendere questo triplice approccio, già vincente per altri problemi oncologici, anche a questo tumore raro”.
– foto ufficio stampa Policlinico Gemelli, da sinistra Miriam Attalla, Claudio Lodoli, Fabio Pacelli e Carlo Abatini –
(ITALPRESS).









