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Roma, maltratta convivente. Arrestato 37enne del Bangladesh

ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri di Roma hanno arrestato un uomo del Bangladesh di 37 anni, accusato di maltrattamenti in famiglia. I militari sono intervenuti per una lite in un’abitazione in via della Marranella, dove una donna, 26enne originaria del Bangladesh, ha riferito di essere stata aggredita con dei pugni al volto dal convivente e di essere vittima di analoghi episodi a partire già dall’inizio dell’anno 2023.
Raccolta la denuncia della donna, i Carabinieri, d’intesa con la Procura della Repubblica di Roma, hanno arrestato l’uomo.
Il Tribunale di Roma ha convalidato l’arresto e applicato il divieto di avvicinamento alla vittima con braccialetto elettronico e l’obbligo di presentazione in caserma.
La vittima, dopo essersi recata al pronto soccorso dell’ospedale Vannini, ha riportato una prognosi di 15 giorni.
(ITALPRESS).

Foto: Ufficio Stampa Carabinieri Roma

Nel Lazio nasce il Caregiver Familiare, Rocca “Stanziati 15 milioni”

ROMA (ITALPRESS) – La Giunta regionale del Lazio, presieduta da Francesco Rocca, su proposta dell’assessore ai Servizi sociali Massimiliano Maselli, ha approvato la delibera contenente la proposta di legge “Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare”. La proposta di legge è composta da 15 articoli ed è finalizzata alla valorizzazione e piena integrazione della figura del caregiver familiare come componente della rete di assistenza alla persona.
“Abbiamo approvato in Giunta una Proposta di Legge che renderà il Lazio una delle prime Regioni italiane ad investire sui caregivers familiari. Stanzieremo 15 milioni di euro nel triennio 2024-2026, di cui il 20% destinati a quanti tra loro sono giovani studenti, dando un segnale concreto di vicinanza a figure spesso dimenticate. La Regione Lazio sente forte il dovere di essere accanto alle oltre 25.000 donne e uomini che, ogni giorno, donano se stessi per i più fragili” commenta il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
«La normativa – spiega l’assessore Maselli – risponde all’esigenza di colmare una lacuna nell’ordinamento regionale rappresentata dalla mancata disciplina connessa alla funzione di rilevante valenza sociale, economica e morale, svolta dai quasi 25.000 caregiver familiari che operano nella nostra regione. Il caregiver familiare svolge un ruolo centrale nel sistema integrato dei servizi sanitari, sociosanitari e socioassistenziali dedicati alle persone con disabilità, non autosufficienti e anziani fragili. La Regione Lazio, con questa proposta di legge, intende dotarsi di una disciplina organica che tuteli i diritti del caregiver familiare come soggetto autonomo e distinto dall’assistito».
Tra gli aspetti rilevanti della proposta di legge, vi è l’istituzione, in via sperimentale, del budget personale del caregiver familiare quale contributo a fondo perduto finalizzato a sostenere le spese connesse alla cura della propria persona, al tempo libero, alla formazione e all’aggiornamento professionale. Si promuovono anche azioni a sostegno della conciliazione tra attività lavorativa e attività di cura e di assistenza, come accordi con le associazioni datoriali per il sostegno di caregiver familiari-lavoratori mediante una maggiore flessibilità oraria. Inoltre, può essere riconosciuta dalla Regione l’attività di cura e di assistenza prestata dal caregiver familiare attraverso l’assegnazione di un punteggio aggiuntivo nei concorsi pubblici per personale infermieristico e operatore sociosanitario indetti da enti dipendenti o vigilati dalla Regione.
“La proposta di legge – conclude Maselli – prende in considerazione anche i caregiver giovani, stimando che circa il 7% dei giovani compresi tra i 16 e i 26 anni possa essere un caregiver. A loro favore vengono individuate specifiche iniziative per consentire percorsi agevolati per il riconoscimento dei crediti formativi e per la riduzione delle tasse universitarie”.

– Foto: ufficio stampa Regione Lazio –

(ITALPRESS).

Regione Lazio, all’assessore Elena Palazzo la delega al Turismo

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha firmato il decreto di conferimento della delega al Turismo all’assessore Elena Palazzo. La delega va ad aggiungersi a quelle all’Ambiente, allo Sport, ai Cambiamenti climatici, alla Transizione energetica e alla Sostenibilità, attualmente ricoperte dall’Assessore.

“Ringrazio il presidente Francesco Rocca che ha voluto assegnarmi la delega al Turismo, che si aggiunge a quelle all’Ambiente, alla Transizione energetica, ai Cambiamenti climatici, alla Sostenibilità e allo Sport” afferma l’assessore Elena Palazzo.
“Un riconoscimento significativo del lavoro che ho svolto fino a oggi in Giunta e allo stesso tempo una sfida entusiasmante. Il Lazio è una regione dalle potenzialità enormi. Il mio impegno sarà quello di far conoscere ancora di più al mondo la bellezza dei nostri paesaggi e del nostro patrimonio artistico, enogastronomico e culturale, proseguendo e rafforzando quanto è stato fatto in questo primo anno. Lavoreremo al fianco dei Comuni piccoli e grandi per una promozione turistica che valorizzi al meglio l’intero territorio», conclude l’assessore Palazzo.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Tre nuove “Pietre d’inciampo” davanti alla Questura di Roma

ROMA (ITALPRESS) – A Roma, davanti alla Questura, si è svolta una cerimonia per la posa di tre Pietre d’inciampo in memoria di tre poliziotti uccisi durante l’occupazione nazista.
Alla cerimonia erano presenti il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il prefetto di Roma Lamberto Giannini, il questore di Roma Carmine Belfiore, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Noemi Di Segni.
Inoltre, sono intervenuti, l’ambasciatore d’Israele in Italia Alon Bar che insieme alla signora Angela De Fiore, presidente dell’associazione “Italia Israele Cosenza un giusto tra le nazioni Angelo De Fiore” hanno donato al questore di Roma un quadro in memoria del poliziotto Angelo De Fiore.
Le Pietre d’inciampo, create dall’artista tedesco Gunter Demnig, sono piccole targhe di ottone collocate sul marciapiede davanti all’ultima abitazione o luogo di lavoro di persone deportate nei campi di concentramento nazisti. In questo caso, le Pietre sono dedicate al vice brigadiere Pietro Ermelindo Lungaro, medaglia d’argento al valor militare alla memoria, trucidato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944; alla guardia della Polizia africa italiana Emilio Scaglia e alla guardia di Pubblica Sicurezza Giovanni Lupis, entrambi medaglie d’argento al valor militare alla memoria, fucilati al Forte Bravetta di Roma il 3 giugno 1944, il giorno prima della liberazione della Capitale da parte degli alleati.
Pietro Lungaro, figlio di Pietro Ermelindo Lungaro ha partecipato alla cerimonia ricordando con orgoglio e commozione il padre.
Nel suo intervento il Capo della Polizia ha ricordato il significato valoriale dell’iniziativa realizzata nella questura di Roma, che rientra in un progetto più ampio di recupero della memoria storica portato avanti dalla Polizia di Stato.
Attraverso queste cerimonie, ha proseguito il prefetto Pisani, già realizzate in altre questure italiane, viene mantenuta viva la memoria delle vittime dell’ideologia nazifascista, nel luogo simbolo della vita quotidiana: la casa, il posto di lavoro o l’ufficio dove prestavano servizio.
Una giornata, densa di suggestioni e di significati, dedicata alla memoria di eroici poliziotti, valorosi precursori di quel concetto di ‘prossimità’ che è alla base dell’agire quotidiano delle donne e degli uomini della Polizia di Stato. Un contributo al racconto dei fatti storici per favorire una riflessione collettiva sul valore della memoria. Memoria custodita da queste pietre incastonate nei luoghi in cui uomini, donne e bambini innocenti furono strappati alla vita: un simbolo tangibile che racchiude in sè nomi e storie, che testimonia il passato inserendosi nel presente. Così nell’intervento conclusivo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato.
A seguire, le autorità hanno raggiunto il luogo dove il Ministro e il Capo della Polizia hanno collocato le Pietre negli appositi spazi predisposti mentre il commissario Elena Zanetta della questura di Verona, eseguiva al violino un sottofondo musicale.
La cerimonia si è conclusa con l’esecuzione del silenzio d’ordinanza.
La cerimonia di oggi s’inserisce nel progetto “Senza memoria non c’è futuro” con la quale la Polizia di Stato è impegnata a recuperare la memoria di tutti quei poliziotti che, in un momento storico di estrema difficoltà si opposero al nazifascismo e soccorsero gli ebrei per l’onore dell’Italia e la difesa dei valori di civiltà.
– foto: screenshot da video ufficio stampa Polizia di Stato –
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Blitz dei carabinieri tra Cinecittà e Quarticciolo a Roma, arresti

ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri della Compagnia di Roma Casilina hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nei quartieri Don Bosco, Cinecittà, Alessandrino e Quarticciolo, finalizzato alla prevenzione e alla repressione di ogni forma di illegalità e degrado nelle aree urbane periferiche. Nel corso dei controlli, i Carabinieri hanno identificato 143 persone, due delle quali sono state arrestate e una denunciata, ed eseguito verifiche su 78 veicoli e 6 esercizi commerciali.
In via Marcio Rutilio, i Carabinieri del Nucleo Operativo hanno arrestato un 32enne romano in esecuzione di un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare degli arresti domiciliari con l’applicazione della custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale Ordinario di Roma – Ufficio Sorveglianza. L’uomo, gravemente indiziato di avere reiterato l’attività illecita di spaccio di sostanze stupefacenti, è stato accompagnato nel carcere di Rebibbia.
In via Molfetta, invece, i Carabinieri della Stazione Roma Tor Tre Teste hanno arrestato un 18enne tunisino, senza fissa dimora e con precedenti, che, sottoposto a controllo, si è dato alla fuga a piedi venendo raggiunto e bloccato nonostante i tentativi di divincolarsi colpendo con calci i militari.
I Carabinieri della Stazione Roma Cinecittà hanno denunciato a piede libero un 40enne romano per evasione perchè, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari, è stato trovato fuori la sua abitazione e in possesso di una tessera sanitaria provento di furto, di una dose di cocaina e di due proiettili calibro 45, illegalmente detenuti.
I Carabinieri hanno poi sanzionato 4 giovani trovati in possesso di modica quantità di sostanze stupefacenti, per uso personale.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
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Bullismo, Rocca “Impegno della Regione Lazio per uso sicuro rete”

ROMA (ITALPRESS) – “La tecnologia, la rete, i social media sono strumenti indispensabili. Tuttavia, espongono le ragazze e i ragazzi a dei rischi che abbiamo il dovere di prevenire e di affrontare. In occasione della Giornata Mondiale contro il Bullismo e il Cyberbullismo, desidero sottolineare l’impegno della Regione Lazio per un uso sicuro e consapevole della rete.
Con il progetto ‘A scuola connessi: navighiamo in sicurezzà, raggiungeremo oltre 40 istituti scolastici, coinvolgendo centinaia di studenti, dirigenti scolastici, insegnanti e personale ATA in seminari e giornate di educazione per un coretto uso del mondo virtuale e digitale. Il rischio è che, pur essendo iperconnessi, i nostri giovani restino sempre più soli.
Non lo permetteremo”. Lo ha detto il presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, in occasione della giornata contro il Bullismo.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Il Colosso di Costantino torna nel giardino dei Musei Capitolini

ROMA (ITALPRESS) – E’ stata presentata questa mattina nel giardino di Villa Caffarelli, ai Musei Capitolini, l’imponente ricostruzione del Colosso di Costantino (IV secolo d.C.). Oltre al Sindaco Roberto Gualtieri hanno partecipato Miguel Gotor, Assessore alla Cultura di Roma Capitale, Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali, Salvatore Settis, Componente del Comitato di indirizzo di Fondazione Prada e Adam Lowe, Factum Foundation for Digital Technology in Preservation.
L’opera che si presenta nelle sue dimensioni reali è alta circa 13 metri ed è stata realizzata attraverso tecniche di ricostruzione innovative, partendo dai pezzi originali del IV secolo d.C. conservati nei Musei Capitolini. Dell’intera statua, riscoperta nel XV secolo presso la Basilica di Massenzio, oggi rimangono solo pochi frammenti marmorei, ospitati nel cortile di Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini: testa, braccio destro, polso, mano destra, ginocchio destro, stinco destro, piede destro, piede sinistro. Da oggi si può ammirare questa fedele riproduzione, in scala 1:1, che è il risultato della collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina, Fondazione Prada e Factum Foundation for Digital Technology in Preservation con la supervisione scientifica di Presicce.
“Questa è la dimostrazione che la vita, la storia e l’archeologia sono fatte di frammenti e ricomposizioni”, ha raccontato Gotor.
Questa ricostruzione per Gualtieri dimostra come “La tecnologia applicata all’arte e all’arechologia ci può aiutare a recuperare e a migliorare la nostra conoscenza dei capolavori del passato dei quali abbiamo conservati tracce e frammenti”. Il Sindaco ha sottolineato “l’importanza di quest’altra iniziativa culturale che siamo contenti di aver realizzato. Stiamo cercando di recuperare le dimensioni dell’antichità, lo abbiamo fatto poco tempo fa nel Museo della Forma Urbis collocando i frammenti sopra una mappa”.In quel caso ha spiegato Gualtieri il focus è stato su una dimensione verticale mentre qui “Ci rendiamo conto della maestosità della dimensione verticale dell’antichità. Ci piace che sia resa fruibile sia per essere ammirata sia per essere una porta di accesso a uno scrigno di tesori che il colle e i musei capitolini possono offrire”. Infine ha ricordato che “Un ulteriore frammento arriverà dal parco Colosseo dell’originale statua di Costantino”.
Lo studio archeologico dei frammenti ha permesso di ipotizzare che il Colosso fosse seduto e che fosse realizzato come acrolito, con le parti nude in marmo bianco e il panneggio in metallo o in stucco dorato. Secondo uno schema iconografico del tempo, che assimilava l’imperatore alla divinità, Costantino è rappresentato come Giove con la parte superiore del corpo scoperta e il mantello adagiato sulla spalla; il braccio destro che impugna lo scettro ad asta lunga e la mano sinistra che sorregge il globo. A fine marzo 2022 un team della Factum Foundation ha trascorso tre giorni nel cortile dei Musei Capitolini per scansionare i frammenti presenti con la tecnica della fotogrammetria. Ogni frammento è stato modellato in 3D e posizionato sul corpo digitale della statua creata utilizzando come esempio iconografico altre statue di culto di età imperiale in pose simili, tra cui la colossale statua di Giove (I secolo d.C.) conservata al Museo statale Ermitage di San Pietroburgo. Il lavoro di Factum ha tenuto conto di molteplici fattori: il tipo di marmo delle parti originali, i restauri e le aggiunte; i dettagli del panneggio mancante e l’aspetto del bronzo dorato di cui era composto; il rapporto tra la ricostruzione e i frammenti superstiti, le condizioni di questi e la loro esatta posizione. La fase di ricostruzione materiale è stata svolta attraverso l’uso di resina, poliuretano, polvere di marmo, foglia d’oro e gesso, per le superfici del marmo e del bronzo, mentre per la struttura interna alluminio.
Presicce ha parlato di un “risultato frutto di uno studio lungo dei dieci frammenti appartenenti alla scultura più grande che ci sia stata conservata dall”antichità, arrivati per la maggior parte in Campidoglio nel 1486. E’ stato un lavoro meticoloso fatto a distanza, ma insieme, a Madrid con la Factum per capire dove fosse ogni elemento”. Settis ha posto l’attenzione su quanto “in questa statua c’è una differenza di scala, impressionante, che faceva parte della gestione del potere da parte degli Imperatori romani. E’ una ricostruzione rigorosamente archeologica che ha anche un aspetto contemporaneo perchè evidenzia la tensione e la convergenza inconciliabile fra ricostruzioni virtuali e reali”. Proprio rispetto alle tecniche adottate è intervenuto Lowe “La cosa entusiasmante di questo progetto è che qui accanto ci sono i frammenti della statua originale, custoditi nel cortile e ora con questa riproduzione è possibile vedere il contesto in cui erano collocati”. L’opera resterà qui per l’anno giubilare, poi ha spiegato Presicce “valuteremo se mantenerla qui in futuro o collocarla all’interno del Museo della Civiltà Romana che sarà riaperto grazie a un finanziamento del PNRR” e ha chiarito che “La Fondazione Prada si è impegnata a realizzarla e l’accordo non prevedeva indicazione del contributo”.
– foto xl5 Italpress –
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Ucciso in strada a Casal de Pazzi nel marzo 2023, tre arresti a Roma

ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri della Compagnia di Roma Montesacro hanno dato esecuzione a un’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere per tre uomini, gravemente indiziati in concorso e a vario titolo di omicidio aggravato nonchè per due di loro di detenzione illegale, in concorso tra loro senza averne fatto denuncia all’autorità di pubblica sicurezza, e portato in luogo pubblico un’arma da sparo. Fatti avvenuti la sera dell’8 marzo 2023, quando venne ucciso il cittadino romeno, Roman Stefan Mihai, nella zona tra Ponte Mammolo e Casal de Pazzi. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura.
La vittima, venne raggiunta in via Selmi, da due uomini a bordo di una moto di grossa cilindrata, uno dei quali esplose due colpi di pistola, raggiungendolo mortalmente al torace e a un fianco.
Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma- Montesacro, nel periodo compreso tra marzo e novembre 2023, hanno consentito, attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, nonchè dall’esame dei tabulati telefonici e dai servizi di osservazione, pedinamento e controllo, di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di un uomo di 27 anni, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio, con vari precedenti, attualmente detenuto in carcere, appartenente a una famiglia di “etnia rom” dimorante presso l’insediamento abusivo di Ponte Mammolo.
La figura del 27enne di origini rom, particolarmente inserito nel contesto della criminalità romana, con numerosi precedenti per reati di natura predatoria, nonchè per detenzione di armi da fuoco, è emersa sin dalle prime battute per la sua indole violenta che, come rilevato nell’ordinanza odierna, connota una condotta caratterizzata dalla “sua eccezionale lucidità e crudeltà, che rivelano una personalità altamente pericolosa”.
A lui e ad altre due persone, i Carabinieri della Compagnia di Roma Montesacro, la scorsa estate, notificarono un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Roma, poichè gravemente indiziati dei reati di porto e detenzione di arma comune da sparo, ricettazione di arma di provenienza furtiva, detenzione di munizionamento, scoprendo, alle porte di Roma, un locale adibito a officina laboratorio, munito di specifica attrezzatura tecnica per ricaricare le munizioni e modificare le armi del tipo “soft air”, alterandole in modo tale da renderle in grado di sparare proiettili veri.
Destinatario dell’odierna ordinanza è anche l’uomo gravemente indiziato di essere il conducente della moto usata per l’agguato, un 37enne romano con precedenti, ingaggiato appositamente per la sua capacità di guidare mezzi di grossa cilindrata e dileguarsi velocemente nel traffico. Le immagini di video-sorveglianza l’avevano ripreso mentre sfrecciava in via di Ponte Mammolo negli attimi precedenti l’agguato, insieme al complice, entrambi vestiti di nero con tute e caschi integrali.
C’era anche un terzo uomo quella sera in via Selmi 9, si tratta di un uomo gravemente indiziato di avere garantito al gruppo di fuoco la presenza certa del Mihai sul luogo, dando così il via all’esecuzione. E’ un 29enne italiano, incensurato, che, insospettabile, avrebbe fatto da “specchiettista” al commando dileguandosi subito dopo.
Gli elementi di prova raccolti dagli investigatori fanno supporre che il 27enne, appartenente a una famiglia rom, abbia avuto un ruolo di organizzatore dell’omicidio, tanto da impartire disposizioni precise su come disfarsi degli abiti e dei caschi utilizzati, garantendo loro un compenso in denaro.
Alla base del movente sembrerebbe esserci un vecchio litigio tra alcuni dei membri della famiglia del 27enne e il Mihai, sfociato in continui dissidi e rancori, fino all’omicidio.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
(ITALPRESS).