Home Legalità Pagina 35

Legalità

Scampia sicura, apre a Napoli cantiere per videosorveglianza stradale

0

Trentasei dispositivi di osservazione per monitorare in tempo reale il movimento di mezzi e persone: apre nel quartiere di Scampia, a Napoli, il cantiere per la videosorveglianza stradale. Dopo una serie di verifiche tecniche e numerosi incontri con i vertici regionali, la Municipalità 8 ha infatti dato il via libera ai lavori che doteranno il quartiere di un moderno sistema di telecontrollo.

Finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del programma “Sicurezza e legalità”, il sistema integrato di videosorveglianza sarà composto da 14 telecamere e 22 lettori di targhe e, oltre che in fase repressiva, la sua funzione dissuasiva si rivelerà utile in fase di prevenzione.

Le immagini e i dati raccolti nei 36 punti di osservazione confluiranno in una control room di nuova generazione ospitata nella sede locale della Polizia Municipale.

“Il sistema di videosorveglianza sarà un prezioso strumento per le forze dell’ordine quotidianamente impegnate sul territorio”, ha dichiarato Apostolos Paipais, presidente della Municipalità 8.

“Questo intervento però sarà tanto più efficace se accompagnato da provvedimenti che incidono positivamente sul tessuto economico del quartiere – ha aggiunto -. Sicurezza, investimenti per la rigenerazione urbana e nuove opportunità di lavoro sono i tre temi fondamentali per il futuro di Napoli e della città metropolitana”.
(ITALPRESS).

Azzolina “progetto ‘Legalitour’ è una vittoria dello Stato”

0

La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, insieme al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Nicola Morra, ha partecipato a una delle tappe del progetto “LegaliTour: percorsi di legalità, formazione e orientamento nel sistema educativo nazionale di istruzione”, che si è svolta presso l’istituto “Zingarelli – Sacro Cuore” di Cerignola, nel foggiano.

“L’iniziativa che abbiamo portato a termine con il Presidente Morra mette finalmente a disposizione dei nostri giovani beni che prima erano luoghi ad appannaggio della criminalità organizzata”, ha commentato la Ministra Azzolina, che ha aggiunto: “Questo è un progetto che parla direttamente anche alle famiglie, vogliamo dare un segnale molto forte: la scuola e lo Stato non fuggono, sono presenti nei territori, soprattutto in quelli dove c’è più bisogno. I giovani, per essere liberi, devono potersi formare, devono poter studiare”.

Infine, durante il confronto con gli studenti, la Ministra ha detto: “Questo dove siamo oggi è un luogo simbolico perchè dimostra come una realtà diversa rispetto a quella abbrutita della criminalità organizzata sia possibile. È un luogo che dà speranza”.

“LegaliTour” rientra nelle attività previste dal Protocollo siglato a Locri (RC) il mese scorso, voluto dalla presidenza della Commissione Antimafia e dal Ministero dell’Istruzione. L’obiettivo è permettere alle studentesse e agli studenti di frequentare già questa estate i centri estivi nei beni confiscati alla criminalità organizzata e gestiti dalle cooperative sociali in quattro regioni: Puglia, Calabria, Campania e Sicilia. Poi, durante il prossimo anno scolastico, saranno organizzate altre iniziative sul tema della legalità.
(ITALPRESS).

Mafia, Morra “Azione di contrasto spesso non in cima all’agenda”

0

“L’azione di contrasto alle organizzazioni mafiose non è molto spesso il primo punto nell’agenda di tutti gli attori politici”. Lo ha detto il presidente della Commissione nazionale antimafia Nicola Morra. “La triade di provvedimenti che
il Governo ha varato – ha aggiunto – e sta per varare: liquidita’, rilancio e semplificazioni, impone grande attenzione. Cafiero de Raho in un’audizione alla Camera ha rimarcato attenzione per la semplificazione, in particolare per l’articolo 3. C’è necessita’ – ha concluso – di non arretrare in alcun modo i filtri antimafia, anzi e’ l’occasione giusta per chiedere alla politica un casellario unico nazionale, di cui ancora il Paese difetta”.
(ITALPRESS).

Ricordato a Palermo il giudice Rocco Chinnici

0

“Una commemorazione in memoria di chi ha perso la vita in quella terribile strage che fece titolare tutti i giornali del mondo con ‘Palermo come Beirut’. Utile anche a tenere alta la tensione perchè la mafia non torni a governare Palermo, e Palermo non torni com’era la Beirut sconvolta dagli attentati”. Lo ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, presente alla cerimonia di commemorazione per il giudice Rocco Chinnici, ucciso dalla mafia il 29 luglio 1983 davanti la propria abitazione in via Pipitone Federico.

Insieme al magistrato, nella strage, morirono i due carabinieri della scorta, il maresciallo Mario Trapassi e
l’appuntato Salvatore Bartolotta, ed il portiere dello stabile
Stefano Li Sacchi.

“Fu la presa di coscienza dell’ulteriore violenza del governo mafioso della città – ha sottolineato il primo cittadino palermitano -. Oggi a tanti anni di distanza sicuramente la constatazione del cambiamento è il modo migliore per dire a chi ha perso la vita grazie per il sacrificio”.
(ITALPRESS).

Strage via Palestro, Sala “a Milano nessuno spazio per le mafie”

MILANO (ITALPRESS) – “Milano, dopo Tangentopoli e la strage di via Palestro, è ripartita grazie alla legalità. Siamo una città aperta e solidale, ma inflessibile. Non transigiamo verso chi offende la dignità umana. Non esistono diritti senza doveri. La convinzione per la tutela dei primi è la stessa con quale rispettiamo i secondi. Chi non rispetta le leggi, chi corrompe, chi ruba, chi uccide, a Milano non ha spazio”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine della commemorazione del 27esimo anniversario della strage di via Palestro, in cui l’esplosione di un ordigno mafioso il 27 luglio 1993 causò la morte di 5 persone.
“Le mafie sono una minaccia costante – ha aggiunto – e gli investimenti pubblici e privati per la ripresa alimenteranno interessi criminali. Ma non si illudano i mafiosi. A Milano non c’è tolleranza verso chi offende la dignità umana speculando sul dolore dei malati e delle famiglie. Chi rappresenta le istituzioni – ha concluso il primo cittadino – non deve essere un eroe, ma responsabile in ogni sua azione. E’ un obbligo verso il nostro sovrano, il popolo italiano, che deve avere fiducia nella democrazia”.
(ITALPRESS).

Al via i campi estivi nei beni confiscati alla mafia

0

Campi estivi per mille fra ragazze e ragazzi nei beni confiscati alla criminalità organizzata. Li prevede il Protocollo d’intesa siglato a Locri dalla ministra Lucia Azzolina, dal presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra alla presenza del Procuratore Nicola Gratteri, che impegna il ministero dell’Istruzione e la presidenza della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie a realizzare percorsi di educazione per studentesse e studenti e di formazione per i docenti sui temi della legalità. Un fronte su cui il Ministero è da tempo impegnato e su cui intende rafforzare la propria azione, collaborando con tutte le istituzioni interessate.

Subito dopo la firma, Azzolina e Morra hanno visitato l’Ostello Locride, uno dei beni dove si svolgeranno i campi estivi, gestito da GOEL-Gruppo Cooperativo, che da anni si oppone alla ‘Ndrangheta costruendo un modello di sviluppo etico per la Calabria.

Il Protocollo siglato parte proprio dalle attività che si svolgeranno questa estate, fra luglio e agosto, nei beni sottratti alla criminalità organizzata e gestiti dalle cooperative sociali in quattro regioni: Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Luoghi simbolo che ospiteranno campi estivi con l’obiettivo di sensibilizzare studentesse e studenti, di guidarli per fare di loro sentinelle attive nel contrasto di tutte le mafie. Da Casal di Principe (Caserta) a Cerignola (Foggia), da Corleone (Palermo) a Isola di Capo Rizzuto (Crotone), saranno in tutto mille fra ragazze e ragazzi ad essere coinvolti nei quaranta giorni previsti di attività. Tutti giovani che conosceranno dal vivo la realtà dei beni confiscati e potranno vedere con i loro occhi come luoghi sottratti a chi danneggiava il tessuto socio-economico del loro territorio possano avere nuova vita e diventare parte di una economia legale. Undici le cooperative che organizzeranno i campi.

“Con questa intesa diamo la possibilità ai nostri ragazzi di partecipare gratuitamente ai campi estivi organizzati all’interno dei beni confiscati e gestiti da cooperative sociali. Un piccolo ritorno alla normalità, dopo i mesi che abbiamo vissuto e in attesa di fare rientro a scuola, a settembre, in presenza e in sicurezza – sottolinea Azzolina -. E’ un progetto che guarda anche alle famiglie provate economicamente in questi mesi dall’emergenza sanitaria e spesso impossibilitate a organizzare anche una piccola vacanza. Ma vogliamo dare anche un segnale forte con questa iniziativa, ribadiamo l’importanza della presenza della Scuola e dello Stato nei territori. Stiamo dicendo ai ragazzi che devono sempre scegliere la legalità, rifiutare ogni forma di corruzione, perchè agire secondo le regole rende liberi. Mentre chi cade nella rete della criminalità organizzata diventa pedina di un sistema che non vuole il bene delle persone, ma le vede come strumenti per raggiungere i propri obiettivi”.

“Porteremo giovani e studenti a conoscere e vivere la realta’ dei beni confiscati alle mafie. Potranno toccare con mano come sia possibile fare economia legale ed etica in un territorio mortificato dalla criminalità organizzata – commenta Morra -.
Daremo in concreto ai nostri ragazzi la possibilità di comprendere le differenze e scegliere in futuro la strada giusta, fatta di cultura e legalità. Inoltre, siamo veramente soddisfatti di questa perfetta sinergia con il Ministero dell’Istruzione perchè tra i compiti della Commissione Antimafia c’è proprio la promozione della cultura della legalità per le scuole. Questo progetto sui beni confiscati di così ampio respiro, è solo un primo tassello di iniziative che con la Ministra Azzolina si andranno a concretizzare a breve”.
“Sono qui perchè ci credo. Sono fortemente convinto dell’importanza e dell’utilità di questo progetto. Siamo riusciti finalmente a fare rete, fare sistema. Per questo ringrazio il Ministero dell’Istruzione, la Commissione Antimafia e le tante cooperative sociali protagoniste di quest’iniziativa – commenta il Procuratore di Catanzaro, Gratteri -. Gestire un bene confiscato alla mafia è molto difficile, qui si fa impresa solidale. Questo è un grande insegnamento di antimafia vera e concreta”. Gratteri ha poi aggiunto: “Sogno una scuola con strutture belle, colorate, moderne, che riesca a trattenere i bambini e i ragazzi anche di pomeriggio, dove leggere, discutere, capace di non lasciare questi ragazzi da soli, non diventare figli della strada. E insieme ai progetti per la legalità sogno anche un progetto sulla lingua italiana”.

Il Protocollo si articola in un Piano pluriennale che prevede la collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione e la Commissione Parlamentare Antimafia per attività formative e informative che coinvolgano docenti e studenti, con percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, visite didattiche e gemellaggi. Ma anche convegni, seminari di studio, manifestazioni, occasioni di confronto mediante la condivisione delle esperienze di chi combatte la mafia quotidianamente e di chi gestisce beni confiscati, con progetti formativi anche al di fuori delle aule scolastiche.
(ITALPRESS).

Ventotto anni fa la strage di via D’Amelio. Mattarella: “Ancora oggi angoscia e sdegno”

Ricorre oggi il ventottesimo anniversario della strage di via D’Amelio. Una assopita Palermo, arroventata dalla calura estiva in un pigro pomeriggio domenicale, il 19 luglio 1992, fu destata dal fragore di un’esplosione devastante.

La Fiat 126 imbottita di 90 chili di esplosivo, e mimetizzata tra le auto in sosta in via D’Amelio, a ridosso del centro, salta in aria. Paolo Borsellino e i cinque componenti della sua scorta vengono uccisi mentre il magistrato di recava a far visita alla madre. Cinquantasette giorni dopo Capaci la mafia aveva rialzato il tiro.

“A distanza di tanti anni non si attenuano il dolore, lo sdegno e l’angoscia per quell’efferato attentato contro un magistrato simbolo dell’impegno contro la mafia, che condivise con l’amico inseparabile Giovanni Falcone ideali, obiettivi e metodi investigativi di grande successo”, afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

E aggiunge: “Borsellino rappresentava, con la sua personalità e i suoi comportamenti, tutto ciò che la mafia e i suoi accoliti detestano e temono di più: coraggio, determinazione, incorruttibilità, senso dello Stato, conoscenza dei fenomeni criminali, competenza
professionale”.

“I valori per cui Borsellino si è battuto fino all’estremo sacrificio oggi più che mai ci ricordano che lottare contro le mafie significa difendere la nostra società – dice il presidente del Senato Elisabetta Casellati -. Dopo l’emergenza sanitaria i clan sono pronti a fare da banca per aziende in crisi e da ufficio di collocamento per chi perde il lavoro. Un rischio che lo Stato non può e non deve permettere”.

“Sappiamo bene come la mafia sia capace di adattarsi, mutando i suoi strumenti e le sue strategie, ai diversi contesti economici e sociali – afferma il presidente della Camera Roberto Fico -. Per questo motivo, oggi più che mai è necessario mantenere alta l’attenzione, bloccando tempestivamente i tentativi dei clan di approfittare di questa fase particolarmente complessa e delicata per il Paese per aprirsi la strada a nuovi affari e
traffici criminali”.

Alla commemorazione delle vittime, in via D’Amelio, è intervenuto il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano: “Molte cose sono cambiate da quegli anni – ha detto Provenzano -, è
cambiata anche la mafia che è penetrata in nuovi territori conquistando spazio e potere. La nostra attenzione deve essere sempre alta e l’impegno costante: quella mafia non ha vinto ma ancora non ha nemmeno perso”.

(ITALPRESS).

Abi rinnova protocollo con Dipartimento di Pubblica sicurezza

0

Si rinnova la collaborazione tra l’Abi e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, a presidio della legalità del sistema finanziario e del mercato del credito, rafforzando un rapporto instaurato già nel 2006.

Il direttore generale dell’Associazione Bancaria Italiana, Giovanni Sabatini, e il vice direttore generale della Pubblica Sicurezza – direttore centrale della Polizia Criminale, prefetto Vittorio Rizzi, hanno firmato il nuovo protocollo d’intesa, sintetizzato dalle parole prevenzione e contrasto, informazione e condivisione.

“Sono parole che esprimono un link necessario tra pubblico e privato per garantire sicurezza. I sofisticati sistemi antiriciclaggio di cui l’Italia dispone non ci rendono immuni dai rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia e l’argine più forte è rappresentano da un continuo scambio informativo tra il mondo delle banche e quello delle forze di polizia. Con il nuovo protocollo, vogliamo andare oltre le best practice che abbiamo già sperimentato”, ha detto Rizzi.

Il nuovo protocollo prevede la costituzione presso il Servizio Analisi Criminale, ufficio a connotazione interforze, di un Comitato Tecnico Permanente sulla criminalità predatoria per il monitoraggio dei fenomeni delittuosi, dove verranno elaborate attività di analisi dei fenomeni criminali insieme alle associazioni rappresentate nell’ambito dell’Osservatorio per la sicurezza fisica.

“La sicurezza di cittadini e dipendenti – ha sottolineato Sabatini – è una priorità fondamentale. Il protocollo d’intesa, che avrà durata biennale, si inquadra nel contesto degli interventi volti a sviluppare stabili e proficue sinergie collaborative tra operatori economici e soggetti istituzionali pubblici, con l’obiettivo di rafforzare sul territorio la sicurezza partecipata, raggiungendo più elevati livelli di tutela dei cittadini e rendendo sempre più efficace la complessa ed articolata attività di prevenzione e contrasto della criminalità messa quotidianamente in campo dalle Forze di Polizia”.
(ITALPRESS).