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Renault Kwid: prezzo, dimensioni e motorizzazioni

Renault Kwid, ovvero l’auto “più low cost” al mondo. Il suo prezzo si aggira attorno ai 3.500 euro per la versione base. Sì non avete capito male: 3500 euro. Ha però un ‘difetto’: è prodotta ed è in vendita soltanto in India. Almeno per il momento. La Renault Kwid non è solo un’auto low cost è addirittura un mini-crossover dal prezzo bassissimo che, come linea, ricorda la Captur. In India già nella prima settimana è stato boom di prenotazioni, in Europa potrebbe arrivare nei prossimi mesi con il marchio rumeno del gruppo, ovvero Dacia Kwid, a 7.000 euro. Non male vero? Ci state facendo un pensierino?

 

Renault Kwid: prezzo

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Al di là della linea, comunque accattivante, la prima cosa che risalta – come dicevamo – nella Renault Kwid è il prezzo: in India costa 3.500 per la versione base, 4.800 euro per la versione lusso. Il nuovo mini-crossover di casa Renault ha tutte le caratteristiche per attirare l’attenzione: il costo in primis, ma non solo, visto che è equipaggiato con una discreta tecnologia, è efficiente con un motore a tre cilindri da 799 cc per 54 cavalli e un peso di appena 660 kg che facilita i bassi consumi. Renault Kwid – o Dacia Kwid, come potrebbe chiamarsi qui da noi – è anche compatta ma anche capiente con i suoi cinque posti. Nella top serie della gamma si trovano radio, navigatore satellitare, bluetooth e schermo touchscreen da 7 pollici. 

 

Renault Kwid in Italia

Come detto, per poter acquistare Renault Kwid in Italia bisognerà attendere. In Europa infatti la nuova nata dall’alleanza Renault-Nissan dovrebbe approdare, nonostante le smentite, nei prossimi mesi. Anche perché il successo della Duster, che Renault Kwid ricorda in virtù del suo aspetto, non può passare inosservato. Nel Vecchio Continente il piccolo suv, prodotto in Russia, sbarcherebbe con caratteristiche leggermente modificate (motore benzina 1.0 da 90 Cv al posto di quello 0.8 da 57 Cv) rispetto alla Kwid made in India. 

 

Renault Kwid concept

All’Auto Expo di Nuova Delhi sono state presentate i concept Renault Kwid Racer e Climber. La Renault Kwid Racer rappresenta un’evoluzione in chiave sportiva, mentre la Kwid Climber è un’evoluzione del crossover di serie con una caratterizzazione da fuoristrada più marcata. 

 

Renault Kwid o Dacia Kwid

Nonostante le smentite sull’approdo in Europa, e nonostante l’ad di Renault, Carlos Ghosn, abbia qualche tempo fa escluso il rebranding, sostenendo che qualora l’auto fosse giunta nel Vecchio Continente, lo avrebbe fatto con marchio Renault, qualche dubbio resta: si chiamerà Renault Kwid o Dacia Kwid? La questione è legata al posizionamento di mercato. Secondo alcune indiscrezioni, Kwid sbarcherà in Europa venduta come Dacia a circa 7.000 euro. Un prezzo ‘bomba’ che farebbe diventare Dacia Kwid (o Renault Kwid) in breve tempo il nuovo riferimento del mercato. 

 

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Come fare le visure catastali

Come fare le visure catastali gratis: tutte le info su come ottenere la visura catastale di un immobile o di un terreno di propria proprietà senza spendere nulla, stando comodamente seduti a casa.

La visura catastale rappresenta il documento di riconoscimento di qualsiasi possedimento sia che si tratti di edificio che di terreno; in esso sono contenute tutte le informazioni di carattere tecnico e fiscale.

ll termine “visura catastale” proviene da “catasto”. Di fatto, è l’archivio che contiene tutte le informazioni che riguardano qualsiasi unità abitativa o terreno situato sul territorio italiano; è scaglionato per provincia e comune di appartenenza. 

Fino a qualche anno fa, tutta la documentazione era di tipo cartaceo; per fortuna oggi, esiste un archivio virtuale reperibile nel web che rende più semplice la ricerca e l’accesso ai dati agli utenti.

Come è possibile effettuare una visura catastale da casa?

Oggi , dunque, è semplicissimo, basta essere connessi a internet e inserire “visura catastale” nella barra di ricerca di google; si aprirà una pagina con diversi siti web che vi consentiranno di scaricare in maniera velocissima qualsiasi visura catastale con planimetria e documenti annessi.

Per poter accedere a questo servizio, è previsto un costo anche se si tratta di una cifra piuttosto accessibile

In alternativa, potete rivolgervi al servizio del sito dell’Agenzia delle Entrate “catasto online”. Il servizio è completamente gratuito.

Come fare la visura catastale dal sito dell’Agenzia delle Entrate

Per accedere al servizio gratuito offerto dal governo, sarà sufficiente entrare sul sito dell’Agenzia delle entrate e andare nella sezione “Cosa devi fare” che trovate nella barra in alto. Fatto ciò, digitare sul campo “Consultare dati catastali ed ipotecari” situato a fine pagina: si aprirà una pagina nuova con l’elenco di documenti catastali che potrete scaricare, sia che si tratti di visure, di planimetrie che di certificati catastali. 

A questo punto, cliccare sulla dicitura “visure catastali” così da poter compilare il modulo per la richiesta delle visure catastali on line offerto dall’Agenzia delle Entrate.

Visura catastale, tipologia di consultazione

Nella sezione “Visura catastale on line” trovate due modalità di consultazione.  La prima ricerca è completamente gratuita e pertanto senza oneri tributari. In questo caso, la visura di dati catastali dovrà riguardare terreni o immobili di cui lo stesso richiedente risulta titolare, in tutto o in parte.

La seconda modalità di visura riguarda la “piattaforma Sister”, ed è riservata agli individui con abilitazione a presentare atti che riguardano gli aggiornamenti catastali: è il caso per esempio dei notai. Questo servizio comporta il costo di un canone.

Come scaricare la visura catastale di un immobile o di un terreno

Chiunque voglia scaricare le proprie visure catastali, potrà accedere alla prima tipologia di visura; sarà sufficiente cliccare sul campo “Accedi a Entrate/ Fisco on line“. Chi esegue questa operazione per la prima volta dovrà prima richiedere le credenziali utili per poter poi accedere alla sezione “Fisco on line”. 

Chi già possiede le credenziali di accesso, cioè la password e il Pin segreto, dovrà inserirli nell’apposito campo. Una volta fatta la procedura, si aprirà una pagina: vi verrà richiesta la provincia in cui si trova l’immobile e i dati identificativi dello stesso.

Dopo aver inserito tutte le informazioni richieste, sarà possibile accedere alla planimetria e alla visura catastale dell’immobile o del terreno in questione. Sarà inoltre possibile avere informazioni che riguardano il reddito o la rendita dello stesso.

 

Come richiedere il sussidio di disoccupazione

Come richiedere il sussidio di disoccupazione:  a chi spetta, requisiti,  le nuove modalità per calcolare l’importo e la durata.

In questa guida vi illustreremo passo per passo come procedere alla richiesta della Naspi (Nuova Prestazione di Assicurazione Sociale), il nuovo sussidio di disoccupazione per precari introdotta dal Jobs Act. La Nuova indennità di disoccupazione è entrata in vigore il 1 maggio 2015; sostituisce la vecchia Aspi e Mini Aspi del governo Monti. 

Per  riassumere:

-Licenziamento fino al 30 aprile 2015: il lavoratore ha diritto all’indennità ASPI o Mini Aspi.
-Licenziamento dal 1° maggio 2015, nel 2016 e in poi, il lavoratore ha diritto all’indennità NASPI.

Come richiedere il sussidio di disoccupazione, requisiti

Le modalità che regolano il sussidio di disoccupazione sono, in pratica, le stesse rispetto quelle precedenti, la novità sta nei requisiti e nella durata di questa indennità sociale. Può essere richiesta, infatti, da tutti quei lavoratori dipendenti che hanno perso il proprio lavoro in maniera involontaria: a questa categoria appartengono anche gli apprendisti e i lavoratori privati con un contratto di lavoro subordinato. 

Altro requisito importante per poter beneficiare del sussidio riguarda i contributi maturati:  per poter presentare la domanda, bisogna aver acquisito almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti e 30 giorni lavorativi negli ultimi 12 mesi.

Inoltre, non devono passare più di 68 giorni da quando non si ha più lavoro alla richiesta del sussidio. 

Come richiedere il sussidio di disoccupazione, la domanda

Chi rispecchia tutti i requisiti, potrà fare richiesta per accedere alla nuova indennità di disoccupazione Naspi. Ecco come procedere.

La nuova circolare dell’Inps 194 del 27/11, precisa che la domanda può essere presentata solo per via telematica e attraverso l’utilizzo di un pin dispositivo, che si ottiene sempre online. 

Se non si è in possesso di tale pin è possibile rivolgersi presso gli enti intermediari dell’istituto per inoltrare la domanda: è il caso per esempio di un patronato.

In alternativa, è possibile compilare la domanda di sussidio di disoccupazione attraverso il Contact center integrato Inps- Inail: basta chiamare il numero gratuito per rete fissa 803164 oppure il 616464 da rete mobile e procedere alla richiesta dell’indennità.

Chi vuole fare richiesta attraverso il web, dovrà collegarsi al sito Inps e accedere alla sezione riservata “Servizi online” tramite il pin dispositivo.

Dopo aver fatto il login, si dovrà selezionare la voce “Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito” poi cliccare sulla voce “Naspi” che comparirà sulla barra di sinistra. A questo punto sarà sufficiente selezionare “Indennità di Naspi” e infine “Invia domanda”.  

In questa sezione si dovranno verificare i dati anagrafici e le informazioni sul proprio licenziamento.  Una volta assicuratasi sulla correttezza dei dati, bisognerà  inoltrare la domanda.  Dopo avere confermato l’inoltro, l’Inps ci inviterà  a verificare  costantemente il suo stato di avanzamento; in questo caso basterà accedere alla propria area personale messa a disposizione dal sito. 

Come richiedere il sussidio di disoccupazione,  calcolo 

L’importo dell’assegno di disoccupazione verrà pagato dall’INPS ogni mese tramite bonifico bancario. Per il calcolo, si dovrà sommare tutte le retribuzioni imponibili ai fini previdenziali, avute negli ultimi 4 anni e dividere il risultato per il numero di settimane di contribuzione. 

Il quoziente ottenuto dovrà essere moltiplicato per il numero 4,33. In base a tale calcolo, se la retribuzione mensile è pari o inferiore a 1195 euro mensili, l’importo è pari al 75% della suddetta retribuzione, se  invece supera tale soglia, andrà aggiunto al 75% un importo del 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo.

Come richiedere il sussidio di disoccupazione, durata

Il calcolo della durata del nuovo sussidio di disoccupazione Inps è pari alla metà dei mesi lavorativi negli ultimi 4 anni, si potrà usufruire dell’indennità per un massimo di due anni.   

 

Come registrare un contratto d’affitto

Come registrare un contratto d’affitto: requisiti e informazioni utili per stipulare e registrare in maniera corretta un contratto di locazione a uso abitativo, commerciale o turistico.

Chi ha un appartamento o un locale da voler affittare per uso abitativo, commerciale o turistico dovrà regolarizzare il contratto d’affitto, provvedendo alla registrazione presso l’ ufficio dell’Agenzia delle Entrate di appartenenza.

La mancata registrazione contratto di locazione, o la registrazione di un contratto con dichiarazioni false, è  un danno non solo per il fisco ma per lo stesso inquilino; dato che non ha nessuna dichiarazione di ciò che paga come affitto, non solo non avrà modo di tutelarsi ma si precluderà anche la possibilità di detrarre il canone dalla sua dichiarazione dei redditi. Vediamo nello specifico come procedere alla registrazione del contratto d’affitto.

Tipi di contratto d’affitto

Esistono due tipi di canone:

– il canone libero con durata di almeno quattro anni e con possibilità di rinnovo per lo stesso numero di anni alla scadenza del contratto

-il canone calmierato con durata di tre anni e con possibilità di essere rinnovato per altri tre anni dopo la scadenza.

L’importo del canone non è disciplinato dalla legge; i contraenti potranno negoziare la cifra in considerazione dell’andamento del mercato e del valore dell’immobile.

Come registrare un contratto, stipula del contratto

Per stipulare un contratto d’affitto che rispetti le disposizioni dettate dalla legge italiana, occorrono determinati requisiti:

  • Nome del titolare dell’immobile e nome dell’inquilino
  • Identificazione dell’immobile con specifica se si tratta di uso abitativo o no
  • Data inizio locazione e durata del contratto
  • Canone mensile
  • Dettagli sulla caparra
  • Modalità aggiornamento Istat
  • Condizioni in cui si trova l’immobile al momento del contratto
  • Specifica delle spese a carico del proprietario e quelle a carico dell’inquilino, 
  • Eventuali norme per la recessione del contratto 
  • Inventario della situazione in cui si trova l’immobile prima dell’ingresso del nuovo affittuario.

Assolti questi requisiti, sarà possibile registrare il contratto di locazione.

Come registrare un contratto, informazioni utili

  • Secondo la legge, il proprietario dell’immobile può richiedere fino a un massimo di tre mesi d’affitto di caparra: in genere se ne richiedono due come anticipo e un mese in corso
  • Se l’inquilino decide di lasciare l’immobile prima della scadenza del contratto dovrà dare un preavviso di almeno tre mesi. 
  • Dopo aver stipulato il contratto, esso dovrà essere firmato da entrambi le parti.
  • Al momento della registrazione si dovranno allegare fotocopie dei documenti d’identità dei contraenti.
  • Il contratto dovrà essere registrato entro un mese dalla data in cui è stato firmato.

Come registrare il contratto d’affitto, la procedura

Per adempiere agli obblighi tributari, si dovrà necessariamente eseguire la registrazione del contratto d’affitto presso l’Agenzia delle Entrate.

La legge italiana prevede due tipologie di contribuzione: il regime ordinario, che può essere applicato per tutti i tipi di contratto d’affitto e il regime che può essere applicato solo per l’affitto di immobili ad uso abitativo

La registrazione del contratto può essere fatta online: tutte le agenzie immobiliari hanno l’obbligo di procedere alla registrazione in via telematica. Chi non vuole delegare l’agenzia potrà servirsi del servizio attraverso un Caf o ad un’associazioni di categoria.

In alternativa è possibile procedere alla registrazione direttamente allo sportello dell’Agenzia delle Entrate: basterà compilare il modello 69, consegnare la documentazione e depositare la ricevuta di pagamento delle imposte. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate trovate i moduli da scaricare.

Come rinnovare la patente nautica scaduta

Come rinnovare la patente nautica scaduta: dalla modulistica ai documenti necessari, ecco tutte le informazioni utili per effettuare il rinnovo della patente nautica da soli senza dover rivolgersi ai costosi servizi delle agenzie nautiche.

Una patente nautica scaduta può seriamente mettere a repentaglio lo svolgimento di una passeggiata in barca e comportare un sanzione pecuniaria da 207 a 1033 euro. In caso di patente revocata o non rinnovata per mancanza dei requisiti morali o fisici, la multa può superare gli 8.000 euro e comportare la sospensione della licenza di navigazione.

Detto ciò, è sempre bene fare un controllo periodico dell’abilitazione e provvedere al suo rinnovo senza arrivare all’ultimo mese.

Il documento può essere rinnovato prima o dopo la scadenza; basta rivolgersi all’ufficio marittimo che lo ha rilasciato. Vediamo come procedere al rinnovo della patente nautica scaduta.

Validità patente nautica

La patente nautica ha dieci anni di validità oppure cinque per coloro che hanno compiuto 60 anni al momento del rilascio o del rinnovo: la scadenza è ben visibile su ogni documento.

La patente nautica di categoria C ha periodo di validità minore, in base a quanto prescritto in sede di rilascio del certificato C.M.L.(commissione medica locale)

La commissione provinciale di appartenenza può ridurre la validità della patente a un periodo non oltre i due anni.

Come rinnovare la patente nautica scaduta, documenti necessari

Chi è affetto da particolari patologie, potrà presentarsi alla commissione medica con l’attestazione di specialistica rilasciata dal medico operante presso strutture pubbliche, per scongiurare qualsiasi complicazione al momento del rinnovo della patente nautica. Il documento comproverà che, anche se c’è una cura in atto, le condizioni di salute non sono ostative e di pregiudizio per la navigazione.

Occorrono i seguenti documenti:

  • Certificato medico in bollo da 16 euro,rilasciato da struttura sanitaria ASL con funzioni in materia medico legale: non è valido il certificato del medico di famiglia
  • Modulo unico  provvisto di marca da bollo da 16 euro, scaricabile dal sito della Guardia Costiera www.guardiacostiera.it  al link “Diporto”.
  • Fotocopia documento d’identità valido
  • Fotocopia codice fiscale
  • 2 foto tessera: solo se la patente scaduta è di tipo a libretto, pertanto rilasciato prima del 1997 (il documento ha la sigla “MM61”)
  • Patente provvisoria

Chi ha compiuto il sessantesimo anno di età il certificato medico dovrà contemplare anche il certificato attestante “la sensibilità al contrasto spaziale”.

Come rinnovare la patente nautica scaduta, procedura

  1. Compilare in tutte le sue parti e senza commettere errori il modello unico per il rinnovo patente nautica.
  2. Dopo aver provveduto a compilare il modello, applicare sul documento la marca da bollo
  3. Effettuare alla Posta un versamento su conto corrente n° 8482, intestato a Tesoreria Provinciale, con causale “rilascio patente nautica”.
  4. Inviare tutta la documentazione (citata nel paragrafo precedente) in busta chiusa alla Capitaneria di appartenenza.
  5. L’ufficio provvederà a restituire la domanda, che fungerà da patente provvisoria fino a quando non sarà spedita la patente rinnovata.

Rinnovo patente nautica, indicazioni utili

-E’ consigliabile, informarsi presso la capitaneria di competenza per verificare l’elenco dei documenti da inviare.

-E’ bene sapere che la legge obbliga all’autorità marittima di svolgere le pratiche di rinnovo entro 30 giorni, pertanto, se i tempi si allungano, la capitaneria è tenuta a rendere conto al richiedente.

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Smarrimento della carta di credito

Come denunciare lo smarrimento della carta di credito: tutte le informazioni utili su come agire tempestivamente per rimediare allo spiacevole inconveniente e bloccare la carta di credito.

Grazie all’utilizzo delle carte di credito, è possibile effettuare qualsiasi genere di acquisto anche se non si dispone della cifra necessaria a esso. La cifra stessa viene infatti anticipata dalla banca che ha rilasciato la carta, per poi essere addebitata nel mese successivo sul Conto Corrente al quale è associata la carta.
Uno dei pochi svantaggi dell’utilizzo della carta di credito può rivelarsi in caso di furto o smarrimento. Chi ne entra in possesso può usarla per effettuare acquisti, soprattutto on line. In questo caso è necessario bloccare immediatamente la propria carta di credito, onde evitare spiacevoli sorprese. Vediamo nel dettaglio come procedere in caso di smarrimento della carta di credito.

Come denunciare lo smarrimento della carta di credito, la procedura
Prima di denunciare lo smarrimento o il furto della propria carta di credito è preferibile cercarla: quando è stata l’ultima volta che ho usato la carta? Che abiti avevo addosso? Che borsa portavo?
Secondo le statistiche, più che carta di credito smarrita o rubata, si tratta di dimenticanza; molto spesso succede che questa carta venga messa in luoghi inconsueti.
Se dopo varie ricerca la carta non viene trovata, bisogna rivolgersi alla propria banca oppure contattare il numero verde della società che l’ha emessa per procedere subito al blocco della carta: il numero è attivo 24 ore su 24. Fatto ciò, si dovrà inviare una raccomandata presso l’istituto di credito con il quale si ha aperto il conto corrente, così da comunicare lo smarrimento della stessa.
Bisognerà anche rivolgersi alle forze dell’ordine (polizia o carabinieri) per denunciare lo smarrimento della carta di credito: Annotare il giorno, l’ora e il codice dell’operatore che ha provveduto al blocco della carta.
A questo punto, si dovrà mandare via fax copia della denuncia alla banca e alla società del circuito entro due giorni per confermare il blocco della propria carta.
Dal momento dell’avvenuta segnalazione di furto o smarrimento della carta si è sollevati da qualsiasi responsabilità circa il suo impiego da parte di terzi.
Attualmente ci sono due numeri verdi, uno per il circuito bancomat e uno per il circuito carta. E’ bene fare molta attenzione, perché se si tratta di smarrimento di una carta di credito che funge anche da bancomat, sarà necessario chiamare entrambi i numeri verdi ed effettuare i blocchi per entrambi i circuiti. 
Fino a quando non viene eseguita la richiesta di blocco della carta di credito, tutte le eventuali transazioni restano a carico del titolare entro il limite di 150 euro. Tutto il denaro sottratto, subito dopo la denuncia, a patto che non ci sia attività fraudolenta da parte del titolare della carta, verrà rimborsato. 

Come denunciare lo smarrimento della carta di credito, raccomandazioni utili
Avere a portata di mano i numeri utili da contattare in caso di smarrimento della propria carta di credito così da intervenire in maniera tempestiva: possiamo servirci per esempio della rubrica del telefonino. In questo modo saremo sicuri di poter bloccare la carta nel più breve tempo possibile. 
Preferire un luogo fisso dove riporre la carta di credito quando non viene utilizzata e non cambiarlo mai
Se si viaggia spesso in mezzi pubblici affollati come per esempio treni, autobus, è consigliabile levare la propria carta di credito dal portafoglio e nasconderla addosso. I cattivi intenzionati sono soliti approfittare delle condizioni più favorevoli a un possibile furto.

Risarcimento danni al fondo vittime della strada

Come chiedere il risarcimento danni al fondo vittime della strada: tutte le informazioni utili su cosa fare per essere risarciti in caso di incidente sia di origine stradale che nautico con un mezzo senza assicurazione.

Secondo un’indagine condotta dall’Ania, sul territorio italiano transitano circa 4 milioni di veicoli senza copertura assicurativa. Questo significa che in caso di incidente, non potremo ottenere alcun risarcimento sui danni subiti sia sul veicolo coinvolto che sulla nostra persona.

Per fortuna, esiste un fondo per le vittime della strada a cui possiamo attingere per essere risarciti dai danni subiti. 

L’importo è limitato al massimale di legge vigente al momento del sinistro (dall’11 giugno 2012 € 5.000.000,00 per danni a persona per sinistro, € 1.000.000,00 per danni a cose per sinistro).

Vediamo come ottenere il risarcimento dal fondo di garanzia vittime della strada.

Il fondo vittime della strada, è stato istituito come Ente di indennizzo dalla legge 990/69 articolo 19 ed è finanziato da tutte le compagnie di assicurazioni, grazie a contributi che vengono gestiti dalla Consap SpA, sotto la supervisione del Ministero delle attività produttive. 

In quali casi interviene il fondo vittime della strada?

  • Se il conducente che ha provocato il danno scappa e non si ha più modo di identificarlo
  • Se il veicolo che ha provocato il danno non ha copertura assicurativa oppure ha una polizza scaduta
  • Se l’agenzia del conducente che ha subito il danno è fallita oppure sia in procinto di dichiarare fallimento
  • Se il veicolo che ha subito il danno risulta rubato. In questo caso è necessario che vi sia una regolare denuncia fatta almeno 24 ore prima dell’incidente.

Rientrano nel diritto di richiesta al fondo vittime della strada, anche situazioni meno comuni quali i sinistri causati da veicoli stranieri che presentano una targa non identificata.

Le stesse casistiche valgono anche per i natanti.

La liquidazione dei danni, per i casi sopracitati, viene effettuata a cura delle Imprese Designate dall’Ivass.

Come chiedere il risarcimento danni al fondo vittime della strada, documentazione necessaria

Per ottenere un risarcimento sui danni subiti, bisogna inviare una raccomandata con regolare ricevuta di ritorno alla Consap, la concessionaria di servizi pubblici che si occupa del Fondo per le vittime della strada. 

Nella raccomandata da inviare, dovete indicare le seguenti informazioni:

  • gli estremi dei veicoli coinvolti nel sinistro,
  • il luogo preciso dove si è verificato l’impatto,
  • descrizione dettagliata della dinamica, come si è verificato l’incidente,
  • i dati personali delle persone coinvolte nell’incidente,
  • dati personali di eventuali testimoni.
  • Certificazione che attesti eventuali ricoveri
  • Certificazione eventuali cure mediche
  • Documentazione che attesti eventuali prestazioni o spese mediche erogate.  

La stessa documentazione va inoltrata anche presso una concessionaria regionale designata dall’ “ISVAP” che avrà il compito di liquidare materialmente i danni.  Tale istituzione varia ogni tre anni e va ricercata nell’area di appartenenza relativa al luogo in cui si è verificato il sinistro L’elenco completo di queste istituzioni lo trovate sul sito istituzionale della Consap. 

Raccomandazione utile: vista la complessità, è raccomandabile far gestire la pratica a un avvocato o a un perito esperto per le pratiche di incidenti automobilistici. 

Come cancellarsi dalla Crif

Come cancellarsi dalla Crif: istruzioni per ottenere la cancellazione dalla Crif, l’elenco dei cattivi pagatori.

Grazie agli Istituti di credito, è possibile acquistare casa o fare qualsiasi tipo di acquisto pur non disponendo della liquidità necessaria. E’ bene tuttavia precisare che richiedere un finanziamento non è semplice; occorrono garanzie e particolari requisiti. Tra questi requisiti vi è la visura CRIF, una società indipendente specializzata nei sistemi di informazioni creditizie

Se in passato avete fatto un finanziamento e non siete stati puntuali nei pagamenti delle rate, sicuramente siete iscritti in CRIF come cattivi pagatori. Questa iscrizione non vi consentirà di richiedere un nuovo finanziamento: ma è possibile cancellarsi da questi registri? Certo ma è essenziale che il debito sia stato sanato. Vediamo come procedere alla cancellazione.

Come cancellarsi dalla CRIF se siete stati cattivi pagatori, la procedura

E’ bene precisare che in CRIF non sono inseriti solo i cattivi pagatori cioè i consumatori con problemi di solvibilità ma anche tutti coloro che in qualche modo hanno avuto a che fare con un prestito, anche in senso positivo. Vediamo la procedura per la visura e cancellazione

Collegatevi al sito www.crif.it e scaricate i moduli per la cancellazione.
Trovate due tipi di moduli: il primo riguarda le persone fisiche mentre il secondo le aziende o persone giuridiche.

Una volta scaricato il modulo, dovete compilarlo con i vostri dati personali ed allegare una fotocopia del documento di riconoscimento e del vostro codice fiscale.

A questo punto, inviate la documentazione al numero di fax indicato nel modulo compilato.

Entro 15 giorni lavorativi vi arriverà una raccomandata all’indirizzo di residenza indicato viamail che contiene una visura personale dove vengono riepilogati i vostri vari problemi finanziari e il motivo per cui siete stati iscritti come cattivo pagatore.
Se nella visura risulta che avete pagato in ritardo alcune rate di finanziamento, bollette o altro, sarà possibile richiedere la cancellazione dalla CRIF come cattivo pagatori ma dovranno passare:
-1 anno per pagamenti da 1 a 2 rate
-2 anni dall’avvenuto pagamento per pagamenti di rate superiori a n. 2
-3 anni, dalla cessazione del rapporto o scadenza del contratto, in caso di gravi inadempimenti come per esempio non avere regolarizzato il pagamento delle rate.

La richiesta di accesso ai dati non può essere rinnovata prima di 90 giorni.

Cancellazione CRIF, finanziamento non andato a buon fine
Anche in caso di mancato finanziamento per motivi diversi come per esempio reddito basso, ecc. il richiedente risulterà iscritto alla CRIF ma trascorsi 30 giorni dal rifiuto del finanziamento da parte della banca o finanziaria, si avrà il depennamento in automatico.

Questo succede per evitare che il cliente faccia richieste multiple nel breve periodo. Il richiedente potrà richiedere un finanziamento presso un altro Istituto prima dei 30 giorni ma dovrà presentare liberatoria dell’agenzia che non ha accordato il finanziamento.

Come abbiamo già accennato, la cancellazione avviene in automatico ma non sempre è così; le informazioni contenute negli archivi sono tante per cui gli aggiornamenti potrebbero non essere immediati.

In questo caso, potete fare richiesta diretta alla CRIF o avvalervi delle associazioni di difesa dei diritti dei consumatori come Adiconsum, Codacons, Federconsumatori che hanno la possibilità di accedere alle informazioni in tempi velocissimi, grazie a convenzioni e protocolli d’intesa sottoscritti con CRIF.