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Ricetta medica elettronica, come funziona

Ricetta medica elettronica, come funziona: tutte le info sulla nuova ricetta medica, novità, scadenza e prescrizione dei farmaci. Come funziona per il paziente, cosa deve fare il farmacista e come il medico dovrà compilare la ricetta online.

La ricetta rosa e la ricetta bianca che siamo abituati a vedere saranno affiancate da un nuovo tipo di ricetta, quella elettronica anche detta ricetta medica online o ricetta medica dematerializzata. 

La ricetta medica elettronica è stata introdotta per la prima volta con il Dpcm del 26 marzo 2008. Ha attraversato una lunga fase di sperimentazione portata a termine, fino a oggi, solo da poche regioni italiane (Lombardia, Piemonte e Lazio). Oggi la ricetta medica elettronica è divenuta una realtà per l’intero servizio sanitario nazionale, in qualsiasi località d’Italia. In questa pagina vedremo come funziona, come avviene la prescrizione di farmaci e chi provvede alla compilazione della ricetta medicaonline.

Ricetta medica elettronica, come funziona per il medico e per il paziente

Il medico, per rilasciare e compilare una ricetta medica elettronica dovrà collegarsi al sistema del Servizio Sanitario Nazionale fornito dal Ministero della Salute ed effettuare l’identificazione al portale sfruttando i suoi dati. Una volta eseguito l’accesso, sarà possibile effettuare la compilazione della ricetta medica online utilizzando uno dei Numeri di Ricetta Elettronica che gli sono stati assegnati dal SSN. Il Numero Ricetta Elettronica è contrassegnato dall’acronimo di NRE.

Sempre durante la compilazione della ricetta medica online, il medico dovrà associare al Numero identificativo della Ricetta Elettronica (NRE), il codice fiscale del suo paziente. A questo punto non basterà fare altro che convalidare i dati prima di inviare la ricetta medica elettronica. 

Il medico, al momento della conferma dei dati (dopo aver inserito il farmaco da prescrivero o l’eventuale visita medica alla quale il paziente dovrà sottoporsi) andrà a generare la ricetta elettronica sul server di SOGEI.

A questo punto, il medico non dovrà fare altro che inviare per posta elettronica o stampare e consegnare al paziente il resoconto della sua prescrizione. Tale resoconto contiene il codice NRE (codice identificativo/numero ricetta elettronica), il codice fiscale del paziente, codice per eventuali esenzioni e la prescrizione. 

Questo resoconto, per il paziente, funziona come una qualsiasi ricetta medica da presentare al farmacista o allo studio per ottenere esami e visite specialistiche.

Come usare la ricetta medica elettronica, indicazioni per il paziente 

Il paziente può usare la ricetta medica elettronica come la vecchia ricetta rosa o bianca. Una volta che il paziente ha ottenuto il promemoria (resoconto) della sua ricetta medica elettronica (quello contenente il codice identificativo NRE), può semplicemente:

  • recarsi in farmacia, presentare il resoconto/promemoria medico per l’acquisto dei suoi farmaci.
  • Chiamare in un centro per prenotare la sua visita medica specialistica fornendo il numero ricetta elettronica (NRE) e codice fiscale.

La ricetta medica elettronica dovrebbe, a breve, facilitare la vita del paziente e anche il lavoro dei farmacisti. E’ in allestimento un fascicolo sanitario, una sorta di database da inserire in una futura cartella clinica elettronica. Questo “fascicolo sanitario” sarà utile in caso di ricevere ospedaliero ma anche nella pratica quotidiana: quando il paziente acquista un farmaco e la ricetta è stata già registrata nel database SOGEI, il paziente non dovrà provvedere a presentare più e più volte la stessa ricetta perché già presente nel database. Attenzione! Anche in questo contesto la ricetta sarà soggetta a una scadenza ma potrà essere gestita in modo più funzionale in base alle esigenze del paziente e al parere medico.

Numero ricetta elettronica (NRE) che cosa è e a cosa serve per il farmacista

Il numero della ricetta elettronica è, come anticipato, un codice identificativo che tiene traccia della prescrizione medica e del codice fiscale del paziente al quale è stata rilasciata la ricetta elettronica. 

In termini pratici, il Numero identificativo della ricetta elettronica svolge lo stesso ruolo del codice a barra che si ritrova sulle ricette rosa cartacee rilasciate dal Servizio Sanitario Nazionale. 

Il numero della ricetta medica elettronica è assegnato dal Sistema di Accoglienza Centrale (SAC) ed è utilizzato (in modo univoco) dal medico per la compilazione della ricetta medica online. 

Il NRE è composto da 15 caratteri nel seguente formato AAA BB C DDDDDDD dove:

 

  • AAA = identifica il codice della Regione / Prov. Autonoma;
  • BB = codice alfanumerico assegnato automaticamente dal SAC;
  • C = identificativo del lotto;
  • DDDDDDD = codice del lotto assegnato dal SAC;
  • EE = numero di protocollo singolo all’interno del lotto.

 

Al paziente non serve identificare il NRE, questo sarà compito del farmacista che dovrà inserire il numero identificativo nel terminale (nel sistema SSN installato sul suo computer) e risalire alla prescrizione del paziente. Per il farmacista si tratterà di una duplice semplificazione dato che i promemoria non lasciano spazio a errori ortografici o alle interpretazioni della calligrafia esuberante (e incomprensibile) di certi medici.

 

Spese di rappresentanza per professionisti e start up

Spese di rappresentanza per professionisti, imprese di nuova costituzione e start-up: requisiti, deducibilità delle spese di rappresentanza, definizione e novità 2016.

Le spese di rappresentanza sono deducibili per le imprese, le start up e per i liberi professionisti. In questa pagina analizzeremo tutte le novità 2016 relative alla deducibilità delle spese di rappresentanza per professionisti e start up.

Con questo 2016 sono aumentate le percentuali di deducibilità delle spese di rappresentanza per le imprese e le start up, aumentando così il plafond e il limite massimo di spesa deducibile. Restano invariati i limiti per i liberi professionisti.

Per definizione, le spese di rappresentanza sono quegli oneri sostenuti da imprese e professionisti per consolidare la propria immagine o l’immagine del proprio brand. Le spese di rappresentanza fanno riferimento a quelle spese sostenute per aumentare il prestigio dell’attività svolta. 

Condizione necessaria per poter dedurre queste spese è il ritorno economico che può essere anche solo “potenziale”. Il ritorno economico potenziale è necessario per la deducibilità delle spese di rappresentanza: è necessario un collegamento tra il sostenimento della spesa e l’attività di impresa. 

Cosa sono le spese di rappresentanza

Le spese di rappresentanza, come premesso, sono quegli oneri sostenuti da un’impresa o da un libero professionista per migliorare la propria immagine e ottenere un rientro economico mediante l’aumento di clientela o l’erogazione di più beni e servizi.

Per fornire alcuni esempi, rientrano sicuramente nell’elenco delle spese di rappresentanza, i costi sostenuti per:

  • Feste, ricevimenti ed eventi organizzati per fiere, mostre, inaugurare nuovi stabilimenti, ricorrenze aziendali, festività….
  • Erogazione di beni e servizi gratuiti. Si tratta dei classici omaggi ai clienti o contributi erogati per consigli…
  • Viaggi turistici organizzati per svolgere attività promozionali su beni o servizi caratteristici della produzione aziendale. In caso di viaggi turistici sarà necessario documentare dettagliatamente le spese di rappresentanza sostenute.
  • Acquisto e importazione di beni destinati a essere ceduti a titolo gratuito.
  • Oggetti d’arte, d’antiquariato e di collezione usati come mezzi strumentali all’attività professionale.

 

 

Deducibilità delle spese di rappresentanza per professionisti

A chiarire il ruolo delle spese di rappresentanza per i liberi professionisti è l’articolo 54 del TUIR al comma 5 che dispone: “le spese di rappresentanza sono deducibili nei limiti dell’1 per cento dei compensi percepiti nel periodo di imposta”.

Quindi, i liberi professionisti possono dedurre le spese di rappresentanza fino al limite dell’1% dei compensi effettivamente percepiti.

Deducibilità delle spese di rappresentanza per le start up

Per le imprese di nuova costituzione come le start up, le spese di rappresentanza possono essere portate in deduzione anche in caso di mancanza di utile. Come? La deducibilità si applicherà negli anni successivi. 

In caso di imprese neo costituite e start up, quando nei primi tempi di esercizio non sono stati registrati ricavi, le spese di rappresentanza possono essere portate in diminuzione nel primo esercizio in cui si sono conseguiti i ricavi e in quello successivo entro il limite del plafond di deducibilità. 

Isee 2016, documenti necessari

Isee 2016: documenti necessari, novità e indicazioni utili sulla compilazione. A cosa serve l’Isee, documentazione richiesta e cosa fare in caso di annotazione di omissione da parte dell’INPS.

Il modello ISEE è un’autodichiarazione che certifica la situazione economica e patrimoniale di un cittadino. Con la compilazione del modello ISEE 2016, il cittadino può fare richiesta di agevolazioni fiscali o più semplicemente avere accesso al pagamento delle tasse universitarie in corrispondenza con la fascia di reddito assegnata all’ISEE.

In questa pagina vedremo quali sono i documenti necessari per fare la richiesta dell’ISEE e come si esegue la compilazione.

Isee 2016, documenti necessari

Quali documenti bisogna presentare per il calcolo del reddito Isee? Al fine di procedere alla compilazione del modello Isee e al calcolo del reddito da inserire, il contribuente dovrà rivolgersi al caf o al proprio commercialista e consegnare la seguente documentazione:

  • codice fiscale
  • documento di identità valido
  • ultima dichiarazione dei redditi (modello Unico, modello 730…)
  • ultima dichiarazione dei redditi dei componenti del nucleo familiare (CUD, modello unico, 730…)
  • Certificazione dei redditi (certificazione unica, ex cud)
  • saldo contabile dei depositi bancari e postali (estratto conto)
  • giacenza media annuale dei depositi bancari e postali (per questo documento dovrete fare apposita richiesta presso la vostra banca o in posta)
  • azioni o quote detenute presso società o organismi di investimento collettivo di risparmio
  • dati patrimonio immobiliare così come risultati da visura catastale
  • contratto di assicurazione sulla vita

Ovviamente se non avete alcuna assicurazione sulla vita, ne’ un conto corrente (bancario o postale), vi basterà dichiarare che non siete correntisti ne’ titolari di un’assicurazione sulla vita. 

Isee 2016, novità 

Le carte di credito prepagate associate a un IBAN (anche dette carte di debito con iban), dal 2016, devono essere indicate tra i rapporti finanziari da inserire nel Quadro FC2 sez. I del modello ISEE. Gli istituti di credito comunicano all’Agenzia delle entrate tutti i dati relativi ai conti correnti, quindi un’omissione di questi dati servirebbe solo a rallentare il rilascio del vostro certificato ISEE o a un rilascio con annotazione di omissione o di non conformità. Per tutte le novità 2016 sulla compilazione del nuovo Modello ISEE vi invitiamo a leggere la pagina ISEE 2016, novità.

Modello ISEE, in quanto tempo viene rilasciato

Negli ultimi anni, i tempi di attesa per ottenere il modello ISEE sono aumentati. Dal momento della richiesta, l’attestazione dell’ISEE è resa disponibile dall’INPS entro i dieci giorni lavorativi successivi alla presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU). 

Correttezza dei documenti e dati trasmessi

Per il calcolo del reddito ISEE è necessario trasmettere al centro CAF o al proprio commercialista, i dati giusti. Il modello ISEE è redatto in base ai dati contenuti nella cosiddetta “Dichiarazione Sostitutiva Unica” (DSU): si tratta di dati autodichiarati che si integrano con i dati contenuti negli Archivi dell’Agenzia delle Entrate. 

In caso di difformità tra i dati dichiarati dal cittadino e quelli contenuti negli Archivi dell’Agenzia delle Entrate, il modello ISEE 2016 riporterà delle annotazioni che mettono in evidenza delle omissioni o difformità. In questo caso il soggetto richiedente dovrà provvedere a presentare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) che questa volta dovrà comprendere anche i dati in precedenza omessi o diversamente esposti. E’ possibile usare un modello ISEE con annotazioni di difformità e omissioni ma in questo caso l’Ente erogatore al quale sarà consegnato il modello ISEE potrà bocciare la richiesta o richiedere documentazioni aggiuntive per attestarne la completezza e veridicità. 

Farmaci detraibili, tutte le informazioni

Tutte le info sui parafarmaci e farmaci detraibili fiscalmente al momento della dichiarazione dei redditi. Le istruzioni dell’Agenzia delle entrate e i codici ministeriali per capire se un farmaco è detraibile. 

In questa pagina troverete una guida su come detrarre, al momento della dichiarazione dei redditi, le spese sostenute per l’acquisto di dispositivi medici, parafarmaci e farmaci detraibili.

Tra le detrazioni fiscali 2016, i contribuenti possono scalare dall’Irpef le spese sostenute per l’acquisto di farmaci, parafarmaci e spese mediche in generale. 

Alla detrazione fiscale si accede al momento della compilazione del modello 730, modello 730 precompilato e Unico PF persone fisiche.

Detrazione spese farmaci, come funziona 

Si tratta di un’agevolazione riconosciuta dallo stato per tutti i contribuenti che versano l’IRPEF, quindi non possono accedere a questa detrazione fiscale gli agricoltori in regime forfettario e i liberi professionisti facenti parte del regime dei minimi o lavoratori under 30 non soggetti a IRPEF.

I contribuenti possono scaricare il 19% della spesa sostenuta per l’acquisto di farmaci detraibili e delle visite mediche. All’agevolazione si accede sfruttando il cosiddetto scontrino parlante. 

Farmaci detraibili e codici a barre

Come capire se un farmaco è detraibile

Sulla confezione di ogni farmaco è indicato il Codice ministeriale del prodotto, si tratta del numero che il Ministero della Salute assegna a ogni farmaco ed è obbligatoriamente indicato sulle confezioni. 

Nel web, sfruttando i codici a barre è possibile risalire al nome del prodotto, la classe di appartenenza (farmaco, parafarmaco, dispositivo medico) e di valutarne la detraibilità fiscale. 

Tra i tool che offrono questo servizio segnaliamo torrinomedica.it nella sezione dedicata alla detraibilità fiscale dei prodotti farmaceutici. Nella pagina dell’utility dovete semplicemente inserire il codice AIC o PARAF (il numero presente sotto il codice a barre, eliminando la lettera alfabetica che precede il numero) e premere il tasto “Invio” della tastiera. Una faccina verde vi apparirà se il farmaco è detriabile.

Spese mediche, parafarmaci e farmaci detraibili. Requisiti

Per accedere alla detrazione fiscale del 19% della spesa sostenuta per l’acquisto di parafarmaci, farmaci e spese mediche, il contribuente deve disporre dello scontrino fiscale parlante in grado di attestare la spesa e di indicarne la natura, la quantità, il prezzo del farmaco, il codice alfanumerico e il codice fiscale del contribuente.

Farmaci prescrivibili e farmaci non prescrivibili

Lo scontrino parlante certifica la spesa ed è un documento fiscale a tutti gli effetti. E’ rilasciato dalla farmacia e deve riportare il codice fiscale del contribuente o della persona fiscalmente a carico del contribuente. 

In genere, si possono portare in detrazione fiscale tutti i farmaci con ricetta medica bianca (farmaci prescrivibili) o ricetta medica rossa (ticket, farmaci mutuabili) ma anche la gran parte di farmaci non prescrivibili sono detraibili. 

Come premesso, per capire se un farmaco è detraibile o meno, nel web sono disponibili dei tool dove basta inserire il codice numerico indicato sotto il codice a barre del prodotto.

In molti casi anche i prodotti omeopatici possono essere portati in detrazione fiscale così come i farmaci galenici, le formule officinali e i farmaci da banco. Quindi i farmaci da banco o farmaci di automedicazione possono essere portati in detrazione al 19% al pari dei farmaci prescrivibili.

Ricapitolando, si possono portare in detrazione fiscale, al momento della dichiarazione dei redditi:

  • farmaci da banco (farmaci non prescrivibili)
  • farmaci prescrivibili (con ricetta medica bianca o rossa)
  • prodotti omeopatici
  • farmaci galenici
  • formule officinali

Farmaci detraibili e modello 730 precompilato

Nel modello 730 precompilato, le spese mediche sostenute dal contribuente sono incluse solo parzialmente, per questo motivo, attraverso il CAF o un commercialista, sarà indispensabile effettuare l’integrazione. 

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per questioni tecniche solo i farmaci acquistati tramite ricetta medica sono inclusi in automatico nel modello 730 precompilato. Si tratta solo di dettagli tecnici che dovrebbero essere risolti a partire dalla dichiarazione dei redditi 2017 con l’introduzione della ricetta medica elettronica. Anche in futuro, andranno sempre integrate le spese sostenute per l’acquisto di farmaci da banco che sono detraibili al 19%. 

Per maggiori informazioni:

Ricetta medica elettronica

- Modello 730 precompilato

 

Come recuperare i punti sulla patente di guida

Come recuperare i punti sulla patente di guida: tutte le informazioni utili al riguardo;  dai casi in cui bisogna di nuovo sostenere l’esame, ai casi in cui è sufficiente frequentare il corso di aggiornamento.

Chi è sorpreso a violare il codice della strada sarà sottoposto a due tipi di sanzioni, una pecuniaria con il pagamento della classica multa e una di tipo amministrativo. La sanzione amministrativa prevede, nel migliore dei casi, la decurtazione dei punti patente o nel peggiori dei casi, il ritiro del titolo di guida e sequestro del mezzo.

A tal proposito vi illustreremo come recuperare i punti sulla patente per evitare di lasciarvi “a secco di punti”

Come recuperare i punti sulla patente di guida, esame di idoneità tecnica

La patente B, al momento del rilascio, prevede 20 punti complessivi, ma le varie infrazioni portano a decurtazioni differenti: Il punteggio previsto per ciascuna violazione è indicato nel verbale compilato dalle autorità stradali. Qualora venissero persi tutti, sarà necessario ripetere l’esame di idoneità tecnica sia di teoria che di pratica.

L’esame della patente è da rifare  anche se si compiono in un anno tre distinte violazioni che comportano ciascuna la decurtazione di cinque punti.

In questi casi, l’ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri competente per territorio, disporrà la revisione della patente di guida. Il titolare della patente dovrà sottoporsi all’esame  di idoneità tecnica,  entro trenta giorni dalla comunicazione della revisione. In caso contrario, il Dipartimento sospenderà la patente a tempo indeterminato 

Quando è obbligatorio frequentare il corso per il recupero dei punti?

Se la decurtazione comporta più di cinque punti è bisogna frequentare un corso di aggiornamento presso un’autoscuola oppure presso qualsiasi ente autorizzato dal Dipartimento per i trasporti terrestri.

Il corso prevede un esame sia di teoria che di pratica, per stabilire la riacquisizione dei punti. Per le patenti A e B il corso ha una durata di dodici ore e consente di recuperare in totale sei punti; invece per le patenti di tipo professionale (C, D, CE, DE, KA, KB) la durata del corso è di diciotto ore e si recuperano nove punti.

Cosa faccio se mi hanno decurtato solo pochi punti?

Per le decurtazioni uguali o inferiori a cinque punti non è obbligatorio frequentare alcun corso; infatti in tal caso se il guidatore non commette infrazioni che comportano la decurtazione di punti per due anni consecutivi, ritornerà automaticamente ai venti punti originari.

Premi per i guidatori virtuosi

I neopatentati, che nei primi tre anni dal rilascio della patente non hanno commesso infrazioni, possono  beneficiare, sempre nei primi tre anni, dell’accredito di un punto all’anno. I guidatori virtuosi che non hanno commesso alcuna infrazione con decurtazione punti,  aggiungeranno ai venti punti sulla patente, due punti ogni due anni senza infrazioni, fino ad un massimo di trenta punti.

Quali infrazioni fanno scalare più punti patente?

Il Codice della strada prevede una Tabella Punti dove sono indicate le decurtazioni previste per le singole violazioni.

Vengono decurtati cinque punti in caso di:

  • mancata precedenza
  • mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, degli occhiali da vista
  • uso del telefono cellulare durante la guida

Ben più seria è la sanzione per chi supera il limite di velocità di oltre 40 km, per chi compie il sorpasso a destra o in prossimità di incroci e passaggi a livello, per chi compie un sorpasso di autobus in sosta durante la discesa dei passeggeri, per chi guida contromano o trasporta merci pericolose. In questi casi sono previsti 10 punti

Ci sono poi casi in cui l’infrazione prevede la decurtazione di 2 punti:  se l’eccesso di velocità contestato è tra gli 11 e i 40 km orari, in caso di mancata esposizione del triangolo o in caso di mancato pagamento del pedaggio in autostrada.



Detrazione fiscale box auto 2016

Detrazione fiscale box auto 2016: tutte le informazioni sulle detrazioni destinate all’acquisto di un box auto o alla costruzione di un box auto pertinenziale. Le linee guida dell’Agenzia delle Entrate sui requisiti e le modalità per accedere al bonus.

Premessa 
La detrazione fiscale ammonta al 50% della spesa sostenuta per l’acquisto o la costruzione di autorimesse. La detrazione fiscale si applica per:

  • box auto di nuova costruzione
  • garage
  • parcheggi
  • posti auto scoperti
  • tettoie destinate all’autorimessa 
  • acquisto di box auto prefabbricati

Il box auto di nuova costruzione può accedere alle detrazioni fiscali del 50% per le spese relative al recupero del patrimonio edilizio, così come la costruzione di un garage, anche l’acquisto di un box auto prefabbricato può accedere a questi incentivi erogati sotto forma di detrazioni irpef al momento della dichiarazione dei redditi. Analogamente, anche le opere di ristrutturazione di un box auto di pertinenza all’unità abitativa possono usufruire del medesimo bonus.

Molti dubbi sulle detrazioni fiscali per l’acquisto di un box auto sorgono perché questo intervento ha poco in comune con un intervento di ristrutturazione. L’acquisto di un box auto consiste nell’installare, nella zona adiacente alla propria abitazione un prefabbricato atto a ospitare il veicolo. Per ottenere la detrazione, infatti, non bisogna fare riferimento all’importo del bonifico pagato al venditore del box auto, bensì bisognerà bonidicare l’importo dichiarato dal costruttore del box auto. Da questa sottile distinzione possiamo capire che le detrazioni sono disponibili solo per chi acquista un box auto direttamente dal costruttore. Di seguito vedremo in dettaglio tutte le condizioni e i requisiti richeisti per l’accesso al bonus. 

 

Detrazioni per garage, posto auto…

Non solo detrazioni per box auto. In questo articolo parliamo di box auto ma le detrazioni sono rivolte a tutte le strutture che hanno la funzione di autorimessa o parcheggio, quindi garage interrati, tettoie, ricoveri o la trasformazione di uno spazio del giardino in un posto auto scoperto.

 

Detrazione fiscale box auto di nuova costruzione

Con il bonus ristrutturazioni 2016 sono previste agevolazioni fiscali anche per chi decide di realizzare un box auto di nuova costruzione. In questo contesto si parla di box auto di pertinenza, infatti, stando alle linee guida dell’Agenzia delle Entrate, il box auto di nuova costruzione può accedere alle detrazioni fiscali purché reso pertinenziale di una unità immobiliare. 

 

Requisiti per accedere alle detrazioni fiscali

L’Agenzia delle Entrate ha reso noti i requisiti d’accesso alle detrazioni fiscali e tra questi, in primo luogo, vi è il vincolo di pertinenzialità che si può evincere dal Permesso di Costruire o altro titolo edilizio.

Non vi sono vincoli tra le agevolazioni e la prima casa, quindi un contribuente può accedere alle detrazioni anche in caso di costruzione del garage in una seconda casa.

Tra le spese detraibili, nel caso di un box auto di nuova costruzione, vi sono:

  • Spese professionali

    Quindi tutti gli oneri sostenuti per la progettazione dell’intervento e la richiesta di titoli autorizzativi e spese notarili.
  • Spese per l’esecuzione dei lavori 

    Quindi tutte le spese di costruzione del garage o installazione del box auto.
  • Altri oneri
    
Spese per il pagamento di imposte, diritti di segreteria e oneri di urbanizzazione

Se l’area in cui è stato realizzato il garage di nuova costruzione è stata appena acquistata, le spese di acquisto dell’area su cui è stata edificata l’autorimessa sono escluse dalle detrazioni.

 

Box auto prefabbricati

Come premesso, è possibile accedere alle detrazioni fiscali anche per l’acquisto di box auto prefabbricati. In questo caso, l’import da portare in detrazione al momento della dichiarazione dei redditi non corrisponde alle spesa sostenuta per l’acquisto del box auto in sé, bensì ai costi di realizzazione. 

Per accedere alle detrazioni fiscali per l’acquisto di un box auto prefabbricato, al momento dell’acquisto, sarà necessario farsi rilasciare dal venditore un’attestazione su cui si evince il costo di costruzione, scorporando quindi l’utile generato dal rivenditore. 

Per accedere alla detrazione per l’acquisto di un box auto prefabbricato, il contribuente dovrà necessariamente comprare il box auto presso un costruttore e non un intermediario privato o un’impresa non identificabile come costruttore. 

Facciamo un esempio pratico di detrazione fiscale destinata all’acquisto di un box auto. 

Il contribuente Anna De Simone acquista un box auto al prezzo di 25.000 euro più IVA. Il contribuente richiede l’attestazione dettagliata del costruttore dove si evince che di questi 25.000 euro, 5.000 rappresentano l’utile di vendita e 20.000 sono le spese di costruzione. Al momento della dichiarazione dei redditi il contribuente potrà portare in detrazione il 50% delle spese di costruzione (50% di 20.000), con uno sgravio sull’IRPEF pari a 10.000 euro. 

 

Vincolo di pertinenza

In tutti i casi vige l’obbligo di pertinenza tra l’autorimessa e l’abitazione. L’Agenzia delle Entrate ha recentemente chiarito che sono detraibili anche le spese notarili per certificare tale vincolo.

 

Come accedere alla detrazione fiscale

Le procedure da seguire sono le stesse indicate nell’articolo dedicato al bonus elettrodomestici e bonus mobili.

Bonus elettrodomestici 2016

Bonus mobili 2016

 

Perizia per danni, informazioni utili

Vediamo subito come si ottiene una perizia per danni, l’iter da seguire e i casi (perizia per danni in caso di infiltrazioni, allagamento, umidità…).

La perizia per danni è necessaria se occorre richiedere un risarcimento a un’assicurazione, durante una trattativa o mediante una causa legale. La perizia dovrà essere sottoscritta da un tecnico abilitato e dovrà contenere tutti i dettagli circa l’entità del danno, le probabili cause e la stima del danno economico causato. 

Perizia per danni, quando serve

La perizia per danni può servire in diversi contesti e ambiti. Per sintetizzare, racchiudiamo la casistica in tre casi generali:

  • 1) Per attivare una polizza assicuarativa
    
In questo caso, i danni riguardano un bene assicurato e i danni possono essere legati a diversi eventi come frane, trombe d’aria, grandinate, allagamenti, terremoti, incendi, furti o atti vandalici. 
  • 2) In caso di negligenza o comportamenti colposi
    
Se si verificano dei danni a causa di atteggiamenti negligenti o colposi da parte di terzi, è possibile richiedere un risarcimento danni sfruttando una perizia tecnica. Questa situazione è molto comune, il classico esempio è costituito dalle infiltrazioni d’acqua provenienti dall’appartamento del vicino di casa o dal cedimento dei fondali in seguito a scavi o perdite da acquedotti e tubazioni.
  • 3) Errori di progettazione e costruzione 

    Un altro caso piuttosto comune, vede la perizia per danni causati da errori effettuati da architetti, ingegneri, progettisti o costruttori. A termine di una ristrutturazione edilizia o nuova costruzione, risulta evidente che l’impresa costruttrice abbia effettuato degli errori durante i lavori. La perizia andrà a ricercare la causa di tali danni: è stata l’azienda che ha eseguito i lavori o l’errore era presente a monte nel progetto? Una volta stabilito questo, si dovrà quantificare l’entità del danno mediante la perizia.

Perizia per danni, a chi affidarsi 

In caso di danni a bene assicurati (immobili o veicoli), in genere, sono le assicurazioni a eseguire una perizia ma, essendo le stesse assicurazioni a dover coprire i danni, molto spesso il perito di riferimento dell’assicurazione tenderà a sottostimare il danno. In questo contesto è possibile affidarsi a un tecnico di propria fiducia che farà da intermediario tra la parte lesa (chi ha subito il danno) e l’assicurazione (che dovrà provvedere al rimborso dei danni). In alternativa al perito (tecnico di fiducia) ci si potrà rivolgere a un avvocato che dovrà poi delegare la scelta del perito. La figura dall’avvocato è consigliata solo nel caso in cui vogliate incentrare una causa legale. 

Risarcimento danni: perizia semplice e perizia giurata

Quando si parla di perizie per danni si fa riferimento a due tipi differenti di documenti. Anche se questi due certificati hanno forme molto simili, si usano per scopi diversi.

La perizia semplice va firmata e timbrata solo dal tecnico incaricato. Ha valore legale e può essere usata in diversi casi, tra i più comuni:

  • -in caso di sinistro, come prova per motivare la richiesta di risarcimento economico del danno.
  • – Per documentare lo stato di conservazione di un immobile in caso di rilevazione, durante le assemblee di condominio o per documentare i danni subiti dagli atteggiamenti negligenti o colposi di terzi (prima abbiamo fatto l’esempio della perizia per danni per allagamento, infiltrazione d’acqua o umidità).
  • – Per chiedere un risarcimento danni o il rifacimento di un’opera edilizia in caso di errori in fase di costruzione. Si usa, in genere, durante le trattative amichevoli assistite da un avvocato.

Le perizie giurate si usano principalmente nelle cause civili e rappresentano la “prova concreta” sulla quale si baserà la sentenza finale della causa stessa. Le perizie giurate non si basano sul lavoro di un unico tecnico, bensì si avvalgono di due figure: un Consulente tecnico di Parte (CTP) e un consulente tecnico di ufficio (CTU), in più si aggiunge un tecnico super partes nominato dal giudice durante la causa. 

 

Come cambiare medico di base

Come cambiare medico di base: le istruzioni per eseguire il cambio del medico di famiglia in caso di trasferimento, per non residenti o restando in ambito della propria città (e ASL) di appartenenza.

Il medico di base può essere scelto da ogni cittadino e cambiato in ogni momento in modo gratuito. Il medico di famiglia è colui che è più informato sulla nostra storia clinica: ha facoltà di prescrivere farmaci, rilasciare ricette mediche e impegnative per test clinici e analisi. 

Come scegliere il medico di base

Prima di vedere come si cambia il medico di famiglia, vediamo come effettuare una scelta ponderata. Certo, esiste il passaparola e potete farvi consigliare un medico di base da un amico oppure semplicemente scegliere quello più vicino casa vostra. Chi non ha idea di come muoversi, può consultare gli elenchi dei medici convenzionati e inseriti nel Sistema Sanitario Nazionale. Questi elenchi sono disponibili negli uffici dell’ASL di appartenenza (o nell’ASL di nuova residenza) oppure, alcuni distretti hanno messo gli elenchi online. 

Come cambiare medico di base

Per cambiare il medico base vi è un unico iter da seguire, a prescindere dalle esigenze di residenza, le procedure che variano sono minime e saranno dettagliate all’interno dei diversi paragrafi dedicate al cambio del medico di base.

La scelta del medico di base va comunicata agli Uffici Anagrafe del Distretto sanitario di residenza, presentando il libretto sanitario. Se si tratta di un nuovo comune di residenza, sarà necessario portare un documento di riconoscimento, la tessera sanitaria e il certificato di residenza.

Allo stesso ufficio, l’utente dovrà comunicare la revoca del medico di base, il cambio della preferenza in favore a un nuovo medico. Quando la scelta del nuovo medico di base è indotta dal cambio di residenza, non sarà necessario effettuare alcuna comunicazione di revoca.

Medico di famiglia per non residenti

Anche i non residenti possono scegliere un medico di base. Il medico di base, in questo caso, sarà disponibile al non residente per un periodo determinato che va da un minimo di 3 mesi a un massimo di 1 anno. Per l’iscrizione temporanea all’Asl e l’assegnazione di un medico di base, l’utente dovrà certificare alla nuova ASL il motivo del soggiorno. Allo scadere dell’anno, se l’utente ha necessità di prolungare il soggiorno, potrà richiedere una nuova iscrizione dalla durata di altri 12 mesi.

Il rinnovo va fatto presentando i documenti necessari. I non residenti possono accedere a un nuovo medico di base, senza cambio di residenza, giustificando la permanenza nella nuova città: soggiorno per motivi di studio (servirà certificato d’iscrizione all’università o scuola frequentata), soggiorno per motivo di lavoro (servirà il contratto di lavoro o un certificato che attesti che l’utente si trova in trasferta… A questo certificato dovranno essere allegati fotocopia di certificato d’identità e tessera sanitaria. 

Cambiare medico di base da una regione all’altra

Se avete cambiato residenza, vi basterà recarvi in comune per fare il cambio del medico di base. Presso il nuovo comune, fatevi rilasciare un certificato di residenza e aggiungetelo ai documenti già in vostro possesso (fotocopia del documento di identità e vecchio tesserino sanitario). Per cambiare il medico di famiglia ne dovrete individuare uno nella vostra nuova città di appartenenza. 

Come cambiare il medico di base online

Alcuni distretti sanitari hanno disposto il servizio di cambio del medico di famiglia online. La scelta del Medico di base online è una nuova procedura messa a disposizione solo da alcune ASL. 

 

Per sapere se il vostro distretto sanitario lo consente (o l’ASL di nuova residenza), visitate il sito internet ufficiale dell’ente. Per esempio, l’ASL di Olbia consente di scegliere e cambiare il medico di base semplicemente compilando un modulo online. Il modulo contiene una serie di autocertificazioni da sottoscrivere al fine di eseguire sia la revoca del vecchio medico di base, sia il cambio con l’attivazione di un nuovo medico di fiducia.