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Come calcolare il bollo auto

Come calcolare il bollo auto: istruzioni per il calcolo del bollo auto online e come eseguire il calcolo senza targa, partendo dai kW effettivi del veicolo e dalla regione di appartenenza. 

La tassa automobilistica è gestita dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano. Solo per le regioni Sicilia, Sardegna e Friuli Venezia Giulia la tassa automobilistica è gestita dall’Agenzia delle entrate, in ogni caso, le metodiche del calcolo restano invariate. 

Come calcoalre il bollo auto in base alla targa

Calcolo del bollo auto online a partire dalla targa

Il calcolo del bollo auto online, a partire dalla targa del veicolo, è il metodo più semplice e veloce per ottenere l’importo da pagare e mettersi in regola con la tassa automobilistica

Inserendo la targa dell’auto in un apposito tool online, il sistema controllerà istantaneamente tutte le informazioni associate a quella targa (tipo di veicolo, potenza in cavalli e kW del motore e regione di residenza del proprietario del veicolo) e risponderà mostrandovi l’importo da pagare con il bollo auto

Questo strumento tiene conto di eventuali ritardi, quindi all’importo del bollo auto potrà aggiungere eventuali sanzioni e interessi. L’utente, dopo aver inserito la targa del veicolo, potrà vedere l’importo del bollo auto al netto delle sanzioni, l’ammontare delle eventuali sanzioni e l’importo totale da pagare. 

Come si calcola il bollo auto online? Molto semplice!

Collegatevi al sito dell’Agenzia delle entrate. In alto, scegliete la voce “Cosa devi fare”, poi fate click su “Calcolare” e ancora, Bollo Auto scegliendo la voce “Calcolo del bollo auto in base alla targa”. Scorrendo la pagina, non dovrete fare altro che cliccare sul banner “Accedi al servizio”. 

Ricapitolando, da www.agenziaentrate.gov.it 
scegliete le voci, in ordine di elenco:

  • Cosa devi fare,
  • Calcolare,
  • Bollo Auto,
  • “Calcolo bollo auto in base alla targa”, scorrete l’intera pagina, scegliete “Accedi al servizio”.

Inserite il tipo di veicolo (Autoveicolo) e la Targa. 
Inserite il codice di sicurezza nell’ultimo box di testo presente nella pagina e fate click su “Calcola importo”. 

Il sistema vi restituirà un gran numero di informazioni sul veicolo (auto o moto) esaminato. Vi dirà la Regione di residenza, la potenza in KW, la Direttiva Euro, il tipo di Alimentazione, i cavalli, la portata massima, il peso e la data della prima immatricolazione.

Come si calcola il bollo auto senza targa

Calcolo bollo auto online senza targa – calcolo bollo auto da kW o cv

Anche il calcolo del bollo auto senza targa si può fare online. Il calcolo del bollo auto con la formula completa è sconsigliato perché bisogna essere a conoscenza di tutti gli aggiornamenti regionali circa le tariffe riguardanti la residenza dell’intestatario del veicolo. In più, con la formula completa diventa più difficile calcolare eventuali sanzioni e interessi del pagamento bollo auto. 

Anche per il calcolo bollo auto senza targa è possibile sfruttare il tool messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate ma questa volta il percorso da seguire nel web sarà diverso. Bisogna sempre disporre di una connessione a internet e accedere al sito www.agenziaentrate.gov.it, da qui, potete usufruire dei Servizi fiscali senza registrazione e scegliere la voce Calcolo bollo e controllo dei pagamenti effettuati per poi scegliere il servizio calcolo bollo in base alla potenza del veicolo. 

Per il calcolo del bollo auto senza targa bisognerà disporre di altre informazioni, prima tra tutte i kW o i cavalli, cioè la potenza del motore. Il calcolo bollo auto in base ai kW è altrettanto affidabile di quello eseguito a partire dalla targa. Il tool, infatti, vi chiederà di inserire:

  • -Tipo di veicolo (auto, moto, scooter o rimorchio)
  • -Regione di residenza
  • -Direttiva Euro
  • -Eventuale impianto GPL/Metano 
  • -Potenza del veicolo in KW o Cavalli

Una volta compilati tutti i campi non dovrete fare altro che cliccare su “Calcola importo“. 

 

Come pagare il mav online

Come pagare mav online: vi spieghiamo come pagare e compilare un bollettino mav online o allo sportello bancomat. Le istruzioni su come effettuare un pagamento con bollettino mav.

 

Che cos’è un mav

Il MAV è un bollettino di pagamento semplice precompilato e semplice da pagare. Il pagamento può avvenire:

  • online, mediante i servizi di home banking
  • allo sportello di banca o agli uffici postali
  • alle macchinette automatiche bancomat

In questa guida vedermo come pagare il mav online ma anche sfruttando le comode macchinette per fare bancomat. 

Ci sono due diversi tipi di bollettino MAV, bancari (caratterizzati da un numero identificativo di 17 caratteri) o postali (caratterizzato da un numero identificativo di 18 caratteri). 

Sfruttando i servizi della Posta o della Banca potete pagare entrambi i tipi di MAV senza alcuna distizione.

Se dovete pagare un mav online o presso gli sportelli bancari o bancomat, probabilmente dovete versare una rata della tassa universitaria, delle imposte, contributi o rate di finanziamenti o mutui. Alcune banche non consentono il pagamento del mutuo tramite mav online, quindi se la procedura che segue vi restituirà un messaggio d’errore, rivolgetevi alla vostra filiare. 

In genere, il pagamento dei mav serve agli studenti per coprire la rata delle tasse dell’Università, in questo caso il bollettino mav può essere scaricato dall’area di accesso al proprio profilo utente messo a disposizione dagli atenei italiani (unipd, segrepass di unina, La Sapienza…). Una volta scaricato il bollettino mav, questo non dovrà essere compilato, spetterà alla banca compilare una nota (in caso di pagamento presso lo sportello bancario), ma in caso di pagamento online dovrete solo prendere nota del codice identificativo MAV che è differente dall'”identificativo pagamento” che si vede sul mav delle tasse universitarie. Come premesso, il codice identificativo mav è composto da 17 numeri (in caso di mav bancario) o 18 numeri (in caso di mav postale).

Quanto costa pagare il mav? 

L’operazione di pagamento del mav è esente da commissioni. Anche se in alcuni bollettini mav rilasciati dalle Università italiane vi è la dicitura “Mav Elettronico bancario pagabile esclusivamente presso le aziende di credito“, ciò non vuol dire che non possiate pagarlo presso sportelli bancomat o mediante i servizi online.

Al pagamento del mav online viene applicata una commissione solo se si usano servizi intermediari che ne consentono il pagamento online tramite carta di credito.

 

Come pagare mav online

Il pagamento del mav online è molto semplice. Per pagare il mav online vi servirà una connessione a internet e i dati di accesso al vostro servizio home banking nonché la penna con firma digitale rilasciata dalla banca per confermare la procedura di pagamento.

Le istruzioni che seguono sono le medesime per pagare il mav online con Unicredit banca, Intesa San Paolo, Chebanca… 

  1. Tra i servizi bancari, selezionate la funzione “MAV”.
  2. Compilate il campo: Numero MAV
    Inserite quindi il numero identificativo del MAV che troverete sul bollettino. 
  3. Compilate il campo: Importo 

    Inserite l’ammontare del versamento. 
  4. Selezionate la data di pagamento e cliccate sul tasto “Continua”.
  5. Vi verrà chiesto di inserire il codice generato dalla vostra chiavetta.
  6. Terminate cliccando sul tasto “Conferma MAV”.

La ricevuta del pagamento del MAV online vi sarà rilasciata dopo le 17:30 della data impostata al momento del pagamento. La ricevuta dell’avvenuto pagamento del MAV online sarà disponibile nell’Archivio MAV o tra i vostri documenti contabili messi a disposizione dal servizio Home Banking.

Se l’operazione non va importo: riprovate inserendo solo 17 cifre, anche in caso di Codice identificativo del MAV postale che è composto da 18 cifre, omettete lo zero iniziale.

 

Come pagare MAV allo sportello bancomat o con carta di credito

Come premesso, presso gli sportelli bancomat è possibile effettuare il pagamento del MAV. Questo paragrafo poteva intitolarsi anche “Come pagare mav con carta di credito” qualora il servizio fosse abilitato presso lo sportello usato. Come fare?

  1. Inserite il bancomat o la carta di credito 
  2. Selezionate la voce “Pagamenti” e poi “Pagamento MAV”
  3. Digitate il PIN del vostro bancomat o carta di credito
  4. Digitate il codice identificativo del MAV
  5. Inserite l’importo da pagare
  6. Confermate l’operazione e attendete la stampa della ricevuta di pagamento.

Per chi intende pagare il mav con carta di credito e si tratta di Tasse Universitarie, molti atenei concedono questa opzione all’interno dell’area personale. In alternativa vi è il servizio “Pagacomodo” ma in questo caso l’operazione non è esente da commissioni, quindi vi sarà applicato un piccolo costo aggiuntivo per il servizio.

 

f24 precompilato, come si paga

F24 precompilato: come si paga. Istruzioni per il pagamento online o in banca/posta del modello F24 predeterminato e consigli per i contribuenti.

F24 Predeterminato e Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contriubuenti una serie di modelli F24 precompilati per mettersi in regola con i tributi da versare allo stato o all’Inps. 

Per l’Imu e Tasi con importo superiore ai 1000 euro, il contribuente può sfruttare il modello F24 precompilato e inviato dal Comune per eseguire il pagamento con addebbito sul Conto Corrente, bancomat, contanti o assegni presso lo sportello bancario e postale.

Il modello F24 predeterminao è stato introdotto dall’Agenzia delle Entrate nel 2005. Il modello F24 predeterminato è recapitato ai contribuenti in parte già compilato (ecco perché viene chiamato F24 precompilato) e può essere utilizzato per il pagamento delle somme indicate e solo se il contribuente NON intende avvalersi della possibilità di compensazione dei crediti

Ciò significa che chi intende sfruttare la facoltà di compensazione dei crediti non potrà utilizzare il modello F24 precompilato.

Modello F24 precompilato e INPS

Il modello F24 predeterminato può essere usato per versare tributi come Tasi, Imu, IVA ma anche per mettersi in regola con la posizione previdenziale e quindi, con il versamento dei contributi all’INPS.

In questo contesto, l’INPS rende disponibili i modelli F24 precompilati mediante il proprio Cassetto Previdenziale accessibile mediante l’iscrizione al portale web ufficiale dell’INPS.

Per esempio, con il messaggio n. 1834 del 26 aprile 2016, l’Inps ha fatto sapere che tutti i soggetti iscritti alla gesione previdenziale per quel determinato anno, potevano scaricare dal Cassetto Previdenziale, il proprio modello F24 precompilato per il pagamento dei contributi. In particolare, i modelli F24 precompilati Inps sono messi a disposizione per Artigiani e Commercianti.

Artigiani e Commerciante, quindi, accedendo alla sezione “Posizione Assicurativa” del proprio Cassetto Previdenziale del Portale dell’INPS, possono accedere al modello F24 precompilato con relativi prospetti. I contribuenti possono consultare i prospetti di sintesi degli importi dovuti e le relative scadenze e causali di pagamento. 

L’accesso al Cassetto Previdenziale Inps avviene mediante riconoscimento con PIN e nome utente del soggetto titolare della posizione contributiva, oppure del suo intermediario (commercialista in possesso di delega). 

f24 precompilato, come si paga

Importante:
Il modello F24 precompilato o predeterminato può essere SEMPRE pagato presso gli sportelli bancali postali, tramite Relax o CBI o attraverso l’Agenzia delle entrate. Questo vale sia per i titolari di partita IVA sia per i NON titolari di partita iva e vale per tutti i modelli F24 precompilati a prescindere dall’importo superiore o inferiore ai 1000 euro.

F24 cartaceo – ordinario o semplificato

Il pagamento per i NON titolari di partita IVA, può avvenire presso qualsiasi sportello degli agenti delle riscossione Equitalia, presso gli sportelli bancali o in ufficio postale. Il pagamento può avvenire sia in contanti, sia con addebito su Conto Corrente o con carta Pagobancomat. I contribuenti titolari di partita IVA hanno l’obbligo di effettuare i versamenti fiscali (IVA e altre imposte) e previdenziali (INPS e altri istituti previdenziali) esclusivamente per via telematica ma tale obbligo decade quando si tratta di un modello F24 precompilato.

Il pagamento del F24 online può avvenire direttamente mediante il servizio telematico Entratel o Fisconline o mediante i servizi di Home Banking delle Banche e di Poste italiane. Anche per i non titolari di partita IVA è scattato l’obbligo di pagamento del modello F24 ordinario online eccetto nei casi che seguono.


Il modello F24 cartaceo di tipo ordinario potrà essere pagato agli sportelli così come descritto in precedenza unicamente nei casi in cui la delega non presenta compensazione e abbia un saldo pari o inferiore a 1.000 euro. Il modello F24 predeterminato o precompilato può essere sempre pagato presso gli sportelli di banca o posto anche con saldo superiore a 1.000 euro.

Contratto di locazione a uso commerciale

Contratto di locazione a uso commerciale: bozza in pdf, modello dell’Agenzia delle Entrate, durata, costi di registrazione e tutte le info.

Il contratto di locazione a uso commerciale è un accordo d’affitto che vede come oggetto della locazione un immobile da destinare ad attività industriali, commerciali, artigianali, di interesse turistico o per lavoro autonomo. Potrebbe interessarvi: contratto d’affitto a uso abitativo.

Contratto di locazione a uso commerciale, la durata

Il contratto di locazione commerciale dura sei anni per tutte le attività fatta eccezione per gli immobili destinati a strutture ricettive (alberghi, ristoranti…) dove il contratto ha una durata di 9 anni. 

In base a quanto detto, sono molto comuni i contratti d’affitto a uso commerciale dove la scadenza contrattuale è fissata a 6 + 6 e prima di tale data non sarà possibile rinegoziare i termini sanciti nel contratto. 

Anche se la formula standard è quella del contratto di locazione commerciale 6 + 6, non mancano stipule che prevedono una durata minore. In questo caso, l’attività esercitata nell’immobile dovrà essere di natura transitoria e indicata in modo esplicito nel contratto. 

Contratto di locazione a uso commerciale, bozza in pdf 

Modello dell’Agenzia delle Entrate.

In questo paragrafo potrete scaricare una bozza in pdf del modello standard del contratto d’affitto a uso commerciale. Nel web si trovano diversi modelli fac simile su come è strutturato un contratto del genere.

Il modello prevede un’intestazione in alto, la formalità dei dati delle due parti coinvolte e tutta una serie di informazioni come la durata del contratto, il canone mensile da pagare, interventi di ordinaria amministrazione, condizioni sulla sublocazione dei locali, eventuale divieto di migliorie, termini del recesso, deposito della cauzione, ripartizione delle spese di registrazione, esonero dalle responsabili ed eventuali clausole aggiuntive desiderate dalle parti. 

Per la bozza del contratto d’affitto a uso commerciale vi rimandiamo al link: modello in pdf del contratto di locazione commerciale

Come disdire un contratto di locazione a uso commerciale

Chi non ha intenzione di rinnovare il contratto di locazione a uso commerciale, non dovrà semplicemente lasciar scadere il termine. La disdetta dovrà essere comunicata mediante raccomandata AR, almeno 12 mesi prima della scadenza del contratto. La comunicazione dovrà contenere la causa per la quale l’utente non intende più rinnovare il contratto. 

Dopo i primi 6 anni, se non viene inoltrata alcuna disdetta, il contratto di locazione a uso commerciale sarà valido per altri 6 anni alle medesime condizioni. 

Il locatore, quindi, non recidere il contratto prima che siano trascorsi 6 anni, anche trascorsi i 6 anni, non può mandare via l’affittuario perché la legge pone dei limiti molto severi: il locatore può negare il rinnovo dell’accordo per ulteriori 6 anni solo se l’immobile gli servirà per avviare un’attività propria o dovrà destinare l’immobile ad abitazione propria. 

Ricapitolando

Dopo i primi 6 anni di contratto è possibile:


  • -rivedere i termini del contratto. 

  • -recidere il contratto solo con buona causa.
    La disdetta del contratto dovrà essere comunicata almeno 12 mesi prima della scadenza del sesto anno.

  • -in caso di silenzio tra le parti, il contratto sarà tacitamente rinnovato alle medesime condizioni per altri 6 anni (ecco perché si chiama contratto di locazione 6 + 6).

 

Registrazione del contratto di locazione a uso commerciale

Come registrare il contratto di locazione a uso commerciale? Con le stesse modalità viste nell’articolo dedicato alla registrazione del contratto d’affitto Come registrare un contratto d’affitto“. Nella stessa pagina non mancano informazioni sul costo di registrazione e come calcolarlo in base al canone d’affitto. La registrazione del contratto di locazione può avvenire anche online sfruttando i modelli per l’affitto messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.  

 

Risarcimento danni incidente stradale

Risarcimento danni incidente stradale: la procedura da seguire per ottenere un adeguato risarcimento dall’assicurazione. 

Nell’articolo dedicato alla Perizia per danni vi abbiamo spiegato come, le assicurazioni, al momento di una qualsiasi perizia, tendono a sottostimare il danno causato per erogare un risarcimento danni quanto più basso possibile. In questo contesto, soprattutto quando si tratta di incidente stradale, è meglio farsi guidare da un professionista di settore e parlare di risarcimento danni con mediazione. Della mediazione e di come ottenere un risarcimento più alto ne parleremo a fine pagina, ora ci soffermeremo sull’iter da seguire per richiedere un risarcimneto danni in caso di incidente stradale.

 

Risarcimento danni incidente stradale, iter da seguire

Segnalazione alla compagnia

Entro tre giorni dalla data dell’incidente sarà necessario inviare alla vostra compagnia assicurativa la denuncia del fatto. La denuncia si inoltra compilando e inviando il cosiddetto “Modulo Blu”, cioè la contestazione amichevole dell’incidente stradale. Nel Modulo Blu si vanno a indicare le targhe dei veicoli coinvolti, i nomi degli assicurati, l’eventuale numero di feriti, dati dei testimoni e se sono intervenuti Carabinieri o Polizia. Trattandosi di contestazione amichevole dovrebbe firmare anche l’altro conducente, ma non sempre ciò avviene quindi le assicurazioni non si formalizzano su questo.

Indennizzo o Risarcimento diretto

La parte lesa (cioè colui che ha ragione in caso di sinistro) può avviare la procedura di risarcimento diretto (indennizzo diretto), ciò significa che i soldi saranno erogati (in tempi d’attesa più brevi) direttamente dalla propria compagni assicuratrice che li recupererà, in secondo momento, dalla compagnia assicuratrice della controparte. 

Il risarcimento diretto è erogato nel giro di tre mesi massimo. Si può applicare solo se il risarcimento danni incidente stradale ha visto il coinvolgimento di soli due veicoli. L’indennizzo diretto si applica anche in caso di feriti, sia se si tratta di lesioni lievi sia se si tratta di danni permanenti. 

Richiesta del risarcimento

Con il modulo Blu si esegue la denuncia del sinistro ma non la richiesta del risarcimento. La richiesta di risarcimento va inviato con raccomandata (e ricevuta di ritorno) o via fax. Gli ultimi contratti assicurativi prevedono l’inoltro della richiesta di rimborso anche via email. Nella richiesta formale di risarcimento vanno inseriti i riferimenti alla denuncia del sinistro e specificati i tipi di danni (al veicolo, danni fisici…). La compagnia vi farà un’offerta di risarcimento entro 60 giorni dalla richiesta in caso di danni al veicolo ed entro 90 giorni in caso di danni alle persone.

 

Richiesta di risarcimento danni con mediazione

Se reputate l’offerta dell’assicurazione troppo bassa, non esitate a rifiutarla e affidare la stima dei danni a un perito di fiducia. Il perito riceverà il suo compenso dalla stessa assicurazione.  In caso di lesione, la figura del perito dovrà essere affiancata da un medico legale, i costi legati ai due professionisti (perito e medico), come premesso, saranno a carico della compagnia di assicurazione. Per maggiori informazioni vi invitiamo a leggere l’articolo citato in premessa dove approfondiamo il sistema della perizia per danni.

 

Risarcimento danni incidente stradale, Prescrizione

Il diritto al risarcimento del danno derivante da un sinistro stradale “semplice” si prescrive in due anni. Perché abbiamo scritto “semplice”? Perché in caso di un incidente stradale consumato con reato, si applicherà il termine di prescrizione previsto per il reato stesso. Per altre informazioni vi invitiamo a leggere la pagina dedicata alla prescrizione di reato.

 

Richiesta certificato di agibilità

 

L’acquisto di una casa richiede non pochi sacrifici; oltre a significare un grosso investimento, potremmo definirla la spesa più importante nella nostra vita. Se si tratta di un immobile a uso abitativo, sarà nostra premura assicurarci che la nostra casa sia idonea in ogni aspetto. Ogni casa, infatti, per essere abitata, necessita di alcune attestazioni che ne sanciscano l’idoneità. Una delle certificazioni più importanti è il certificato di agibilità

 

Certificato di agibilità, cos’è e a cosa serve

 

E’ un attestato rilasciato dal Comune di residenza che garantisce che lo stabile è sicuro e possiede ogni requisito di vivibilità: l’abitazione deve rispettare una serie di normative e regolamentazioni attinenti, che riguardano soprattutto l’igiene, la sicurezza, la regolamentazione degli impianti installati all’interno della stessa casa. La certificazione viene regolamentata dal Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/01)

In quali casi va richiesto il certificato di agibilità?


-In caso di nuova costruzione; 

-In caso di lavori di ristrutturazione a patto che si tratti di modifiche sostanziali

-In caso si desideri effettuare un ampliamento; 

-In caso si voglia costruire una sopraelevazione; 

-In caso si voglia modificare la destinazione d’uso dello stabile

 

Come richiedere il certificato di agibilità, documentazione necessaria

 

Per ottenere il certificato di agibilità è necessario fare riferimento a due aspetti: come richiederla e la tempistica.

La richiesta va presentata all’ufficio preposto del Comune di locazione ma è bene ricordare che il certificato di agibilità deve essere necessariamente richiesto almeno entro 15 giorni dalla data di ultimazione dei lavori effettuati. Il proprietario o la ditta che ha effettuato i lavori possono fare richiesta in carta bollata e unitamente a questa, vanno presentati altri documenti,  L’iter di richiesta prevede i seguenti documenti

  • – Dichiarazione di conformità inerenti all’accessibilità della struttura;
  • – Dichiarazione di conformità e salubrità degli ambienti;
  • 
- Dichiarazione di conformità e collaudo degli impianti;
  • 
- Ricevuta di accatastamento;

  • – Certificato di collaudo statico, solo se richiesto.


In caso di inadempienza della richiesta di attestazione di agibilità è prevista una sanzione amministrativa inoltre, se il certificato non viene richiesto per i casi in cui è previsto, si rischia di incorrere in una multa che può aggirarsi fino ai 500 euro
Il Comune, a sua discrezione può richiedere un’ispezione che verifichi l’esistenza dei requisiti.

È anche possibile fare richiesta per l’agibilità parziale di una parte di edificio di nuova o vecchia abitazione.

L’addetto al rilascio del certificato è il collaudatore.  A meno che l’immobile non abbia riportato danni strutturali, o vengano rilevate opere abusive, il rilascio del certificato verrà rilasciato senza alcuna opposizione.

Una volta ottenuto il certificato di agibilità, sarà possibile acquisire la propria residenza  e procedere all’attivazone di servizi quali telefono, acqua, luce, gas. Sarà possibile inoltre richiedere un mutuo o affittare lo stabile.

 

Certificato di agibilità revocato

 

Ci sono casi in cui il certificato può essere revocato. Ci si riferisce ai cas in cui la stabilità dello stabile viene compromesso.

In caso di danni strutturali, parziali o integrali provocati per esempio da un terremoto o da un incendio, il certificato viene revocato dai Vigili del Fuoco. Anche di fronte alla presenza di opere abusive, il certificato è revocato e rilasciato solo in seguito ad accertamenti.

NOTA BENE: È bene precisare che le norme vengono aggiornate e modificate periodicamente, pertanto bisognerà fare riferimento alle norme vigenti al momento in cui è avvenuta la richiesta del certificato di agibilità.

 

Estinzione anticipata del prestito

Estinzione anticipata del prestito: quando conviene e a quali penali si va incontro in caso si voglia procedere alla restituzione del capitale residuo in anticipo rispetto alla normale conclusione del piano di rimborso.

Per l’acquisto di un bene che ha un costo piuttosto elevato si può ricorrere a un prestito presso una banca, ufficio postale, o servizi finanziari che si dovrà restituire in un tot di rate stabilite, con i dovuti interessi. Ogni prestito ha delle regole ben precise da rispettare fino alla sua scadenza ma non necessariamente  deve essere estinto fino alla scadenza del contratto. E’possibile infatti, chiedere l’estinzione anticipata del prestito ovvero la restituzione del capitale residuo in anticipo rispetto alla normale conclusione del piano di rimborso. Vediamo nel dettaglio come procedere.

Grazie alle riforme del 2011 sulle finanziarie, vi è una maggiore tutela in caso si voglia estinguere una finanziaria prima della scadenza del contratto. Una delle principali tutele riguarda le eventuali penali da pagare quando si richiede l’estinzione anticipata del credito

 

Quando è possibile richiedere l’estinzione anticipata

 

Da un punto di vista normativo, vi è sempre la possibilità di procedere anticipatamente all’estinzione del debito a patto che si possa disporre della liquidità necessaria per restituire l’importo dovuto all’agenzia di credito.

A quali penali si va incontro in caso di estinzione anticipata del prestito?

L’istituto di credito può o non può richiedere il pagamento di una penale nei seguenti casi:

1) Se il debito residuo è inferiore a 10.000 euro non vi è alcuna penale

2) Se il debito residuo è maggiore di 10.000 euroe manca più di un anno alla scadenza del prestito, la penale massima è dell’1% dell’importo residuo

3) Se il debito residuo è maggiore di 10.000€ e meno di un anno alla scadenza del prestito, la penale massima è dello 0,5% dell’importo residuo.

 

Quando e perché conviene l’estinzione anticipata

 

Prima di dare una risposta, è bene precisare alcuni aspetti che riguardano le caratteristiche del piano di ammortamento impiegato in Italia, noto nel mondo della finanza come “ammortamento alla francese”: questa formula prevede una ripartizione variabile di quota capitale e quota interessi. Questo significa che le prime rate da restituire sono costituite da un’alta percentuale di interessi e poi, man mano che ci si avvicina alla fine del rimborso, la rata diventa composta perlopiù da quota capitale.

Detto ciò, è semplice dedurre che estinguere in anticipo il finanziamento è tanto più conveniente quanto più tempo manca alla conclusione del contratto, dato che la maggior parte degli interessi non è ancora stata rimborsata.

 

Come procedere all’estinzione anticipata del prestito

 

Per prima cosa è bene dare una rilettura al contratto stipulato con la banca così da verificare quanti soldi bisogna ancora restituire alla banca: calcolate l’importo delle rate pagate poi quelle da pagare. Se ve ne  mancano più di 12, come detto nel paragrafo precedente, dovrete pagare una penale pari allo 0,5% su tutta la somma. Fatto ciò, dovrete recarvi presso l’istituto che ha emesso il contrato e compilare la richiesta per l’estinzione anticipata del prestito. In alternativa potete mandare una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Se vi restano diversi anni da pagare e l’importo di ogni rata è piuttosto basso, potete scegliere di pagare meno rate con l’importo più alto. In questo modo ridurrete la durata del contratto.

Come cancellare un protesto

Come cancellare un protesto: per cancellare un protesto non basta pagare quanto dovuto, è necessario essere riabilitati dal tribunale competente a seconda della provincia di residenza, vediamo come procedere alla cancellazione del protesto, seguendo le nostre istruzioni passo per passo.

Quando viene emesso un assegno di pagamento, che sia postale o bancario, è bene assicurarsi che l’importo dovuto sia disponibile sul conto corrente, così che il beneficiario dell’assegno possa riscuoterlo tranquillamente al momento dell’emissione.

In caso di mancata copertura, scatta la levata del protesto, con conseguente annotazione del debitore nel “Registro informatico dei protesti“. 

E’ possibile cancellare un protesto?

È possibile ottenere la cancellazione del protesto nei seguenti casi:

  • Cancellazione per erroneità od illegittimità del protesto;
  • Riabilitazione del debitore protestato da parte del Tribunale competente.

 

Come cancellare un protesto, procedura

Dopo aver regolarizzato il pagamento dovuto, il protestato dovrà aspettare almeno un anno dall’ultimo protesto. Se il termine non è ancora trascorso, il tribunale può riservarsi di rigettare la richiesta. Vediamo nel dettaglio come procedere alla cancellazione.

Presentare domanda al Presidente della Camera di Commercio appartenente alla propria provincia di residenza; la domanda dovrà essere accompagnata da un bollo di 14,62€. Bisognerà poi aggiungere 8,00 euro per diritto di segreteria.

Allegare alla domanda il titolo in originale, l’atto di protesto e la quietanza di pagamento che deve indicare sia l’importo originale del debito che gli interessi e le spese. Altri documenti da allegare sono la copia dei documenti d’identità e copia del certificato di residenza storico.

Se il soggetto protestato dovesse avere difficoltà a rintracciare il titolo per effettuare il pagamento, potrà costituire un deposito vincolato con l’esplicita indicazione dello scopo del pagamento del titolo. In questo caso, alla domanda, bisognerà allegare anche un certificato della banca che attesti l’esistenza del deposito vincolato.

Accertata la regolarità e la completezza della documentazione presentata, verrà disposta la cancellazione del nominativo  entro 20 giorni dalla presentazione dell’istanza di cancellazione 

NOTA BENE: se il pagamento del titolo avviene oltre l’anno dalla levata del protesto, non è possibile richiedere la cancellazione dei dati dal Registro Informatico dei Protesti, ma solo l’annotazione dell’avvento pagamento. In questo caso si dovrà allegare all’apposita domanda, anche la documentazione attestante il pagamento e la marca da bollo da 14,62 euro.

 

Cancellazione per illegittimità o erroneità del protesto

In questo caso sarà sufficiente allegare all’apposita domanda di cancellazione, tutta la documentazione che comprovi  l’illegittimità o l’erroneità della levata del protesto.

Cancellazione per riabilitazione

È possibile avere la cancellazione del protesto nel caso in cui il soggetto abbia ottenuto la Riabilitazione dal Presidente del Tribunale ai sensi dell’art. 17 della L. 108/96. Insieme alla domanda di cancellazione si dovrà allegare anche la copia conforme del provvedimento di riabilitazione. La cancellazione avrà esito positivo solo se il soggetto non ha avuto altri protesti.

Se il protesto riguarda una società, la richiesta deve essere sottoscritta dal legale rappresentante. Per eseguire l’iter si hanno massimo 5 anni. In caso di esito negativo si potrà proporre ricorso in Corte d’Appello entro 10 giorni dalla formalizzazione dell’esito negativo.

Come cancellare un protesto dopo 5 anni

Il protesto decade automaticamente per legge dopo 5 anni dalla levata, anche se il titolo non è stato pagato e scompare senza alcun intervento dal registro informatico della camera di commercio.
Questo vuol dire che non sarà necessario incaricare nessuno per la relativa cancellazione, visto che allo scadere del quinto anno il protesto non sarà più visibile sul registro informatico dei protestati della camera di commercio, in pratica sarà come se non fosse mai avvenuto.
 Questa procedura non esime il debitore dal pagare il debito contratto,  il creditore potrà sempre rivendicare il proprio credito in sede giudiziaria.