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Alternative al mutuo per comprare casa

Alternative al mutuo: consigli su come comprare casa senza mutuo e senza soldi da parte. Ecco tutte le possibilità offerte dalla legge, dalle banche e dallo Stato.

Comprare casa a rate, senza soldi da parte e senza dover ricorrere a un mutuo, è possibile. In alcuni casi è addirittura possibile comprare casa senza un lavoro fisso. Vediamo tutte le alternative al mutuo e chi può accedervi.

Alternative al mutuo

Sostanzialmente, chi vuole comprare casa senza mutuo può ricorrere a tre formule alternative quali:

  • Il leasing immobiliare anche detto leasing abitativo.
  • La vendita con riserva di proprietà, attenzione! Non ha niente a che vedere con l’ipoteca.
  • Il rent to buy, adatto a chi non soddisfa i criteri per accedere ai crediti bancari.

Analizziamo, una ad una, queste possibilità.

Comprare casa con il Rent to Buy

Il contratto di rent to buy è stato introdotto dal decreto legge del 12 settembre 2014 (decreto Sblocca Italia) ed è descritto come un contratto diverso dalla locazione finanziaria che prevede l’immediata concessione dell’immobile con diritto per il “conduttore di acquistarlo entro un termine determinato imputando al corrispettivo del trasferimento la parte di canone indicata nel contratto”.  Il contrtto rent to buy unisce i vantaggi dell’affitto a quelli del mutuo.

Come funziona il rent to buy? 
Il proprietario mette a disposizione l’immobile in cambio di un canone mensile che si compone di due parti, una parte copre le spese di affitto e l’altra corrisponde a una rata di anticipo sul prezzo finale dei vendita della casa. Il canone d’affitto e la rata d’anticipo per l’acquisto della casa vanno concordati e segnati in contratto. L’acquirente potrà riscattare la casa (comprarla definitivamente) dopo un massimo di 10 anni.

Al contrario, se il conduttore (l’acquirente) cambia idea e decide di non acquistare l’immobile, gli dovranno essere restituite quelle parti dei canoni versate per l’anticipo sull’acquisto della casa.

Chi può accedere al rent to buy? 
Questa formula conviene a chi non riesce ad avere un mutuo, quindi ai lavoratori precari. E’ una buona alternativa per chi vuole comprare casa senza mutuo.

Vendita con riserva di proprietà, che cos’è

In questo caso, l’immobile passa subito a disposizione dell’acquirente ma la proprietà resta al venditore.

Come funziona la vendita con riserva di proprietà?
L’acquirente ha la possibilità di pagare a rate il prezzo finale della casa quindi senza la necessità di accendere un mutuo per saldare in pieno l’intero valore dell’immobile. L’acquirente, in attesa che l’ultima rata sia versata, può alloggiare e affrontare le spese di manutenzione della casa, mentre restano a carico del proprietario tutte le imposte. Se il contratto viene sciolto da una delle due parte, il venditore dovrà restituire al conduttore tutte le rate pagate, tuttavia il conduttore può ottenere un equo compenso per l’utilizzo del bene.

Chi può accedere alla vendita con riserva di proprietà?
Questa alternativa al mutuo è interessate per chi vuole comprare casa senza molti soldi da parte.

Leasing abitativo o leasing immobiliare, che cos’è

Il leasing abitativo è una eccellente alternativa al mutuo giovani o mutuo under 35. E’ un’iniziativa dello Stato, introdotta con la Legge di Stabilità. Consente l’acquisto della prima casa a tutti i giovani fino a un’età di 35 anni.

Come funziona il leasing abitativo?
L’accordo prevede che la casa scelta dall’acquirente sia acquistata da una società di leasing o da una banca. La società di leasing e l’acquirente stipulano un contratto di locazione finalizzato all’acquisto dell’immobile.

Come? Il contratto di locazione finanziaria può avere una durata massima di 30 anni durante i quale l’acquirente versa canoni mensili. Al termine del contratto l’acquirente ha la possibilità di riscattare l’alloggio pagando la cifra totale pattuita in origine alla quale verranno sottratte le rate già versate con i canoni di locazione mensile. Per tutti i dettagli su questa alternativa al mutuo per giovani (requisiti, modalità d’accesso, possibilità di portare in detrazione fiscale la spesa…) vi rimandiamo alle pagine:

Rinnovo patente, la guida completa

Rinnovo patene: come funziona, quanto costa e ogni quanto deve essere fatto. Iter da seguire per rinnovare la patente di guida scaduta o in scadenza.

Il rinnovo della patente di guida è una di quelle scadenze che tutti i cittadini patentati devono rispettare per evitare di pagare pesanti sanzioni nel caso vengano sorpresi dalle Forze dell’Ordine con la patente scaduta. Il 2014 è stato l’anno della svolta per quanto riguarda la normativa che disciplina il rinnovo patente. A partire dal 2014 tutto l’iter da seguire per ottenere il rinnovo della patente è stato semplificato. In questa pagina vi indicheremo come funziona il rinnovo della patente, quando effettuarlo e quali sono i relativi costi.

Rinnovo Patente B: quando va fatto?

Il rinnovo della patente di guida va effettuato una volta ogni tot. di anni in base all’ età del richiedente. Che ci piaccia o no, più trascorre il tempo più le nostre capacità psico-fisiche tendono a ridursi, ed è proprio per questo motivo che più si va avanti con gli anni e più si riduce il periodo di validità della patente di guida. Nel dettaglio la patente di tipo “B” va rinnovata:

  • per i cittadini con meno di 50 anni d’età, ogni 10 anni;
  • per gli over 50, con meno di 70 anni il rinnovo è previsto ogni 5 anni;
  • coloro che hanno tra i 70 e gli 80 anni d’età, ogni 3 anni;
  • over 80, ogni 2 anni.

Rinnovo patente: scadenza compleanno

Per il rinnovo della patente di guida vale la cosiddetta regola del compleanno. La data di scadenza della patente coincide infatti con il giorno del compleanno del titolare. Questa disposizione ha generato non poche perplessità per i conducenti tant’è vero che il Ministero dei trasporti e delle infrastrutture fornì dei chiarimenti a riguardo.

La regola del compleanno è applicata a partire dal primo rinnovo di patente; questo vuol dire che se non avete mai ancora rinnovato la patente di guida dovrete far riferimento alla data di scadenza del documento (che molto probabilmente non coincide con la data del vostro compleanno). A partire dal primo rinnovo invece vedrete che la data di scadenza del documento coinciderà con quella del vostro compleanno, ed è quella la data da considerare per i rinnovi successivi.

Rinnovo patente: iter da seguire

Rinnovare la patente è diventata un’operazione alquanto semplice. Probabilmente, tra tutti i documenti quello più semplice da rinnovare. Vi ricordiamo che è possibile avviare la pratica del rinnovo patente anche fino a quattro mesi prima dell’effettiva scadenza del documento. Per esempio, rinnovo patente non scaduta: se la patente mi scade a marzo già a gennaio posso avviare la pratica.

Documenti necessari per il rinnovo patente

Ecco cosa serve e dove recarsi per rinnovare la patente di guida.

  • due fototessera (con sfondo blu);
  • valido documento d’identità;
  • codice fiscale.
  • Attestazione dei versamenti: – 9 euro da versare sul c/c 9001; – 16 euro da versare sul c/c 4028.

Dove andare per rinnovare la patente? Una volta pagate queste imposte potrete sostenere la visita medica. Tale visita può essere effettuata presso gli studi medici autorizzati dalla motorizzazione come ad esempio:

  • medico ASL;
  • medico dei Vigili del Fuoco e delle Ferrovie dello Stato;
  • medico del Ministero del Lavoro;
  • medico scuola guida.

Quanto costa rinnovare la patente

I costi delle visite possono variare in base alla Regione di appartenenza, generalmente comunque le spese sostenute per le visite effettuate da un medico delle Ferrovie dello Stato risultano più economici. Se l’esito della visita è positivo, sarà direttamente l’ufficio presso il quale avrete effettuato il controllo medico a trasmettere all’ Ente competente tutte le informazioni utili per il rinnovo:

  • fototessere;
  • firma del richiedente;
  • risultati degli accertamenti medici.

Vi sarà rilasciato inoltre un documento provvisorio da utilizzare fin quando non arriverà la nuova patente. Il foglio provvisorio ha 60 giorni di validità, (ma tranquilli la patente dovrebbe essere pronta molto molto prima! )

Rinnovo patente: dopo  quanto tempo arriva

Una volta effettuata la visita medica e consegnata la relativa documentazione, la patente di guida sarà spedita direttamente a casa entro circa 15 giorni. Se, trascorso questo periodo di tempo, il documento non vi fosse stato ancora consegnato, è possibile telefonare ad uno dei seguenti numeri per avere informazioni sullo stato della richiesta e sui tempi di consegna della patente rinnovata:

  • 800 979 416;
  • 800 23 23 23.

Rinnovo patente, costi

Oltre ai versamenti obbligatori e ai costi per la visita medica è necessario versare, direttamente al postino al momento della consegna della patente rinnovata, un importo pari a 6.86 euro.

Patente smarrita: cosa fare

In caso di furto o smarrimento (o anche distruzione) della patente di guida, il titolare, entro 48 ore, dovrà presentare una denuncia presso una stazione di delle Forze dell’Ordine (Polizia o Carabinieri). Qui sarà rilasciato un documento provvisorio attraverso il quale sarà possibile circolare.

Duplicato patente

In caso di distruzione, smarrimento o furto della patente di guida, una volta effettuata la denuncia presso gli uffici delle stazioni competenti, il titolare dovrà munirsi di 2 fotografie formato tessera (a sfondo blu) e valido documento d’identità. Entro 45 giorni dovrebbe arrivare a casa il duplicato della patente in formato tessera, senza costi aggiuntivi, in caso contrario è possibile contattare il numero verde del Ministero dei Trasporti per chiedere informazioni a riguardo, n. verde 800-232323.

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Rimborso canone Rai e codici di richiesta

Rimborso canone Rai: le istruzioni per presentare la richiesta di rimborso del canone Rai applicato impropriamente in bolletta.

Magari avete fatto, con giusta causa, richiesta di esenzione del canone RAI e avete presentato la dichiarazione di non detenzione della televisione. Nonostante la vostra richiesta, potrebbe esservi stato addebitato, con la bolletta della luce, il canone Rai non dovuto. In questa situazione, come si chiede il rimborso del Canone Rai? Scopriamo tutti i dettagli per chiedere il rimborso all’Agenzia delle Entrate.

Rimborso canone Rai, come fare

In caso di addebito errato del canone Rai in bolletta vi basterà presentare istanza all’Agenzia delle Entrate sulla base di un modulo reperibile gratuitamente sul sito ufficiale della Rai o della stessa Agenzia delle Entrate. La richiesta di rimborso canone Rai non dovuto (però addebitato nelle fatture dell’energia elettrica) deve essere presentata dall’intestatario della bolletta o dai suoi eredi in caso di decesso dell’intestatario.

La richiesta di rimborso del canone Rai può essere eseguita direttamente online sul sito dell’Agenzia delle Entrate ma solo se si dispone delle credenziali d’accesso ai servizi web dell’Agenzia come Fisconline o Entratel. Non solo via web, la richiesta può essere fatta anche alla vecchia maniera: vi basterà inviare il modulo di richiesta di rimborso in forma cartacea.

La richiesta va inviata con raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo:
 “Agenzia delle Entrate, Direzione provinciale 1 di Torino, Ufficio di Torino 1, SAT- Sportello abbonamenti TV- Casella Postale 22-1012 Torino”, al modello di rimborso va allegata la fotocopia di un valido documento di riconoscimento. Per l’invio in modalità postale, per la data, farà fede il timbro postale.

Modulo di rimborso canone Rai, come si compila

Il modello di rimborso canone Rai, da scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate o dal portale ufficiale Rai, può essere facilmente compilato. Vanno indicati i dati anagrafici dell’intestatario e l’anno di imposta a cui si riferisce il canone TV impropriamente applicato. Dovrete poi indicare dati quali:

  • il codice del POD Si tratta del cosiddetto punto di prelievo, questa informazione è presente nella fattura o bolletta Enel alla quale è stato applicato il canone Rai.
  • Il numero identificativo delle fatture/bollette in cui è stato addebitato il canone di cui si richiede il rimborso Anche in questo caso, si tratta di un’informazione presente nella fattura/bolletta della luce.
  • L’importo del canone di cui si richiede il rimborso per ciascuna fattura in cui è stato addebitato.

Codice di rimborso per il canone Rai

Sarà necessario compilare il modulo indicando la motivazione della richiesta di rimborso del canone Rai. La causa di rimborso va indicata mediante un codice identificativo. In base alla motivazione che vi ha spinti a chiedere il rimborso del canone Rai, usate uno di questi codici:

  • Codice 1 il codice “1” identifica la situazione in cui il richiedente o un suo familiare sono esenti dal canone per età e reddito (almeno 75 anni e reddito complessivo familiare non superiore a 6.713,98 euro) ed è stata presentata l’apposita dichiarazione sostitutiva.
  • Codice 2 il codice “2” è riservato ai soggetti esenti in base a convenzioni internazionali, quali agenti diplomatici, funzionari o gli impiegati consolari, funzionari di organizzazioni internazionali, esenti in base allo specifico accordo di sede applicabile, militari di cittadinanza non italiana o il personale civile non residente in Italia di cittadinanza non italiana appartenenti alle forze NATO di stanza in Italia.
  • Codice 3 Il “3” individua i casi in cui il richiedente o un suo familiare hanno pagato il canone addebitato in bolletta anche con altre modalità (ad esempio, con addebito sulla pensione)
  • Codice 4 Il “codice 4” va indicato quando il canone Rai è stato pagato anche su un’utenza elettrica intestata a un altro componente della stessa famiglia.
  • Codice 5 Il “5” va indicato dal richiedente che ha presentato la dichiarazione sostitutiva con la quale attesta che né lui né i suoi familiari sono in possesso di apparecchi Tv
  • Codice 6 Il “6” identifica motivi diversi dai precedenti, quindi va usato questo codice in caso di intestatario defunto.

Potrebbe interessarvi: canone Rai sulla seconda casa

Detrazioni fiscali per lavori di fai da te

Detrazioni fiscali lavori fai da te: come funziona lo sgravio fiscale al 50% e al 65% per chi esegue lavori di ristrutturazione casa fai da te.

Detrazioni fiscali: proroga fino al 2017

Con la legge di Bilancio 2017, approvata lo scorso 15 ottobre dal Consiglio dei Ministri, sono previste detrazioni fiscali prorogate fino al 31 dicembre del 2017. Le detrazioni fiscali, quindi, rimangono invariate per i lavori in casa, con percentuale al 50% per interventi di ristrutturazione e percentuale del 65% per lavori di ristrutturazione che mirano al miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio (bonus risparmio energetico). Restano invariate le modalità per chi desidera accedere alle detrazioni fiscali ed esegue lavori di ristrutturazione fai da te.

Detrazioni fiscali per lavori di fai da te

Non tutti sanno che è possibile accedere allo sgravio fiscale anche in caso di ristrutturazione svolta in piena autonomia, con il fai da te. In caso di ristrutturazione fai da te, poiché non vi è una ditta che fornisce e certifica la manodopera, la detrazione potrà riguardare solamente le spese sostenute per l’acquisto dei materiali.

A rendere lecita la richiesta di detrazione fiscale a parte di chi svolge ristrutturazioni in proprio è l’Agenzia delle Entrate con la Guida sulle ristrutturazioni Edilizie che cita: “Può richiedere la detrazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati”.

Detrazione fiscale al 65% per lavori fai da te

Non solo semplici interventi di ristrutturazione. Con il fai da te, il contribuente può raggiungere uno sgravio fiscale fino al 65% se l’intervento è andato a migliorare l’efficienza energetica dell’edificio. In questo caso, però, il contribuente dovrà interpellare un tecnico abilitato in grado di fornire un certificato APE (attestazione prestazione energetica) sia prima dell’inizio dei lavori, sia dopo la fine del lavoro di fai da te. La certificazione energetica dell’edificio dovrà attestarne il miglioramento grazie all’intervento di fai da te. Le spese per il rilascio della certificazione energetica dovranno essere documentate così da essere portate in detrazione. In questo contesto, con il fai da te si può provvedere a:

  • Sostituzione dei serramenti con infissi coibentati
  • Installazione di pannelli isolanti a parete
  • Installazione di pavimento isolante
  • Sostituzione della caldaia
  • Sostituzione impianto di riscaldamento con un impianto a biomassa
  • Installazione di una copertura isolante

Detrazioni al 50% dei lavori di fai da te

La detrazione fiscale scende al 50% in caso di manutenzione ordinaria e straordinaria che non vada a migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio. Gli interventi di fai da te che possono vedere una detrazione (detrazione fiscale al 50% della spesa d’acquisto dei materiali) sono:

  • Allargamento di una porta
  • Realizzazione di un muretto di cinta
  • Realizzazione di una cancellata
  • Sostituzione degli infissi
  • Realizzazione di una nuova pavimentazione
  • Rifacimento o costruzione di un marciapiede
  • Sostituzione zoccolo esterno di facciata con altro dalle diverse caratteristiche

Il fai da te non è sempre la scelta più semplice: se l’opera di ristrutturazione prevede modifiche all’impianto elettrico o idraulico sarà necessaria la dichiarazione di conformità rilasciata da un tecnico abilitato. Per esempio, se avete deciso di ristrutturare il bagno con il fai da te e questo intervento andrà a modificare l’impianto idraulico, sarà necessario interpellare una Ditta Privata.

Al momento della dichiarazione dei lavori bisognerebbe presentare una pratica edilizia dove si dichiara che l’impianto sarà realizzato da un idraulico di cui bisognerà consegnare il DURC. Le spese sostenute per l’idraulico potranno essere portate in detrazione così come si potrà beneficiare della detrazione per tutte le spese coperte per le rimanenti opere di fai da te. Per chi esegue lavori di fai da te e acquista materiali, non vi è la possibilità di accedere all’IVA agevolata. L’IVA è al 22% sia per l’acquisto di materiali, sia per le competenze dovute ai professionisti coinvolti.

Valgono le stesse regole anche per le detrazioni fiscali in condominio su lavori eseguiti con il fai da te.

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