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Casa popolare, come funziona il punteggio

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Chi deve pagare ancora Imu e Tasi

L’abolizione dell’Imu e della tasi non  è per tutti. Ecco chi deve pagare imu e tasi e quali sono i termini e le scadenze di pagamento.

Come si gioca a golf

Come si gioca a golf. Il golf è uno sport e ha tutte le caratteristiche per esserlo: l’attività fisica, il senso della competizione, le regole da rispettare. Ed è tra le discipline previste nel programma dei prossimi Giochi Olimpici di Rio 2016.

A golf si gioca tilizzando una o più mazze e una pallina che deve finire in buca nel minor numero di colpi possibile lungo il percorso di gioco (di 9 o 18 buche). È uno sport senza età: si può cominciare dai 6 anni ai 99, basta un semplice certificato medico per attività ludico-motoria non agonistica e tesserarsi alla Federazione italiana Golf (Fig).

A differenza di quanto si pensi, il golf non è uno sport particolarmente costoso: per iniziare, per esempio, non occorre avere l’intera attrezzatura e si può contare su uno dei tanti pacchetti promozionali che i circoli o campi pratica (campi di allenamento) di tutta Italia offrono ai neofiti. Inoltre, a golf si può giocare sempre, anche sotto la pioggia, e fa consumare in media 200 calorie all’ora: niente male per tenersi in forma. 

 

Come si gioca a golf: primi passi

La prima cosa per iniziare a giocare a golf è cercare la struttura più vicina sul sito della Federgolf al link: www.federgolf.it/GolfClub.aspx. A quel punto, si può diventare socio del circolo o campo pratica e quindi utilizzare anche tutti gli altri servizi che offre, oppure usufruire del Tesseramento libero, al quale si può aderire attraverso la struttura scelta. La Fig, che ha pubblicato una scheda in 18 punti in cui spiega come si gioca a golf, ha introdotto la possibilità di diventare tesserato senza dover essere necessariamente socio di un circolo: quindi si potrà giocare nelle oltre 400 strutture presenti sul territorio versando solo 75 euro (o 20 euro se si ha meno di 20 anni). 

 

Come si gioca a golf: quanto costa

Come anticipato, per cominciare a giocare a golf non serve comprare nulla: sarà il maestro a pensare a fornire al neofita tutto il necessario, primo ‘ferro’ compreso. Per giocare a golf è sufficiente indossare scarpe da ginnastica e abbigliamento comodo.

Nella sacca si può portare fino a un massimo di 14 bastoni: in base alle esigenze di gioco vanno scelti i legni (per i colpi più lunghi), i ferri (per i colpi di avvicinamento) e i putters (per mandare la pallina in buca). A quel punto, talento e passione faranno il resto e permettere di arrivare alla prima vera partita sui green.

Ecco, vi abbiamo detto come si gioca a golf. Speriamo di essere stati chiari e sintetici…

Guida alla Registrazione del contratto di locazione

Registrare un contratto di locazione è una procedura semplice e veloce da effettuare online o presso gli sportelli dell’Agenzia delle entrate. La registrazione di un contratto di locazione è obbligatoria quando lo stesso prevede una durata superiore ai 30 giorni.

Per rendere valida la registrazione del contratto di locazione sarà necessario corrispondere le imposte previste per un costo che varia in base al canone del contratto di locazione, alla residenza dell’immobile da fittare, alla tipologia del contratto (locazione a uso abitativo, non abitativo e commerciale) e alla presenza o assenza della cedolare secca

 

La guida alla Registrazione del contratto di locazione online

Per registrare il contratto d’affitto si può sfruttare il servizio online con il software RLI. Per la registrazione del contratto d’affitto vi basterà effettuare l’accesso al sito dell’agenzia delle entrate impiegando i dati del cosiddetto cassetto fiscale.

Selezionare la voce “Servizi online” e dai “Servizi Fiscali” procedere alla registrazione compilando il modello e, se richiesto, allegando il file della copia del contratto. La registrazione del contratto di locazione online può essere effettuata con cedolare secca solo in caso di contratto d’affitto per uso abitativo.

Per registrare il contratto di locazione online dovrete compilare l’apposito modello reperibile online (così come descritto in precedenza). Con il modello dovrete segnalare l’ufficio territoriale di competenza e diverse informazioni su:

  • Tipologia di contratto
    La durata del contratto, il numero di pagine del contratto d’affitto, la data di stipula, importo del canone d’affitto…
  • Dati dei contraenti
    Nome, cognome, codice fiscale…
  • Dati dell’immobile
    Tipo catastale, comune catastale, porzione dell’immobile…
  • Dati relativi alla scelta della cedolare 
    Con o senza cedolare secca

Al modello RLI sarà necessario allegare la copia del contratto firmata dalla parti. Il contratto allegato dovrà essere in formato PDF o TIFF. Allegare il contratto d’affitto non è obbligatorio per i contratti di locazione a uso abitativo che rispettano la cosiddetta “Regola del 3”: non più di tre locatori, non più di tre conduttori, un’unica unità abitativa con un massimo di tre pertinenze.

Con la registrazione del contratto di locazione online, il software calcolerà automaticamente le eventuali sanzioni da pagare per la registrazione in ritardo e tutti i costi richiesti per registrare il contratto d’affitto (cedolare secca oppure imposta di registro e imposta di bollo).

La quota da pagare sarà addebitata direttamente sul proprio conto corrente, quindi nel modello di richiesta registrazione contratto di locazione sarà necessario specificare le coordinate bancarie (ABI, CAB, Numero Conto e CIN che formano il proprio IBAN).

 

Registrazione del contratto di locazione – Domande frequenti

Dove registrare il contratto di locazione?

  • – Presso gli sportelli dell’Agenzia dell’Entrate
  • – Online, nell’area telematica del sito agenziaentrate.gov.it
  • – Incaricando un intermediare come commercialista, agente immobiliare, caf, presso un’associazione di categoria…

Quale tipo di contratto di locazione si può registrare online?

  • Per contratti di locazione a uso abitativo 
  • Per contratti d’affitto a uso non abitativo
  • Per contratti d’affitto a uso commerciale
  • Per contratti di locazione di terreni
  • Per contratti di locazione a uso transitorio 

Quanto costa registrare un contratto di locazione con cedolare secca?

La cedolare secca è un’imposta sostitutiva che si calcola applicando un’aliquota massima del 21% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti. Ha il vantaggio di sostituire IRPEF, così il canone mensile percepito sarà escluso dal reddito complessivo.

In altre parole, se le parti stabiliscono un canone d’affitto mensile pari a 350 euro, l’importo annuo sarà di 4.200 euro (350 x 12 mesi). Il costo per registrare il contratto di locazione con cedolare secca ammonterà a 882 euro. In alcune città d’Italia è prevista un’aliquota ridotta: la cedolare secca si fa pagare di meno nelle città di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia. L’aliquota del 21% è fissata in caso di una casa affittata a mercato libero.

La cedolare secca ammonta a solo il 10% per il canone concordato. Ciò significa che per una casa fittata con una mensilità di 350 euro, il costo della registrazione del contratto sarà solo di 420 euro. Questo possibilità è concessa per gli anni 2015, 2016 e 2017 solo per contratti di locazione non aziendali, quindi per case a uso abitativo a canone concordato. La casa data in affitto deve essere ubicata in uno dei comuni ad alta tensione abitativa o colpita da calamità naturali. Dal 2018 tale aliquota passerà al 15%.

Quanto costa registrare un contratto di locazione senza cedolare secca?

Chi non vuole usufruire o non può beneficiare della cedolare secca, dovrà registrare il contratto di locazione addossandosi l’imposta di registro e l’imposta di bollo così come spiegato nell’articolo: “Registrare un contratto di locazione: costo e procedura“.

Cosa succede in caso di registrazione del contratto di locazione in ritardo?

Le penali da pagare dipendono dall’entità del ritardo. La registrazione di un contratto di locazione dovrebbe avvenire entro 30 giorni dalla stipula del contratto. Se la registrazione del contratto di locazione avviene in ritardo ma entro i 90 giorni, la sanzione è del 12%. Se il ritardo è oltre un anno e in tutti gli altri casi, potete trovare maggiori informazioni nell’articolo: Registrare un contratto di locazione.

Se il contratto di locazione sarà registrato online in ritardo, sarà il sistema a calcolare le sanzioni d’imposta di bollo e le sanzioni di imposta di registro e gli interessi da dover versare. Cosa analoga per chi registra in ritardo un contratto di locazione con cedolare secca.

Come avere una copia della registrazione del contratto di locazione?

Se l’inquilino desidera una copia del contratto può richiederla all’Agenzia delle Entrate.

 

Si può ottenere una copia del contratto di affitto grazie all’articolo 18, comma 3, dpr n. 131/86 che specifica che le parti contraenti di un contratto d’affitto la cui registrazione è stata eseguita, possono richiedere la copia delle scritture private e di tutti gli atti formali con una semplice richiesta, mentre se la copia è richiesta da terze parti (e non da uno dei contraenti del contratto) dovrà farsi autorizzare dal pretore competente.

Buoni pasto, la normativa

La normativa sui buoni pasto si è aggiornata con il primo luglio 2015 facendo riferimento ai commi 16 e 17 della legge 190/2014, meglio conosciuta come Legge di Stabilità 2015. L’aggiornamento vede l’introduzione di buoni pasto elettronici.

La nuova normativa sui buoni pasto vede l’ingresso del formato elettronico con una consistente novità: la soglia di defiscalizzazione dei buoni pasto elettronici arriva a 7 euro mentre resta inalterata la soglia di detassazione dei voucher cartacei fissata a 5,29 euro. 

 

Che cosa sono i buoni pasto? 

I buoni pasto sono dei mezzi di pagamento che fino a oggi sono stati somministrati in forma di tagliandi cartacei da un valore economico pre-assegnato e riconosciuta da enti convenzionati (ristoranti, supermercati, mense…). 

I buoni pasto sono assegnati dall’azienda ai lavoratori dipendenti che possono usarli durante la pausa pranzo o come valuta di pagamento per acquistare prodotti di genere alimentare presso i supermercati convenzionati con le società emettitrice degli stessi buoni. 

Fino a oggi, i buoni pasto cartacei sono divenuti un’autentica forma integrativa del reddito del lavoratore che li cumulava nel tempo per poi spenderli fuori dall’orario lavorativo per la spesa domestica. Con i buoni pasto in formato elettronico le cose non dovrebbero essere molto differenti a meno che la normativa non venga acquisita più rigidamente sfruttando la possibilità di tracciabilità offerta dal sistema elettronico.

 

Buoni pasto per fare la spesa, come funzionano?
Cosa prevede la normativa

Il buono pasto elettronico ha gli stessi limiti di quello cartaceo, in questo senso, la normativa non è stata aggiornata e non sono previsti controlli sull’uso e, di fatto, la cumulabilità dei buoni pasto resta invariata, tuttavia, c’è da dire che i buoni pasto elettronici riportano la data di utilizzo, cosa che non fanno i buoni pasto cartacei. 

Da sempre, la normativa sui buoni pasto prevede l’impiego da parte del lavoratore di un solo buono pasto al giorno da usare durante la pausa pranzo. Dato che il buono pasto elettronico riporta la data di utilizzo, il lavoratore potrebbe essere scoraggiato a usarlo per fare la spesa così come era abituato a fare con il voucher cartaceo.

Per tranquillizzare i lavoratori che usufruiscono dei ticket restaurant, è importante specificare che l’obiettivo della nuova normativa sui buoni pasto non è scoraggiarne la cumulabilità ma armonizzare il regime fiscale dei buoni pasto raggiungendo le soglie europee e favorire la digitalizzazione del mercato.

 

Differenze tra buoni pasto cartacei e buoni pasto elettronici
Come funzionano?

Da un lato abbiamo i voucher cartacei, dei ticket dal valore economico prestabilito che si staccano da un carnet al momento dell’utilizzo senza badare a date o luoghi. Dall’altro abbiamo delle card che rappresentano i nuovi buoni pasto in formato elettronico, in grado di garantire tracciabilità nell’utilizzo riportando data, luogo e modalità d’impiego del contributo erogato dall’azienda. 

Le differenze sostanziali tra buoni pasto cartacei buoni pasto elettronici sono tra. La prima è la già citata tracciabilità, possibile solo usando il buono pasto in formato elettronico ma come specificato, i voucher funzionano nello stesso modo.

Il buono pasto cartaceo prevede una soglia di detassazione in busta paga di soli 5,29 euro contro i 7 euro di defiscalizzazione previsti dal buono pasto elettronico

 

La terza differenza sta nell’impiego: purtroppo sono pochi gli esercenti convenzionati ad accettare i buoni pasto in formato elettronico. La card dei “ticket restaurant” elettronici è accettata da appena 35.000 esercizi commerciali contro i 150.000 esercenti che accettano i buoni cartacei.