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Lending crowdfunding: come funziona e a cosa serve

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Spesso si pensa a torto che gli investimenti immobiliari siano una possibilità destinata esclusivamente alle fasce di popolazione con redditi più alti.

In realtà, così non è. Entrare nel mercato immobiliare è di fatto più semplice di quanto si possa credere soprattutto perché si tratta di un contesto ampio che permette di realizzare anche degli investimenti a basso rischio. Da alcuni anni a questa parte, tale opportunità è resa ancor più semplice dal cosiddetto lending crowfunding. Ma di cosa si tratta nello specifico? Cerchiamo di capirlo insieme.

Che cos’è il lending crowdfunding

Noto anche con le espressioni “social lending” o “peer-to-peer lending”, il lending crowdfunding è una forma di finanziamento alternativo consistente in un prestito tra privati. Il finanziamento viene effettuato attraverso apposite piattaforme online ed è generalmente finalizzato allo sviluppo di specifici progetti imprenditoriali.

Dietro alla nascita di questo tipo di strumento, si cela l’esigenza di aiutare imprese o soggetti che non riescono a ottenere finanziamenti mediante le vie abitudinarie, quindi attraverso i classici Istituti di Credito. Molto spesso, infatti, per poter accedere al capitale necessario per realizzare un qualsiasi progetto, ai richiedenti viene chiesto di soddisfare dei requisiti piuttosto rigidi che di fatto non consentono di ottenere la concessione del prestito.

Se da un lato questa particolare modalità costituisce un punto d’appoggio di notevole importanza per chi è alla ricerca di fondi, dall’altro, per i soggetti investitori, definiti con il termine di “prestatori”, si configurano delle opportunità di guadagno davvero interessanti. Attraverso il lending crowdfunding, infatti, il prestatore mette a disposizione la propria

somma di denaro per sostenere un progetto presentato dai richiedenti, ottenendo il rimborso del capitale maggiorato dagli interessi proposti.

Il risvolto certamente più interessante si trova negli interessi proposti, che superano in quasi la totalità dei casi quelli solitamente concessi da parte degli Istituti di Credito tradizionali.

Come avviene l’incontro tra richiedenti e investitori: le piattaforme di lending crowdfunding

Il tutto avviene attraverso apposite piattaforme di lending crowdfunding. Questi spazi online possono essere considerati come delle vere e proprie piazze virtuali in cui ha luogo l’incontro tra i soggetti che richiedono il finanziamento per i loro progetti e i risparmiatori che, dal canto loro, sono invece alla ricerca di nuove possibilità di investimento con ritorni di capitale interessanti.

Per poter utilizzare la piattaforma di lending crowdfunding, il prestatore deve iscriversi, inserendo i dati richiesti, e creare il proprio account personale. A questo punto, può iniziare a investire denaro, partecipando alle diverse opportunità presenti nella piattaforma, scegliendo quelle che ritiene più opportune a seconda dei rendimenti che vengono proposti.

Il modello del lending crowdfunding applicato al settore immobiliare

Il modello del lending crowdfunding è stato applicato anche al settore immobiliare, suscitando via via l’interesse da parte degli investitori italiani. In concreto, il crowdfunding applicato al Real Estate consente a diversi investitori di partecipare al finanziamento di un progetto immobiliare in ambito residenziale o commerciale, in cambio di una remunerazione del capitale.

In genere, il progetto tipico riguarda l’acquisto di un immobile al fine di metterlo a reddito o la ristrutturazione di una proprietà immobiliare, anch’essa successivamente messa a reddito o venduta.

Recrowd, una realtà di successo

Con la diffusione del lending crowdfunding, sono state lanciate diverse piattaforme online autorizzate a operare nel mercato nostrano, creando così un punto di incontro tra domanda e offerta. È il caso di Recrowd, realtà nata nel 2018, che si è dimostrata da subito di successo.

Già a febbraio 2019, Recrowd è stata selezionata tra le otto migliori start up di Milano, da Speed MI Up, l’incubatore d’impresa di Università Bocconi e Camera di Commercio di Milano.
A marzo 2019, la piattaforma è riuscita a raccogliere oltre 400 mila euro attraverso una campagna di equity crowdfunding mettendo sul mercato il 13% del capitale della società, con un valore pre-money di 3 milioni di euro.

A oggi sono stati presentati già più di 70 progetti sulla piattaforma, per una raccolta totale di circa 22 milioni di euro, con un tasso di default nella restituzione dei capitali e interessi dello 0%.

Numeri che, in definitiva, parlano da soli, evidenziando come il lending crowdfunding sia uno strumento davvero vantaggioso per chi desideri investire nel Real Estate.

Bobina auto: cos’è e come funziona

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Le nostre vetture sono prodotte con tutta una serie di componenti che svolgono le funzioni più disparate, a partire da quelle meccaniche fino a quelle elettriche. Nel ventaglio di questi elementi, è inclusa anche la bobina dell’auto, che occupa un ruolo di primaria rilevanza nel funzionamento di un veicolo. Nei prossimi paragrafi andremo alla scoperta di questa componente, cercando di capire insieme di cosa si tratta, che tipo di attività svolge e altre informazioni utili a riguardo.

Cos’è una bobina d’accensione auto

Qualsiasi veicolo dotato di un motore a combustione interna presenta tra le sue componenti una bobina di accensione. In concreto, si tratta di un trasformatore necessario per convertire la bassa tensione del circuito elettrico di bordo in alta tensione, in modo tale da generare la scintilla che accenderà la miscela di aria e carburante, determinando l’avvio dell’auto.

Come funziona una bobina auto

La bobina di accensione è collegata alla chiave di accensione, all’interruttore di accensione e al distributore accensione. Nel momento in cui è inserita la chiave di accensione della vettura, in questo apposito trasformatore viene generato un campo magnetico che determina a sua volta un impulso ad alta tensione. Successivamente, tale impulso viene trasferito alle candele. A questo punto sullo scaricatore si genera una scintilla che permette di accendere la miscela.

Le tecnologie principali su cui si basa il funzionamento di una bobina sono:

  • la tecnologia a scintilla singola.
  • la tecnologia a scintilla doppia

La bobina a scintilla singola rilascia solo un impulso ad alta tensione mediante un’uscita ad alta tensione. La bobina a doppia scintilla è invece dotata di due uscite ad alta tensione che alimentano simultaneamente due candele di accensione.

Tipologie di bobine auto

Nel corso degli anni, muovendosi di pari passo con gli sviluppi del settore automotive, sono state ideate diverse tipologie di bobine per l’auto, consentendo di ottenere prodotti sempre più performanti oltre che via via più affidabili. Tra le tipologie di bobine progettate nel tempo, possiamo annoverare:

  • la bobina con distributore che, in ordine cronologico, è la più antica. Questa tipologia di bobina può essere montata nel distributore o, più comunemente, nel vano motore;
  • la bobina a blocco, nella quale sono combinate più bobine che alimentano svariate candele attraverso dei cavi di accensione. In genere, questa tipologia di bobina fa uso della tecnologia a doppia scintilla;
  • la bobina diretta, capace di far fronte a richieste di tensione elevate oltre che di proteggere l’elettronica di bordo dalle interferenze elettromagnetiche. Questa tipologia di prodotto funziona con tecnologia a scintilla sia singola che doppia.

Possibili problemi della bobina di accensione

Una bobina di accensione completamente danneggiata non consente il normale avvio del motore dell’auto, dato che la corrente non riesce più a raggiungere le candele. Nei casi in cui la bobina risulti parzialmente difettosa, invece, la corrente giunge alle candele ma spesso in maniera insufficiente per permettere un regolare funzionamento della vettura.

L’automobile, di fatto, può partire ma con una serie di problematiche quali, ad esempio:

  • una riduzione cospicua della potenza del motore;
  • un consumo elevato di carburante;
  • l’accensione della spia “controllo motore”.

Le cause che comportano un guasto della bobina possono essere svariate. Tra queste, ricordiamo:

  • il surriscaldamento del motore;
  • la presenza di polvere o di sporcizia sulla bobina;
  • l’allentamento delle componenti di fissaggio;
  • l’uso di candele di scarsa qualità;
  • la presenza di un guasto nel circuito elettrico.

Come sostituire una bobina auto

Cerchiamo di capire a questo punto come sostituire una bobina auto nei casi in cui la componente sia danneggiata e l’auto, di conseguenza, non riesca a procedere con la regolare accensione. I passaggi da mettere in atto sono i seguenti:

  • spegnere la batteria della vettura;
  • imbullonare la nuova bobina al posto della precedente;
  • sostituire i cavi d’accensione primari;
  • lubrificare il cappuccio della bobina, prima di inserirlo al suo interno.

Trattandosi di una operazione che richiede una certa manualità oltre che adeguate competenze, la sostituzione della bobina può risultare complessa per chi non ha una esperienza diretta. Per questo motivo, onde evitare problematiche, è sempre consigliabile rivolgersi a un meccanico.

Fonti:

Informazioni relative alla bobina auto da www.tuttoautoricambi.it

Informazioni su come sostituire la bobina auto da www.notizie.it

Mercato dell’auto: ecco dove si concentrano le vendite oggi

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Il mercato italiano delle automobili negli ultimi anni ha registrato cambiamenti importanti, legati soprattutto al fatto che anche in questo settore si è assistito allo sviluppo dei canali di vendita online.

Anche in questo nuovo scenario, in ogni caso, a risaltare sono le scelte dei consumatori, sempre più protesi verso l’acquisto di auto ibride e plug in, a scapito dei veicoli diesel e a benzina, che hanno registrato rispettivamente il 22,1 e il 29,9% delle preferenze, contro il 32,7 e il 37,8% dell’anno precedente.

Mercato delle auto: l’influenza delle reti di vendita

Anche i canali di vendita influiscono nel processo di acquisto: da segnalare il contributo della rete, che nella maggior parte dei casi coopera con gli autosaloni per favorire il match fra domanda e offerta. A confermarlo anche il fatto che le vendite di auto nuove e a km zero, ha segnalato un incremento importante nel 2021 rispetto all’anno precedente.

Le ragioni di questo exploit sono da ricercare soprattutto nelle enormi potenzialità dei canali di vendita online, che aiutano a connettere i consumatori a quella fetta di proposte altrimenti impossibili da valutare.

Spesso, inoltre, si può beneficiare dell’esperienza dei portali di confronto, che grazie all’elevata concorrenza, unita agli accordi commerciali siglati periodicamente, aiutano gli utenti a spuntare il miglior prezzo.

Ne è un esempio Facile.it, oggi tra i siti di riferimento del settore per la qualità della proposta e il quantitativo di occasioni offerte: il listino di auto in vendita su facile.it viene costantemente aggiornato al fine di mettere sempre a disposizione degli automobilisti le opportunità più convenienti presenti sul mercato.

Il mercato delle auto online ha inoltre dimostrato di poter garantire un’offerta capace di rispondere alle esigenze di un target di consumatori estremamente ampio. Basti pensare che in rete è possibile acquistare veicoli nuovi e a km0 così come autovetture in vendita con la formula dell’usato garantito, e beneficiare delle medesime tutele offerte dai concessionari per l’acquisto di veicoli sul territorio. Inoltre, non mancano le automobili in pronta consegna, che negli ultimi mesi hanno permesso di bypassare i tempi di attesa necessari per l’acquisto di vetture nuove.

Naturalmente, a facilitare il processo di scelta sono motori di ricerca interni all’avanguardia, che permettono di visualizzare tutte le soluzioni disponibili di un dato segmento.

Online si possono infatti individuare, confrontare ed eventualmente acquistare le migliori proposte in vendita di city car, station wagon, monovolume, suv e crossover, con un’offerta di vetture nuove e usate perfettamente aderente ai trend più attuali del mercato delle auto.

Vendita auto: i modelli più gettonati del 2022

A definire le nuove tendenze in fatto di veicoli, è la top ten stilata da UNRAE sulle immatricolazioni registrate nel mese di marzo 2022 che, tra new entry e conferme, traccia un ritratto estremamente fedele delle scelte più attuali degli automobilisti.

La classifica, in particolare, evidenzia la leadership del Gruppo Stellantis – che detiene il primato delle immatricolazioni con il 36,34% – così come il successo dell’iconica Fiat Panda, che svetta sia nella classifica delle immatricolazioni del suo segmento sia nella top ten delle berline.

Restando nella top ten delle berline, tra le vetture che nel mese di marzo 2022 hanno registrato il maggior numero di immatricolazioni, si distinguono la Citroen C3 e la Lancia Ypsilon, che si collocano rispettivamente al secondo e al terzo posto della classifica. Tra i crossover, a dominare la top ten ci sono invece Ford Puma e Dacia Duster, che occupano rispettivamente la prima e la seconda posizione.

Infine, per quanto riguarda i fuoristrada, in cima alle preferenze c’è Jeep Compass, che doppia sia le performance della seconda classificata – nonché new entry- Tesla Model Y, sia di Jeep Renegade, ferma in terza posizione dopo gli ottimi risultati registrati nei primi tre mesi dell’anno.

Le soluzioni migliori per stampare etichette adesive online

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Poter usufruire di un servizio di stampa online è una necessità che accomuna ormai sempre più aziende. A rispondere già da tempo a tale bisogno sono le realtà del web to print, che hanno trasferito in rete il processo che antecede la produzione, offrendo agli utenti la possibilità di configurare in modo autonomo i propri prodotti, visualizzare subito il preventivo di spesa e ordinare. Tutto in pochi passaggi, con ottimizzazione importante dei tempi.

A farsi strada nel comparto della stampa è soprattutto il mondo del labelling: stampare etichette adesive online è consuetudine per molte realtà di settori differenti, dai produttori, di piccole o grandi dimensioni, ai liberi professionisti, agenzie e tipografie che rivendono etichette ai propri clienti. Con la crescita della domanda il settore ha visto un incremento notevole anche di risposta; come in moltissimi altri ambiti sul web, all’utente spetta la capacità di saper scegliere tra le varie proposte.

Punto di partenza è l’aspettativa: un’etichetta adesiva non vale l’altra, e se la necessità dell’azienda è ottenere una forte personalizzazione del prodotto insieme alla garanzia di una stampa qualitativamente superiore, la ricerca della soluzione migliore online deve orientarsi verso fornitori di servizio molto verticali, specializzati in stampa di etichette adesive e con esperienza a riguardo.

Che cosa vuol dire qualità di stampa

Parlando genericamente di qualità di stampa si fa riferimento a un risultato ottimale dal punto di vista della resa estetica e funzionale. Tuttavia la qualità ha confini più ampi, e per chi si occupa da sempre di stampare etichette adesive spesso è una proprietà intrinseca di tutto il processo. Sul prodotto finale certamente, ma anche in fase di assistenza al cliente, in termini di ricerca e innovazione; quando la qualità fa parte del modo di fare dell’azienda che offre il servizio, l’intera esperienza risulta piacevole.

Come si riconosce online questo tipo di servizio? Si può partire dal valutare ciò che viene proposto in fase di configurazione delle etichette, sia dal punto di vista delle possibilità offerte in termini di personalizzazione sia dall’attenzione che viene riservata ad alcuni dettagli che fanno la differenza.

Il configuratore e la personalizzazione delle etichette LabelDoo

Prendiamo come riferimento il configuratore online di LabelDoo, una realtà che lavora nel settore della stampa da oltre 50 anni. Prima dell’aspetto “personalizzazione” soffermiamoci su un particolare spesso sottovalutato delle etichette in bobina: il tipo di rotolo fornito.

La bobina ha un peso notevole durante l’applicazione delle etichette al supporto, sia che questo lavoro venga svolto a mano sia con macchina etichettatrice. È importante, infatti, che essa sia conforme alle necessità specifiche per agevolare il più possibile lo svolgimento del compito, con il perfetto inserimento in macchina in caso di applicazione automatica. Ebbene, a tale necessità spesso non rispondono i rotoli standard, più comuni online.

Come si nota, nel configuratore LabelDoo è possibile, invece, impostare diversi parametri che definiscono il posizionamento delle etichette sul rotolo; inoltre, l’azienda fornisce bobine di diverse dimensioni a seconda dei bisogni della singola azienda. Nel rendere più agevole e migliorare il lavoro di applicazione alle aziende si riscontra la capacità dell’etichettificio di saper indagare e comprendere quali siano le reali difficoltà delle imprese, nonché l’impegno nel rispondervi con soluzioni adeguate.

Entrando nel vivo della personalizzazione, la stessa attenzione è percepibile dai parametri presenti nel configuratore e da come il tutto è presentato. Uno strumento chiaro, molto semplice da usare e con approfondimenti che fanno da guida all’utente durante il percorso. Dalla scelta del formato, a quella dei materiali di stampa fino alle nobilitazioni, ogni elemento con cui personalizzare le etichette garantisce un ventaglio di scelta molto ampio, non solo opzioni tradizionali. Per il formato, ad esempio, è disponibile anche il fronte-retro; la stampa a caldo c’è sia standard che con lamina 3d; e ancora, è possibile stampare più varianti grafiche della stessa etichetta, ognuna con quantità personalizzata. Tutto questo sempre in una sola configurazione.

Il lato umano che accorcia le distanze

Per quanto i servizi online garantiscano rapidità, autonomia e praticità, a volte può essere utile o semplicemente far piacere il confronto di persona. La soluzione LabelDoo è anche questo: assistenza da parte dello staff sempre, per supportare l’utente online ma anche per rispondere a informazioni o curiosità. L’innovazione fa parte di tutto ciò che ruota intorno alla realizzazione delle etichette, da come il servizio viene proposto sul web a come viene stampato il prodotto e consegnato, ma il supporto e l’assistenza restano priorità del lato umano dell’azienda.

Regime fiscale forfettario: la soluzione per risparmiare sulle tasse

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Anche nel 2022 è possibile approfittare della possibilità di aderire al regime forfettario ed aprire partita IVA, ottenendo delle grandi agevolazioni dal punto di vista fiscale. Con l’aumento del tetto massimo di fatturato a 65.000 euro annui, il regime forfettario è ormai diventata la soluzione migliore per coloro che desiderano mettersi in proprio. Prevede infatti l’applicazione di un’unica imposta sostitutiva, dall’aliquota decisamente inferiore rispetto a quella del regime ordinario, e ciò non è affatto l’unico vantaggio. A chi volesse approfondire l’argomento, suggeriamo di leggere questa introduzione al regime forfettario. Oggi vedremo nel dettaglio perché conviene approfittare del regime forfettario: quali sono gli effettivi vantaggi di questa soluzione.

Tassazione agevolata

Il primo grande vantaggio del regime forfettario, come abbiamo già accennato, è la tassazione agevolata che consente di risparmiare per quanto riguarda il versamento delle imposte. A coloro che aderiscono al regime forfettario infatti viene applicata un’aliquota pari al 5% per i primi 5 anni di attività e al 15% dal sesto anno in poi. Se consideriamo che la tassazione IRPEF ordinaria, strutturata in scaglioni, parte da un’aliquota minima del 23% per i redditi più bassi, è chiaro che il regime forfettario sia nettamente vantaggioso da questo punto di vista.

Coefficiente di redditività

Ecco un’altra cosa da sapere: il regime forfettario non consente la deduzione delle singole spese effettuate durante l’anno (cosa che invece è prevista per le partite IVA ordinarie). In compenso, però, dal fatturato incassato, viene sottratta una percentuale che dipende dal Codice ATECO associato alla Partita Iva e, quindi, dal tipo di attività intrapresa. Quel 5% – o 15% – di imposta sostitutiva, dunque, non si applica sulla totalità degli incassi, ma su un importo inferiore: ad esempio, i liberi professionisti hanno un coefficiente pari al 78%. Gli artigiani, invece, al 67%. Infine, per le attività commerciali (vedi il caso di un e-commerce), la quota è del 40%.

Franchigia IVA

Un altro vantaggio del regime forfettario è che prevede la cosiddetta franchigia IVA, che dunque non deve essere applicata in fattura da parte del professionista o della ditta. Ciò consente di proporre delle tariffe più competitive sul mercato ed avere dunque maggiori chance di trovare clienti. Non applicando l’IVA infatti i prezzi saranno inferiori e più vantaggiosi per gli stessi committenti, che affidandosi ad un professionisti in regime ordinario dovrebbero sostenere dei costi superiori.

Consulenza fiscale a costi inferiori

Aderire al regime forfettario presenta dei vantaggi anche a livello prettamente burocratico ed amministrativo, in quanto non è necessario effettuare la dichiarazione IVA ed il versamento trimestrale/annuale, così come non sono previsti studi di settore. Ciò significa che il commercialista costa di norma in meno per un professionista che ha aderito al forfettario, anche se tutto dipende dallo studio al quale ci si rivolge. Al giorno d’oggi, inoltre, è possibile approfittare di servizi online di alto livello come Fiscozen che propone un pacchetto comprensivo di apertura e gestione completa della Partita IVA nel regime forfettario, a soli 299 euro + IVA annui. L’offerta include anche fatture elettroniche illimitate, predisposizione del modello Intrastat e consulente dedicato dunque è decisamente vantaggiosa in termini economici.

Polizze online: l’assicurazione auto tra le più richieste sul web

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L’assicurazione auto, nota anche con la denominazione di Responsabilità Civile Auto (RCA) va stipulata per legge non solo per circolare sulle strade italiane, ma anche per lasciare il proprio veicolo in sosta su suolo pubblico. Essa copre tutti i danni cagionati a terzi in caso di incidente stradale e deve essere rinnovata periodicamente per evitare di incorrere in multe e sanzioni.

Il mercato assicurativo al giorno d’oggi permette di scegliere tra numerose polizze auto. A questo proposito, è interessante notare come sia in crescita la tendenza, da parte degli automobilisti italiani, di ricercare questo prodotto assicurativo sul web.

A determinare questo trend contribuiscono senza dubbio anche i portali di comparazione come 6sicuro.it, che grazie a un servizio gratuito di confronto preventivi permette di individuare direttamente online l’assicurazione auto più adatta alle proprie esigenze in modo semplice e veloce.

Dal premio ai massimali: come funziona un’assicurazione auto?

Per quanto riguarda il premio da corrispondere per l’assicurazione auto, è importante ricordare che l’entità viene stabilita innanzitutto attraverso il meccanismo bonus-malus.

Nel dettaglio, l’importo è direttamente connesso alla classe di merito a cui si appartiene: in tutto ne esistono 18, quando si stipula un’assicurazione per la prima volta, anche quando si è neopatentati, si viene collocati nella quattordicesima. Nel corso dell’anno, la condotta tenuta dall’automobilista su strada può determinare un avanzamento oppure una retrocessione.

In ogni caso, grazie alla Legge Bersani, tuttavia, un conducente che abbia preso la patente da poco può rientrare nella medesima classe di merito del familiare più esperto per avere un premio meno costoso.

Naturalmente, oltre alla classe di merito ci sono dei fattori che contribuiscono a loro volta sull’importo da corrispondere alla compagnia assicurativa: a influire sul premio, infatti, può influire anche la cilindrata del veicolo, l’allestimento, l’anno di immatricolazione, il tipo di utilizzo, la presenza o meno di box auto protetto e persino di tipologia di sistema di allarme.

C’è poi da tenere conto della franchigia, vale a dire della spesa minima, fissata in fase di firma del contratto, che il contraente si impegna a corrispondere personalmente in caso di sinistro. Per quanto riguarda la copertura dei danni a carico dell’assicurazione, invece, occorre ricordare che sono previsti dei massimali che si attestano sullo standard, secondo le norme di legge, di circa 6 milioni di euro: ciò significa che, in caso di sinistro, la polizza non coprirà danni oltre quella cifra.

Assicurazione auto: quali garanzie accessorie scegliere per completare la polizza?

Sui migliori portali web si può modulare la propria assicurazione come si desidera, comparando quindi le varie offerte e aggiungendo tutte le coperture che si ritengono opportune.

Una di esse, sempre più spesso inclusa già nella formula di base, è il Risarcimento diretto che consente al conducente vittima di sinistro di ricevere il risarcimento dalla propria compagnia assicuratrice senza attendere quella della controparte: ovviamente, saranno poi le compagnie stesse a trovare un accordo successivo.

Se il veicolo è nuovo e soprattutto non gode di un posto auto coperto, si può aggiungere la classica copertura Furto e incendio, che copre danni di questo genere e si può anche integrare con la Polizza Cristalli o con la più completa Atti vandalici. Naturalmente sarà cura del contraente visionare la convenienza del preventivo che aumenterà con l’introduzione delle polizze aggiuntive, valutando la reale necessità di ognuna di esse.

Una fra le più care, in tal senso, è la polizza Kasko, che risarcisce il conducente anche qualora abbia cagionato personalmente il sinistro: si accende soprattutto per automobili nuove e costose o guidatori meno esperti. Tra le più apprezzate resta invece la utile Assistenza stradale, grazie alla quale il servizio di carro attrezzi in caso di guasto o incidente è garantito ovunque e può portare alla più vicina officina autorizzata.

Da valutare con attenzione è anche la Tutela legale, che può coprire tutte le spese inerenti a cause giudiziarie e stragiudiziali nelle quali si venga coinvolti, oppure la Rinuncia alla rivalsa, che impedisce alla compagnia assicurativa di rivalersi sul proprio assicurato in caso di responsabilità diretta sul sinistro.

Quanti tipi di Ingegneria ci sono

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La scelta della Facoltà universitaria a cui iscriversi va sempre ponderata con una certa attenzione, dato che da essa dipende buona parte del futuro professionale di una persona. Tra le opzioni più gettonate c’è certamente Ingegneria, un ramo che comprende a sua volta numerose specializzazioni più o meno note. Lo scopo di questo articolo sarà proprio questo. Cercheremo di scoprire insieme quanti tipi di Ingegneria ci sono, per tutti coloro che desiderano intraprendere questo specifico percorso di studi.

Definizione di Ingegneria

Prima di addentrarci nel merito dei diversi tipi di Ingegneria, partiamo da una breve definizione. Nel momento in cui si parla di Ingegneria, si intende quell’insieme di studi e di tecniche che utilizzano le conoscenze delle varie branche delle scienze (come la fisica, la chimica e via dicendo), unite a quelle tecnologiche al fine di risolvere problemi applicativi oltre che di progettare e di realizzare opere di diversa natura.

Tipi di Ingegneria

Ci sono diverse discipline che rientrano nell’ambito più vasto dell’Ingegneria. Ciascuna di esse si contraddistingue per le proprie peculiarità oltre che per specifici campi di applicazione. Per orientarsi in modo opportuno prima di procedere con l’iscrizione all’Università è quindi fondamentale conoscere i vari tipi di Ingegneria, in modo tale poter fare la scelta giusta a seconda delle rispettive propensioni.

Branche dell’Ingegneria

Ecco un elenco di alcune tra le più note branche dell’Ingegneria:

  • Ingegneria biomedica
  • Ingegneria civile
  • Ingegneria fisica
  • Ingegneria forense
  • Ingegneria gestionale
  • Ingegneria aerospaziale
  • Ingegneria ambientale
  • Ingegneria chimica
  • Ingegneria energetica
  • Ingegneria dei materiali
  • Ingegneria meccanica
  • Ingegneria mineraria
  • Ingegneria navale
  • Ingegneria nucleare
  • Ingegneria informatica
  • Ingegneria elettronica.

È inoltre opportuno sapere che all’interno di queste macro-aree sono inclusi anche dei percorsi di specializzazione. Prima di iscriversi alla Facoltà di Ingegneria, quindi, è importante individuare il percorso di specializzazione che risulti più vicino alle rispettive ambizioni professionali.

Test di ingresso

Dopo aver parlato di quanti tipi di Ingegneria esistono, apriamo una breve parentesi sui test di ammissione per poter accedere alla Facoltà.

A discrezione delle singole università, infatti, è possibile ritrovarsi con delle Facoltà a numero chiuso, cosa che all’atto pratico equivale a dire che occorre cimentarsi in un test per poter procedere con l’iscrizione. Spesso questo test è previsto in formato computer-test oppure si tratta di veri e propri esami in aula, seguiti da colloqui individuali.

Nel caso in cui si decida di iscriversi a una Facoltà a numero chiuso, la cosa ideale per prepararsi alla prova di ingresso è quella di studiare sugli appositi libri per il test di Ingegneria. Una valida alternativa è anche quella di seguire dei corsi online, verificando poi il proprio livello di preparazione attraverso una piattaforma e-learning per il test di Ingegneria.

È inoltre opportuno sapere che le Lauree in Ingegneria di Primo Livello hanno una durata di tre anni. L’obiettivo è sempre quello di formare tecnici altamente qualificati a svolgere attività correlate alla realizzazione e alla gestione di sistemi complessi nei più diversificati settori dell’Ingegneria.

Come guadagnare con un blog: consigli pratici

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Il blog è uno strumento online che continua ad avere successo, al punto tale che sempre più utenti decidono di aprirne uno, per acquisire visibilità, per il puro gusto di gestire un proprio spazio online o anche – in molti casi – per monetizzare. Tra i diversi vantaggi offerti da un blog per il proprio ideatore spiccano infatti le possibilità di guadagno. Ma come fare per raggiungere un simile obiettivo? Nei prossimi paragrafi forniremo una serie di consigli pratici per rendere un blog di successo e per poterlo sfruttare come mezzo per monetizzare.

Scegliere la nicchia di riferimento

Come potete immaginare, il web pullula di blog che trattano gli argomenti più disparati. Una buona prassi può essere allora quella di selezionare un proprio target di riferimento, a cui rivolgersi. Si tratta di uno dei punti essenziali per tessere una buona strategia finalizzata alla crescita del blog.

La scelta della nicchia può avvenire anche e soprattutto in base alle proprie propensioni personali. In concreto, è possibile sfruttare le proprie conoscenze o le proprie passioni per dirigersi a un pubblico specifico. Partendo da questo presupposto, con la giusta dose di costanza, diverrà decisamente più semplice fidelizzare una crescente fetta di lettori, per i quali tramutarsi in un punto di riferimento su un determinato settore e/o argomento.

Del resto, prima di cimentarsi nell’impresa, è opportuno avere ben chiaro che generalmente un utente si rivolge al web per effettuare ricerche mirate, per scovare soluzioni ai rispettivi “problemi”, per ottenere informazioni di qualità. Avviare un blog generico, in cui parlare di fatti propri, è pressoché inutile se si mira a monetizzare, a meno che a farlo sia un personaggio già noto.

Scegliere la piattaforma giusta

Esistono diversi portali che vengono abitualmente utilizzati dai blogger per pubblicare i propri contenuti. Piattaforme che costituiscono un utile trampolino di lancio per conquistarsi la propria fetta di utenti affezionati, riuscendo così a guadagnare attraverso il lavoro realizzato online. È il caso di Altervista, realtà che da oltre vent’anni è un punto di riferimento per il web italiano.

I blogger che decidono di utilizzare Altervista possono monetizzare con facilità i propri contenuti, mediante gli annunci pubblicitari. Un modello simile a quello di YouTube e ad oggi anche di TikTok. Esiste tuttavia una importante differenza rispetto a queste due piattaforme. I contenuti pubblicati sullo spazio ospitato da Altervista restano infatti di proprietà dell’utente, che ne può interamente disporre. Come ulteriori vantaggi, i contenuti non sono soggetti ai frequenti cambiamenti di condizioni dettati dalle piattaforme social e beneficiano anche della collaborazione con Mediamond e delle partnership con colossi del mondo online come Amazon e Google. Una eccellente opportunità, insomma, per garantire al proprio blog il massimo successo.

Portare traffico al blog

Una volta selezionati in maniera strategica il target a cui ci si vuole indirizzare e la piattaforma da adottare, inizia l’altra corposa sfida: quella di ottenere sempre più traffico, andando ad aumentarlo di mese in mese. In gioco rientrano a questo punto svariati fattori. Molto utile risulta ad esempio avere ben chiari da subito gli argomenti di cui scrivere. Per questo motivo, vale la pena creare un calendario editoriale periodico, per avere una idea precisa degli articoli da pubblicare. Il calendario può variare parzialmente a seconda delle esigenze e degli specifici trend del momento ma costituisce una linea guida per ottimizzare i contenuti del blog, così da attirare quanti più utenti possibili.

Gli articoli devono essere originali, scritti in un buon italiano, accattivanti e con testi accompagnati da altri contenuti multimediali capaci di coinvolgere i lettori. Non solo immagini, quindi, ma anche video emozionali, slide, infografiche e componenti analoghe. Più il contenuto risulta ricco e interessante, più viene premiato, anche attraverso condivisioni spontanee sui canali social.

A tale proposito vale la pena ricordare che per una adeguata promozione, il blog può essere accompagnato dall’apertura e dalla gestione di canali social correlati. A oggi tra i più usati ci sono Facebook e Instagram ma la strategia social va studiata anche in base ai contenuti del proprio spazio online.

Curare la SEO

Altro punto essenziale per permettere a un blog di risultare ben visibile, riuscendo a monetizzare attraverso un afflusso costante di lettori, si ha nella SEO.

SEO è l’acronimo di Search Engine Optimization che vuol dire semplicemente ottimizzare le pagine per i motori di ricerca, così da ottenere del traffico organico, ovvero in maniera naturale e gratuita attraverso i motori di ricerca.

Si tratta di un lavoro piuttosto articolato ma con la giusta dose di pazienza, di studio e di determinazione per raggiungere gli obiettivi che ci si propone, anche questo aspetto potrà essere curato in maniera ottimale così da fornire i risultati sperati.