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Creare un orto sul terrazzo: come fare

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Creare un orto sul terrazzo è più semplice del previsto e le soddisfazioni sono davvero molte. Per predisporre un orto basta poco: un balcone o un terrazzo; il secondo spazio è decisamente più ampio del balcone, piccolo o grande che sia, il terrazzo risulta essere lo spazio ideale per un semplice orto e per godersi appieno la natura e i suoi frutti.

Consigli per creare un orto sul terrazzo

Il desiderio di avere un orto sul terrazzo si potrà realizzare solo se alla base c’è un’attenta valutazione di tutto l’occorrente per la messa in opera dell’orto stesso. Anzitutto bisognerà considerare l’esposizione ed il microclima dello spazio esterno da adibire al nostro orto urbano.

La maggior parte degli ortaggi necessita di un’abbondante esposizione solare e di temperature calde, quindi se il terrazzo è esposto a sud o a sud est, si è già facilitati nella scelta delle specie da coltivare. In simili condizioni sarà possibile coltivare peperoni, peperoncini, cocomeri, e pomodori; si tratta di specie tipiche dei paesi caldi e mediterranei che crescono regolarmente con almeno sette ore di esposizione solare giornaliera. Nei terrazzi più ombrosi si potrà optare per i vari tipi di insalate, spinaci e bietole, che beneficiano di poche ore di sole.

Il secondo parametro da considerare nella progettazione del nostro orto è la portata della superficie, cioè il carico che la stessa può sopportare. Solitamente un terrazzo sopporta un carico di trecento chili per metro quadro; nella scelta dei vasi e delle piante da coltivare bisognerà dunque fare attenzione a non superare questa portata massima.
È consigliabile l’uso di vasi per ortaggi che siano drenanti, con i fori sul fondo per evitare i ristagni d’acqua, causa frequente del marciume radicale nelle piante.

Oggi, la coltivazione di frutta e verdura su balconi o su terrazzi in città, rappresenta l’ultima frontiera dell’agricoltura metropolitana ecosostenibile. Migliaia di persone, scoraggiate dal progressivo aumento dei prezzi dei prodotti agricoli, decidono alla fine di creare degli orti anche negli spazi esterni degli edifici urbani. Nel nostro orto urbano non dovremmo trascurare nemmeno le piante aromatiche, quali: menta, basilico, prezzemolo, timo, rosmarino e simili, che poste alla base, in prossimità di ortaggi e frutta, terranno lontani gli insetti nocivi.

Naturalmente, per evitare di creare confusione o risultati estetici sgradevoli, i contenitori dovranno essere disposti in maniera ordinata ed armoniosa, scegliendo quelle collocazioni ideali o strategiche, già nella prima fase di progettazione. Se il terrazzo è pertinenza di un appartamento in condominio, prima di allestire l’orto, bisognerà chiedere il parere di tutti i condomini in sede di assemblea. L’orto in sé non è una struttura che crea problemi al vicinato, lo è semmai l’impianto di irrigazione. Conoscere preventivamente l’opinione dei vicini consentirà di scegliere l’impianto di irrigazione meno problematico per le vie di fuga dell’acqua delle annaffiature.

Le piante che andranno a comporre il nostro orto vanno coltivate in vaso. I contenitori adatti per ogni tipo di verdure o aromatiche, risultano quelli in terracotta, materiale dall’ottimo sistema drenante e la capacità di assorbire umidità in eccesso. Unico inconveniente: ingombro e peso.

Realizzare un orto verticale

Per questa ragione, vi spiegheremo come realizzare un orto verticale utilizzando dei semplici bancali di riciclo.

L’orto verticale con i pallet è la soluzione ideale per ricreare una perfetta area sensoriale con la coltivazione di erbe aromatiche profumate senza tuttavia occupare l’intero spazio disponibile del terrazzo.

Realizzare un orto verticale è davvero un’operazione da principianti! Occorrerà innanzitutto preparare lo schienale, rimuovere assi e chiodi, avvitare nuovamente le assi, tagliare le sporgenze, carteggiare la superficie legnosa, passare due mani di impregnante, fissare lo schienale, avvitare le ruote, bloccare le ruote e posizionare i cuscini.

Ecco i passaggi da seguire:

  • Carteggiare la superficie del pallet per eliminare eventuali schegge;
  • Proteggere l’area di lavoro: due mani di impregnante, secondo le istruzioni riportate sulla confezione;
  • Attendere l’asciugatura, capovolgere il pallet e stendere sulle assi frontali due mani di vernice effetto lavagna;
  • Ritagliare da un telo per pacciamatura, quattro rettangoli grandi abbastanza per poter creare delle sacche tra le assi;
  • Fissare con la graffatrice i rettangoli di telo al pallet, creando una sacca tra le assi;
  • Ritagliare l’eccedenza del telo;
  • Riempire le sacche di terriccio universale per piante da orto;
  • Piantare le erbe aromatiche nelle sacche;
  • Scrivere il nome delle piante sulla vernice di ardesia.

In chiusura a questo nostro breve testo su come creare un orto sul terrazzo, speriamo di farvi cosa gradita riportando la citazione del climatologo Luca Mercalli, dalla quale trarre ognuno la propria personale riflessione: “Ogni bambino dovrebbe poter frequentare un orto e, se possibile, disporne per tutta la vita”.

Come rottamare un’auto

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Oggi rottamare o demolire un’auto richiede un semplice iter che comprende passaggi burocratici e amministrativi poco dispendiosi, sia in termini di tempo che in termini economici. Inoltre, sono tante le aziende specializzate in autodemolizioni, a Roma come nel resto d’Italia, in grado di andare incontro all’automobilista nel disbrigo di tutte le pratiche burocratiche inerenti alla rottamazione di un’auto.

Rivolgersi a centri di autodemolizioni e sfasciacarrozze è sicuramente il modo migliore, più semplice e più veloce per rottamare la propria auto, sia che si voglia acquistare un veicolo nuovo, sia che si voglia semplicemente demolire il veicolo in quanto troppo datato e malfunzionante in diverse parti.

I centri di rottamazione auto gratis ti spiegheranno come rottamare un’auto e ti daranno tutte le informazioni utili per portare a termine la demolizione in breve tempo. Oltretutto, le ragioni per rottamare un’auto sono davvero tante e sono importanti sia per quanto riguarda le motivazioni ambientaliste, sia per quanto riguarda le motivazioni inerenti al risparmio economico.

Perché rottamare un’auto

Sempre più spesso si va incontro alle tematiche ambientaliste e di eco sostenibilità: ecco perché rottamare un’auto è necessario. Demolire un veicolo è infatti qualcosa che va a favore del rispetto ambientale in quanto, non solo tutti i componenti dell’auto vengono smaltiti singolarmente ma, oltretutto, le parti dell’auto ancora buone e funzionanti possono essere destinate al mercato dei ricambi usati, dando loro nuova vita e salvaguardando così in modo eccezionale l’ambiente. Tutte le parti dell’auto che comprendono rifiuti speciali e pericolosi, infine, possono essere smaltiti secondo le normative per avere impatto zero sull’ambiente. Un’altra ragione per cui è conveniente rottamare un’auto è che, se si vuole acquistare un nuovo veicolo, la rottamazione dell’auto verrà, non solo gestita completamente dal concessionario presso il quale si acquisterà la nuova auto, ma sarà anche completamente gratuita. La rottamazione di un’auto già immatricolata da diversi anni può essere anche un modo per garantirsi una guida più sicura, servizi tecnologici più performanti e più smart e una migliore prestazione su strada che significa anche più sicurezza alla guida.

Costo rottamazione auto

Il costo della rottamazione di un’auto è legato non soltanto allo smaltimento corretto delle varie parti del veicolo, ma anche alle spese burocratiche previste per la radiazione del PRA. In sostanza, i costi relativi alla demolizione di un’auto comprendono la parcella ACI di circa € 13,00 e l’imposta di bollo di circa € 32,00 o di circa € 48,00, a seconda che la richiesta di rottamazione sia seguita dal certificato di proprietà o se è associata al modello NP3B. Nel caso in cui si decide invece di demolire il proprio veicolo per l’acquisto di uno nuovo, il costo della rottamazione auto è nullo.

Come funziona la rottamazione auto

Ma come funziona concretamente la rottamazione di un’auto? Come possono venirti incontro le ditte specializzate? Supponiamo ad esempio di trovarti a Roma: il centro di Autodemolizioni Roma è uno dei centri autorizzati alla rottamazione auto e potrà procedere, sotto tua richiesta, entro 30 giorni, alla radiazione del veicolo, inoltrando specifica domanda all’ACI. Prima di procedere, ti saranno richiesti le targhe dell’auto, sia quella anteriore che quella posteriore, la carta di circolazione o libretto del veicolo e il certificato di proprietà. Il tuo sfasciacarrozze di fiducia a Roma si occuperà quindi di cancellare la tua auto dal registro del PRA in modo da eliminarne la proprietà e le relative tasse automobilistiche previste dalle normative in vigore. Ovviamente, prima di cancellare il veicolo dal registro del PRA, si dovranno verificare eventuali fermi amministrativi che ne impediscono la rottamazione. Verificato anche questo, la richiesta andrà avanti e, entro un mese, ti verrà rilasciato il certificato di rottamazione che conclude l’iter di demolizione di un’auto.

Oggi le rottamazioni auto a Roma sono seguite da centri specializzati che velocizzano tutto il procedimento da seguire e si occupano personalmente dello smaltimento completo dei vari componenti dell’auto, sia quelli irrecuperabili, sia quelli ancora funzionanti che possono essere riciclati per il mercato dei ricambi auto usati ed essere quindi utilizzati per altre automobili. L’automobilista, così, si ritrova a dover gestire soltanto i semplici passaggi di consegna dei documenti di circolazione e delle due targhe e non dovrà preoccuparsi di nient’altro, senza rischiare, oltretutto, di commettere errori che potrebbero essere anche oggetto di eventuali sanzioni amministrative.

Ogni anno, infine, il governo mette in auto diversi incentivi, all’interno delle Leggi di Bilancio, che riguardano anche la rottamazione auto, nel senso che, in caso di richiesta di rottamazione per l’acquisto di un nuovo veicolo, è possibile ottenere un bonus che, ogni anno, cambia in termini di importo e permette, in ogni caso, di agevolare notevolmente l’automobilista in termini di risparmio economico. Le fasce del bonus ovviamente cambiano in base al tipo di veicolo che si vuole acquistare ma, in ogni caso, permettono un buon incentivo economico per tutti coloro che devono affrontare la grossa spesa per l’acquisto di un’auto nuova.

Eurojackpot: dopo 10 anni al via una nuova formula di gioco

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Non tutti i giochi sono uguali ed Eurojackpot è da sempre una lotteria speciale. Non solo per il montepremi davvero ricco messo in palio, capace di toccare cifre vertiginose pari a 90 milioni di euro, ma anche perché piace, oltre che in Italia, dove mette d’accordo trasversalmente da Nord a Sud, anche in altri 17 Paesi Europei, rivelandosi l’unica lotteria a premi con estrazione paneuropea.

Nel 2022 Eurojackpot compie 10 anni e si rinnova, dal 25 marzo, con una nuova formula di gioco ancora più interessante. In questo articolo vi raccontiamo gli ultimi aggiornamenti, che puntano ad avere una lotteria ancora più coinvolgente del passato.

Come si gioca a Eurojackpot?

Per giocare a Eurojackpot è sufficiente scegliere un minimo di 5 numeri su 50 a cui vanno aggiunti almeno 2 Euronumeri su 12. Ogni combinazione prevede una giocata minima del costo pari a 2€.

Sono presenti ben 12 categorie di vincita, la più alta delle quali prevede un Jackpot milionario che, con la nuova formula, è capace di raggiungere i 120 milioni di euro. Per potersi aggiudicare la vincita è necessario indovinare una combinazione di 5+2, ovvero 5 numeri + 2 Euronumeri.

Anche il numero delle estrazioni cambia. Con la formula attiva dal 25 marzo si passa da una sola estrazione settimanale, che viene fatta a Helsinki in Finlandia ogni venerdì alle 21 ora locale (in Italia sono le 20), a due estrazioni complessive con l’aggiunta di quella effettuata il martedì ma sempre allo stesso orario. Si può giocare a Eurojackpot tutti i giorni sia presso i punti vendita abilitati, sia online presso i siti autorizzati e l’elenco degli operatori di gioco è visionabile sul sito ufficiale di Eurojackpot.

Le altre vincite oltre a quella del Jackpot milionario

Per vincere ad Eurojackpot non è detto che si debbano indovinare per forza 5+2 numeri. Come abbiamo accennato, oltre alla categoria del primo premio ci sono anche altre 11 categorie di vincita previste.

Vediamo meglio quanto si può vincere ad Eurojackpot:

  • 5+1. Si tratta di un montepremi pari a diversi milioni di euro; è stato aggiudicato in oltre 60 vincite.
  • 5+0. Un montepremi importante, capace di registrare anche una cifra superiore ai 140 mila euro. Una combinazione che hanno centrato oltre 100 volte.
  • 4+2. Il premio in palio ha una media di vincita superiore ai 4.000€.
  • 4+1. La media di vincita è superiore ai 240€.
  • 4+0. La media di vincita è di circa 110€.
  • 3+2. Le vincite hanno finora visto un’oscillazione che va dai 60€ ai 98€.
  • 2+2. La media di vincita va dai 21,87€ ai 34,70€.
  • 3+1. La vincita che viene ottenuta mediamente è intorno ai 18€.
  • 3+0. La vincita che viene ottenuta mediamente è intorno ai 15€.
  • 1+2. La media del premio per estrazione è pari ai 10,35€.
  • 2+1. La media di vincita è di poco superiore agli 8€.

Come si può vedere le tipologie di vincita sono numerose. Il record di vincite conseguite in Italia si è verificato nel 2018, anno in cui sono stati distribuiti premi ai giocatori per un totale di 43.001.400€.

Adesso, grazie alla nuova formula del concorso, la probabilità di vincita di almeno un premio alla lotteria Eurojackpot, considerando tutte le categorie, diventa di 1 su 32.

Dove si gioca in Europa?

I Paesi in cui si gioca Eurojackpot sono un totale di 18, compresa l’Italia, ovvero:

● Olanda.
● Danimarca.
● Germania.
● Finlandia.
● Slovenia.
● Croazia.
● Estonia.
● Lettonia.
● Lituania.
● Spagna.
● Svezia.
● Norvegia.
● Islanda.
● Ungheria.
● Repubblica Ceca.
● Slovacchia.
● Polonia.

A centrare il maggior numero di vincite per quanto riguarda il Jackpot milionario è stata finora la Germania, seguita da Finlandia e Danimarca. In Italia il Jackpot è stato realizzato per tre volte, l’ultima delle quali nel 2020. Chissà cosa ci riserverà il 2022.

Pulizie di primavera: consigli

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Le pulizie di primavera, comunemente dette pulizie pasquali, fanno riferimento ad alcuni fondamentali precetti della Pasqua ebraica. Per il popolo ebraico, infatti, la Pasqua è la ricorrenza che celebra la liberazione dalla schiavitù d’Egitto e dura otto giorni: si apre con la cena rituale di Pesach, che cade nel quattordicesimo giorno di marzo o aprile, e prosegue per sette giorni con la festa dei pani non lievitati.

Quest’ultima, in particolare, nel mancato uso del lievito celebrava la fretta con la quale il popolo ebraico era stato costretto a lasciare la sua terra: talmente all’improvviso da non poter, appunto, attendere la lievitazione del pane. Per questa ragione, le famiglie di religione ebraica effettuavano un’accurata pulizia delle proprie case nei periodi vicini alla Pesach, per liberarsi di ogni traccia di polvere di lievito e sporcizia.

Si tratta, dunque, di un antico rito di purificazione che, col tempo, ha superato i confini della tradizione religiosa trasformandosi in consuetudine.

Perché scegliere la primavera?

Di solito si fanno coincidere le pulizie con la primavera, perché le temperature si fanno via via più miti e si sfruttano le giornate di sole e le temperature piacevoli per arieggiare tutti gli ambienti. Regola numero uno per le pulizie ordinarie e straordinarie, è quella di esporre i locali all’aria e al sole: questo non solo permetterà l’essenziale ricircolo di aria, cosa che peraltro andrebbe fatta quotidianamente, ma contribuirà alla prevenzione di muffe e acari.

Non affanniamoci nel pulire la nostra casa da cima a fondo senza seguire un vero e proprio planning delle attività: finiremmo con il correre da una stanza all’altra in modo caotico, perdendo solo tempo ed energia.

Per agire in modo organizzato, occorrerà seguire uno schema preciso che dovrà prevedere:

  • i locali che intendiamo pulire accuratamente;
  • i lavori necessari e urgenti per ogni locale.

Una volta predisposto il planning, armiamoci degli strumenti di pulizia di cui avremo bisogno, come semplici guanti, bicarbonato o sgrassatori, detergenti per vetri e specchi, pezze in microfibra e strofinacci di cotone.

Ricordate che le manovre di pulizia si fanno partendo dall’alto al basso.

Nei paragrafi successivi, vi daremo qualche consiglio utile partendo prima dagli armadi.
Abbiamo pensato di trattare a parte il tema relativo alla pulizia degli armadi, perché esso comprende il classico cambio di stagione.

In linea di massima bisognerà effettuare il cambio di stagione prima delle pulizie primaverili della camera da letto; questo perché la sostituzione di scarpe e indumenti stagionali implica necessariamente il lavaggio e l’igiene interna di vani e cassetti.

Pulizie di primavera: operazioni utili

  • Aspirare polvere e ragnatele annidate sulla parte superiore dell’armadio;
  • con l’uso di uno spazzolone telescopico e un panno in microfibra imbevuto di acqua tiepida e sapone di Marsiglia, sgrassare la superficie superiore e poi quella esterna;
  • pulire eventuali ante a specchio con un detergente specifico o con acqua tiepida e ammoniaca;
  • svuotare armadi e cassetti del loro contenuto;
  • dividere gli indumenti in tre categorie: quelli da riporre, da donare/eliminare, da lavare.
  • sistemare nei contenitori adatti quegli indumenti puliti, lavare quelli sporchi e quelli da donare, raggruppare quelli da eliminare;
  • procedere alla pulizia interna dell’armadio aspirando accuratamente ogni vano e cassetto;
  • passare una microfibra imbevuta di acqua tiepida e sapone di Marsiglia su pareti, ripiani e cassetti. Asciugare con un panno morbido;
  • togliere dalle scatole gli indumenti leggeri risistemandoli ordinatamente nell’armadio e nei cassetti.

Procedere in maniera analoga con le scarpiere:

  • svuotare le scarpiere dividendo le calzature irrecuperabili da quelle che potranno essere riutilizzate grazie all’intervento di un calzolaio;
  • pulire prima l’interno e poi l’esterno con un panno imbevuto di acqua tiepida e mezzo bicchiere di aceto bianco;
  • pulire e disinfettare le calzature rimuovendo sporcizia e terriccio attaccato alle suole; passare il lucido neutro sulle calzature in pelle;
  • lavare in lavatrice a 30 gradi (evitando la centrifuga) eventuali scarpe in tela o da scarpe da ginnastica;
  • adagiare sui ripiani qualche pezzetto di carbone vegetale che, catturando l’umidità sconfiggerà i cattivi odori. È utile sistemare un sacchettino di cotone all’interno della scarpiera con una manciata di sali da bagno profumati.

Il planning

Per quanto riguarda la programmazione delle singole sessioni di pulizia, non esiste una regola precisa su quando eseguire le pulizie di primavera.

Tutto dipenderà dai nostri impegni. L’ideale sarà suddividere le pulizie nelle varie zone della casa, in modo da non affaticarsi e non lasciare indietro eventuali locali. Chiaramente questa è un’attività che coinvolgerà tutta la famiglia, chiamando in causa anche i più piccoli, ai quali affideremo mansioni semplici e divertenti come il riordino dei loro cassetti o la suddivisione della biancheria in base ai colori. E ora: al lavoro!

Cuoco a domicilio: chi è e cosa fa

Il mondo della ristorazione è ricco di figure professionali di un certo interesse, dai barman fino ai cuochi di alto livello. In questo articolo vogliamo parlare proprio della figura del cuoco, ma non intesa nel senso più classico del termine. Non tutti sanno, infatti, che questo tipo di professionista non lavora esclusivamente all’interno di ristoranti e di mense. Esiste anche il cosiddetto cuoco a domicilio o Chef a domicilio, che dir si voglia. Nei prossimi paragrafi scopriremo che cosa si intende più esattamente nel momento in cui si parla di una simile figura professionale. E andremo oltre. Scopriremo infatti i segreti su come diventare cuoco a domicilio, per tutti coloro che vorrebbero intraprendere questo mestiere.

Che cosa si intende per Chef a domicilio

Nel momento in cui si parla di Chef a domicilio o di cuoco a domicilio, si fa riferimento a una particolare figura professionale appartenente al settore della ristorazione che si reca direttamente nelle abitazioni della clientela, armato con tutto l’occorrente necessario per mettere in piedi una cena di qualità. Una volta preparati i piatti da servire, lo Chef a domicilio lascia poi la scena ai padroni di casa e ai i vari commensali.

Questa figura professionale può operare in maniera autonoma ma può anche avvalersi di uno staff di collaboratori che lo aiutano sia durante la preparazione delle diverse pietanze sia per servire a tavola o per le pulizie finali. Il servizio messo in atto dal cuoco a domicilio è infatti nella maggior parte dei casi un pacchetto completo.

La prassi vuole che i piatti da portare a tavola siano preparati direttamente in casa dei clienti. Lo Chef a domicilio può invece preparare in anticipo alcune piccole componenti da usare durante la cena, come ad esempio le salse o gli eventuali condimenti.

Il percorso per diventare cuoco a domicilio

Che tipo di percorso formativo è necessario seguire per poter intraprendere una simile professione?

Per diventare Chef a domicilio, occorre prima di ogni altra cosa possedere una propensione nei confronti della gastronomia di alto livello. Ma la passione ovviamente da sola non basta. È necessario intraprendere un percorso adeguato che permetta di acquisire tutte le competenze del caso. Una buona scelta può essere quella di frequentare un Istituto Alberghiero come punto di partenza.

Anche nel caso in cui si ottenga il Diploma presso un’altra scuola esistono comunque appositi corsi di cucina professionali che permettono di ottenere una bagaglio di nozioni e di pratica fondamentali per poter abbracciare il mestiere di cuoco a domicilio. Svolgere un periodo di lavoro all’interno di un ristorante di qualità costituisce un ulteriore passo importante per acquisire sul campo le opportune competenze.

Come lavora il cuoco a domicilio

Nella maggior parte dei casi, lo Chef a domicilio svolge le sue mansioni in maniera autonoma a seguito dell’apertura di Partita IVA. A ogni modo, questa figura professionale può anche essere regolarmente assunta da imprese che forniscono questa tipologia di servizio alla propria clientela.

Da un punto di vista burocratico, è inoltre opportuno sapere che per poter abbracciare il mestiere di Chef a domicilio è necessario abilitarsi alla somministrazione di bevande e di alimenti, in base a quanto previsto dalla normativa HACCP.

Quanto si guadagna con questo mestiere

Il guadagno che si riesce a ottenere intraprendendo una professione come quella dello Chef a domicilio varia naturalmente a seconda delle proprie capacità imprenditoriali e del grado di competenze possedute e acquisite nel tempo. Se si dimostra di essere dei veri professionisti, si punta sulla promozione e sul passaparola, i risultati possono essere molto buoni anche sotto il profilo economico.

Come aprire un’edicola

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Siamo ormai abituati a leggere le notizie direttamente su Internet ma anche i giornali cartacei restano una modalità abbastanza diffusa, soprattutto per alcune tipologie di lettori. Determinate riviste, tra l’altro, esistono solo in versione cartacea. Ciò significa che una fascia di cittadini deve necessariamente recarsi in edicola per poterle acquistare, a meno che non usufruisca di un qualche abbonamento a domicilio. Questa breve premessa serve per sottolineare come aprire un’edicola resti tutt’oggi una possibilità di lavoro in più, soprattutto per chi mira a gestire un’attività in proprio. Per chiunque fosse interessato, in questo articolo forniremo alcuni consigli utili su come muoversi per intraprendere il percorso. Vedremo quindi tutto ciò bisogna fare per aprire un’edicola.

Aprire un’edicola: i primi passi

Il primo consiglio che vi diamo, è quello di redigere un business plan, in modo tale da riuscire a valutare con attenzione le spese da sostenere e tutti i passaggi da seguire. A questo punto, è possibile procedere con la scelta del luogo ideale, avendo l’accortezza di appurare che non vi siano competitor, quindi attività simili, sia che si tratti di edicole vere e proprie sia di rivendite di giornali situate all’interno di centri commerciali, bar e in strutture analoghe.

La scelta della location è uno tra i punti più importanti per la buona riuscita dell’attività. Ovviamente, nel caso di una edicola è essenziale puntare su una zona molto frequentata, ben visibile e di facile accesso anche per chi passa in auto. Un’altra buona opzione è quella di scegliere una zona di passaggio del centro storico cittadino, dove il viavai di persone è regolare per quasi tutto l’intero arco della giornata.

Requisiti per aprire un’edicola

Come accade con ogni altra attività commerciale, l’apertura di una edicola richiede una serie di adempimenti burocratici da mettere in atto. Per evitare problemi, la soluzione migliore consiste nel rivolgersi a un commercialista, figura professionale che sarà necessaria anche per il proseguimento del lavoro.

La procedura è in tutto simile a quella che riguarda ogni altra attività commerciale. Nello specifico, occorre:

  • aprire una Partita IVA
  • iscrivere l’attività presso la Camera di Commercio locale
  • aprire una posizione all’INPS e all’INAIL
  • procedere con una richiesta di autorizzazione presso il Comune di riferimento.

In genere la risposta da parte dell’Amministrazione locale arriva entro massimo 60 giorni. In caso contrario, è opportuno procedere con un sollecito.

Dopo avere ottenuto tutti i permessi necessari per intraprendere l’attività, è necessario mettersi in contatto con la Federazione Italiana Editori Giornali per la fornitura di quotidiani, riviste e altro materiale editoriale. Si tratta di una operazione indispensabile per potersi avvalere del servizio di un distributore autorizzato e per ricevere regolarmente tutti i prodotti editoriali da vendere presso l’edicola.

Quanto costa gestire una edicola

La gestione di un’edicola può risultare abbastanza onerosa, soprattutto nella sua fase iniziale. Per questo motivo, oltre a occuparsi di vendita di riviste e di quotidiani, è importante ipotizzare l’aggiunta di qualche attività extra, sbizzarrendosi con le idee in base alla propria clientela tipo. Alcune edicole, ad esempio, sono attrezzate per la ricezione di pacchi oppure con piccole caffetterie. Ovviamente ogni servizio aggiuntivo necessita degli appositi permessi del caso.

Quanto guadagna un edicolante

Trattandosi di una attività in proprio correlata a diversi vincoli, il guadagno può variare a seconda dei casi. A pesare sono vari fattori tra cui la posizione in cui è ubicata l’edicola, la propensione innata a fare impresa e altri elementi. Per valutare in maniera opportuna l’effettiva convenienza dell’attività, è consigliabile redigere un piano pluriennale di previsione di costi e ricavi, in modo tale da stabilire il tempo di rientro dall’investimento e l’ammontare degli utili.

Aria di San Daniele: inizia il food tour itinerante

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Ai blocchi di partenza la quinta edizione di Aria di San Daniele, l’evento che porta “in tour”  in tutta Italia il San Daniele DOP.

Il viaggio comincia a Roma il 22 marzo e si snoda per oltre 40 tappe, di cui è possibile conoscere tutti i dettagli sul sito dedicato agli eventi del Prosciutto di San Daniele.

Anche se per molti il San Daniele DOP non ha bisogno di presentazioni – non dimentichiamo che è una delle eccellenze made in Italy più note anche al di fuori dello Stivale – Aria di San Daniele è l’occasione perfetta per una degustazione del prodotto e per scoprirne gli abbinamenti nelle ricette proposte dai locali aderenti all’iniziativa.

Oltre 40 serate con degustazioni gratuite

Le serate evento saranno tutte diverse, ma ovviamente accomunate dall’ingrediente protagonista: il San Daniele DOP, unico e inconfondibile. Potrete trovarlo affettato a macchina o a mano da tagliatori esperti, gustarlo nelle ricette create ad hoc per l’occasione, assaporando così i sapori di ogni Regione.

Ma quali sono le serate-evento in programma? Ecco il calendario di tutti gli appuntamenti dedicati ad Aria di San Daniele:

  • 22-25 marzo a Roma
  • 28-30 marzo a Roma
  • 10-13 aprile a Torino
  • 19-21 aprile a Torino
  • 26-28 aprile a Bergamo
  • 3-5 maggio a Milano
  • 8-10 maggio a Milano
  • 15-18 maggio a Verona
  • 2-5 ottobre a Bari
  • 12-14 ottobre Bari
  • 6-9 novembre a Napoli
  • 15-17 novembre a Napoli
  • 23-25 novembre a Palermo

Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele  – che da oltre 60 anni opera a tutela del marchio – rinnova così l’appuntamento con questo happening ampiamente apprezzato per il senso di convivialità che è in grado di trasmettere.

Degustazione di San Daniele
Degustazione di San Daniele

Non solo degustazioni: alla scoperta delle peculiarità del San Daniele DOP

Gli eventi saranno l’occasione per deliziare il palato con il Prosciutto di San Daniele, oltre che per approfondire quali sono le sue proprietà nutritive e le sue caratteristiche organolettiche. Un appuntamento speciale per conoscere e apprezzare i valori che lo contraddistinguono, la cura per i particolari, la pazienza e l’amore per la tradizione. E per imparare nuove ricette e “trucchi del mestiere” per quello che concerne l’affettare e il conservare al meglio il Prosciutto.

Obiettivo dell’iniziativa, infatti, è anche quello di evidenziare le tipicità del San Daniele DOP in modo da accompagnare gli assaggi con una narrazione sul prodotto, sulla sua lunga storia e sulle sue caratteristiche chiave.

Idee di decoro per la Pasqua

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Se appartenete alla categoria degli irrinunciabili agli addobbi di casa in prossimità di una festa, è questo il momento giusto per realizzare alcune semplici e fantasiose decorazioni di Pasqua.

Considerando che la primavera è alle porte, quale occasione migliore per uscire dalla monotonia dell’inverno regalando ai nostri ambienti un tocco di freschezza e di colore? Da dove iniziare? Ovviamente dalle insostituibili uova: le uova in tutte le tonalità pastello, abbellite da romantici nastri in raso, saranno perfette per questo speciale mood di festa.

Di seguito, alcuni pratici consigli “fai da te” da cui lasciarvi ispirare

L’Albero di Pasqua

Un’antica consuetudine medioevale che proviene dal Nord Europa, più precisamente dalla Scandinavia; una tradizione religiosa che custodisce un profondo significato di rinascita e prosperità, grazie all’uso di rami secchi che, in qualche modo, riacquistano vitalità.

Ecco come rendere perfetto il vostro Albero di Pasqua:

  • L’albero dovrà essere realizzato prima della Quaresima e dovrà restare intatto per i successivi quaranta giorni; si andranno inoltre ad aggiungere giorno dopo giorno, una decorazione a tema o un simbolo. Per il tipo di rami da utilizzare, la tradizione ci invita a preferire quelli di melo in fiore, pesco o ciliegio; le fronde di questi alberi sono abbastanza lunghe e si prestano facilmente ad essere decorate;
  • I rami di conifere sono sconsigliati poiché si confonderebbero con il più pagano Albero di Natale;
  • Dopo la scelta dei rami, si procederà con l’adozione del vaso più adatto: a bordi alti, in terracotta, ceramica o vetro; soluzione, quest’ultima più indicata per chi vorrà cimentarsi nelle decorazioni da applicare al vaso stesso: pietre, rami, fiori di carta, perline, nastri etc.;
  • Utilizzare infine della spugna da fiorista per ancorare i rami.

Protagoniste le uova

Mettete a bollire alcune uova in acqua e spinaci, oppure con una barbabietola o, ancora, con dello zafferano e otterrete così delle uova colorate in modo naturale. Attnzione: svuotate prima le uova, bucandole con un ago alle due estremità!

Uova Ardesia

Ricoprite le uova svuotate con la vernice lavagna, lasciate asciugare e decorate con dei gessetti colorati. L’effetto sarà stupefacente.

Uova Chic

Svuotate le uova e immergetele prima nella colla vinilica diluita e poi nella polvere glitterata luminosa. Il risultato sarà strabiliante.

Uova Dolci

Quest’ultima soluzione è la più veloce e amata dai bambini per il loro albero di Pasqua tutto da gustare. Saranno sufficienti alcuni ovetti di cioccolato o in pasta di zucchero, confezionati con della vivace carta colorata. L’effetto sarà delizioso!

Ghirlande Pan-Brioche

In occasione della Pasqua festeggeremo anche l’arrivo della primavera, puntiamo dunque sulle decorazioni di ghirlande. La ghirlanda di tulipani, ad esempio, con nastro in corda, conferirà un tocco Country Chic all’ambiente. Fiori, foglie, rami, piume, bacche e uova, sono questi gli oggetti da utilizzare per realizzare delle personalissime ghirlande pasquali. La ghirlanda con  rami intrecciati rievocherà la protezione dei nidi, preziosi simboli di questo periodo dell’anno. Tutti i fiori dalle tonalità del giallo, tipici della stagione, ravvivano i campi e la campagna; ecco perché sceglierli per una speciale ghirlanda fiorita.

Amate lo stile Shabby? Perfette sono le mini ghirlande in vimini da appendere alle maniglie o alle finestre, decorate con alcuni coniglietti in legno naturale. Gli appassionati del fai da te sono sempre alla ricerca di materiali di riciclo; i  tappi in sughero insieme a piccoli ramoscelli saranno perfetti per realizzare una romantica ghirlanda da appendere alla porta di ingresso.

Il pranzo di Pasqua richiede invece una ghirlanda di pasticceria? Ecco allora una semplice ricetta da offrire ai vostri ospiti.

Ghirlanda Pan-Brioche

Ingredienti:

  • 500 g di farina
  • 42 g di lievito di birra
  • 250 ml di latte caldo
  • 75 g noce di burro
  • 1 pizzico di sale
  • 50 g di zucchero
  • 1 uovo
  • 4 uova bollite e decorate
  • 50 g di marzapane
  • 100 g mandorle tritate finemente
  • 1 tuorlo
  • 1 cucchiaio di latte
  • 2 cucchiai di marmellata di albicocca

Esecuzione

  • Disponete la farina a fontana aggiungendovi le mandorle tritate;
  • Riscaldate il latte con il lievito già sciolto, zucchero, burro e sale;
  • Versate il liquido ottenuto a filo nella farina; unite il marzapane e l’uovo ed iniziate ad impastare, finché non otterrete un impasto tipo quello del pane.
  • Lasciate lievitare l’impasto per almeno 2 ore in un luogo asciutto, quindi dividete l’impasto in 3 parti uguali realizzando dei filoncini lunghi sessanta cm;
  • Intrecciate i filoncini e chiudete la treccia su se stessa;
  • Sbattete il tuorlo, unite il cucchiaio di latte e spennellate la treccia;
  • Disponete le uova decorate sulla ghirlanda facendo una leggera pressione.
  • Infornate a 175° per 20-25 minuti.
  • In ultimo, spalmate la marmellata sulla superficie tiepida della ghirlanda e decorate con pezzetti di noci o zucchero in granelli.