Home Lifestyle Pagina 34

Lifestyle

Diventare Agente di Polizia: come fare?

0

Diventare agente di Polizia è l’aspirazione di molti giovani. Non tutti sanno però quale sia l’iter da seguire per abbracciare questa professione di grande utilità. In questo articolo scopriremo allora il percorso da intraprendere per abbracciare questo mestiere, scoprendo innanzitutto i requisiti necessari per poterlo svolgere e tutti i vari passaggi da attuare per raggiungere l’ambito obiettivo.

Che cosa fa il poliziotto

L’Agente di Polizia più diffusamente definito Poliziotto è un Pubblico Ufficiale, membro delle Forze Armate. Da un punto di vista operativo si occupa principalmente di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica. Un Poliziotto può essere occupato in vari settori. Un Agente di Polizia può infatti operare sulle cosiddette “volanti” ovvero su strada ma anche in ufficio presso le Questure. Il Corpo della Polizia include inoltre:

  • la Polizia Ferroviaria;
  • la Polizia delle Comunicazioni o Polizia Postale;
  • la Polizia di Frontiera;
  • la Polizia Giudiziaria-Penitenziaria;
  • la Polizia Marittima;
  • il Reparto mobile;
  • la Squadra Mobile, i cui operatori eseguono importanti attività di indagine in borghese, anche su delega dell’autorità giudiziaria;
  • l’Antidroga;
  • la Digos, reparto che si occupa di investigazioni generali e di operazioni speciali, dalla Squadra Tifoserie alla Sezione antiterrorismo;
  • i NOCS, ovvero il reparto addestrato per operazioni ad alto rischio.

L’iter per diventare Agente di Polizia

Il primo passo per poter diventare Poliziotto consiste nel superare un concorso pubblico. Mentre prima del 2016 l’accesso ai concorsi della Polizia di Stato era riservato esclusivamente alle persone che avevano svolto svolto servizio nelle Forze Armate, ora le cose sono cambiate. Allo stato attuale anche i cittadini provenienti dalla “vita civile” possono partecipare, ma solo nel caso in cui siano in possesso dei requisiti richiesti dal bando.

Requisiti per diventare Agente di Polizia

I requisiti per partecipare al concorso necessario per poter diventare Agente di Polizia di Stato sono:

  • cittadinanza italiana;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • diploma di scuola secondaria di primo grado o titolo equivalente;
  • età compresa fra i 18 e i 30 anni;
  • idoneità fisica, psichica e attitudinale;
  • possesso delle qualità morali e di condotta previste dalla Legge.

Come ulteriore requisito si prevede il fatto di non essere stati espulsi dalle Forze Armate, destituiti o licenziati da Pubblici Uffici, né dispensati dall’impiego per persistente insufficiente rendimento.

Non possono inoltre accedere al concorso tutte le persone che abbiano riportato una condanna a pena detentiva per delitto non colposo o siano stati sottoposti a misure di sicurezza o di prevenzione.

L’accesso al concorso è aperto tanto agli uomini quanto alle donne.

Il concorso

Il concorso per diventare Agente di Polizia si suddivide in svariati step. Come primo passaggio occorre superare un questionario a risposte multiple basato su argomenti di cultura generale. È poi richiesta la conoscenza di una lingua straniera a scelta tra inglese, francese e tedesco. Il candidato deve inoltre possedere delle competenze informatiche di base.

Una volta superato il test, il candidato viene sottoposto a una serie di accertamenti psicofisici e attitudinali così da valutarne l’idoneità. In caso di buon esito, si ottiene il titolo di Allievo Agente della Polizia di Stato.

L’Accademia di Polizia

L’iter per diventare Poliziotto si completa con un altro importante passaggio. L’Allievo Agente deve un corso di sei mesi presso un’Accademia Polizia di Stato. Dopo aver superato il corso, si ottiene il titolo di Agente in prova. Sono poi necessari altri sei mesi per divenire
Agente di Polizia effettivo.

Il neo Agente viene a questo punto assegnato a un Reparto o a un Ufficio ubicato in una Regione distinta da quella di nascita o di residenza. La sede definitiva in cui opererà il Poliziotto sarà scelta in una fase successiva anche in base alle reali attitudini evidenziate durante il servizio.

L’iter per diventare Agente di Polizia, insomma, non è immediato e si fonda su svariati passaggi che richiedono un certo impegno. La passione e la tenacia possono quindi essere di grande aiuto per chi decide di abbracciare questa professione. Non solo per il superamento del concorso e del corso in Accademia ma anche durante il futuro servizio.

Come realizzare un presepe perfetto

0

Quando si pensa al Natale si evoca la nascita. San Francesco d’Assisi aveva contemplato questo mistero così intimamente, che nel 1223 di rientro dalla Terra Santa, raggiunse l’eremo di Greccio e, volendo celebrare il Natale in quel luogo, che gli appariva molto simile a Betlemme, pose un altare sopra una mangiatoia, (presepe significa mangiatoia), fece sistemare della paglia, un asinello ed un bue e celebrò l’Eucarestia. A seguito della canonizzazione di San Francesco, l’episodio fu reso noto a molti che vollero replicarlo, dando origine alla diffusione del presepio, così come lo conosciamo oggi, con le statue, ambientazioni, e, dal Medioevo, con rappresentazioni viventi. Una tradizione unicamente italiana, dunque, che con il tempo si è allargata in tutti i paesi cattolici del mondo. In passato sono stati realizzati un’infinità di presepi con moltissime varianti, ognuna più o meno caratteristica per ogni regione, ma la vera patria del presepe italiano resta per tutti la città di Napoli.

Realizzare un presepe

Per dar vita ad un bel presepe, sono molti gli elementi a cui bisogna far riferimento: la struttura del presepio stesso, le casette, le montagne, le luci, Senza dimenticarci i pastori, muschio, animali e personaggi vari. Anche in questo caso il fai-da-te può tornarci utile: basterà un pizzico di fantasia e di buona volontà! Ecco alcuni degli elementi indispensabili per realizzare un vero presepe artigianale.

Occorrente:

  • personaggi;
  • capanna della natività;
  • casette dei pastori;
  • elementi elettrici/meccanici;
  • elementi naturali: muschio (consigliamo di acquistare muschio artificiale per non saccheggiare il bosco), segatura, sassolini, sabbia;
  • carta montagna;
  • carta stellata;
  • cotone idrofilo o farina;
  • alluminio da cucina;
  • luci blu;
  • colla a caldo;
  • stucco;
  • cartone.

Procedimento per realizzare un presepe

La struttura del nostro presepio potrà essere creata con le scatole di cartone, materiale economico e facile da reperire. Per realizzare il fondo si può modellare la carta montagna o il muschio; per ricreare strade, vallate e monti si potrà usare del  gesso modellato o della carta pacco. Suggeriamo di dividere gli spazi su diversi livelli, così da creare le giuste proporzioni: per prima cosa andrà posizionata la natività, è infatti attorno ad essa che ruoterà l’ambientazione, Seguiranno gli edifici e le statue. Successivamente andranno posizionati i personaggi e gli elementi più piccoli. Sullo sfondo stellato si ergeranno infine le montagne innevate.

Il nostro presepe dovrà contemplare molti materiali presenti in natura come: sassolini, rametti, bacche, muschio, sabbia, segatura, una riproduzione dell’acqua che scorre (carta argentata) ecc. Per la realizzazione di prati, strade, corsi d’acqua si potrà usare della segatura colorata di verde, sabbia, e alcuni sassolini che delimiteranno i percorsi artificiali. L’ovatta sminuzzata finemente o la farina sparsa sui tetti e attorno alla grotta, potranno rendere bene l’idea di neve e gelo. È fondamentale fissare tutte le strutture con la colla a caldo per garantirne la stabilità. Una volta realizzato il paesaggio andremo a sistemare qua e là le statuine che non dovranno essere più alte degli edifici. Sceglieremo infine dei sottili fili di luci blu che andranno a ricreare l’effetto di un cielo stellato. Nel caso si voglia rendere il presepe ancora più realistico, potremo collocare alcune statuine meccaniche in commercio: il fornaio che cuoce il pane, il fabbro, il calzolaio.. Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta per rendere il nostro presepe vivente!

Arte del presepio minimale

Chi non dispone di grandi spazi, potrà orientarsi su graziosi presepi minimali, oggi molto ricercati: pochi elementi significativi che rappresentano soltanto la natività, realizzati con il legno o materiali naturali come i gusci delle noci o piccole scatole di fiammiferi. Si tratta di presepi adatti a qualsiasi tipo ambiente e ad ogni angolo d’interno. Essi non occuperanno così grandi superfici, ma susciteranno allo stesso tempo il benestare dei nostri ospiti. Qui di seguito, proponiamo alcune idee di presepi che potrebbero stare comodamente nel palmo di una mano!

Presepio in vetrina

Recuperate dei vasi di vetro di medie dimensioni, ben puliti e con i bordi lisci; incollate al loro interno le sagome della natività con accanto una piccola candela a batteria. L’effetto magia del Natale sarà immediato.

Dolce presepio

Conservate gli stecchi del gelato e assemblate una piccola capanna con della colla a caldo o fil di spago. Ponete al centro la natività e sull’angolo del tetto incollate una stella cometa in paillettes. Il vostro Natale brillerà di luce propria.

Presepe o Albero non importa, quel che conta è il vostro cuore! 
Fate i Buoni!

Come diventare esperto di profumi

0

La professione di “maestro profumiere” o più comunemente definito “naso” è a tutti gli effetti un lavoro del passato, diffuso in Francia già nel XVII secolo, attraverso la corporazione di artigiani guantai-profumieri. Dal passato al presente, questa ricercatissima figura professionale si è specializzata grazie alle moderne tecniche industriali riuscendo comunque a mantenere quella tipica impronta artigianale dell’attività di profumeria.

L’elemento vincente di un buon naso è rappresentato dalla solida memoria olfattiva che permette di memorizzare all’incirca trecento aromi, contro un massimo di cento di una persona normale e che riesce abilmente a combinare tra loro creando nuove fragranze. Alla particolare inclinazione naturale si aggiunge spesso l’essere cresciuto in un contesto di profumieri e aver fiutato le essenze sin da piccolo, oltre che ad aver ultimato gli studi accademici in materia di cosmetica. Non è comunque certo che la componente genetica sia la dote più importante: alcuni esperti di profumo diventano dei veri e propri intenditori puntando unicamente sulla loro sensibilità olfattiva. Vediamo a questo punto come diventare esperto di profumi.

Diventare esperto di profumi: caratteristiche necessarie

Di fatto, per aspirare alla professione di maestro profumiere si dovrà essere dotati di un eccellente senso dell’olfatto,  oltre che dalla capacità di saper scegliere, miscelare e dosare le essenze a disposizione; addestrarsi a riconoscere gli effluvi e i profumi presenti in natura con possibili combinazioni deve divenire nel tempo un’abitudine prevalente.

Un esperto di profumi è in grado di percepire le note di testa, le note dell’anima e quelle di base di una fragranza, in modo da accostare gli estratti naturali nelle giuste dosi, dando vita a composizioni aromatiche uniche e di pregio. L’esperto di profumi deve unire, altresì, la propria creatività alle esigenze di un mercato sempre più in evoluzione.

Il profumo rappresenta uno strumento di comunicazione: esso dovrà mostrare al pubblico le caratteristiche e i valori del brand che lo identificano, ma allo stesso tempo dovrà rispondere alle richieste di una clientela attenta ed esigente. Quello del maestro profumiere è dunque un talento acquisito sin dalla nascita, ma che necessita di studio e conoscenze tecniche che solo alcune delle scuole specializzate di oggi sono in grado di offrire.

Scuole riconosciute per intraprendere il mestiere di maestro profumiere

Le scuole riconosciute come vere e proprie eccellenze sono qui di seguito elencate:

  • Isipca, con sede a Parigi, fondata nel 1970 da Jean-Jacques Guerlain, in assoluto la miglior scuola al mondo nel campo della profumeria e della cosmetica, La scuola garantisce la formazione di figure professionali richieste in tutto il mondo per impegno, precisione e creatività;
  • École Supérieure du Parfum, inaugurata di recente a Parigi, offre ai propri allievi un corso formativo che si sviluppa in quattro anni, intervallati a due stage, oltre ad un quinto anno conclusivo. Una volta terminato il percorso di studio, se nello studente si intravede del talento creativo e un’ottima preparazione, lo stesso verrà inserito in un laboratorio, in affiancamento ad un profumiere Senior che lo accompagnerà nel consolidamento di tecniche e conoscenze specifiche in materia di essenze.
  • L’Università di Padova, dove si potrà accedere ad un master in business e management in fragranze e cosmetici (organizzato in collaborazione con Isipca); esistono anche corsi tenuti direttamente da aziende del settore. Nella città di Novara, in Piemonte, è celebre quello di Mouillettes & Co. fondato dalla maestra profumiera Maria Grazia Fornasier, la quale, dopo aver maturato una significativa esperienza in campo, ha deciso di mettere a disposizione le proprie conoscenze a tutti coloro che desiderano far parte della categoria degli specialisti profumieri.

Dove lavora un esperto di profumi

I laboratori che ingaggiano gli esperti di profumo sono molti, ma pochi si mostrano attenti alla loro personalità, in quanto sempre più interessati a gestire la comunicazione e la diffusione del brand e poco avvezzi a trasmettere i valori culturali di queste figure altamente specializzate. Dobbiamo considerare che prima di essere esperti di profumo, queste figure professionali sono ambasciatori nel mondo e viaggiatori instancabili, alla ricerca di nuove appaganti sensazioni.

L’esperto di profumi è un vero e proprio esploratore in grado di portare alla luce le nostre capacità olfattive e le nostre emozioni più recondite. In ultimo è bene citare alcune importanti dinastie di maestri profumieri, per cui il destino era già risultato segnato alla nascita, come Polge, Creed, Ellena, intere famiglie che da generazioni si occupano della creazione e della diffusione nel mondo delle migliori essenze e dei benefici che ne derivano ogni volta che si compie un semplice “snif, snif”.

Luce domestica: è caccia alle migliori offerte sul web

0

Sempre più utenti sfruttano il web per ricercare le offerte più vantaggiose al fine di risparmiare sulla luce domestica.

Al giorno d’oggi, infatti, le opportunità a disposizione dei consumatori sono davvero numerose, grazie alle proposte disponibili sul mercato tutelato e, soprattutto, a quelle del mercato libero, caratterizzate dalla libera concorrenza e, quindi, da prezzi tendenzialmente più convenienti.

Indipendentemente dal mercato di riferimento, oggigiorno per trovare la migliore offerta per la luce casa è possibile mettere a confronto le diverse proposte disponibili su portali specializzati come offertenergia.it, così da individuare quella che risponde al meglio alle proprie necessità in pochi click.

Quali aspetti considerare nella scelta dell’offerta luce per la casa

Per individuare un’offerta idonea alle proprie necessità sarà naturalmente necessario disporre di una stima dei propri consumi annuali, tenendo conto anche dei periodi della giornata in cui la richiesta è maggiore. A tal proposito, infatti, si può prediligere un fornitore che dia la possibilità di orientarsi su una tariffa monoraria oppure bioraria.

La prima soluzione prevede che il costo dell’energia elettrica rimanga invariato per tutto l’arco della giornata e durante ogni giorno della settimana, festivi compresi. Per questo motivo, si tratta di una tariffa particolarmente conveniente nel caso in cui i consumi elettrici siano ben distribuiti e non concentrati in un unico momento della giornata.

Con la tariffa bioraria, invece, il costo dell’energia è maggiore, dal lunedì al venerdì, nella fascia compresa tra le 8 e le 19 mentre la convenienza maggiore si riscontra tra le 19 alle 8, così come per tutto l’arco delle 24 ore durante il weekend e nei giorni festivi. Per questa ragione, si tratta di una soluzione adatta a chi lavora molte ore fuori casa nel corso della settimana e che per necessità concentra quindi i propri consumi nella fascia oraria in cui il risparmio è maggiore.

Naturalmente, l’ottimizzazione dei costi della bolletta della luce passa anche per la riduzione degli sprechi energetici. A questo proposito, può essere utile ricordare di investire in soluzioni meno energivore, per esempio dotandosi di elettrodomestici di classe energetica elevata così come di un impianto di illuminazione a LED.

Offerte luce: prezzo fisso o prezzo indicizzato?

Un altro fattore da tenere in considerazione in fase di scelta dell’offerta luce per la casa è rappresentato dal metodo di pagamento e ricezione delle bollette: in genere, infatti, è possibile risparmiare ulteriormente nel caso in cui sia prevista la possibilità di attivare, gestire e pagare l’utenza direttamente online.

Nel dettaglio, la convenienza deriva dall’abbattimento dei costi per la produzione delle bollette cartacee. Inoltre, una transazione diretta presenta di solito una commissione più bassa rispetto a quella di un pagamento effettuato in posta o in banca: la fatturazione elettronica, del resto, è sempre più diffusa e apprezzata, anche perché permette di risparmiare tempo per quello che riguarda la gestione dell’utenza.

È altrettanto importante ricordare che le offerte luce possono essere caratterizzate da un prezzo fisso oppure indicizzato. Si tratta di soluzioni che permettono di risparmiare secondo modalità ben diverse: nel caso delle offerte a prezzo fisso, infatti, i fornitori si impegnano a offrire una fornitura luce con un costo invariato della materia energia, tutelando i consumatori da eventuali rincari determinati dalle fluttuazioni del mercato.

Le offerte a prezzo indicizzato, invece, possono arrivare a offrire un risparmio maggiore nel caso in cui il costo dell’energia sia soggetto a un ribasso – naturalmente, in questo caso è possibile anche che il prezzo aumenti, nel corso del tempo.

Come addobbare un tavolo di compleanno

0

I preparativi per la festa di compleanno sono sempre eccitanti e frenetici dal punto di vista organizzativo. Qualunque sia l’età da festeggiare, risulterà emozionante trascorrere questo momento di gioia e condivisione con i nostri amici e parenti più cari (compresi i nostri cani e gatti). I punti fermi di una ricorrenza speciale, quale il nostro compleanno, restano i dolci e le squisitezze da offrire ai nostri ospiti. Di fronte a una tavola imbandita, gli invitati potranno godersi al meglio l’evento e ricorderanno il “dolce” sapore della festa.

Non a caso, vi suggeriamo alcune semplici idee per allestire una tavola di compleanno in perfetta regola con le regole del Bon Ton. Munitevi di carta e penna e annotate tutto senza tralasciare nessun particolare. Ecco i nostri pratici consigli su come un tavolo di compleanno.

Idee per addobbare un tavolo di compleanno

Stile e armonia

Ogni cosa dovrà essere presentata in perfetta armonia. È importante che le decorazioni risultino in sintonia tra loro e con la location prescelta per la cerimonia. Selezioneremo con cura la gamma dei colori per gli allestimenti, l’apparecchiatura e le portate. I colori più adatti sono quelli tenui che non andranno a stonare con l’ambiente e non risulteranno troppo vistosi.

Il gusto dell’apparecchiare

È buona regola dotare la tavola di un sotto-tovaglia che sia resistente e idrorepellente per rimediare a eventuali danni. Dopodiché stenderemo la nostra  tovaglia ben stirata, in tinta unita, preferibilmente sui toni del beige o del grigio chiaro.

Facciamo attenzione a non utilizzare una tovaglia bianca, perché il bianco tenderà a “inibire” gli invitati che avranno l’ansia di rovesciare qualcosa e rovinare la festa. I tovaglioli dovranno essere sempre abbinati alla tovaglia. Le tinte forti andranno a caratterizzare solo gli elementi del centro-tavola (composizioni floreali, candelabri, piccoli cesti di frutta disposti sulla lunghezza della tavola).

Evitiamo invece di posizionare un unico centro-tavola, molto più adatto alle cerimonie formali.

In prossimità della tavola principale, allestiremo una tavola di dimensioni ridotte, sulla quale sistemeremo alcuni stuzzichini da consumare in piedi, senza l’uso delle posate. Diamo modo ai nostri ospiti di potersi servire da soli con bicchieri e tovaglioli collocati ordinatamente su comodi punti di appoggio, attorno ai quali, gli stessi invitati potranno sorseggiare del buon vino e conversare amabilmente.

A seconda della stagione in cui si svolgerà la festa, disponiamo sulla nostra tavola alcune e varie decorazioni a tema di stagione, ad esempio, nel periodo autunnale, utilizzeremo rametti, piccole zucche sulle quali dipingere il numero degli anni, oppure qualche pigna di bosco per realizzare degli originali segnaposto.

Mettiamo in risalto il nostro colore preferito e rivestiamo ogni elemento dell’apparecchiatura del colore che ci contraddistingue: nastri per i tovaglioli, messaggi personalizzati sui bicchieri scritti con pennarelli glitter, candele di ogni forma o colore e sottobicchieri realizzati con un semplice panno feltro.

La tavola dei più piccini

Le decorazioni della tavola per il compleanno dei bambini dovrebbero risplendere di tinte sfavillanti. I decori prevedono alcuni elementi indispensabili per creare un vero e proprio tripudio di colori adatto ai più piccoli, mentre per i più grandicelli, potremmo allestire una tavola con un’impronta di tipo internazionale, includendo i piatti delle diverse tradizioni come: pancake, crepe, frittelle, ognuno contrassegnato dalle bandierine dei paesi di provenienza. I classici e fantasiosi palloncini non mancheranno.

Sarà simpatico scrivere i nomi dei piccoli ospiti su ogni palloncino, per poi sistemarlo sulle sedute attorno la tavola; i piccoli si divertiranno un mondo a trovare il proprio posto; Le squillanti trombette, allineate accanto alle posate, daranno quel tocco di euforia in più alla festa.

I piatti di carta a tema, si adatteranno magicamente alla tavola dei più piccini: le scene di pirati, elfi, draghi e principesse raffigurate sui piattini renderanno magico il momento del compleanno e soprattutto, vi verrà risparmiata la fatica del lavaggio.

Eccoci giunti al tanto atteso momento della torta. Potremo presentare una dolce fattoria realizzata con i cupcake a forma di animaletti, biscotti, tortine o pasticcini ricoperti di glassa con al centro, in bella mostra l’età dei piccoli festeggiati. E se il dolce fosse riservato agli adulti? Ebbene, riprendiamo i colori della tavola e sistemiamo la nostra torta di compleanno su di una elegante alzatina in cristallo con attorno le classiche candeline accese, da spegnere tutte d’un fiato affinché si possano realizzare i nostri più bei sogni.

Quando diventa adulto un gatto

0

Insieme ai cani, i gatti sono tra gli animali domestici più amati e diffusi. La cosa è più che comprensibile se si considera che sono dei compagni intelligenti e dotati di una simpatia fuori dal comune. Chiunque viva con un gatto impara ad apprezzarlo giorno dopo giorno e non può letteralmente più fare a meno della sua presenza tra le mura domestiche. Sono molte le curiosità che riguardano gli straordinari felini che popolano le nostre case, riscaldandole con le loro fusa e le loro coccole. In questo articolo cercheremo in particolare di chiarire un dubbio diffuso tra molte persone. Vedremo cioè quando diventa adulto un gatto.

Le età del gatto

Al giorno d’oggi, un gatto vive mediamente tra i dieci e i quindici anni se trascorre la propria esistenza al riparo tra le mura domestiche. I gatti che vivono liberi, di solito, vivono invece meno a lungo rispetto a quelli domestici perché più soggetti a malattie, ferite e incidenti di vario tipo.

Ma quando diventa adulto un gatto? Tra i nove e i dodici mesi, molti cuccioli hanno quasi raggiunto la loro taglia adulta. A un anno, il felino viene considerato adulto, tranne alcune eccezioni per le razze a crescita prolungata, come nel caso del Maine Coon.

In questa fase in cui è un giovane adulto, il gatto risulta vivace e pienamente in buona salute, con una struttura osteoarticolare e muscolare forte, un mantello lucido ed eccellenti riflessi.

Il gatto anziano

A partire dai dieci anni, un gatto inizia a essere considerato anziano. Questo passaggio si riscontra in diverse caratteristiche dell’animale che tendono a mutare. Il pelo dei piccoli felini inizia innanzitutto a cambiare in maniera visibile, risultando più ispido.

Anche una volta giunti alla fase della vita in cui sono ormai anziani, diversi gatti mantengono un’ottima condizione fisica e mentale fino al doloroso momento del trapasso. In altri esemplari, invece, il passaggio alla vecchiaia si manifesta con una progressiva diminuzione della vivacità e della curiosità. Nel passaggio alla condizione di gatto anziano, si notano quindi delle evidenti differenze a livello caratteriale. Un gatto anziano è in genere più tranquillo e tende a dormire molte più ore.

In alcuni casi, si assiste anche a disinteresse, dimagrimento, peggioramento delle funzioni digestive, caduta dei denti e manifestazioni di carattere artitrico con conseguente perdita dell’agilità. Anche lo sguardo tende via via a perdere lucentezza, sebbene i casi di cataratta siano piuttosto rari nei gatti.

Quando il gatto è sul punto di morire

È di essenziale importanza la presenza del proprio padrone quando un gatto è ormai prossimo alla morte, in particolar modo negli ultimi giorni. Occorre trovare sempre del tempo da dedicargli, per coccolarlo o semplicemente per stagli accanto. Per un gatto domestico, il proprio padrone rappresenta infatti un riferimento essenziale, la parte più importante della sua esistenza.

Anni di un gatto in rapporto a quelli di una essere umano

Calcolare l’età del gatto in relazione a quella dell’essere umano non è un compito semplice. Nei primi due anni di vita lo sviluppo del felino procede in maniera rapida. Una volta raggiunto il secondo anno di vita, il gatto ha più o meno l’equivalente dei ventiquattro anni dell’essere umano.

A partire da quel momento si ha la prassi di far corrispondere a ogni anno di vita del gatto circa quattro o cinque anni di quelli di una persona. Quando il felino ha dieci anni ha quindi un’età paragonabile a quella di una persona sui cinquantasei anni.

Si tratta per ovvi motivi di indicazioni di massima che si utilizzano per calcolare l’età di un gatto così da comprenderne il rapporto con quella degli esseri umani.

Che cosa fa l’osteopata

0

Sono davvero numerose le discipline e le correlate professioni che interessano da vicino il corpo umano, per favorire la sua salute e il suo benessere. Tra di queste rientra anche l’osteopatia. Nei prossimi paragrafi del nostro articolo andremo alla scoperta di cosa fa in concreto la figura che se ne occupa. Ci riferiamo all’osteopata. Entriamo subito nel dettaglio di questa professione.

Che cos’è l’osteopatia

Quando si parla di osteopatia ci si riferisce a una terapia manuale, complementare alla medicina classica, incentrata sulla salute della persona piuttosto che sulla malattia. Questa particolare disciplina si avvale di un approccio causale e non sintomatico. In molti casi, infatti, la causa del dolore trova la sua origine lontano dalla regione effettiva del corpo in cui si avverte la sensazione dolorosa. L’osteopatia va così alla ricerca delle possibili alterazioni funzionali che portano al manifestarsi di sintomi che possono successivamente sfociare in dolori di vario genere.

Storia dell’osteopatia

L’osteopatia, o medicina osteopatica, è nata alla fine dell’Ottocento negli Stati Uniti d’America e si è diffusa nei primi anni del Novecento in Europa, in particolare in Francia e in Inghilterra, dove è da tempo una disciplina affermata. Il termine che indica questa particolare prassi è stato coniato dal suo fondatore, il chirurgo americano Dr Andrew Taylor Still, che alla fine del XIX secolo scoprì le relazioni esistenti tra l’equilibrio funzionale dell’insieme delle strutture del corpo e la salute.

Di cosa si occupa l’osteopata

L’osteopata è un professionista che lavora sul corpo umano nel senso della fisiologia e dell’energia, riportando equilibrio sul versante articolare, viscerale e fasciale e facilitando i meccanismi di autoregolazione.

Quando una persona si reca da una figura come quella dell’osteopata, la seduta si apre con un’anamnesi che parte dal disturbo principale del paziente, per poi risalire fino alle varie lesioni osteopatiche coinvolte nel problema.

L’osteopatia tratta le lesioni funzionali reversibili. Ciò significa che non risulta idonea in caso di problematiche di frattura, di tumore o per curare malattie gravi che mettono in pericolo la vita della persona.

All’atto pratico, tra le sue svariate mansioni, un osteopata si occupa di:
visitare i pazienti;

  • farne l’anamnesi;
  • raccogliere e analizzare le informazioni ottenute;
  • prendere decisioni cliniche a partire dai principi e dalle tecniche dell’osteopatia;
  • individuare le alterazioni strutturali e fisiologiche del corpo umano, tenendone costantemente sotto controllo i cambiamenti;
  • esaminare il quadro clinico;
  • individuare le cause e le eventuali malattie che non sono di competenza osteopatica.

Come diventare osteopata

Per diventare osteopata esistono essenzialmente tre diverse vie d’accesso:

  • frequentare un corso di osteopatia a tempo pieno della durata di cinque anni;
  • frequentare un corso di osteopatia a tempo parziale della durata di sei anni;
  • frequentare un corso di osteopatia per fisioterapisti della durata di 5 anni.

Nel primo caso, l’aspirante osteopata inizia il proprio percorso subito dopo aver terminato le scuole superiori. Al termine non ci ottiene una Laurea ma ha comunque l’opportunità di esercitare la professione. Negli altri casi, si tratta invece di corsi post laurea aperti solo a studenti già qualificati in possesso di Laurea in Fisioterapia, in Medicina e Chirurgia o in Odontoiatria.

Come lavora l’osteopata

Oltre ad avere la possibilità di aprire un proprio ambulatorio, una figura professionale come quella dell’osteopata può collaborare con altri professionisti sanitari, in particolar modo in diversi campi specialistici che riguardano la medicina convenzionale.

Quanto guadagna un osteopata

Lo stipendio annuo dell’osteopata varia ovviamente a seconda del grado di esperienza. Quando il professionista ha almeno 5-10 anni di esperienza, il suo guadagno oscilla in media tra i 15.000 e 18.000 euro. Se lavora in forma autonoma, la retribuzione di un osteopata varia anche in base al numero di pazienti trattati o della struttura presso la quale presta il proprio servizio.

Idee per decorare il Natale

0

La maggior parte delle persone è solita prepararsi al Natale acquistando tutto già pronto in negozio per poi assemblarlo una volta a casa. Questo vale sia per le decorazioni che per le pietanze dei giorni di festa. Tutto ciò, però, anche se apparentemente ci farà risparmiare del tempo, impedisce di creare il “nostro” Natale, o quell’impronta originale e unica, fatta di usanze tipiche e familiari da tramandare di generazione in generazione.

Qui di seguito desideriamo regalarvi in anticipo sulle Feste con alcune semplici idee per decorare il Natale, a basso costo e alla portata di grandi e piccini, affinché la vostra casa sia preparata adeguatamente per creare un’atmosfera accogliente, serena e rilassata.

Emozioni in rosso

È facile dar spazio alla fantasia quando si hanno a disposizione delle belle piante in sintonia con lo spirito natalizio. Un vero e proprio must sotto le Feste, le Stelle di Natale, potranno essere utilizzate per singolari decorazioni casalinghe da disporre in ogni ambiente delle nostre abitazioni.

Basterà un vaso di Stelle di Natale dal bel colore rosso intenso per dare vita a un simpatico calendario dell’Avvento. Ecco il materiale di cui avrete bisogno:

  • Stella di Natale;
  • copri-vaso in cartone o altro materiale simile;
  • oggetti disparati dalle forme rettangolari e/o quadrate (agendine, segnalibri, libricini, tavolette di cioccolata…etc..);
  • carta da pacco neutra;
  • nastro da regalo;
  • colla;
  • pennarelli color oro.

Procedimento:

  • rivestire il vaso con il cartone a tema natalizio;
  • incartare ad uno ad uno i piccoli oggetti;
  • scrivere su ogni pacchetto la data di apertura (1-24 Dicembre) con il pennarello glitter oro;
  • fissare i pacchettini al nostro porta-vaso con colla e nastro.

Ogni mattina sarà emozionante scartare un regalino a colazione e condividerlo con la vostra famiglia o i vostri bambini.

Rami del bosco

Le passeggiate nei boschi aiutano a ritemprare lo spirito e a farci venire in mente idee creative per il nostro angolo natalizio ad effetto Natural Green. Recuperiamo dal sottobosco alcuni rami caduti o tagliati, dalle diverse forme e dimensioni da fissare in un cesto o in un secchiello di latta dall’aspetto un po’ vintage, ai quali appendere le nostre decorazioni fantasiose, privilegiando i temi multicolore, cristalli, oro o argento oppure dei semplici biglietti di auguri, stesi con mollette da bucato in legno.

Candele agrumate

La fiamma delle candele crea da sempre suggestivi giochi di luce ed un clima romantico; perché non riciclare una semplice buccia di arancia o mandarino per realizzare addobbi naturali ma anche incredibilmente profumati?

Occorrente per realizzare la  candela agrumata:

  • bucce di arancia, pompelmo e mandarino;
  • candele bianche usate;
  • uno stoppino per candele;
  • uno spiedino di legno.

Procedimento per sciogliere la cera:

  • utilizzare un comune barattolo di latta, tipo quelli dei pomodori pelati;
  • assicurare lo stoppino al centro del bastoncino di legno;
  • poggiare il bastoncino di legno orizzontalmente sul bordo dell’arancio svuotato dalla polpa. Questo ci servirà per tenere in piedi ed in equilibrio lo stoppino all’interno dell’agrume stesso;
  • con delicatezza, versare la cera diluita all’interno della buccia-contenitore;
  • fermarsi a uno o due centimetri dal bordo;
  • lasciare solidificare la cera ed eliminare il bastoncino di legno dallo stoppinp

A questo punto, è sufficiente tagliare la parte dello stoppino in eccesso, e… voilà la vostra candela agrumata sarà pronta a illuminare la tavola della Vigilia.

Altre idee per decorare il Natale: ghirlande e festoni

La ghirlanda natalizia appesa all’ingresso di casa diventa una delle più classiche decorazioni, perché tratteggia lo stile degli addobbi scelti e attira la curiosità di ospiti e passanti. Le ghirlande natalizie possono essere realizzate con l’impiego di svariati materiali, dal legno ai rami di pino, dal cartone alla plastica, dalla lana alla juta e possono avere differenti stili e motivi, per soddisfare ogni tipologia di gusto e mood. Ad esempio riuscireste ad immaginare una ghirlanda realizzata con le pagliette che si usano in cucina, per la pulizia delle pentole? L’idea è davvero straordinaria e il risultato vi lascerà sbalorditi.

Occorrente per la nostra ghirlanda metallica:

  • telaio in polistirolo di una ghirlanda di media grandezza;
  • fiori in feltro in vari colori; pagliette metalliche arrotolate;
  • colla a caldo.

Procedimento: 

  • con le mani date forma alle pagliette, in modo da creare delle rose dai riflessi metallici;
  • alternate sulla struttura circolare in polistirolo le sagome dei fiori ritagliate da panni in feltro e le rose argentate in metallo, servendovi dell’apposita pistola per colla a caldo;
  • una volta che il tutto sarà asciutto, appendete la ghirlanda con un nastro natalizio alla porta di entrata o sopra il camino del vostro salotto.

Queste sono alcune delle piccole magie di uno dei momenti più belli dell’anno, creato per essere condiviso con tutte le persone cui vogliamo bene. Buona lettura!