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Vantaggi dell’utilizzo di strumenti di rilevamento delle frodi di pagamento

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I dati evidenziano come da alcuni anni a questa parte si stia assistendo ad un crescendo di frodi sui pagamenti, di cui le aziende restano sempre più vittime. A livello globale tale incremento si deve principalmente alle nuove opzioni elettroniche di pagamento rapido. In base a quanto stimato da Kyriba, fornitore di sistemi di tesoreria, oltre il 50% dei team di tesoreria sono stati vittime di frodi negli ultimi anni. Nonostante il fenomeno sia in evidente crescita, tuttavia, sono poche le aziende che ad oggi hanno messo in atto provvedimenti mirati per contrastare in maniera proattiva il rischio di frode.

Le diverse tipologie di frodi sui pagamenti

Le frodi sui pagamenti si verificano nel momento in cui un conto viene compromesso. In genere, i pagamenti fraudolenti sono avviati da soggetti non dipendenti dell’azienda attraverso assegni falsificati o assegni aziendali con firme contraffatte, bonifici non autorizzati, transazioni ACH, carte d’acquisto rubate o contraffatte, intercettazione e  re-indirizzamento di informazioni finanziarie riservate mediante attacchi informatici, nonché i cosiddetti  attacchi “Business Email Compromise” (BEC).

Per  Business Email Compromise si intende una tipologia di truffa sofisticata. Tra le sue vittime privilegiate vi sono le aziende che eseguono bonifici con regolarità e le aziende che lavorano con fornitori esteri. Nel caso specifico, i truffatori fanno uso di e-mail aziendali ufficiali come mezzo per inoltrare istruzioni di pagamento apparentemente valide ma che danno in realtà luogo a trasferimenti di fondi diretti non autorizzati.

Alle frodi messe in atto dai truffatori esterni si affiancano quelle commesse da soggetti interni alle aziende stesse. Il classico prototipo risponde all’identikit del dipendente addetto alla contabilità fornitori che emette assegni intestati a beneficiari fittizi, successivamente incassati o trasferiti con rapidità a conti offshore.

Le frodi più frequenti

Ad essere maggiormente esposti alle frodi sono in particolar modo i pagamenti ai fornitori, come conseguenza del corposo volume di transazioni, degli importi potenzialmente elevati e del flusso di lavoro che in molti casi è decentralizzato.

La situazione riguarda soprattutto le grandi organizzazioni che sono dotate di accordi contrattuali complessi e di svariati metodi di pagamento, oltre che di differenti sedi, unità di business e centri di pagamento. È chiaro che, dinanzi a un contesto simile, per potersi mettere al riparo, diviene necessario prevenire le frodi nei pagamenti con l’adozione di specifiche strategie e sfruttando prima di ogni altra cosa le enormi potenzialità offerte dalla tecnologia. In tal senso risulta efficace ricorrere a specifici software studiati per lo scopo, come le soluzioni Kyriba.

Vantaggi di adottare il software Kyriba per la prevenzione delle frodi nei pagamenti

Per prevenire in maniera proattiva le frodi nei pagamenti illustrate poc’anzi, le soluzioni Kyriba rappresentano la scelta ottimale per svariati motivi. Software di questo tipo sono in grado di fornire una serie di significativi vantaggi ai suoi utilizzatori. Si tratta prima di ogni altra cosa di strumenti capaci di centralizzare i processi di pagamento, controllando in maniera puntuale i vari movimenti di denaro.

Alla base del funzionamento di queste innovative soluzioni c’è anche l’Intelligenza Artificiale. Le funzionalità di rilevamento in tempo reale delle frodi di Kyriba sono infatti supportate dal Machine Learning, oltre che dall’automazione (rule-based automation), offrendo nuovi livelli di protezione dalle frodi nei pagamenti e dai crimini informatici.

Altra funzionalità di grande interesse è costituita dal Dynamic Discounting, che consente alle aziende che lo adottano di ridurre i costi e di incrementare il capitale circolante mediante degli sconti dinamici. In questo modo, per le aziende è possibile utilizzare la liquidità inattiva allo scopo di ottenere tassi di rendimento senza rischi, realizzando pagamenti anticipati ai propri fornitori.

L’utilità di centralizzare i processi di pagamento

Centralizzare i processi di pagamento mediante l’uso di soluzioni software come quelle fornite da Kyriba offre alle aziende che le adottano l’opportunità di standardizzare e di semplificare i flussi di lavoro, riducendo nel contempo gli interventi manuali e i costi operativi.

Le funzionalità di netting e l’indirizzamento intelligente dei pagamenti permette di abbattere i costi delle transazioni, riducendoli al minimo. A questi benefici si affianca l’elevato grado di sicurezza con cui vengono realizzati i pagamenti, tanto quelli manuali quanto quelli automatizzati. Come ulteriori funzionalità, le soluzioni Kyriba:

  • forniscono una conferma dei pagamenti on demand e una gestione dei firmatari sincronizzata;
  • garantiscono un monitoraggio e un reporting trasparenti tramite dashboard intelligenti.

Grazie all’insieme di queste funzionalità, i reparti finanziari hanno un controllo totale sui flussi di denaro, riuscendo così ad ottimizzare i movimenti di cassa dell’intera organizzazione  aziendale.

Come diventare copywriter

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Sono svariati i mestieri che ruotano intorno al mondo della scrittura. Tra quelli che vengono in mente prima degli altri ci sono ad esempio il giornalista e il romanziere. Una delle figure che per mestiere si occupa di scrittura e che da alcuni anni a questa parte sta ottenendo particolare successo, grazie anche al crescente uso del web, è il copywriter. Nei prossimi paragrafi del nostro articolo scopriremo di cosa si occupa per l’esattezza e che tipo di percorso è necessario intraprendere per abbracciare questo tipo di professione.

Chi è il copywriter

Il copywriter è una figura professionale definibile anche con l’espressione di “redattore pubblicitario”. In concreto, si tratta della persona che scrive testi di carattere pubblicitario, a partire dagli annunci stampa fino ai testi per gli spot televisivi. Il copywriter, inteso nel senso più tradizionale del termine, lavora in genere all’interno di un’agenzia pubblicitaria e insieme al direttore artistico forma la coppia creativa della stessa.

Tuttavia, da alcuni anni a questa parte, il concetto di copywriter si è ampliato, andando ad abbracciare anche il settore del web. Oggi come oggi, parlando di copywriter ci si riferisce anche a chi scrive testi destinati alla comunicazione aziendale e imprenditoriale, per promuovere quindi attività professionali di ogni genere. Nel senso più moderno del termine, quindi, il copywriter può anche occuparsi della scrittura dei testi dei blog aziendali, per finalità per l’appunto promozionali.

Di cosa si occupa il copywriter

Grazie all’uso delle parole, il copywriter veicola al meglio il messaggio di aziende e professionisti, aiutandoli nella vendita e nella comunicazione. Il copywriter si occupa di:

  • trasformare le idee in parole;
  • di elaborare dei testi sulla base delle varie esigenze del cliente.

Lo scopo primario del suo lavoro è di curare l’immagine dei propri clienti, con l’obiettivo primario di pubblicizzarne prodotti e servizi.

Tra le attività principali del copywriter possiamo ricordare:

  • la scrittura dei contenuti per i siti web;
  • la scrittura di articoli e di post per blog;
  • la scrittura di newsletter e sales letter;
  • la scrittura SEO Oriented per indicizzare i siti web aziendali su motori di ricerca.

Spesso il copywriter si occupa anche di ghost writing.

Requisiti per diventare copywriter

Il requisito imprescindibile per diventare copywriter è sicuramente quello di avere un’ottima padronanza della lingua italiana e delle tecniche di scrittura. Ma non ci si può limitare solo alla capacità di scrittura. I testi devono essere ottimizzati in ottica persuasiva, oltre a essere chiari e concisi.

Anche possedere un certo pizzico di creatività può essere d’aiuto. Occorre inoltre essere capaci di adattare il proprio stile alle esigenze del committente.

Formazione necessaria per diventare copywriter

Qual è la formazione necessaria per diventare copywriter? A oggi non esistono corsi di Laurea specifici per diventare copywriter. Certamente intraprendere un percorso di tipo umanistico può risultare utile per imparare a scrivere. Un altro percorso utile per abbracciare questo mestiere è in ambito di Marketing e comunicazione.

Un valido strumento di tipo formativo è inoltre rappresentato da specifici Master o corsi. Come accade con qualsiasi altra professione, essenziale è infine l’esperienza sul campo che può essere fatta direttamente in azienda o all’interno di agenzie che si occupano di comunicazione.

Dove lavora il copywriter

Soprattutto quando si occupa di scrittura per il web, il copywriter può lavorare anche in maniera autonoma come freelance. Molti copywriter sono comunque assunti regolarmente in un’agenzia o direttamente all’interno delle aziende.

In molti casi, il percorso professionale inizia con diversi anni da dipendente per poi proseguire con l’attività di copywriting in maniera autonoma, a seguito dell’apertura di partita IVA.

Nel caso in cui si intraprenda la professione come freelance, lo stipendio medio varia ovviamente a seconda del numero di clienti gestiti e della propria capacità imprenditoriale.

Con Vivi di Gusto la buona tavola è online

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La frenetica vita di tutti i giorni lascia spesso poco tempo da dedicare alla cucina e si finisce il più delle volte per mettere in tavola gli stessi piatti. Dall’esperienza Carrefour in fatto di cibo e di vino arriva un aiuto pratico e versatile: il magazine digitale Vivi di Gusto.

Diverse rubriche affrontano con un linguaggio semplice e accattivante argomenti che ruotano intorno al mondo del food e della cura della casa, tra ricette, scelta delle materie prime e definizione della mise en place, con uno sguardo attento alle questioni ambientali.

Il punto di partenza, per tutte le idee presenti nel magazine online, è la possibilità di essere messe in pratica anche dai meno esperti fra i fornelli, utilizzando i prodotti consigliati facilmente reperibili nei punti vendita Carrefour e nel catalogo online.

Il viaggio fra le vie del gusto parte dalla Cucina Creativa, la rubrica che apre al lettore la possibilità di consultare ricette sempre nuove e stuzzicanti e permettere di portare tutti i giorni in tavola piatti deliziosi, legati alle tradizioni regionali e alle tendenze più attuali. Le indicazioni chiare e dettagliate permettono di realizzare le preparazioni senza problemi, anche grazie a contributi video di comoda fruizione.

Per ricette realizzate a regola d’arte, è fondamentale la scelta delle materie prime, da individuare fra le eccellenze italiane presenti da Nord a Sud, all’insegna di stagionalità e genuinità. Le Pillole dell’Esperto forniscono tutto il supporto necessario per orientarsi fra le tante specialità locali, attraverso i suggerimenti dei dipendenti Carrefour nell’individuare ingredienti di qualità o nell’apprendere, per esempio, come grigliare alla perfezione la carne o come pulire il pesce.

Tanta cura per realizzare un pasto deve comprendere anche l’accostamento con il vino, in grado di allietare i palati e valorizzare il sapore delle portate. I pareri e le storie di esperti viticoltori, racchiusi nella rubrica Vino e Dintorni, diventano suggestivi racconti che possono essere ascoltati in ogni momento della giornata tramite il formato podcast. Si ha così l’opportunità di godersi una visita tra cantine e vigneti, alla scoperta di bouquet raffinati, tecniche di produzione e abbinamenti con il cibo.

Per un risultato veramente eccezionale, anche tovaglie, posate e decorazioni vanno armonizzate per dar vita a un effetto gradevole e accogliente. Con Arte in Tavola, è facile farsi ispirare per ogni occasione e stupire familiari e amici, con pochi accorgimenti alla portata di tutti.

In un magazine al passo con i tempi come Vivi di Gusto non può mancare un elemento attuale e importante come la sostenibilità, che si trasforma in azioni concrete portate avanti e promosse dal programma Act For Food. Il benessere delle persone è, infatti, strettamente connesso alla salute del nostro pianeta ed è compito di tutti agire di conseguenza, con responsabilità e impegno. Carrefour si muove in questa direzione adottando diverse misure, come la riduzione dello spreco alimentare, la valorizzazione dei produttori locali e il controllo su origine e qualità delle materie prime.

Prestare attenzione ai dettagli può rendere speciale una normale cena in famiglia, anche se tempo e fantasia scarseggiano. Vivi di Gusto si offre proprio come strumento utile e sempre aggiornato per rendere la vita di tutti i giorni più saporita, allegra e, nello stesso tempo, attenta all’ambiente.

Idee per decorare le pareti

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Eccoci finalmente pronti a compiere il nostro primo viaggio nell’universo del bricolage, per offrire alla nostra casa un tocco esclusivo e fantasioso. Nel panorama dell’Home Decor sono tantissime le  idee preziose per gli abbellimenti e le decorazioni da parete fai-da-te. Si tratta di soluzioni davvero semplici da realizzare ma allo stesso tempo di grande impronta estetica. Impiegheremo materiali diversi, la maggior parte dei quali facilmente reperibili ed economici, già da subito pronti per il nostro personalizzato restyling di strutture divisorie e muri.

Se desiderate svecchiare o rimodernare i vostri ambienti in poche semplici mosse, qui di seguito vi elencheremo alcune delle nostre originali ispirazioni.

Decorare le pareti: alcune idee

Pittura

La pittura decorativa da interni può essere di grande effetto per le pareti delle nostre case. Una giusta decorazione permette di esprimere la nostra personalità o il nostro mood. Se ben dosata, riesce a conferire quel valore aggiunto che spesso manca, quando ci si trova di fronte ad ambienti monocromatici: dalle velature, agli effetti metallici, dagli spatolati ai glitter, quando si parla di decorazioni per pareti, la prima cosa che viene in mente è un uso mirato della classica vernice.

Giusto. Ricordiamo però che, oltre alla classica pittura, con qualche attrezzo a portata di mano, come un pettine, elastici o una spugna, si potranno ottenere risultati davvero inaspettati. Ad esempio, un’idea decorativa davvero facile da realizzare e perfetta per le pareti di cucine o camerette è quella che prevede l’impiego della pittura ardesia. Una caratteristica positiva dell’utilizzo dell’ardesia in cucina è la sua durata e resistenza all’umidità. Inoltre, consentirà di trasformare un’intera parete o parte di essa in una tavolozza dove poter scrivere, disegnare o lasciare nel tempo simpatici messaggi.

Specchi e riflessi

Se abbiamo sempre pensato di destinare gli specchi a quegli spazi esclusivamente funzionali come camera da letto, bagno o ingresso, un loro riuso, come vera e propria espressione di ornamento, potrebbe stupirvi. Accostare specchi di forme e dimensioni diverse su un’unica parete, non andrà soltanto ad abbellire con un tocco di raffinatezza l’intero ambiente ma allargherà otticamente gli spazi e rifletterà la luce naturale rendendoli più luminosi. Gli specchi, dunque, non svolgono solo una funzione pratica ma anche estetica: un unico importante specchio o tanti piccoli specchi raggruppati tra di loro, riempiranno le pareti aumentandone visibilmente volume e profondità.

Washi Tape

I washi tape sono nastri adesivi decorativi, realizzati con la raffinata carta giapponese. Il termine è composto da “wa” che significa giapponese e da “shi” che vuol dire carta. La carta washi, già conosciuta per il suo utilizzo nell’arte degli Origami, oggi viene largamente impiegata nel settore della decorazione, trattandosi di un prodotto ecologico, composto da fibre naturali e vegetali come canapa o riso.

La caratteristica che contraddistingue i washi tape è la semplicità con cui si possono applicare e rimuovere senza lasciare residui o sporcare. Inoltre, il nastro autoadesivo potrà essere posizionato più volte su molteplici superfici, come ad esempio porte e intonaci.

Contenitori in fibra naturale

Proprio come i piatti in ceramica, anche ceste e gerle in rattan risultano flessibili e adatte ad allestire una parete in modo creativo. Si potranno combinare più elementi, accostando cestini dai colori brillanti o dalle tonalità neutre, nonché vecchi panieri in vimini per ricreare scenografie di antica memoria rurale.

Wallpaper

Mappamondi e carte geografiche vintage sono elementi di abbellimento sempre più ricercati. Un planisfero strutturato a parete, realizzato con semplici tappi di sughero renderà un angolo di studio proprio green.

Piante

Le piante sono elementi essenziali a garantire all’ambiente ossigeno e ad offrirci paesaggi naturali persino in città. Posizioniamo liberamente le nostre piante sulle mensole o sugli scaffali delle librerie. Sbizzarriamoci a scegliere le specie rampicanti più curiose, in modo da rivestire i muri e realizzare suggestivi boschi verticali negli spazi al chiuso.

Optical Paint

Rappresentare e dipingere sui muri le classiche figure geometriche, come quadrati, rettangoli o cerchi, è un’idea di Interior Design che porta a far risaltare quelle porzioni di pareti delimitate. La tecnica si avvale di accurate scomposizioni, variazioni o sfumature cromatiche, dando all’ambiente una nota di carattere. La ripartizione dei colori permetterà di suddividere uno spazio ben preciso, mentre vernici e tempere, così come carte da parati e arazzi potranno essere posizionati anche sui soffitti, con risultati ad effetto.

Facciamo spazio alla manualità e alla creatività, quindi. Come sosteneva Carlos Ruiz Zafón, del resto, “viviamo in un mondo di ombre e la fantasia è un bene raro. È importante recuperarla.

Gli ospiti di Costa Crociere a tavola con 3 Star del gusto

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Il nome di Costa Crociere è da sempre legato a esperienze di viaggio di altissima qualità. Una qualità che si rispecchia in ogni aspetto che riguarda le indimenticabili crociere organizzate dalla nota compagnia. Sono numerosi e adatti a ogni esigenza, del resto, i servizi offerti a bordo delle navi Costa Crociere. Tra questi un occhio di riguardo è puntato anche sulle esperienze gastronomiche. Cerchiamo di scoprirne di più.

Che cosa bolle in pentola sulle navi Costa Crociere: i nuovi menù realizzati da Chef stellati di fama mondiale

Non solo viaggi nel senso letterale del termine: sulle navi della compagnia Costa Crociere l’esplorazione riguarda da vicino anche il palato, iniziando a tavola.

Che si tratti di crociere da Palermo, da Napoli, da Trieste o da qualsiasi altro porto del nostro Belpaese, salendo a bordo di Costa Smeralda gli ospiti hanno una opportunità unica nel suo genere: quella di gustare il meglio della tradizione gastronomica italiana e internazionale. Con una novità che fa la differenza in termini di gusto: ogni giorno i viaggiatori hanno difatti incluso nelle tariffe un piatto firmato da uno dei tre Chef di fama mondiale che collaborano con la compagnia.

Ci riferiamo per l’esattezza a nomi di grande notorietà quali Bruno Barbieri, Hélène Darroze e Ángel León. I tre Chef propongono agli ospiti dei menù appositamente pensati per unire l’esperienza del viaggio a quella della migliore cucina proveniente da ogni latitudine del Pianeta. Destination Dish: questo il nome suggestivo delle loro proposte gastronomiche, dalla merenda con crèpe alla nutella fino alla cena a base di pizza preparata con lievito madre. Un tripudio di sapori che rende la traversata ancor più piacevole, riuscendo a conquistare persino i palati più difficili ed esigenti.

Ristorante Arcipelago: tra design, sostenibilità e gusto

I menù dei tre Chef di fama internazionale sono protagonisti assoluti del nuovo Ristorante Archipelago. Un luogo pieno di atmosfera, ideale per concedersi una serata da ricordare per il resto della vita. Uno spazio accogliente, raffinato, intimo, reso ancor più coinvolgente dalla presenza di opere naturali, costituite da rami modellati e portati a riva dalle onde del mare, recuperati durante le operazioni di salvaguardia dell’ambiente marino rese possibili grazie a Costa Crociere Foundation.

 Un design che fa da cornice perfetta per la degustazione dei menù degli Chef pluristellati ma che si erge nel contempo a modello di sostenibilità.

Esperienze di viaggio per un turismo sostenibile

Non si tratta di una novità, d’altronde. Da sempre Costa Crociere è promotrice di una idea di turismo che pone l’attualissimo della sostenibilità al centro del suo interesse. Chiunque scelga una crociera Costa deve essere consapevole del fatto che avrà la possibilità di vivere una vacanza nel rispetto dell’ambiente e delle comunità locali che incrocerà nelle mete esplorate.

In tal senso, gli ospiti della compagnia possono essere tutti considerati dei veri e propri esploratori responsabili, che vanno alla scoperta delle loro destinazioni muovendosi in armonia con tutto ciò che li circonda durante il proprio viaggio.

Costa a sostegno del mare

Tra le priorità della compagnia c’è anche quella di proteggere il mare in una piena ottica di eco-sostenibilità. Come? Per raggiungere l’importante obiettivo, Costa Crociere ha deciso di adottare una serie di accorgimenti e iniziative.

A bordo delle navi la totalità dei rifiuti raccolti viene separata e differenziata. In questo modo, i rifiuti vengono gestiti nel massimo rispetto dell’ambiente, tramutandosi in risorse da usare per intraprendere progetti innovativi di economia circolare.

Altra accortezza è quella di utilizzare sempre meno plastica. Sulle navi da crociera sono stati rimossi quasi completamente gli oggetti monouso in plastica. Sono stati inoltre sostituiti i campioni monodose, eliminando le microplastiche dai cosmetici e dai prodotti destinati alle Spa e alla pulizia.

Alcune navi della compagnia sono poi equipaggiate con il sistema a propulsione più innovativo del settore crocieristico, il gas naturale liquefatto, a oggi la tecnologia più avanzata per assicurare le migliori prestazioni ambientali, riducendo nel contempo le emissioni.

Grazie all’insieme di queste iniziative, i viaggi con Costa Crociere diventano una esperienza in grado di coniugare sapientemente il gusto per il viaggio, la passione per la migliore gastronomia e il rispetto dell’ambiente, la nostra prima e più importante dimora.

Come diventare botanico

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Il mondo del lavoro è talmente vasto e complesso da offrire una enorme quantità di possibilità professionali che coinvolgono i campi più disparati. Tra i tanti mestieri interessanti in cui è possibile cimentarsi c’è anche quella del botanico. Nei prossimi paragrafi del nostro articolo conoscere questa figura professionale più da vicino. Scopriremo in particolar modo come diventare botanico.

Chi è il botanico

Il botanico è quella figura professionale che si occupa di studiare le forme di vita del mondo vegetale. La sua particolare disciplina si inserisce nell’ambito della biologia. Un professionista come il botanico è tenuto in special modo a studiare gli aspetti biologici, strutturali e funzionali che regolano i meccanismi evolutivi e riproduttivi delle piante. Ma quali sono le sue principali attività?

Diventare botanico: le mansioni

Un botanico, tra le sue varie funzioni, si occupa di:

  • raccogliere e analizzare piante, semi, pollini e spore;
  • studiare le modalità con cui cellule e organi vegetali svolgono funzioni specializzate;
  • studiare i processi riproduttivi delle specie vegetali;
  • studiare la capacità di adattamento delle piante al clima e al terreno;
  • studiare la diffusione delle varie specie;
  • studiare la frequenza degli incroci fra diverse varietà;
  • studiare le modalità ottimali con cui procedere con la coltivazione delle diverse specie vegetali;
  • studiare e monitorare la diffusione delle specie nelle aree protette;
  • suggerire le tecniche migliori per la coltivazione e la proliferazione delle specie vegetali
  • creare nuove specie vegetali attraverso l’impiego di tecniche di ibridazione tradizionali o innovative;
  • suggerire i trattamenti e le cure necessarie per ogni tipologia di specie vegetale.

Il lavoro del botanico si svolge prevalentemente all’aperto, con la raccolta di reperti e campioni che poi lo specialista studierà in maniera più approfondita in laboratorio. Si tratta di un lavoro che risulta di grande utilità per il nostro ambiente.

Competenze della figura professionale

Che tipo di competenze e conoscenze deve possedere un professionista come il botanico? Per poter svolgere questo mestiere, occorre possedere:

  • la conoscenza della biologia;
  • la conoscenza delle scienze ambientali e forestali;
  • la conoscenza di embriologia e morfogenesi;
  • la conoscenza della classificazione delle diverse specie vegetali;
  • la conoscenza delle caratteristiche specifiche di tutte le specie vegetali;
  • la conoscenza delle capacità di adattamento delle varie specie ai terreni e ai climi;
  • la conoscenza delle tecniche ideali di coltivazione e moltiplicazione di ogni specie vegetale;
  • la conoscenza dei trattamenti e delle diverse cure necessarie per il mantenimento ottimale di ogni specie vegetale;
  • la capacità di raccogliere e analizzare piante, semi, pollini e spore;
  • la capacità di di creare nuove specie vegetali mediante tecniche di ibridazione;
  • la capacità di studiare e monitorare la diffusione delle specie all’interno delle aree protette
  • la capacità di suggerire trattamenti e cure necessarie per ogni specie vegetale.

Accanto a queste competenze, un buon botanico deve possibilmente possedere delle caratteristiche innate. Tra queste, ad esempio, le capacità di analisi, le capacità organizzative, l’autonomia, le capacità decisionali e le capacità di pianificare e di programmare le varie attività di competenza.

Cosa fare per diventare botanico

Per poter abbracciare la professione di botanico è necessario conseguire una Laurea in Scienze Biologiche, Ecologiche, Forestali e Agrarie. Dopo aver conseguito la Laurea, l’aspirante botanico può intraprendere il lavoro sia come collaboratore presso l’Università, sia in istituti di ricerca per la riproduzione di specie vegetali.

Quanto guadagna un botanico

Una figura come il botanico può lavorare in maniera autonoma ma anche come dipendente o parasubordinato. Nel nostro Paese, lo stipendio medio di questa figura si aggira sui 1.850 euro netti al mese. In generale, la retribuzione di un botanico può partire da uno stipendio minimo di 900 euro netti al mese, mentre lo stipendio massimo può superare i 3.500 euro netti al mese.

Come impermeabilizzare il legno con l’olio

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Il legno è un materiale apprezzatissimo che non delude mai per le sue tante qualità estetiche e non solo. È capace di abbellire ogni ambiente e di renderlo caldo e accogliente. Tuttavia, per poter godere delle sue tante qualità nel tempo, occorre sottoporlo a manutenzione periodica e ad alcuni trattamenti. Se non viene curato, infatti, il legno è soggetto a fenomeni quali decomposizione, spaccature e deformazioni. Simili problematiche si manifestano in particolar modo quando il legno viene sfruttato come materiale a uso esterno. Nei prossimi paragrafi del nostro articolo ci focalizzeremo su un tipo di trattamento che può essere svolto sui materiali lignei. Vedremo cioè come impermeabilizzare il legno con l’uso di olio specifico.

Impermeabilizzare il legno con l’olio: come fare

Impermeabilizzare il legno è un tipo di intervento indispensabile nel caso di materiali regolarmente esposti agli effetti degli agenti atmosferici, come i mobili collocati in giardino o sulla terrazza. Esistono diversi metodi per raggiungere l’obiettivo. In genere si utilizzano specifici prodotti appositamente studiati per impermeabilizzare il legno. Tra questi c’è anche l’olio.

Oli per impermeabilizzare il legno

Sono essenzialmente tre gli oli più utilizzati per impermeabilizzare il legno. Si tratta per l’esattezza:

  • dell’olio di lino;
  • dell’olio di noci;
  • dell’olio di tung.

Le diverse tipologie sono reperibili in vendita tanto in negozi specializzati nel fai da te, quanto online. L’ideale è acquistare sempre un flacone di prodotto grande. È infatti preferibile che avanzi piuttosto che averne a disposizione troppo poco. Una volta acquistato l’olio prescelto, si può procedere con la sua applicazione. Vediamo a questo punto come fare.

Come applicare l’olio per l’impermeabilizzazione del legno

Indichiamo i vari passaggi da eseguire per una corretta applicazione dell’olio prescelto sulla superficie lignea da trattare. Nell’ordine, occorre:

  • preparare il legno prima di applicare l’olio, utilizzando della carta vetrata spessa o una lima di metallo in modo da rimediare alle varie imperfezioni visibili in superficie;
  • pulire il legno con un panno asciutto per eliminare tutti i residui derivanti dalla fase di preparazione;
  • recuperare un panno che non lasci pelucchi, tenendone a portata di mano altri;
  • procedere con la prima passata di prodotto, versandone una piccola quantità e massaggiandolo sulle venature della superficie lignea;
  • lasciare asciugare per almeno trenta minuti per far sì che l’olio sia assorbito adeguatamente dal legno;
  • passare un panno pulito sulla superficie per rimuovere gli eventuali eccessi di prodotto;
  • non toccare il legno per le ventiquattro ore successive e, comunque, finché non sarà del tutto asciutto;
  • procedere con altre due passate di olio, seguendo il procedimento a cui ci si è attenuti durante la prima applicazione.

Prima di usare la superficie lignea trattata, è opportuno lasciarla asciugare con cura per diversi giorni o, se necessario, per alcune settimane. Per capire se è pronta all’utilizzo, è sufficiente far scivolare le dita su di essa, verificando che non ci siano impedimenti di alcun genere.

Prodotti per impermeabilizzare il legno: la vernice impregnante

Come abbiamo anticipato poc’anzi, l’olio è solo uno dei diversi prodotti che l’attuale mercato propone per poter impermeabilizzare le superfici lignee, siano esse a uso interno o a uso esterno. Altra tipologia di prodotto usata con una certa frequenza per il trattamento di impermeabilizzazione è la vernice impregnante a base acquosa.

Questo metodo è preferibile per il legno che è già stato trattato in precedenza. Un simile prodotto è solitamente reperibile nei classici negozi di fai da te, proprio come nel caso dell’olio.

La vernice impregnante a base acquosa può essere applicata con lo spruzzatore o, meglio ancora, con il pennello che garantisce una passata più omogenea. Anche in questo caso, prima di applicare il prodotto, è necessario assicurarsi che la superficie del legno da trattare sia pulita.

Una volta effettuata la verifica, si può procedere con almeno due passate di prodotto. Tra la prima applicazione e la seconda, è opportuno lasciar asciugare la superficie. Per conoscere i tempi di asciugatura giusti, basta consultare le indicazioni presenti sulla confezione della vernice.

Come chiedere un aumento di stipendio

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Soprattutto dopo svariati anni in cui si occupa un determinato ruolo lavorativo, in qualsiasi dipendente nasce spontaneamente il desiderio di ottenere un aumento di stipendio. Non si tratta però di un compito così semplice da mettere in atto, in particolar modo quando si ha a che fare con un datore di lavoro o, comunque, con un capo poco propenso a offrire incentivi ai suoi sottoposti. Per riuscire a raggiungere l’obiettivo, nei prossimi paragrafi del nostro articolo daremo una serie di consigli pratici su come chiedere un aumento di stipendio. Addentriamoci a questo punto nel merito della questione.

Aumento di stipendio: consigli per ottenerlo

Per riuscire a convincere il proprio superiore così da motivarlo a concedere un aumento di stipendio, è sufficiente adottare dei piccoli accorgimenti. Ecco elencate di seguito alcune dritte che possono risultare utili allo scopo.

Raccogliere dati su posizioni lavorative analoghe

Prima di procedere con la richiesta di un aumento di stipendio, può risultare utile consultare delle riviste di settore o dei siti sul mondo del lavoro in modo tale da conoscere con accuratezza qual è la retribuzione media del proprio profilo professionale. In questo modo, si riuscirà a essere preparati nel momento in cui si cercherà di instaurare un dialogo con il proprio superiore per ottenere l’aumento.

Riflettere con attenzione sulle parole da dire per ottenere l’aumento

Prima di affrontare la negoziazione con il proprio superiore, è importante aver ben chiari in mente i rispettivi punti di forza oltre che i risultati raggiunti negli anni di collaborazione con l’azienda di cui si è dipendenti. Si tratta di una componente fondamentale per poter motivare la richiesta in maniera adeguata.

Trovare il momento giusto per intavolare la conversazione

Non c’è spazio per l’improvvisazione nel momento in cui si deve procedere con la richiesta di aumento dello stipendio. Trattandosi di una questione piuttosto delicata è opportuno cercare di trovare il momento più adatto per intavolare il discorso con il proprio superiore. L’ideale è puntare su una parentesi di tranquillità. Parlare con il proprio capo in un momento di stress o quando è molto indaffarato non risulterebbe di aiuto.

Fare attenzione alle emozioni

Nel corso del colloquio con il proprio superiore è buona prassi cercare di mantenere un certo self control, evitando lamentele e rivendicazioni. Per poter ottenere l’aumento di stipendio occorre in particolare esporre le proprie ragioni con chiarezza, cercando di motivarle una a una, anche attraverso esempi concreti sul proprio operato.

Presentarsi all’incontro con una certa cura nell’aspetto

Se è la sostanza a fare la differenza, anche l’occhio vuole comunque la sua parte. Per questo motivo, la cosa ideale da fare è presentarsi all’appuntamento con il proprio superiore vestendo con una cura. Con semplicità ma non dimenticando un pizzico di attenzione. L’eccessiva eleganza, se non abituale, risulterebbe invece fuori luogo.

Ringraziare il proprio superiore a prescindere al risultato ottenuto

Al di là del fatto che si tratta di buona educazione, ringraziare il proprio superiore anche se non si è ottenuto l’aumento auspicato è comunque un gesto importante. Serve prima di ogni altra cosa a mantenere un buon rapporto. Per di più, è prova evidente di maturità e di responsabilità, cosa che viene in genere apprezzata da un capo e che può a ogni modo dare dei frutti in una fase successiva.

Valutare attentamente la posizione dell’azienda

Questo è un punto essenziale. Prima di chiedere un aumento di stipendio è importante cercare di valutare con obiettività la situazione economica della propria azienda. Se l’impresa naviga in cattive acque o se ci sono in ballo dei possibili tagli al personale, non si tratta del momento più opportuno per avanzare la richiesta. Al contrario, se l’azienda sta vivendo una fase di espansione o un momento in cui il fatturato sta crescendo, si tratta senza ombra di dubbio di un buon contesto da sfruttare per raggiungere l’obiettivo che ci si è prefissati.