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Come risparmiare sulla spesa

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Guadagnarsi uno stipendio con cui poter vivere in maniera dignitosa al giorno d’oggi sta divenendo via via sempre più difficile, anche a causa della mancanza di opportunità lavorative. Per questo motivo, e non solo, nella vita di tutti i giorni è necessario per forza di cose imparare a ottimizzare nel migliore dei modi le nostre entrate. Come? Innanzitutto adottando delle accortezze per poter risparmiare quanti più soldi possibili nei nostri acquisti giornalieri. Nei prossimi paragrafi vedremo allora insieme alcune piccole dritte su come risparmiare sulla spesa.

Imparare a fare spesa con un budget fisso

Se si riesce a imparare come risparmiare sulla spesa, a fine anno i risultati non tardano a manifestarsi, aiutando davvero a fare la differenza. Il primo passo da seguire è innanzitutto quello di cercare di stabilire un budget più o meno fisso che comprenda gli acquisti essenziali, a partire dal cibo.

Come fare per rendersi conto di quelle che sono le spese abituali che si compiono in famiglia ogni mese? È necessario prendere qualche appunto e fare un’analisi. Più nel dettaglio occorre:

  • tenere traccia delle spese mensili in modo tale da sapere con certezza in che tipo di acquisti vanno a finire esattamente i propri soldi;
  • separare i costi variabili da quelli fissi;
  • mettere a punto un budget, mettendo in atto eventuali aggiustamenti di volta in volta.

Consigli pratici per riuscire a risparmiare sulla spesa

Ecco alcuni suggerimenti pratici che, tanto sul breve quanto sul lungo termine, aiutano una famiglia a risparmiare sulla spesa di ogni giorno, contribuendo così a ottimizzare l’economia domestica nel suo complesso.

Cucinare piatti semplici ogni volta che è possibile

Preparare ricette complesse incide notevolmente sul proprio budget destinato agli acquisti fondamentali.

Realizzare un programma settimanale dei pasti

Con un simile programma, ben delineato, si riesce a pianificare i pasti in anticipo, senza farsi mancare nulla ma restando in linea con i soldi che si hanno a propria disposizione.

Puntare sulla frutta e sulla verdura, evitando almeno una volta a settimana la carne

La carne di qualità è uno degli alimenti più costosi in assoluto. Puntando su alternative vegetariane almeno una volta settimana è possibile risparmiare sulla spesa, offrendo nel contempo un aiuto all’ambiente.

Acquistare prodotti di stagione

Una regola d’oro che dovrebbe essere scontata ma non sempre lo è. Acquistare ad esempio delle pesche in pieno inverno comporta inevitabilmente costi superiori e di molto. Ma non ci si limita alle tasche. Sappiamo bene, ormai, che comprare frutta e verdura di stagione, oltre a costare di meno, è più salutare. Si tratta quindi di una ottima abitudine che noi tutti dovremmo prendere.

Fare dei calcoli mentre si fa la spesa

Questa accortezza aiuta ad avere una panoramica chiara di quanto si spende mentre si la spesa.

Approfittare delle offerte e degli sconti

Negozi e supermercati fanno spesso delle ottime offerte. È sempre il caso di approfittarne, facendo un po’ di scorta soprattutto quando si tratta di merci che non hanno una scadenza e sono utilizzabili anche a distanza di tempo, come nel caso dei detersivi.

Confrontare i prezzi

Oggi come oggi i punti vendita sono davvero molti e per ogni tipo di esigenza. L’ideale per fare dei buoni acquisti, è cercare un buon compromesso tra qualità dei prodotti e prezzi proposti.

Non acquistare merci inutili

Spesso quando si fa la spesa si ha la tendenza ad acquistare anche merci che non sono realmente utili. Di tanto in tanto qualche vizio è accettabile. L’importante è che non diventi  un’abitudine frequente.

Tenere traccia di tutte le uscite

È una delle accortezze migliori per capire dove e come si spendono i soldi nell’arco del mese. A partire da un’analisi delle spese, si può poi raddrizzare il tiro.

E-commerce farmaceutici: ecco i prodotti più richiesti online dagli utenti

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Negli ultimi anni il settore online delle farmacie digitali si è dimostrato particolarmente dinamico, ottenendo un forte consenso da parte dei consumatori. Secondo l’ultimo report di Iqvia e le analisi dell’osservatorio di Pharmacy Scanner, il 60% dei prodotti venduti nelle farmacie online riguarda i medicinali OTC, i farmaci acquistabili senza ricetta medica tra cui ci sono anche gli integratori alimentari.

Il 33% dei prodotti comprati negli e-commerce farmaceutici sono invece articoli per la cura della persona, sia per l’igiene personale sia per la bellezza. Il 5% delle vendite interessa invece i parafarmaci e i dispositivi medicali, mentre solo il 3% comprende prodotti di tipo nutrizionale. Ovviamente, gli articoli per la prevenzione contro il rischio contagio dal Covid-19 rimangono in forte auge, tra cui mascherine respiratorie e disinfettanti per le mani, con un trend in aumento a causa della variante Delta.

Vendite online in crescita si registrano per i prodotti dermocosmetici, le vitamine e gli integratori, gli antivaricosi e i tonici, con un andamento stabile per gli articoli veterinari per gli animali domestici.

Secondo i dati semestrali del Ministero della Salute, tra i medicinali SOP e OTC il paracetamolo si conferma il più acquistato in assoluto, seguito dagli spray nasali, dai rimedi naturali contro la stitichezza e dagli antidolorifici senza prescrizione medica contro reumatismi e traumi.

Dove acquistare online i prodotti farmaceutici OTC e SOP?

I farmaci che non richiedono prescrizione da parte di un medico, indicati in Italia con le sigle SOP e OTC, possono essere acquistati liberamente nelle farmacie, comprandoli anche online su piattaforme autorizzate dal Ministero della Salute.

Si tratta di portali specializzati come Farmacialoreto.it, infatti sul sito di Farmacia Loreto si possono trovare oltre 150.000 prodotti farmaceutici di qualità, acquistabili senza obbligo di prescrizione come previsto dalle normative nazionali.

In genere questi prodotti non vengono coperti dal Servizio Sanitario Nazionale, quindi l’intero costo è a carico dei cittadini. Si tratta di un motivo che rende l’acquisto nelle farmacie online sempre più apprezzato al giorno d’oggi, in quanto questa modalità consente di ottenere un buon risparmio economico. Ad ogni modo, anche i medicinali OTC e SOP non devono essere sottovalutati, infatti sebbene la loro vendita sia libera è comunque importante il consiglio del farmacista.

Nonostante non sia essenziale il monitoraggio da parte del proprio medico, un farmacista è in grado di orientare nella scelta del prodotto più adatto in base al malessere e alle condizioni che si vogliono trattare con un farmaco senza prescrizione. Che si tratti di integratori per perdere peso, multivitaminici o di un medicinale compatibile con l’automedicazione contro i disturbi lievi, l’acquisto di questi prodotti dovrebbe sempre essere suggerito da un professionista qualificato.

È importante infatti considerare sempre eventuali controindicazioni, soprattutto in condizioni particolari come la gravidanza, la pubertà, la terza età o per le persone con patologie pregresse.

In queste circostanze il consiglio di un farmacista quando si compra online garantisce maggiore sicurezza, per essere certi di acquistare un prodotto compatibile e in grado di trattare in modo efficace la problematica, minimizzando qualsiasi rischio potenziale per la salute e il benessere psicofisico.

I prodotti farmaceutici disponibili nelle farmacie online

Negli e-commerce farmaceutici si possono trovare migliaia di prodotti, usufruendo di un vasto assortimento di farmaci SOP e OTC ma non solo.

Nei migliori web shop delle farmacie online autorizzate sono presenti anche integratori, alimenti per bambini e prodotti senza glutine, con una gamma considerevole di soluzioni per l’alimentazione e l’integrazione. Inoltre, non mancano dispositivi medici, articoli sanitari, prodotti per l’igiene personale e la cosmesi, articoli veterinari e rimedi omeopatici.

Alcune farmacie online come Farmacia Loreto propongono anche materie prime a uso farmaceutico, disponibili in vari formati, liquido o granulato, come la vaselina, il bicarbonato e l’acqua ossigenata. L’ampia scelta di prodotti rende ancora più importante l’assistenza professionale, per capire quali articoli farmaceutici acquistare a seconda delle proprie esigenze. Spesso, infatti, si tende a prendere una decisione soltanto considerando la marca e non la qualità del prodotto, oppure perché non si conoscono delle alternative più efficaci.

Per aiutare i consumatori alcuni store farmaceutici mettono a disposizione guide, test online e approfondimenti per aiutare i clienti a trovare il prodotto più adatto, oltre a servizi specifici per l’assistenza online a distanza.

Acquistare l’articolo giusto non solo consente di assumere o usare un prodotto realmente efficace e non pericoloso, ma allo stesso tempo permette di risparmiare e scegliere la soluzione con il rapporto qualità-prezzo migliore, per prendere una decisione consapevole nell’interesse della propria salute.

Gestione veicoli: come fare la scelta giusta?

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La gestione dei veicoli aziendali è un compito piuttosto complesso, soprattutto nel caso di contesti che hanno a che fare con una corposa moltitudine di mezzi. Come accade con altri comparti della vita aziendale, anche nel caso della gestione veicoli, tra gli obiettivi principali che ci si prefigge per una ottimizzazione di questa attività rientrano il taglio dei costi superflui e, in generale, di quelli relativi alla manutenzione dei diversi mezzi della flotta.

Una delle problematiche più comuni con cui le aziende si trovano a confrontarsi è quella di avere a che fare con veicoli di diverso tipo che comportano consumi ed esigenze specifiche. Le imprese devono quindi per forza di cose fronteggiarsi con una enorme mole di dati, cosa che complica ulteriormente il processo gestionale. Qual è allora la soluzione più giusta da adottare? Il Fleet Management rappresenta una opzione per la gestione dei veicoli aziendali da valutare con attenzione, anche perché apre la porta a diversi vantaggi. Scopriamo di cosa si tratta e quali benefici è in grado di offrire alle imprese.

Che cos’è il Fleet Management

Quando si parla di Fleet Management, ci si riferisce a una particolare formula di gestione della flotta aziendale che si distingue da altre soluzioni adottabili. Non solo dall’acquisto ma anche dal leasing e dal noleggio a lungo termine. All’atto pratico, con un sistema come il Fleet Management, le aziende possiedono un comparto auto di proprietà. Le diverse attività operative e amministrative connesse all’utilizzo dei veicoli sono però appaltate in outsourcing, quindi a una società esterna.

Questa modalità gestionale racchiude più esattamente attività quali:

  • la logistica;
  • la manutenzione;
  • le spese come carburante, assicurazione e bollo.

Si tratta quindi di un modo innovativo per le aziende di gestire la propria flotta di veicoli a motore commerciali, a partire dalle auto fino ai furgoni e ai camion.

Servizi inclusi nel Fleet Management

Una soluzione come il Fleet Management garantisce alle imprese aderenti una serie di servizi che sono del tutto analoghi a quelli offerti generalmente da formule come il noleggio a lungo termine. Qualche esempio? In una formula di Fleet Management sono inclusi:

  • la manutenzione ordinaria e straordinaria dei veicoli;
  • la gestione delle diverse pratiche amministrative, dal bollo alle sanzioni;
  • l’auto sostitutiva;
  • la vendita dell’usato.

Vantaggi di questa soluzione di gestione dei veicoli

Scegliendo questa formula di gestione dei veicoli per il proprio parco veicoli aziendale si possono ottenere svariati benefici, tutti importanti. Tra i più significativi c’è sicuramente quello di poter mantenere la proprietà dei veicoli aziendali che rappresentano comunque un patrimonio di un certo conto per l’impresa.

Con una formula come il Fleet Management, inoltre, si riesce ad abbattere i costi per il mantenimento della flotta aziendale. Grazie ad appositi software è ad esempio possibile effettuare dei monitoraggi mirati, così da ottimizzare lo stile di guida dei driver. Si stima che un simile approccio permetta di risparmiare fino al 20% sui costi complessivi di carburante e di manuten­zione. Restando sul tema dei costi, attraverso questa modalità di gestione dei veicoli si riesce a evitare le spese correlate a eventuali danni al veicolo a fine noleggio.

Non va poi dimenticata la possibilità di fruire di dettagliati report sull’utilizzo dei veicoli dell’impresa, ricchi di informazioni utili per capire come muoversi nelle policy riguardanti la mobilità aziendale. Tramite questi report, l’impresa può ad esempio scegliere quali ulteriori veicoli acquistare oppure quali misure adottare con i propri driver, così da motivarli a guidare con maggiore prudenza.

Perché puntare sull’outsourcing

Il motivo è semplice. Affidarsi a una società esterna permette a chiunque scelga il Fleet Management come formula gestionale per il proprio comparto veicoli aziendale di dribblare tutta una serie di problematiche logistiche e organizzative che comporterebbero, per ovvie ragioni, investimenti sia in termini di tempo che di risorse umane. Così facendo, le energie possono essere convogliate in altre attività a vantaggio della produttività aziendale nel suo complesso.

La matematica non è la noia di freddi numeri, ma una serie di storie di grande umanità

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Quando, dopo le scuole medie, tutti ci accingiamo a scegliere quale sia il percorso più adatto alle nostre caratteristiche, quasi sempre ci si divide in due categorie abbastanza distinte: ci sono quelli più portati per le materie umanistiche e quelli che, invece, amano il mondo scientifico e in particolare la matematica. Proprio quest’ultima in realtà è, fra tutte, la materia che più scatena reazioni contrastanti: c’è chi la odia intensamente e chi la ama profondamente. Forse questi sentimenti non sono solo il frutto di una predisposizione naturale, che sicuramente esiste, ma anche delle persone e soprattutto dei docenti che abbiamo incontrato lungo il nostro percorso.

 

La matematica oltre i numeri

Questa considerazione è il frutto di una osservazione di ciò che accade nelle nostre vite: spesso ci innamoriamo di una materia o di un argomento quando qualcuno è in grado di trasmetterci quei concetti e quei valori in modo appassionante, quando riusciamo a vedere oltre la superficie. Nel caso della matematica, va detto che quest’ultima non è composta da semplici e freddi numeri: la matematica in realtà è un modo, il più affidabile, di guardare e conoscere il mondo che ci circonda, uno strumento di comprensione insostituibile considerando che è uno dei pochi in grado di darci delle certezze prive di opinioni e pareri soggettivi. La matematica è figlia della logica, ovvero di tutte quelle regole che disciplinano la nostra vita e l’Universo intorno a noi. E anche quello che si fonda sull’estro e sulla creatività, in realtà, affonda le proprie radici nella matematica: la poesia, la musica, la comicità e tutte le composizioni creative hanno, in un modo o nell’altro, alla propria base leggi matematiche.

 

Lezioni d’autore di Chiara Valerio

La piattaforma Feltrinelli Education, nata per iniziativa della celebre casa editrice italiana, propone una serie di interessantissime lezioni d’autore fra le quali anche il corso di storia della matematica con Chiara Valerio, un affascinante viaggio attraverso tre diverse storie che hanno per protagonisti matematici e scienziati. Ironica e tagliente, Chiara Valerio ci accompagna, come se fossimo in un romanzo, in un percorso fatto di storie di vita da riscoprire, mostrando come, dietro ai dati e alle cifre, ci sia sempre un essere umano, come ad esempio Mauro Picone, un professore di matematica spedito al fronte durante la Prima Guerra Mondiale. Conosceremo poi Norbert Wiener, l’enfant prodige che ha inventato la cibernetica, e Pierre Simone Laplace, probabilmente non un uomo simpatico indiscutibilmente un genio, della matematica e della politica. Pronto a scoprire tutta l’umanità che c’è dietro la matematica?

Come ottenere il permesso di soggiorno per lavoro

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Il permesso di soggiorno è il documento grazie al quale un cittadino straniero può soggiornare legalmente all’interno del territorio italiano. Questo documento deve essere richiesto da qualsiasi cittadino extraeuropeo e dai cosiddetti apolidi, ovvero quei soggetti che non hanno una nazionalità, entro otto giorno lavorativi dalla data di ingresso nel nostro Paese. Il permesso di soggiorno non è invece necessario per i cittadini appartenenti a uno degli Stati membri dell’Unione Europea. In questo articolo scopriremo i vari passaggi burocratici necessari per ottenerlo.

Tipologie di permesso di soggiorno

Prima di tutto è opportuno sapere che esistono diverse tipologie di permesso di soggiorno che permettono ai cittadini stranieri di svolgere svariate attività nel nostro Paese, a partire dallo studio fino a questioni di carattere familiare. Nei prossimi paragrafi focalizzeremo l’attenzione su come ottenere il permesso di soggiorno per lavoro.

Permesso di soggiorno per motivi di lavoro

La Legge stabilisce che quando un cittadino straniero entra nel nostro Paese per motivi di lavoro deve richiedere lo specifico permesso di soggiorno. Più in particolare, un cittadino straniero può soggiornare in Italia per motivi di:

  • lavoro autonomo;
  • lavoro subordinato;
  • lavoro stagionale;
  • casi professionali particolari quali il tirocinio.

Il permesso di soggiorno viene rilasciato dalla Questura della Provincia in cui risiederà il cittadino straniero a seguito dell’apertura della sua attività autonoma o della stipula del contratto di lavoro.

Durata del permesso di soggiorno per lavoro

La durata del permesso di soggiorno per lavoro è in genere indicata nel contratto di lavoro. Di solito, tuttavia, essa non non può superare:

  • nove mesi nel caso dei contratti di lavoro stagionale;
  • un anno per i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato;
  • due anni per i permessi di soggiorno per lavoro autonomo e per i contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Requisiti richiesti per la richiesta del documento

Sono tre i requisiti generali che vengono richiesti per poter ottenere il permesso di soggiorno per motivi di lavoro:

  • il possesso di un visto d’ingresso;
  • la regolarità dell’ingresso;
  • la presentazione della richiesta del permesso di soggiorno entro otto giorni lavorativi dall’ingresso.

In base alla tipologia di contratto di lavoro vengono poi richiesti ulteriori specifici requisiti. Nel caso del lavoro autonomo, ad esempio:

  • un’abitazione idonea, dimostrabile attraverso un contratto di acquisto o di locazione di un immobile;
  • il possesso di risorse adeguate per l’esercizio dell’attività che si desidera avviare nel territorio italiano;
  • la dimostrazione di un reddito annuo proveniente da fonti lecite.

A chi rivolgersi per ottenere il permesso di soggiorno per lavoro

Da alcuni anni a questa parte, è stata introdotta una importante novità. Si tratta di una nuova procedura in base alla quale c’è la possibilità di richiedere il permesso di soggiorno per motivi di lavoro non solo in Questura ma anche presso gli Uffici Postali, i Comuni e patronati abilitati. La richiesta deve essere invece fatta agli Uffici immigrazione della Questura in casi quali: cure mediche, affari, gara sportiva, motivi umanitari, asilo politico, giustizia, status di apolide e integrazione di minori

Documenti necessari per presentare la richiesta

Rispetto ai documenti necessari per effettuare la richiesta, il cittadino straniero deve presentare:

  • il passaporto o un documento equipollente ancora in corso di validità;
  • la ricevuta che attesti il pagamento del bollettino postale per la richiesta del permesso di soggiorno:
  • una fotocopia in A4 del documento di riconoscimento presentato per la richiesta.

Come fare il rinnovo del permesso di soggiorno

Il rinnovo di questo tipo di documento deve essere richiesto almeno sessanta giorni prima della scadenza per la verifica delle condizioni previste. In genere, si ottiene risposta in sessanta giorni. Può tuttavia accadere di non riceverne in caso di comprovati motivi.

Come imparare a nuotare

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Oltre a essere un’attività affascinante, il nuoto è senza ombra di dubbio uno tra gli sport che permettono di ottenere maggiori benefici per il benessere dell’organismo. Non a caso, sono molti i medici che suggeriscono di intraprenderlo fin dalla più giovane età ma anche una volta divenuti adulti. Ovviamente per dedicarsi a questo sport occorre non aver paura dell’acqua. Se non si ha questo problema è comunque necessario imparare i rudimenti per iniziare a galleggiare, affinando poi lo stile pian piano nel corso del tempo. In questo articolo vedremo allora alcuni semplici trucchi per chi si chiede come imparare a nuotare.

Consigli per imparare a nuotare

Per chi si sta chiedendo come imparare a nuotare, ecco una serie di semplici dritte da mettere in pratica.

Imparare a galleggiare

Il primo obiettivo da raggiungere per imparare a nuotare è quello di riuscire a galleggiare. Una buona opzione può essere quella di provare con il galleggiamento statico sia a pancia in sopra che a pancia in sotto. Con un po’ di esercizio si impara a farlo in poco tempo. Del resto, è molto più difficile affondare piuttosto che rimanere in superficie dato che l’acqua tende a spingere verso l’alto.

Imparare a andare a fondo

L’ideale per effettuare questo esercizio è farlo in piscina dove l’acqua non è molto profonda e quindi si possono fare delle prove in totale sicurezza. Attraverso questo esercizio si riesce in genere ad acquisire maggiore sicurezza, tendendo a eliminare eventuali paure
nei confronti dell’acqua profonda.

Imparare a gestire la respirazione

Un’altra buona tecnica da mettere in atto consiste nell’esercitarsi a inspirare aria in superficie e a svuotare completamente i polmoni sott’acqua, espellendo l’aria sia attraverso il naso che attraverso la bocca. L’affanno provocato da una respirazione scorretta è infatti uno dei principali ostacoli che si incontrano nel nuotare.

Imparare a stare sott’acqua

Dopo aver imparato a galleggiare, a respirare profondamente e a gestire il fatto di andare a fondo, è possibile iniziare a muoversi in acqua, tenendo la testa sotto e avanzando con il movimento di braccia e gambe. Non si tratta ancora di nuoto vero e proprio, con uno stile ben definito ma rappresenta comunque il primo passo per poi poter procedere con l’affinamento della tecnica.

Esercitarsi con costanza e dedizione

Una volta acquisiti i primi rudimenti per imparare a nuotare è molto importante continuare ad allenarsi con costanza, ponendosi degli obiettivi raggiungibili. È opportuno non lasciarsi scoraggiare perché solo esercitandosi si riesce a imparare definitivamente a muoversi in acqua senza troppi problemi, acquisendo sempre più familiarità con essa.

Non bisogna assolutamente avere ansia o fretta ma neanche cercare scuse per non allenarsi e non mettersi alla prova. Anche frequentare dei corsi può essere ovviamente un buon metodo per imparare a nuotare perché si ha la possibilità di essere seguiti passo dopo passo da un istruttore dotato di tutte le competenze del caso.

Vale infine la pena ricordare che ogni età è giusta per imparare a nuotare.

Quante ore ci vogliono per imparare a nuotare

Quanto tempo occorre per imparare a nuotare? In media, per acquisire la tecnica di base delle nuotate a stile libero e dorso, occorrono sui tre corsi che corrispondono indicativamente a un anno di attività, in caso di lezioni con frequenza bisettimanale.

Benefici del nuoto

Una volta imparato a nuotare si possono iniziare a trarre gli attesi benefici tanto fisici quando psichici da questo sport. Tra i più importanti, possiamo ricordare che il nuoto:

  • fa bene al cuore;
  • allevia il dolore in caso di gambe pesanti;
  • aiuta a scolpire il corpo;
  • permette di bruciare calorie;
  • fa bene alle ossa;
  • diminuisce lo stress;
  • aiuta a rilassarsi, permettendo di sentirsi più tranquilli e sereni.

Il nuoto è insomma un vero alleato del benessere a tutto tondo.

Cosa fa un Visual Merchandiser

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L’attuale mondo del lavoro è davvero complesso e si compone di una miriade di figure professionali spesso poco note ai più, perché non strettamente rientranti nel ventaglio dei cosiddetti lavoratori “tradizionali”. Una di queste figure è ad esempio quella del Visual Merchandiser. Nei prossimi paragrafi del nostro articolo la conosceremo da vicino, conoscendo le sue principali caratteristiche e di cosa si occupa.

Che cos’è il Visual Merchandising

Iniziamo con una definizione del concetto di “Visual Merchandising”. Con questo termine si indica la materia che si occupa di tutte le operazioni per il posizionamento di un prodotto all’interno del punto vendita, in linea con le specifica strategia commerciale che lo riguarda.

Il Visual Merchandising ingloba quindi elementi quali l’ambientazione, il sistema espositivo, la grafica e l’illuminazione.

Chi è il Visual Merchandising

La definizione data poc’anzi ci fa capire che quella del Visual Merchandiser è una figura che, unendo creatività, gusto personale, strategie e tecniche commerciali, si occupa di trasformare l’esposizione di un determinato prodotto inserito nel contesto di un negozio in uno strumento di vendita.

Tra i compiti principali di una simile figura professionale, c’è quello di creare un ambiente accattivante e stimolante, in modo tale da rendere l’esperienza di acquisto dei clienti un vero e proprio piacere, invogliandoli a comprare le merci messe in esposizione.

Chi svolge questa professione deve essere formato su materie quali la comunicazione visiva, la percezione visiva e la teoria del colore.

Quali sono le mansioni di un Visual Merchandiser

Tra le mansioni caratteristiche di un Visual Merchandiser rientrano:

  • ideare la disposizione dei prodotti nelle vetrine e all’interno del negozio in modo da massimizzare le vendite;
  • allestire la vetrina e gli spazi espositivi, a partire dalle strategie commerciali che si perseguono, dalle direttive aziendali e dal budget disponibile per il punto vendita;
  • usare la propria creatività per valorizzare l’estetica delle esposizioni, ottimizzando l’uso di luce e spazio;
  • sviluppare concetti di design innovativi, rispettando gli obiettivi del cliente e mantenendosi nei limiti del budget disponibile per il progetto;
  • reperire i materiali necessari per i vari allestimenti come tessuti, illuminazione e tutti gli accessori utili per mettere in piedi il progetto.

Come diventare Visual Merchandiser

Al di là del possesso di specifiche competenze e capacità, per poter diventare Visual Merchandiser è sufficiente seguire un valido corso di formazione. Per questa figura professionale non sono infatti richiesti titoli di studio specifici. Una volta conseguito il Diploma di Scuola Superiore non è necessario per forza di cose ottenere una Laurea. Un semplice corso mirato risulta più che appropriato per poter intraprendere il mestiere.

Per chi intende laurearsi, per poter diventare successivamente Visual Merchandiser può risultare comunque utile frequentare una Facoltà di Comunicazione e Marketing, così da acquisire tecniche e conoscenze idonee allo svolgimento di questo tipo di professione.

Come accade con ogni lavoro, per il resto risulta essenziale fare esperienza direttamente sul campo.

Siamo di fronte a una professione molto stimolante che richiede ottime capacità multitasking, oltre alla dote di saper lavorare sotto pressione in un ambiente dinamico e a quella di sapere gestire con efficacia il tempo e le priorità.

Quanto si guadagna con questa professione

Lo stipendio medio di una figura professionale come quella del Visual Merchandiser nel nostro Paese si aggira intorno ai 34.000 euro all’anno, pari a circa 1.800 euro netti al mese. In linea generale, la retribuzione di un Visual Merchandiser può partire da uno stipendio minimo di 1.100 euro netti al mese, mentre lo stipendio massimo può superare i 3.000 euro netti al mese. Per ovvi motivi, molto dipende dal livello di esperienza acquisita nel corso degli anni lavorativi.

Che cos’è il Car Wrapping

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Le automobili sono parte integrante della nostra quotidianità. Utilissime per i nostri spostamenti di ogni giorno, sono per molte persone anche un bel gioiello estetico di cui prendersi cura. Con il passare degli anni può però succedere di voler cambiare look ai nostri amati mezzi, senza ricorrere tuttavia a spese di enorme portata. Per raggiungere l’obiettivo si può allora ricorrere a un servizio di Car Wrapping. In questo articolo scopriremo di cosa si tratta.

Che cosa significa Car Wrapping

Il termine “Wrapping”, importato dall’inglese, in italiano può essere tradotto come “avvolgere”. Quando si parla di Car Wrapping ci si riferisce a una particolare tecnica che permette di cambiare il colore all’estetica dell’auto ma anche di altri mezzi di trasporto come ad esempio il camper, il camion o anche la moto.

Il tutto avviene per l’appunto avvolgendo il veicolo con della specifica pellicola coprente. Questa pellicola contribuisce non solo a cambiare l’estetica del mezzo ma anche a rendere il veicolo più robusto, mettendo al sicuro la verniciatura sottostante da graffi o possibili piccoli danni.

Il Car Wrapping è inoltre una tecnica che permette di personalizzare il proprio mezzo.

Quali sono i vantaggi del Car Wrapping

Il Car Wrapping può essere eseguito su qualsiasi tipologia di veicolo a partire dalle auto sportive fino a quelle più economiche. I vantaggi che offre questo tipo di tecnica sono svariati. Prima di tutto, permette di proteggere il valore del mezzo, mettendolo al riparo a rischi quali graffi o danni di piccola entità.

È inoltre importante ricordare che la verniciatura sottostante rimane completamente intatta. Ne consegue che, nell’ipotesi in cui con il passare del tempo ci si dovesse stancare della nuova estetica, la pellicola usata per il Wrapping può essere rimossa in qualsiasi momento, ripristinando l’estetica originale del veicolo.

Nel ventaglio dei vantaggi del Car Wrapping si possono inoltre annoverare:

  • il fatto che grazie alla pellicola al mezzo viene attribuito un elevato grado di resistenza ai vari agenti atmosferici, pioggia e grandine incluse;
  • il fatto che si possono realizzare cambi colore e di estetica a un costo decisamente più vantaggioso rispetto alla classica verniciatura.

Quanto dura il Car Wrapping

Si tratta di una delle curiosità più frequenti tra coloro che decidono di ricorrere a questa particolare tecnica. In genere, se il veicolo non viene danneggiato in maniera eccessiva o viene sottoposto a una manutenzione costante, la pellicola utilizzata per il Car Wrapping può durare anche per svariati anni. Vale comunque la pena ricordare che in presenza di danni evidenti su un’area specifica della pellicola, essa può essere rimossa e sostituita senza dover ricorrere a un intervento di Wrapping completo.

In linea generale, per questo tipo di tecnica vengono utilizzate pellicole di alta qualità la cui durata varia dai cinque ai dieci anni. Ovviamente, la durata del prodotto dipende anche dall’uso che si fa del veicolo. Ad esempio, il lavaggio con spazzole e detersivi aggressivi può danneggiarla o opacizzarla.

Quali sono le attuali tendenze

Oggi come oggi, il Car Wrapping punta in genere su personalizzazioni, colori vivaci e camouflage. Molte imprese utilizzano questa particolare tecnica anche per la personalizzazione dei propri mezzi di lavoro a scopo pubblicitario. Sulle pellicole del Car Wrapping è infatti possibile riprodurre qualsiasi tipo di immagine, scritta o logo. Un modo alternativo per promuovere la propria azienda.

Quanto costa il Car Wrapping

Nella maggior parte dei casi, i costi del Car Wrapping variano tra i 1.000 e i 3.000 euro. La variazione dipende in linea di massima dal tipo di mezzo sul quale si interviene, dalla pellicola che viene usata nonché dalla eventuale personalizzazione grafica realizzata. Il risultato che si ottiene è comunque sempre ottimale.