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Come dipingere un mobile

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Come tutti gli oggetti che utilizziamo nella vita di ogni giorno anche i mobili con il passare del tempo tendono a usurarsi. In particolare, i complementi di arredo che sono verniciati possono avere bisogno di un ritocco per riconquistare la loro bellezza originale. Spesso di fronte a un mobile che appare ormai segnato dal tempo, si propende per eliminarlo in maniera definitiva. Tuttavia, con un minimo di buona volontà o ricorrendo a un professionista è possibile intervenire, rivitalizzandolo ed evitando così di buttarlo via. Per chi vuole cimentarsi nell’opera, in questo articolo vedremo allora come dipingere un mobile.

Fase preparatoria

La fase preparatoria che precede l’intervento vero e proprio è molto importante. La prima cosa da fare è rifornirsi di materiale di qualità. In genere, per intervenire su un mobile si utilizza della vernice allo smalto, possibilmente ad acqua.

La vernice allo smalto è un prodotto coprente e la sua grana include sia elementi organici che inorganici. La normale vernice, di contro, è di solito trasparente o semitrasparente. In ogni caso, non va a nascondere la superficie sottostante.

Il colore della vernice allo smalto può essere prescelto in base ai propri gusti personali. Per ciò che riguarda la finitura ne esistono invece di tre tipi:

  • finitura opaca;
  • finitura satinata;
  • finitura lucida.

Di solito sui mobili è consigliabile adottare una finitura satinata che, oltre a risultare più idonea, è anche la meno delicata tra le tre versioni disponibili.

Dipingere un mobile: tutti i passaggi

Come dipingere un mobile? Se si vuole ottenere un risultato ottimale, l’ideale è ovviamente rivolgersi a un professionista. Tuttavia, chi ha la passione per il fai-da-te e un minimo di manualità può cimentarsi nell’impresa in maniera del tutto autonoma. Quando si deve intervenire su un mobile in legno, i passaggi da seguire sono tre:

  • la carteggiatura;
  • la mano di fondo;
  • la verniciatura.

Fase di carteggiatura

La carteggiatura è l’operazione necessaria per rimuovere con attenzione la vernice protettiva presente sul mobile. È un intervento da fare preferibilmente a mano, in modo tale da ottenere un risultato liscio e uniforme. Per questioni di tempo, sulle grandi superfici si può utilizzare una levigatrice elettrica. Anche in questo caso, è comunque importante concludere l’operazione con una carteggiatura manuale. Per evitare di graffiare la superficie va usata una carta vetrata in grana molto fine.

Mano di fondo

Una volta conclusa la carteggiatura, occorre procedere con una doppia mano di fondo per la quale si utilizza in genere una cementite all’acqua. Tra una mano e l’altra è necessario far passare del tempo così da assicurare una perfetta asciugatura del prodotto.

Verniciatura

Quando anche la seconda mano di cementite è ormai asciutta, è possibile procedere con la vernice allo smalto. Nel caso in cui il mobile sia piuttosto datato e quindi con legno vecchio è opportuno verificare l’eventuale presenza di tarli. Per poter intervenire su un’essenza lignea tarlata è infatti opportuno applicare anche uno specifico trattamento contro questo tipo di insetti.

Dopo aver fatto le opportune verifiche del caso si può passare alla fase dell’applicazione del prodotto vera e propria. La vernice allo smalto deve essere applicata con un rullo o con un pennello in almeno due strati corposi, seguendo la direzione delle fibre del legno. Tra ogni strato, è necessario far asciugare il prodotto completamente. Nel caso in cui si utilizzi dello smalto sintetico l’asciugatura può prolungarsi anche per ventiquattro ore. Se ritenuto necessario, si può eventualmente procedere stendendo un terzo strato di prodotto.

Come dipingere un mobile in legno senza carteggiare

Se si vuole dipingere un mobile senza carteggiare, è necessario passare una mano di primer, ossia una speciale vernice ad acqua che permette di rendere il legno ruvido. Il primer viene anche definito con il termine di “aggrappante” perché serve a fare aderire il colore che viene applicato successivamente.

Che cosa significa Intelligenza Artificiale

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Sebbene sia ormai parte integrante della nostra quotidianità, non tutti sanno che cosa si intenda esattamente con Intelligenza Artificiale. Una vera rivoluzione, destinata a cambiare il volto della tecnologia, rappresentandone non solo il presente ma anche e soprattutto il futuro. Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire che cosa significa Intelligenza Artificiale o Artificial Intelligence (AI). Conosceremo inoltre alcune delle sue più comuni applicazioni.

Definizione di Intelligenza Artificiale

Come spiegato dagli esperti dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, il concetto che è alla base dell’Intelligenza Artificiale è semplice quanto di grande impatto: “sviluppare delle macchine dotate di capacità autonome di apprendimento e adattamento che siano ispirate ai modelli di apprendimento umani”.

Entrando ancor più nel dettaglio, quando di parla di Intelligenza Artificiale si fa riferimento a un ramo della Computer Science che studia lo “sviluppo di sistemi Hardware e Software dotati di specifiche capacità tipiche dell’essere umano”, tra cui l’interazione con l’ambiente circostante, l’apprendimento, l’adattamento, il ragionamento e la pianificazione.

Questi sistemi si dimostrano in grado di perseguire in maniera autonoma “una finalità definita, prendendo decisioni che fino a quel momento erano solitamente affidate alle persone”.

Come funziona

L’Artificial Intelligence permette alle macchine di imparare dall’esperienza, adeguandosi alle nuove informazioni ricevute e svolgendo compiti del tutto simili a quelli messi in atto dagli esseri umani.

Sono svariati gli esempi di Intelligenza Artificiale con cui, spesso inconsapevolmente, ci confrontiamo oggi giorno. Un classico esempio si può trovare in applicazioni ormai di uso comune come gli assistenti vocali. Altro esempio noto è quello delle auto e in genere dei mezzi con guida autonoma. Anche i videogiochi rientrano tra le applicazioni che fanno uso dell’Intelligenza Artificiale. Nel caso specifico, gli algoritmi di Artificial Intelligence consentono ai personaggi, agli ambienti, alle storie di evolversi in base al comportamento del giocatore, riuscendo a creare situazioni sempre nuove e imprevedibili.

La maggior parte degli esempi di Intelligenza Artificiale di cui sentiamo parlare oggigiorno si basano principalmente sul Deep Learning, o apprendimento profondo, e sul Natural Language Processing, ovvero sull’elaborazione del linguaggio naturale. Usando queste tecnologie di ultima generazione, i computer e in genere i dispositivi digitali possono migliorarsi, apprendere nuove informazioni e imparare a svolgere determinati compiti elaborando grandi quantità di dati e riconoscendo degli specifici modelli.

Sembrerebbe fantascienza ma si tratta di realtà. Una realtà sempre più comune e in costante evoluzione.

Esempi di applicazioni che fanno uso dell’Intelligenza Artificiale

Oltre a quelli appena citati, ci sono svariati altri esempi di utilizzo quotidiano dell’Intelligenza Artificiale, di cui spesso non ci rendiamo conto. Tra questi rientrano:

  • i Chatbot;
  • i dispositivi connessi che utilizziamo nella nostre Smart Home;
  • le automobili intelligenti di ultima generazione.

I Chatbot vengono diffusamente utilizzati nei servizi di Customer Care. Si tratta di sistemi per gestire le chat di supporto ai clienti, basati su tecnologie di Artificial intelligence evolute in grado di capire che cosa sta chiedendo loro il cliente e fornendo di conseguenza la risposta più idonea. Con i chatbot si creano veri e propri dialoghi uomo-macchina attraverso i quali, in buona parte dei casi, si riesce a risolvere la problematica del cliente senza che quest’ultimo debba confrontarsi con un operatore in carne e ossa.

I dispositivi Smart Home sfruttano invece l’Intelligenza Artificiale e il cosiddetto Internet of Things per semplificare la vita domestica e per garantire la sicurezza delle persone all’interno della casa, definita per l’appunto casa intelligente.

Le auto di ultima generazione riescono a compiere alcune funzionalità in maniera del tutto autonoma proprio grazie alla Artificial Intelligence. Qualche esempio? Le vetture tengono sotto controllo il traffico attorno a noi, anticipano la frenata in caso di rallentamento improvviso e, in alcuni modelli, sono persino capaci di seguire le corsie della strada da sole. Si tratta insomma di veicoli intelligenti, in grado di prendere decisioni a seconda di quanto accade nell’ambiente circostante.

Tecniche di pittura delle pareti

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Sono davvero innumerevoli le attività che si possono effettuare nelle nostre case ricorrendo al fai da te. Dal realizzare un giardino al sostituire un rubinetto o una guarnizione, passando per la pulizia del marmo fino alla posa della piastrelle. Il trucco sta nell’avere un minimo di manualità, dote che deve però unirsi a un pizzico di pazienza. Tra le attività da realizzare in maniera autonoma, imbiancare è certamente una delle più comuni anche per i meno esperti. Per chi vuole tuttavia cimentarsi in un lavoro fai da te più creativo, in questo articolo parleremo delle possibili tecniche di pittura delle pareti.

Principali tecniche di pittura delle pareti

Per chi non desidera limitarsi esclusivamente a imbiancare le pareti di casa ma mira a personalizzare gli ambienti domestici, così da attribuire loro un tocco in più, è possibile ricorrere a svariate tecniche di pittura. Ecco alcune tra le più diffuse.

Pittura a spruzzo: caratteristiche

Nel ventaglio di tecniche di pittura delle pareti, quella a spruzzo è ideale per tinteggiare in modo uniforme le grandi superfici. Si tratta infatti di un metodo rapido oltre che piuttosto semplice da realizzare.

Per effettuare la pittura a spruzzo occorre essere muniti di di un compressore e di una pistola a spruzzo, per poter così trasferire in maniera rapida la vernice sulla parete da imbiancare, nebulizzandola attraverso un getto di aria compressa.

Pittura tamponato: caratteristiche

Si tratta di una tecnica tutto sommato semplice da realizzare che permette però di offrire un tocco in più alle pareti su cui viene effettuata. I costi sono contenuti e la decorazione è personalizzabile in base ai propri gusti.

Per realizzare la pittura tamponato si utilizza un particolare strumento, chiamato per l’appunto un “tampone”, facilmente reperibile in commercio. A disposizione esistono diversi tipi di tamponi. Ciascuno è contraddistinto da un decoro particolare che ne determina l’effetto. È il caso ad esempio dell’effetto spiegazzato, di quello finto legno o, ancora, dell’effetto spatolato.

Pittura a effetto graffiato: caratteristiche

Tra le tecniche di pittura più comuni e maggiormente apprezzate tra le mura domestiche rientra anche la metodica a effetto graffiato. Oltre ad avere una buona resistenza, questa tecnica, anch’essa di facile realizzazione, ha il vantaggio di nascondere eventuali imperfezioni presenti sulla parete.

La pittura a effetto graffiato risulta ideale per i contesti moderni, a cui attribuisce un suggestivo decoro a mo’ di tessuto.

Pittura a velatura: caratteristiche

La pittura a velatura è una tecnica innovativa che garantisce un eccellente risultato visivo. Consiste nell’applicazione di un velo di colore sopra a un altro senza coprirlo del tutto, in modo da renderlo ancora in parte visibile. L’effetto è davvero piacevole.

Per realizzare la tecnica si possono usare svariati strumenti: non solo rullo e pennello ma anche attrezzi quali spugna, straccio e carta appallottolata. Uno stile economico ma con un’ottima riuscita. A prescindere dalla tecnica ovviamente il risultato finale dipende in larga parte anche dai colori prescelti. Il gusto personale insomma fa il resto dell’opera.

Pittura spatolato: caratteristiche

Anche questa tecnica è tra le più diffuse. A differenza della pittura a spruzzo e di altre modalità, la spatolato è decisamente una tecnica più complessa ma ha il vantaggio di garantire un notevole effetto scenico. Non a caso, la si utilizza con una certa frequenza negli ambienti domestici contraddistinti da uno stile classico.

Realizzata con una spatola di metallo al posto del pennello o del rullo, la tecnica prevede più passate di prodotto e crea un risultato davvero piacevole, con un effetto visivo tridimensionale.

Trattandosi di una tecnica particolare, è preferibile rivolgersi a un esperto per poterla effettuare. Nel caso in cui si desideri cimentarsi in maniera autonoma nell’impresa è comunque importante ricordare di iniziare a tinteggiare partendo dalla parte alta della parete su cui si interviene.

Come realizzare un giardino

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Avere a propria disposizione un giardino è un desiderio che accomuna moltissime persone. Poter godere di un angolo verde all’interno del proprio ambiente domestico è infatti una delle migliori opportunità per ritagliarsi un angolo in cui rilassare corpo e mente. Tuttavia, per chi ha questa fortuna si pone spesso il problema di come progettarlo nel migliore dei modi così da sfruttarlo appieno e in modo da creare un contesto accogliente sotto tutti i punti di vista. Per dare un piccolo aiuto, nei prossimi paragrafi vedremo allora come realizzare un giardino, fornendo alcune pratiche idee.

Quale stile scegliere

Nel momento in cui ci si interroga su come realizzare un giardino, la prima cosa a cui pensare è lo stile che si desidera adottare. Le possibilità sono svariate e vanno ottimizzate in base alle caratteristiche dello spazio esterno di cui si dispone.

Tra le possibili tipologie di giardino rientrano ad esempio il giardino classico, il giardino rustico o, per chi ama le atmosfere orientaleggianti, il giardino Zen ma gli stili sono in realtà molti.

Realizzare un giardino: analisi delle caratteristiche del terreno

Uno dei primi aspetti da valutare quando ci si trova a realizzare un giardino riguarda il terreno. Le caratteristiche su cui focalizzare l’attenzione sono:

  • la superficie;
  • l’esposizione;
  • la regolarità o meno;
  • le condizioni climatiche.

La superficie è un aspetto da considerare per avere consapevolezza di quanti complementi di arredo è possibile utilizzare nel giardino. Se lo spazio è limitato è infatti opportuno non esagerare con gli arredi.

La conoscenza dell’esposizione è importante per procedere con la scelta delle piante giuste. Sulla selezione delle piante pesano anche le condizioni climatiche. La vegetazione va del resto collocata con criterio perché, in caso contrario, si corre il rischio di ritrovarsi con piante che faticano a svilupparsi e tendono a morire.

Funzione del giardino

Nella scelta degli arredi è invece opportuno riflettere con attenzione su quella che sarà la funzione principale del giardino. Se lo spazio sarà destinato soprattutto al relax, si potrà ad esempio acquistare comode sedute, altalene e magari un’amaca su cui accomodarsi per sonnellini o per leggere un buon libro della propria biblioteca domestica.

Illuminazione

L’illuminazione è un altro elemento importante, soprattutto se si desidera sfruttare lo spazio verde anche nelle ore serali, semplicemente per rilassarsi o anche per organizzare cene o feste all’aperto.

L’attuale tecnologia offre molte possibilità a riguardo. Oltre alla funzionalità i prodotti per l’illuminazione da esterno presentano in genere un design molto elegante, capace di rendere il giardino uno spazio ancor più accogliente.

Trattandosi di un angolo verde, una buona idea può essere quella di puntare su un tipo di illuminazione ecologica. Qualche esempio? Tra le migliori opzioni a disposizione per il giardino e non solo, c’è innanzitutto una tecnologia come il LED che sfrutta un sistema a basso consumo, creando una luce molto chiara e diffusa. Una luce delicata e piacevole, che risulta perfetta per un ambiente come quello di un giardino.

Un’ottima opzione si può anche trovare nei lampioncini a energia solare. Simili prodotti sono dotati di piccoli pannelli che, nonostante le dimensioni ridotte, sono capaci di catturare elevate quantità di energia solare. Energia che nell’arco della giornata viene immagazzinata per il funzionamento delle batterie interne e che può essere quindi utilizzata nelle ore serali e notturne.

La maggior parte dei lampioni da giardino a energia solare si accendono tra l’altro in modo del tutto automatico, grazie alla funzionalità crepuscolare. Si tratta quindi di un’opzione molto pratica, amica dell’ambiente e che permette tra l’altro di risparmiare. Anche i costi di manutenzione e di messa in opera sono contenuti e certamente più bassi rispetto a quelli da sostenere per una illuminazione normale. Per chi si accinge a realizzare un giardino, insomma, i lampioni a energia solare rappresentano una soluzione che vale la pena valutare.

Come realizzare un giardino con i sassi

Un’opzione interessante può essere quella di realizzare un giardino con dei ciottoli. Li si può disporre intorno alle piante e ai fiori ma li si può in alternativa collocare in maniera uniforme nelle aree più grandi.

Altra idea può essere quella di realizzare con i sassi delle forme particolari. A prescindere dalle scelte personali, i ciottoli contribuiscono di certo ad attribuire al giardino un aspetto decorativo piacevole e ben curato. Perché non approfittarne?

Che cosa fa un Event Manager

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Il mondo degli eventi è un ambito che comporta il coinvolgimento di numerose figure professionali che spaziano dal Catering Assistant fino al Convention Manager. Nel ventaglio di questi ruoli professionali rientra anche quello dell’Event Manager. Come il nome stesso consente di intuire, si tratta di un figura centrale nello specifico settore. Ma di cosa si occupa per l’esattezza? Nei prossimi paragrafi scopriremo insieme che cosa fa un Event Manager.

Chi è l’Event Manager

L’Event Manager è una figura che collabora piuttosto di frequente con le aziende ma non solo. Senza ombra di dubbio, quella dell’Event Manager è una delle figure più interessanti che sta emergendo da alcuni anni a questa parte. Del resto, gli eventi stanno divenendo una componente sempre più importante tanto per le imprese private quanto per le realtà istituzionali.

All’atto pratico l’Event Manager non è altro che un brillante organizzatore di eventi che si occupa di sviluppare su larga scala appuntamenti quali conferenze, cerimonie, festival, feste private, Meeting o Convention. Sembrerebbe a prima vista un lavoro facile ma in realtà comporta una serie di competenze di notevole portata. Un Event Manager possiede infatti competenze che spaziano dalla comunicazione al Design, passando per il Marketing fino alla logistica.

Di che cosa si occupa l’organizzatore di eventi

L’Event Manager è la figura professionale che coordina la pianificazione di un evento in tutte le sue fasi. Non si tratta sicuramente di un ruolo semplice da svolgere perché, oltre alle competenze citate poc’anzi, prevede la conoscenza approfondita delle tante normative che regolano l’organizzazione degli eventi. Dall’operato dell’Event Manager dipende strettamente la buona riuscita di un evento, in ogni sua sfaccettatura, incluso il coinvolgimento del pubblico.

Come diventare Event Manager

Come accade con svariati altri mestieri, anche chi aspira a diventare Event Manager deve seguire un proprio percorso di formazione. Certamente, approfondire lo studio di materie come Marketing e comunicazione rappresenta un buon punto di inizio. Ma per chi mira ad abbracciare questa carriera professionale, essenziale risulta soprattutto apprendere sul campo, rivolgendosi a una impresa che si occupa di Event Management, iniziando così un percorso formativo vero e proprio, come stagista o come collaboratore.

Caratteristiche

Oltre alle competenze già citate, un organizzatore di eventi deve possedere alcune caratteristiche peculiari. Trattandosi di un mestiere che richiede un notevole impegno, un simile professionista deve innanzitutto dimostrarsi pronto a lavorare per parecchie ore al giorno, molto spesso anche nei fine settimana o nei giorni festivi. Siamo insomma di fronte al tipico lavoro che si allontana dalla routine e che richiede una grande flessibilità sia sotto il profilo degli orari sia rispetto alle capacità professionali.

Un buon Event Manager deve inoltre possedere delle capacità di comunicazione molto elevate. A questa dote si aggiunge una capacità di gestione perfetta, in maniera tale da pianificare l’evento con estrema precisione.

Altrettanto importante risulta la mentalità Problem Solving, dato che l’organizzatore di eventi può trovarsi a risolvere imprevisti di vario tipo, spesso anche complessi.

Le doti organizzative si mostrano anche nella bravura nel gestire con facilità le questioni relative alle autorizzazioni. Nell’organizzazione dell’evento, questa figura professionale deve infatti tenere in considerazione tutte le leggi locali e, in generale, tutte le normative che disciplinano la sicurezza.

Quando guadagna un organizzatore di eventi

Lo stipendio medio di un Event Manager si aggira sui 40.200 euro lordi all’anno, pari a circa 2.030 euro netti al mese. La retribuzione può partire di solito da uno stipendio minimo di 18.700 euro lordi all’anno, mentre lo stipendio massimo può superare i 100.000 euro lordi all’anno. Il tutto dipende dal grado di esperienza che si è acquisito nel tempo. Un organizzatore di eventi può lavorare sia come dipendente sia in forma autonoma, dopo l’apertura di Partita IVA.

Cosa cucinare per cena ai bambini

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Preparare cena ai più piccoli può tramutarsi spesso in un bel grattacapo. I bambini, del resto, non sempre mangiano con gusto quanto consumato dai propri genitori e, in generale, dagli adulti. Portare in tavola pietanze da loro più apprezzate può tradursi spesso in un’alimentazione che non si dimostra sana. Come fare allora a stimolare l’appetito dei più piccoli, assicurando loro nel contempo una dieta equilibrata e ricca di quei nutrienti essenziali per la crescita e per la salute? In questo articolo vi daremo alcuni spunti su cosa cucinare per cena ai bambini.

Pietanze da cucinare per cena ai bambini

La cena è uno dei pasti della giornata in cui i genitori nutrono maggiori dubbi rispetto a quali piatti far consumare ai propri bambini, così da nutrirli in maniera corretta. Di sera, tra l’altro, si pone un ulteriore problema. Dopo aver mangiato i piccoli devono infatti coricarsi. Diviene quindi importante saziarli senza appesantirli, in modo tale da permettere loro di riposare bene nel corso della notte.

A partire da questi presupposti, la prima cosa importante da tenere in considerazione è che la cena non deve tramutarsi mai nel pasto principale per i bambini, come d’altronde per gli stessi adulti, al fine di evitare difficoltà di digestione. Ne consegue che l’ideale è puntare su cibi piuttosto leggeri come pesce, verdure e carne bianca.

Ovviamente, il pediatra rappresenta il punto di riferimento a cui rivolgersi per ottenere tutte le informazioni adeguate per un’alimentazione corretta. Ma in linea generale, per i genitori basta usare il buonsenso che, unito a un pizzico di fantasia, è sufficiente per garantire ai più piccoli un pasto sano e nutriente, invogliandoli contemporaneamente a mangiare.

Idee per la cena dei bambini

Una buona idea per la cena dei più piccoli può essere ad esempio quella di preparare degli hamburger che contengono nel contempo verdure unite a della carne bianca, come il pollo o il tacchino, oppure al del pesce. Gli hamburger sono infatti sempre molto apprezzati dai bambini, anche nelle loro forme “alternative”. Un esempio si può trovare nell’hamburger di spinaci e tacchino o nell’hamburger di nasello e carote.

Restando sui piatti realizzati con le verdure una ottima opzione può essere quella di preparare delle creme o delle vellutate. I bambini possono ad esempio apprezzare la crema di zucchine e patate. Ma di possibili combinazioni ce ne sono molte. Un altro esempio è la vellutata di porro e spinaci.

Per stuzzicare l’appetito dei piccoli in modo sano una gustosa opzione può invece essere quella di preparare delle crêpe da riempire con ingredienti a piacimento. Per rendere l’impasto delle crêpe ancor più salutari si può pensare di sostituirle con una variante. Ci riferiamo alle crêpe integrali, per la cui preparazione si prevede l’uso della farina integrale.

Cucinare insieme ai bambini

Quando ci si deve confrontare con dei bambini inappetenti, oltre a mettere fantasia nella preparazione dei pasti, è buona regola trovare qualche stratagemma per motivarli a mangiare. Tra i più comuni c’è la buona prassi di coinvolgere i piccoli nella preparazione dei pasti. Questo piccolo stratagemma aiuta infatti a incuriosirli e ad avvicinarli alla scoperta di come si combinano i sapori. Così facendo, i bambini si dimostrano in genere più inclini a provare le varie pietanze che vengono portate a tavola durante i pasti.

Altra idea che si dimostra di solito vincente è quella di rendere i cibi visivamente colorati e divertenti. L’ideale è farlo sfruttando la disposizione delle pietanze sui piatti e accostando i diversi alimenti così da formare figure apprezzate dai più piccoli, come facce buffe o forme di animali. Osservando le figure i bimbi sono in buona parte dei casi più stimolati a mangiare quanto proposto loro nel piatto.

Potrebbe interessarti anche il nostro articolo dedicato a spiegare come funzionano i servizi di psicologia online.

L’importanza della logistica per un sito di e-commerce

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Da alcuni anni a questa parte sta crescendo progressivamente il numero di persone che utilizzano i canali Internet per le proprie spese quotidiane: a partire dal delivery passando per gli acquisti tecnologici fino alla prenotazione di viaggi e vacanze. I siti di e-commerce sono quindi destinati a essere sempre di più il mezzo con cui le imprese devono necessariamente interfacciarsi per potersi aprire un ulteriore spazio di vendita, se non il principale. La recente esperienza del lockdown e, più in generale, della pandemia da Covid-19 ci ha mostrato con ulteriore chiarezza l’importanza per i retailer di essere presenti online, con e-commerce dedicati attraverso i quali ampliare i propri canali di vendita classici.

Il mercato e-commerce in Italia

Le statistiche sul mercato e-commerce italiano evidenziano come, anche nel nostro paese, i volumi movimentati dal commercio elettronico si facciano man mano più interessanti. I dati raccolti nell’ultima ricerca condotta dall’Osservatorio e-commerce B2C del Politecnico di Milano pongono in rilievo come nel 2019 gli italiani che acquistavano online erano già più di 27 milioni. In seguito alle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, si è tuttavia verificato un salto evolutivo verso il digitale. A partire dal 2020 sono cambiati i comportamenti e le abitudini d’acquisto dei consumatori, che si sono spostati a favore dell’e-commerce. Un simile trend ha per forza di cose posto dei seri interrogativi da parte dei venditori in materia di consegne e di logistica distributiva.

In un presente e in un futuro in cui i siti e-commerce si pongono come protagonisti indiscussi di una costante escalation, diviene infatti necessario per i rivenditori mettere la massima attenzione all’aspetto logistico, un elemento fondamentale per riuscire a competere con i grandi Big player del settore.

Logistica per l’e-commerce: perché è importante gestirla al meglio

La logistica costituisce uno degli aspetti cruciali, se non il più importante, per determinare il successo di qualsiasi iniziativa e-commerce. Disguidi quali il ritardo nelle spedizioni o il fallimento delle consegne costituiscono rischi onnipresenti per qualsiasi impresa si trovi a gestire una piattaforma per le vendite online. Trovare le strategie idonee per organizzare e per far funzionare i processi inerenti la logistica in maniera ottimale contribuisce a fare la differenza non solo sotto il profilo dei costi ma anche e soprattutto sul livello di servizio fornito al cliente finale, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di soddisfazione.

Elementi quali la rapidità di consegna, la gestione del reso e, in linea generale, tutto ciò che è correlato alla logistica per l’e-commerce nel suo complesso, pesano quindi – e non di poco – sulle scelte di acquisto del consumatore. A parità di prodotti offerti dai diversi retailer online, il cliente finisce per prediligere inevitabilmente il canale di vendita che si dimostra in grado di offrire un servizio di logistica migliore e più efficace, rendendo così più fruibile e più piacevole la customer experience nel suo intero processo. Un valore aggiunto che, torniamo a ripeterlo, contribuisce a fare la differenza, determinando il successo o meno di una qualsiasi iniziativa e-commerce.

Soluzioni per innovare la logistica di un sito di e-commerce, rendendola competitiva

Per una qualsiasi realtà di vendita che si trova a gestire un proprio canale e-commerce, la soluzione ideale consiste nel poter scegliere le spedizioni più economiche garantendo nel contempo il miglior livello di logistica possibile al cliente finale. L’obiettivo principale è infatti quello di ottimizzare i costi gestionali senza rinunciare alla qualità, in modo da salvaguardare il successo stesso del business online.

Nell’ottica di rendere più innovativa e maggiormente competitiva la logistica dei siti e-commerce è apparsa sulla scena Isendu, la nuova piattaforma Made in Italy appositamente sviluppata per rispondere in maniera proattiva alle necessità di chiunque abbia un canale di commercio elettronico da gestire.

Intuitiva e user friendly, isendu.it va ben oltre le caratteristiche della semplice applicazione destinata alla gestione di un negozio ecommerce. La piattaforma integra una community e un servizio di assistenza di alto livello. Oltre a permettere ai propri utenti business di organizzare tutte le fasi di vendita e di spedizione dei rispettivi canali e-commerce in modo efficiente, evitando ogni perdita di tempo, Isendu può perciò essere considerata una soluzione human-centered, con tutte le carte in regola per gestire un modello di commercio elettronico orientato al futuro.

Isendu: la soluzione “all in one” che aiuta gli e-commerce ad avere successo

Quando parliamo di Isendu ci riferiamo quindi a una piattaforma di ultima generazione che funge da supporto a tutti i gestori di un sito e-commerce, consentendo loro di mettere in comunicazione in maniera efficiente il canale di vendita online con i rispettivi servizi di spedizione. Con questa soluzione italiana è finalmente possibile automatizzare l’intero flusso di vendita: dagli ordini fino alla stampa delle lettere di vettura, passando per la gestione multipla dei diversi canali di vendita. Il tutto interfacciandosi con un’unica piattaforma che permette di avere una visione a trecentosessanta gradi di ogni singolo aspetto della logistica.

Isendu riesce a connettere i marketplace quali Amazon, eBay ed Etsy e le piattaforme e-commerce come Magento, WooCommerce e Shopify con tutti i principali corrieri nazionali e internazionali. Una simile funzionalità permette quindi di effettuare la spedizione con pochi semplici passaggi. Ma non ci si limita solo a questo. Isendu è una soluzione “all in one” che garantisce la massima flessibilità al minor costo oltre a ottimizzare l’operatività nel suo complesso. Chi gestisce il proprio canale di commercio elettronico con Isendu può difatti avere una visione costante del processo logistico, senza dover accedere in piattaforme differenti, con un guadagno evidente in termini di tempo risparmiato.

Ulteriori punti di forza di Isendu

Con una soluzione come Isendu, si riesce a mettere la parola addio a ogni margine di errore. Trattandosi di un sistema automatizzato diviene impossibile sbagliare.

Utilizzando questa piattaforma Made in Italy si ha inoltre l’opportunità di entrare a far parte di una community, con cui confrontarsi in modo da ricevere spunti e idee utili per il successo della propria iniziativa e-commerce. I partner di Isendu offrono infatti consulenza personalizzata per far decollare un progetto di commercio elettronico, aiutando i vari gestori a sviluppare specifiche strategie di successo.

Con una simile applicazione, chiunque punti ad accrescere il rispettivo fatturato aprendosi al canale e-commerce riesce perciò non solo a oltrepassare i possibili ostacoli connessi alla logistica ma anche a promuovere nel migliore dei modi la propria idea di business online. Isendu si pone in tal senso come un vero valore aggiunto, un prezioso alleato per far crescere qualsiasi iniziativa di commercio elettronico sia in termini di fatturato sia in termini di branding.

Come creare una biblioteca in casa

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Leggere è una passione condivisa da un numero consistente di persone di ogni età che amano riempire le loro abitazioni di libri di qualsiasi genere: dai classici della letteratura fino ai saggi di attualità. Per chi nel corso degli anni è riuscito a mettere insieme una moltitudine di titoli, una buona idea può essere quella di creare una biblioteca in casa. In questo articolo vi daremo alcuni suggerimenti su come fare per raggiungere l’obiettivo.

Creare una biblioteca in casa: quale stile adottare

La prima cosa da fare nel momento in cui ci si accinge a creare una biblioteca in casa consiste nello scegliere lo stile che si desidera adottare. Stile che, per ovvie ragioni, si rispecchierà nella successiva selezione di mobili e di scaffali che andranno a ospitare i libri.

Biblioteca classica o moderna? La scelta si basa in linea di massima su queste due opzioni. In una biblioteca moderna si può ad esempio puntare su scaffalature dal design semplice e lineare, adornando l’ambiente circostante con poltrone colorate, su cui accomodarsi per sfogliare o per leggere i libri.

Una buona idea può essere anche quella di ritagliare un angolo per le riviste e per i quotidiani. In una biblioteca dal tocco moderno non può inoltre mancare uno spazio dedicato alla tecnologia. Si può quindi posizionare una scrivania con un PC collegato a Internet, un tablet o ancora di lettori DVD e/o Blue Ray per visionare film e documentari. L’abbonamento a contenuti on demand fruibili anch’essi via Internet può completare il progetto.

Come catalogare i libri in casa

Quando si possiedono molti libri è importante riuscire a catalogarli. Una simile operazione risulta utile sotto svariati punti di vista. Innanzitutto permette di non dimenticarsi dei tanti titoli di cui si è in possesso. Consente inoltre di mettere i libri in ordine, categorizzandoli per argomento, per genere, per autore o in base ad altri criteri personalizzabili.

Ma quali mezzi utilizzare per catalogare i libri? Annotare tutti i titoli e le diverse caratteristiche dei libri può essere un’impresa titanica che sul lungo termini può  scoraggiare. Fortunatamente, la tecnologia ci viene incontro con specifici software installabili sul computer.

Tra i programmi più utilizzati spicca ad esempio Booknizer che permette di catalogare i libri di casa tanto in formato cartaceo quanto in formato digitale. Dopo aver inserito il il titolo del libro, il software consente di scaricare in automatico da Internet informazioni quali la trama, il genere e la biografia dell’autore. Una possibilità che si rivela particolarmente utile per velocizzare la catalogazione. Esiste tuttavia l’ulteriore opportunità di inserire tutti i diversi dati manualmente, decidendo quali informazioni salvare. Booknizer si dimostra inoltre utile per la gestione di eventuali libri dati in prestito ad altre persone.

App per creare una biblioteca in casa

Al giorno d’oggi smartphone e tablet sono diventati di uso comune per la stragrande maggioranza delle persone. I dispositivi mobili possono esserci utili anche per creare e per gestire la nostra biblioteca in casa. In particolare, esistono apposite applicazioni di grande fruibilità che noi utenti possiamo usare per catalogare i nostri libri. Una delle più famose è My Library.

Si tratta di un’applicazione gratuita che permette di catalogare i libri in nostro possesso, inquadrando semplicemente il codice a barre presente su ciascuno di essi, attraverso le fotocamere di cui sono dotati i nostri smartphone e tablet. Una volta inserito un libro nel catalogo digitale, è possibile categorizzarlo a proprio piacimento e aggiungere eventuali altre informazioni che consentono di ottimizzarne la gestione.

Oggi come oggi, quindi, creare una biblioteca in casa è una operazione molto più semplice di ciò che si possa credere. Basta aggiungere un pizzico di buona volontà e un po’ di fantasia e il gioco è fatto.