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Come diventare bibliotecario

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Leggere è una passione condivisa da una enorme moltitudine di persone. L’amore per i libri può trasformarsi anche in un mestiere. Un’idea interessante in tal senso può essere quella di aprire una libreria. Ma per chi ama leggere, un’altra ottima opzione sotto il profilo professionale è diventare bibliotecario. In questo articolo scopriremo il percorso da intraprendere per raggiungere l’obiettivo.

Che cosa significa Home Banking

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Chi per un motivo, chi per un altro, la maggior parte di noi possiede un conto corrente in banca. Se fino ad alcuni anni fa per svolgere gran parte delle operazioni correlate ai nostri conti era necessario recarsi per forza di cose in filiale, ora le cose sono cambiate. Ciò si deve principalmente all’avvento di Internet che, tra le tante funzionalità offerte agli utenti, ha dato agli Istituti bancari l’opportunità di creare dei servizi di Home Banking. Ma cosa si intende per l’esattezza con questo termine? Lo scopriremo nei prossimi paragrafi.

Che cos’è l’Home Banking

L’Home Banking è una funzionalità ormai presente su tutti i conti correnti bancari. Questo servizio può essere considerato come una sorta di banca virtuale, a cui è possibile accedere via web inserendo le proprie credenziali personali.

Una volta effettuato l’accesso, definito in termini tecnici “login”, sulla schermata del dispositivo che si sta utilizzando, che può essere un notebook, un PC desktop, un tablet o uno smartphone, compare la Home Page della propria “banca virtuale”. In questo spazio online si possono trovare diversi menu di navigazione, che sono nella maggior parte dei casi correlati alla gestione del proprio conto corrente.

Attraverso l’Home Banking si possono quindi effettuare una serie di operazione abitualmente svolgibili presso la propria filiale fisica: dai bonifici al pagamento di MAV o di F24.

La banca online dà inoltre spazio a ulteriori funzionalità, come ad esempio il controllo diretto degli strumenti finanziari nei quali si è scelto di investire.

La nascita dell’Home Banking ha avuto un enorme impatto sulle banche tradizionali, permettendo di alleggerire il lavoro comunemente svolto dalle varie filiali. Tra i vari effetti della sua diffusione si è anche assistito alla nascita di conti bancari completamente online.
Simili servizi consentono ai propri clienti di svolgere tutte le principali operazioni legate al proprio conto esclusivamente in rete.

Operazioni effettuabili con l’Home Banking

Attraverso una funzionalità come l’Home Banking è possibile effettuare operazioni e transazioni per le quali prima ci si recava allo sportello. Alcune delle operazioni non prevedono tra l’altro costi di commissione. Ciò rappresenta un vantaggio per il cliente della banca ma anche per l’istituto bancario stesso che può risparmiare, abbattendo i costi correlati alle infrastrutture fisiche.

Nelle ventaglio delle tante operazioni effettuabili tramite il servizio di Home Banking rientrano ad esempio:

  • il controllo del saldo sul proprio conto corrente;
  • l’emissione di bonifici nazionali e internazionali;
  • il pagamento di F24 o di altre tipologie di moduli precompilati o di specifici bollettini come il MAV;
  • il giroconto per il trasferimento di denaro tra conti dello stesso cliente;
  • il pagamento di bollette;
  • la ricarica dei cellulari.

Le operazioni possono essere realizzate con il massimo livello di sicurezza, grazie a circuiti appositamente studiati per lo scopo. Inoltre, basta avere una conoscenza sufficiente della navigazione online e dei principali strumenti utilizzati nel web.

Home Banking tramite App

Da alcuni anni a questa parte abbiamo potuto assistere a una crescita esponenziale dell’uso di smartphone e di tablet. Per questo motivo gli Istituti bancari hanno lanciato apposite applicazioni da utilizzare sui dispositivi mobile per poter realizzare le tipiche operazioni di Home Banking.

Le App rendono ancora più semplice e più accessibile la gestione da remoto del proprio conto corrente.

Uso del Mobile Token nell’Home Banking

Con crescente frequenza le applicazioni sono inoltre utilizzate come strumento di supporto alla sicurezza dei pagamenti online. Di solito, esse includono infatti anche la funzione di Mobile Token. Si tratta di un particolare strumento tecnologico che permette di generare password dispositive per confermare le operazioni effettuabili nel servizio di Home Banking oltre che i pagamenti realizzabili con carta di credito su siti di e-commerce.

Che cos’è un bonifico parlante

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Tra le diverse modalità di pagamento che si possono effettuare attraverso un conto bancario o postale rientra anche il cosiddetto bonifico parlante. Non tutti sanno però di cosa si tratta nello specifico, i casi in cui diviene necessario usarlo e come lo si può compilare. In questo articolo lo scopriremo.

Bonifico parlante: definizione

Partiamo dalla definizione. Un bonifico parlante è un particolare metodo di pagamento che consente di avere traccia sia dei dati del destinatario sia del contribuente che ha sostenuto le spese.

Parliamo di “contribuente” perché questo strumento viene generalmente utilizzato per richiedere detrazioni fiscali a seguito di spese specifiche. È il caso di spese che vengono realizzate per l’acquisto di prodotti da utilizzare per gli interventi di ristrutturazione di un immobile. Ma questo è solo uno dei vari esempi in cui si ricorre all’uso di un bonifico parlante.

Come si compila un bonifico parlante

Per poter essere valido ai fini della detrazione fiscale, un bonifico parlante deve rispettare alcune caratteristiche fondamentali, in assenza delle quali l’Agenzia delle Entrate può non accettare la richiesta inoltrata dal contribuente. Ma quali sono queste caratteristiche?

In questo particolare tipo di bonifico occorre introdurre obbligatoriamente:

  • la causale dello stesso;
  • i dati del richiedente;
  • il numero di partita IVA o il codice fiscale del beneficiario del pagamento.

Nella causale del bonifico bisogna riportare lo specifico rifermento normativo, ossia “Bonifico di pagamento per lavori di riqualificazione edilizia con detrazioni previste dall’art. 16-bis del D.P.R. 22 dicembre 1986 n.917”. È inoltre preferibile inserire anche il riferimento alla fattura emessa dal beneficiario.

Nel bonifico parlante è inoltre necessario inserire il nome, il cognome e il codice fiscale dell’intestatario che fruirà della detrazione fiscale. Il bonifico parlante deve infine riportare come intestatario il numero di partita IVA dell’impresa beneficiaria o in alternativa il codice fiscale del titolare della stessa.

Come effettuare il pagamento

Il bonifico parlante può essere effettuato in forma cartacea con la semplice compilazione dei moduli disponibili presso la propria filiale bancaria o presso l’ufficio postale. In alternativa il bonifico può anche essere effettuato online, nel caso in cui il richiedente sia abilitato a un servizio di Home Banking.

È opportuno ricordare che il bonifico parlante è considerato come l’unica modalità di pagamento accettata per poter accedere a determinati incentivi. Modalità di pagamento alternative come la carta di credito o gli assegni non risultano in questi casi valide ai fini della richiesta di detrazione fiscale.

Cosa accade in caso di errore nella compilazione

Nel caso in cui il contribuente compia degli errori nella compilazione e nell’invio del bonifico parlante, l’Agenzia delle Entrate può non accettare la richiesta di detrazione. Occorre tuttavia precisare che di recente la linea si è ammorbidita. Il Fisco permette quindi ai contribuenti che hanno commesso errori di mettersi in regola per poter così fruire dell’agevolazione.

Errori comuni nella compilazione del bonifico

La corretta compilazione del bonifico parlante resta comunque un aspetto molto importante da curare. Occorre di conseguenza cercare di prestare la massima attenzione.

Tra gli errori più comuni nella compilazione del modulo per predisporre questo tipo di bonifico c’è ad esempio l’indicazione di una norma sbagliata riferita all’intervento effettuato.

Altro errore tipico si ha nell’incompletezza dei dati richiesti o nell’omissione di informazioni importanti.

Bonifico parlante per mobili ed elettrodomestici: causale

Questo tipo di bonifico può essere utilizzato anche in caso di richiesta di detrazioni per l’acquisto di mobili e di elettrodomestici, quando questi ultimi rientrano tra i prodotti inclusi in una agevolazione fiscale. Nel caso specifico nella causale del bonifico occorre inserire la seguente dicitura: “Spese per arredi o elettrodomestici ai sensi dell’art. 16, comma 2, DL 63/2013, convertito nella legge 90/2013”.

Come diventare accompagnatore turistico

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Per chi ama viaggiare e stare in mezzo alla gente una buona idea può essere quella di intraprendere un lavoro in ambito turistico. Un simile settore offre svariate possibilità. Si può ad esempio abbracciare la carriera di assistente di volo o diventare Tour Operator. Tra le scelte più interessanti rientra anche la possibilità di diventare accompagnatore turistico. Ma quale percorso occorre seguire per poter abbracciare una simile professione? E quali requisiti che si devono possedere? Lo scopriremo insieme nei prossimi paragrafi.

Che cosa fa un operatore turistico

L’accompagnatore turistico è una figura professionale che si occupa di assicurare il migliore svolgimento dei viaggi in gruppo, tanto in Italia quanto all’estero. Chi lavora in questo ambito segue i turisti in ogni tappa del viaggio: a partire dall’assistenza all’aeroporto fino alle visite guidate. Tra i suoi compiti rientrano anche:

  • quello di fornire informazioni turistiche generali sulle destinazioni visitate;
  • il controllo della qualità dei diversi servizi che sono offerti nel programma di viaggio.

Diventare accompagnatore turistico: il percorso formativo

Il primo passo da intraprendere per diventare accompagnatore turistico consiste nell’iscriversi a uno specifico corso per accompagnatore turistico. L’iscrizione è preceduta da un test per accertare le conoscenze linguistiche dell’aspirante professionista, superato il quale si inizia un percorso formativo di 150 ore.

Oltre che per acquisire apposite competenze in ambito turistico, le lezioni servono per potersi preparare al superamento di un esame finale.

L’esame è il passo necessario per richiedere l’abilitazione per l’inserimento nell’albo professionale degli operatori turistici, così da ottenere anche il patentino per lavorare su tutto il territorio nazionale e all’estero.

Prepararsi all’esame di accompagnatore turistico

Durante il corso per diventare accompagnatore turistico si apprendono nozioni fondamentali per intraprendere l’attività con una preparazione e una consapevolezza adeguate al compito. Tra le materie studiate vi sono ad esempio: Marketing turistico, sicurezza, relazione con il cliente e gestione economica.

Una corretta preparazione per l’esame deve inoltre preferibilmente basarsi su esercitazioni, test e simulazioni che permettono di giungere più preparati alla prova.

Requisiti per diventare accompagnatore turistico

Chi desidera intraprendere il percorso per diventare accompagnatore turistico deve possedere la conoscenza di almeno una lingua straniera con un livello minimo B2.

Conoscere più lingue costituisce ovviamente un requisito in più. Alla conoscenza delle lingue straniere si uniscono poi delle propensioni personali tra cui, ad esempio, la flessibilità, le capacità di coordinamento e la buona propensione al contatto umano.

Come trovare lavoro

Un accompagnatore turistico può lavorare sia come dipendente sia come libero professionista a seguito dell’apertura di una partita IVA. Tra le opzioni possibili rientra inoltre la prestazione occasionale.

Una simile figura può prestare servizio per Enti del turismo, Tour Operator, agenzie di viaggio, associazioni, Enti pubblici ma anche catene alberghiere e imprese che organizzano escursioni.

Quanto guadagna un accompagnatore turistico

Anche se può essere regolarmente assunto, l’accompagnatore turistico svolge nella maggior parte dei casi la propria attività come lavoratore autonomo. Per il suo compenso esistono tariffe fissate a livello regionale, che possono variare mediamente dai 70 ai 115 euro netti a giornata lavorativa ma possono arrivare anche a 300 euro, quindi a circa 35 euro l’ora.

Il guadagno annuo di un accompagnatore turistico è perciò strettamente correlato alla quantità di lavoro svolto.

In tal senso incidono molto anche l’esperienza e le lingue conosciute. La quantità di viaggi, quindi la mole di lavoro, variano a seconda dell’esperienza e del numero di lingue conosciute. Le opportunità di guadagno sono di conseguenza potenzialmente molto elevate, anche in base all’impegno che si vuole dedicare all’attività.

Altri punti determinanti rispetto al guadagno finale dell’accompagnatore turistico sono la zona in cui si svolge la professione e la stagione, con una variazione sensibile determinata dai momenti di maggiore picco.

Come fare a cancellarsi da Facebook

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Da anni Facebook accompagna le giornate di milioni di utenti come spazio virtuale per restare in contatto con i propri contatti, per informarsi o per socializzare. Per qualsiasi ragione può però succedere di voler abbandonare l’uso del noto Social Network. È bene sapere che esistono diverse possibilità in proposito. Si può infatti puntare su una pausa momentanea oppure eliminare in maniera definitiva il proprio profilo. Nei prossimi paragrafi cercheremo allora di capire insieme come fare a cancellarsi da Facebook.

Cancellazione temporanea da Facebook

Per chi vuole disattivare momentaneamente il proprio profilo di Facebook esiste una specifica funzione fornita dal Social Network. In questo modo è possibile staccare la spina per un periodo non definitivo dalla piattaforma, senza però compiere scelte definitive di cui ci si potrebbe pentire in una fase successiva.

Come procedere? Occorre:

  • effettuare l’accesso al proprio account;
  • collegarsi alla sezione “Impostazioni e Privacy”;
  • selezionare la voce “Le tue informazioni su Facebook”;
  • cliccare sulla sulla sezione “Disattivazione ed eliminazione”.

Di qui è possibile procedere con la disattivazione temporanea del profilo. Per la riattivazione la prassi è decisamente più immediata. Basta effettuare un semplice login al Social Network e la piattaforma procederà a chiedere in automatico se si desidera riattivare l’account. È sufficiente rispondere in maniera affermativa e con pochi click si potrà così iniziare a utilizzare di nuovo il profilo, come se niente fosse.

Cancellarsi da Facebook in maniera definitiva: come fare

Prima di eliminare l’account di Facebook in maniera definitiva è possibile effettuare una copia di backup delle proprie informazioni. Per farlo è sufficiente collegarsi all’apposita sezione “Scarica le tue informazioni” disponibile in “Impostazioni e Privacy”.

Anche la stessa cancellazione definitiva dal Social Network può essere realizzata attraverso la sezione “Impostazioni e Privacy”. Per eliminare in modo permanente il proprio account, è necessario nell’ordine:

  • selezionare “Impostazioni”;
  • cliccare su “Le tue informazioni su Facebook”;
  • cliccare su “Disattivazione ed eliminazione”;
  • scegliere “Eliminazione permanente dell’account”, quindi cliccare su “Continua per eliminare l’account”.

Per concludere bisogna infine selezionare “Elimina account”, inserire la propria password come da richiesta e quindi cliccare sul tasto “Continua”.

Seguendo tutti questi passaggi si potrà così cancellarsi da Facebook in maniera definitiva.

Che cosa succede dopo aver eliminato un account Facebook in modo permanente

Una volta che si è conclusa l’operazione di cancellazione definitiva del proprio account Facebook cosa accade all’atto pratico? Riassumendo:

  • non è possibile riattivare il proprio vecchio account;
  • il profilo, le immagini, i post, le foto, i video e qualsiasi altro contenuto caricato dell’account chiuso verranno eliminati in modo permanente, senza alcuna possibilità di recupero;
  • non si potrà i più usare Facebook Messenger;
  • non si potrà più utilizzare Facebook Login per altre App e eventuali altri siti a cui ci si è iscritti attraverso i propri dati di login di Facebook. In tal caso, per recuperare il proprio account si dovrà contattare le App in questione e i siti web interessati;
  • nel caso in cui si acceda a Oculus con l’account Facebook, l’eliminazione di quest’ultimo comporterà anche l’eliminazione delle proprie informazioni da Oculus, tra cui gli acquisti nelle App e i traguardi raggiunti.

È possibile annullare l’eliminazione di un account Facebook?

Se sono trascorsi meno di 30 giorni dall’avvio della cancellazione è possibile annullare la procedura. Si tratta di un lasso di tempo fornito dal canale Social per eventuali ripensamenti. In caso di scelta effettivamente definitiva, dopo 30 giorni, l’account e tutte le informazioni a esso collegate verranno eliminati in modo permanente e non ci sarà più la possibilità di recuperarli.

La cancellazione di tutti i contenuti pubblicati può richiedere fino a 90 giorni dall’inizio della procedura di eliminazione. Gli altri utenti Facebook non potranno però accedere a tali informazioni nel corso della procedura di cancellazione.

Legno duro e legno tenero: differenze

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Il legno è tra i materiali più utilizzati e maggiormente apprezzati in virtù delle sue numerose proprietà ma anche della sua innata bellezza naturale. Quando si ha a che fare con i materiali lignei, la prima cosa da conoscere in assoluto è rappresentata dalle loro caratteristiche intrinseche. Tra gli aspetti più rilevanti da tenere in considerazione rientra la durezza. In questo articolo conosceremo quindi le principali differenze che si hanno tra legno duro e legno tenero.

Durezza del legno

In base alle specifiche caratteristiche di durezza, il legno viene generalmente suddiviso in legno duro e in legno tenero. In genere le essenze esotiche possono essere considerate tra le tipologie di legno più dure. È anche per questo motivo che vengono ritenute di maggior pregio rispetto ad altre essenze.

Nell’elenco di essenze tenere si possono invece annoverare alberi con la betulla, l’abete e il pioppo. Questi sono solo alcuni dei legni teneri più conosciuti ma l’elenco è più ampio e include altre essenze.

Differenze tra legno duro e legno tenero

La durezza di un’essenza lignea è prima di ogni altra cosa indice di un maggior grado di resistenza. Il legname che proviene dai boschi di latifoglie è un legno duro. Le latifoglie hanno infatti un tipo di sviluppo più lento e si contraddistinguono per una struttura cellulare più complessa. Come conseguenza di queste caratteristiche, le essenze risultano più durevoli e maggiormente compatte.

Le conifere rientrano invece nella gamma delle essenze tenere. Ciò si deve al fatto che
questa tipologia di piante si caratterizza per una crescita veloce. Si tratta di essenze dai colori chiari, dalla consistenza porosa, facilmente lavorabili e in grado di trattenere l’umidità.

Esempi di essenze dure

Alla categoria delle essenze dure appartiene un vasto insieme di legni nobili, utilizzati tradizionalmente per i lavori di ebanisteria. A essi si aggiungono anche ad altre essenze lignee di minor pregio ma contraddistinte a ogni modo da un’ottima resistenza alle sollecitazioni e da una elevata compattezza.

Nel ventaglio delle essenze dure possiamo annoverare, ad esempio:

  • l’acero;
  • il bosso;
  • il castagno;
  • il ciliegio;
  • l’ebano;
  • il faggio;
  • il frassino;
  • il mogano;
  • il noce;
  • l’olmo;
  • il palissandro;
  • il rovere;
  • l’ulivo.

Il castagno è un albero molto diffuso nel nostro paese. Questa tipologia di essenza presenta un colore marrone chiaro con una venatura scura che lo rende adattissimo ai lavori di ebanisteria nonché nella costruzione di strutture esterne. Si tratta inoltre di un materiale ligneo dotato di una certa elasticità. Non a caso, il castagno viene spesso utilizzato come valida alternativa in sostituzione di tipologie lignee più pregiate.

L’ulivo è invece un legno molto suggestivo. Possiede un colore giallastro con venature più scure, oltre a un gradevole profumo. Questo tipo di essenza risulta tra le più apprezzate nei lavori di ebanisteria.

Esempi di essenze tenere

A differenza delle essenze dure, quelle tenere, dette anche essenze dolci, possono essere lavorate con facilità ma tendono a scalfirsi. Le essenze tenere presentano inoltre una scarsa resistenza e non si prestano a essere perfettamente rifinite. Per questo motivo vengono usate piuttosto di rado nella realizzazione di strutture che devono essere lasciate in vista.

Nell’elenco delle essenze tenere si possono annoverare tipologie di alberi quali:

  • il pino cembro;
  • l’abete;
  • il larice;
  • il pioppo.

Tra le essenze tenere più utilizzate nel nostro paese rientrano l’abete e tutte le specie di pino. Essendo facilmente modellabili, queste essenze si adattano infatti alla costruzione di mobili di vario genere, di pannelli e di infissi. Si prestano inoltre a essere usate come eccellenti materiali per produrre intagli, sculture artistiche e bassorilievi.

Il pino si differenzia in oltre novanta specie, ciascuna delle quali possiede delle proprie caratteristiche peculiari. Rispetto all’abete, la sua essenza risulta maggiormente resistente e più dura.

Come isolare una stanza

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Soprattutto quando si vive in un contesto condominiale può divenire necessario dover isolare una stanza di casa. L’esigenza può anche nascere da altre motivazioni. Si pensi ad esempio alla passione per la musica. Per potersi esercitare con un qualsiasi strumento o anche solo per poter ascoltare qualche CD senza causare fastidio al proprio vicinato decidere di isolare una stanza della propria abitazione può essere una scelta più che sensata. Ma cosa occorre fare per raggiungere l’obiettivo? Lo scopriremo nei prossimi paragrafi.

Tecniche di insonorizzazione per isolare una stanza

La strada più semplice da percorrere quando si decide di isolare acusticamente una stanza di casa è sicuramente quella di rivolgersi a professionisti del settore che in poco tempo possono realizzare l’intervento necessario. Ma se si ha la passione per il fai da te, ci si può eventualmente cimentare nell’impresa. Le tecniche per insonorizzare un ambiente sono diverse. Conosciamone alcune.

Pannelli fonoassorbenti

Sono certamente una delle soluzioni più pratiche e meno dispendiose in termini di denaro. I pannelli fonoassorbenti vanno applicati direttamente sulle pareti della stanza da isolare acusticamente con l’ausilio di una colla speciale o con appositi adesivi.

Insonorizzare grazie all’arredamento

Sistemati in punti strategici della stanza i mobili possono essere un rapido quanto valido aiuto per isolare acusticamente una stanza.

Altri prodotti per isolare una stanza

Per isolare una stanza da un punto di vista acustico molte persone fanno uso del cosiddetto doppio tramezzo. Se si desidera invece isolare acusticamente l’intera casa, mettendosi al riparo da fastidiosi rumori esterni l’opzione migliore consiste nel dotarsi di serramenti di qualità.

Particolarmente adatte sono le finestre e le porte finestre che montano un triplo vetro. Tra le sue caratteristiche tecniche innate infatti il triplo vetro ha quella di essere un eccellente prodotto isolante sotto il profilo tanto acustico quanto termico. Simili serramenti permettono di abbattere i rumori provenienti dall’esterno contribuendo ad accrescere sensibilmente il confort domestico.

Materiali per isolare acusticamente una parete

Ma quali sono i migliori materiali per isolare una stanza in maniera ottimale? In realtà non esiste una risposta univoca a un simile quesito. Il tutto dipende in linea di massima dalle tipologie di rumori che è necessario tenere a bada. Tra i materiali più utilizzati per insonorizzare le stanze domestiche vi sono comunque la fibra di legno, il cartongesso, lana di roccia, il sughero e la schiuma di poliuretano.

Quanto costa insonorizzare una stanza

Anche per questa domanda non esiste una risposta unica. Al di là della grandezza dell’ambiente su cui intervenire, altri parametri da tenere in considerazione per calcolare il prezzo sono i materiali e i prodotti prescelti che possono eventualmente anche essere combinati tra loro.

Nel momento in cui si desidera isolare una stanza si può ad esempio agire simultaneamente tanto sugli infissi e i serramenti quanto sulle pareti. I materiali fonoassorbenti da applicare alle pareti costano indicativamente dai 20 ai 45 euro per metro quadro.

Il costo di infissi e serramenti è variabile. Con infissi e serramenti in PVC dotati di doppio o, meglio ancora, triplo vetro si può raggiungere senza ombra di dubbio un buon risultato. Un altro tipo di materiale che si può usare per realizzare infissi e serramenti insonorizzati è l’alluminio.

A prescindere dal tipo di materiale prescelto per gli infissi e i serramenti da installare in casa, è importante evidenziare che anche la posa in opera degli stessi è un aspetto di primaria importanza. Una installazione effettuata in maniera grossolana da personale non qualificato può essere causa di serie problematiche, andando a inficiare sulle prestazioni dei prodotti. Meglio non improvvisare per nessun motivo, insomma. In caso contrario si rischia di spendere denaro senza ottenere il risultato voluto.

Comprare una casa al mare

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Tra i sogni nel cassetto di molte persone c’è il desiderio di possedere una casa in una località in cui trascorrere le vacanze e i week-end destinati al relax. C’è chi preferisce comprare una casa in montagna mentre molti aspirano invece ad acquistarla al mare. In questo articolo ci focalizzeremo sulla seconda opportunità. Comprare una casa al mare del resto è una bella possibilità ma occorre comunque prestare un minimo di attenzione nella scelta, valutando diversi fattori. Scopriamone alcuni tra i più importanti.

Le cose da valutare nell’acquisto di una casa al mare

Ci sono svariati aspetti da tenere in dovuta considerazione nel momento in cui ci si accinge a comprare una casa al mare. Uno di questi è sicuramente la vicinanza al proprio luogo di residenza. Se si desidera sfruttare la nuova abitazione non solo durante le occasioni vacanziere ma anche nel week-end o per periodi più brevi, come ad esempio i classici ponti, è opportuno scegliere una località facilmente raggiungibile in poche ore. Soprattutto nei mesi estivi o in parentesi particolari, per chi viaggia in auto occorre tenere in considerazione tra l’altro che in determinate circostanze possono prodursi lunghe attese dovute al traffico intenso. Ne consegue che più la casa è vicina, più diviene semplice raggiungerla a prescindere dal traffico stradale.

Altro dettaglio importante consiste nel non farsi attirare esclusivamente dalla bellezza del luogo in cui si trova la casa. Prima di procedere con l’acquisto, le condizioni dell’immobile vanno valutate con estrema attenzione. Nelle zone di mare, le abitazioni sono infatti soggette all’azione della salsedine che può comprometterne la struttura. Un’accurata visione dell’immobile evita di ritrovarsi con il brutto inconveniente di effettuare una manutenzione immediata subito dopo l’acquisto.

Per chi si prefigge di comprare una casa al mare come buon investimento vale inoltre la pena considerare la vicinanza rispetto alla spiaggia. Più ci si allontana, minore risulta ovviamente il valore dell’immobile in termini più strettamente economici. Se per qualsiasi ragione non si intende procedere con un acquisto che comporti un esborso notevole di denaro, una buona opzione può essere quella di valutare una casa che sia ben collegata alla spiaggia, attraverso piste ciclabili o con i mezzi di trasporto pubblico.

Nel momento della scelta della casa al mare è poi opportuno tenere in considerazione la presenza di un garage o di un posto auto privato. Nelle località di villeggiatura parcheggiare diviene spesso un vero incubo considerata la presenza massiccia di turisti. Si corre per di più il rischio di prendere sanzioni, imprevisti che non rappresentano di certo il modo migliore per trascorrere una vacanza o un week-end rilassante.

Dove comprare casa al mare

Le possibilità nel nostro paese sono davvero tante. Al di là della vicinanza al proprio Comune di residenza, la scelta può basarsi innanzitutto sulle proprie propensioni personali. Naturalmente, a queste si aggiungono le disponibilità sotto il profilo economico.

Per chi punta alla qualità un’ottima opzione può essere ad esempio quella di acquistare l’abitazione in un luogo prossimo a una delle tante Spiagge Bandiera Blu. Questo riconoscimento è indice di una spiaggia premiata per la bellezza, per la sostenibilità e per i servizi offerti.

La Bandiera Blu viene infatti conferita dalla Foundation for Environmental Education (FEE) alle località costiere dell’Europa che soddisfano criteri di qualità relativi a parametri delle acque di balneazione e al servizio offerto, tenendo in considerazione aspetti quali gli approdi turistici e la pulizia delle spiagge.

Soprattutto per chi fa della sostenibilità un proprio cavallo di battaglia, la scelta di una casa al mare in località che possono fregiarsi di questo titolo di pregio è sicuramente una valida alternativa.

C’è da dire comunque che il nostro Belpaese offre una miriade di opportunità per ogni tipo di esigenza e per ogni genere di sentire. Occasioni insomma non ne mancano. Basta solo guardarsi intorno e il sogno di comprare una casa al mare può realizzarsi senza troppe difficoltà.