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Come cambiare operatore telefonico

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Il telefono, sia esso fisso o in versione mobile, è un dispositivo divenuto indispensabile per poter comunicare nella vita di tutti i giorni. Nel corso degli anni, la diffusione su ampia scala di questo apparecchio è stata accompagnata da un vero e proprio fiorire di operatori telefonici, pronti a proporre offerte sempre più competitive ai consumatori. Soprattutto per riuscire a risparmiare ma non solo, capita spesso di dover cambiare gestore. Ma cosa occorre fare nel dettaglio per procedere? Non tutti ne sono perfettamente a conoscenza. In questo articolo vedremo allora come cambiare operatore telefonico.

Cambio di gestore telefonico per telefonia fissa mantenendo lo stesso numero: come farlo

Cambiare operatore di telefonia fissa è un’operazione abbastanza semplice e piuttosto rapida. La cosa principale da fare consiste nel contattare il nuovo operatore telefonico prescelto, per poterlo così informare sulla propria volontà di cambiare gestore mantenendo lo stesso numero.

Oltre alla comunicazione dei propri dati, è necessario far conoscere al nuovo operatore telefonico il codice di migrazione che si trova sulla bolletta del vecchio gestore. Il codice di migrazione è un elemento indispensabile per poter procedere con il cambio di operatore telefonico, mantenendo il vecchio numero.

La richiesta può essere effettuata sia telefonicamente o direttamente online collegandosi al sito dell’operatore telefonico prescelto. A occuparsi della pratica per la migrazione sarà poi lo stesso nuovo operatore. Il nuovo gestore invierà inoltre al proprio cliente tutta la documentazione relativa al contratto appena stipulato. Documentazione che occorrerà naturalmente firmare e riconsegnare.

Cosa comporta cambiare operatore telefonico

Il passaggio da un operatore telefonico all’altro prevede dei tempi che sono stabiliti dalla legge. Il nuovo operatore telefonico deve attivare la linea entro 10 giorni dalla richiesta che è stata fatta dal cliente.

Il cambio di operatore telefonico comporta sempre dei costi a carico del consumatore che vengono abitualmente identificati come “costi di disattivazione”. Non si tratta comunque di cifre spropositate. In genere, i costi di disattivazione sono infatti compresi tra i 30 e i 100 euro, a seconda del gestore telefonico.

Portabilità del numero o Mobile Number Portability

Il passaggio a un altro operatore telefonico può ovviamente essere fatto anche su un numero utilizzato su un dispositivo mobile, come il classico cellulare, lo smartphone o il tablet. Da un punto di vista tecnico, questo tipo di operazione viene definita “portabilità del numero mobile” o, usando la rispettiva traduzione inglese, “Mobile Number Portability”. All’atto pratico con questa espressione si indica quindi il trasferimento del proprio numero di telefono cellulare da un operatore di telefonia mobile a un altro.

La portabilità del numero coinvolge due soggetti:

  • il nuovo operatore telefonico, ossia il ricevente;
  • il vecchio operatore telefonico, ossia il cedente.

Anche in questo caso, si tratta di una procedura molto semplice. Basta contattare il nuovo operatore telefonico di riferimento, comunicando la propria intenzione di effettuare la Number Portability. Una volta presi i dovuti accordi, sarà lo stesso gestore a occuparsi delle relative pratiche necessarie per portare a termine il cambio.

In genere, si tratta di una operazione che viene svolta nell’arco di pochi giorni, nel corso dei quali il cliente che ha richiesto la portabilità del proprio numero può comunque continuare a effettuare oltre che ricevere regolarmente chiamate.

Come passare da un contratto  a una ricaricabile

Per alcuni consumatori si prospetta a volte la necessità di passare da un contratto fisso a una ricaricabile. Cosa occorre fare in simili circostanze? È sufficiente recarsi presso uno dei tanti centri ufficiali del gestore telefonico prescelto, portando con sé la propria scheda SIM oltre che i rispettivi documenti personali, ovvero carta d’identità e il codice fiscale. Si potrà così avviare in pochi minuti la pratica necessaria, attivando il nuovo contratto.

Quante volte si può cambiare gestore telefonico?

La portabilità del numero è divenuta un’operazione di prassi e rapida che viene solitamente richiesta dal consumatore per poter usufruire di una migliore offerta o di un servizio più valido, in termini ad esempio di copertura. Sullo stesso numero, tuttavia, la richiesta di portabilità non può superare le sei volte.

Lavorare come baby sitter

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Molte ragazze lo fanno mentre studiano per guadagnare qualche soldo con cui mantenersi. Ma per chi lo desidera, lavorare come baby sitter può trasformarsi in una vera e propria professione. Per cimentarsi in questo mestiere, la dote principale deve essere naturalmente una passione innata per i bambini. Ma adottare le vesti di una baby sitter presuppone anche altri importanti requisiti. In questo articolo conosceremo in maniera più approfondita questa figura professionale.

Come deve essere una baby sitter

Lavorare come baby sitter è certamente un’ottima scelta al giorno d’oggi. Si tratta  di una figura molto ricercata da parte dei genitori moderni, alle prese con una vita frenetica e carica di impegni, che lascia loro poco tempo da dedicare ai figli.

Il lavoro di baby sitter non è comunque un’attività semplice. Presuppone serietà e dedizione, oltre a una certa dose di pazienza e ancor più di empatia nei confronti dei bambini.

Accanto a queste caratteristiche, una brava baby sitter deve anche essere provvista di un pizzico di creatività e di una buona conoscenza del mondo dei più piccoli.

Compiti e mansioni della baby sitter

Di cosa si occupa una baby sitter? Le mansioni sono numerose. In generale una figura di questo genere ha il compito di sorvegliare e di assistere i bambini di altre persone, prendendosene cura in quelle che sono le principali attività quotidiane che li coinvolgono. I compiti variano ovviamente a seconda dell’età del bambino da seguire.

Una baby sitter può perciò occuparsi:

  • dell’igiene del bambino;
  • di vestire il piccolo;
  • di preparargli i pasti, somministrandogli il cibo;
  • di aiutare il bimbo nei compiti;
  • di coinvolgerlo in giochi creativi, divertenti e utili per aiutarlo a sviluppare le sue capacità cognitive e di crescita.

La baby sitter svolge inoltre un ruolo importante nel sostenere la famiglia nel progetto educativo del bambino. Il piccolo deve infatti percepire una continuità di visione e di obiettivi tra i propri genitori e la baby sitter.

Un’altra mansione generalmente attribuita alla baby sitter è correlata al sonno. A questa figura spetta infatti il compito di saper far addormentare il bambino, tanto per il riposino quotidiano quanto di sera, insegnandogli a rispettare gli orari.

Formazione per lavorare come baby sitter

A oggi non esiste una vera e propria formazione specifica per intraprendere il lavoro di baby sitter. Certamente la frequentazione di alcune tipologie di scuole che impartiscono delle nozioni di carattere pedagogico-educativo può risultare molto utile.

Nel ventaglio di percorsi formativi più idonei per lavorare come baby sitter rientrano ad esempio:

  • il diploma o la Laurea di insegnante o di educatore della prima infanzia;
  • la Laurea in Scienze della formazione primaria e/o in Scienze dell’educazione con indirizzo nido e/o scuola dell’infanzia;
  • il diploma di Tecnico dei Servizi Sociali.

Come trovare lavoro

Come si fa a trovare un lavoro da baby sitter? Le alternative sono diverse. Innanzitutto è bene utilizzare il web, dove di solito ci sono numerose offerte di genitori alla ricerca di una figura simile.

Anche il buon vecchio passaparola risulta molto utile quando si desidera lavorare come baby sitter. Per farsi conoscere è importante far sapere che si sta cercando lavoro, sfruttando come canale i propri amici o i parenti.

Stampare dei curricula e dei biglietti da visita da lasciare nelle scuole e negli asili può essere un’altra valida idea. Dopo aver fatto un po’ di esperienza e dopo aver ottenuto i primi risultati positivi, comunque, la ricerca di nuove opportunità lavorative diviene decisamente più semplice.

Quanto guadagna al mese una baby sitter?

A regolare gli stipendi delle baby sitter è il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il settore domestico che classifica il personale in quattro categorie. A ogni livello corrisponde una diversa fascia di salario che spazia da un minimo di 4,54 euro l’ora fino agli 8,68 euro, nel caso di lavoratori con esperienza.

Servizio Civile Digitale: cos’è, a cosa serve e come funziona

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Siamo nel pieno dell’era della digitalizzazione ma non tutti possiedono ancora una perfetta consapevolezza né tantomeno conoscenze adeguate per affrontare questo importante cambiamento. Non si tratta semplicemente di sapere usare smartphone, computer e dispositivi di vario tipo. Il concetto di digitalizzazione va ben oltre e riguarda un crescente numero di servizi che riguardano da vicino la nostra quotidianità. Per fare un semplice esempio si può pensare allo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, soluzione che consente ai cittadini di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e dei soggetti privati aderenti, con pochi semplici passaggi.

Come abbiamo già puntualizzato, non tutte le persone hanno conoscenze idonee per potersi muovere con destrezza tra i tanti strumenti digitali a disposizione. Per sopperire almeno in parte a questo ostacolo, nel nostro paese è stato di recente lanciato il Servizio Civile Digitale. Scopriamo di cosa si tratta.

Cos’è il Servizio Civile Digitale

Il Servizio Civile Digitale è una modalità di Servizio Civile attraverso cui i giovani possono mettere a disposizione del paese le proprie competenze digitali, aiutando così le persone che hanno difficoltà a utilizzare il web, i dispositivi elettronici e i vari servizi online della Pubblica Amministrazione.

Il supporto dei giovani aderenti al Servizio Civile Digitale è quindi rivolto innanzitutto agli anziani ma anche a qualsiasi altro cittadino che ha poca dimestichezza con l’uso degli strumenti digitali a sua sua disposizione.

L’iniziativa è nata da un protocollo d’intesa tra l’attuale Ministra per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano e il Ministro per le Politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora. La finalità principale è quella di colmare un divario che è stato reso ancora più chiaro dalla recente epidemia legata al Covid-19.

Finalità dell’iniziativa

Lo scopo dell’iniziativa è quindi di migliorare le competenze digitali dei cittadini e di favorire l’uso dei servizi pubblici online:

  • per promuovere il pieno godimento dei diritti di cittadinanza;
  • per sviluppare un approccio consapevole alla digitalizzazione;
  • per favorire la collaborazione tra Enti, Pubblica Amministrazione e cittadini.

Il protocollo mira anche a perseguire gli obiettivi classici del Servizio Civile ossia quelli di investire sui giovani, sulla loro formazione e sul ruolo che possono occupare come cittadini attivi.

Come funziona il Servizio Civile Digitale

Nel suo primo anno, il Servizio Civile Digitale sarà in fase di sperimentazione. Si prevede la selezione di mille giovani volontari che saranno formati per operare sul territorio, nelle comunità locali, nei quartieri e negli spazi pubblici così da guidare tutti i cittadini che necessitano di supporto nell’uso corretto delle tecnologie.

Una volta concluso il periodo di formazione, i mille volontari saranno assegnati agli Enti  che nel frattempo ne avranno fatto richiesta per essere così impiegati nel ruolo di “facilitatori digitali”.

Vantaggi

Ad avvantaggiarsi del Servizio Civile Digitale saranno essenzialmente tre beneficiari:

  • i giovani aderenti all’iniziativa;
  • gli Enti che usufruiranno del servizio;
  • i cittadini.

In piena ottica di Servizio Civile, i giovani potranno essere valorizzati, rendendosi nel contempo utili per la comunità.

Gli Enti avranno l’opportunità di offrire un servizio essenziale ai propri assistiti.

I cittadini che avranno la possibilità di entrare a contatto con i giovani volontari del Servizio Civile Digitale accresceranno le proprie competenze digitali, riuscendo finalmente a usufruire di servizi di primaria necessità, così da non ritrovarsi esclusi da una Pubblica Amministrazione che si fa via via più tecnologica.

Requisiti per partecipare al Servizio Civile

Possono partecipare al Servizio Civile giovani volontari tra i 18 e i 28 anni che alla data della domanda, hanno già compiuto i 18 anni di età e non superato i 28 anni, ovvero, 28 anni e 364 giorni.

Per poter fare domanda occorre inoltre:

  • essere cittadini dell’Unione Europea oppure cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia;
  • non aver riportato condanne.

Non possono invece partecipare al Servizio Civile:

  • coloro che appartengono alla Polizia o ai corpi militari;
  • i giovani che prestano o hanno già prestato servizio come volontari;
  • i giovani che hanno interrotto il Servizio Civile prima della scadenza;
  • i giovani che hanno in corso o che hanno avuto nell’anno precedente, con l’Ente che realizza il progetto, rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita.

Come studiare per un concorso

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Quando si è alla ricerca di un’occupazione, può accadere di dover affrontare un concorso pubblico. Le possibilità in tal senso sono innumerevoli e le prove di esame variano a seconda del lavoro che si desidera intraprendere. A prescindere dal ruolo professionale che si andrà a ricoprire, i concorsi prevedono sempre una certa preparazione per poter essere sostenuti. Molte persone si ritrovano così in difficoltà non sapendo da dove partire. Ciò accade soprattutto quando si è persa la dimestichezza con lo studio e in generale con gli esami. In questo articolo scopriremo allora come studiare per un concorso così da affrontarlo nel migliore dei modi.

Cos’è un concorso pubblico e a cosa serve

Il concorso pubblico è una selezione realizzata tra più persone che per l’appunto concorrono per poter ottenere un posto di lavoro messo a disposizione dalla Pubblica Amministrazione. Si tratta quindi della prassi necessaria per poter intraprendere un lavoro fisso di tipo statale.

Come partecipare a un concorso pubblico

Il primo passaggio consiste ovviamente nel verificare di possedere tutti i requisiti necessari per poter partecipare al concorso. Una volta appurato di avere tutte le caratteristiche idonee, occorre presentare la domanda di partecipazione, seguendo scrupolosamente le indicazioni segnalate nel rispettivo bando di concorso.

Come prepararsi al meglio a un concorso pubblico

Il passo successivo consiste nella fase di preparazione vera e propria. Tra le accortezze più utili c’è quella di non ridursi a studiare all’ultimo momento. Sebbene la prova possa essere lontana nel tempo è bene prepararsi gradualmente, in modo tale da assimilare tutte le conoscenze necessarie e avere tempo a sufficienza per un adeguato ripasso.

L’altro elemento essenziale è costituito dai testi su cui prepararsi. La scelta va fatta con cura, chiedendo ad esempio consiglio a chi ha già affrontato il concorso. Una buona opzione può essere anche quella di recarsi in librerie specializzate in cui rivolgersi a personale esperto in grado di suggerire i libri migliori per la prova. Per determinati concorsi pubblici esistono anche testi che, oltre alla parte necessaria per la formazione vera e propria, includono quiz con simulazioni delle prove di esame.

Frequentare un corso di preparazione

Un’altra idea per prepararsi ad affrontare nel migliore dei modi un concorso pubblico è anche quella di frequentare un corso di preparazione specifico. In genere, questi corsi danno agli allievi la possibilità di avere dei tutor dedicati, pronti ad aiutare in caso di qualsiasi difficoltà.

Di solito i corsi possono essere svolti sia in aula ma anche online per chi ha meno tempo a disposizione, permettendo così di ottimizzare il percorso formativo che conduce al superamento della prova.

Quando si pensa a come studiare per un concorso pubblico non vanno infine dimenticati i tanti tutorial disponibili in rete. Si tratta essenzialmente di video e di podcast in cui si espongono nozioni sulle materie su cui si focalizzano i diversi test di esame. Ma esistono anche dei tutorial che forniscono suggerimenti pratici per superare la prova nella maniera più appropriata possibile.

Studiare per un concorso evitando lo stress

Indipendentemente dalla preparazione effettiva raggiunta, per poter superare un concorso senza cadere in una situazione di stress eccessivo è opportuno seguire qualche altro accorgimento. È ad esempio utile:

  • ritagliarsi dei momenti di pausa, da trascorrere dedicandosi a un hobby o a un’attività piacevole e rilassante, come ad esempio lo yoga, la meditazione o una semplice passeggiata nella natura;
  • cercare di mantenere la calma;
  • fare esercizio fisico regolarmente;
  • mangiare cibo sano e ricco di nutrienti importanti per il benessere generale;
  • gestire correttamente il tempo, evitando le corse “last minute” e non sprecando inutilmente le energie che si hanno a disposizione.

Del resto, è essenziale ricordare che la vecchia locuzione latina “Mens sana in corpore sano” è tutt’oggi più che valida. Mantenendo corpo e mente in salute, i risultati che si otterranno durante la preparazione al concorso saranno certamente ottimali.

Come diventare nutrizionista

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Siamo quello che mangiamo, recita una celebre frase del filosofo tedesco Ludwig Andreas Feuerbach, vissuto nell’800. Una frase da cui trapela una verità impossibile da contraddire. Il benessere del nostro organismo nella sua totalità, infatti, dipende strettamente da ciò che portiamo ogni giorno sulle nostre tavole. Una alimentazione sana ed equilibrata è insomma sinonimo per eccellenza di salute.

L’importanza dei cibi consumati quotidianamente è tale che esistono delle figure professionali specificatamente impegnate nella cura di questo aspetto essenziale delle nostre vite. Nel ventaglio di queste figure rientra anche il nutrizionista. Quale percorso occorre intraprendere per svolgere questo utile mestiere? Scopriamolo.

Che cosa fa un nutrizionista

Il nutrizionista, o biologo nutrizionista, è uno specialista regolarmente iscritto all’Albo che si occupa di nutrizione umana. Questa figura è essenzialmente impegnata nell’elaborazione di diete e di profili nutrizionali, tanto per le persone sane quanto per i soggetti interessati da condizioni patologiche. Il nutrizionista fornisce inoltre suggerimenti mirati per intraprendere una corretta alimentazione e uno stile di vita sano, con lo scopo di favorire lo stato di salute degli individui.

Il nutrizionista non può tuttavia effettuare diagnosi né prescrivere farmaci. Da un punto di vista operativo, questa figura professionale può lavorare come dipendente di Enti pubblici o come libero professionista.

Tra le sue attività rientrano anche:

  • l’elaborazione di schemi dietetici per asili, scuole e aziende;
  • la creazione di programmi collettivi specifici per le mense;
  • la realizzazione di statistiche alimentari e di indagini nutrizionali;
  • l’analisi delle abitudini alimentari;
  • la diffusione di precetti di educazione alimentare.

Il percorso per diventare nutrizionista

Il percorso per diventare nutrizionista è principalmente di tipo accademico. Per poter abbracciare questo mestiere è necessario conferire una Laurea magistrale a ciclo unico in Biologia, seguita preferibilmente ma non obbligatoriamente da una Laurea di secondo livello in Scienze della Nutrizione Umana.

In alternativa, si può intraprendere un iter di Laurea triennale in Biologia, Dietistica, Farmacia, o Agraria, iscrivendosi successivamente alla specializzazione in Scienze dell’Alimentazione.

Requisiti per diventare nutrizionista

Di solito chi decide di intraprendere la professione di nutrizionista è una persona precisa e ben organizzata. Accanto a queste caratteristiche prettamente caratteriali, tra i requisiti di un nutrizionista deve inoltre rientrare la capacità di utilizzare il computer e la strumentazione necessaria per le analisi nutrizionali. Il nutrizionista raccoglie infatti con grande accuratezza informazioni e dati, mediante l’ausilio di programmi dedicati.

Nell’elenco delle sue doti più importanti c’è poi spazio per:

  • la capacità di ascoltare le persone, analizzandone i bisogni e trovando le soluzioni più idonee a soddisfare le loro esigenze;
  • la propensione nei confronti di una comunicazione chiara, efficace e persuasiva.

Per poter rimanere al passo con tutte le novità riguardanti il mondo dell’alimentazione, il nutrizionista aggiorna costantemente la sua formazione professionale, attraverso corsi e partecipando a seminari, convegni e congressi.

Differenza tra dietologo e nutrizionista

Sebbene si tenda a fare comunemente confusione tra di loro, dietologo e nutrizionista sono due figure distinte. Il dietologo è un laureato in Medicina e Chirurgia che, a conclusione dei sei anni del proprio corso di Laurea, si è specializzato in Scienze dell’Alimentazione.

Il nutrizionista è invece un professionista che, dopo aver superato l’Esame di Stato, risulta iscritto all’Albo dei Biologi. L’iscrizione all’Albo dei Biologi è, tra l’altro, una condizione imprescindibile per poter esercitare la professione.

A differenza del nutrizionista, quindi, il dietologo è un medico a tutti gli effetti. Può di conseguenza effettuare diagnosi. Se necessario può anche prescrivere trattamenti e farmaci per curare le diverse patologie diagnosticate. Le malattie di cui si occupa il dietologo sono quelle a carico dell’apparato digerente, come gastrite, colite, sindrome del colon irritabile, reflusso gastrico, morbo di Crohn e celiachia.

Cosa fa il nutrizionista sportivo

Una figura particolare è quella del nutrizionista sportivo. Questo specialista segue da vicino gli atleti professionisti che mirano ad aumentare le proprie prestazioni sportive attraverso una alimentazione personalizzata.

Il nutrizionista sportivo si occupa anche degli atleti amatoriali che svolgono regolare attività fisica per sentirsi in forma e hanno perciò necessità di seguire una dieta bilanciata e sana.

Come scegliere una stampante

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Siamo in piena epoca di digitalizzazione. Eppure la stampa di documenti continua a essere molto diffusa nella nostra vita di tutti i giorni, per questioni lavorative ma non solo. Nonostante il suo diffuso utilizzo, quando si è sul punto di acquistare o di sostituire una stampante, non tutti hanno le idee ben chiare sul migliore dispositivo da prendere in considerazione. In questo articolo vedremo allora come scegliere una stampante.

Differenze tra stampante inkjet e stampante laser

La prima cosa da tenere presente è che il mercato propone sia stampanti inkjet sia stampanti laser. Ma cosa distingue queste due tipologie di prodotti? Le stampanti inkjet dette anche stampanti a getto d’inchiostro hanno generalmente un prezzo d’acquisto abbastanza basso. Utilizzano cartucce e sono solitamente capaci di stampare sia in bianco e nero sia a colori. Questo tipo di dispositivi risulta ideale per le stampe fotografiche. Si tratta di apparecchi versatili che, tuttavia, come svantaggio principale hanno una velocità di stampa piuttosto ridotta. Le stampanti inkjet non si dimostrano quindi molto adatte a chi è abituato a stampare grandi quantitativi di documenti.

Le stampanti laser, invece, usano come alimentazione dei toner. Tra i loro principali vantaggi, si può ricordare l’ottimo volume di stampa. Si tratta quindi di dispositivi molto adatti ai contesti lavorativi, in cui occorre ottimizzare i tempi così da non incidere sulla produttività.

In commercio esistono modelli di stampanti laser in grado di stampare sia a colori sia in bianco e nero. Solitamente la qualità di stampa è molto buona.

Qualità di stampa

Per poter valutare questo parametro occorre fare riferimento alla risoluzione che si misura in DPI, acronimo che sta per “Dots Per Inch” (punti per pollice). All’atto pratico, il valore espresso in DPI indica semplicemente quanti puntini riesce a stampare la macchina in un pollice.

Stampanti multifunzione

Un altro tipo di dispositivi per la stampa che ha trovato un’ampia diffusione negli ultimi anni è la cosiddetta stampante multifunzione. Come il termine stesso evidenzia, si tratta di un apparecchio capace di svolgere svariate funzioni simultaneamente. Di solito, oltre a stampare, un dispositivo di questo genere è anche in grado di effettuare scansioni, di fotocopiare e in taluni casi anche di fungere da fax.

Le stampanti multifunzione sono disponibili sia a getto d’inchiostro sia nella versione laser. Sono apparecchi molto apprezzati in particolar modo in ambito lavorativo in considerazione della loro grande praticità. Ma le stampanti multifunzione sono sempre più presenti anche all’interno delle realtà domestiche.

Scegliere una stampante: ulteriori fattori da valutare

Una volta conosciuti i modelli di stampanti più diffusi, per avere un quadro ancor più dettagliato è importante chiedersi quali altri fattori occorra considerare al momento della scelta. Per chi stampa fronte retro può essere ad esempio utile avere a propria disposizione una macchina dotata della funzione fronte retro automatica. Si tratta di una valida opzione che consente di risparmiare parecchia carta, con un vantaggio tanto ambientale quanto economico.

Chiunque abbia un occhio di riguardo per l’ambiente dovrebbe inoltre puntare su stampanti ottimizzate sotto il profilo del risparmio energetico. In commercio ne esistono numerosi modelli, riconoscibili a partire dalla presenza dell’etichetta Energy Star. Questa particolare etichetta sta a indicare l’appartenenza a uno specifico programma governativo statunitense finalizzato a promuovere la conservazione di energia, migliorando l’efficienza dei prodotti di consumo.

Quanto può costare una stampante

Quanto costa una stampante? Questa è la classica domanda che si pone chiunque sia in procinto di comprare una stampante, sia essa laser o a getto di inchiostro. In realtà il mercato è molto vario. I prezzi mutano in base alle caratteristiche tecniche dei prodotti, spaziando da poche decine di euro fino a migliaia di euro nei casi di stampanti di elevato livello qualitativo, destinate soprattutto agli ambienti di lavoro.

È bene ricordare che, oltre all’acquisto della macchina, si devono tenere in considerazione anche i costi per i consumabili, nello specifico toner e cartucce, e per l’eventuale manutenzione. Per ovviare a queste spese, molte realtà aziendali hanno la prassi di ricorrere a soluzioni di noleggio delle stampanti, opzioni che in ambito professionale risultano spesso molto più vantaggiose rispetto all’acquisto.

Cosa fare quando ti annoi

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Viviamo in una società piena di stimoli che ci lascia ben poco tempo da dedicare a noi stessi. Eppure, nei pochi momenti liberi che abbiamo a disposizione, a molte persone accade di annoiarsi con una certa facilità. Forse si tratta semplicemente di una indole innata. Fatto sta che la noia genera sempre disagio in chi la prova. In questo articolo cercheremo allora di dare qualche suggerimento su come superare queste parentesi, scoprendo alcune attività con cui scacciare via la noia.

Semplici cose da fare quando ti annoi

Certamente le attività possono variare in base alle proprie inclinazioni personali. Ecco comunque un elenco di semplici cose da fare per evitare di annoiarsi:

Dedicarsi al giardinaggio

Si tratta di ottima idea soprattutto per chi ama stare all’aria aperta e a contatto con la natura. Il giardinaggio, tra l’altro, è considerato un eccellente metodo per rilassarsi e per allontanare lo stress.

Guardare un documentario

Un’attività arricchente e per di più ideale nella brutta stagione, quando si è più propensi a stare in casa.

Meditare

Anche questa è un’attività che, oltre a essere utile per trascorrere il tempo, è molto valida per il nostro benessere psico-fisico.

Leggere un buon libro

Un classico per trascorrere dei bei momenti. Leggere un libro aiuta sempre la mente a evadere. La scelta del libro va ovviamente effettuata a seconda dei propri gusti personali.

Dedicarsi al fai-da-te

Siamo di fronte alla migliore delle attività per chi è creativo. Si tratta inoltre di un ottimo modo per realizzare degli oggetti da utilizzare in casa, contribuendo ad abbellirla.

Imparare a suonare uno strumento

La maggior parte delle persone desidera saper suonare uno strumento. I momenti liberi in cui ci si può annoiare sono la parentesi giusta per imparare a farlo.

Seguire un corso online

La rete offre una miriade di corsi da poter svolgere comodamente da casa. Dai corsi di informatica a quelli di bricolage. C’è davvero l’imbarazzo della scelta. Basta solo trovare il corso più idoneo alle proprie esigenze e il gioco è fatto.

Fare volontariato

Non c’è nulla di più appagante che dedicare parte del proprio tempo a una buona causa. Le opzioni sono molte: dal volontariato ecologico a quello sociale. Anche in questo caso è naturalmente importante scegliere in base alle specifiche propensioni personali.

Cose interessanti da fare quando ti annoi

Finora abbiamo visto alcune attività abbastanza comuni da realizzare per evitare di annoiarsi. Ma esistono anche altre idee interessanti. L’elenco è potenzialmente enorme. Ecco alcune proposte:

  • scrivere un diario personale;
  • creare una scatola dei ricordi;
  • aprire un blog o un sito;
  • visitare un museo virtuale;
  • scrivere degli aforismi;
  • organizzare uno swap party;
  • investire sulla propria crescita personale o professionale;
  • visitare luoghi sconosciuti o insoliti della propria città;
  • imparare a cucinare piatti di una diversa tradizione culinaria;
  • ascoltare dei podcast;
  • creare una piccola Beauty Farm in casa;
  • catalogare i propri libri, realizzando una piccola biblioteca domestica;
  • imparare a giocare a scacchi;
  • trasformare una stanza di casa in una palestra su misura;
  • mettere in ordine la cantina o il solaio;
  • iniziare a praticare yoga;
  • creare un piccolo orto sul balcone;
  • prendere il patentino per droni.

Naturalmente tutte queste attività costituiscono dei semplici rimedi per smorzare i momenti di noia. Il vero segreto per evitare di annoiarsi consiste sempre e comunque nel trovare una vera passione da coltivare. Una passione che, oltre a rappresentare uno stimolo, costituisca anche un valido mezzo per migliorare la propria vita quotidiana. Può trattarsi di uno sport o di un hobby utile ai fini lavorativi.

La cosa essenziale è trovare uno spunto che si dimostri capace di infondere un entusiasmo costante e davvero appagante. In realtà, basta solo dare libero sfogo alla fantasia. Di sicuro si riuscirà a trovare l’idea più appropriata.

Come diventare volontari della Protezione Civile

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Il mondo del volontariato italiano offre un ampio ventaglio di possibilità a chiunque desideri mettersi in gioco per una buona causa. Una delle figure più diffuse è quella del volontario di Protezione Civile. Si tratta di un ruolo importante che proprio di recente, in concomitanza con l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, ha assunto ulteriore rilievo. Ma cosa occorre fare per diventare volontari della Protezione Civile? Lo scopriremo nei prossimi paragrafi.

Che cos’è la Protezione Civile

In base a quanto stabilito nella “Legge n. 225 del 24 febbraio 1992: istituzione del Servizio Nazionale della Protezione Civile”, è Protezione Civile tutto ciò che è finalizzato a “tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da catastrofi e da altri eventi calamitosi e diretta a superare l’emergenza“.

La Protezione Civile costituisce quindi l’organismo preposto a porre in atto tutte le misure di previsione e di prevenzione dei maggiori rischi legati a eventi calamitosi sia naturali sia antropici che possono verificarsi sul territorio italiano.

La Protezione Civile svolge inoltre interventi di soccorso mirati che sono finalizzati:

  • ad assicurare alle popolazioni colpite da eventi calamitosi ogni forma di prima assistenza;
  • a contenere l’impatto degli eventi stessi;
  • a ripristinare le situazioni di normalità nel post-evento.

Lo scopo ultimo di tali interventi è perciò il superamento dell’emergenza, consentendo nel più breve tempo possibile la ripresa delle normali condizioni di vita delle popolazioni coinvolte.

Quali sono i requisiti per far parte della Protezione Civile

Per poter svolgere attività di Protezione Civile nel ruolo di volontario, supportando le varie istituzioni che coordinano gli interventi, occorre essere iscritti a una delle organizzazioni di volontariato di Protezione Civile che sono inserite negli elenchi territoriali o nell’elenco centrale.

I regolamenti delle diverse organizzazioni presenti nel nostro paese possono prevedere specifici adempimenti o alcune limitazioni. Per poter svolgere determinate mansioni, l’organizzazione può ad esempio richiedere il superamento di una visita medica.

Ai fini dell’iscrizione alla Protezione Civile occorre inoltre essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • aver compiuto la maggiore età;
  • non avere in corso procedimenti penali e non aver subito condanne penali che impediscano lo svolgimento di un pubblico servizio;
  • non avere malattie o handicap che possano pregiudicare la propria incolumità durante lo svolgimento dell’attività di volontariato.

Compiti dei volontari

Nella loro attività i volontari della Protezione Civile svolgono una vasta varietà di mansioni, tutte finalizzate all’assistenza della popolazione colpita da un evento calamitoso. Nell’elenco di questi compiti rientrano:

  • mansioni di tipo psicosociale;
  • assistenza ai soggetti maggiormente vulnerabili, come anziani, malati e disabili;
  • funzioni di logistica;
  • utilizzo di attrezzature speciali;
  • conduzione di mezzi speciali;
  • attività di informazione alla popolazione;
  • predisposizione e somministrazione di pasti;
  • prevenzione e lotta attiva contro gli incendi di interfaccia e gli incendi boschivi;
  • presidio del territorio;
  • attività subacquea;
  • attività cinofile;
  • attività in materia di radio e telecomunicazioni;
  • attività formative e di diffusione di buone pratiche tra i cittadini e nelle scuole.

Ogni volontario può svolgere mansioni appartenenti alle varie categorie. Il tutto, però, nel rispetto degli specifici percorsi formativi e addestrativi riguardanti i diversi scenari di rischio di Protezione Civile.

Perché diventare volontari della Protezione Civile

La Protezione Civile è una comunità di persone preparate e attrezzate per intervenire con rapidità nel momento in cui si verifica un’emergenza. I motivi che possono spingere a cimentarsi in un’attività di volontariato all’interno della Protezione Civile possono essere svariati. Tra questi si possono ricordare:

  • il desiderio di aiutare la tua comunità;
  • la volontà di salvaguardare il territorio in cui si vive;
  • l’obiettivo di essere adeguatamente formati per supportare le istituzioni in caso di emergenze locali o nazionali.

Tra le doti di un volontario di Protezione Civile rientrano certamente la buona volontà, la moralità, la disponibilità, l’affidabilità oltre che un forte spirito di squadra. Se si possiedono qualità simili, diventare volontari della Protezione Civile è senza ombra di dubbio un’ottima scelta.