Home Lifestyle Pagina 55

Lifestyle

Furti in casa: come prevenirli

0

Sfortunatamente sono un fenomeno sempre più diffuso, complici anche le crescenti difficoltà economiche riscontrate nel nostro paese. Stiamo parlando dei furti in casa. Per rendersi conto dell’incidenza di questo problema, è sufficiente dare uno sguardo ai dati messi a disposizione dall’Istat, l’Istituto di statistica nazionale. In base agli ultimi report disponibili, in Italia si contano circa 200 mila furti in casa ogni anno. Una cifra indubbiamente notevole, che non riesce tuttavia a offrire una visione completa del fenomeno. Molte delle ruberie che avvengono tra le mura domestiche non vengono infatti denunciate.

I dati sui furti in casa

In base a quanto emerge nel rapporto Istat “Reati contro la persona e contro la proprietà: vittime ed eventi”, diffuso nel febbraio 2019 e relativo al biennio 2015-2016, i furti nelle abitazioni sono più diffusi nei Comuni con più di 50 mila abitanti rispetto ai Comuni centrali delle aree metropolitane. A livello regionale è l’Emilia Romagna a registrare più reati di questo tipo, seguita dalla Toscana e dal Veneto.

Dai dati emerge inoltre che i furti in casa sono in crescita in tutte quelle regioni che sono caratterizzate da un’ampia presenza di villini e di abitazioni rurali, usate anche come dimore secondarie, come accade in Valle d’Aosta e in Toscana o in regioni ad alto reddito, tra cui il Veneto.

Il contesto italiano non permette, insomma, di dormire sonni tranquilli. Per poter proteggere la propria casa è perciò opportuno attrezzarla adeguatamente, così da prevenire eventuali intromissioni da parte di malintenzionati.

Scopriamo alcuni stratagemmi per raggiungere l’obiettivo.

Prevenire i furti in casa con l’aiuto della tecnologia

La tecnologia ha compiuto e continua a compiere passi da gigante, fornendo ai consumatori prodotti che permettono di tutelare nel migliore dei modi la propria abitazione. Allo stato attuale delle cose, è possibile proteggere la propria dimora, adottando innanzitutto degli impianti antifurto contraddistinti da una grande efficienza e, per di più, dal costo accessibile.

Sul mercato sono disponibili molteplici modelli, adatti a ogni tipo di esigenza. Tra i più performanti vi sono gli antifurto smart che possono essere facilmente gestiti anche da remoto, attraverso semplici applicazioni scaricabili sui propri dispositivi mobile, come smartphone e tablet.

Svariati modelli prevedono inoltre un collegamento diretto con gli Istituti di vigilanza, che possono così intervenire nell’immediato nel caso in cui ricevano una segnalazione relativa a una possibile intromissione da parte di ignoti.

Non mancano infine delle versioni ancor più innovative che sfruttano la cosiddetta “tecnologia nebbiogena”. Nel momento in cui avviene l’effrazione e i malintenzionati penetrano tra le mura domestiche, questa tipologia di impianti antifurto emette nell’ambiente una fitta nebbia che blocca ogni visibilità, impedendo così ai ladri di portare a compimento il crimine.

Telecamere di sicurezza

Oltre all’adozione di specifici impianti antifurto, un’ulteriore arma da sfruttare per la messa in sicurezza di casa si trova nelle telecamere. Le versioni più moderne di questi apparecchi sono anche esse smart. Funzionano, cioè, collegandosi direttamente alla rete Wi-Fi presente in casa e, proprio come accade con alcuni antifurto, possono essere gestite e controllate costantemente da remoto attraverso i dispositivi mobile.

Quando qualsiasi malintenzionato penetra in un’abitazione, il proprietario riceve subito un messaggio di notifica sul proprio smartphone o tablet, venendo così avvisato della presenza di un intruso. Adottare una telecamera smart come soluzione di sicurezza consente di avere un occhio costantemente vigile sulla propria abitazione, aiutando a monitorarla in qualsiasi circostanza.

Questi prodotti risultano tra l’altro piuttosto vantaggiosi sotto il profilo dei costi. Investendo poche centinaia di euro, è quindi possibile tenere l’intera casa completamente sotto controllo.

La scelta dei serramenti

La sicurezza di una abitazione è strettamente vincolata anche alla qualità delle porte, delle finestre e delle portefinestre che vi sono installate. Per scongiurare i furti in casa è essenziale scegliere prodotti che risultino robusti e resistenti, a partire dalla porta blindata.

L’insieme di tutti questi accorgimenti, presi nel loro complesso, aiutano a mantenere l’abitazione in sicurezza, evitando così spiacevoli sorprese.

Come pulire il frigorifero

0

È senza dubbio uno tra gli elettrodomestici maggiormente utilizzati in casa. Ci riferiamo al frigorifero, uno strumento indispensabile per conservare adeguatamente i cibi che portiamo a tavola ogni giorno. Come molti altri oggetti che sono parte integrante della nostra quotidianità, anche il frigorifero necessita di trattamenti periodici per mantenere inalterate le proprie funzionalità.

Per questo tipo di apparecchio, essenziali risultano soprattutto gli interventi di pulizia. In questo articolo, illustreremo quindi come pulire il frigorifero, fornendo alcuni semplici quanto utili consigli per ottimizzare questa operazione.

Perché è importante pulire il frigorifero

Svariati studi sostengono che per la pulizia del frigorifero andrebbe preferibilmente svolta una volta al mese. Per mancanza di tempo o per pura svogliatezza, tuttavia, abbiamo quasi tutti l’abitudine di effettuare questo genere di intervento al massimo due volte l’anno. Ne deriva una serie di spiacevoli conseguenze per il frigo, tra cui sporcizia, cattivi odori e, nella peggiore delle ipotesi, l’insorgenza di muffe oltre che di batteri.

Senza un corretta igiene il rischio che si corre è quindi di compromettere l’habitat dell’elettrodomestico, a scapito di una adeguata e sana conservazione degli alimenti. Vediamo allora alcuni trucchi per evitarlo, così da assicurare al frigorifero una pulizia profonda e di massima igiene.

Come pulire il frigorifero: le operazioni iniziali

La prima cosa da fare quando si intende pulire un frigorifero è staccare la presa della corrente, svuotando i reparti interni dell’elettrodomestico di tutti i cibi che esso contiene. Gli alimenti vanno momentaneamente riposti al sicuro all’interno di una borsa termica o di una scatola isolante.

Se il frigo è provvisto di un reparto freezer occorre poi attendere che il ghiaccio presente al suo interno inizi ad ammorbidirsi. A questo punto, è possibile eliminarlo interamente dalle pareti, utilizzando una spatola di plastica.

Per evitare che a causa dell’operazione di sbrinamento il pavimento sottostante al frigorifero si riempia di acqua, è opportuno riporre su di esso alcuni stracci così da assorbirla con facilità. Oltre a proteggere il pavimento, gli stracci permettono di evitare il rischio di cadute che si potrebbero verificare scivolando sulle chiazze d’acqua depositate sul pavimento.

Pulire il congelatore

Una volta eliminate tutte le tracce di ghiaccio, l’interno del freezer va pulito. Per farlo si può utilizzare una semplice spugna imbevuta di acqua tiepida a cui aggiungere dell’aceto o del bicarbonato, in modo da garantire una corretta igienizzazione.

Pulire i ripiani e l’interno del frigo

A questo punto si può passare alla pulizia della zona frigo vera e propria. Per ottimizzare l’operazione, l’ideale è estrarre tutti i ripiani. Lasciare all’interno dell’elettrodomestico le varie componenti rimovibili non garantisce infatti una pulizia veramente efficace e profonda.

Una volta rimossi i ripiani, è possibile igienizzare tutte le pareti del frigorifero nella loro completezza. Come nel caso del freezer, anche per lavare le varie superfici si può utilizzare una soluzione di acqua e aceto o, in alternativa, una soluzione di acqua e bicarbonato di sodio.

Per igienizzare i ripiani e le diverse parti estraibili si può eventualmente usare del detersivo per i piatti, da risciacquare con cura. Se si preferisce un rimedio casalingo, si può invece optare per un detergente fai-da-te realizzato con acqua, limone e bicarbonato.

Durante l’igienizzazione non vanno dimenticate le guarnizioni, aree del frigo che tendono ad accumulare sporcizia, cattivi odori e batteri. Su questo tipo di componenti è sufficiente passare una soluzione a base di acqua e aceto, per poi asciugare con attenzione.

Pulizia esterna

Per completare l’opera, ritrovandosi così con un frigo igienizzato da cima a fondo, è opportuno effettuare anche una pulizia delle parti esterne. Prima di procedere è importante capire di che tipo di materiale è composto l’esterno dell’elettrodomestico. Se si tratta di semplice plastica, basta intervenire con del detersivo da piatti e dell’acqua tiepida. Se le superfici del frigorifero sono in acciaio inox, è invece consigliabile utilizzare prodotti appositamente indicati per questo tipo di materiale.

In presenza di sporco ostinato si può invece usare un detergente con pH neutro.
Giunti a questo punto la pulizia del frigorifero è completata e l’elettrodomestico può tornare a compiere il suo fondamentale lavoro: conservare gli alimenti di cui ci cibiamo.

Come caricare un furgone

0

Per i motivi più svariati, nella vita prima o poi capita a molti di noi la necessità di dover caricare un furgone. La ragione più comune è certamente il trasloco, ma questo utile mezzo può essere usato anche per altri scopi, come ad esempio effettuare delle consegne per lavoro o trasportare materiale di vario genere. Per poter sfruttare al meglio lo spazio disponibile, diventa opportuno seguire alcune accortezze nel momento in cui si provvede a sistemare gli scatoloni e l’oggettistica. In questo articolo scopriremo allora come caricare un furgone, focalizzando in particolar modo l’attenzione sull’utilizzo di questo veicolo in fase di trasloco.

Il materiale necessario

Alcuni piccoli accorgimenti ci aiutano a caricare un furgone in modo intelligente, semplice e sicuro. La prima accortezza consiste nel recuperare del materiale che può essere utile per evitare che gli oggetti da trasportare non subiscano danni, non si rompano e non si sporchino. A seconda delle specifiche necessità, può perciò risultare funzionale avere a propria disposizione:

  • Coperte e teli di plastica per coprire il pavimento del furgone;
  • Cinghie per legare i mobili;
  • Scotch da imballaggio per chiudere e fissare i cartoni;
  • Fogli di Pluriball, una diffusa tipologia di imballo ammortizzante;
  • Un carrello per spostare agilmente gli oggetti e le scatole più pesanti.

Come preparare il furgone

Una volta recuperato tutto il materiale necessario, il furgone va parcheggiato in una posizione che sia comoda, di facile accesso e possibilmente il più vicina possibile al materiale che si deve caricare.

È opportuno che all’interno del furgone ci sia spazio a sufficienza per muoversi senza impaccio, così da sistemare e accumulare pian piano i vari oggetti da trasportare. Occorre inoltre avere ben chiaro quali siano le cose più pesanti e quelle più delicate. Gli oggetti che tendono a rompersi devono essere protetti, avvolgendoli con il Pluriball da fissare successivamente con lo scotch da imballaggio.

I mobili di grandi dimensioni vanno invece smontati così da favorirne la sistemazione all’interno del veicolo.

Come ulteriore accortezza, bisogna assicurarsi che il vano del furgone sia pulito in modo da evitare che gli oggetti trasportati si sporchino.

Dopo aver preparato correttamente il furgone, si può a questo punto iniziare a caricare tutto il materiale. Immaginiamo quindi la situazione più classica: quella che si presenta in fase di trasloco.

Come caricare un furgone durante il trasloco

Gli oggetti più pesanti devono essere collocati per primi nella parte frontale del veicolo. Oltre a massimizzare lo spazio, questa semplice accortezza permette di evitare che il veicolo sbandi durante il tragitto percorso. Elementi particolarmente pesanti come lavastoviglie, lavatrice e frigorifero vanno perciò ubicati in questa posizione.

A seguire, devono essere caricati i mobili più grandi, come i divani e le sedie del soggiorno, che vanno avvolti con delle cinghie così da stabilizzarli, impedendo che si muovano.

Un’ulteriore buona regola generale è quella di distribuire il peso degli oggetti in maniera uniforme su entrambi i lati del furgone. Gli elementi pesanti non devono quindi essere collocati esclusivamente da una parte ma vanno bilanciati.

I mobili pesanti possono invece essere utilizzati per appoggiare altro materiale leggero come, cuscini e lenzuola.

Usare gli spazi vuoti

Per sfruttare nel migliore dei modi gli spazi che sono a disposizione, occorre naturalmente riempirli con scatole, scatoloni e oggetti di dimensione inferiore. Anche gli scatoloni devono essere impilati partendo da quelli più pesanti e più resistenti, da posizionare sul fondo del furgone. Così facendo, si può utilizzarli per appoggiare altro materiale di peso e di dimensioni più piccoli.

Se resta ancora dello spazio libero, lo si può infine usare per il materiale rimanente, come ad esempio le piante di casa. In questo modo, si sfrutta l’intera capienza del vano risparmiando viaggi e costi extra.

Giunti a questo punto, il furgone è pronto per compiere il suo viaggio. Basta chiudere i portelloni e partire per raggiungere la meta finale del trasloco: la nuova casa.

Come imbiancare il bagno

0

La tinteggiatura all’interno delle mura domestiche varia a seconda dello specifico ambiente a cui ci si deve rapportare. Una delle zone di casa che necessitano di maggiore attenzione in tal senso è certamente il bagno. Complice la presenza della doccia e della vasca che, nel momento in cui vengono utilizzate producono inevitabilmente umidità, il bagno è una stanza che risulta molto soggetta alla comparsa di muffa alla pareti. Trattandosi di un luogo destinato alla cura della nostra igiene personale, questo spazio diviene anche l’habitat ideale per la proliferazione di funghi e di batteri.

Per tutti questi motivi, oltre a effettuare una corretta pulizia, è opportuno rinfrescare con una certa frequenza le pareti e il soffitto del bagno, provvedendo a interventi periodici di tinteggiatura. In questo articolo forniremo allora una breve guida su come imbiancare il bagno.

I materiali necessari

Partiamo dalla base. Per poter imbiancare un bagno, è necessario avere a propria disposizione determinati strumenti e materiali. Per prima cosa occorre dotarsi di uno o più teli di plastica protettiva per poter coprire mobili, piastrelle e pavimento. Per il fissaggio dei teli, è opportuno acquistare del nastro adesivo di carta. Servono poi un rullo e un secchio capiente dove poter versare la pittura.

Non deve inoltre mancare una serie di pennelli di varie dimensioni, dalle più piccole alle più grandi, che risultano utili per i ritocchi da effettuare negli spazi più stretti o nascosti, come ad esempio gli angoli delle pareti. Occorre infine scegliere delle pitture adeguate che, in base ai propri gusti personali, possono essere indifferentemente bianche o colorate. I prodotti devono tuttavia presentare alcune caratteristiche tecniche idonee per l’ambiente “bagno”.

La scelta della pittura

Scegliere un buon prodotto è essenziale per ottenere un risultato efficace e duraturo. Per evitare la formazione di muffe, si può puntare sull’utilizzo di pitture traspiranti che presentino possibilmente alta diffusività verso il vapore acqueo. Prodotti di questo genere sono specialmente indicati per le pareti.

Per il soffitto può invece risultare utile scegliere delle pitture anticondensa a effetto termico. Si tratta di soluzioni che aiutano a contrastare la formazione di muffe negli angoli delle pareti, in corrispondenza dei ponti termici strutturali, garantendo un effetto protettivo e accrescendo nel contempo il comfort abitativo della stanza da bagno.

Come imbiancare il bagno: i vari passaggi

Dopo aver acquistato il materiale necessario, la prima azione da intraprendere consiste nell’eliminare tutto ciò che può in qualche modo ostacolare il lavoro. È il caso ad esempio degli oggetti presenti sul lavandino o all’interno del box doccia. Si può poi procedere con il secondo step, ovvero coprire con gli appositi teli protettivi gli spazi che non devono essere sottoposti alla tinteggiatura. I teli vanno fissati con il nastro adesivo di carta che, alla fine dell’intervento, può essere rimosso con estrema facilità senza causare macchie o danni alle superfici. Per sgombrare completamente il campo, non bisogna dimenticare, infine, di togliere le placche che coprono le prese elettriche, così da poter pitturare anche quelle porzioni di parete nascoste dietro di esse.

Come ulteriore passaggio, è opportuno lavare con cura le pareti per poter poi procedere con l’imbiancatura vera e propria. Una volta conclusa questa operazione, è possibile applicare sulle pareti e sul soffitto uno specifico trattamento antimuffa così da garantire un’ulteriore azione igienizzante e protettiva. Per poter consentire al trattamento un migliore fissaggio occorre di solito lasciarlo riposare per alcune ore prima di passare all’intervento di tinteggiatura. Le tempistiche sono indicate direttamente sulla confezione del prodotto prescelto.

Trascorso il tempo necessario, si può finalmente procedere con la fase di imbiancatura. Tinteggiare il bagno richiede un certo grado di tempo e un bel po’ di pazienza, trattandosi di un ambiente contraddistinto da numerosi anfratti e angoli. È consigliabile iniziare con le superfici più grandi e più facilmente gestibili, utilizzando gli appositi rulli quando possibile. Si passa poi a imbiancare gli angoli nascosti e ad effettuare le diverse rifiniture.

Il lavoro di tinteggiatura può ritenersi a questo punto concluso.

Separazione veloce: cos’è e come funziona

0

Non tutte le favole d’amore sono a lieto fine, purtroppo. Nella vita, così, può capitare che dopo diversi anni trascorsi insieme, per i motivi più svariati una coppia decida di mettere la parola fine alla propria relazione. Per chi non è convolato a nozze, la questione è decisamente più semplice sotto il profilo pratico. Ma lo stesso non si può dire per chi in passato ha deciso di sposarsi. In questo caso, la situazione si complica, i tempi si prolungano e, soprattutto, occorre passare attraverso un inevitabile iter burocratico. Fortunatamente, in determinate circostanze esiste comunque l’opportunità di usufruire della cosiddetta “separazione veloce”. Vediamo di cosa si tratta e come funziona.

Che cos’è la separazione veloce

La separazione veloce, conosciuta anche come “separazione breve”, è una procedura di separazione che avviene tra i coniugi, che permette a chi ne usufruisce di accelerare notevolmente l’iter burocratico nonché di risparmiare, sia in termini di costi sia in termini di tempo.

Tale possibilità può essere tuttavia sfruttata solo nei casi in cui la separazione sia consensuale, ovvero se i coniugi decidono di separarsi di comune intesa, stabilendo in precedenza specifici accordi su aspetti quali i diritti patrimoniali o l’eventuale assegno di mantenimento.

È inoltre importante ricordare che quando una coppia decide di separarsi, questo atto non risulta definitivo come nel caso del divorzio. La separazione è in realtà un contesto temporaneo che permette a marito e moglie di riconciliarsi in qualsiasi momento, nell’ipotesi in cui lo ritengano opportuno. Sotto il profilo legale la fine di un matrimonio si sancisce infatti attraverso il divorzio.

In che cosa consiste

All’atto pratico, la separazione breve non è altro che una prassi che permette all’ormai ex coppia di usufruire di una semplificazione burocratica, ovvero quella di potersi separare senza recarsi in Tribunale, ricorrendo di contro alla negoziazione assistita di un avvocato.

La negoziazione assistita non può essere però usata in assenza di accordi reciproci da parte dei coniugi riguardo l’affidamento e l’assegno di mantenimento di figli comuni, se ve ne sono.

La separazione breve offre inoltre alla coppia la possibilità di cambiare le condizioni di separazione, senza doversi recare in Tribunale.

Come avviene la negoziazione assistita

Quando si ricorre alla formula della separazione breve per i coniugi è sufficiente rivolgersi a un avvocato. Il compito del professionista è di redigere un accordo tra le parti, in cui si siano illustrate le regole riguardanti la separazione.

Una volta sottoscritto con firma autenticata dei coniugi e dell’avvocato stesso, l’accordo deve essere inviato al Comune in cui è stato celebrato il matrimonio. Tale documento deve essere inoltre trascritto in caso di matrimonio religioso o iscritto in caso di matrimonio civile.

In alternativa, la separazione breve può essere richiesta anche agli Ufficiali di Stato Civile che, proprio come l’avvocato, possono redigere, sottoscrivere e trasmettere l’accordo dei due coniugi.

Non è tuttavia possibile poter usufruire di questa seconda opzione nei casi in cui l’accordo preveda anche patti di trasferimento patrimoniale. In presenza di questa esigenza, occorre obbligatoriamente rivolgersi a un avvocato per poter realizzare l’intera pratica.

La separazione breve è attualmente consentita anche nei casi in cui siano presenti figli maggiorenni, portatori di handicap o minorenni. In quest’ultima circostanza, si rende però necessaria la supervisione del Pubblico Ministero così da poter tutelare adeguatamente gli interessi dei minori.

Benefici della separazione breve

La possibilità di poter usufruire della separazione breve offre innegabili vantaggi sotto il profilo economico. Trattandosi di una pratica molto più rapida, presuppone costi decisamente più contenuti rispetto a quelli che i coniugi dovrebbero affrontare in caso di separazione giudiziale. A questo beneficio si unisce poi l’indiscutibile vantaggio in termini di tempo.

Occorre tuttavia puntualizzare che la separazione breve non interviene sui tempi necessari per procedere con il divorzio. Per poter presentare la richiesta di divorzio bisogna infatti attendere ancora tre anni.

Serrature sicure: come sceglierle

0

La sicurezza in casa è una priorità per ognuno di noi. I dati dimostrano infatti che i fenomeni di criminalità che si verificano all’interno delle mura domestiche sono sempre più frequenti, complice anche la crescente situazione di precarietà economica. Secondo le stime ufficiali, nel nostro paese vengono denunciati quasi 200 mila furti in casa ogni anno, a cui si aggiungono spesso fenomeni di vandalismo. È evidente che per vivere serenamente all’interno delle nostre abitazioni, è opportuno proteggerle nel migliore dei modi, utilizzando prodotti appositamente studiati per tali finalità. Tra di essi, ci sono anche le serrature. In questo articolo scopriremo allora come scegliere delle serrature sicure e a prova di malintenzionati.

Serrature sicure: caratteristiche

Anche quella che potrebbe sembrare la più solida delle porte blindate può in realtà non risultare sufficiente per proteggere adeguatamente una casa, se non è abbinata a una serratura altrettanto sicura.

Per essere considerate realmente utili, le serrature di sicurezza devono possedere almeno tre caratteristiche fondamentali. Devono cioè essere antimanipolazione, antitrapano e antistrappo.

Entrando ancor più specificatamente nel dettaglio, le serrature possono essere definite sicure quando riescono a fornire una buona protezione contro tentativi di manomissione che vengono eseguiti con metodi quali:

  • L’uso del trapano;
  • L’utilizzo di una chiave a urto;
  • L’uso di un avvitatore elettrico con vite autofilettante che, dopo essere stata infilata nel buco della serratura, viene sfruttata per rompere il blocchetto nella sua parte più debole.

Per essere considerate sicure, le serrature devono inoltre essere in grado di resistere all’effetto degli agenti atmosferici, senza danneggiarsi, ossidarsi o arrugginirsi.

Tipologie di serrature sicure

In vendita è ovviamente disponibile un ampio ventaglio di prodotti finalizzati alla messa in sicurezza delle abitazioni. Allo stato attuale delle cose, sul fronte delle serrature, esistono principalmente due tipologie di prodotti che rendono attuabili livelli superiori di sicurezza.

La prima tipologia è universalmente nota come serratura con cilindro Europeo di sicurezza. Questo modello di serratura sfrutta una tecnologia anti-bumping. Le chiavi che si utilizzano nelle serrature con cilindro Europeo sono ottenute per fresatura millimetrica, caratteristica che assicura un elevato grado di precisione meccanica grazie al quale si aumentano sensibilmente le difficoltà incontrate nei tentativi di scasso da parte dei malintenzionati.

La seconda tipologia di serratura è invece di tipo elettromeccanico con chiave biometrica. Questo modello di serratura non presenta alcun genere di apertura meccanica verso l’esterno. Per gestirne l’apertura, il prodotto si basa sull’uso di un lettore che è capace di
riconoscere l’impronta digitale o la retina dei proprietari dell’immobile. Una volta effettuato il riconoscimento, la porta su cui è installata la serratura si apre automaticamente, consentendo così l’ingresso. In virtù delle loro peculiarità tecnologiche, le serrature biometriche si contraddistinguono per un costo superiore rispetto a quelle meccaniche. Nel corso degli anni, tuttavia, anche i prezzi di questa tipologia di prodotti sono piuttosto diminuiti.

Le serrature smart

La più recente innovazione sul fronte delle serrature è rappresentata dalle cosiddette serrature smart, comunemente definite anche smart lock. Come il nome stesso indica, si tratta di prodotti “intelligenti” che rendono possibile l’apertura della porta su cui sono installati senza dover usare le chiavi. La gestione di queste serrature avviene interamente tramite apposite App che possono essere installate sullo smartphone o sul tablet dei proprietari del locale.

Gran parte delle serrature smart disponibili sul mercato utilizzano la rete Wi-Fi presente tra le mura dell’immobile per il loro funzionamento. Oltre a garantire un certo livello di sicurezza, il grande vantaggio di questi modelli ultra-tecnologici di serrature consiste nella possibilità di una gestione da remoto. Tramite le specifiche applicazioni, l’utente che usufruisce di questi prodotti può infatti bloccare o sbloccare l’accesso, anche se si trova a svariati chilometri di distanza.

Le serrature smart permettono inoltre di impostare autorizzazioni di accesso temporanee per altri utenti, con l’opportunità di modificarle in qualsiasi momento. Si tratta quindi di una interessante soluzione in grado di coniugare tecnologia, sicurezza e praticità.

Usufruttuario: diritti e doveri

0

Soprattutto in relazione alle case, si sente molto spesso parlare di una particolare figura definita “usufruttuario”. Non tutti, però, hanno ben presente che tipo di soggetto si definisca in concreto con questa parola. Il termine “usufrutto” indica un diritto che viene regolato dall’articolo 978 e successivi del Codice Civile, consistente nella possibilità di una persona, detta per l’appunto “usufruttuario”, di godere di un bene di proprietà di un altro soggetto, definito a sua volta “nudo proprietario”.

Allo stato attuale delle cose, l’usufrutto resta una delle forme contrattuali più utilizzate in Italia sotto il profilo immobiliare. Tramite questa modalità si riesce infatti a trasferire la proprietà di una abitazione in favore di altre persone, senza tuttavia perdere completamente tutti i poteri che sono connessi ad essa, in primis la possibilità di vivere al suo interno ma non solo. Entrando più specificatamente nel dettaglio, quali sono i diritti e i doveri di un usufruttuario? Scopriamoli insieme.

Diritti dell’usufruttuario

Generalmente l’usufruttuario gode di una serie di diritti che gli permettono di poter avere una piena fruizione dell’immobile che ha ricevuto in usufrutto. Il primo e più importante diritto che viene assicurato all’usufruttuario è di utilizzare l’abitazione vivendo al suo interno. L’usufruttuario può inoltre decidere autonomamente di farvi abitare altre persone a titolo di comodato d’uso ma anche di affitto.

L’usufruttuario può utilizzare la casa come se ne fosse il proprietario. Deve tuttavia rispettarla con estrema attenzione. Non può ad esempio mutarne la destinazione economica. All’atto pratico, l’usufruttuario non può cioè modificare il carattere e la natura dell’immobile dal punto di vista della sua utilità economica. L’usufruttuario non ha ad esempio il diritto di trasformare una casa destinata a uso abitativo in un ufficio o in un locale a utilizzo commerciale. Nell’ipotesi in cui ciò si verifichi, il nudo proprietario può chiedere la risoluzione del contratto di usufrutto nonché il risarcimento del danno subito.

Come la stessa parola evidenzia, un altro diritto di cui gode l’usufruttuario è la possibilità di trattenere per sé i frutti provenienti dall’immobile. Se si tratta di un appartamento gode ad esempio del diritto di darlo in locazione a uso abitativo, trattenendo per sé i relativi canoni.

A norma dell’art. 980 del Codice Civile, il diritto di usufrutto è inoltre trasferibile. L’usufruttuario può cioè “cedere il proprio diritto per un certo tempo o per tutta la sua durata se ciò non è vietato dal titolo costitutivo”.

Al nudo proprietario spettano invece i diritti residuali che non sono attribuiti all’usufruttuario. Tra questi è incluso anche il diritto di vendere o di donare la casa su cui è costituito l’usufrutto senza che quest’ultimo venga meno.

Partecipazione alle assemblee condominiali

Tra i diritti di cui gode l’usufruttuario c’è anche quello di partecipare alle assemblee condominiali nel caso in cui all’ordine del giorno siano previste delle delibere su questioni di suo interesse. All’usufruttuario spettano quindi i diritti di partecipazione e di voto per le delibere concernenti l’ordinaria amministrazione o il semplice godimento dei servizi e delle cose comuni, come ad esempio l’uso dell’ascensore o del riscaldamento. Il nudo proprietario gode invece dei diritti di partecipazione e di voto per per le delibere riguardanti le manutenzioni di straordinaria amministrazione, le ricostruzioni e le innovazioni.

Doveri dell’usufruttuario

Tra i principali doveri dell’usufruttuario c’è quello di fornire al nudo proprietario un’adeguata garanzia per l’immobile ricevuto in usufrutto. Generalmente la garanzia è rappresentata da una somma di denaro che può essere versata direttamente al proprietario o presso un Istituto di credito. Quest’ultimo ha a sua volta l’obbligo di versare la medesima somma al proprietario nei casi in cui l’immobile subisca dei danni provocati dall’usufruttuario.

All’usufruttuario spetta inoltre il dovere di provvedere alle spese di ordinaria manutenzione e amministrazione dell’immobile, come ad esempio la pittura delle pareti o la verniciatura degli infissi. Le riparazioni straordinarie sono invece di competenza del nudo proprietario.

L’usufruttuario può eventualmente anticipare le spese che spettano al nudo proprietario e chiederne il rimborso senza interessi alla fine dell’usufrutto. Come garanzia degli importi dati in anticipo, l’usufruttuario gode inoltre del diritto di trattenere l’immobile fintantoché il proprietario non provveda alla restituzione di tali cifre.

Come evitare che il Bancomat si smagnetizzi

0

Il Bancomat è senza dubbio uno degli strumenti di pagamento più apprezzati per la grande comodità di fruizione che è in grado di garantire. Oltre a essere abitualmente usato per fare acquisti, questo tipo di carta di debito serve anche per prelevare denaro in contanti dagli appositi sportelli ATM. Nel momento in cui ci si accinge a effettuare un pagamento o un prelievo, può tuttavia accadere che il Bancomat inaspettatamente non funzioni, impedendo qualsiasi operazione. Cercando di non sprofondare nel panico, ci si chiede allora il perché di tale malfunzionamento. In una buona percentuale dei casi, si giunge così alla conclusione che il Bancomat si è semplicemente smagnetizzato, circostanza che ne rende perciò impossibile il normale utilizzo.

Adottando alcuni accorgimenti è in realtà possibile fare in modo che questa spiacevole situazione non si verifichi. Vediamo allora come evitare che il Bancomat si smagnetizzi.

Cosa provoca la smagnetizzazione del Bancomat

Nella maggior parte dei casi, la causa principale che si cela dietro la smagnetizzazione di un Bancomat va ricercata nel modo in cui la carta è stata custodita. La scelta migliore consiste nel conservare il Bancomat lontano da altre carte e, cosa ancor più importante, distante da fonti magnetiche, come può essere ad esempio lo smartphone. Tali fonti possono infatti determinare la cancellazione completa dei dati registrati sulla carta di debito.

Un’altra causa di smagnetizzazione del Bancomat abbastanza frequente si ha nella brutta abitudine di custodire la carta all’interno dei portafogli, senza alcuna protezione. Questa prassi può contribuire a danneggiare la banda magnetica del Bancomat, rendendo lo strumento inutilizzabile. Anche il contatto con determinate sostanze, tra cui l’acqua, è da annoverare tra le motivazioni che possono provocare la smagnetizzazione di un Bancomat.

Gli accorgimenti per evitare che il Bancomat si smagnetizzi

Una volta appurato che una corretta conservazione costituisce la base per proteggere un Bancomat dal processo di smagnetizzazione, occorre scoprire quali precauzioni adottare per raggiungere l’obiettivo.

Tra le strategie più efficaci vi è quella di inserire il Bancomat nella apposite custodie protettive, facilmente reperibili in commercio. Grazie a queste custodie si può poi riporre la carta di debito all’interno del proprio portafoglio, nella più assoluta tranquillità. Per evitare il contatto con altre carte, risulta altrettanto utile usare una custodia per ciascuna di esse. Come ulteriore accortezza, si può eventualmente riporre le carte in scomparti diversi del portafoglio.

In commercio esistono inoltre degli specifici portafogli dotati di protezione da RFID (Radio Frequency IDentification) e NFC (Near Field Communication). Oltre a mettere il Bancomat al sicuro dalla smagnetizzazione, questi prodotti riescono a proteggere la carta da tentativi di clonazione da parte di malintenzionati. Quasi tutti i Bancomat di ultima generazione possiedono infatti uno specifico microchip che rende possibile la funzione contactless. In questi casi, quando si effettua un acquisto è sufficiente avvicinare il proprio portafoglio al POS che legge automaticamente il Bancomat, procedendo con il pagamento. Per poter clonare la carta, sfruttando questa particolare tecnologia, i delinquenti si sono ingegnati ideando appositi strumenti elettronici che, se avvicinati al portafoglio in cui è custodito il Bancomat, possono clonare la carta con estrema facilità. È chiaro che in un contesto simile, il passo verso la clonazione è breve, soprattutto nel caso in cui il portafoglio sia custodito in tasca, un’abitudine piuttosto comune, soprattutto tra gli uomini.

La schermatura da RFID e da NFC diviene quindi un ulteriore protezione da azioni malavitose di questo genere.

Sostituire un Bancomat smagnetizzato

Dopo essersi accertati che il Bancomat è realmente smagnetizzato, è necessario procedere con la sostituzione. La prima azione da intraprendere consiste nel blocco della carta, rivolgendosi alla banca di riferimento a cui è collegata. L’Istituto può essere contattato recandosi direttamente in filiale, tramite apposito numero verde o attraverso un servizio di chat dedicata al Customer Care, quando disponibile.

Una volta bloccato il Bancomat, si può procedere con la richiesta di sostituzione. La consegna della nuova carta avviene poi generalmente nel giro di quindici giorni circa.