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Come richiedere il pin dispositivo INPS

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Il PIN è un codice identificativo personale che l’INPS eroga nei confronti dei cittadini interessati per poter permettere l’accesso ai suoi servizi online.

Evidenti sono i vantaggi derivanti dalla titolarità del PIN: sarà possibile usufruire di una lunga serie di servizi dedicati senza spostarsi da casa propria o dall’ufficio, evitando le code che è possibile trovare agli uffici dell’ente previdenziale e, dunque, risparmiando tempo, denaro ed energie.

Ma come richiedere il PIN dispositivo INPS?

Dichiarazione sostitutiva di certificazione

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La dichiarazione sostitutiva di certificazione è un documento introdotto nel nostro ordinamento con il Dpr 445/2000, e in grado di sostituire – in alcune situazioni – i certificati nei rapporti con la pubblica amministrazione, con i gestori di servizi pubblici e con i privati che accettano volontariamente tali dichiarazioni.

Monarchia spagnola: una lunga storia

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La monarchia spagnola è una delle poche istituzioni monarchiche rimaste nel vecchio Continente, ed è un vero e proprio simbolo del passato del Paese iberico: un segno riconducibile a una realtà nobiliare dei tempi che furono, che ha tuttavia un evidente peso anche nel presente, nonostante ricopra per lo più un ruolo di rappresentanza “formale”, piuttosto che politico.

Esame patente nautica entro 12 miglia

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L’esame patente nautica entro 12 miglia si svolge attraverso una serie di fasi teoriche e pratiche. Cerchiamo di riassumerle brevemente, cercando di comprendere quali siano i passaggi che il candidato deve effettuare per poter superare correttamente l’esame e, dunque, ottenere la patente nautica per la navigazione entro 12 miglia.

Come noleggiare una barca

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Sempre più persone, anno dopo anno, hanno scoperto il piacere di noleggiare una barca per poter trascorrere qualche giorno di relax da… un punto di vista completamente differente: quello del mare, degli spazi aperti e delle esclusive viste panoramiche sulle coste italiane.

Vendere oggetti usati: i consigli più utili per farlo online

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Vendere oggetti usati online è diventata una pratica sempre più diffusa in tutta Italia. Un pratico modo per poter ridare una nuova vista ai propri oggetti che, altrimenti, finirebbero in discarica. E, contemporaneamente, poter cercare di recuperare un po’ di soldi da tale attività, senza dover necessariamente uscire di casa alla ricerca di un mercatino.

A che ora arrivano i bonifici del giorno precedente

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È un quesito che molti di noi si pongono nel momento in cui siamo in attesa di un pagamento importante, che spesso può anche risollevare la nostra situazione finanziaria. Soprattutto di questi tempi, in considerazione della scarsa liquidità che contraddistingue molti conti correnti. In un quadro di questo genere, allora, la domanda fatidica è: a che ora arrivano i bonifici del giorno precedente? Cerchiamo di fare un minimo di chiarezza a riguardo.

La variabile banca

Anche grazie alla diffusione dell’Home Banking, i tempi medi di accredito di un bonifico si sono decisamente ridotti già da diversi anni. L’attesa varia molto a seconda dei casi. Innanzitutto, in base all’Istituto bancario. In secondo luogo, a seconda della tipologia di bonifico che si effettua. I bonifici che provengono dall’estero possono infatti subire dei lievi ritardi. Così come può accadere che i bonifici realizzati tra due banche appartenenti al medesimo gruppo di credito siano accreditati nella stessa giornata in cui vengono eseguiti.
Non esiste quindi una risposta univoca al quesito riguardante i tempi di accredito di un bonico. Sia rispetto alla giornata di accredito, sia per ciò che concerne l’orario.

Quando si è in attesa di un bonifico, tuttavia, è bene avere un minimo di informazioni sul tema. Il tutto per evitare spiacevoli situazioni ansiogene che possono, ad esempio, far pensare che si sia verificato qualche errore nella trasmissione o nella digitazione delle coordinate bancarie, in primis dell’IBAN, o ancora che il bonifico non sia stato effettivamente eseguito.

Tempi di accredito di un bonifico

Dopo aver appurato che i tempi necessari per il trasferimento di una somma di denaro tramite bonifico non sono immediati, è bene avere chiaro in mente che in linea generale questa operazione richiede mediamente da uno a tre giorni lavorativi.

Per nostra fortuna, tuttavia, oggi come oggi gran parte dei trasferimenti di soldi che avvengono con bonifico si completano nell’arco di un giorno lavorativo. La stragrande maggioranza degli istituti bancari sono infatti riusciti a ridurre i tempi in maniera significativa.

Una volta che si sono comprese le tempistiche sotto il profilo dei giorni lavorativi necessari affinché avvenga l’accredito, occorre chiarire a quale orario arriva generalmente un bonifico.

Il cut-off

C’è un altro elemento essenziale da tenere in considerazione per regolarsi sui tempi di accredito di un bonifico. Bisogna sapere se il bonifico è stato disposto entro l’orario del cut-off, che viene stabilito esclusivamente dall’istituto bancario. All’atto pratico, si tratta dell’ora entro la quale l’ordine da parte di un cliente di eseguire un bonifico si considera ricevuto dalla banca nella specifica giornata in corso. Se si supera questo orario, l’ordine di bonifico slitta in automatico alla giornata lavorativa successiva, determinando un inevitabile ritardo nell’accredito.

Anche in questo caso, risulta impossibile parlare di un orario unico per tutte le banche. Ciascun istituto di credito ha difatti il suo cut-off. Indichiamo comunque di seguito i cut-off di alcune delle banche più note e diffuse nel nostro Paese:

  • Mediolanum Banca, ore 17:00;
  • Barclays, ore 15:30;
  • CheBanca!, ore 19:00;
  • Intesa San Paolo, ore 17:30;
  • Unicredit, ore 20:00;
  • Deutsche Bank, ore 17:00.

È chiaro che i cut-off incidono in maniera piuttosto significativa sui tempi di trasmissione del bonifico. Per conoscere indicativamente non solo la giornata ma anche l’orario in cui si può vedere accreditato il bonifico di un giorno precedente, è perciò opportuno non dimenticare questa importante variabile.

In linea di massima, una buona regola per evitare tempi di attesa troppo lunghi da parte di chi sta aspettando il denaro, è quella di effettuare il bonifico di mattina, cercando di non superare il cut-off della banca che ospita il proprio conto corrente. È di conseguenza opportuno informarsi presso il proprio istituto di credito riguardo il cut-off applicato.

In caso di particolare fretta, vale infine la pena ricordare che diversi istituti bancari offrono la possibilità di realizzare bonifici istantanei.

Carta prepagata con saldo negativo: cosa fare

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Con la crescente diffusione degli e-commerce e degli acquisti online, noi tutti utilizziamo sempre di più le carte prepagate per effettuare svariati pagamenti. Con questi strumenti è indubbiamente più facile tenere i propri acquisti e le spese domestiche sotto controllo. Molti utenti, tuttavia, non sanno che può accadere di rimanere con saldo negativo. Cosa bisogna comportarsi, allora, in questi casi?

Carta prepagata: quando va in saldo negativo

Almeno in teoria con le carte prepagate non si può andare in rosso perché abbiamo la possibilità di spendere solo il denaro disponibile. Nel momento in cui ci accingiamo a fare degli acquisti, infatti, se il saldo non è sufficiente ci viene automaticamente segnalato. La transizione non viene cioè autorizzata.

Tuttavia, si possono verificare dei casi in cui la carta prepagata presenti un saldo negativo. Ciò può per esempio accadere quando nella carta è disponibile poco credito e avviene un addebito del canone da parte dell’emittente della stessa, solitamente un istituto bancario ma non necessariamente. Il saldo negativo può anche prodursi a causa di svariate spese di carattere strettamente contabile, come quelle legate alle diverse comunicazioni relative alla carta.

Si possono inoltre verificare dei problemi tecnici a partire dai quali scaturisce il saldo negativo sulla carta. Si tratta di inconvenienti che si stanno via via superando, ma che possono comunque presentarsi. Facciamo un esempio pratico. Quando ci accingiamo a fare un acquisto e la nostra carta è regolarmente caricata, la transizione viene autorizzata. In un momento successivo, inizia una fase di verifica nel corso della quale i soldi disponibili sono prenotati per poi essere trasferiti dalla carta con cui si è effettuato l’acquisto al conto corrente del venditore. In questa fase, possono verificarsi degli inconvenienti tecnici a causa dei quali vengono segnate cifre diverse rispetto a quelle realmente spese, che mandano perciò il saldo della carta in negativo.

Carta prepagata con saldo negativo: come procedere

Generalmente quando si presenta una situazione legata a problemi di natura tecnica, il saldo segnalato in rosso ritorna a superare lo zero e a divenire di nuovo positivo in un lasso di tempo piuttosto breve. Si tratta di solito di venti giorni circa, che possono però prolungarsi fino a un mese.

In questi casi, per sollecitare le operazioni di controllo nonché lo sblocco del saldo è consigliabile mettersi in contatto con l’emittente della carta prepagata.

Si tratta tra l’altro dell’unico modo con cui il titolare della carta può venire a conoscenza dei motivi effettivi che hanno determinato il saldo negativo. A seconda delle opzioni di contatto disponibili, la richiesta può essere effettuata online, via e-mail, per telefono o recandosi personalmente nella sede fisica dell’emittente della carta.

A seguito del sollecito, il saldo negativo presente sulla carta prepagata sarà così sistemato in base alle modalità e alle tempistiche previste.

Quando la carta prepagata presenta invece un saldo negativo dipendente da spese quali canone o costi di comunicazione, la soluzione più efficace e immediata consiste nell’effettuare una nuova ricarica. Ricaricando la carta si andrà così a coprire il rosso, ristabilendo con facilità il saldo positivo. Il denaro che poi risulterà accreditato sulla carta prepagata sarà ovviamente al netto del saldo negativo che l’emittente richiede di coprire.

Cosa accade se non si procede con la ricarica

Che cosa può succedere invece nel caso in cui il titolare della carta prepagata non proceda con la ricarica? In questa circostanza potrebbe accadere che, per recuperare il denaro, l’emittente della carta faccia richiesta diretta della somma o si avvalga del supporto di una società di recupero credito.

Per evitare spiacevoli inconvenienti, il suggerimento è quindi non solo di provvedere alla ricarica ma anche di monitorarne periodicamente il saldo della carta. Ricordiamo tuttavia che i casi in cui si verificano situazioni di saldo negativo sono eventi possibili ma che non rappresentano la norma. Vale comunque sempre la buona regola di prestare un minimo di attenzione.