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Milano Serravalle, tre nuovi progetti in vista delle Olimpiadi

MILANO (ITALPRESS) – Tre progetti innovativi per il futuro della viabilità lombarda in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Sono quelli presentati nel capoluogo lombardo da Milano Serravalle – Milano Tangenziali. Si tratta di un intervento di mitigazione ambientale e acustica nel tratto della Tangenziale Est che attraversa il territorio di Cologno Monzese, dell’ampliamento della stessa Tangenziale tra gli svincoli di Forlanini e Mecenate e del potenziamento dello svincolo di Monza Sant’Alessandro della Tangenziale Nord.
“Con questi tre progetti la società andrà a migliorare ulteriormente il sistema delle tangenziali milanesi, in vista dell’appuntamento olimpico del 2026”, ha detto Pietro Boiardi, amministratore delegato di Milano Serravalle – Milano Tangenziali. “Saranno tutti interventi che avranno come comun denominatore il tema della sostenibilità, andando a coniugare una mitigazione acustica e ambientale, il legame con il tessuto economico-sociale e urbano del territorio delle aree interessate e una miglior fruibilità dei flussi di traffico, quindi minori tempi di percorrenza, minori emissioni in atmosfera e più sicurezza per gli utenti”, ha aggiunto Boiardi.
A Cologno Monzese il progetto prevede l’utilizzo di un sistema costruttivo modulare che si svilupperà parallelamente alle corsie di marcia e che, in funzione del grado di assorbimento acustico richiesto, si presenteranno in alcuni tratti come delle semplici barriere ricurve di varia altezza e in altri come delle vere e proprie gallerie, in parte areate e in parte chiuse, che copriranno completamente il sedime autostradale. L’opera, che avrà una lunghezza complessiva di 2 km, dei quali 500 metri in galleria, offrirà al territorio anche un contributo rilevante dal punto di vista della sostenibilità ambientale, grazie anche alla realizzazione di opere e verde su una superficie di 13.500 metri quadrati. L’investimento sostenuto da Milano Serravalle per quest’opera ammonterà a circa 55 milioni di euro.
Per quanto riguarda l’ampliamento della carreggiata della Tangenziale Est tra Forlanini e Mecenate, l’opera si inserisce nell’ambito di riqualificazione urbana legato alla realizzazione dell’Arena Olimpica nel quartiere Santa Giulia. Milano Serravalle realizzerà una nuova corsia di scambio, lunga 800 metri, agevolando in questo modo l’uscita della Tangenziale verso l’Arena. Il valore dell’opera ammonterà a circa 12,5 milioni di euro, cofinanziati da Mit, Regione Lombardia e Comune di Milano.
Infine, la nuova opera sulla Tangenziale Nord nei comuni di Monza e Cinisello Balsamo, si estenderà per 2,4 km e prevede la realizzazione di 4 rami di interconnessione, 2 rotatorie e un nuovo tratto in galleria di collegamento tra la barriera della A4 e la A52.
Questo intervento mira a rendere più scorrevoli i flussi di traffico provenienti dalla carreggiata Nord della A52 e diretti verso Lecco e a permettere di raggiungere più rapidamente i siti dove si svolgeranno le competizioni olimpiche. Il valore dell’opera ammonterà a circa 46 milioni di euro, finanziati pressochè interamente da Regione Lombardia.
Tutte le realizzazioni saranno all’insegna della sostenibilità, come ha spiegato il presidente di Milano – Serravalle, Milano – Tangenziali, Beniamino Lo Presti: “I principi di sostenibilità li troviamo in ogni iniziativa di Milano Serravalle. I tre progetti che presentiamo oggi sono tutti all’insegna e nel rispetto pieno della sostenibilità, con un ulteriore elemento che li qualifica e li connota, ovvero la loro relazione con un evento di straordinaria rilevanza quali le Olimpiadi di Milano-Cortina”.
E’ poi intervenuta l’assessore lombardo ai Trasporti e Mobilità Sostenibile, Claudia Maria Terzi, rimarcando il ruolo centrale delle Olimpiadi: “L’appuntamento del 2026 conferma ancora una volta come Regione Lombardia sia una Regione del sì, e non del no, che anche attraverso le aziende partecipate come Milano Serravalle – Milano Tangenziali deve rispondere alle esigenze del territorio”.
“Ma le Olimpiadi rappresentano anche l’opportunità di dimostrare come gli interventi infrastrutturali vengano fatti con logica, non costruendo cattedrali nel deserto, bensì migliorare le strutture esistenti e realizzarne di nuove con l’occasione delle Olimpiadi, non esclusivamente per le Olimpiadi”, ha aggiunto.
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alessandro Morelli ha infine concluso dicendo che “è fondamentale riuscire a fondere l’interesse privato con quello pubblico, perchè è così che si raggiungono risultati con maggiore economicità e con tempistiche ridotte. Proprio per questo rilevante sarà il nuovo Codice dei contratti che rappresenta di fatto una norma “aperta” alla quale Parlamento, aziende pubbliche e private e associazioni di categoria, possono fornire il proprio contributo per suggerimenti e critiche costruttive”.
“Quando parliamo di sostenibiltià dobbiamo ragionare sopratuttto nell’ottica di realizzare opere per la sostenibilità umana, ovvero che riescano a coniugare il benessere delle persone e allo stesso momento garantire una maggiore sicurezza – ha aggiunto -. A questo proposito le Olimpiadi saranno l’esempio di come i grandi eventi possano, attraverso interventi infrastrutturali logici ed efficienti, lasciare al territorio migliorie, come quelle della viabilità, che cambieranno in meglio la qualità della vita di tutti noi per i prossimi decenni”.

– foto trl/Italpress –

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Regionali Lombardia, Pregliasco “Più attenzione a chi vive ai margini”

MILANO (ITALPRESS) – “La mia intenzione è essere vicino e orientare la politica regionale lombarda di attenzione ai più fragili, alle persone che sono ai margini della comunità ma soprattutto fare coesione sociale. C’è un’enorme quantità di persone in Italia e in Lombardia che hanno voglia di essere parte civile”. Lo ha detto Fabrizio Pregliasco, virologo e candidato alle elezioni regionali della Lombardia in una lista civica a sostegno di Pierfrancesco Majorino, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano Regionali” dell’agenzia Italpress.
Oltre alla sua attività e alla divulgazione scientifica, Pregliasco è impegnato da molti anni nel mondo del volontariato. Ora ha deciso di candidarsi alle elezioni regionali lombarde. “E’ necessario a mio avviso esserci – ha spiegato -, portare queste istanze, soprattutto quella che, per noi nell’ambito del volontariato, del terzo settore, delle fondazioni e delle cooperative, è una voce che manca”.
“Nel terzo settore c’è tanta importanza alla vicinanza con gli ultimi, con la disabilità. Bisogna essere nelle istituzioni – ha continuato -, quindi ho deciso di provare a mettermi a disposizione. Molte persone mi ascoltano e spero che gli elettori abbiano voglia di votarmi e votare la nostra coalizione”.
Il virologo si è soffermato anche sulla situazione del Covid. “Non si può – ha detto – definire per decreto legge o disposizione, anche dell’Oms, la fine di una pandemia. Siamo in una fase di convivenza con questo virus, che probabilmente avrà andamenti ondulanti. Speriamo come quelli di un sasso in uno stagno, quindi con un lento digradare, salvo l’insorgenza possibile. Per questo dobbiamo mantenere alta l’attenzione a varianti. E’ difficile per la politica e la sanità pubblica – ha continuato – equilibrare le esigenze di salute, quelle economiche e le problematiche psichiche che si sono create. Siamo in una fase difficile – ha aggiunto -, di necessità, di richiami vaccinali per i fragili, di attenzione e di buon senso”.
Nell’ambito delle proposte per la Lombardia, secondo Pregliasco è “importante cambiare la gestione della sanità” e rivedere “gli elementi di attenzione al territorio, ai disabili e ai soggetti più fragili che si è visto essere assolutamente carente”. Sul Covid, la Lombardia è “riuscita a tamponare” grazie “alle strutture ospedaliere ma ha fatto vedere – ha sottolineato – questa scelta negativa e disattenta verso tutto ciò che è il sociale, il sociosanitario e la lungodegenza, elementi importanti perchè teniamo conto che il 30% della popolazione lombarda è fragile e anziana”.
Inoltre, “il medico di famiglia – ha evidenziato Pregliasco – spesso non riesce a garantire una possibilità di presa in carico perchè non ha la possibilità di avere strutture e servizi intermedi a disposizione. In Lombardia abbiamo Rsa molto ben gestite e, nonostante un progetto regionale, non si sono aperte al territorio. Invece possono essere luoghi dove l’anziano o la persona con patologie croniche può riferirsi, in continuità con l’attività del medico, e rispondere a una quota di bisogni”.
Inoltre, in Lombardia non si “riesce a mettere a fattor comune le liste del pubblico e del privato”, ha affermato, parlando di “ampliamento e messa in comune soprattutto dell’attività del privato che in questo momento collabora”. “Una collaborazione, però – ha aggiunto -, che tenga conto dei bisogni dei cittadini. Ci vuole un’azione anche per far sì che non ci sia un eccesso di domanda”. Serve, quindi, “una pianificazione dell’attività di prevenzione”, ha spiegato.
Il diritto alla salute è anche uno dei temi dell’autonomia differenziata. “Credo che – ha affermato – questo percorso di riorganizzazione del rapporto tra Regioni e Stato sia importante. Al Consiglio di Stato una gran quantità di contestazioni è derivata da questa interconnessione e non chiara distinzione. Credo che tutto questo debba essere attuato in un percorso trasversale con le istituzioni”, ha aggiunto, parlando però di ciò che “sembra uno spot perchè quegli elementi che erano propri della prima proposta Calderoli – ha detto – in realtà sono stati annacquati. Per esempio la necessaria definizione dei Lep, i livelli essenziali di prestazioni, che devono essere definiti nell’arco di dodici mesi prima di poter andare oltre”.
“Credo che sia un percorso da fare perchè si è vista la difficoltà che, in base all’esempio del Covid, questa disomogenea organizzazione e non ruolo di regia da parte del livello nazionale ha fatto sì che ci fossero risposte diverse, a volte inefficienti. Si tratta – ha concluso – di trovare modalità per semplificare passaggi spesso difficili in termini di tempi di attuazione”.

– foto Italpress –
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La campagna per Ischia “a bordo” della Metro 5 a Milano per i 10 anni

MILANO (ITALPRESS) – In un attimo dal Sud al Nord andando in metro: un viaggio nel viaggio quello offerto dalla campagna #ThisisIschia che “sale a bordo” della linea 5 di Milano. Per i suoi dieci anni ed in occasione della Bit (Borsa Internazionale del Turismo) Metro 5 accoglie il Sud ospitando le immagini più suggestive di una delle perle del Mediterraneo. Oltre ad alcuni spazi all’interno della stazione di San Siro Stadio, anche un treno della Lilla si veste interamente dei colori di Ischia, grazie a una nuova iniziativa di comunicazione immersiva. Il progetto è voluto da Enit e Metro 5 con il Ministero del Turismo. Il taglio del nastro, alla presenza della ministra Daniela Santachè, si è tenuta stamane nella stazione di San Siro a Milano, dove ad attenderla c’erano l’amministratrice delegata di Enit Ivana Jelinic e l’amministratore delegato di Metro 5 Serafino Lo Piano. Presentare la campagna #ThisisIschia in uno degli hub a più alta frequentazione è un modo per celebrare una delle espressioni di bellezza della penisola e un esempio di solidarietà e unità per promuovere l’offerta turistica in una zona tragicamente colpita dalla frana e dall’alluvione dello scorso novembre.
“Non dimenticheremo mai la tragedia che si è abbattuta su Ischia – afferma Santanchè – e questa campagna è stata pensata proprio per evitare che si aggiungesse un’altra tragedia, ossia quella della perdita di flussi turistici. La stampa internazionale, infatti, aveva scritto di come Ischia fosse stata seppellita dal fango, e ciò ha causato tante, troppe disdette; di certo, noi non potevamo permettere che una realtà come Ischia, che fa del turismo la sua principale fonte di reddito, rischiasse di perdere la stagione turistica di Pasqua e quella estiva. Ecco perchè oggi siamo qui, ma anche a Roma, a piazzale Flaminio, e poi ancora alla Bit – aggiunge la ministra – per diffondere questa campagna che, sebbene ovviamente focalizzata su Ischia, va messa sotto il cappello di ‘Italià, che ricordiamolo, è il terzo marchio al mondo”.
“Ischia – dichiara Ivana Jelinic, ceo Enit – si fa capofila di un progetto di valorizzazione dei territori, anche i meno noti, raccontati attraverso gli occhi delle persone che li abitano. Condividere modelli e azioni su scala nazionale crea la giusta sinergia per una crescita armonica del turismo” . “Dopo le iniziative dedicate allo sport – commenta Serafino Lo Piano, amministratore delegato di Metro 5 – la Lilla è protagonista per comunicare le bellezze dell’Italia. Questa volta, grazie all’innovativa comunicazione immersiva, desideriamo aiutare Ischia e sosterremo in futuro altre destinazioni a supporto del turismo nel nostro Paese”.
Prosegue quindi anche a livello internazionale la campagna voluta da Ministero del Turismo e Enit che andrà avanti fino ad aprile 2023 nei principali hub italiani e internazionali con un’attenzione ai paesi da cui proviene il maggior numero di turisti interessati all’Italia quali Germania, Uk, Usa, Francia, Spagna e Benelux e vede il coinvolgimento degli eroi locali, cittadini, soccorritori e operatori duramente colpiti dalla frana dello scorso novembre.
I turisti potranno condividere i propri scatti autografati dell’isola che saranno rilanciati con l’hashtag dedicato e gli strumenti messi a disposizione dalla campagna realizzata da Enit per il ministero del Turismo. Inoltre una landing page dedicata consentirà di scegliere il proprio tour virtuale di Ischia in tempo reale e condividerla con utenti online. Quella per Ischia è una campagna che fa da apripista ad altre più ampie che saranno declinate in seguito anche su varie regioni italiane.

– foto: xa1/Italpress

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Senna “Formazione permanente e meno burocrazia per le Pmi lombarde”

ROMA (ITALPRESS) – Sburocratizzazione, formazione permanente e semplificazione del rapporto tra Stato e cittadini: sono i tre elementi su cui puntare per sostenere le piccole e medie imprese della Lombardia, secondo Gianmarco Senna, candidato del Terzo Polo al Consiglio regionale della Lombardia alle prossime elezioni, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo piano Regionali” dell’agenzia Italpress. “La politica è poco attenta alle piccole e medie imprese, si tende solitamente ad ascoltare i grossi gruppi, ma il 94% del nostro tessuto produttivo sono le Pmi”, con cui “ho dialogato in questi 5 anni come consigliere uscente e come presidente della Commissione Attività produttive. “La prima cosa che chiedono le piccole e medie imprese e la sburocratizzazione: non è possibile che un artigiano debba passare 240 ore all’anno a compilare scartoffie”, spiega.
“La seconda è la formazione: serve la formazione permanente, mancano tantissimi operai specializzati. In Lombardia abbiamo un tasso di disoccupazione intorno al 5%, circa 250mila persone, e mancano 50mila figure professionali: se riusciamo ad allineare questa differenza scendiamo sotto al 4%”, sottolinea. “La terza cosa è un problema legato al rapporto Stato cittadino, un “cambio di paradigma che si fa davvero fatica a portare avanti soprattutto nei contenziosi con lo Stato”, in cui “il cittadino è spesso la parte soccombente”.
Tra le altre questioni da affrontare c’è la sanità. “In Lombardia ci sono delle criticità”, la regione “ha bisogno di un tagliando”, ma “salviamo quello che di buono è stato fatto”, spiega. “La risposta non è quella ‘urlatà di Maiorino, che sa che queste elezioni non le vincerà mai. Sono convinto che la prospettiva del futuro sia avere un Terzo Polo che si consolida”.
Nel progetto del Terzo Polo “ci sono dei riformatori e dei liberali. Sto incontrando colleghi con cui prima ero avversario e con cui ho più punti di contatto che con gli ex colleghi di partito che si sono radicalizzati a destra”, dice a proposito della Lega. L’addio “è stata un scelta sofferta, ma sono fermo allo stesso punto di 5 o 10 anni fa. La Lega al 30% rappresentava una grande promessa, ma ho dovuto prendere atto che lo spazio di centrodestra che volevo e voglio occupare non è stato tenuto in considerazione”. Infine, sull’autonomia differenziata, spiega, “la ‘bandierinà che è stata portata via dal Consiglio dei ministri è un’operazione elettorale. Bisogna entrare nel merito dei contenuti”, sottolinea. “Fratelli d’Italia è un partito statalista e centralista, l’autonomia non è nel suo dna”.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Shoah, Segre svela totem binario 21 alla stazione centrale di Milano

MILANO (ITALPRESS) – Ricordare che da un luogo così dinamico e crocevia di tante culture come la stazione centrale di Milano sono partiti anche treni che portavano centinaia di persone verso la morte. Un ricordo troppo debole dato che molti non conoscono che dal tristemente noto binario 21 numerosi ebrei e oppositori politici sono stati condotti ai campi di concentramento.
Oggi, 79esimo anniversario dell’arrivo ad Auschwitz della senatrice a vita Liliana Segre, è stato svelato un totem informativo per indicare ai viaggiatori il luogo di partenza dei treni della morte, posto sotto lo scalo ferroviario.
Alla cerimonia hanno preso parte anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il presidente del memoriale della Shoah Roberto Jarach e l’AD di FS Luigi Ferraris.
Oltre a riportare indicazioni per raggiungere il memoriale, il totem trasmette un video di Liliana Segre che racconta di un luogo che ha rappresentato per molti l’anticamera di un incubo dal quale pochi sono rientrati.
“Partendo dal binario 21 ero arrivata ad Auschwitz in una giornata come questa. Separata da mio padre, ho iniziato una prigionia che mi atterriva man mano che capivo – ha ricordato Segre – La liberazione dalla prigionia per milioni di innocenti era un sogno, qualcosa di inimmaginabile, incredibile. Ci volle un anno e mezzo, fatto di giorni tutti uguali, dove sei incredulo di essere ancora vivo”.
E proprio sulla liberazione, la senatrice a vita ha esortato a “ricordare che c’è anche chi ci ha portato alla libertà. Gli americani non vanno mai dimenticati perchè sono loro, quei ragazzi in technicolor, che buttavano cibo e sigarette a tutti anche ai tedeschi: gli andavano incontro perchè erano poverissimi anche loro alla fine della guerra”.
“In una giornata di grande dolore per me, voglio ricordare che anche ai grandi dolori c’è una fine.
E anche per me oggi è la fine, nella mia stazione finalmente c’è un punto dove si ricordano le centianaia di persone (ebree, coraggiosi che scelsero di essere anti regime) e che questo segnale resti a ricordo di quello che è stato – ha proseguito Segre – Sono sicura che i viaggiatori (pochi o tanti) passeranno davanti al totem e avranno un pensiero perchè ormai siamo in pochissimi a testimoniare “io c’ero al binario 21”.
“Questo anno sono contento di come la città abbia partecipato, a partire dalle file al memoriale – ha commentato il sindaco Sala – Il memoriale della shoah è il centro della nostra riflessione, del nostro ricordo e del non dimenticare”
“Milano vuole preservare la memoria di chi ha sofferto e ha perduto la vita per colpa dei criminali nazifascisti, vuole preservare la memoria, vuole guardare al futuro per far crescere i giovani consapevoli”, ha concluso il primo cittadino.
Per il ministro Sangiuliano “è un dovere non dimenticare perchè la memoria non deve essere un mero fatto rievocativo. Deve servire a costruire in noi gli anticorpi contro ogni forma di violenza e di razzismo. Ricordare è fondamentale per non commettere gli stessi errori”.
“La stazione ha accettato un progetto della mia vicepresidente: abbiamo in Italia altri luoghi della Memoria. E’ stato quindi creato una rete che collegherà tali luoghi e ferrovie ci hanno garantito condizioni agevolative per i viaggi della Memoria”, ha invece annunciato il presidente del memoriale Roberto Jarach.
Per l’AD di FS Ferraris “se guardiamo oggi alla stazione centrale, vediamo un luogo simbolo di dinamismo, crocevia di culture ed eventi”.
“Non dobbiamo permettere che l’indifferenza faccia ancora parte del nostro vivere quotidiano. Dobbiamo sempre tenere vivo il ricordo soprattutto nelle giovani generazioni” ha concluso.

– foto: xh7/Italpress

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Milano, premiati i migliori panettoni artigianali della Lombardia

MILANO (ITALPRESS) – Valorizzare le produzioni artigianali dei territori per rilanciare sempre più l’immagine delle eccellenze enogastronomiche della nostra cucina. Un obiettivo ribadito oggi al Sophia Loren Restaturant di Milano in occasione dell’evento “Artigianato è tradizione. Panettone: il rilancio delle eccellenze agroalimentari lombarde” promosso da Fondazione UniVerde, Rotary Club Passport Innovation District 2110, Euro-Toques e Cna – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa. Proprio il celebre dolce lombardo è stato l’occasione per sottolineare l’importanza di tutelare i prodotti italiani, ma anche per dare merito a chi continua a mantenere viva la tradizione malgrado i tentativi di plagio e sofisticazione. Sono stati per l’appunto premiati i migliori artefici di panettone artigianale della Lombardia: la Pasticceria Comi di Missaglia in provincia di Lecco e la Pasticceria Mascale di Roncadelle nel bresciano. I rispettivi panettoni sono stati realizzati secondo i dettami della tradizionale preparazione lombarda, e valutati dagli chef anche in base all’utilizzo di lievito madre selezionatissimo e canditi artigianali senza additivi nè addensanti: per questo sono stati premiati con una nuova moneta da 5 Euro (fior di conio) della Serie “Cultura Enogastronomica Italiana” – Franciacorta e Panettone. “Noi vogliamo rilanciare il panettone perchè forse pochi sanno che è il prodotto dolciario italiano più conosciuto al mondo: in Italia lo mangiamo nel periodo natalizio, ma nel mondo lo trovi anche sempre. Il limite però è che è diventato un prodotto molto industrializzato. Dobbiamo quindi rilanciare la cultura artigianale: ecco perchè premiare gli artigiani lombardi del panettone. Anche perchè negli ultimi anni tutti i migliori panettoni d’Italia sono spesso realizzati in provincia di Salerno, di Napoli o in Lucania”, ha dichiarato il presidente di Fondazione Univerde, Alfonso Pecoraro Scanio. “Credo nell’identità territoriale e premiare in una pizzeria napoletana il panettone milanese tradizionale con artigiani delle province lombarde è un segno di quanto sia importante l’elemento unitario del nostro paese – ha proseguito – La cucina italiana è stimata come la migliore al mondo e con una varietà incredibile. Abbiamo sicuramente una grandissima tradizione, tante biodiversità e l’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali che volli da ministro dell’Agricoltura oggi conta più di 5mila prodotti da tutta Italia”. Il presidente Pecoraro Scanio ha poi rimarcato l’importanza di un’iniziativa che progressivamente sta entrando a regime: la campagna “No fake food”, realizzata in partnership con Euro-Tocques Italia, che sta per dotarsi di un osservatorio finalizzato all’individuazione e segnalazione dei casi maggiori di “italian sounding”, ovvero prodotti artificiali spacciati come produzioni genuine italiane. “C’è un festival di cose che con la scusa di essere ambientali cercano di sradicare le tradizioni. Non strumentalizziamo il tema ambientale per poi lasciarlo in mano al cibo anonimo delle multinazionali”, ha esortato Pecoraro Scanio. “Il Rotary Club Passport Innovation, sin dalla sua costituzione, è fortemente impegnato nella tutela dell’ambiente, della promozione sociale e della sostenibilità, intesa quest’ultima nella sua accezione più ampia. Proprio per questo motivo, il nostro Club ha aderito alla campagna #NoFakeFood, nell’ambito della quale è stata prevista la premiazione di un artigiano pasticcere lombardo autore del migliore panettone artigianale – ha commentato il presidente del Rotary Club Pass Innovation District 2110 Paolo Maltese – Il panettone, che è certamente un emblema della nostra tradizione gastronomica, oggi è molto diffuso nel mondo ma spesso si tratta di ‘imitazionì. Soltanto la tutela e il rilancio delle tradizioni locali e della qualità dei prodotti italiani potranno contrastare il ‘fake food’ e assicurarci un futuro sostenibile”. Per il Managing Director di Asacert e ideatore del Protocollo ITA0039, Fabrizio Capaccioli, “eventi come questo rappresentano un tassello importante verso la salvaguardia della nostra cultura e delle nostre radici gastronomiche, che fanno dell’Italia il Paese più apprezzato al mondo per la qualità e la salubrità dei cibi che siamo in grado di produrre”. “Premiare le eccellenze italiane è un modo per valorizzare beni prodotti ad arte da artigiani che ricercano materie prime di grande valore, così come accade per il panettone premiato oggi – ha aggiunto – Affermare il primato dei prodotti, degli chef e dei ristoratori italiani è la nostra missione contrastando il dannoso fenomeno dell’italian sounding, ovvero l’utilizzo di colori e denominazioni che ricordano quelli italiani, ma che di italiano hanno ben poco”.(ITALPRESS).

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Sala, Lagalla e Manfredi in Bocconi “Amministrare come manager”

MILANO (ITALPRESS) – Contrasto alle mafie, transizione energetica, management del patrimonio artistico e architettonico, sport e salute, cinema e moda: sono alcuni dei temi protagonisti della prima giornata del Festival del Management inaugurato questa mattina all’Università Bocconi di Milano e organizzato da Sima, la Società Italiana di Management. La prima delle due giorni del festival si è aperta con i saluti istituzionali dei sindaci di Milano, Palermo e Napoli, tutti e tre concordi sulla necessità di coniugare attività amministrativa e saper fare manageriale per affrontare la complessità del presente. “Di buona cultura manageriale c’è bisogno in Italia ovunque – spiega il milanese Giuseppe Sala – nelle imprese, nell’amministrazione pubblica e nel sociale. Ora, un pò con la difficoltà dei tempi e dei bilanci che dobbiamo gestire, e un pò con le sfide che ci pone la cittadinanza, per un Comune la capacità manageriale è assolutamente importante”. “Che ci piaccia o meno – prosegue – i tempi sono più complessi del passato e i cittadini sono molto esigenti. Per rispondere a tutte queste richieste dobbiamo essere capaci noi sindaci e amministratori, ma soprattutto dobbiamo avere una squadra capace, ben retribuita, con grande esperienza”. Assenso e rinforzo dall’omologo palermitano Roberto Lagalla: “La cultura manageriale reca con sè un principio fondamentale che è quello delle collaborazioni e delle sinergie, non solo tra le istituzioni ma anche con il terzo settore e il volontariato. Ai problemi complessi del presente si risponde così, secondo princìpi vincolanti di sussidiarietà verticale e orizzontale”. Per il collega di Palazzo San Giacomo Gaetano Manfredi, che sottolinea innanzitutto il “rapporto solido, di amicizia e collaborazione” con Milano, “quella del management pubblico, oggi credo sia una delle grandi sfide del Paese. Noi amministriamo città che hanno milioni di abitanti, città nelle quali bisogna gestire la quotidianità ma anche i grandi piani di sviluppo legati al Pnrr e alle sfide del momento. Per fare questo ci vuole competenza, organizzazione, scambio di buone pratiche ma anche innovazione, perchè quando si parla di management pubblico si ha a che fare con le persone, quindi l’aspetto delle valutazioni sociali diventa determinante nelle scelte di efficienza da mettere in campo”. Al centro dei lavori della mattina il contrasto alle mafie, con una tavola rotonda a cui hanno partecipato, tra gli altri, Pasquale Angelosanto, comandante dei Ros, Luciano Violante, magistrato e già presidente della Commissione parlamentare Antimafia e Maurizio Vallone, direttore della Direzione Investigativa Antimafia. Cosa c’entri il management con la mafia, Vallone lo spiega così: “Se noi dirigenti della pubblica amministrazione non siamo capaci di essere ottimi manager, non abbiamo la possibilità di organizzare i nostri uffici in maniera efficace ed efficiente, senza disperdere energie e soldi dello Stato e della comunità europea”. E se le mafie affinano i propri metodi ricorrendo a tecnologie d’avanguardia anche grazie alla sempre garantita disponibilità di professionisti esterni, allora, aggiunge Vallone, “i manager della Pa devono avere anche competenze di carattere scientifico, per amministrare meglio e rendere un migliore servizio a cittadini”. Geopolitica per la produzione e la supply chain, zone economiche speciali e management territoriale sono al centro della seconda e ultima giornata, sabato 4 febbraio. (ITALPRESS).

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Studentessa suicida a Milano, Rettore Iulm “Sgomento di fronte a tragico gesto”

MILANO (ITALPRESS) – “Care studentesse, cari studenti, care colleghe, cari colleghi, care collaboratrici, cari collaboratori, vi scrivo ancora attonito e sgomento di fronte al tragico gesto di una vostra compagna, una nostra studentessa, che ha deciso di togliersi la vita all’interno dell’Università. Non ci sono parole di fronte alla morte. Soprattutto di fronte alla morte di una ragazza di 19 anni, appena entrata in Università, che compie un gesto così estremo e senza ritorno. C’è un mistero, in un gesto così, c’è una ferita, c’è un dolore così grande, che chiedono solo di essere ascoltati, con rispetto, nel silenzio. Oggi però sento il bisogno di rivolgermi a tutti voi per farvi sentire la vicinanza mia personale e di tutto l’Ateneo. Anche se il gesto della ragazza ha motivazioni complesse e difficili da decifrare, la sua morte ha fatto emergere un disagio che non può essere ignorato”. Così in una lettera il rettore dell’Università Iulm, Gianni Canova.
“Da Rettore, con l’aiuto dei docenti e del personale tecnico-amministrativo, ho lavorato per fare di Iulm un luogo in cui tutti si sentano a casa, capiti e ascoltati – sottolinea -. Dove non siano i voti l’unico criterio di misurazione del valore.
Dove il pensiero critico, l’intelligenza emotiva e relazionale, la creatività, siano valori apprezzati. Dove tutte le sensibilità siano accolte e dove nessuno debba vergognarsi delle proprie fragilità. Non c’è riunione del Senato Accademico, delle Facoltà, dei Dipartimenti, del Consiglio di Amministrazione in cui non si ricordi che l’Università deve aiutare gli studenti a credere in sè stessi, dimostrando per prima cosa – giorno dopo giorno – che noi docenti abbiamo fiducia nelle ragazze e nei ragazzi che studiano da noi e con noi. Siamo consapevoli del difficile momento epocale. Sappiamo come l’esperienza della pandemia e del lockdown hanno fatto crescere in modo esponenziale le fragilità di un’intera generazione. Sappiamo che le richieste di aiuto ai nostri sportelli di counseling psicologico sono negli ultimi mesi più che raddoppiate. Le abbiamo affrontate e le stiamo affrontando. Continueremo ad ascoltare la voce di chiunque manifesti disagio, anche in sedi e momenti diversi da quelli consueti”.
“Proprio per questo, come professore ed educatore – prosegue il rettore Canova -, mi sento di ribadire che l’Università non può rinunciare alla sua missione primaria, che è quella di sviluppare in tutti l’amore per la conoscenza e per lo studio, con l’impegno di formare ogni studentessa e ogni studente a essere un cittadino responsabile e un professionista preparato. L’Università è un luogo dove apprendere e crescere. E crescere significa imparare ad affrontare la vita e le sue prove. Ieri, le parole che affioravano dolorose sui social si sono mescolate alle lacrime, lacrime di studenti, di genitori, di professori, di collaboratori. Queste lacrime sono il segno evidente di una comunità che si raccoglie attorno a un lutto terribile e di fronte alla tragedia di una ragazza che non è più tra noi si impegna a riflettere e a ripartire, ritrovando un rinnovato amore per la vita e per la conoscenza. Faremo il possibile perchè l’amore per la vita si torni a respirare in ogni angolo del nostro campus. Per la prima volta mentre comunico con voi non sono sicuro di aver trovato le parole giuste. Ma è giusto che in certi momenti anche un Rettore confessi le sue fragilità”, conclude il rettore Gianni Canova.
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