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Milano, una mostra per ricordare Dalla Chiesa a 40 anni dalla morte

MILANO (ITALPRESS) – Un eroe, un uomo, una persona che è riuscita a conquistare i cuori dei cittadini. Sono queste le immagini che permangono nel ricordo del generale Carlo Alberto dalla Chiesa nella mostra in suo onore inaugurata questa mattina al Palazzo Reale di Milano. La presentazione vuole ricordare il generale dei Carabinieri in occasione del 40esimo anniversario della sua morte: era il 3 settembre 1982 quando l’allora prefetto di Palermo, assieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo, fu assassinato da sicari mafiosi. La mostra, aperta gratuitamente fino al 26 febbraio, prodotta da Publimedia Srl e sponsorizzata tra gli altri da Unipol, è stata presentata oggi alla presenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala, dell’assessore comunale alla Cultura Tommaso Sacchi, dal secondogenito Nando Dalla Chiesa, dal curatore Andrea Pamparana e dal generale di Corpo d’Armata dei Carabinieri Gino Micale. Dopo l’esposizione a Roma, la mostra, che con fotografie, filmati e testi ricostruisce la vita di Carlo Alberto dalla Chiesa, approda a Milano, città che, negli anni del terrorismo, ha rappresentato una tappa cruciale nella vita del Generale e nella Storia d’Italia. “Milano rende omaggio non solo come atto dovuto, ma anche perchè crediamo che sia una cosa bella, giusta, di aiuto ai nostri giovani a capire e che sia un altro tassello nella nostra idea di fare memoria e costruire il futuro – ha dichiarato il sindaco Sala – Per la nostra città è stato molto importante nella sua permanenza, per il messaggio che ha lasciato. E’ stato un debito di sangue immenso, però è stata una delle pagine tristi da cui il paese è ripartito”. “Non so se esistano gli eroi, ma certamente se la nostra città e il nostro paese devono ricordare figure eroiche il generale lo è stato”, ha sottolineato il primo cittadino. Il percorso fotografico ricostruisce la vita di Carlo Alberto dalla Chiesa dai primi passi nell’Esercito, giovane soldato in Montenegro, il matrimonio con la prima moglie Dora Fabbo, le prime indagini in Sicilia dopo l’omicidio del sindacalista Placido Rizzotto, Luciano Liggio, boss di Corleone e primo nemico giurato del giovane capitano Carlo Alberto. Gli anni del terrorismo, tra Milano e Torino, l’arresto dei capi delle Brigate Rosse, le indagini dopo il delitto di Aldo Moro, la nomina nel 1982 a Prefetto di Palermo, il feroce agguato in via Carini la sera del 3 settembre 1982. Quella che emerge è quindi una figura poliedrica che mostra un uomo dedito allo stesso tempo alla famiglia e al servizio dell’Arma e dello Stato. Un’eredità che dura ancora oggi nel lavoro costante e incessante di uomini e donne in tutto il paese. Il “metodo Dalla Chiesa” ha infatti permesso di contrastare in maniera efficace tanto il terrorismo prima quanto la criminalità organizzata poi, con l’ultimo atto di rilievo avvenuto poche settimane fa con l’arresto di Matteo Messina Denaro. Proprio questo punto è stato sottolineato dal Comandante Provinciale dei Carabinieri di Milano, Iacopo Mannucci Benincasa. “Il Generale Dalla Chiesa è un eroe dei nostri giorni, che ha sacrificato la vita per il bene di questa Nazione, lasciandoci in eredità il metodo con cui condurre le indagini più difficili contro la mafia e il terrorismo. Un metodo fatto di alta specializzazione e approfondita raccolta di informazioni sul territorio, che ha portato i Carabinieri del ROS, insieme agli altri reparti dell’Arma, a catturare Matteo Messina Denaro, l’ultimo dei Corleonesi. Un successo questo che rende onore allo Stato e che dà coraggio e stimoli nuovi nella lotta quotidiana alla criminalità organizzata. Un altro successo del Generale Dalla Chiesa”, ha affermato. “Ognuna di queste foto potrebbe parlarci di momenti particolari del nostro paese. E’ una mostra che andrà in più città d’Italia e che parla di più città d’Italia. Mio padre si sentiva profondamente italiano. Ha amato tutte queste terre e queste città, ma credo che soprattutto Torino, Milano e la Sicilia abbiano rappresentato per lui davvero una parte profonda dei sentimenti degli italiani”, ha ricordato Nando Dalla Chiesa sottolineando il profondo legame che si è creato tra il padre e il capoluogo lombardo. Proprio su questo, il secondogenito del generale ha raccontato che “fu qui che fece la scelta di presentarsi in pubblico da solo in Piazza della Scala perchè arrivasse agli italiani il messaggio che non c’era il clima di pericolo su cui i terroristi puntavano per ricattare lo Stato”. “Fu qui che volle che si realizzasse in piazza Diaz il bellissimo monumento al Carabiniere che chiese al sindaco Tognoli di realizzare – ha continuato Dalla Chiesa – Ma quello che mi fece capire il sentimento popolare di Milano nei suoi confronti fu un episodio: se andò via prima che finisse la cerimonia. Io ero andato lì con mio figlio bambino e lui andò subito a salutare il nonno e ad abbracciarlo. Tutti pensarono che lui baciava i bambini e allora tutte le signore portarono i bambini oltre la transenna perché li baciasse. Doveva essere veramente amato perché succedesse qualcosa del genere, pensai.

Photo Credits: xh7

Il Metaverso entra nella campagna elettorale per le Regionali lombarde

MILANO (ITALPRESS) – Il Metaverso entra nelle elezioni regionali, che si terranno in Lombardia, offrendo ai candidati la possibilità di una campagna elettorale con un avatar personalizzato e un teatro virtuale come modalità nuova di presentarsi agli elettori, grazie alla tecnologia del Gruppo Metaword, società che ha sede in Milano, nella Galleria San Babila, il cui proprietario è Francesco Colucci.
I tecnici del gruppo Metaword hanno già predisposto uno studio virtuale, all’interno del quale i candidati alle politiche potranno realizzare comizi, incontri, interviste ed essere seguiti da milioni di persone. Gli spettatori potranno interagire con il candidato, come se fossero in presenza e sentire anche gli altri spettatori. In sostanza, si è all’interno di una sede in cui si svolge un vero e proprio comizio.
“Basterà scaricare un’applicazione ed iscriversi – si legge in una nota -: si avrà modo di assistere, in diretta, al comizio, senza spostarsi da casa. Il candidato, di conseguenza, potrà raggiungere più persone possibili”.
Il Gruppo Metaword ha già realizzato Mediametanews24, il primo telegiornale nel Metaverso che, a partire dalla seconda metà di febbraio, sarà trasmesso tutti i giorni da un’importante agenzia di stampa nazionale.
Il telegiornale sarà condotto dai giornalisti Biagio Maimone, Francesca Lovatelli Caetani e Marco Sutter, ai quali si aggiungeranno volti noti del giornalismo italiano.

– foto ufficio stampa Metaword –

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Riva ricorda Tavecchio “Combattente dal grande cuore”

MILANO (ITALPRESS) – “Un genuino combattente dal grande cuore”. Inizia con queste parole il messaggio che il presidente del Coni Lombardia, Marco Riva, dedica a Carlo Tavecchio, massimo dirigente del comitato regionale lombardo della Lega Dilettanti ed ex numero di Figc e Lnd. “Ci sono uomini di sport che hanno attraversato la vita di tutti noi lasciando un segno importante e a cui solo il tempo ha reso il giusto merito – scrive Marco Riva nel suo ricordo -. Carlo Tavecchio è stato, per chi ha avuto la fortuna di percorrere con lui anche soltanto un breve tragitto del suo percorso di vita sportiva, un punto di riferimento e fonte di ispirazione. La concretezza, la genuinità, la capacità di non mollare mai, di mettersi sempre in gioco e accettare le difficoltà a testa alta, con la consapevolezza che alla sconfitta segue sempre una nuova sfida nella quale trovare riscatto e soprattutto una grande passione per il suo mondo, il mondo del calcio; queste erano le caratteristiche che più di ogni altre lo rappresentavano al meglio. La sua schiettezza di pensiero, unita alla lucidità di visione politica e all’orgoglio di rappresentare il mondo del calcio ed in particolare il territorio, attraverso un’operosità costante, hanno tracciato un percorso all’insegna del lucido pragmatismo che è proprio di chi ama fare, invece che parlare”.
“Siamo debitori a lui, per la capacità di guardare sempre avanti e l’impegno profuso al servizio del mondo dello sport, caratteristiche che hanno senza dubbio illuminato la sua storia di dirigente sportivo – prosegue il presidente del Coni Lombardia -. Il nostro mondo oggi non lo perde, perchè il suo esempio è prezioso insegnamento che rimane, nel ricordo di tutti noi, parte imprescindibile del modo di interpretare la nostra missione: essere servitori di sport. Oggi il movimento sportivo lombardo non piange la sua scomparsa: con gratitudine celebra la sua memoria e la sua eredità destinata a rimanere per sempre nei cuori di tutti coloro che lo hanno conosciuto. Buon viaggio, Carlo, amico mio”, la conclusione di Marco Riva, mentre il Coni regionale sottolinea che insieme a “tutto il mondo sportivo lombardo”, “accoglie con dolore la notizia della morte di Carlo Tavecchio” ed esprime “il proprio cordoglio alla famiglia dell’amico, oltre che ex presidente della Figc e attuale numero uno del Comitato Lombardo della Lega Nazionale Dilettanti”.
– Foto Coni Lombardia –
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Inaugurazione anno giudiziario a Milano, meno pendenze ma si aggrava carenza personale

MILANO (ITALPRESS) – Problemi strutturali, sfide e necessità da affrontare per un’efficace amministrazione della giustizia. E’ questo il cuore degli interventi che oggi, nell’aula magna del Tribunale di Milano, hanno scandito l’inizio del nuovo anno giudiziario.
Ad aprire l’inaugurazione con un bilancio dell’attività dell’anno passato, è stato il presidente della Corte di Appello di Milano Giuseppe Ondei.
“Le sfide che il mondo giudiziario dovrà affrontare nei prossimi anni con coraggio e senza alcun indugio appaiono quasi al limite del possibile, anche se non si può ignorare che dai recenti dati forniti dal ministero della Giustizia e relativi al primo semestre del 2022 emerge che si è innescato un trend virtuoso che vede da qualche anno costantemente ridursi le pendenze dei processi civili e il tempo dei processi penali”, ha esordito il presidente puntualizzando allo stesso tempo che “essere efficienti è, però, una conquista continua e precaria che va faticosamente mantenuta nel tempo”.
Per Giuseppe Ondei, il mantenimento di questa linea è possibile soltanto grazie ad un intervento deciso che affronti problematiche quali “il numero carente dei magistrati, il problema dell’organizzazione delle circoscrizioni territoriali, l’eccessiva e sterile burocratizzazione e la carenza del personale amministrativo di cancelleria”. “Nel mondo della giustizia vi è un brulicare di iniziative di riforma finalizzate al raggiungimento degli obiettivi posti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per la rigenerazione del sistema giustizia. Questi obiettivi sono veramente ambiziosi se si considera che in cinque anni si dovrà ridurre del 25% il tempo dei processi penali e del 40% quello dei processi civili nonchè ridurre del 90% l’arretrato al 31 dicembre 2019”, ha spiegato Ondei lanciando allo stesso tempo un monito: senza un impegno concreto su tali criticità “queste riforme faranno la fine della polvere al vento”.
Particolarmente sentito nel discorso del presidente Ondei il passaggio sulle carenze di personale, un problema che rischia di estendersi all’intera regione.
“Diverse sezioni della Corte d’appello e la più parte dei Tribunali del Distretto lamentano sofferenze, pur in misure e modi diversi, quanto all’effettiva presenza dei magistrati: al 30 giugno scorso le relative scoperture vanno infatti dal 6,6% del Tribunale di Lecco sino al 24,33% del Tribunale di Pavia. In Corte di Appello per far fronte ad una carenza di organico di 22 unità sono arrivati solo 7 nuovi consiglieri – ha spiegato – C’è il serio pericolo che l’anno prossimo anche il virtuoso distretto di Milano possa iniziare a presentare dati negativi”.
La relazione del presidente della Corte di Appello si è poi spostata sul bilancio dei procedimenti svoltisi nel distretto di Milano nel corso del 2022. Il 29,9% ha riguardato reati contro il patrimonio, 7,7% gli stupefacenti (dato sostanzialmente stabile) e 7,5% reati contro la persona e la famiglia (in crescita). Seguono i reati contro la Pubblica Amministrazione (6,5%), mentre aumentano rispettivamente del 39% e del 9% i reati di bancarotta e tributari. Da segnalare anche l’aumento che riguarda le bande giovanili che si contendono il territorio con metodi violenti che per il presidente Ondei rappresenta un segnale di “grande preoccupazione”.
Ci sono però anche buone notizie. “Gli indici di performance degli Uffici giudiziari penali sono quasi tutti positivi nonostante un forte incremento delle sopravvenienze – ha spiegato Ondei – Il tempo che occorre per definire mediamente un fascicolo è di 293 giorni (105 in caso di persone detenute) contro i 701 giorni a livello nazionale. Le sentenze che hanno definito il giudizio con la prescrizione sono pari al 6% di tutte le definizioni della Corte di appello e solo il 6,3% delle sentenze pronunciate è stato oggetto di riforma in Cassazione”.
Risultati analoghi anche sul fronte della giustizia civile: solo 276 giorni per la definizione di un fascicolo contro la media nazionale di 578 ed appena il 4,5% di sentenze oggetto di riforma in Cassazione.
Ci sono tuttavia due fenomeni dei quali si è assistito ad un aumento preoccupante. Il primo riguarda la sezione immigrazione le cui sopravvenienze sono passate da 1.998 a 2.479.
Il secondo sono i suicidi nelle carceri, 15 solo nel distretto di Milano nell’ultimo anno. Per il presidente Ondei, “l’indice di sovraffollamento è passato dal 122% al 128,5%. Al 30 giugno 2022 i detenuti erano 6.520, ossia il numero più alto registrato tra tutti i distretti italiani. Tra questi 1691 sono quelli in attesa di giudizio”.
Nelle sue conclusioni, Ondei ha auspicato di “realizzare nel modo migliore le riforme partite in questo periodo e allontanare da ogni ulteriore proposta il magma fluido delle dichiarazioni demagogiche per fare spazio a un percorso partecipativo connotato da fruttuosa convergenza nel solco della Costituzione”.
Un quadro altrettanto articolato con al centro l’attualità del dibattito politico è stato al centro dell’intervento della Procuratrice Generale del Tribunale di Milano, Francesca Nanni.
“La situazione attuale è caratterizzata da tensioni di senso opposto, come ad esempio la riproposizione del vecchio conflitto fra politica e magistratura o le rivendicazioni di categoria da parte di alcuni operatori contrapposti ad altri – ha affermato – Si tratta di condizioni che andrebbero superate perchè solo in un clima di sincera e disinteressata unità possono svilupparsi idee e proposte volte a rinforzare su base razionale il concetto di bene comune e con questo promuovere un vero ed efficace cambiamento”.
Altro tema di attualità è la separazione della carriere, già oggetto dei referendum abrogativi sulla giustizia svoltisi nel giugno 2022. “Indicare la separazione delle carriere, si badi bene carriere e non semplicemente funzioni, fra giudici e pubblici ministeri come rimedio salvifico per il sistema penale, oltre a non corrispondere alla attuale realtà dei rapporti fra i vari attori del processo, ci sembra un atteggiamento limitato e riduttivo rispetto ai problemi, oltre che anacronistico e pericoloso se confrontato con la velocità di espansione e diffusione di nuove idee e tendenze”, ha sottolineato la Procuratrice Generale.
“Un pieno recupero del prestigio del CSM e rifuggire dalle logiche che hanno portato alle degenerazioni che hanno offuscato l’immagine del CSM” sono stati invece i passaggi principali dell’intervento del Sottosegretario al Ministero di Giustizia Andrea Ostellari. Per raggiungere questi obiettivi “occorre che vi sia la consapevolezza che quelle degenerazioni sono derivate da condotte non corrette all’interno del Consiglio ma hanno trovato alimento e ragion d’essere sotto il profilo della ricerca del consenso, in un indubbio affievolimento del principio costituzionale che i magistrati si distinguono fra loro solo per diversità di funzioni, con conseguenti forme di carrierismo che hanno determinato un’attribuzione di significati impropri”.
Riprendendo i punti toccati dal presidente Ondei, Ostellari ha dichiarato a nome del Governo che “il trattamento dei detenuti può e deve essere migliorato, anche con più opportunità educative e con il lavoro in carcere. La nostra massima attenzione è anche rivolta al fenomeno dei suicidi in carcere che non può essere trascurato in un paese civile”. Il sottosegretario ha infine ricordato l’evasione di 7 giovani dal carcere minorile Beccaria lo scorso 26 dicembre, citando le parole del cappellano don Claudio Burgio: “non esistono ragazzi cattivi, esistono ragazzi sofferenti che fanno soffrire”.
foto xh7 Italpress
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Denunciati due promotori del gruppo No-vax “Guerrieri ViVi”

GENOVA (ITALPRESS) – Identificati e denunciati dalla Polizia di Stato due promotori del gruppo No-vax “guerrieri ViVi”, in fase di oscuramento i loro canali di comunicazione in rete.
La Polizia di Stato di Genova, al termine dell’attività investigativa che un anno fa aveva consentito di denunciare ventiquattro appartenenti al gruppo No vax – no green pass denominato “guerrieri ViVi”, ha condotto alcune perquisizioni a Brescia, Verona e Matera, delegate dalla D.D.A. della Procura di Genova a carico di tre persone, di cui due indiziate di essere promotrici del sodalizio nell’ambito di un procedimento per associazione segreta e per istigazione all’interruzione di un servizio di pubblica necessità.
Il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Liguria ha identificato i capi dell’organizzazione dopo mesi di serrate indagini informatiche che hanno consentito di setacciare centinaia di chat su numerosi social e documenti postati in rete, scardinando l’anonimato che gli autori ritenevano di avere conseguito grazie all’utilizzo di reti VPN e del sistema di messaggistica Telegram.
L’attività di proselitismo e istigazione a delinquere del gruppo No-vax ha quotidianamente preso di mira rappresentanti istituzionali e appartenenti all’Ordine dei medici attraverso commenti “violenti”, postandoli in maniera coordinata e ripetitiva sui profili social delle vittime, soprattutto di chi esprimeva opinioni a favore dei vaccini, imbrattando con scritte in vernice rossa le sedi di alcune Asl, di hub vaccinali, ospedali, ordini dei medici, scuole, sedi di alcuni sindacati e testate giornalistiche.
Con la conclusione delle restrizioni legate alla pandemia, il gruppo No vax, “dichiaratamente ossessionato da ogni presunta forma di controllo – sottolineano gli investigatori -, non ha interrotto la propria attività di proselitismo, si è orientato verso gli argomenti dei sistemi di pagamento e di identità digitale, dei cambiamenti climatici, del 5G, ‘attaccandò in rete, con lo stesso modus operandi, talvolta anche con minacce, chi esprimeva opinioni a favore dello sviluppo di tali tecnologie o tematiche”.
Gli attacchi venivano coordinati su gruppi telegram creati ad hoc e sugli stessi gruppi venivano poi pubblicizzate le incursioni, con immagini o screenshot di quanto vandalizzato.
Create anche alcune sfide con cui i promotori invitavano gli adepti a compiere azioni illecite, come posizionare striscioni o adesivi ritraenti il logo del gruppo su sedi Istituzionali, in una sorta di gara che prevedeva un premio in bitcoin da assegnare all’autore dell’azione più eclatante.
Le perquisizioni eseguite dagli investigatori del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Genova, in collaborazione con gli agenti delle Digos di Brescia, Verona e Matera, e il coordinamento del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, presso le residenze degli indagati, i loro luoghi di lavoro e un maneggio in provincia di Brescia presso cui si incontravano, hanno consentito agli investigatori di acquisire evidenze informatiche di conferma dell’attuale operatività dei “ViVi” e di ritirare cautelativamente sei armi comuni da sparo, nella disponibilità degli indagati, regolarmente denunciate. E’ in corso il sequestro preventivo dei loro mezzi di comunicazione e propaganda in rete, emesso dal gip del Tribunale di Genova.
(ITALPRESS).

Covid, in Lombardia 48 decessi nell’ultima settimana

MILANO (ITALPRESS) – Sono 26 gli attuali ricoverati positivi al Covid nelle terapie intensive lombarde, mentre i ricoverati nei reparti ordinari sono 340. E’ quanto emerge dal bollettino settimanale emesso da Regione Lombardia. Dall’inizio della pandemia in regione si registrano 45.190 decessi, di cui 48 negli ultimi sette giorni (la settimana precedente erano stati 102). 4.036.774 dimessi guariti; 44.709.587 tamponi effettuati e 4.096.442 casi positivi.(ITALPRESS).

Photo Credits: www.agenziafotogramma.it

Messaggi di odio sul web a Liliana Segre, 20 indagati tra cui Chef Rubio

MILANO (ITALPRESS) – Sono venti le persone indagate a Milano, tra cui il noto personaggio televisivo Chef Rubio, per diffamazione a mezzo web, con l’aggravante della discriminazione etnica, razziale e religiosa, nei confronti della senatrice a vita e sopravvissuta ad Auschwitz, Liliana Segre. Le indagini sono state svolte dai carabinieri della sezione indagini telematiche del Nucleo Investigativo di Milano.
I venti sono titolari di diversi profili anonimi presenti in varie piattaforme social, che da ottobre a dicembre del 2022 avrebbero pubblicato post e commenti diffamatori e antisemiti nei confronti della Segre. L’indagine è partita da denunce sporte dalla stessa senatrice a vita lo scorso 6 dicembre nella caserma dei carabinieri di via Moscova a Milano.
L’identificazione dei profili social anonimi, sottolineano gli inquirenti, si è resa possibile grazie ad un’attività di web patrolling che ha consentito di incrociare le informazioni scandagliate in rete, con dati anagrafici, dell’internet provider e delle banche dati in uso dalle forze di polizia.
Le persone identificate hanno un’età compresa tra i 21 e i 70 anni. Quattro di loro vivono in Calabria, tre in Veneto e nel Lazio. Uno solo è di Milano. Nessuno di loro è militante in contesti organizzati, solo uno, residente a Pietrasanta, ha un precedente per manifestazioni a favore del disciolto Partito Fascista (il classico saluto romano).
Per quanto riguarda la professione delle persone deferite, ci sono assicuratori, agenti di commercio, impiegati, due medici (uno dei quali è un oncologo), un mediatore creditizio, oltre al noto Chef Rubio.

– foto agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).

Milano, al Memoriale della Shoah murales su “i Simpson deportati”

MILANO (ITALPRESS) – “Binario 21 I Simpson deportati ad Auschwitz” sono i nuovi murales dell’artista aleXsandro Palombo apparsi sui muri del Memoriale della Shoah alla Stazione Centrale di Milano (Binario 21) per celebrare la Giornata della Memoria. Le opere di Palombo sono un inciampo visivo contro l’indifferenza: l’artista ritrae la famiglia Simpson deportata nei campi di concentramento nazisti e realizza due murales simbolici che raccontano il prima e il dopo la deportazione. Dal “Binario 21” della stazione centrale di Milano centinaia di ebrei venivano caricati su vagoni bestiame diretti ai campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau, Mauthausen, Bergen-Belsen, Flossenbùrg, Ravensbrùck, Fossoli e Bolzano. La prima opera è un ritratto della famiglia prima della deportazione, nella seconda i Simpson ormai prigionieri appaiono emaciati, scheletrici e con addosso le divise a righe dei campi di concentramento, privati della dignità. Una riflessione sul male assoluto che è stato il nazismo, un monito a custodire la memoria e a non permettere al tempo di farla cadere nell’oblio.
Per ricordare l’olocausto e stigmatizzare il male, l’artista usa il suo linguaggio neo pop celebre per l’utilizzo dei cartoon e da sempre vicino alla sensibilità dei giovani “Queste opere sono un inciampo visivo che ci costringono a vedere quello che non vediamo più. Le cose più terribili possono diventare realtà e l’arte ha il dovere di ricordarle perchè è un potente antidoto ai rischi dell’oblio. Bisogna trasmettere senza filtri l’orrore del genocidio ebreo alle nuove generazioni per proteggere l’umanità da altri orrori come la Shoah.” ha dichiarato aleXsandro Palombo. Le opere di Palombo sono riconosciute in tutto il mondo per lo stile riflessivo, colorato e irriverente che trae ispirazione nella cultura pop e per l’uso dei cartoon. Non è la prima volta che l’artista affronta il tema della Shoah, i suoi lavori sull’olocausto sono stati pubblicati e analizzati in importanti saggi internazionali tra cui “Holocaust Icons in Art: The Warsaw Ghetto Boy and Anne Frank” scritto dall’autorevole storica israeliana Batya Brutin, critico d’arte e ricercatrice di arti visive della Shoah in Israele e nel mondo, vincitrice dello Yad Vashem award alla carriera nel campo dell’educazione all’Olocausto.(ITALPRESS).

Photo credits: ufficio stamp Alexsandro Palombo