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Il ministro della Salute libico visita ospedali del Gruppo San Donato

MILANO (ITALPRESS) – Il Ministro della Salute della Libia Ali Muhammad Miftah Al-Zinat accompagnato da una delegazione in rappresentanza dei Ministeri della Salute e dell’Istruzione ha concluso la sua visita agli ospedali del Gruppo San Donato. Accolto da Kamel Ghribi, vicepresidente del Gruppo San Donato e presidente di GSD Healthcare Middle East, il ministro libico ha visitato questa mattina l’IRCCS Policlinico San Donato dove è stata presentata l’area cardiovascolare con alcuni degli specialisti di punta, tra cui il cardiochirurgo Lorenzo Menicanti, l’aritmologo Carlo Pappone e il cardiologo pediatrico Mario Carminati. Nel pomeriggio la delegazione si è recata anche all’IRCCS Ospedale San Raffaele.
“La visita – si legge nell anota – anticipa un accordo di collaborazione che sarà firmato a breve con il Gruppo San Donato per favorire la formazione di medici libici sia in Italia sia a distanza, grazie a strumenti digital messi a disposizione dal gruppo stesso”.
“L’accordo punta, inoltre, all’invio nel nostro Paese di pazienti in ambito oncologico, cardiovascolare e ortopedico. I contatti tra il Ministero della Salute libico e il Gruppo San Donato erano già partiti quest’estate, dato lo stato di forte crisi in cui versa la sanità libica, dopo la fine degli scontri che hanno dilaniato il paese negli ultimi anni. La sanità italiana diventa quindi protagonista per rafforzare la relazione bilaterale tra il nostro Paese e la Libia” conclude la nota.
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Incendio in ex Covid hotel a Milano, nessun ferito

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MILANO (ITALPRESS) – Alta colonna di fumo dai piani alti dell’hotel Michelangelo, ex covid hotel, nei pressi della Stazione Centrale di Milano. La struttura era vuota, ad eccezione di 8 operai, tutti incolumi. Da quanto si apprende da Areu (Agenzia regionale emergenza urgenza) le fiamme sarebbero divampate in prossimità del vano dell’ascensore, che ha fatto poi da ‘camino’ al fumo, convogliato così verso i piani superiori, per poi uscire in maniera imponente all’esterno dell’albergo. Sul posto i vigili del fuoco. In loco è arrivata anche un’ambulanza, ma, da Areu, chiariscono che si tratta di un servizio prudenziale, non collegato a feriti, che, non risultano.
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Vaccino, in Lombardia superate 91 mila dosi fatte in un giorno

MILANO (ITALPRESS) – Anche ieri, per il secondo giorno consecutivo in Lombardia, sono state superate le 91 mila somministrazioni di vaccino anti Covid. Lo riferisce oggi l’assessorato al Welfare della Regione Lombardia, precisando che le somministrazioni “nell’ultima settimana sono state 550 mila, con una media di 78.661 dosi al giorno”.
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Oltre 2 milioni per Macbeth in Tv, Fuortes: “Grande pagina di cultura”

MILANO (ITALPRESS) – “E’ stata una grande pagina di servizio pubblico nel segno della cultura e della speranza”. Così l’Amministratore delegato della Rai, Carlo Fuortes, commenta il risultato d’ascolto del Macbeth di Verdi che ha aperto la stagione del Teatro alla Scala, trasmesso da Rai Cultura in diretta su Rai1 e seguito da 2 milioni e 64 mila persone, con uno share del 10,5 per cento.
“La missione della Rai – prosegue Fuortes – che è anche la nostra sfida, è quella di portare l’opera a tutti. Perchè la grande musica è di tutti. Lo facciamo durante tutto l’anno, trasmettendo spettacoli e concerti da tutta Italia e anche dall’estero. Ma una volta l’anno, il 7 dicembre, lo facciamo ancora più certi di contribuire alla diffusione della cultura musicale. Un ringraziamento particolare va a tutto lo staff della Rai, impegnato per settimane nelle riprese dello spettacolo. E naturalmente alla Scala, al maestro Riccardo Chailly, al regista Davide Livermore, al cast, all’orchestra, al coro e a tutte le maestranze coinvolte”.
“Tutti noi siamo stati lontani dai teatri per lunghi mesi, a causa dell’emergenza sanitaria – conclude Fuortes – mesi durante i quali la Rai ha moltiplicato la sua offerta culturale. Oggi deve tornare in ognuno di noi la voglia di andare a teatro. E ci auguriamo che il successo del Macbeth possa contribuire anche a questo”.
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Alla Scala successo per Macbeth, ovazione per Mattarella

Con una standing ovation di 5 minuti all’indirizzo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è alzato questa sera il sipario sulla prima alla Scala. L’evento culturale che apre la stagione lirica dell’iconico teatro milanese, tra i più attesi in Italia e non solo, si è svolto quest’anno con la partecipazione del pubblico. Una presenza non scontata, considerando che molti teatri europei sono ancora chiusi a causa del Covid. L’opera inaugurale è stata il “Macbeth” di Giuseppe Verdi, eseguito in versione moderna, sulla trama del noto dramma scritto da William Shakespeare. Sul podio il direttore musicale della Scala, Riccardo Chailly, con la regia di Davide Livermore, e un grande cast con interpreti principali Luca Salsi, Anna Netrebko, Francesco Meli e Ildar Abdrazakov. Ad assistere dal palco reale il capo dello Stato affiancato dalla figlia Laura, che ha assistito all’ultima performance scaligera di Sant’Ambrogio del suo settennato presidenziale e, anche per questo, accolto oltre che dagli applausi da un coro di “bis, bis”, una sorta di “appello” per chiedergli di non lasciare il suo posto istituzionale. Nei posti d’onore sedevano anche la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, il ministro della Cultura, Dario Franceschini, accompagnato dalla moglie, e autorità locali, tra cui il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, con la compagna Chiara Bazoli, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana e l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi. Lo spettacolo è andato in scena in una sala gremita e addobbata con migliaia di fiori, regalati dallo stilista Giorgio Armani (dalla scorsa primavera socio sostenitore della Fondazione scaligera), anch’egli presente, insieme alla nipote Roberta. Il Macbeth andato in scena è un uomo dei nostri tempi, in giacca e doppio petto, ma con la stessa mente assetata di potere del giovane soldato scozzese ideato da Shakespeare, che pur di diventare re di Scozia, compie l’omicidio del sovrano Duncan, spinto dalla moglie. Quest’ultima, lady Macbeth, è una donna dei salotti buoni, presentata in scena vestita di rosso, oro e una stuoia di pelliccia nera, mentre sorseggia whiskey e fuma una sigaretta. Re Duncan assomiglia invece a un amministratore delegato o al presidente di una grande azienda, in completo scuro, giacca e cravatta, e scintillante corona d’oro, applaudito e osannato dai sudditi-lavoratori. Tre le personalità di spicco presenti alla prima, alcune accolte dal sovrintendente della Scala Dominique Meyer, la senatrice a vita Liliana Segre, il ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi, il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, l’ex premier Mario Monti con la moglie Elsa, l’ex ministro Pier Carlo Padoan, il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e Massimiliano di Silvestre, presidente di Bmw Italia. Tra le star del mondo dello spettacolo il tenore Placido Domingo, il ballerino Roberto Bolle, Cesare Cremonini, Manuel Agnelli, Diodato, Luca Argentero e Alessandro Cattelan. A rendere la performance ancora più unica le scenografie maestose disegnate da Giò Forma, fatte di cieli enormi, con nubi grigie, nere o rosso fuoco, palazzi, grattacieli, salotti, statue, simboli di potere e un ascensore più simile a una gabbia, che rinchiude gli assassini, Macbeth e la sua lady. Nell’allestimento è forte la presenza di Milano, non solo nell’architettura ma anche nella moda: il costumista Gianluca Falaschi ripercorre gusti e tendenze della creatività milanese degli ultimi decenni, presentando sul palco creazioni eleganti e lussuose per la corte in netto contrasto con la monocromia della folla, vestita di abiti diversi per foggia e tonalità su una stessa tinta di base. Al termine della rappresentazione tanti gli applausi, oltre 10 minuti, da parte del pubblico per cast e regista. Un grande spettacolo quello di questa sera alla Scala, che certamente aumenta la fiducia nella ripartenza del Paese, contribuendo a rilanciare l’immagine dell’Italia nel mondo, come simbolo di inesauribile arte e cultura.
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La grammatica del nuovo mondo nel libro di Filippo Poletti

MILANO (ITALPRESS) – “Radicale come la prima, la seconda, la terza e la quarta rivoluzione industriale. E’ la rivoluzione u-niversale del covid, quella che ha cambiato per sempre la nostra vita. Non solo, dunque, una tragica emergenza sanitaria con più di 133 mila morti e oltre 5 milioni di casi confermati in Italia tra il 2020 e il 2021, ma anche un cambiamento epocale”.
E’ la lettura proposta dal giornalista e top voice di LinkedIn Italia Filippo Poletti nel libro “Grammatica del nuovo mondo” attraverso la presentazione di 50 parole chiave a partire da 50 racconti di cronaca: edito da Lupetti, il libro ordina i vocaboli alfabeticamente presentandone l’etimologia, andando dalla A di Aurora alla G di “grazie”, dalla I di “italiani” alla S di “smart working”, fino alla U di “umanità”.
Tra le parole del nuovo mondo ci sono aggettivi che hanno invertito la loro valenza (come positivo, diventato un termine negativo) ed espressioni che hanno assunto nuovi valori (come RT, il re-tweet del social media Twitter utilizzato oggi per indicare il tasso di contagio, o “mani pulite”, e-spressione legata nell’immaginario collettivo all’inchiesta giudiziaria di cui sta per ricorrere il tren-tennale e dal 2020 raccomandata da tutte le autorità come norma igienico-sanitaria).
Nel dizionario di Poletti figurano lemmi diventati di uso comune come mascherina, smart working, infodemia o memorabilia dal nome dell’iniziativa pavese di raccolta di ricordi tra gli an-ziani promossa dallo Spazio Geco a partire dal 2020. Tra i termini c’è anche “paziente”, legato nella memoria degli italiani al caso di Codogno di Mattia Maestri: la sua vicenda, raccontata dai media nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2020, “è un invito a riflettere – scrive Poletti – come di fronte al male tutte le persone hanno la stessa dignità e devono essere curate nel miglior modo perchè, come dimostra la storia a lieto fine di Mattia, per tutti ci può essere un futuro luminoso”.
Nella grammatica pandemica, introdotta dalla premessa del filosofo Salvatore Veca e completata dalla postfazione dello psicanalista Luigi Ballerini, trovano spazio nomi propri di persona che hanno contribuito a scrivere le pagine del nuovo mondo: è il caso della piccola Aurora Maria Pe-rottino, nata a Moncenisio in Piemonte nelle settimane seguite allo scoppio del coronavirus, dopo anni che il secondo Comune più piccolo d’Italia non vedeva più una culla riempirsi. E’ il caso, a proposito di persone, del capitano campano della Diamond Princess, Gennaro Arma, ultimo a scendere dalla nave posta in isolamento dal 5 al 27 febbraio 2020 nel porto di Yokohama in Giap-pone.
Oppure, ancora, dell’infermiera di Cremona Elena Pagliarini, addormentatesi sul tavolo di lavoro e immortalata in rete, della ricercatrice dello Spallanzani di Roma Francesca Colavita, a cui si deve l’individuazione della sequenza del nuovo coronavirus, dei nonni emiliani Alma Clara Corsini e Alberto Bellucci, ribattezzati da Poletti “nonni Speranza” dopo aver sconfitto la malattia respiratoria all’età di 95 e 100 anni. Ed è il caso – prosegue Poletti nel racconto persona-centrico – del presidente dell’Inter Steven Zhang, autore dell’invettiva “pagliacci” indirizzata al presidente della Lega dei professionisti della Serie A Paolo Dal Pino in vista del match Juve-Inter all’inizio della pandemia, e dell’imprenditore veronese Gian Luca Rana con il super stipendio elargito a Na-tale ai dipendenti.
A completare il libro, accanto alla sitografia, alla socialgrafia e all’appgrafia, c’è l’ecatòmeron ossia la cronaca dei primi 100 giorni del contagio: “L’arrivo del coronavirus in Italia – puntualizza Poletti – deve essere datato al 30 gennaio 2020, quando furono scoperti i primi due casi positivi al nuovo coronavirus: si trattò di due turisti di nazionalità cinese, originari della provincia di Wuhan, ricoverati all’istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani”.
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Università, Mip Politecnico Milano tra migliori Business school in UE

MILANO (ITALPRESS) – MIP Politecnico di Milano, la Graduate School of Business che fa parte della School of Management dell’ateneo milanese, migliora ulteriormente la sua posizione al vertice delle migliori business school in Europa anche per quest’anno. Secondo il Financial Times European Business Schools Ranking 2021, reso pubblico oggi, il MIP scala fino al secondo posto a livello europeo tra le migliori scuole appartenenti a un’università tecnica (il Politecnico di Milano, appunto) dietro solo all’Imperial College Business School (UK). L’anno scorso era terza. La conferma dell’eccellenza dell’offerta formativa del MIP si evidenzia anche dal miglioramento della classifica generale, dove la business school milanese si posiziona al 37esimo posto su 95 classificate.
Vittorio Chiesa e Federico Frattini, rispettivamente Presidente e Dean del MIP Politecnico di Milano hanno dichiarato: “Posizionarci in zona di vertice di questa classifica tra le business school che fanno capo a università tecniche d’Europa è il riconoscimento dell’efficacia degli sforzi e degli investimenti fatti in questi mesi complicati per garantire continuità della nostra offerta formativa. I ranking sono sicuramente uno degli elementi chiave per indirizzare le preferenze dei manager in cerca di upskilling, quindi non possiamo che essere soddisfatti per questa conferma. Ma sappiamo che, al di là dei ranking, c’è anche un valore reputazionale che rafforza il nostro ruolo di punto di riferimento per la formazione. Le certificazioni ottenute negli anni e il sempre più ampio network di aziende con cui lavoriamo fanno del MIP un’eccellenza nel campo del lifelong learning e un approdo sicuro per chi, a ragione, lo ritiene una chiave per competere in un mercato sfidante”.
Anche la qualità dei singoli percorsi di formazione erogati dal MIP viene riconosciuta dal ranking del Financial Times per il 2021 che premia due Master con un avanzamento in classifica. L’MBA (Master in Business Administration) e l’EMBA (Executive Master in Business Administration) si posizionano rispettivamente al 34esimo e al 54esimo posto guadagnando rispettivamente quattro e due posizioni rispetto al 2020. Relativamente agli Executive MBA migliora anche la valutazione del salario (Salary Today / Salary Increase), vale a dire il livello di retribuzione di un manager a tre anni dalla graduation al MIP e la relativa differenza rispetto al periodo pre-Master: in media lo stipendio degli Alumni MIP dopo aver completato il Master cresce del 53%.
Nella top 10 del ranking del Financial Times, limitatamente alle business school “modello” MIP, vale a dire quelle appartenenti a un’università tecnica, la School of Business del Politecnico di Milano precede la Aalto University (Finlandia), Tum School of Management (Germania) e Institut Mines – Telecom Business School (Francia).
L’offerta formativa d’eccellenza del MIP comprende annualmente circa 40 Master, tra cui anche 7 MBA ed Executive MBA, 200 programmi executive open e diversi corsi di formazione progettati su misura per aziende.
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Ad Assago la consegna dei bonus bebè

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ASSAGO (ITALPRESS) – L’Amministrazione comunale di Assago, consapevole del fatto che la famiglia costituisce l’elemento costitutivo fondamentale dell’ordinamento sociale e, nel contempo, la risorsa vitale per l’intera collettività, ha deciso di porla al centro delle proprie politiche sociali con l’intento di favorirne la nascita e di sostenerne concretamente il cammino, anche con iniziative di supporto al reddito. Difatti, sabato 4 dicembre 2021, il Comune di Assago, presso la Sala Castello, ha elargito un contributo economico, definito “Bonus Bebè”, il cui importo è di 200 euro, a favore dei nuovi nati/adottati nell’anno 2020, al fine di sostenere le famiglie nell’impegnativo compito di accudimento e cura.
Ad Assago sono state registrate 75 nuove nascite e, pertanto, 75 famiglie hanno ricevuto il Bonus Bebè dal Sindaco Lara Carano.
Il Comune di Assago ha aderito, altresì, all’ iniziativa “Ogni bambino nato è un bambino salvato”, donando ai piccoli anche le bambole “Pigotte”, mediante una donazione all’UNICEF che consentirà di fornire ai bambini, che vivono nei Paesi in via di sviluppo, un kit salvavita, composto da vaccini, dosi di vitamina A, kit ostetrico per un parto sicuro, antibiotici e una zanzariera antimalaria. “Destinare un contributo per i bambini di Assago e, conseguentemente, aiutare altri bambini che vivono in Paesi disagiati è un dovere sociale ed umano” ha dichiarato il Sindaco Lara Carano, la quale ha aggiunto:”Diverse saranno le iniziative a cui daremo corso per aiutare le famiglie che hanno bambini, proprio in quanto la famiglia costituisce per noi un pilastro fondamentale della società”.
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