MILANO (ITALPRESS) – “Sulla delusione di Bernardo non saprei dire, io per esempio non lo sto a giudicare come medico, perchè suppongo sia capace. Mentre invece mi sembra che lui non abbia esperienza amministrativa e in questo momento è una mancanza grave. Nel prossimo anno e mezzo a Milano ci giocheremo tantissimo: bisognerà far arrivare i fondi del Recovery fund e dovremo poterli spendere in un lasso di tempo breve; il che presuppone anche una certa conoscenza della macchina comunale. E non possiamo certo permetterci di far fare l’apprendistato a Bernardo”. Così, in un’intervista a La Stampa, il sindaco di Milano Beppe Sala, all’indomani della presentazione del candidato dal centrodestra alle elezioni per il primo cittadino, Luca Bernardo.
“E’ un dato di fatto che Bernardo sia il candidato di Salvini e quello che è successo ieri con l’assenza di Giorgia Meloni alla presentazione del loro candidato, un pò lo dimostra – sottolinea -. Poi è anche evidente che le mire della Lega su Milano ci sono da sempre. Dopodichè io posso dire che sono un gran lavoratore e non guardo in faccia nessuno. Questa è la mia storia. Il mio vantaggio è che non devo parlare sempre al futuro, facendo tante promesse. Tutti hanno visto quello che ho fatto: prima Expo e ora il sindaco, non perdendo tempo con i salotti ma lavorando duramente”.
Per il sindaco di Milano, una tattica di Salvini “è non alzare il livello del dibattito e pensare che i cittadini capiscano poco. Se no, non si capirebbe come può permettersi di dire che sta aspettando il suo turno per la vaccinazione e che la farà ad agosto. Ma ci prende per stupidi?”.
“Vedo con piacere – aggiunge Sala – che la Moratti si sta dissociando dalla linea di Fontana e sta considerando invece l’opzione Green Pass. Vede, io ragiono da cittadino e personalmente mi sento più rassicurato se sono in un luogo chiuso e so che anche gli altri sono vaccinati. Dopo la prima ondata, quando ci hanno detto che all’aperto potevamo togliere le mascherine, molti lo hanno fatto. Io però girando per Milano vedo ancora tanta gente che alla mascherina non rinuncia. E’ chiaro che tanti hanno ancora paura, non si fidano. E del resto in Francia l’annuncio di Macron sul Green Pass ha fatto scattare le prenotazioni: due milioni in due giorni, il che non è poco”.
In merito alla sua richiesta di anticipare le elezioni a settembre nel timore di una quarta ondata, spiega: “Che ci siano situazioni preoccupanti soprattutto a livello internazionale, vedi Inghilterra, Francia o Israele, è un dato di fatto; che anche da noi possa esserci una recrudescenza non è da escludere. E allora mi chiedo: dobbiamo mettere a rischio i milanesi perchè il centrodestra non vuole fare la raccolta delle firme per le liste elettorali in agosto? Andare alle urne nel momento in cui potrebbe esserci il rischio di una ripresa della pandemia è una follia. E poi si era detto che avremmo votato tra metà settembre e metà ottobre. Quella è la finestra. Se chiedo che si scelga la prima metà, non mi sembra di fare il ‘furbò. Inoltre bisogna tenere conto di altri 15 giorni per eventuali ballottaggi”.
Secondo Sala “più che singole leggi è proprio la complessità e l’incertezza del sistema a rendere difficile fare il sindaco. Ma le pare normale che ci sono molti casi in cui la Corte dei conti arriva a sentenza dieci anni dopo il fatto? Viviamo nell’incertezza totale. Ti possono arrivare addosso questioni che nemmeno immagini. Ma a parte le leggi, il fatto che non si trovino sindaci è un problema complesso: intanto lo stipendio, e lo dico non per me, che andrebbe decisamente alzato. E poi il Covid ci ha fatto ripensare alla qualità della vita che non è così alta come da un mestiere così bello ci si potrebbe aspettare”.
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Milano, Sala “Bernardo non ha esperienza amministrativa”
Covid, Moratti “Basta con la logica dei lockdown generalizzati”
MILANO (ITALPRESS) – “Basta con le chiusure che derivano dalle zone rosse, arancioni e gialle, che limitano la libertà delle persone e penalizzano tante imprese e pubblici esercizi che hanno bisogno di lavorare. Basta con la logica dei lockdown generalizzati”. Lo ha detto la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia Letizia Moratti in un video diffuso alla stampa. “In Lombardia la campagna vaccinale sta andando molto bene – ha aggiunto Moratti -, abbiamo il 70% di popolazione che ha aderito alla campagna vaccinale, il 75% ha già ricevuto la prima dose, e il 50% ha completato il ciclo vaccinale. Occorre dunque valorizzare la campagna vaccinale e permettere a tutti coloro che sono vaccinati di accedere liberamente dove vogliono, in modo tale da poter garantire libertà alle persone e non avere la penalizzazione delle imprese che lavorano e che hanno bisogno di lavorare”.
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Milano-Cortina, Fontana “Regione protagonista di intervento eccezionale”
MILANO (ITALPRESS) – “Il Villaggio di Milano è una delle opere più importanti di tutto il masterplan olimpico. Sarà il cuore dei Giochi in Lombardia del 2026”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo alla Triennale di Milano, alla presentazione del Masterplan del Villaggio Olimpico per i Giochi invernali del 2026 dove vivranno per alcune settimane gli atleti con i loro tecnici e tutti coloro che prenderanno parte allo svolgimento dell’evento. “Il Villaggio Olimpico, oltre che un’infrastruttura indispensabile ai Giochi – ha spiegato Fontana – è anche uno dei più grandi lasciti, in termini di strutture, che le Olimpiadi daranno alla città di Milano, al centro del progetto di rinnovamento e di rigenerazione urbana che Regione Lombardia ha da tempo promosso insieme agli altri soggetti firmatari dell’Accordo Scali”. “Insieme a tutte le altre opere strutturali e infrastrutturali previste per i Giochi e finanziate prevalentemente da Regione Lombardia e dal Governo italiano – ha aggiunto il governatore – il Villaggio si inserirà in vasto piano di investimento e rilancio del capoluogo e dell’intera regione che comprende anche l’area di Santa Giulia, l’area dell’ex Palasharp, le infrastrutture viarie e ferroviarie, le vie di accesso alla città e i collegamenti con la Valtellina”.
“Tutto questo – ha concluso il governatore – è ancor più importante oggi, in un momento in cui i territori, l’economia e l’occupazione hanno bisogno di riprendere slancio. Tempo fa avevamo chiesto a due università di Lombardia e Veneto di stimare gli impatti economici dei Giochi. Erano stati previsti circa 36 mila nuovi posti di lavoro e oltre 4.3 miliardi di euro di impatto sulla produzione. Oggi, con gli ulteriori investimenti che la Regione ha promosso con il Piano Lombardia e con le risorse aggiuntive previste dal Governo nazionale, questi numeri possono essere tranquillamente rivisti al rialzo”.
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Fondazione Cariplo, Enrico Cantarelli entra nel Cda
MILANO (ITALPRESS) – La Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo ha nominato Enrico Cantarelli membro del Consiglio di Amministrazione. Subentra a Carlo Corradini.
Enrico Cantarelli, 57 anni, originario di Padova, è Amministratore Delegato di Phinance Partners, società di consulenza finanziaria nei confronti di operatori istituzionali. E’ stato Managing Director, responsabile del settore pubblico e delle istituzioni finanziarie, per Italia e Grecia, per The Royal Bank of Scotland Plc; e, dal 2002 al 2006 – membro del Consiglio degli Esperti presso il Dipartimento del Tesoro. Tra le altre cose, prima di allora, è stato responsabile delle attività di reddito fisso per Banca IMI. Dal 2020 è membro del board Special Friends del UNHCR Italia e dal 2019 è Vicepresidente dell’Associazione Laureati LUISS.
Il presidente Giovanni Fosti, a nome del Consiglio di Amministrazione, della Commissione Centrale di Beneficenza, del Collegio Sindacale e dello staff della Fondazione, ha dato il benvenuto al nuovo membro del Consiglio di Amministrazione, ricordando l’attività sul fronte della gestione del Patrimonio, svolta nei mesi scorsi, durante mesi particolarmente difficili caratterizzati dalla pandemia.
Ad Enrico Cantarelli va il benvenuto dagli Organi della Fondazione. “Sono certo che Enrico Cantarelli porterà un importante contributo alle attività di Fondazione Cariplo, grazie alla sua competenza professionale ed esperienza, anche in ambito internazionale, oltre che una sensibilità verso le tematiche di cui la Fondazione si occupa, sul fronte dell’attività filantropica – ha commentato il Presidente Giovanni Fosti -. Colgo l’occasione per ringraziare ancora, personalmente e a nome di tutta la Fondazione, Carlo Corradini, per l’importante percorso fatto insieme”.
Dal loro insediamento, nel maggio 2019 ad oggi, gli Organi della Fondazione hanno definito l’attuale assetto di gestione del patrimonio della Fondazione, che costituisce la base su cui fondare le decisioni per i prossimi anni, con un orientamento di lungo periodo.
Il bilancio 2020, approvato a maggio, ha registrato un avanzo di 164,7 mln di euro: ha permesso di finanziare l’attività filantropica annuale della Fondazione per oltre 140 milioni di euro. Ad oggi il fondo di stabilizzazione delle erogazioni ha una dotazione pari oltre a 239,1 mln di euro.
Il risultato è stato conseguito principalmente grazie ai dividendi incassati dalla Fondazione, pari a 166,2 milioni di euro, di cui 66,97 milioni di euro provenienti dal portafoglio di partecipazioni azionarie e dai fondi chiusi e 99,23 milioni di euro frutto della gestione di QAF-Fund One, gestito da Quaestio Capital Management Sgr.
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A ottobre Tuttofood e Hostmilano per cavalcare la ripresa
MILANO (ITALPRESS) – Con TuttoFood e HostMilano le strade dell’agroalimentare e del settore ‘hospitality’ si incontrano per costruire insieme la ripresa dopo lo stop forzato della pandemia da Covid-19. Le due fiere, che si terranno in presenza in FieraMilano a Rho dal 22 al 26 ottobre prossimi, rafforzano la partnership per l’edizione 2021. Sotto lo stesso tetto saranno presenti circa 1.800 espositori da 40 Paesi, in rappresentanza di un panorama mai così completo di filiere sinergiche tra loro, dal semilavorato alla trasformazione e l’equipment, fino alle occasioni di acquisto nella Grande distribuzione organizzata e Retail e agli stili di consumo nel fuoricasa. “Confidiamo che Host e TuttoFood – ha detto Luca Palermo durante la conferenza stampa di presentazione delle due fiere – siano gli eventi trainanti del nostro calendario che fino a dicembre prevede 32 eventi in presenza. I protocolli che Fiera Milano ha predisposto garantiscono sia agli espositori sia ai visitatori un ambiente sicuro. Le due manifestazioni rappresentano due settori trainanti che si confermano motore dell’economia. Milano ha la capacità di attrarre filiere fondamentali del Made in Italy e Tuttofood può diventare un ‘champion’ della filiera agroalimentare e attrarre visitatori, nazionali e internazionali. Host già lo è: unico appuntamento a livello internazionale. La sfida è quella di far sì che i nostri imprenditori vengano a Milano e vadano un pò meno alle fiere estere perchè qui trovano opportunità di internazionalizzazione”. Tra TuttoFood e HostMilano si prevede un palinsesto di oltre 1.000 eventi con contenuti e relatori di altissimo profilo, tra cui spiccano Retail Plaza a TuttoFood e Smart Label Innovation a HostMilano. Stando alle stime, l’alimentare e il food equipment faranno segnare una crescita di circa il 6% sia nel 2021 sia nel 2022 e segnali positivi arrivano anche dall’export, per il quale si prevede un incremento medio del 3% l’anno nel biennio. Ottimista è quindi Simona Greco, direttrice delle manifestazioni di Fiera Milano: “Sono circa 600 gli espositori registrati fino ad oggi, mentre saranno presenti 700 compratori a cui abbiamo già pagato un biglietto aereo e prenotato un hotel”. E che secondo Greco: “Si triplicheranno da qui ad ottobre”. A Tuttofood un forte accento sarà sull’innovazione nei suoi aspetti più tech: app, food delivery, e-commerce, tracciabilità. Un’arena per le più attuali soluzioni e anima dell’area Tuttodigital, che proporrà iniziative tanto dei grandi player come di start-up innovative, accompagnate da buone pratiche portate degli espositori. Per la divulgazione dei contenuti digitali durante l’anno, la manifestazione si avvale anche del know-how del partner Netcomm, il consorzio italiano del commercio digitale. Di grande rilievo anche lo spazio Innovation Area, il nuovo evento Better Future Award in collaborazione con le testate Gdoweek e Mark UP, dedicato ai prodotti più innovativi del settore, ed esporrà i prodotti premiati. Oltre 1100 espositori hanno già confermato la loro presenza a HostMilano: provengono da 40 Paesi (tra questi, ci sono mercati come Germania, Francia, Spagna, Usa, Portogallo, Olanda, Grecia e Regno Unito), con un tasso di internazionalità sul totale degli espositori che sfiora il 40%. Fiore all’occhiello di HostMilano sarà invece Smart Label – Host Innovation Award (79 quest’anno le candidature presentate) organizzato da Fiera Milano e HostMilano in collaborazione con Poli. Design Consorzio del Politecnico di Milano, con il patrocinio di Adi, Associazione Italiana per il Disegno Industriale, e che sarà completato dai Digital Talks, seminari di approfondimento sempre in collaborazione con Poli.design e rivolti ad architetti e esperti.
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Forestami, arriva il traguardo dei 300.000 alberi piantati
MILANO (ITALPRESS) – Città Metropolitana di Milano si è aggiudicata 5 su 5 dei progetti presentati nell’ambito del “Bando Costa” finalizzato ai seguenti obiettivi: tutelare la biodiversità per garantire la piena funzionalità degli ecosistemi; aumentare la superficie e migliorare la funzionalità ecosistemica delle infrastrutture verdi a scala territoriale e del verde costruito; migliorare la salute e il benessere dei cittadini; contribuire a migliorare la qualità dell’aria.
L’importo complessivo finanziato per tutti e 5 i progetti è di 2.289.669,13 euro, la superficie complessiva interessata dagli interventi è di 22,48 ettari per un totale di 32.574 piante che entreranno a far parte del progetto Forestami. I comuni interessati sono: Milano, Rho, Pioltello, Settimo Milanese e Corsico.
“Entro il 2021 Forestami raggiungerà e supererà il traguardo dei 300.000 alberi piantati. Un risultato eccezionale, considerate anche le complessità dettate dalla pandemia. Questi primi anni sono fondamentali per porre le basi a un progetto strategico per il Comune di Milano e per tutta la Città Metropolitana di Milano. Ora iniziamo ad avere tutti gli strumenti per incrementare progressivamente il numero di alberi piantati ogni anno fino a raggiungere l’obiettivo dei 3 milioni di alberi entro il 2030. Siamo inoltre molto orgogliosi dell’aggiudicazione di cinque su cinque dei progetti presentati nell’ambito del Bando Costa, un ulteriore e importante supporto che ci permetterà di avanzare ancora più rapidamente”, commenta il sindaco di Milano Giuseppe Sala che ha aperto la conferenza stampa annuale di Forestami presso il Giardino di Triennale Milano.
“L’assegnazione a Città Metropolitana di Milano del massimo numero di progetti possibili nel Bando Costa, unica fra le Città Metropolitane a conseguire questo risultato, ha fatto emergere con forza la capacità di tutti gli enti coinvolti nel Progetto Forestami di lavorare insieme, grandi competenze che collaborano per realizzare progetti la cui qualità e interdisciplinarità viene premiata e riconosciuta dal Ministero con un finanziamento di più di due milioni di euro – sottolinea Michela Palestra, presidente di Parco Agricolo Sud Milano, referente istituzionale di Città Metropolitana per Forestami -. Anticipando nei tempi e individuando come prioritaria la necessità di investire risorse pubbliche e private per attivare politiche per il contrasto ai cambianti climatici, Forestami è un modello cooperativo di grande efficienza e molto competitivo apprezzato a livello nazionale”.
Per Stefano Boeri, presidente Comitato scientifico di Forestami, “la crescente adesione che il progetto Forestami sta raccogliendo è la dimostrazione del cambiamento epocale che stiamo vivendo. Avere città sempre più verdi e con l’aria più pulita, in grado di migliorare la nostra salute e la qualità della nostra vita, è diventato un obiettivo condiviso da milioni di cittadini del mondo, dalle aziende e dalle istituzioni. E Milano, sui progetti di forestazione, è oggi all’avanguardia in Italia e in Europa. A novembre, con l’inizio della prossima stagione agronomica, ci auguriamo di poter finalmente riprendere le giornate destinate alla piantagione collettiva degli alberi, affinchè ognuno di noi possa dare il proprio contributo per rendere la Città Metropolitana di Milano sempre più verde”.
Fabio Terragni, Project Manager di Forestami, ha sottolineato che “questa prima fase di Forestami è stata fondamentale per costruire il gruppo di lavoro necessario per un progetto così ambizioso, che oggi conta oltre un centinaio tra collaboratori e volontari. A questi dobbiamo aggiungere soggetti economici come le cooperative sociali, i vivaisti e le associazioni con cui stiamo firmando importanti accordi di collaborazione, anche con lo scopo di rendere Forestami una occasione per la creazione di green jobs, posti di lavoro dedicati all’ambiente. Insieme a tutti i cittadini della Milano metropolitana raggiungeremo il nostro obiettivo di piantare 3 milioni di alberi entro il 2030 e attueremo molti altri interventi di mitigazione del clima, come tetti e pareti verdi. Per conseguire questo obiettivo ambizioso dobbiamo raccogliere almeno cento milioni di euro. Un costo importante che sarà coperto con fondi pubblici e con donazioni provenienti da aziende e cittadini. Rinnoviamo quindi l’appello a donare. Un’altra sfida, guidata dal team scientifico di Forestami e dal Politecnico di Milano, è la ricerca di terreni che possano accogliere gli alberi. Questo avviene attraverso la firma di protocolli d’intesa con i 133 comuni della Città Metropolitana di Milano e con la messa a disposizione di terreni da parte dei privati. A entrambi i soggetti rivolgo il nostro appello, Forestami è pronta ad accogliere nuovi terreni da destinare agli alberi”.
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Sanità, terapia intensiva Papa Giovanni Bergamo torna Covid free
BERGAMO (ITALPRESS) – La terapia intensiva del Papa Giovanni XXIII di Bergamo torna ad essere “Covid free”. E’ di oggi, martedì 13 luglio, il trasferimento ad altro reparto, non di area critica, dell’ultimo paziente Covid-19 ancora presente nell’Unità di Terapia Intensiva Adulti – Settore B. Finalmente fuori dalla terapia intensiva, l’uomo potrà così festeggiare nei prossimi giorni un altro felice traguardo, quello del suo ottantesimo compleanno. La terapia intensiva del Papa Giovanni ha dato un forte contributo alla gestione dell’emergenza sanitaria a Bergamo nelle sue varie fasi. Su 4.604 pazienti Covid-19 ricoverati complessivamente al Papa Giovanni XXIII dall’inizio della pandemia, sono stati 856 i pazienti con almeno un giorno di ricovero in area critica. I momenti più difficili tra le ultime settimane di marzo e le prime di aprile 2020, quando i pazienti curati in contemporanea in area critica hanno superato il numero di 90, con punte di 94 pazienti ricoverati nello stesso giorno.
Era già stata dichiarata per la prima volta “Covid free” l’estate scorsa. Era il 9 luglio 2020. Poi da metà ottobre i numeri hanno cominciato a crescere, fino a toccare il 27 novembre il picco massimo della seconda ondata, con 69 pazienti curati contemporaneamente. A rimanere dedicata alla gestione dell’emergenza era poi rimasta, anche nel corso della terza ondata, la terapia intensiva Terapia Intensiva Adulti – Settore B diretta da Fabrizio Fabretti. I medici, l’equipe infermieristica coordinata da Andreina Scotti, insieme a tutto il personale sanitario, i fisioterapisti e al personale di supporto, hanno assistito ad una lunga e lenta discesa dei pazienti ricoverati, fino al trasferimento oggi dell’ultimo paziente. “La seconda e la terza ondata di Covid-19 segnano oggi una simbolica battuta d’arresto, che speriamo possa diventare presto definitiva – ha dichiarato Maria Beatrice Stasi, direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII – Ringrazio tutti i professionisti della nostra azienda che hanno gestito l’emergenza sanitaria nelle varie fasi, offendo ai nostri pazienti, in un momento così difficile, il massimo della professionalità e della umanità. Ora l’auspicio è che queste doti professionali possano tornare a rivolgersi a pieno regime alla cura di tutte le altre patologie no Covid-19. Un’attività che, fatte salve le fasi più critiche della primavera scorsa, al Papa Giovanni XXIII non è mai cessata e che ora intendiamo rilanciare a ritmi sostenuti”.
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Tatuaggi e piercing, una norma disciplina i requisiti per la professione
MILANO (ITALPRESS) – Almeno 1000 ore di attività teorico-pratica e 500 ore di tirocinio o di laboratorio. E’ quanto dureranno i corsi obbligatori di formazione per gli operatori di tatuaggio e piercing, introdotti con l’obiettivo di fornire adeguate competenze, in particolare, in materia di anatomia, fisiologia e patologia dell’apparato cutaneo, nonché ai rischi connessi per la salute, norme igienico-sanitarie e di prevenzione di patologie infettive ed allergie. Questa è una delle novità introdotte dalla legge regionale – primo firmatario il presidente della Commissione Attività Produttive Gianmarco Senna (Lega) – approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale.
Il provvedimento, arrivato in Aula dopo un lungo iter in Commissione e dopo numerose audizioni con i rappresentanti delle associazioni di settore, ha come duplice obiettivo quello di salvaguardare la salute dei cittadini e tutelare la professionalità di tatuatori e piercer, definendo in maniera puntuale i requisiti per esercitare queste attività e prevedendo regole certe e sanzioni adeguate in caso di violazioni.
L’esercizio dell’attività senza il possesso dei requisiti formativi, infatti, sarà punito sanzioni da 3000 a 15000 euro. Multe anche per chi farà tatuaggi e piercing a minori di 18 anni senza il consenso di genitori (o tutori). Fatta salva la deroga, sempre con autorizzazione di esercita la potestà genitoriale, per il buco al lobo dell’orecchio ai minori di 14 anni, i piercing sono sempre vietati ai minori di 14 anni, così come è vietata l’esecuzione di tatuaggi sui minori di 16 anni. Previste sanzioni da 3000 a 15000 euro anche per chi esercita l’attività in violazione o senza il possesso dei requisiti igienico-sanitari previsti. A questa sanzione, si aggiunge anche l’immediata sospensione della licenza e la chiusura dell’attività qual ora non si ottemperi a quanto prescritto.
Soddisfatto il relatore Senna: “Con questa legge – ha affermato – andiamo a normare un settore piuttosto frammentato”. Favorevole a stabilire una norma di riferimento anche il Movimento Cinque Stelle, che con il consigliere Raffaele Erba, ha ribadito “l’esigenza di individuare una legge di riferimento che regolasse in maniera chiara e inequivocabile il percorso di formazione necessario per esercitare la professione, anche nell’ottica di tutelare chi già lavora in questo campo e lo fa in maniera coscienziosa”. Della stessa opinione, la vicepresidente della IV Commissione Paola Romeo (Forza Italia): “Contrastiamo il rischio di un abusivismo che per prima cosa va a colpire chi lavora rispettando sempre regole e sicurezza. Puntiamo a tutelare la salute e a valorizzare le capacità artistiche degli operatori: quelli che entreranno nel settore solo dopo un’adeguata formazione e i ‘veterani’ ai quali spetteranno, come in ogni professione, dei corsi di aggiornamento”.
Anche il consigliere Raffaele Straniero (PD) ha sottolineato il duplice obiettivo della legge: “Un corretto percorso formativo che occorre seguire per esercitare queste attività, nello stesso tempo evitando di penalizzare gli operatori già attivi; e stabilire i requisiti e le regole per esercitare le attività stesse a tutela della salute di tutti”. Voto favorevole anche da parte di +Europa-Radicali. “Licenziamo una buona legge, che la parte sana e legata alla legalità di questi imprenditori, chiedeva”, ha dichiarato il consigliere Michele Usuelli. Pienamente favorevole la Lega. “Il settore dei tatuaggi e dei piercing è in ampia espansione, si sentiva l’esigenza di una legge che garantisse maggiore qualità e professionalità. Regione Lombardia va a colmare un gap che esiste anche a livello nazionale”, ha osservato la consigliera Silvia Scurati.
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