MILANO (ITALPRESS) – Svelato oggi in largo Ascari, a Milano, il monumento intitolato al pilota milanese Alberto Ascari che perse la vita a Monza il 26 maggio 1955 durante un giro di prova a bordo di una Ferrari 750 Sport. L’opera è stata donata alla sua città natale nell’ambito del Milano Monza Motor Show da Automobile Club Milano e realizzata dal maestro Francesco Triglia. “Un atto dovuto – ha sottolineato il sindaco di Milano Giuseppe Sala – in questo momento in cui stiamo cercando di ripartire, farlo dalla nostra storia e anche un pò di orgoglio cittadino male non fa. Ne sono felice”.
L’opera ha una forma ellittica ed ascensionale che allude a una curva sulla quale è rappresentata la Ferrari del Campione del Mondo di Formula 1 nel 1952 e 1953.
“Questo omaggio – ha dichiarato Geronimo La Russa, presidente di Automobile Club Milano – renderà ancora più indelebile il ricordo di uno sportivo milanese che con le sue vittorie ha contribuito a tenere alto il prestigio italiano nel mondo. Giusto che Milano, sua città natale, ricordi in modo adeguato Alberto Ascari, ultimo italiano ad avere vinto il titolo iridato della Formula 1 e l’unico ad averlo vinto due volte”.
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A Milano un monumento intitolato al pilota Alberto Ascari
Covid, Fontana “Dal 14 giugno Lombardia in zona bianca”
MILANO (ITALPRESS) – Da lunedì 14 la Lombardia passerà in ‘zona biancà. Lo afferma il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione del bando ‘La Lombardia è dei giovani 2021’ a Palazzo Lombardia. “L’indice di incidenza è di 23 su 100mila, è la terza settimana che vengono confermati dati di questo tipo, quindi da lunedì, i dati lo dicono, saremo in zona bianca “, dice Fontana, aggiungendo che questo risultato “lo dobbiamo anche alla partecipazione di tutte le persone che si sono sottoposte alla vaccinazione”.
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Milano-Bicocca, lezioni ed esami all’aperto in un bosco urbano di due ettari
Un bosco urbano di due ettari per una didattica innovativa all’aperto. È questo il progetto dell’Università degli studi di Milano-Bicocca. “Da sempre il nostro ateneo guarda al futuro” dice la rettrice, Giovanna Iannantuoni.
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Didattica all’aperto in un bosco urbano nel progetto di Milano-Bicocca
MILANO (ITALPRESS) – Un bosco urbano di due ettari per una didattica innovativa e ricerca all’aperto: è questo il progetto del nuovo edificio U10-Logos dell’Università degli studi di Milano-Bicocca, di cui è stata posata oggi la prima pietra. La costruzione sorgerà tra viale dell’Innovazione, via Stella Bianca, via Sesto San Giovanni e via Fubini, e sarà pronta entro il 2023. Accanto all’edificio nascerà un biolago e anfiteatri didattici immersi in un bosco planiziale dove la biodiversità farà da cornice a lezioni, esami ed eventi, oltre ai sei piani di laboratori, aule innovative e alloggi per studenti.
“Da sempre il nostro ateneo guarda al futuro” ha detto la rettrice di Milano-Bicocca, Giovanna Iannantuoni.
“Oggi disegniamo una nuova idea di formazione e ricerca sostenibile. Un passo in questa direzione lo avevamo già fatto con l’inaugurazione del vivaio Bicocca, un laboratorio di ricerca all’aperto dove studenti e cittadini possono vivere la foresta urbana, ma con l’U10 sottolineiamo ulteriormente l’impegno di Milano-Bicocca alla progettazione dell’Università del futuro: aperta, sostenibile e soprattutto integrata nell’ambiente. In questo nuovo edificio i nostri studenti potranno seguire le lezioni all’aperto e fare ricerca direttamente negli spazi laboratoriali allestiti all’esterno. Una scelta che io definisco coraggiosa e che cambierà il volto del nostro Campus”. L’Università Bicocca “è un ateneo che sa guardare al futuro in modo giovane e nuovo” ha commentato il Sindaco di Milano Giuseppe Sala. “Il progetto dell’edificio U10, i cui lavori prendono il via oggi, ne è una chiara testimonianza. L’idea di realizzare uno spazio di formazione e ricerca che sia al tempo stesso sostenibile, tecnologico, in dialogo con la natura è lungimirante, oltre che culturalmente stimolante per i ragazzi che lo frequenteranno per studiare, fare attività di laboratorio e che qui alloggeranno. La Bicocca ha da tempo fatto suoi i valori e le sfide aperte della transizione ambientale e dello sviluppo sostenibile: con questo innovativo edificio si conferma capace di leggere le necessità del nostro tempo e si presenta come punto di riferimento e modello per lo sviluppo urbano di Milano”. Il progetto prevede un bosco urbano di oltre 19mila metri quadri, quasi due ettari di verde, che sarà funzionalmente connesso al Parco Nord grazie a isole fiorite e ai numerosi spazi verdi che stanno sorgendo in Ateneo e nel quartiere. Uno spazio smart, ecosostenibile e hi-tec dove vivere la foresta urbana. Al suo interno verranno infatti realizzati due anfiteatri didattici e laboratori di ricerca. All’interno del bosco urbano, anche un biolago completamente sostenibile: un vero e proprio richiamo per la biodiversità, dagli anfibi alle libellule sino agli uccelli migratori. Lo spazio verde sarà aperto anche alla cittadinanza. All’interno dell’U10- Logos verranno progettate delle aule didattiche con arredi mobili per permettere maggiore flessibilità, sia agli studenti sia ai docenti, favorendo una didattica innovativa, più aperta e partecipata.
“Sostenibilità, ricerca e alta formazione: i pilastri dell’Università sono racchiusi nel nuovo bosco urbano all’interno della Bicocca, una delle Università più prestigiose e formative a livello nazionale e internazionale” ha dichiarato l’assessore all’Università, Istruzione, Ricerca, Innovazione e Semplificazione di Regione Lombardia Fabrizio Sala.
Sempre oggi sono stati presentati i nomi degli edifici del Campus “L’Ateneo sorge in un quartiere che è molto cambiato negli anni ed ha subito molte trasformazioni. L’idea di dare nuovi nomi agli edifici” sottolinea Giampaolo Nuvolati, prorettore per i rapporti con il territorio. “Accanto ai numeri che li contraddistinguono e ne ricordano l’origine, vuol essere un’azione per dare identità ai luoghi e riconoscibilità simbolica agli spazi urbani. Questi nomi oggi vogliono sottolineare la specificità di Bicocca nella multidisciplinarietà della sua offerta formativa, ma anche ricordare i principi universali che devono ispirare un Ateneo. A tal fine, abbiamo guardato a parole greche e latine, fonti del sapere umanistico e scientifico, per rivolgerci al futuro”. I nomi di due edifici, U9 e U17, verranno invece scelti dagli studenti tra una rosa di proposte: Genius, Scientia e Koinè per l’U9, Forum, Ipazia e Animus per l’U17.
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Transizione ecologica, 12 mln da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia
MILANO (ITALPRESS) – Nell’ambito dell’Accordo Quadro sottoscritto nel gennaio 2021 tra la Fondazione Cariplo e Regione Lombardia per sostenere azioni congiunte nel campo della sostenibilità ambientale sono stati stanziati 12 milioni di euro per la realizzazione di interventi di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico.
Destinatari sono quattro progetti selezionati attraverso la Call for ideas “Strategia clima”, lanciata da Fondazione Cariplo nell’ambito del progetto “F2C- Fondazione Cariplo per il Clima”, che vedono il coinvolgimento di ben 24 enti locali: amministrazioni comunali, parchi, fondazioni e associazioni del territorio.
Il supporto di Fondazione Cariplo consiste sia in un servizio di Assistenza Tecnica, del valore di circa 200 mila euro, per la definizione di una Strategia di Transizione Climatica di ogni territorio coinvolto che in un contributo di ulteriori 4,8 milioni di euro per la realizzazione di alcuni interventi previsti dall’implementazione della Strategia.
Verranno quindi realizzati interventi di adattamento, come azioni di forestazione urbana, depavimentazione dei suoli, Nature Based Solutions ecc.) e mitigazione (ad es. efficientamento energetico di edifici, realizzazione di comunità energetiche promozione della mobilità sostenibile), ma è anche prevista la revisione degli strumenti urbanistici, il capacity building dei tecnici comunali, il coinvolgimento della cittadinanza, il monitoraggio climatico. A questo risultato Regione Lombardia contribuirà mettendo a disposizione ulteriori 4 milioni di euro per cofinanziare gli interventi di depavimentazione, rinverdimento di aree pubbliche, forestazione urbana.
“Per realizzare davvero la transizione ecologica abbiamo bisogno di implementare nuove strategie di adattamento e mitigazione climatica, sviluppare competenze e ingaggiare le comunità. Per questo la Fondazione Cariplo sostiene i territori attraverso un supporto tecnico e un impegno economico che valorizza la creazione di alleanze tra amministrazioni locali, organizzazioni, imprese e reti di comunità – dichiara il Presidente di Fondazione Cariplo, Giovanni Fosti – L’effetto moltiplicatore generato dai contributi messi in campo da Fondazione Cariplo a cui si sono aggiunti quelli stanziati da Regione Lombardia, nell’ambito dell’Accordo tra le due istituzioni sui temi ambientali e climatici, sta mobilitando investimenti pari a oltre 25 milioni di euro”.
“L’accordo tra Regione Lombardia e Fondazione Cariplo sta dando risultati concreti – afferma l’assessore all’Ambiente e clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo -. Grazie ai contributi di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, che ammontano a 12 milioni di euro è stato possibile movimentare investimenti pari a 25 milioni di euro. A conferma dell’importanza del coinvolgimento di soggetti con i quali è possibile stringere alleanze strategiche e sviluppare iniziative a favore della sostenibilità. Le sfide che oggi dobbiamo affrontare sono la transizione dei sistemi economici verso la neutralità carbonica attraverso l’efficienza energetica, l’economia circolare, le fonti rinnovabili ma anche attraverso un nuovo modello di uso del suolo, che preveda una maggiore penetrazione delle acque meteoriche e una maggiore presenza arborea anche nelle are urbane, quali condizioni necessarie per fronteggiare i cambiamenti climatici a livello locale. Regione Lombardia vuole accompagnare questa transizione, prioritaria per il nostro Paese, al fianco delle imprese e delle istituzioni e dei cittadini”.
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Assolombarda lancia Your Next Milano su occupazione femminile
MILANO (ITALPRESS) – E’ da oggi online “Your Next Milano” (https://yournextmilano.it/), la nuova piattaforma di Assolombarda, a cura del Centro Studi, ideata per ospitare le analisi su Milano e su alcuni asset di sviluppo della città.
Il sito si pone come punto di riferimento per il territorio e per tutti gli stakeholder: istituzioni, imprese, cittadini, media, offrendo studi sulle tematiche più rilevanti della nostra economia e mettendo a disposizione indagini e infografiche interattive, scaricabili e condivisibili, anche sui principali canali social.
La nuova piattaforma sarà, inoltre, integrata con “Genio & Impresa”, il web magazine di Assolombarda. Infatti, ad ogni analisi pubblicata su “Your Next Milano”, il web magazine dedicherà al tema racconti di impresa, interviste, opinioni, focus e articoli correlati.
Tra i focus già disponibili su “Your Next Milano” ci sono le analisi relative all’impatto della pandemia rispettivamente sul mercato del lavoro, sullo smartworking, sull’economia, sulle disuguaglianze, sulla mobilità, sull’attrattività. Il più recente riguarda un tema di grandissima attualità: l’occupazione femminile durante la crisi pandemica, che mette in luce la minore perdita di occupazione delle donne a Milano nel 2020 rispetto agli uomini. Un risultato in controtendenza rispetto a quanto accade a livello nazionale.
Infatti, sono più di 5mila le donne che hanno perso il lavoro a Milano nel 2020, pari al -0,7% delle occupate. Il calo è però più contenuto di quello degli uomini (-1,8%) a differenza di quanto accade in Italia, dove è la componente femminile a soffrire maggiormente.
E’ l’effetto della struttura economica del territorio, che vede – prima di tutto – una forte presenza di donne in settori rilevanti dell’economia locale e che sono stati fondamentali nella pandemia, come la sanità e il commercio di beni essenziali. Oltre ad una concentrazione delle donne in lavori a maggiore contenuto professionale dove è stato possibile un uso più esteso dello smart working di emergenza.
In secondo luogo, Milano è da sempre una città che offre più opportunità lavorative alle donne rispetto al resto del Paese. Infatti, è la quarta provincia italiana dopo Trieste, Bologna e Bolzano per tasso di occupazione femminile: al 64,2% nel 2020, ben sopra la media nazionale del 49%. Tuttavia, rimane ampio il gap di genere: 9 punti percentuali distanziano il tasso di occupazione femminile da quello maschile a Milano, molti meno dei 28 punti nazionali ma ancora troppi rispetto ai benchmark europei. Infatti, rispetto alle regioni europee a maggior vocazione produttiva, la percentuale di donne occupate a Milano è in linea con Cataluña (65,0%) e Rhone-Alpes (65,7%), ma ancora lontana dalle regioni tedesche, vicine al 75% (Baden Wurttemberg 74,8%, Bayern 75,8%). Se guardiamo, tuttavia, al gap di genere, i 9 punti percentuali di Milano sono quasi il doppio della distanza tra occupazione maschile e femminile in Rhone-Alpes (5,2 punti) e comunque ben al di sopra di quello delle altre regioni benchmark, intorno ai 7 punti.
Infine, questa crisi si differenzia dalle passate per una crescita più rapida e consistente della inattività, in particolare per effetto della sfiducia a trovare un impiego. Tra il 2019 ed il 2020, infatti, la quota di popolazione che non ha un lavoro nè lo cerca (gli inattivi) è aumentata sia tra gli uomini (dal 19,8% al 22,3%), sia tra le donne (dal 30,1% al 31,8%, quindi con una crescita più contenuta di +1,7 punti), ma la stessa dinamica nasconde una differenza sostanziale. Tra gli uomini è diventato inattivo sostanzialmente chi ha perso il lavoro, il calo dell’occupazione maschile è infatti speculare, -2,6 punti, e il tasso di disoccupazione rimane sostanzialmente invariato. Al contrario, la maggior quota di donne inattive deriva in parte dal calo del tasso di occupazione (-1,2 punti), in parte dalla diminuzione della disoccupazione (-0,5 punti, dal 6,3% del 2019 al 5,8% del 2020).
Pertanto, per la componente femminile la condizione di inattività (e l’effetto scoraggiamento) si è verificata sia tra chi ha perso il posto di lavoro, sia tra chi ha smesso di cercarlo. Rispetto a questa dinamica complessiva, a Milano si distinguono le donne tra i 18 e i 29 anni, che nell’anno della pandemia non hanno rinunciato a cercare (e alcune a trovare) opportunità lavorative: nel 2020 infatti diminuiscono le giovani inattive (-0,6 pp, dal 49,2% al 48,6%), aumentano le disoccupate (+0,7 pp), crescono lievemente le occupate (+0,2 pp).
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Da Farmacie lombarde più servizi e telemedicina
MILANO (ITALPRESS) – Le farmacie lombarde sono chiamate ad avere un ruolo ancor più rilevante nel rilancio della sanità territoriale, con l’erogazione di più servizi, consulti di telemedicina e anche vaccinazioni anti-Covid. Se ne è parlato oggi nel corso del convegno “Il valore delle farmacie nello scenario post-Covid-19 in Lombardia”, che ha visto coinvolti le istituzioni regionali e i principali attori dell’ecosistema salute. L’evento, promosso da Federfarma Lombardia, in collaborazione con The European House – Ambrosetti e con il contributo di Amgen e Teva, si è svolto nella rinnovata sede dell’Associazione dei farmacisti in viale Piceno a Milano.
“L’esperienza del Covid ci ha evidenziato ancor di più il ruolo fondamentale della farmacia e dei suoi operatori come primo presidio sul territorio e punto di riferimento importantissimo per gli utenti- ha dichiarato la vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, nel suo intervento – in videocollegamento- di apertura-. Per il futuro il nostro obiettivo è che le farmacie diventino ancor di più un punto di forza del Sistema sanitario regionale: nella rifroma della Legge 23 verrà infatti ribadita la loro centralità”.
Durante i mesi più critici della pandemia, le farmacie si sono dimostrate un presidio essenziale di salute pubblica per capillarità, presenza costante e competenza, confermando la loro funzione sanitaria e sociale al servizio della collettività e guadagnandosi “sul campo” la fiducia degli utenti. Lo conferma una recente indagine condotta da Cittadinanzattiva Lombardia: il 91% dei cittadini lombardi intervistati ha apprezzato il supporto ricevuto dai presìdi con la croce verde e l’84% auspica un ampliamento delle loro prestazioni, in particolare vaccini e tamponi, telemedicina, ritiro referti, pagamento ticket delle prenotazioni sanitarie, impiego del digitale, scelta e revoca del medico di famiglia.
“In questa crisi sanitaria senza precedenti, le oltre 3.000 farmacie lombarde hanno dato un contributo sostanziale nell’emergenza, dimostrando di avere molte potenzialità che meriterebbero di essere espresse e valorizzate”, ha affermato la presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca. “E’ chiaro ormai come la gestione territoriale della sanità non possa prescindere dalla farmacia che, grazie alla sua facile accessibilità e al rapporto fiduciario con il paziente, può agire da ‘catalizzatorè di efficienza e buon servizio, avvicinando il Sistame sanitario regionale ai cittadini”. A dare un contributo al confronto anche il Direttore generale dell’assessorato al Welfare Giovanni Pavesi, che ha enfatizzato come il prossimo avvio delle vaccinazione antiCovid nelle farmacie “segna un salto di qualità del ruolo del farmacista”, aggiungendo, “mai come adesso riteniamo le farmacie come un presidio fondamentale della sanità regionale”.
A intervenire al dibattito anche il presidente della Federazione Ordine dei farmacisti italiani (Fofi) e vicepresidente della Camera dei deputati, Andrea Mandelli, secondo il quale “l’emergenza pandemica, in particolare nella prima fase, ha drammaticamente sottolineato l’importanza di una rete di assistenza territoriale tanto capillare quanto accessibile”. Mandelli ha quindi sottolineato le innovazioni compiute dalle farmacie nel corso della crisi sanitaria, “con la completa dematerializzazione delle ricette”, e con “l’ossigenoterapia domiciliare”. Dopo questa esperienza, ha detto ancora Mandelli, “diviene imprescindibile l’implementazione del modello della ‘farmacia dei servizì, con tutti gli strumenti innovativi – a cominciare dalla telemedicina – in grado di contribuire a una reale sinergia interprofessionale e alla completa presa in carico del paziente”. A chiudere il convegno è stato Emanuele Monti, presidente della commissione sanità e politiche sociali della Lombardia, che ha concordato sulla necessità di “rafforzare il ruolo della farmacia dei servizi, come luogo fisico ove poter fruire di una gamma di servizi di bassa intensità, con un ulteriore avvicinamento dei sistemi di diagnosi e cura alla popolazione e un conseguente alleggerimento dei flussi sulle strutture ospedaliere”.
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Raccolta rifiuti, i milanesi promuovono Amsa con la media del 7,7
MILANO (ITALPRESS) – Tempo di esami per Amsa che anche quest’anno ha interpellato i cittadini chiedendo una valutazione sul proprio operato. La risposta dei milanesi è stata positiva: Amsa promossa con una valutazione media del 7,7 (scala da 1 a 10). Al vaglio i servizi che Amsa eroga nel Comune di Milano: raccolta rifiuti, pulizia della città e canali di contatto con la cittadinanza. La valutazione complessiva sul servizio offerto da Amsa conferma e consolida i giudizi positivi registrati negli anni scorsi, con oltre il 96,7% dei cittadini intervistati che si dichiara soddisfatto e con più della metà del campione (57%) che ha dato un voto compreso tra l’8 e il 10.
Oggi i risultati dell’indagine sono stati presentati, come consuetudine per questo tipo di report, alle associazioni rappresentanti dei cittadini (consumatori).
“Nonostante l’anno trascorso sia stato in ogni cosa diverso ed eccezionale rispetto ai precedenti – affermano gli assessori alla Partecipazione e Cittadinanza attiva, Lorenzo Lipparini e alla Mobilità e Ambiente, Marco Granelli – la valutazione dei milanesi sul servizio erogato da Amsa conferma l’altissimo gradimento per l’attività svolta, punto di riferimento consolidato per tutti i cittadini. L’indagine ci aiuterà a indirizzare ancora meglio per il futuro le priorità e gli ambiti che richiedono di essere migliorati per dare alla città un servizio sempre più puntuale e adeguato”.
L’indagine è stata realizzata attraverso interviste telefoniche tra il 15 aprile e il 3 maggio 2021, su un campione di 4.000 cittadini domiciliati in 40 diversi quartieri del Comune di Milano.
Il servizio di raccolta rifiuti si conferma molto apprezzato con una valutazione media pari a 8,11. Nel dettaglio, il 98% dei cittadini intervistati si dichiara soddisfatto rispetto alla chiarezza e alla completezza delle comunicazioni riguardanti la raccolta differenziata (valutazione media pari all’8,1). Nell’anno 2020 caratterizzato dalla pandemia covid-19, i milanesi hanno espresso particolare apprezzamento per la corretta e puntuale comunicazione in merito alla gestione dei rifiuti domestici durante l’emergenza sanitaria (voto 7,95).
La collaborazione con i cittadini ha portato risultati riconosciuti anche a livello europeo, che pongono Milano tra le metropoli più virtuose con una quota di rifiuti differenziati superiore al 63%. La gran parte degli intervistati afferma di conoscere i benefici offerti dalla raccolta differenziata: il 46,7% ritiene infatti di essere molto informato a questo proposito mentre il 52,3 pensa di saperne abbastanza.
Sempre sul tema del corretto smaltimento dei rifiuti, il 13,9% degli intervistati ha usufruito del servizio di ritiro dei rifiuti ingombranti, conosciuto dall’84% dei rispondenti, esprimendo un voto medio per il servizio pari a 8,7. Molto apprezzate anche le riciclerie, utilizzate da un intervistato su 4 e che ottengono un voto pari a 8,5.
Riscontri positivi anche per il servizio di pulizia stradale con una valutazione media pari a 7,42 e con una percentuale di soddisfatti del 90%. Nel dettaglio, i servizi di igiene urbana più graditi risultano la pulizia dei parchi e giardini e delle aree di mercato al termine delle attività di vendita, che registrano la valutazione del 7,5. Seguono il servizio di svuotamento dei cestini e la pulizia delle aree gioco e delle aree cani (7,3), la sanificazione delle strade durante il lockdown e il diserbo delle erbe infestanti dai marciapiedi (7,2).
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