ROMA (ITALPRESS) – Sono 711 i nuovi positivi al Coronavirus in Lombardia, nelle ultime 24 ore, a fronte di 32.977 tamponi effettuati, su un totale di 10.415.363 da inizio emergenza. E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del Ministero della Salute e della Protezione Civile. Nelle ultime 24 ore ci sono stati 9 i decessi (ieri 13) in regione, che portano il numero delle vittime complessive a 33.471. Le persone ricoverate con sintomi, in Lombardia, sono 1.480 di cui 294 in Terapia intensiva, mentre in isolamento domiciliare ci sono 33.847 soggetti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza sono 761.995 (+497). Gli attualmente positivi in totale sono 35.621 (+205).
Questi i nuovi casi suddivisi per provincia: Milano 242, Brescia 103, Varese 31, Monza e Brianza 64, Como 39, Bergamo 80, Pavia 24, Mantova 45, Cremona 24, Lecco 19, Lodi 11, Sondrio 16.
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In Lombardia 711 nuovi casi di Covid e 9 decessi
I-Week, Comunità resilienti e sostenibilità nella giornata conclusiva
MILANO (ITALPRESS) – Il binomio tra intelligence e sostenibilità è stato al centro del talk conclusivo dell’Intelligence week, la sei giorni di incontri e dibattiti sul mondo tecnologico e dell’innovazione digitale nell’ottica di rilancio del nostro paese, con il patrocinio di Regione Lombardia, dedicata a pubblica amministrazione, imprese e società di settore.
“La crisi climatica non è più percepita come un tema di negoziato internazionale, solo cioè una minaccia alla sicurezza” ha osservato Marco Alberti, Senior International Institutional Affairs Officer Enel: “La crisi climatica, non a caso chiamata crisi climatica e non più cambiamento climatico, è un elemento collegato a un rischio. Lo dicono i dati della Banca Mondiale – ha spiegato Alberti – stiamo parlando di 140 milioni di migranti climatici interni al 2050 e quindi la transizione ecologica è sospinta da forze diverse, non soltanto dalla tensione ambientalista, peraltro fondamentale, ma anche da forze politiche interessate ad una maggiore stabilità e sicurezza, da forze economiche perchè un pianeta malato è anche un pianeta più incerto e insicuro, e ovviamente da forze sociali. La transizione energetica dentro quella ecologica rappresenta un elemento essenziale e richiede un ripensamento del modello energetico se vogliamo arrivare veramente una decarbonizzazione dell’intera catena del valore”.
Alessandro Cattaneo, Deputato di Forza Italia ha ribadito che queste tematiche non siano più “ideologiche ma diventano tematiche industriali, che toccano con mano il valore delle azioni di borsa, il valore industriale e degli assets strategici di un intero paese”. E ha aggiunto: “Oggi parlare di tematiche ambientali non è parlare di tematiche afferenti a un’ideologia ma parliamo di vere e proprie sfide di carattere industriale ed è questa l’impostazione che l’Europa ha dato. La sfida della buona politica e delle istituzioni deve essere quella di cercare di coinvolgere anche le comunità locali, il cittadino, dare gli strumenti per far sì che colga come la sfida del cambiamento digitale green è una sfida che che conosce al suo interno più opportunità che pericoli, non diamolo per scontato”.
Necessario, secondo Elena Lucchini, Deputata Lega in Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, “accompagnare il cambiamento climatico in maniera graduale, stabilendo un cronoprogramma che deve essere chiaramente rispettato verso una transizione ecologica che sia sostenibile che permetta di convertire le nostre attività economiche rendendole compatibili con lo sviluppo e con la salvaguardia dell’ambiente e allo stesso tempo attraverso tecnologie avanzate che abbiamo sviluppato negli ultimi anni: le due cose possono e devono coesistere senza dover rinunciare necessariamente a una delle due. Le istituzioni – ha continuato – hanno un ruolo centrale, devono accompagnare questo cambiamento con le riforme strutturali che prevedano tempi realistici, con programmi che siano il più possibile elastici, con obiettivi stabili a lungo termine per ammortizzare i costi e anche garantire i fondi necessari a chi vuole convertire la propria azienda rendendola ecosostenibile”.
Giacomo Ortolano, Amministratore delegato di Widech, ha osservato che “se parliamo di transizione energetica in questo nuovo paradigma di diffusione è logico che oltre al digitale ci deve essere la necessità di un forte ‘storagè e, se il dato è così centrale, apriamo l’ambito di tutela in termini di cyber security”. Ortolano ha aggiunto che “nel momento in cui traduciamo così forti cambiamenti distintivi in così poco tempo avremo anche un problema di sicurezza nazionale in termini sia di materie prime e sia di filiere. La digitalizzazione, la cura del dato e della transizione energetica sarà demandata a una forte componente di ‘storagè di autoproduzione e autoconsumo, determinando anche un fattore critico in termini di intelligence di sicurezza”.
Investire in innovazione e in ricerca è, per Salvatore Pinto, Presidente Axpo Italia, “fondamentale per l’Italia e per l’Europa: se non lo facciamo saremo destinati ad essere periferici nei cambiamenti che avverranno l’energia è una componente fondamentale dell’economia. Questo grande problema della crisi climatica – ha osservato – è anche una grande opportunità ma bisogna farlo cum grano salis, con molta attenzione. Investire sui giovani e investire sulla ricerca per fare in modo di avere un ruolo”.
L’approccio alla crisi climatica come tema di sicurezza anche a medio termine oltre che strategica, ha detto Edo Ronchi, Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, “è ormai un tema centrale ed è noto come siamo in ritardo nell’analisi degli impatti della crisi climatica sul sistema Italia. Avremo bisogno di analisi di rischio per predisporre misure di adattamento per le comunità resilienti che vengano da studi, analisi puntuali. Abbiamo avuto – ha continuato – una serie di misure nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, si può sempre fare di più, ma le misure ci sono: manca ora il quadro di riferimento, non abbiamo un quadro di come l’Italia raggiungerà i nuovi e più sfidanti target al 2030 e ormai non basta più il 2030, dobbiamo dire come raggiungeremo la neutralità carbonica entro 30 anni entro il 2050. Questo quadro è assolutamente sfidante e richiede un quadro strategico integrato e aggiornato senza il quale è difficile muoversi”.
Italo Soncini, Chairman of the BoD Aura, ha ricordato che nel Pnrr “circa 68 miliardi degli oltre 200 sono destinati alla transizione ecologica, lo stanziamento più rilevante che viene fatto, e di questi un miliardo è destinato al trattamento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche con l’obiettivo di incentivare il riuso dei beni e recupero del materiale. Può sembrare una cifra non così rilevante ma il settore è estremamente obsoleto involuto e quindi un miliardo rappresenta una pioggia di fondi che se male utilizzata rischia di creare danni invece che effetti positivi”. Occorre dunque, per Soncini, far sì che “l’Italia diventi un player d’eccellenza nel settore e possa diventare tanto importatore di rifiuti elettronici che esportatore di materie prime”.
La transizione tecnologica e quella digitale “sono fortemente interconnesse”, ha chiosato Maria Virginia Tiraboschi, Senatrice di Forza Italia: “Credo che un punto di partenza possa essere la connessione tra dati e infrastrutture. Gli investimenti da sostenere sono molto alti perchè l’Europa con la transizione ecologica e quella digitale potrebbe disegnare un modello di crescita e sviluppo del continente completamente diverso rispetto a quello di America e Cina. Bisogna cercare – ha concluso – di raggiungere gli obiettivi, accedere ai dati attraverso un’ infrastruttura federata e distribuita per assicurare innovazione costante e quindi investimenti molto molto sostenuti; assicurare poi delle interfaccia per degli standard per permettere standard condivisi chiaramente per permettere l’aggregazione dei dati; guidare l’innovazione e l’efficienza in un ambiente che deve essere condiviso e trasparente”.
L’evento, ha notato nei saluti conclusivi Gianmarco Senna, Presidente della Commissione Attività Produttive di Regione Lombardia, “è stato un grande successo. La formazione è qualcosa di determinante nei prossimi anni perchè la trasformazione in atto nel mondo delle imprese necessita di figure che siano all’altezza. Non è sufficiente in Pnrr se non ci sarà un cambio deciso di mentalità. Tutto ciò che avete ricordato in questa settimana – ha concluso – adesso va portato a terra e la politica deve aiutare a far sì che questo possa accadere”.
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Cremona, Mattarella in visita al nuovo campus Unicatt
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sarà a Cremona martedì 25 maggio. In questa stessa occasione il capo dello Stato si recherà all’ex Monastero di Santa Monica per visitare il nuovo campus dell’Università Cattolica. Dal 2020, infatti, l’Università Cattolica svolge l’attività accademica a Cremona presso l’ex Monastero di Santa Monica, in via Bissolati, la cui valorizzazione è frutto di un ingente investimento sostenuto dalla Fondazione Arvedi-Buschini e di un accordo istituzionale dell’Ateneo con il Comune di Cremona, la Provincia, la Camera di Commercio di Cremona, la Regione Lombardia e la Fondazione Cariplo. Il polo universitario, sede delle facoltà di Scienze agrarie alimentari e ambientali, ed Economia e Giurisprudenza, nasce come hub dell’innovazione e ospita aule, laboratori, ma anche tutti i servizi necessari allo studente durante la sua permanenza nel campus. La visita del presidente Mattarella sarà trasmessa in diretta sul sito www.unicatt.it e sui social @Unicatt.
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Strage Capaci, Fermi “Dopo 29 anni resta una ferita incancellabile”
MILANO (ITALPRESS) – “A 29 anni di distanza, la strage di Capaci resta una ferita incancellabile”. Sono tra le prime parole del Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi, in occasione della cerimonia di commemorazione tenutasi questa mattina a Palazzo Pirelli dell’attentato del 23 maggio del 1992, durante il quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
“Le mafie – ha sottolineato il Presidente Fermi – potranno essere sconfitte solo se saremo in grado di sollecitare e promuovere un generale rinnovamento etico e solo se combatteremo con convinzione ogni forma di illegalità non solo attraverso l’azione delle istituzioni, ma anche grazie a un quotidiano e diffuso impegno civile. Onorare al meglio la memoria di Giovanni Falcone significa conservare con cura il patrimonio morale che ci ha consegnato con il proprio sacrificio, con il suo senso del dovere e con lo stile antiretorico che lo caratterizzava, espressione dell’Italia migliore. Il suo coraggio che ha reso la sua figura una fonte di ispirazione e un modello di vita per tante donne e uomini che hanno deciso, sul suo esempio, di mettersi al servizio della collettività per contrastare il fenomeno mafioso”.
A coordinare i lavori nell’Aula consiliare di Palazzo Pirelli e in streaming sul sito del Consiglio e sul profilo FB, è stata la presidente della Commissione speciale Antimafia Monica Forte: “Per fare veramente memoria, il nostro Paese deve dire la verità. Deve essere un Paese dove i magistrati antimafia si proteggono, dove la memoria non sia solo un esercizio retorico e la lotta alla criminalità organizzata diventi uno dei punti fondamentali di ogni programma politico. Guai a chi inquina la memoria, insinua dubbi o dopo 29 anni etichetta il sangue, la vita e i sogni come fatto storico lontano accaduto in un’epoca diversa. Falcone morì per un Paese migliore e non per una targa o una piazza intitolata. Occorre fare e ogni giorno ricordare, facendo, così che la memoria sia sempre l’inizio dal quale ripartire. Ricordare significa conoscenza e consapevolezza dei fatti”.
Durante la commemorazione sono intervenuti Sara Ombra della DDA di Milano che ha sottolineato la necessità di non abbassare la guardia e da remoto Gian Carlo Caselli, Presidente onorario dell’Associazione Libera, che ha ripercorso quegli anni, quelli precedenti alla strage e quelli immediatamente successivi quando fu chiamato a guidare la Procura di Palermo.
Il Presidente Fermi, richiamandosi alla relazione semestrale 2020 della Direzione Distrettuale Antimafia, ha ricordato come purtroppo in Lombardia e in tutto il nord Italia le mafie continuano a insinuarsi nel tessuto sociale e nei punti vitali dell’economia, muovendo ricchezze significative, e come l’emergenza della pandemia non abbia fermato le infiltrazioni negli ambiti della sanificazione ambientale e nella produzione dei dispositivi di protezione.
Alla cerimonia erano presenti diverse autorità: il Questore di Milano Giuseppe Petronzi, il Vice Prefetto Cecilia Nardelli, i Comandanti regionali e provinciali della Guardia di Finanza Stefano Screpanti e Stefano Cosimo De Braco, e dei Carabinieri Andrea Taurelli Salimbeni e Iacopo Mannucci Benincasa, il Maggiore Gianvincenzo Giovanni del Comando regionale Carabinieri Forestali, il Colonnello Piergiorgio Samaja direttore della DIA e Roberto Bellasio dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.
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Vaccino, Fontana “in Lombardia boom prenotazioni over 40”
MILANO (ITALPRESS) – “Oltre 350.000 cittadini lombardi tra i 40 e i 49 anni hanno già prenotato la vaccinazione e con ieri abbiamo superato i 5 milioni di somministrazioni. Un traguardo importante al quale oggi si affianca un altro dato significativo: il 60% dei lombardi, coinvolto attualmente nella campagna vaccinale, ha detto ‘sì’ alla somministrazione. Ancora una volta i lombardi dimostrano senso di responsabilità e voglia di ripartenza”. Così il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, commenta i dati relativi alle prenotazioni partite ieri sera per la fascia 40-49 e, soprattutto, quelli che riguardano le somministrazioni effettuate e il totale delle adesioni alla campagna dei cittadini lombardi (che complessivamente è appunto pari al 60%) che al momento rientrano nei target.
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Aeroporto Malpensa più green con le navette elettriche
MILANO (ITALPRESS) – Nonostante la crisi del settore del trasporto aereo dovuto al Covid-19 che vede un -73% del traffico negli aeroporti di Milano nel 2020, SEA ha scelto di non rinunciare all’impegno in favore della sostenibilità dei propri aero-porti con nuovi investimenti, continuando nel percorso di abbattimento delle emis-sioni di CO2.
Grazie all’acquisto e alla messa in funzione di nuove navette passeggeri e mezzi operativi elettrici, SEA si posiziona in cima alla classifica degli aeroporti green in Italia e fra i primi in Europa.
Nell’ultimo mese sono entrati in servizio 6 nuovi e-Cobus 3002, totalmente elettrici, che diventeranno 13 entro l’anno prossimo, rinnovando così l’intera flotta di navette passeggeri sul piazzale di Milano Malpensa. I nuovi Cobus, lunghi 13 metri, e forniti di batteria al litio, hanno una autonomia di 8 ore e si ricaricano in modalità rapida in soli 40 minuti. Possono trasportare fino a 100 passeggeri, 50 attualmente nel rispetto delle normative anti Covid. L’impiego di questi mezzi permetterà il risparmio di 30.000 chilogrammi di CO2 all’anno per ogni bus.
A Milano Malpensa, inoltre, è recentemente entrato in funzione il nuovo “push Lektro”, totalmente elettrico. Il push-back, mezzo impiegato per spostare gli aero-mobili sul piazzale, lavora grazie a batterie al litio autonome per un’intera giornata di lavoro, con un tempo di ricarica di appena 4 ore.
Da oggi parte anche la mobilità elettrica fuori dal piazzale: saranno alimentate grazie all’elettricità le navette che collegano il terminal 1 con il terminal 2 e la Cargo City utilizzate da passeggeri e dipendenti. I nuovi mezzi, lunghi 12 metri, sono alimentati con batterie al litio High Power che garantiscono un’autonomia di circa 120 km.
La gestione delle navette è stata aggiudicata tramite gara d’appalto a un’ATI (Asso-ciazione Temporanea di Imprese) di cui fanno parte Arriva, Airpullman e Autolinee Varesine. La ricarica delle batterie di questi due nuovi mezzi avviene in soli 8 minuti. La postazione di ricarica si trova nel parcheggio Via Milano Parking P6, uno dei parcheggi ufficiali dell’aeroporto nelle immediate vicinanze del terminal 2. I bus sono dotati di impianto di climatizzazione, videosorveglianza e postazione per il trasporto dei disabili ad azionamento manuale su porta centrale. SEA inoltre sta gradualmente sostituendo la propria flotta a Noleggio a Lungo Termine (NLT): circa 200 automezzi diventeranno green.
“E’ un periodo complicato per gli aeroporti, ma è nostra profonda convinzione che non si potrà ripartire senza una rinnovata e incisiva azione per la sostenibilità – dichiara Armando Brunini, Amministratore Delegato di SEA. Abbiamo infatti un obiettivo comune ai principali aeroporti europei che è quello di azzerare le emissioni entro il 2030, obiettivo che, anche in questo contesto di crisi, i gestori aeroportuali hanno deciso di anticipare dal 2050 al 2030. Questo impegno è parti-colarmente sfidante anche a fronte della decisione del nostro governo di non inclu-dere i progetti degli aeroporti italiani sulla sostenibilità nel Recovery Plan. Resta comunque intenzione di SEA continuare sulla strada della riduzione dell’impatto ambientale dei propri aeroporti. Siamo consapevoli che a fronte di una drastica riduzione della nostra capacità d’investimento conseguente alla crisi, i tempi saranno più lunghi rispetto ai piani precedenti al Covid ma non ci fermiamo”.
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La manifattura lombarda cresce più della media italiana
MILANO (ITALPRESS) – La produzione manifatturiera in Lombardia cresce di più rispetto a quella italiana, prosegue anche ad aprile l’aumento della fiducia delle imprese manifatturiere del Nord Ovest, crescono infatti aspettative di produzione e ordini sia per il mercato interno che per quello estero.
In forte calo invece l’occupazione dei giovani nel 2020 che si traduce in parte in disoccupazione ma soprattutto ingrossa le fila dei NEET.
Sono questi alcuni dei dati evidenziati nel booklet economia a cura del Centro Studi di Assolombarda, pubblicato su Genio & Impresa (Genioeimpresa.it), il web magazine dell’Associazione.
Guardando nel dettaglio i numeri, la produzione manifatturiera in Lombardia nel primo trimestre 2021 rimbalza del +8,7% rispetto al 2020, ma se si prendono come riferimento i livelli medi del 2019 nel primo trimestre di quest’anno persiste un divario da colmare rispetto al pre Covid del -2,3%. Il gap lombardo è più contenuto rispetto a quello italiano, -3,4%, ma superiore al -1,6% del Baden-Wùrttemberg e al -1,2% della Cataluña.
Il clima di fiducia ad aprile è ancora in aumento, salgono gli ordini sia per il mercato interno che per quello estero e le attese di domanda e di produzione per i prossimi tre-quattro mesi rimangono sui massimi da fine 2018. L’indice di fiducia è in forte incremento in Spagna e Francia e, grazie a ordini in sensibile aumento e aspettative di produzione su livelli senza precedenti, in straordinaria accelerazione in Germania.
Per quanto riguarda i servizi, questi ultimi segnano una sostenuta risalita in aprile, sia nei Paesi europei sia nel Nord Ovest, dove si porta in prossimità dello zero, superando di 3 punti percentuali i livelli di inizio 2020 e distanziando l’Italia (ancora su valori negativi con un gap di 12 punti rispetto al pre Covid, un dato su cui gravano i servizi turistici che segnano un -46% rispetto al livello di inizio 2020).
Migliora anche la fiducia dei consumatori, in particolare nel Nord Ovest dove aumenta soprattutto la componente relativa al clima personale, ma anche quella relativa al clima economico del Paese.
Sul fronte del mercato del lavoro per i giovani, la crisi pandemica ha provocato un incremento della disoccupazione e della quota di NEET. In uno scenario in cui i giovani in Lombardia scontavano un preoccupante differenziale nel tasso di occupazione di circa 30 punti percentuali rispetto alle regioni tedesche (21,6% l’occupazione dei 15-24enni lombardi nel 2020, contro oltre il 50% in Bayern e Baden-Wùrttemberg), il tasso di disoccupazione giovanile in Lombardia, infatti, sale al 19,2% (dal 18,3% nel 2019), circa 15 punti percentuali in più rispetto al 4,8% del Bayern ma altrettanti in meno rispetto al drammatico 34% della Cataluña. Con riferimento ai NEET in Lombardia nel 2020 l’incidenza sul totale dei 15-24enni balza al 15,7% (dal 12,6% nel 2019), invertendo la faticosa discesa dai picchi toccati a causa della precedente crisi.
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Incidenti sul lavoro, Fermi “Problema sicurezza c’è, più controlli”
ROMA (ITALPRESS) – In occasione delle celebrazioni dedicate alla Giornata regionale per le vittime degli incidenti sul lavoro e delle malattie professionali, il Consiglio regionale ha commemorato questa mattina in apertura della seduta consiliare Sergio Persico, 53 anni, investito ieri a Spirano da un tir in movimento che stava movimentando merci.
“Dall’inizio di quest’anno sul posto di lavoro si sono verificate 11 morti bianche, e quella di Sergio Persico è solo l’ultima di una tragica serie, all’interno della quale vanno purtroppo annoverati e aggiunti anche gli operatori sanitari deceduti per il Covid – ha detto nel suo intervento in Aula il Presidente Alessandro Fermi, esprimendo la vicinanza e il cordoglio di tutta l’Assemblea regionale ai familiari di Persico -. E’ indubbio che esista un problema di sicurezza sui luoghi di lavoro. Dobbiamo aumentare e rendere più efficaci i controlli. I dati dell’Ispettorato del lavoro evidenziano numerose irregolarità: nel 2020 su 10.179 accertamenti eseguiti si sono riscontrate 8.068 irregolarità”.
“Ma reprimere non basta – ha aggiunto Fermi -, bisogna anche aiutare le aziende, soprattutto quelle piccole di natura famigliare, per mettere in atto investimenti sulla sicurezza. In qualche caso occorre anche incentivare concretamente l’aggiornamento tecnologico dei mezzi di lavoro e degli impianti produttivi, oltre che stimolare la formazione dei lavoratori sui rischi connessi alla propria quotidiana attività lavorativa. Tutti aspetti che devono costituire una priorità nell’agenda politica regionale”.
“Oggi più che mai dobbiamo essere uniti per richiedere e garantire le massime condizioni di sicurezza negli ambienti lavorativi – ha sottolineato a sua volta il consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza Giovanni Malanchini -. La cultura della sicurezza e della prevenzione è fondamentale e oggi Regione Lombardia ha voluto celebrare questa Giornata dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro e delle malattie professionali proprio per mettere ancora una volta l’accento su questo aspetto”.
“Negli ultimi anni – ha aggiunto – la Lombardia ha investito tantissimo in programmi di prevenzione e di formazione che hanno decisamente migliorato la situazione, ma i morti di queste ultime settimane, l’ultimo dei quali ieri proprio nel mio paese, ci dicono che c’è ancora tanto da fare e che non dobbiamo mai abbassare la guardia”.
Alla cerimonia in Aula consiliare erano presenti i 12 labari dell’ANMIL provenienti da ciascuna provincia lombarda: sono intervenuti il Presidente regionale dell’associazione Emilio Roberto Giacomelli e il Vice Presidente Luigi Feliciani.
Un messaggio di partecipazione e cordoglio è stato portato anche dalla vicepresidente di Regione Lombardia Letizia Moratti.
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