Home Lombardia Pagina 410

Lombardia

Coronavirus, a Milano una raccolta fondi per i più bisognosi

0

QuBì, il programma di Fondazione Cariplo per contrastare la povertà minorile, lancia, insieme a Milano Città Stato e Fondazione di Comunità Milano, la raccolta fondi ‘MilanoperMilano: aggiungi un pasto a tavola”.
Chiunque può partecipare alla raccolta fondi attraverso forfunding.it e donando su milanopermilano.it/dona.
Sono oltre 5.000 le colombe e altrettante le uova di Pasqua che sono state consegnate alle famiglie più in difficoltà attraverso gli 8 Hub per l’aiuto alimentare a Milano.
È anche questo il Programma QuBì – La ricetta contro la povertà infantile, promosso da Fondazione Cariplo con il sostegno di Intesa Sanpaolo, Fondazione Vismara, Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi, Fondazione Fiera Milano e Fondazione Snam che sostiene la filiera alimentare realizzata in collaborazione con il Comune di Milano e con le realtà del terzo settore che, insieme, si sono date un unico obiettivo: non lasciare indietro nessuno.

“Non sarebbe possibile raggiungere oltre 4.000 nuclei famigliari che corrispondo ad oltre 15.000 persone, non ci sarebbero quasi 600 organizzazioni coinvolte nel contrasto alla povertà in città, non sarebbe stato possibile nelle ultime settimane attivare 8 hub di quartiere e distribuire oltre 30 tonnellate di cibo alla settimana per chi ha bisogno, se fin dall’inizio, quando tre anni fa Fondazione Cariplo ha lanciato questa sfida, non ci fosse stata una visione tenacemente orientata a promuovere alleanze con altri soggetti e altre istituzioni e a promuovere la connessione in rete di tutti gli attori che sono generosamente e attivamente impegnati sul territorio. Oggi questa visione alla base del Programma QuBì mette a disposizione della città un’organizzazione di fatto il cui valore va molto al di là delle risorse che sono state investite”, ha detto Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo.

“Intesa Sanpaolo è, sin dalle prime fasi, impegnata nel contribuire alla sconfitta del Coronavirus – 100 milioni per la sanità italiana, un milione per la ricerca, iniziative benefiche puntuali, raccolte fondi, oltre a imponenti risorse creditizie per il sostegno dell’economia. In questa situazione non possiamo dimenticare chi era già in situazione di grave difficoltà, le cui esigenze si fanno oggi ancora più drammatiche. Questo nuovo capitolo del Programma QuBì, a cui abbiamo aderito sin dalla nascita, si rivolge proprio a loro. Dal canto nostro, Intesa Sanpaolo porta avanti le iniziative di beneficenza verso persone e famiglie indigenti con la consegna di pasti, posti letto, farmaci, abiti. Ringrazio la Fondazione Cariplo per il sostegno che, con i suoi interventi concreti ed efficaci, pone alla tenuta del tessuto sociale, oggi quanto mai di prezioso stimolo per tutti” ha commentato Carlo Messina, Consigliere Delegato e CEO Intesa Sanpaolo.
Il Comune di Milano ha allestito 8 Hub emergenziali: spazi in cui dipendenti comunali, operatori e volontari delle 23 Reti QuBì cittadine, in collaborazione con i volontari dei 130 centri di ascolto della Caritas, prendono in carico le derrate alimentari e compongono spese settimanali da consegnare porta a porta alle famiglie e alle persone più fragili, attraverso un sistema integrato realizzato dal Comune di Milano.

“Di giorno in giorno cresce la solidarietà di enti, associazioni, aziende che si offrono per contribuire ai progetti aperti di aiuto alla cittadinanza – commenta la Vicesindaco con delega alla Food Policy Anna Scavuzzo -. Chi mettendo a disposizione i propri mezzi e i propri spazi, chi il proprio personale e i propri volontari, chi prodotti e chi donazioni in denaro, chi tempo, conoscenze e capacità per diffondere il più possibile le iniziative’.
Oltre al sostegno al Banco Alimentare della Lombardia per garantire la gestione straordinaria delle derrate alimentari che quotidianamente vengono consegnate agli Hub, il Programma QuBì supporta la Croce Rossa Italiana, che entra a far parte del patto cittadino grazie alla messa a disposizione di un magazzino (nello specifico quello di Segrate) e della logistica per rafforzare il sistema.

Grazie a Fondazione Snam, già partner del Programma, che ha stanziato risorse per le derrate alimentari e ad Allianz che partecipa con una donazione sul Fondo QuBì, attivato in collaborazione con la Fondazione di Comunità Milano, Croce Rossa Milano contribuisce al rifornimento degli Hub cittadini che potranno così distribuire cibo più vario alle famiglie in difficoltà.
“L’impatto più evidente di questa pandemia – commenta il Presidente della CRI Milano, Luigi Maraghini Garrone – è sulla salute e sul sistema sanitario ma le conseguenze più rilevanti, e già in corso, saranno quelle sociali e sul sistema di welfare in termini di nuove povertà o deterioramento di situazioni di crisi preesistenti”.
“Fondazione Snam è nata due anni fa per mettere a disposizione competenze e risorse a sostegno dello sviluppo sociale dei territori italiani. In un momento così difficile per il Paese moltiplichiamo il nostro impegno, con nostre iniziative e insieme ai nostri partner, per essere al fianco delle comunità e aiutare chi è più fragile”, afferma il Vice Presidente di Fondazione Snam e Amministratore Delegato di Snam Marco Alverà.

‘MilanoperMilano nasce dalla convinzione che in una comunità chi ha di più debba prendersi cura di chi ha di meno, specie in una situazione di emergenza – commenta Andrea Zoppolato, Presidente di Vivaio, associazione che promuove milanocittastato.it – ed uno dei bisogni fondamentali è avere un pasto dignitoso’.
Anche gli altri partner di QuBì sono scesi in campo per sostenere la filiera del cibo, come ad esempio Fondazione Vismara che ha fatto in modo che le 23 Reti di quartiere potessero arrivare direttamente alle esigenze dei nuclei più fragili segnalati, attraverso accordi con i market per l’emissione di tessere spesa e con i commercianti di zona per le consegne al domicilio di beni essenziali, frutta e verdura.
Accanto al sistema degli 8 Hub cittadini, nelle prossime settimane grazie al contributo di Intesa Sanpaolo, partner di QuBì fin dal principio, saranno potenziate le risposte date da quei presidi già attivi in città e che il Programma ha sostenuto negli scorsi anni. Solidando, il Social Market gestito dall’Istituto Beata Vergine Addolorata – IBVA – in collaborazione con Banco Alimentare della Lombardia raddoppierà le ore di apertura e accoglierà, in accordo con i servizi sociali, ulteriori 250 famiglie con bambini piccoli che potranno recarsi a fare una spesa gratuita in via Santa Croce 15.
(ITALPRESS) – (SEGUE).

“La consideriamo una sfida importante e fondamentale, oggi più di ieri – commenta Matteo Ripamonti Direttore di IBVA – grazie al nostro modello organizzativo, in questo periodo di emergenza, siamo comunque riusciti a non chiudere la porta alle oltre 200 famiglie che quotidianamente accogliamo, ora vogliamo garantire questa stessa possibilità ai nuovi nuclei famigliari senza perdere d’occhio il focus sull’infanzia, per cui l’emporio garantisce prodotti specifici”.
“Questo progetto rappresenta un modello virtuoso di come il terzo settore in collaborazione con istituzioni e fondazioni sia in grado di rispondere in modo proattivo e concreto al bisogno della grande emergenza attuale – afferma Dario Boggio Marzet, Presidente di Banco Alimentare della Lombardia – esempio inoltre della bellezza e dell’efficacia della rete di solidarietà del volontariato sul territorio, grande ricchezza della nostra nazione e sempre a fianco delle persone in condizioni di bisogno”.

Anche grazie al Programma QuBì, la Caritas Ambrosiana ho potuto sostenere l’apertura straordinaria dei tre Empori della Solidarietà che gestisce nei quartieri di Barona, Lambrate e Niguarda: alle famiglie già in carico si potranno aggiungere altre centinaia di nuclei segnalati dalle parrocchie e dal Comune di Milano, che stanno registrando una crescita costante di persone che hanno bisogno di cibo.
“Nelle ultime 6 settimane abbiamo assistito ad un aumento del 50% delle richieste di aiuti alimentari. Solo nei nostri empori, già oggi assistiamo il 25% di famiglie in più. Sono persone che hanno perso il lavoro in seguito al lockdown e trovandosi ai margini del mercato del lavoro sono senza tutela o hanno tutele insufficienti – afferma Luciano Gualzetti, Direttore di Caritas Ambrosiana -. Come avevamo paventato, dentro l’emergenza sanitaria è esplosa una crisi sociale che purtroppo avrà lunghi strascichi. Per farvi fronte abbiamo bisogno di un patto cittadino tra tutti gli enti che a vario titolo possono dare il loro contributo”.
(ITALPRESS).

Mauro Agnello presidente commissione su Rsa

0

Mauro Agnello, ex direttore dell’Agenzia per il controllo del sistema socio-sanitaio lombardo, è il presidente della commissione che valuterà l’azione delle Rsa lombarde. Il presidente della regione Attilio Fontana ha firmato il decreto di nomina della Commissione.

Gli altri componenti della Commissione saranno il professor Furio Zucco, medico chirurgo in anestesiologia, rianimazione, riabilitazione e cure palliative, il professor Roberto Bernabei, ordinario di medicina interna all’Università Cattolica, il professor Giuliano Rizzardini, responsabile del reparto di Malattie Infettive al Sacco di Milano, il dotor Roberto Blaco, dirigente dell’Osservatorio Statistico regionale, il professor Mattia Cesari, ordinario dell’università di Milano e presidente della Scuola di Specializzazione in Geriatria, il professor Pierachille Santus, responsabile del reparto di Pneumologia dell’ospedale sacco di Milano, la dottoressa Luciana Bevilacqua, esperta di Risk Management, la dottoressa Maria Cristina Opezzo, medico legale, e il professor Carlo Signorelli, direttore della scuola di Igiene e Sanità Pubblica del San Raffaele di Milano.

“I pazienti trasferiti nelle RSA da ospedali lombardi sono stati gestiti in maniera separata da tutti. Non c’e’ stata contaminazione da parte di nessuno di questi pazienti – ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera – Con la delibera del 23 marzo, su cui si è fatta molta disinformazione, abbiamo voluto dire che l’idea del trasferimento dagli ospedali era necessario affinché si potessero salvare vite. In un momento in cui gli ospedali erano stracolmi, non solo i Pronto soccorso, ma anche le degenze, era necessario creare spazio per accogliere nuovi pazienti”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Boccia “La Lombardia resta la massima priorità”

0

“Come ho detto a Fontana, la Lombardia era ed è la massima priorità del Paese, con altre province ferite di alcune altre regioni, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria”. Lo ha detto, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Marino a Milano il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia. “L’incontro di oggi, come ho detto al governatore Fontana stamattina, è per dire che il governo c’è 24 ore su 24 – ha aggiunto -. La Protezione civile ha dato tutta la disponibilità possibile a Regione Lombardia e abbiamo ribadito un concetto chiaro: stop alle polemiche e lavoriamo tutti insieme. Siamo qui per ribadire che tutto il lavoro che la Protezione civile sta facendo continuera’ a essere fatto”.
Il ministro ha poi assicurato che “quanto speso dalle regioni al 6 aprile sarà rimborsato. Tutto quello che serve agli enti locali dopo, basterà chiedere e verrà dato gratuitamente. Le regioni poi possono fare con le loro risorse quello che fa lo Stato. Diciamo che è solo stato messo ordine”.

E sulle Rsa, Boccia ha evidenziato che “serve un monitoraggio continuo e giornaliero, con tamponi quotidiani e medici e infermieri H24. Poi si faranno le valutazioni. Ci sono inchieste della magistratura, per cui è inutile fare valutazioni. Noi siamo impegnati a mettere in sicurezza le RSA. Poi ognuna di queste risponderà per se stessa. C’è chi ha risposto in modo eccellente
e chi invece ha perso il controllo della struttura”.
(ITALPRESS).

Confindustria, l’appello del Nord “Le aziende riaprano presto e in sicurezza”

Appello delle imprese del Nord per la ripartenza delle attività. Dalla Confindustria di Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto arriva un’agenda per la riapertura delle imprese. “Dobbiamo tuttavia essere consapevoli che all’emergenza sanitaria seguirà una profonda crisi economica: dobbiamo quindi essere in grado di affrontarla affinché non si trasformi in depressione e per farlo abbiamo bisogno innanzitutto di riaprire in sicurezza le imprese – si legge nel documento congiunto -. Se le quattro principali regioni del Nord che rappresentano il 45% del PIL italiano non riusciranno a ripartire nel breve periodo il Paese rischia di spegnere definitivamente il proprio motore e ogni giorno che passa rappresenta un rischio in più di non riuscire più a rimetterlo in marcia. Prolungare il lockdown significa continuare a non produrre, perdere clienti e relazioni internazionali, non fatturare con l’effetto che molte imprese finiranno per non essere in grado di pagare gli stipendi del prossimo mese. Chiediamo quindi di definire una roadmap per una riapertura ordinata e in piena sicurezza del cuore del sistema economico del Paese. È ora necessario concretizzare la ‘Fase 2′”.
“Per farlo – continua la nota – bisogna realizzare un percorso chiaro e decisioni condivise con una interlocuzione costante tra Pubblica Amministrazione, Associazioni di rappresentanza delle imprese e Sindacati che indichi le tappe per condurre il sistema produttivo verso la piena operatività. La salute è il primo e imprescindibile obiettivo: le imprese devono poter riaprire, ma è indispensabile che lo possano fare in assoluta sicurezza, tutelando tutte le persone. Le aziende sicure devono poter lavorare. Chi non è in grado di assicurare la sicurezza necessaria nei luoghi di lavoro non può aprire. Bisogna quindi definire un piano di aperture programmate di attività produttive mantenendo rigorose norme sanitarie e di distanziamento sociale”.
Nello specifico per Confindustria “bisogna mettere le imprese nelle condizioni di reperire tutti i dispositivi di protezione individuale e garantire il loro approvvigionamento mediante un agevole percorso di fornitura che passi da un flusso costante e prioritario nelle procedure doganali. Velocizzare il percorso di autorizzazioni da parte dell’ISS per i dispositivi prodotti in deroga alle normative sanitarie, ma che dimostrino requisiti di protezione soddisfacenti. Mettere in campo un pacchetto di misure di finanziamento a fondo perduto che supportino gli investimenti delle imprese nella sicurezza basato su alcune linee d’azione fondamentali: adozione di protocolli di sanificazione degli ambienti di lavoro; ripensamento degli spazi lavorativi per ridurre al minimo i contatti tra le persone; nuova mobilità da e per i luoghi di lavoro e all’interno dei siti produttivi; ricorso allo smart working”. “Chiediamo – si legge ancora nel documento – un impegno per definire insieme un piano di contenimento del virus sui luoghi di lavoro basato su: una collaborazione tra Autorità preposte, imprese e sindacati per consentire una efficiente gestione dell’operatività delle imprese nel periodo di emergenza, funzionale ad evitare pericolose situazioni di contrasto che metterebbero a repentaglio gli sforzi di collaborazione. Ciò deve poter avvenire anche a livello territoriale e regionale per costruire e sperimentare nuovi ‘modelli’ di lavoro”.
(ITALPRESS).

Cariplo continua a sostenere la cultura

Approvati 14 progetti nell’ambito del bando “Beni aperti”, attraverso cui Fondazione Cariplo sostiene interventi di restauro di beni di interesse storico-architettonico e l’insediamento all’interno di essi di nuove attivita’ e servizi. Circa sei milioni di euro saranno destinati ad organizzazioni private non profit, enti pubblici ed ecclesiastici detentori o affidatari di beni culturali di pregio su tutto il territorio lombardo e nelle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola.
I progetti, selezionati tra i 58 candidati sul bando Beni aperti nel luglio 2019, abbracciano diverse tipologie di intervento: dalla riqualificazione di immobili storici di proprieta’ diocesana – nelle citta’ di Bergamo e Cremona -, alla riapertura di una sala cinematografica nella citta’ di Lecco. E ancora: nuovi spazi dello storico Teatro Coccia di Novara, cosi’ come interventi di riqualificazione e rinnovamento gestionale saranno realizzati a Palazzo Te, emblema della citta’ di Mantova. A Cernobbio, in provincia di Como, saranno potenziate le attivita’ formative e culturali del compendio di Villa Erba – storica dimora di Luchino Visconti. “Soprattutto in un momento di emergenza e’ necessario avere uno sguardo di speranza sul futuro, poggiandosi su cio’ che gia’ oggi rappresenta un grande valore per il nostro Paese. Il patrimonio culturale del nostro territorio e’ un asset cruciale e rappresenta un settore in cui l’Italia ha un enorme vantaggio competitivo che va tutelato e valorizzato. Il peso dei bisogni sociali aumentera’, soprattutto sul fronte delle nuove poverta’, ma siamo convinti che sara’ importante continuare ad investire sulla cultura, cosi’ come sull’ambiente e sulla ricerca scientifica, per contribuire alla rinascita delle nostre comunita’” afferma Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo.
(ITALPRESS).

Oleificio Zucchi per la filiera alimentare e il territorio

0

In questi giorni di emergenza Covid-19, Oleificio Zucchi garantisce l’approvvigionamento di olio da olive e da semi sugli scaffali dei punti vendita e per le industrie clienti: nel rispetto delle ordinanze governative e con le opportune misure di tutela dei propri dipendenti, la produzione della storica azienda cremonese non si ferma, e prosegue nella fornitura alimentare di un bene di prima necessità come l’olio.
Consapevole che un eventuale stop creerebbe enormi difficoltà alla filiera e alla supply chain nazionale, Oleificio Zucchi ha adottato in maniera rigorosa, fin dal primo giorno, tutte le precauzioni necessarie per la salvaguardia della salute dei suoi dipendenti, mantenendo allo stesso tempo attive le sue linee produttive. Ha fornito sin da subito tutti i dispositivi di protezione individuale necessari al proseguimento del lavoro in sicurezza, applicato specifici protocolli sanitari in accordo con il medico di stabilimento ed effettua in via precauzionale sanificazioni periodiche del sito produttivo. Dove possibile, inoltre, ha implementato lo smart working e, per maggiore tutela, provveduto alla chiusura dell’azienda al mondo esterno, bloccando l’accesso di terzi al sito produttivo ad esclusione di trasportatori e squadre di manutenzioni impianti.
L’azienda ha attivato una copertura assicurativa ad hoc a favore di tutti i dipendenti in caso di diagnosi positiva al Covid-19 e conseguente ricovero presso una struttura ospedaliera. Il pacchetto si compone di un’indennità da ricovero causato dall’infezione, un’indennità da convalescenza e da un pacchetto di assistenza post ricovero per gestire al meglio il recupero della salute e le necessità familiari. Ad esempio, sono inclusi l’invio di un medico a domicilio, trasporti in ambulanza, consegna della spesa ed invio di un collaboratore familiare o baby sitter.
L’Oleificio cremonese da sempre dà grande valore alle persone e al territorio e, ancora di più in questo frangente, è fortemente legata alla propria città, tra le più colpite dal virus a livello nazionale. Per supportare in maniera concreta il personale medico, in prima linea ad affrontare questa situazione critica, Oleificio Zucchi ha fornito il proprio contributo economico all’ASST di Cremona, l’ospedale cittadino, per l’acquisto di strumenti ed apparecchiature per la terapia intensiva: ad oggi, sono già stati acquistati un ecografo e pompe siringa infusionali.
“Siamo consapevoli delle enormi difficoltà che gli operatori sanitari si trovano a fronteggiare, in queste settimane, per salvaguardare la nostra salute: a loro va la nostra più sincera riconoscenza. Supportare, anche se in piccola parte, il loro grande impegno è per noi un atto dovuto, con la speranza che si possa presto tornare alla normalità” dichiara Alessia Zucchi, Amministratore Delegato di Oleificio Zucchi. “Un grande ringraziamento va inoltre a tutto il nostro Team, che continua a lavorare con grande dedizione e responsabilmente mantiene operative le nostre linee di produzione. In questo particolare frangente, in cui i beni di prima necessità ricoprono un’importanza fondamentale, Oleificio Zucchi continuerà a lavorare finché sarà possibile, con tutte le precauzioni necessarie, per assicurare la fornitura di uno dei prodotti più preziosi per la nostra alimentazione”.

Milano, ripartono i lavori della metropolitana M4

0

Salini Impregilo e Astaldi riprendono i lavori sulla M4, la nuova linea metropolitana di Milano, e insieme al Comune, a Società M4 e agli altri operatori coinvolti nel progetto “hanno riattivato tutti i necessari protocolli per far operare i lavoratori nella massima sicurezza e attenzione alla salute, proseguendo un cantiere strategico per la mobilità sostenibile della città”. E’ quanto si legge in una nota di Salini.
Per la prosecuzione delle attività nelle aree di lavoro della nuova metropolitana sono state adottate misure di sicurezza straordinarie che mirano a tutelare la salute dei lavoratori e a prevenire ogni forma di contagio: tra queste il rilevamento della temperatura corporea al mattino, all’ingresso in cantiere ed all’ora di pranzo all’ingresso in mensa, l’utilizzo di mascherine di protezione, la distribuzione massiva di disinfettanti per le mani, il rispetto, ove possibile, della distanza di sicurezza e ancora, pulizia e sanificazione periodica degli ambienti di lavoro, dei dormitori e di tutti gli spazi comuni, riduzione del numero di persone che possono viaggiare contemporaneamente sulle navette da e per il cantiere.
Misure che, sottolinea la nota, rappresentano solo una sintesi delle norme complessive adottate da Salini Impregilo, a Milano come negli altri cantieri nel mondo, per affrontare l’emergenza sanitaria in corso, per la quale il Gruppo ha costituito una task force operativa in modo continuativo a livello globale ed ha mobilitato fino a 500 persone.
I lavori nei cantieri sono ripresi su tutte e tre le tratte (Est, Ovest e Centro), e sono state avviate le attività di preparazione al riavvio degli scavi meccanizzati con le TBM, che saranno riattivate a pieno regime la prossima settimana. In questa fase sono presenti nel cantiere circa 200 tra operai, dipendenti e dirigenti che hanno messo la loro esperienza al servizio della città, per consegnare ai milanesi la nuova metropolitana nel minor tempo possibile, facendo leva su un forte senso di coesione della squadra.
I lavori, commissionati dal Comune di Milano, e realizzati dalla società mista concessionaria M4 partecipata dal Comune di Milano e da un raggruppamento di soci privati guidato da Salini Impregilo, erano stati interrotti in ottemperanza a quanto previsto dall’ordinanza del presidente della Regione Lombardia del 21 marzo 2020 per contrastare la diffusione del Covid-19, che richiedeva la chiusura di tutte le attività a partire dal 22 marzo per 10 giorni e quindi fino al 5 aprile. Rimane in vigore il DPCM del 22 marzo prorogato con il DPCM dell’1 aprile 2020 che ammette le attività edili relative alle infrastrutture, come la costruzione della M4 purché siano attuate procedure organizzative, controlli, DPI e modalità di lavoro che mirano a tutelare la salute dei lavoratori e a prevenire ogni forma di contagio.
La Linea 4, che collegherà il centro di Milano all’aeroporto di Linate in soli 12 minuti, rappresenta uno dei progetti di sostenibilità underground più importanti d’Europa.
(ITALPRESS).

Guido Bertolaso dimesso dall’ospedale

Guido Bertolaso è stato dimesso dall’Ospedale San Raffaele, dove era stato ricoverato il 24 marzo scorso dopo essere risultato positivo al coronavirus.

“Oggi sono stato dimesso dall’Ospedale San Raffaele – scrive su Facebook l’ex capo della Protezione Civile e consulente del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana -. Ringrazio tutti i medici e gli infermieri, orgoglio del nostro Paese. Uomini e donne che combattono in prima linea contro il Covid-19 pagando troppo spesso in prima persona con contaminazione e a volte purtroppo anche con la vita. Grazie per tutti i numerosi messaggi di affetto che mi avete inviato in questi giorni. Ora forza, c’è ancora tanto da fare. L’Italia ha bisogno dell’aiuto di tutti”.

(ITALPRESS).