MILANO (ITALPRESS) – Arrivati ingenti quantita’ di mascherine e tute in Lombardia grazie al China-Italy Philanthropy Forum che coinvolge il TOChina Hub di Torino, Fondazione Cariplo, Fondazione CRT, ENI, Fondazione Grimaldi, Fondazione Brunello e Federica Cucinelli e Fondazione Agnelli.
E’ stato attivato un ponte aereo con voli umanitari forniti dalla compagnia aerea Neos Spa, che contribuisce facendosi carico dei costi fissi e del proprio personale.
Fondazione Cariplo e’ impegnata nell’operazione mettendo a disposizione circa 500 mila euro sostenendo i costi vivi e partecipando alla cabina di regia che ha gia’ consentito di fare arrivare in Lombardia nei giorni scorsi le prime 450.000 mascherine chirurgiche, 210.000 guanti e 11.375 tute protettive destinate alla Protezione Civile della Regione Lombardia, alla Caritas Ambrosiana e all’ Ospedale San Paolo.
Il 28 marzo e il 31 marzo sono giunti a Malpensa altri cargo che hanno complessivamente trasportato in Italia 845 ventilatori, 1.629.850 mascherine FP2, 1.526.750 mascherine chirurgiche, 26.550 tute protettive, 4500 occhialini protettivi, 43.800 guanti gia’ in distribuzione in Lombardia e nel resto del Paese. Parallelamente Fondazione Cariplo ha stretto un’alleanza con Assolombarda per aiutare chi fa acquisti di materiale sanitario all’estero per superare le difficolta’ ed evitare rischi.
“Abbiamo da subito costituito un Fondo speciale da 2 milioni di euro, in parte distribuito tra le 16 Fondazioni Comunitarie in Lombardia, Novarese e Verbano, per avviare una raccolta a favore del territorio” ha detto Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo.
“Questa e’ una battaglia che dobbiamo vincere insieme e nella quale ciascuno e’ chiamato a fare la propria parte” ha aggiunto Alessandro Scarabelli, Direttore Generale di Assolombarda.
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Coronavirus, in Lombardia materiale sanitario dalla Cina
Pronto l’ospedale da campo alla Fiera di Bergamo
L’ospedale realizzato dall’Associazione nazionale alpini all’interno dei padiglioni della Fiera di Bergamo è pronto. “Partito come idea di struttura campale d’emergenza, sulla base della nostra Colonna Mobile, il progetto è stato modificato in corsa, per giungere ad ottenere un vero e proprio ospedale con settantadue posti di ricovero in terapia intensiva e altrettanti in condizioni sub intensiva – spiega Sebastiano Favero, presidente dell’Associazione nazionale alpini -. La flessibilità dell’organizzazione alpina e l’abitudine ad operare in emergenza hanno concretizzato un piccolo miracolo: i lavori, infatti, sono iniziati il 24 marzo e si sono conclusi il 1° aprile. Un successo che è stato reso possibile sia dalla stretta e proficua collaborazione tra Protezione Civile ANA e Sanità Alpina, sempre dell’ANA, sia dalla reputazione di cui gode la nostra Associazione: gli artigiani volontari bergamaschi sono infatti accorsi in centinaia a fianco delle Penne Nere e, lavorando con competenza, passione e dedizione, 24 ore su 24, hanno conseguito l’obiettivo in soli sette giorni”.
“Uno sforzo – prosegue Favero – che ha potuto anche contare sul fondamentale, generoso e tangibile supporto di numerosissimi donatori, sia a livello locale sia nazionale. Adesso la struttura è pronta, attrezzata, a ricevere l’afflusso del personale sanitario e dei pazienti: la consegniamo in ottime mani, all’operatività dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, a cui va con profonda convinzione il nostro grazie. E gli Alpini continueranno a supportarla con efficienza, logisticamente ed organizzativamente”.
“Ringrazio quindi la Regione Lombardia, che ha creduto nella forza degli Alpini, affidandoci questa missione, il suo presidente, Attilio Fontana, che ieri ha fatto visita all’ospedale e il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che – evidenzia – ha sostenuto con determinazione questa iniziativa sin dal primo istante. Una profonda riconoscenza va poi a tutti gli Alpini che hanno collaborato, ad ogni livello, alla riuscita dell’operazione e a tutte le aziende che hanno lavorato con entusiasmo al nostro fianco o che ci hanno sostenuto con donazioni di materiali e finanziariamente”.
“Da oggi – conclude Favero – quindi l’ospedale può diventare operativo sotto la guida e Direzione dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII. È con orgoglio, dunque, che posso testimoniare la nuova dimostrazione di vicinanza nell’emergenza dell’Associazione Nazionale Alpini alla nostra gente ed al nostro territorio: confidando nel fatto che i valori e l’efficacia che esprimiamo convincano sempre più della necessità di trovare per i nostri giovani forme di servizio al Paese che garantiscano anche in futuro straordinarie risposte come questa”.
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Allianz e Sapio partner per ospedale Fiera Milano
Allianz S.p.A. e il Gruppo Sapio S.p.A. sono partner a fianco della Regione Lombardia per il nuovo ospedale di terapia intensiva realizzato nella ex Fiera Milano e inaugurato il 31 marzo.
“La struttura, con 200 posti letto, può contare sugli impianti per la distribuzione di ossigeno e gas medicali forniti dal Gruppo Sapio in partnership con Allianz – si legge nella nota – Gli impianti, che sono stati realizzati da una squadra complessiva di 60 tecnici Sapio, che hanno lavorato giorno e notte in 10 giorni per completare la prima tranche di installazione di 5.000 metri di tubi per servire i primi posti letto della terapia intensiva, sono costantemente alimentati da tre serbatoi, per far fronte all’enorme fabbisogno di ossigeno dei pazienti ospedalizzati.
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Fontana “La circolare del Viminale? In Lombardia non cambia nulla”
“La gravità del fatto in sè e per sè è psicologica perchè, al di là del fatto che si faccia o non si faccia la passeggiata con il proprio bambino, è la dimostrazione che si stanno abbassando le difese, che si sta mollando la presa, che la gente può illudersi che sia finito tutto. E questo è l’effetto più sbagliato. In Lombardia non cambierà nulla rispetto a ciò che è contenuto nella mia ordinanza valida fino al 4 di aprile. Se esco con mio figlio senza motivazione valida e senza rispettare le distanze dagli altri, si rischia la multa. Capisco che sia una cosa brutta, ma bisogna cercare di limitarsi il più possibile”. Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, collegandosi con Cento Citta’, su Rai Radio 1 commentando la circolare di ieri del Viminale.
“Anche perchè – ha aggiunto Fontana – poi è un passo mettere insieme l’amichetto del bimbo o fare quattro chiacchiere con l’altra mamma. E diventa una catena che, se non c’è una stretta iniziale, rischia di diventare troppo lunga”.
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Milano, ecco il nuovo ospedale dei record
A pieno regime disporrà di più di 200 posti di terapia intensiva il nuovo ospedale realizzato in tempi record in Fiera a Milano e inaugurato dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana insieme al presidente della Fondazione Fiera, Enrico Pazzali, al direttore generale del Policlinico di Milano che lo avrà in gestione, Pino Belleri e Gerardo Solaro del Borgo, presidente Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine d Malta che ha riportato un messaggio di Guido Bertolaso, l’anima di questo progetto.
Presenti anche il vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala e gli assessori regionali Giulio Gallera (Welfare) e Melania Rizzoli (Istruzione, Formazione e Lavoro).
Un’opera interamente finanziata da 1.200 donatori con il loro contributo da 10 euro a 10 milioni.
“Anzitutto desidero ringraziare – ha detto Fontana – tutti gli uomini e le donne che hanno lavorato in maniera indefessa e incredibile per 24 ore al giorno. Qui è stato realizzato un ospedale di altissima qualità e di altissima tecnologia che potrà diventare un punto di riferimento per tutto il Paese tanto che il Governo ha detto che vorrà replicare questo intervento in altri parti d’Italia”.
Fontana ha ricordato per l’occasione il lavoro di Guido Bertolaso, a cui ha augurato una pronta guarigione. E ha ringraziato quello che ha definito il ‘maestro’ di questa operazione: Enrico Pazzali, presidente di Fiera Milano.
“Questa è la storia di Milano e della Lombardia – ha continuato Fontana – fatta di gente operosa, proattiva e generosa”.
L’Ospedale, un vero e proprio padiglione del Policlinico, disporrà di 8 reparti con 53 letti e vi lavoreranno 200 medici anestesisti e rianimatori, 500 infermieri e altre 200 persone. I pazienti saranno trasferiti dal coordinamento regionale dell’Unità di crisi. Con l’inizio della prossima settima arriveranno i primi 24 pazienti.
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Coronavirus, in Consiglio momento di raccoglimento
“Ci uniamo idealmente ai tanti sindaci d’Italia che in questo momento indossando la fascia tricolore si trovano davanti ai loro Municipi per un momento di raccoglimento. Ci uniamo al dolore di tante famiglie che in questi giorni hanno perso i loro cari e anche a quelle che non sono nella possibilità di vederli e che possono solo salutarli a distanza. Un pensiero particolare va ai tanti ancora malati che in questo momento stanno lottando per sopravvivere. Ci sono anche i caduti sul campo, le vittime del dovere: medici, infermieri, personale sanitario, che hanno pagato con la vita la loro generosità professionale e umana e che hanno dimostrato straordinaria generosità e altruismo, così come il personale delle Rsa e tutti quei cittadini che quotidianamente continuano con il loro lavoro ad assicurare i servizi essenziali alle nostre comunità. Un grazie infine a tutti i cittadini che stanno mostrando maturità e senso civico rispettando i faticosi divieti imposti dalla quarantena. Quando questa emergenza sarà vinta verrà il tempo del ricordo e questo grande dolore dovrà diventare memoria condivisa. Ma sarà anche il tempo della ricostruzione, in cui il nostro popolo ha sempre saputo dare il meglio”.
Lo ha sottolineato il Presidente Alessandro Fermi, sospendendo a mezzogiorno i lavori della seduta di Consiglio regionale per un breve momento di riflessione e cordoglio. Anche a Palazzo Pirelli oggi le bandiere sono state poste a mezz’asta, nel rispetto di quanto predisposto dalla Prefettura, che ha condiviso le iniziative di ANCI e della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali su indicazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri: sul trittico nell’Aula del Consiglio regionale sono stati posizionati nastri neri per segnare a lutto le bandiere.
“Le istituzioni non si fermano -ha sottolineato ancora il Presidente Fermi-. Anche la politica e la pubblica amministrazione, nel rispetto delle regole e delle direttive vigenti, devono continuare a svolgere il ruolo e i compiti che sono loro affidati. Per questo motivo, completati gli interventi di sanificazione di Palazzo Pirelli, abbiamo tenuto oggi la seduta di Consiglio regionale per discutere e approvare alcuni provvedimenti urgenti secondo una modalità eccezionale che, nel rispetto del regolamento e delle norme vigenti, è stata sperimentata per la prima volta nella storia del Consiglio regionale della Lombardia, sul modello seguito da Camera e Senato in occasione del voto sullo scostamento del deficit”.
Ogni gruppo è intervenuto con la metà dei suoi Consiglieri, così da garantire la presenza in Aula di 41 componenti, in proporzione alla consistenza dei gruppi.
In buona sostanza, la “composizione ridotta per Coronavirus” non ha impattato sulle procedure assembleari, non ha derogato al Regolamento e non ha cambiato le regole e il sistema di votazione in Aula. La particolarità in questo caso è stata l’assenza concordata di un numero molto elevato dei componenti dell’Assemblea, per decisione dei Capigruppo, come soluzione emergenziale per ridurre i rischi da contagio.
All’ingresso a Palazzo Pirelli, consentito solo da via Fabio Filzi, tutti i Consiglieri regionali e il personale autorizzato sono stati sottoposti alla misurazione della temperatura corporea e hanno ricevuto in dotazione gli strumenti di protezione personale come mascherina e guanti in lattice monouso.
Al Pirellone, dove nei giorni scorsi sono stati eseguiti e completati i lavori di sanificazione di tutti gli spazi e degli uffici, attualmente possono accedere solo Consiglieri regionali e dipendenti preventivamente autorizzati dai rispettivi Gruppi consiliari e dal Segretario Generale.
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In calo i nuovi positivi anche in Lombardia
“I numeri di oggi confermano fortunatamente quanto visto nei giorni scorsi”. Lo ha detto, nel corso dell’ormai consueta diretta Facebook per fare il punto sull’emergenza coronavirus, l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, che ha poi spiegato come i casi positivi in Lombardia siano saliti a quota 42.161, 1.154 piu’ di ieri; i ricoveri in ospedale sono 11.115, 202 più di ieri, quando erano cresciuti di 461 unita’. A questi ultimi si aggiungono i pazienti in terapia intensiva, che sono arrivati a 1.330, 2 più di ieri. “Bisogna ricordare – ha detto Gallera – che ogni giorno ci sono circa 90 letti di terapia intensiva tra i dimessi e i deceduti che si liberano”. Crescono i dimessi, arrivati a 10337, 1082 più di ieri. I decessi sono arrivati a quota 6.818, 458 più di ieri.
La provincia di Milano ha raggiunto i 8676 casi di coronavirus, 347 più di ieri. Milano citta’ ha raggiunto invece i 3560 casi, 154 più di ieri. “Ieri aveva un incremento di 247”, ha sottolineato Gallera.
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Pronte le nuove terapie intensive al San Raffaele
A un mese dall’inizio dell’emergenza Covid-19 in Italia, cresce ancora l’impegno del Gruppo San Donato: domani i primi pazienti verranno accolti nella seconda terapia intensiva allestita all’interno di una tensostruttura normalmente utilizzata come campo sportivo dell’Università Vita-Salute San Raffaele.
Seppur situate a poche centinaia di metri dall’Ospedale San Raffaele, le nuove terapie intensive saranno due unità operative attrezzate con le più moderne tecnologie disponibili, così da assistere in totale autonomia i pazienti che si trovano in gravi condizioni a causa dell’infezione da Coronavirus.
Le due terapie intensive sono infatti già complete di Tac, archi radiologici, e della tecnologia ECMO, meglio conosciuta come la macchina cuore polmone. Solo pochi centri ospedalieri italiani sono dotati di questa macchina che supporta le funzioni vitali del paziente mediante la circolazione extracorporea, consentendo di mettere e riposo cuore e polmoni. Una tecnologia quindi fondamentale per quei casi estremi di pazienti con polmonite Covid, le cui condizioni non migliorano neanche attraverso la ventilazione artificiale.
La realizzazione di entrambe le terapie intensive è stata resa possibile grazie alla generosità di migliaia di donatori che hanno consentito di coprire gli ingenti costi: 4 milioni e settecento mila euro per la prima terapia intensiva con 14 posti letto e 3 milioni di euro per la seconda, con10 posti letto. Partiti dall’inizio dell’emergenza con 4 posti letto, oggi è salito a 60 il numero dei posti letto di terapia intensiva dell’Ospedale San Raffaele.
“Un ringraziamento doveroso va a tutti i nostri donatori, che con la loro generosità hanno contribuito a dare una possibilità di guarigione in più ai molti pazienti in gravi condizioni, così come a tutti coloro che lavorando giorno e notte hanno consentito l’apertura delle due terapie intensive in tempi record. In questa battaglia i grandi ospedali lombardi hanno un ruolo chiave nell’assistenza a tutti i pazienti Covid. L’Ospedale San Raffaele e tutto il Gruppo San Donato sono in prima linea fin dall’inizio dell’emergenza, mettendo a disposizione del servizio sanitario regionale la propria competenza medico scientifica e un’organizzazione che ci rende particolarmente reattivi anche nelle grandi emergenze”, afferma Elena Bottinelli, amministratore delegato dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.
Ad oggi, negli ospedali del Gruppo San Donato, il numero complessivo di posti letto per pazienti Covid positivi messi a disposizione del servizio sanitario regionale, sono 2026 nei reparti e 170 nelle terapie intensive.
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