“Sulla questione stadio ci siamo sempre mossi con trasparenza e coerenza. Da subito avevamo detto che avremmo coinvolto prima il Consiglio Comunale e, solo dopo aver avuto il parere di chi rappresenta i cittadini, ci saremmo assunti, come sindaco e Giunta, la responsabilità di decidere come procedere. Alla luce del percorso tecnico e politico compiuto fino ad ora, la Giunta ha deliberato il pubblico interesse alla proposta di Milan e Inter sullo stadio, ma eventuali altre opere, ad esempio spazi commerciali, uffici o hotel, saranno autorizzate solo nella misura prevista dal corrente Piano di Governo del Territorio del Comune di Milano”. Lo dichiara in una nota il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in merito al progetto del nuovo stadio che Inter e Milan hanno presentato al Comune. “La costruzione di un nuovo impianto sportivo – prosegue il sindaco – ha, comunque, aperto la questione sul futuro di San Siro. Ribadiamo la nostra volontà di rifunzionalizzarlo e pertanto siamo pronti a valutare soluzioni che non prevedano la rinuncia all’attuale impianto, bensì la sua rigenerazione attraverso altre funzioni”, conclude Sala.
IL PICCOLO ALVIN BERISHA TORNA IN ITALIA
Ritorna in Italia Alvin Berisha, il bambino albanese di 11 anni trattenuto da tempo in un campo di prigionia in Siria dopo l’arruolamento della madre nelle fila dell’Isis. Alvin, residente a Barzago, in provincia di Lecco, è stato liberato dal campo profughi di Al Hol grazie a una task force e in queste ore sta per essere prelevato al confine tra Siria e Libano. Poi si imbarcherà sul volo che da Beirut lo porterà a Roma.
“Un’ottima notizia, buon rientro a casa piccolo Alvin! – commenta il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana -. Nei giorni scorsi avevamo acceso anche il Pirellone per sollecitare la sua liberazione. Complimenti – ha aggiunto Fontana – alla task force, in particolare alle donne e agli uomini della Croce Rossa Italiana, che ha consentito di riportarlo a casa”.
“Finisce il dramma di un bambino che per cinque anni è stato vittima dell’odio religioso. Grazie alle forze dell’ordine e a tutti coloro che si sono mobilitati per Alvin, non ultima Regione Lombardia che proprio in questi giorni aveva illuminato il Pirellone per lanciare un segnale forte in suo nome – ha sottolineato Viviana Beccalossi, presidente del Gruppo Misto in Consiglio regionale -. Alvin è stato doppiamente vittima del fanatismo: prima costretto a seguire la madre diventata combattente jihadista e poi diventando ‘orfano di guerra’ in un campo profughi. Un incubo che purtroppo interessa ancora tanti innocenti e che almeno per lui è finalmente terminato”.
CONVEGNO SULLA FIBROMIALGIA A PALAZZO PIRELLI
Sollecitare il Governo perché introduca la fibromialgia nei livelli essenziali di assistenza (LEA); avviare in Lombardia un percorso specifico di presa in carico e di cura; puntare sulla formazione e l’informazione su questa grave patologia di dolore muscoloscheletrico diffuso e di affaticamento. Questi gli obiettivi del convegno “Fibromialgia: paziente al centro”, organizzato dalla Commissione consiliare Sanità che si è tenuto oggi a Palazzo Pirelli e che ha visto la partecipazione di numerosi medici specialistici e di rappresentanti delle diverse associazioni.
“Come Presidente della Commissione consiliare Sanità ho fortemente voluto questo convegno per supportare la battaglia portata avanti dalle associazioni di pazienti, per lo più donne, che soffrono di questa patologia – ha detto il Presidente Emanuele Monti (Lega) -. Si tratta, infatti, di una malattia che fino a pochi anni fa non era adeguatamente conosciuta dagli stessi medici, né tanto meno dalle istituzioni. È dunque tempo che anche dalla Lombardia venga portata avanti un’azione per sollecitare il Governo a introdurre nei LEA la fibromialgia: si tratta di un dovere etico ed umano, prima che politico”.
Attualmente, non sono ancora note le cause e la sintomatologia è molto diversificata (dolore muscoloscheletrico diffuso, affaticamento, disturbi del sonno e cambiamenti del tono dell’umore) e non è fisicamente evidente: fattori che rendono difficile l’individuazione e il riconoscimento.
“E’ difficile farsi accettare – ha sottolineato Barbara Suzzi, Presidente Comitato Fibromialgici Uniti – perché spesso la nostra malattia viene classificata come un disturbo psico-somatico di scarsa rilevanza. Spero che l’incontro di oggi segni l’inizio di un percorso che porti celermente al giusto riconoscimento della gravità della patologia”.
Più sostegno e attenzione da parte di Regione Lombardia sono stati sollecitati da Carlo Borghetti (PD), Vice Presidente del Consiglio regionale, che ha ricordato come nelle scorse legislature l’Assemblea lombarda si sia già occupata del tema, con l’approvazione di vari documenti. “E’ ingiusto che ad oggi non si abbia ancora un adeguato livello di cura e di attenzione – ha dichiarato Borghetti -. Auspico che Regione Lombardia, come altre regioni italiane, possa sostenere i pazienti fibromialgici, anche con esenzioni dal ticket. E’ inoltre, importante che venga individuato un centro regionale che possa fare da riferimento per la diagnosi e la cura, evitando che i pazienti siano costretti a vagare da un centro ad un altro”.
Diverse le iniziative portate avanti dalla DG Welfare, illustrate da Alessandra Piatti, dirigente della Struttura reti clinico assistenziali, tra cui il coordinamento della Rete reumatologica, lo studio per l’individuazione di un punto di riferimento e gli investimenti sulla ricerca.
Numerose e toccanti le testimonianze e i punti di vista delle associazioni che promuovono e sostengono in prima linea la lotta alle malattie reumatiche (CFU-ITALIA Odv, AISF ONLUS, ABAR ONLUS e ALOMAR ONLUS) e che hanno sottolineato le tante difficoltà, soprattutto nei luoghi di lavoro.
“E’ urgente arrivare a un pieno riconoscimento della patologia – ha detto Luigi Piccirillo, consigliere regionale M5S membro della Commissione Sanità -. L’inserimento nei LEA favorirebbe i medici di medina generale nella diagnosi precoce di una malattia molto difficile da individuare”.
La Vice Presidente della Commissione consiliare, Simona Tironi (FI) ha ribadito massimo impegno sulla questione. “Le associazioni stanno svolgendo un lavoro prezioso di sensibilizzazione e informazione che deve essere riconosciuto anche dalle istituzioni – ha rimarcato Tironi -. E’ importante che Regione Lombardia porti all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni il tema della presa in carico e della cura dei pazienti fibromialgici, offrendo risposte concrete ai malati e alle loro famiglie”.
(ITALPRESS).
PRIMA CONFERENZA DELLA COOPERAZIONE
Le cooperative creano valore e rispondono ai bisogni del territorio. I dati di Unioncamere, rielaborati da Polis Lombardia, dimostrano la sostanziale resilienza del sistema lombardo con una diminuzione delle cooperative con zero addetti e una forte crescita dell’impiego di persone con disabilità (+67%) perché, soprattutto le grandi imprese, si affidano alle cooperative per rispettare gli obblighi di legge. Su circa 18.600 imprese cooperative registrate in Lombardia (il 13% del totale italiano), il numero maggiore si registra in provincia di Monza in Brianza (1226) e di Bergamo (1111) e, per comparto, nel settore del magazzinaggio e trasporto (18%). Di queste, 1833 sono cooperative sociali iscritte all’Albo regionale.
Se ne è parlato oggi in occasione della prima Conferenza regionale della Cooperazione in Lombardia, a cui hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori Alessandro Mattinzoli (Sviluppo economico), Fabio Rolfi (Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi), Melania Rizzoli (Istruzione, Formazione e Lavoro) e Stefano Bolognini (Politiche sociali).
“Confermiamo, anche con questa iniziativa, – ha spiegato Mattinzoli – la nostra attenzione nei confronti del mondo della cooperazione che svolge sul territorio lombardo importati servizi di pubblica utilità, sia in ambito sociale che produttivo. Le nostre comunità hanno bisogno delle imprese cooperative che rappresentano un modello alternativo d’impresa per la loro capacità di operare in modo trasversale in tutti i settori. Un modello che possiamo ritenere ancora attuale, ma che, per vincere la sfida dell’innovazione, deve saper cogliere i punti di fragilità in questo momento di evoluzione, senza perdere il suo Dna, che è la diffusione del benessere in tutto il tessuto sociale. Come Regione vogliamo pertanto mettere a disposizione quelle leve che, anche a livello normativo, possano sostenere le buone pratiche ed innescare eventuali correttivi”.
“Anche nel comparto agroalimentare lombardo – ha aggiunto – il ruolo del sistema della cooperazione è importante. Il sistema cooperativistico in Lombardia è un modello strutturato soprattutto nel comparto lattiero caseario, ma anche in ambito ortofrutticolo e della trasformazione zootecnica. Le cooperative lavorano circa il 60% del latte lombardo. Nelle aree montane o soggette a spopolamento il sistema cooperativistico è una presenza importante e ha assicurato giusta remunerazione ai produttori anche in momenti difficili, senza la quale, avremmo registrato situazioni ancora più critiche anche sotto il profilo sociale”.
“In vista del prossimo Piano di Sviluppo rurale – ha detto ancora – dialogheremo con le cooperative per affrontare in modo adeguato il tema della sostenibilità ambientale, della visione di filiera e della sburocratizzazione”.
“L’assessorato all’Istruzione, Formazione e Lavoro – ha proseguito Melania Rizzoli – s’interessa al vasto e ricco mondo della cooperazione soprattutto per l’inserimento lavorativo delle persone più fragili, che è grande opportunità”.
“La cooperazione sociale – ha concluso l’assessore Bolognini – rappresenta un importante fenomeno economico e sociale del Paese, profondamente radicato nelle comunità locali, che si traduce nella capacità di dare risposte concrete ai bisogni espressi dai nostri territori, ad esempio nella gestione dei servizi sociali e sociosanitari, dove molti sono gestiti direttamente e/o per conto di enti pubblici. Ne sono una prova gli asili nido, le RSA e i centri diurni e residenziali per disabili”.
(ITALPRESS).
IL CONSIGLIO REGIONALE SEMPRE PIÙ ‘PLASTIC FREE’
Il Consiglio regionale della Lombardia è la prima amministrazione pubblica italiana ad aderire formalmente alla campagna “#IoSonoAMBIENTE” promossa dal ministero dell’Ambiente e ad attivare così misure concrete per la riduzione del consumo di materia plastica. La delibera approvata dall’Ufficio di Presidenza prevede nello specifico che a partire dal 1 gennaio 2020 durante le riunioni istituzionali sarà limitata la fornitura di acqua in bottiglie e bicchieri di plastica: a compensazione di ciò, ad ogni consigliere, dipendente e collaboratore del Consiglio regionale che ne faccia richiesta, sarà distribuita una borraccia in acciaio inossidabile con il logo del Consiglio regionale della capacità di 750 ml, che potrà essere riempita con l’acqua da casa o direttamente con l’acqua erogata dai rubinetti di Palazzo Pirelli.
A tal proposito, le verifiche condotte nelle scorse settimane sulla salubrità dell’acqua potabile distribuita tramite gli impianti del Pirellone hanno già dato unanimemente esito positivo. In aggiunta, all’inizio del nuovo anno saranno installati nuovi distributori d’acqua direttamente allacciati alla rete tecnologica di Palazzo Pirelli che saranno posizionati ai vari piani.
Nuovi provvedimenti saranno presi sempre a partire dal 1 gennaio 2020 anche per incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti, che dovrà rispettare per tutti le seguenti tipologie: carta, plastica, alluminio/lattine e vetro. Inoltre presso le aree break saranno posizionati appositi contenitori per la raccolta dell’umido.
Infine saranno predisposte specifiche azioni di sensibilizzazione in merito alla necessità di ridurre la produzione di rifiuti di plastica anche presso il concessionario del servizio di bar, caffetteria e mensa.
“Con questo provvedimento – dicono il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi, il vicepresidente Carlo Borghetti e il consigliere segretario Dario Violi – il Consiglio regionale vuole dare un segnale chiaro ai cittadini testimoniando concretamente il proprio impegno a tutela dell’ambiente e per la riduzione dell’inquinamento prodotto dai rifiuti plastici. Un provvedimento che ha il chiaro intento di sensibilizzare tutti sull’importanza di uno stile di vita corretto nei consumi, orgogliosi di essere la prima pubblica amministrazione italiana ad agire concretamente in tal senso. Con un costo di tutte queste misure che, a regime dei costi attualmente sostenuti, non supererà le tremila euro all’anno, legate sostanzialmente all’acquisto delle borracce, che vogliono essere anche un brand istituzionale all’insegna di un ambiente più pulito e di uno stile di vita migliore”.
FONTANA “POLIMI PARTNER STRATEGICO DELLA REGIONE”
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, è intervenuto all’inaugurazione del 157esimo Anno Accademico del Politecnico di Milano, cui hanno preso parte, fra gli altri, anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il vicepresidente della Regione, Fabrizio Sala. “Il Politecnico di Milano – ha detto il governatore Fontana – è una delle eccellenze del nostro territorio e Regione Lombardia negli anni ha scelto di potenziarlo e valorizzarlo, facendone uno dei principali interlocutori delle politiche regionali in favore di ricerca e innovazione”. Il presidente ha ricordato che l’Ateneo ha un ruolo di primo piano all’interno dei Cluster tecnologici lombardi “che ha contribuito attivamente a supportare la definizione delle politiche di Ricerca e innovazione regionali”.
E tra i progetti che uniscono Regione Lombardia e Politecnico Fontana ha citato l’ultimo in ordine cronologico: la realizzazione del ‘Parco Gasometri’ – nel quartiere Bovisa, a Milano. “L’accordo prevede – ha spiegato il governatore – che Regione Lombardia dedichi 5 milioni di euro al progetto che ospitera’ le 120 aziende incubate ora presso il ‘Polihub’ del Politecnico. L’iniziativa ha come obiettivo la realizzazione di un distretto produttivo fortemente innovativo attorno agli spazi dell’insegnamento universitario, della ricerca e dell’impresa, con la possibile creazione di nuove startup e imprese innovative all’interno del Parco”.
“Ci piacerebbe potere raccogliere frutti ancora più significativi di questa virtuosa collaborazione – ha proseguito – grazie al raggiungimento di maggiori forme di autonomia: su questo siamo impegnati ogni giorno, avendo in mente i possibili benefici per i nostri studenti e i nostri atenei”.
“Il mio auspicio – ha concluso – è che il prossimo Anno Accademico veda la Regione, le Istituzioni e il Politecnico lavorare fianco a fianco in modo sempre piu’ efficace, per continuare a fare di questa nostra Lombardia il traino del Paese”.
LA CHIMICA VERDE ALL’INCONTRO DI EUSALP
Proseguono le attività legate alla presidenza di Regione Lombardia della Macroregione Alpina EUSALP che comprende 7 Stati Europei, dei quali 5 membri Ue (Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia), due non Ue (Liechtenstein e Svizzera) e 48 regioni dell’arco alpino europeo.
Nell’ambito degli approfondimenti sulla green economy, tema centrale della presidenza italiana e lombarda, oggi a palazzo Pirelli si e’ svolto l’incontro ‘International Bioeconomy Dialogues Across the Alpine Space – Hig-Level conference on Bio-Based Paradign to sustainable Development’.
“Il tema della chimica verde e della biochimica e’ un tema certamente centrale – ha spiegato l’assessore regionale all’ambiente e al clima Raffaele Cattaneo – perchè in questo settore si pone la necessità di mettere a fuoco come la materia può essere riutilizzata; o meglio quante volte può essere utilizzata e quando, invece, non può essere più usata e questo è uno dei problemi della cosiddetta bioeconomia circolare”.
“Ha senso dare vita a prodotti vegetali per utilizzarli come combustibili?” si è chiesto l’assessore Cattaneo. “Forse utilizzarli direttamente come combustibili non ha senso; ma se la produzione di biomassa viene destinata prima ad usi di maggior valore e poi alla fine impiegata come combustibile, allora l’operazione ha piu’ senso. Situazioni di questo genere – ha spiegato l’assessore – impattano sull’economia in maniera concreta, cosi’ come agiscono sulla vita di tutti i giorni. La bioeconomia è importante collocarla all’interno di EUSALP perche’ le aree della regione alpina sono quelle piu’ direttamente interessate da questi fenomeni”.
L’assessore ha voluto ricordare anche il protocollo che Regione Lombardia ha firmato, lo scorso settembre, su richiesta del Cluster Lombardo della Chimica Verde. “E’ lo strumento – ha ricordato l’assessore lombardo – che ci si e’ dati per governare insieme a tutti gli attori che animano la societa’ lombarda: le categorie economiche, i sindacati le associazioni ambientaliste, un percorso di sviluppo che riguarda la sostenibilita’ e in questo ambito il tema della chimica verde è un capitolo forte”.
Il protocollo e’ incentrato sulla transazione verso l’economia circolare quale modello di sviluppo per i sistemi produttivi e per la gestione dei flussi di materia; sul contenimento del consumo di suolo e alla promozione della rigenerazione territoriale e urbana, anche
attraverso lo sviluppo di bioraffinerie nelle aree dismesse; nonche’ sul rafforzamento del livello competitivo del mondo produttivo e dei servizi e la promozione nelle aree rurali
dell’occupazione, della crescita e dell’inclusione sociale e dello sviluppo locale, anche attraverso la bioeconomia e la silvicoltura sostenibile.
Da un’elaborazione Innovhub-SSI e Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, su dati registro imprese 2019, 2018, 2014, emerge che sono 4 mila le imprese lombarde attive nei settori della bioeconomia, con 40 mila addetti. In particolare, più di 3 mila imprese sono specializzate nel biomedicale su 18 mila in Italia. Forte la concentrazione nella ricerca di biotecnologia con 162 imprese su 768 nel Paese) e nella bioeconomia legata ai farmaceutici (248 imprese su 630). Raddoppiato il settore della ricerca in biotecnologie, in Italia da 346 a 768 imprese in cinque anni e da 830 a 2170 addetti, in Lombardia da 66 a 162 imprese e da 275 a 501 addetti.
PALAZZO PIRELLI ILLUMINATO PER IL PICCOLO BERISHA
Una scritta luminosa sulla facciata del Pirellone per sensibilizzare l’opinione pubblica sul caso del piccolo Alvin Berisha, giovane lombardo trattenuto da tempo in un campo di prigionia in Siria dopo l’arruolamento della madre nelle fila dell’Isis. A partire da stasera per due giorni consecutivi sulla facciata di Palazzo Pirelli verrà formata la scritta “Free Alvin”.
La proposta, avanzata dal capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi, ha trovato il consenso e l’unanime approvazione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale presieduto da Alessandro Fermi.
L’iniziativa prende spunto dalla mozione urgente sul caso del piccolo Alvin, presentata dalla Consigliera di Forza Italia Paola Romeo lo scorso 22 ottobre e votata all’unanimità dall’Aula. Il documento impegnava la Giunta lombarda a sollecitare il Governo nazionale ad avviare contatti diplomatici con il Governo albanese per ottenere il rilascio del giovane Berisha.
“Ringrazio il Presidente Fontana, il Presidente del Consiglio Fermi e il capogruppo Comazzi per aver posto in essere un’azione significativa volta a sensibilizzare sia il Governo albanese che quello italiano rispetto alla liberazione di Alvin dal campo di Al-Hol in Siria – sottolinea Paola Romeo -. Auspico che al più presto possano essere messe in atto tutte le azioni utili per giungere a una positiva conclusione di questa triste vicenda. Seguirò fino in fondo la storia di Alvin e ringrazio anche la redazione della trasmissione televisiva “Le Iene” per il prezioso supporto che ci ha dato fin dall’inizio. La speranza è che “Free Alvin” non resti solo una scritta e un auspicio, ma possa essere al più presto realtà”.
Quella di Alvin è una storia drammatica, più volte al centro di servizi giornalistici. Nato e cresciuto a Barzago in provincia di Lecco, nel 2014 (all’età di 6 anni) viene portato dalla madre in Siria per arruolarlo tra le fila dell’Isis. Oggi la madre risulterebbe deceduta in seguito al bombardamento della città di Baghuz. A riaccendere i riflettori sulla vicenda è stato un recente servizio delle Iene (17 ottobre 2019). L’inviato Luigi Pelazza è riuscito infatti a ricongiungere il piccolo Alvin e suo padre, in un campo di prigionia in Siria. Purtroppo a causa di serie complicazioni burocratiche e diplomatiche, considerato anche che il giovane è di nazionalità albanese, il padre è stato costretto a prendere la via del ritorno, lasciando il suo bambino dentro il campo.









