E’ ormai tutto pronto per ‘#inLombardia365′, il progetto di Regione Lombardia che si pone l’obiettivo di far conoscere e valorizzare le ricchezze del territorio lombardo attraverso lo story telling di blogger, influencer e instagrammer nazionali e internazionali. Il primo tour avra’ luogo dal 16 al 22 settembre e sara’ un percorso alla scoperta dei laghi, del turismo green e dei pittoreschi borghi, valorizzando i luoghi di Leonardo e le eccellenze legate a enogastronomia, moda e design. Durante questa settimana, i partecipanti partiranno da Lodi e i suoi dintorni, passeranno poi per Milano, Pavia e Oltrepo’, esploreranno i laghi lombardi (Iseo, Garda, Idro e Maggiore) e arriveranno infine a Varese. In questo primo viaggio saranno coinvolti sette influencer italiani ed europei che avranno l’opportunita’ di vivere le unicita’ del territorio lombardo con degustazioni di prodotti tipici, visite ad alcuni dei Borghi piu’ Belli d’Italia, escursioni nel verde della natura e viste mozzafiato.
“#inLombardia365 e’ ormai un appuntamento consolidato e di grande successo – dice Lara Magoni, assessore regionale al Turismo, Marketing Territoriale e Moda -. Un evento che permette di valorizzare con strumenti moderni ed efficaci il ‘brand Lombardia’”. “Blogger, influencer e instagrammer – continua -, con le loro testimonianze, saranno in grado di amplificare e mostrare al mondo le tante perle paesaggistiche, ambientali, culturali, storiche ed enogastronomiche del territorio”. “E il pubblico negli anni ha dimostrato di apprezzare questo eccezionale strumento di marketing territoriale – sottolinea -, appuntamento strategico per far volare sempre di piu’ il turismo lombardo”.
Il secondo tour e’ in programma dal 9 al 15 dicembre e sara’ dedicato alle citta’ d’arte e alle montagne lombarde nei territori di Cremona, Mantova, Monza, Como e Lecco e Valtellina.
Forte del successo delle edizioni precedenti, quest’anno i tour saranno caratterizzati da un nuovo format, che prevede una permanenza piu’ lunga nei luoghi, visite ad aree turistiche ancora da scoprire e un rinnovato modo di raccontare il viaggio attraverso una comunicazione dinamica e simil-reality.
L’obiettivo e’ stimolare l’interesse verso le localita’ lombarde quali vere e proprie destinazioni in cui vivere numerose, autentiche e variegate esperienze turistiche.
Attraverso la condivisione sui canali social Facebook, Twitter, Instagram, YouTube e Pinterest ufficiali di #inLombardia dei racconti di viaggio degli influencer e degli instragrammer coinvolti, sara’ possibile ammirare le meraviglie dei luoghi visitati e prendere ispirazione per pianificare il prossimo viaggio alla scoperta delle meraviglie naturalistiche, culturali e culinarie della Lombardia.
TURISMO, TORNA “#INLOMBARDIA365”
SALA “SIAMO DISPOSTI A CEDERE SAN SIRO”
“A quanto capisco, ci sono due ipotesi sul tavolo: uno stadio a San Siro o uno a Sesto. Io ne aggiungerei una terza: credo che noi siamo disponibili a cedere San Siro, qualora si volesse considerare anche l’ipotesi San Siro”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine dell’apertura del nuovo negozio Uniqlo a Milano questa mattina, sull’ipotesi che Inter e Milan si rivolgano al Comune di Sesto San Giovanni per costruire il nuovo stadio, una possibilità che “viene paventata e che non sarebbe per noi ovviamente gradita – ha proseguito il sindaco – però qui stiamo parlando di società private che, nel loro legittimo interesse, potrebbero fare anche una cosa del genere”. Il sindaco ha tenuto a specificare che, in caso di questa terza ipotesi, “il Comune con San Siro non vuole farci soldi: siamo disponibilissimi a una valutazione di un ente terzo, che ci dica quanto vale. Non abbiamo assolutamente né bisogno, né interesse a speculare su San Siro”.
Sala ha spiegato che “una stima del valore del Meazza mi pare che sia intorno ai 70 milioni di euro”, suggerendo di “prendere come ente valutatore qualcosa di pubblico, in maniera tale che non ci sia nessuna speculazione. Detto ciò le società potranno legittimamente scegliere: se preferiscono, per le loro ragioni, costruire uno stadio nuovo, se ne ragionerà. Io non posso che cercare di favorirle con tutte le ipotesi e, a questo punto, mi viene da offrire anche questa possibilità”.
MODA, MAGONI “ORA LICEO MADE IN ITALY”
“Nell’immediata vigilia della settimana dedicata alla moda donna, che fa di Milano e della Lombardia il centro nevralgico del fashion internazionale, ribadisco la necessita’ di dar vita al ‘Liceo del Made in Italy’, in grado di formare le giovani leve alla cultura della moda e del design, eccellenze che ci invidiano nel mondo”.
E’ questa la proposta di Lara Magoni, assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda della Regione Lombardia, alla vigilia dell’inaugurazione della Settimana della Moda Donna, in programma a Milano dal 17 al 23 settembre. Un settore, quello della moda, che vede il capoluogo meneghino e la Lombardia primeggiare a livello nazionale: dai dati forniti dalla Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, tra produzione, commercio e design sono 33.283 le imprese attive in tutta la Lombardia, con 190.151 addetti ed un
business di oltre 35 miliardi di euro all’anno. A fare la partedel leone, naturalmente, Milano, con 13.159 aziende e 92.155 addetti.
“I numeri confermano la centralita’ di Milano e della Lombardia nella moda e nel design a livello nazionale ed internazionale – sottolinea Lara Magoni -; per mantenere alto il livello e la competitivita’ delle nostre aziende e dei professionisti del settore, c’e’ bisogno di una preparazione completa, competente e con uno sguardo rivolto al futuro e alle nuove tecnologie. Il Liceo del Made in Italy rappresenterebbe l’eccellenza formativa in ambito design e moda”.
“Docenti preparati – conclude l’assessore regionale – formerebbero i giovani ai tanti ‘mestieri’ della moda: dai designer agli stilisti, dagli artigiani di vari settori, dal calzaturiero, alla pelletteria, sino alle varie declinazioni del tessile. Il Liceo fornirebbe competenze concrete in settori nevralgici dell’economia lombarda e nazionale. Un progetto che vedrebbe i Licei in stretto contatto con le case di moda e le aziende del fashion, per un continuo scambio di informazioni e la possibilita’ di inserimento dei giovani piu’ meritevoli nelle imprese. Un percorso al quale le istituzioni sono chiamate a collaborare in maniera attiva, in maniera sinergica con i mondi della scuola e delle imprese, per creare un circolo virtuoso e far si’ che la genialita’ del ‘saper fare artigiano’ di migliaia di designer, creatori, addetti ai lavori e stilisti che fanno grande la nostra Lombardia, possa continuare nel tempo”.
SICUREZZA STRADALE, PIU’ FONDI DALLA REGIONE
I fondi regionali per diminuire gli incidenti stradali sono stati incrementati di ulteriori 1.534.000 euro. Queste risorse si aggiungono agli 8 milioni di euro già stanziati per il triennio 2019-2021. Lo ha stabilito la giunta della Regione Lombardia su proposta dell’assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato. “Queste risorse aggiuntive che incrementano la dotazione finanziaria gia’ deliberata – ha spiegato l’assessore – serviranno per interventi di contrasto ai fattori di rischio presenti sulla rete stradale allo scopo di diminuire gli incidenti stradali”. La somma complessiva per il triennio 2019-2021 e’ ora di 9.534.000 euro ed è così ripartita: 2.534.000 per il 2019, 3 milioni per il 2020 e 4 milioni per il 2021. I contributi sono a favore di Province (importo massimo 300.000 euro), Comuni capoluogo, Comuni con popolazione residente superiore a 30.000 abitanti, raggruppamenti di Comuni con popolazione complessiva superiore a 30.000 abitanti (importo massimo 200.000 euro), Comuni e unione di Comuni (massimo 100.000 euro). Il cofinanziamento è riconosciuto in percentuale, nella misura massima del 50 per cento del costo totale delle spese ammissibili.
“Regione Lombardia – ha sottolineato l’assessore De Corato – promuove e assume iniziative per il miglioramento della sicurezza stradale sulla rete viaria di interesse regionale, anche attraverso l’attuazione diretta cioè la partecipazione agli interventi promossi in attuazione del Piano nazionale della sicurezza sulle strade”.
MILANO-CORTINA, 7 MILIONI PER LA SICUREZZA
Mancano ancora sette anni, ma le istituzioni chiamate ad organizzare i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, già si interrogano su quelle che potrebbero essere le criticità e i punti di forza di un evento di tale portata. A cominciare dalla questione sicurezza, che è stata trattata in mattinata in apposito Forum organizzato dall’Associazione consiglieri regionali della Lombardia al Pirellone, che ha visto riunirsi attorno ad un tavolo rappresentanti delle istituzioni locali e delle forze ordine per tracciare una sorta di road map in vista dei prossimi anni. “La vera peculiarità di queste Olimpiadi sarà il territorio molto ampio su cui si svilupperanno. Studieremo nuovi modelli che partiranno da questo presupposto – ha spiegato il presidente del Consiglio Regionale della Lombardia Alessandro Fermi – Milano e Cortina sono territori molto vasti, in cui ci sono più punti di attenzione e criticità da monitorare, però abbiamo sempre lavorato molto bene in passato, poi le nostre forze dell’ordine e la nostra intelligence sono tra le migliori del mondo e questo ci fa ben sperare”.
Tra i modelli ai quali bisognerà ispirarsi nell’organizzazione della sicurezza dei Giochi del 2026, ci sono le Olimpiadi Invernali di Torino e soprattutto l’Esposizione Universale di Milano del 2015. “Expo è sicuramente uno dei nostri benchmark di riferimento, ma non solo perché il mondo è cambiato e con esso anche tutte le strategie per la sicurezza integrata – ha spiegato il vice sindaco di Milano Anna Scavuzzo – L’esperienza di Expo però ci dice che eventi che coinvolgono un territorio così vasto e hanno un tasso di attenzione molto alto, hanno bisogno di tavoli integrati e l’alleanza è lo strumento con il quale dobbiamo affrontare situazioni così complesse”. Parte dall’esperienza di Expo per cercare di capire quali saranno le spese necessarie alla sicurezza, anche l’assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia Riccardo De Corato: “Ancora non abbiamo quantificato una spesa per la gestione, ma guardando i dati del passato e prendendo spunto da Expo 2015, la cifra non potrà essere inferiore ai 6-7 milioni di euro. Oltre a pensare alle risorse però, bisognerà lavorare al più presto nella valutazione dei rischi, studiare una strategia di pianificazione e creare una struttura organizzativa”.
STRUTTURE SANITARIE PRIVATE, NUOVI REQUISITI
Unanime via libera in Consiglio regionale alla Risoluzione presentata dal Movimento 5Stelle per l’ampliamento dei requisiti economici e finanziari e di trasparenza nell’accreditamento al sistema sanitario regionale delle strutture sanitarie private.
Il documento approvato interviene sui requisiti di accreditamento delle strutture perché siano adeguati all’attività da svolgere per rating economici patrimoniali e di legalità. Nello specifico impegna il Presidente e la Giunta regionale a implementare i requisiti di accreditamento e di contrattualizzazione per le strutture sanitarie private, prevedendo che l’ente richiedente rispetti il principio della continuità aziendale, che non sia in procedura concorsuale, che gli amministratori non abbiano precedenti penali e soprattutto che l’ente metta a disposizione della Regione le informazioni circa le liste di attesa, in modo che la Lombardia possa gestire l’agenda unica delle prenotazioni tra le strutture pubbliche e private.
“L’introduzione di questi requisiti aggiuntivi rispetto a quelli già previsti è indispensabile -ha sostenuto il relatore Marco Fumagalli (M5Stelle)- perché attualmente l’accreditamento delle strutture sanitarie private avviene in base a requisiti amministrativi molto limitati e a fronte di controlli praticamente inesistenti. Sono soddisfatto del fatto che questa Risoluzione abbia trovato in Aula unanime convergenza e consenso, nell’interesse dei cittadini che meritano un sistema sanitario efficace e trasparente” ha concluso Fumagalli.
Ai fini di una maggiore trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche, è stato approvato all’unanimità anche un emendamento del relatore sulle modalità con cui fondazioni, associazioni e enti senza scopo di lucro sono chiamate a redigere il loro bilancio, qualora sia di entità superiore ai 15 milioni di euro.
Durante la discussione sono intervenuti Carmela Rozza (PD) e il Presidente della Commissione Sanità Emanuele Monti (Lega), esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto e per i contenuti del documento.
Il Consiglio regionale ha quindi eletto a scrutinio segreto Simona Ferraro quale componente del Collegio dei Revisori dei Conti della Fondazione Stelline, che si compone di tre consiglieri di cui uno di nomina regionale.
INTERVENTI DA 8,5 MILIONI PER I DISABILI GRAVI
Con una delibera proposta dall’assessore alle Politiche sociali, abitative e disabilità Stefano Bolognini, la Giunta regionale lombarda ha approvato il piano attuativo regionale ‘Dopo di noi’, finalizzato a realizzare interventi a favore dei disabili gravi nei diversi ambiti territoriali. L’ammontare complessivo delle risorse per le Ats e’ di 8.584.800 euro.
“Il piano attuativo – ha spiegato Bolognini – consente a Regione Lombardia di dare concretezza a politiche inclusive finalizzate al raggiungimento di miglior livelli di autonomia per le persone
disabili gravi prive del sostegno famigliare; interventi in linea con gli indirizzi di programmazione per l’attuazione degli interventi previsti dalla all’art.3 della legge 112 del 2016 “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilita’ grave prive del sostegno famigliare”.
Le risorse pari a 8.584.800 euro sono assegnate come segue: Ats Milano 2.981.998 euro, Ats Insubria 1.245.580 euro, Ats Montagna 252.991,73 euro, Ats Brianza 1.027.946 euro, Ats Bergamo 958.972 euro, Ats Brescia 1.001.087 euro, Ats Valpadana 652.019 euro, Ats Pavia 464.203 euro.
“Si tratta di importanti risorse – ha sottolineato Bolognini – che consentiranno ai territori di costruire percorsi di accompagnamento all’uscita da nucleo familiare o di deistituzionalizzazione, interventi di supporto alla domiciliarita’ e per la frequenza di servizi semi residenziali/diurni a carattere sociosanitario e sociale. Regione Lombardia pensa anche al sostegno in caso di emergenza legata a fattori imprevisti riferiti al caregiver e, infine, per sostenere spese di ristrutturazione, acquisto o locazione di alloggi finalizzati agli interventi previsti”.
“Regione Lombardia anche in questo caso – ha concluso l’assessore – dimostra di saper offrire risposte coerenti e di valore a temi cosi’ sentiti e delicati, legati a fasce importanti
di popolazione con disabilita’ grave”.
A MILANO UNO SCOOTER SHARING ELETTRICO DAL 2020
Uno scooter sharing interamente elettrico a partire dal 1° gennaio 2020. È questo il traguardo che il Comune di Milano si è posto per portare tutti gli operatori ad abbandonare i motori termici. Un passaggio quasi obbligato visti i numeri che lo sharing su due ruote a Milano può vantare: “oggi abbiamo circa 1900 motorini in servizio sharing – ha spiegato questa mattina l’assessore alla Mobilità, Marco Granelli – e di questi il 95% sono elettrici. Con il rinnovo del bando per gli operatori ci sarà il 100% di elettrici da 1 gennaio 2020”. Per quanto riguarda lo sharing delle auto, Granelli ha spiegato che “la delibera di giunta dovrebbe arrivare a ottobre e si stabilirà la data in cui scatterà il 100% elettrico”. L’assessore è intervenuto questa mattina alla presentazione del terzo Report dell’Associazione Interesse Metropolitani (Aim) dedicato quest’anno alla mobilità Full Electric, a cui hanno partecipato anche il presidente di Atm, Luca Bianchi, e il rettore del politecnico di Milano, Ferruccio Resta. Sul tema del Full Electric, infatti Atm ha messo in campo investimenti e un piano a lungo termine, con l’obiettivo di trasformare l’intera flotta di mezzi in elettrico entro il 2030.
“Un piano che vale 1,5 miliardi – ha detto Bianchi – e che è già attivo: in circolazione ci sono già 27 autobus elettrici. Abbiamo già aggiudicato la gara per altri 250 bus elettrici e per 80 nuovi tram bidirezionali e, per la fine del 2020 contiamo di avere 40 bus e 30 tram, oltre a 50 nuove colonnine di ricarica e 8 Opportunity Charge”. Un piano che porterebbe benefici “che sono impressionanti – ha aggiunto Bianchi -. È stato calcolato che, con la trasformazione in elettrico, si risparmieranno circa 30 milioni di litri di gasolio, equivalenti a circa 75mila tonnellate di Co2, ogni anno. Per intenderci come due portaerei”. Mobilità elettrica che oggi si è arricchita anche di altri mezzi, definiti come micromobilità, come monopattini, segway e hoverboard. Su questo è tornato l’assessore Granelli ha sottolineato l’urgenza di una legge nazionale apposita, “una legge chiara su dove questi mezzi possono circolare”, dalle aree pedonali alle piste ciclabili, fino alle strade normali.
Il tema della mobilità, ovviamente, ha coinvolto anche le competenze del Politecnico di Milano, il cui rettore, Ferruccio Resta, ha sottolineato come “oggi le tecnologie necessarie esistono e gli investimenti ritornano. Quindi è il tempo di parlare meno e agire, di prendere decisioni, come sta facendo Atm, e di immettere risorse senza mettere in discussione ogni volta la scelta fatta” ha detto il rettore, che ha rilevato come Milano resti un’eccellenza in Italia, ma deve guardare all’estero per avere un parametro reale: “a Palermo, il 70% delle persone usa ancora il mezzo proprio, qui a Milano siamo intorno al 50%, mentre a Londra è meno di un terzo” ha detto, sottolineando poi che nel capoluogo lombardo “il 20% del traffico è costituito da mezzi commerciali che consegnano nell’ultimo miglio, ma che inquinano, a livello acustico e ambientale, per il 30%”.









