Parte a settembre da Cinisello Balsamo/MI la prima sperimentazione che Regione Lombardia attua per l’applicazione della blockchain con la misura ‘Nidi gratis’. Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta del vicepresidente e assessore alla Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione delle imprese Fabrizio Sala e dell’assessore regionale alle Politiche per la famiglia, genitorialità e pari opportunità Silvia Piani. Il provvedimento è già stato recepito da parte dell’amministrazione comunale di Cinisello Balsamo con la firma di un Protocollo di Intesa tra il vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala, l’assessore regionale Silvia Piani e il sindaco di Cinisello Giacomo Ghilardi.
Regione Lombardia è quindi la prima in Europa a sperimentare la tecnologia blockchain per la semplificazione della gestione dei procedimenti amministrativi, avendo scelto la miglior soluzione disponibile per registrare informazioni in modo sicuro, verificabile e permanente.
La blockchain, in particolare, consente di dematerializzare i processi di controllo e verifica e garantisce la possibilità di condividere i dati nel rispetto della privacy, senza centralizzare o duplicare i sistemi informativi.
“L’obiettivo di questa sperimentazione – ha detto il vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala – è quello di semplificare e velocizzare l’accesso al bando togliendo più del 70% dei passaggi amministrativi. L’intero processo di registrazione e verifica delle informazioni durerà infatti dai 2 ai 10 minuti. Quella avviata da Regione Lombardia – ha proseguito – è una delle prime sperimentazioni di blockchain promosse in Italia da una pubblica amministrazione e può segnare un passo importantissimo verso la rapida diffusione di questa tecnologia in ogni ambito e su tutto il territorio”, ha aggiunto Sala.
Regione Lombardia sta realizzando una Web App e una Mobile App, che sarà resa disponibile gratuitamente ai cittadini di Cinisello Balsamo tramite pubblicazione negli App store piu’ diffusi.
L’applicazione verificherà in automatico, attraverso una piattaforma sicura per lo scambio di informazioni basata su blockchain, il possesso di tutti i requisiti per l’azzeramento della retta del nido. I requisiti verificati saranno l’indicatore della situazione economica (ISEE), lo stato occupazionale e la residenza di entrambi i genitori e l’iscrizione al Nido. L’eventuale adesione al bando sarà immediata e i certificati verificati su blockchain saranno subito disponibili nel portafoglio digitale personale inserito all’interno dell’applicazione.
“‘Nidi Gratis’ – ha commentato l’assessore alle Politiche per la famiglia, Genitorialità e Pari opportunità Silvia Piani – è una misura particolarmente importante per Regione Lombardia, siamo pertanto felici che la sperimentazione della tecnologia blockchain venga applicata a questa iniziativa. Tutto si tradurrà in una notevole semplificazione delle modalità di adesione e nello snellimento delle attività di monitoraggio delle pratiche, accelerando l’iter amministrativo. Le famiglie potranno quindi utilizzare al meglio la misura ‘Nidi Gratis’ della Regione” ha aggiunto.
Cinisello Balsamo è stato selezionato ai fini della sperimentazione in quanto risulta tra i Comuni che hanno aderito alla misura ‘Nidi gratis’ fin dalla prima edizione dell’anno 2016 ed è di grandi dimensioni e con un numero di beneficiari della misura (circa 200) coerente con il livello di partecipazione richiesto dalla sperimentazione. Risulta inoltre in possesso di una qualificata esperienza sia nella gestione che nell’utilizzo delle procedure informatiche per le iscrizioni, i pagamenti e i flussi finanziari delle strutture per la prima infanzia mediante anche l’utilizzo di apposite applicazioni.
APPLICAZIONE BLOCKCHAIN CON NIDI GRATIS
ENTRA NEL VIVO LA SVOLTA GREEN DI ATM
Atm ha aggiudicato due gare che contribuiranno a rinnovare ulteriormente la flotta dei mezzi pubblici milanesi in ottica green. Si tratta di quella per 250 bus elettrici, aggiudicata a SolarisBus, e per 80 tram a Stadler, per un investimento complessivo di 365 milioni di euro.
“Nei prossimi mesi si darà attuazione ai primi contratti applicativi che porteranno sulle strade milanesi 70 nuovi mezzi elettrici, 40 bus e 30 tram di ultima generazione, per un investimento iniziale complessivo di oltre 103 milioni di euro”, si legge in una nota dell’azienda.
L’obiettivo è quello di rendere la flotta 100% elettrica nel 2030 come previsto dagli investimenti del piano Full Electric dell’Azienda.
Attualmente il 70% delle percorrenze di tutti i mezzi pubblici di Atm è alimentato elettricamente e la flotta “total green” in circolazione è composta da 25 bus elettrici, 100 bus ibridi e 3 bus a idrogeno, oltre ai treni della metropolitana, ai tram e ai filobus. Nei prossimi giorni entrera’ in servizio il primo dei 30 nuovi filobus acquistati recentemente.
Negli ultimi mesi sono stati mandati “in pensione” 125 bus diesel sostituiti con bus elettrici e ibridi.
NUOVO BANDO PER NEGOZI IN GALLERIA A MILANO
Nuovo bando per i negozi in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Sono state approvate le linee di indirizzo della gara per la concessione di due unità commerciali di Piazza Duomo 21. Si tratta degli spazi attualmente in uso a Stefanel per un totale di 568 metri quadrati, che saranno suddivisi in due lotti.
“Procediamo spediti verso la valorizzazione degli spazi commerciali in Galleria e insistiamo con il meccanismo delle gare pubbliche, unica via per garantire i nostri cittadini in merito a trasparenza e concorrenza”. Lo afferma l’assessore al Demanio Roberto Tasca, che aggiunge: “Inoltre, questa volta abbiamo deciso di dividere le tre vetrine attualmente in uso alla sola Stefanel in due lotti distinti. Avremo un negozio in più che arricchirà l’offerta commerciale nel Salotto dei milanesi e potremo procedere in prospettiva ad ulteriori valorizzazioni cielo-terra degli spazi”.
Lo spazio unico di 568 metri quadrati e tre vetrine sarà suddiviso in due lotti con due gare separate. Il primo lotto di una vetrina con interrato e soppalco è di 95 metri quadrati. Il secondo con due vetrine con ammezzato, interrato e soppalco è di 473 metri quadrati. Il canone annuo a base d’asta, calcolato dalle ultime stime dell’Agenzia delle Entrate riferito ai negozi del braccio principale della Galleria, sarà di 1.850 euro a metro quadrato.
Per il secondo lotto è prevista la possibilità di collegare gli spazi ai piani superiori di 363 metri quadrati, attualmente occupati da uffici comunali. L’Amministrazione ha attivato le procedure per liberarli. L’aggiudicatario del secondo lotto dovrà impegnarsi a stipulare un successivo contratto riferito a tali spazi qualora il Comune li rendesse disponibili entro tre anni dall’aggiudicazione.
Più in generale, l’aggiudicazione degli spazi avverrà attraverso il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con la presentazione di un’offerta tecnica (punteggio massimo 60 punti) e di un’offerta economica (massimo 40 punti).
Otterranno le valutazioni più alte i progetti commerciali di abbigliamento, design, profumeria di lusso, arte, antiquariato che dimostrino di essere legate alle tradizioni più prestigiose e consolidate della città, all’eccellenza del made in Italy o internazionale.
Sarà ammessa la partecipazione di uno stesso soggetto ad entrambi i lotti, purché presenti due offerte distinte.
A BERGAMO GARANTE PER TUTELA VITTIME REATO
“Da Bergamo prosegue il tour conoscitivo nelle province e nei territori lombardi per promuovere la creazione di una rete di collaborazione e forte sinergia tra istituzioni, enti e soggetti che favorirà azioni concrete di sostegno alle vittime di reato. Mi rendo conto della delicatezza e dell’importanza del mio ruolo e delle attese e delle aspettative che i cittadini nutrono nei confronti delle istituzioni in materia di sicurezza, e sono altrettanto consapevole della necessità di garantire adeguati servizi di sostegno e supporto psicologico e, laddove necessario, anche psichiatrico. Per questo è indispensabile una rete coordinata e strutturata, con il coinvolgimento diretto e la sensibilizzazione anche del mondo della scuola e degli educatori. Non mancheremo infine di far pervenire al Consiglio regionale spunti e proposte in ambito legislativo per migliorare ulteriormente le norme vigenti in materia”.
Si è presentata così la nuova Garante regionale per la tutela delle vittime di reato Elisabetta Aldrovandi, che oggi a Bergamo ha incontrato presso la Sede Territoriale di Regione Lombardia le principali istituzioni locali. Erano presenti i Consiglieri regionali bergamaschi Roberto Anelli e Niccolò Carretta e le principali istituzioni territoriali bergamasche con i rappresentanti di Comune, Provincia, Prefettura, Procura, Tribunale, ATS, ASST, Questura e Arma dei Carabinieri.
“Sulla necessità e sull’opportunità di istituire questa figura di garanzia, tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale si sono trovate d’accordo – ha sottolineato il Consigliere Roberto Anelli nel suo intervento – e non appena è stata avanzata la proposta della sua istituzione, con la precisazione dettagliata di competenze e ambiti di intervento, abbiamo prontamente deliberato e deciso di procedere all’unanimità”.
Il Consigliere ha poi sottolineato come la scelta sia caduta sull’avvocato Aldrovandi non solo in virtù delle capacità professionali, ma anche dell’esperienza maturata come Presidente dell’Osservatorio nazionale per il sostegno alle vittime di reato, “ruolo che faciliterà sicuramente la collaborazione con il Governo su queste particolari tematiche”.
Sull’importanza del “fare rete tra le istituzioni locali” e sulla necessità che queste lavorino in stretta sinergia tra loro ha puntato molto nel suo intervento il Consigliere regionale Niccolò Carretta, che ha ricordato l’approvazione del suo emendamento che ha qualificato meglio le modalità di organizzazione e costituzione della rete territoriale tra le istituzioni preposte.
Istituito dalla legge regionale n°22 del 2018, prima figura in Italia, il Garante regionale per la tutela delle vittime di reato ha tra i suoi compiti principali quello di fornire assistenza gratuita alle vittime di reato collaborando con istituzioni e organismi di garanzia e professionali, quello di favorire attraverso le strutture regionali un efficace accesso a trattamenti assistenziali e psicologici e di promuovere attività di informazione e di formazione a tutela delle vittime. Il Garante sarà inoltre il riferimento della rete regionale di supporto e tutela delle vittime di reato che la legge ha previsto e istituito, mettendo in relazione associazioni, organizzazioni e istituzioni.
Per il suo funzionamento e per lo svolgimento delle attività di sua competenza, potrà contare sul supporto di uno specifico staff regionale e su un budget annuo di 70mila euro.
Elisabetta Aldrovandi, 45 anni, avvocato, modenese, è anche fondatrice e presidente dell’Osservatorio nazionale per il sostegno delle vittime e da sempre ha impostato la sua attività professionale occupandosi di tutela delle vittime di reati, crimini violenti e dell’assistenza ai familiari in sede processuale. Il tour del Garante regionale per la tutela delle vittime di reato Elisabetta Aldrovandi, dopo le tappe di Monza, Brescia e Bergamo, riprenderà a settembre con le tappe di Mantova e Cremona.
AL VIA “THE BEST IN LOMBARDY”
Il meglio delle eccellenze della Lombardia. Il valore dell’enogastronomia regionale. Una giornata in piazza, nel cortile di Palazzo Lombardia, per scoprire il valore dell’agroalimentare. È l’obiettivo del progetto The Best in Lombardy, che è stato presentato oggi a Milano coinvolgendo le più importanti realtà del settore enogastronomico lombardo e nazionale, in una sorta di gemellaggio tra produzioni virtuose del made in Italy. Ma perché è tanto importante sottolineare il valore del settore enogastronomico nell’orizzonte geografico che spazia tra le 12 province della Regione Lombardia? A spiegarlo Attilio Fontana, presidente della Regione, che ha patrocinato l’evento organizzato dal Gambero Rosso. “È una giornata importante per la nostra Regione – ha detto Fontana, a margine dell’evento svoltosi stamane a palazzo Lombardia “perché vengono premiate le nostre eccellenze: la Lombardia è all’avanguardia per la produzione dei cibi e per gli chef che interpretano i cibi e questo ci permette di aumentare l’affluenza turistica. Noi come regione stiamo cercando di promuovere questa nuova frontiera, quella dell’eccellenza enogastronomica”.
E i numeri danno ragione a questa tesi: il comparto dell’ospitalità – tra alloggi e ristorazione – in Lombardia conta oltre 55mila imprese; oltre 200 le imprese agricole, escluse quelle vitivinicole, che da sole raggiungono quasi quota 3mila. Mentre 67 sono le industrie che operano nel settore alimentare. E ancora, 15 sono i prodotti a marchio Dop sul territorio regionale, 6 quelli a marchio Igp.
Nel corso della giornata si alterneranno attività di intrattenimento e degustazione aperte alla partecipazione del pubblico, fino alle 21. Intanto, in piazza Città di Lombardia, nel cortile coperto di Palazzo Lombardia, si articolerà il programma aperto al pubblico, a ingresso gratuito, previo accredito sul sito web del Gambero Rosso.
STARTUP HIGH TECH, LOMBARDIA LEADER
In Italia, quasi una startup ‘knowledge intensive’ su quattro nasce in Lombardia. Per la precisione, si tratta del 22,9%, per uno storico che tra il 2009 e il 2017 ha visto venire alla luce circa 20mila nuove realtà in questo settore. È quanto emerge dalla terza edizione del Booklet Startup del Centro Studi di Assolombarda, in collaborazione con il Politecnico di Milano, che analizza le nuove iniziative imprenditoriali, appartenenti a settori definiti ad ‘alta intensità di conoscenza’. Un risultato che quindi ha come termine di paragone non tanto il nostro Paese, ma le quattro regioni europee a maggiore vocazione produttiva: Baden-Wurttemberg e Baviera in Germania, Catalogna, in Spagna, e Rhone-Alpes, in Francia, che, con la Lombardia, rappresentano il 21,4% del totale delle startup KI nate nei 4 Paesi.
La fetta lombarda su questo totale è pari al 4,5%, contro il 5% della Catalogna, il 4,9% della Baviera, il 3,5% del Rhone-Alpes e il 3,1% del Baden-Württemberg.
“La Lombardia è uno dei centri produttivi più importanti d’Italia ma anche d’Europa” spiega Stefano Venturi, vicepresidente di Assolombarda con deleghe a Attrazione Investimenti, Competitività Territoriale, Infrastrutture per la Logistica e Trasporti, Startup, nonché presidente e amministratore delegato di Hewlett Packard Enterprise Italia.
“Per questo, cinque anni fa Assolombarda ha fatto partire un programma ambizioso con cui accogliere le start up molto innovative nella casa degli imprenditori: oggi su circa 6.000 associati, abbiamo quasi 400 start up innovative”.
La rilevanza delle startup ‘knowledge intensive’ nel tessuto imprenditoriale regionale è tutt’altro che irrilevante: nel 2017 il fatturato realizzato è stato pari a 8,4 miliardi di euro, circa un terzo del totale nazionale, con 119 mila persone, un quarto del totale Italia. Dove invece la Lombardia può migliorare è il tasso di sopravvivenza: le startup nate a partire dal 2009 e sopravvissute a fine 2017 sono appena sopra all’80%, contro il 90% di Baden-Wurttemberg, Baviera e Catalogna.
“Il tema della sopravvivenza lo dobbiamo affrontare con una visione americana – spiega Venturi -. Negli Stati Uniti, le startup vengono uccise se non crescono abbastanza velocemente, perché gli stessi capitali possono essere utilizzati per progetti ancora più disruptive. Qui da noi invece c’è la tendenza di continuare a finanziare progetti che languono. Il tema non è la sopravvivenza, in cui non siamo messi male, ma quanto le startup crescono verticalmente. Su quello abbiamo ancora tanto da fare”. Sono invece decisamente positivi i risultati della Lombardia sul tasso di acquisizione, la regione e’ in assoluto prima nel benchmark europeo. Le startup lombarde risultano infatti molto attrattive agli occhi degli investitori, tanto da registrare la quota più alta di startup acquisite, con il 3,1%.
“I numeri ci dicono che le aziende lombarde di settori come l’industria 4.0, l’industria manifatturiera della salute, l’industria creativa o il green, nascono e crescono rapidamente“ afferma Massimo Colombo, docente di Economia del Cambiamennto Tecnologico al Politecnico di Milano.
“Uno dei problemi delle startup è non saper ‘scalare’ le proprie attività, ma in Lombardia ce la fanno e riescono ad avere uscite di successo, grazie a un mercato delle acquisizioni che inizia a funzionare come deve e consente agli imprenditori di rimettere in circolo le proprie conoscenze”.
POPOLO SAHARAWI, CONVEGNO A PALAZZO PIRELLI
Si potrebbe profilare una soluzione giuridica per la lunghissima controversia del popolo Saharawi: questa la prospettiva emersa oggi a Palazzo Pirelli durante il convegno sulla situazione del Sahara Nord occidentale. L’incontro ha ripercorso le tappe del difficile e non concluso percorso di decolonizzazione dell’ex patronato spagnolo. Ancora oggi la popolazione vive ostaggio della dominazione straniera, addirittura segregata da uno dei muri più lunghi ora esistenti, 2. 720 km di lunghezza, con torrette di presidio e marcato da mine anti uomo.
“La situazione del popolo Saharawi rappresenta un caso emblematico della nostra epoca, ancora dominata dalla costruzione di muri che non sono di difesa ma strumenti di oppressione e di emarginazione – ha sottolineato nel suo intervento Carlo Borghetti (PD), Vice Presidente del Consiglio regionale della Lombardia -. La situazione del Sahara Nord occidentale rappresenta una tra le diaspore più lunghe della storia: con l’iniziativa di oggi abbiamo voluto compiere un gesto simbolico per alzare il velo di complicità e di silenzio che avvolge la vicenda, nella speranza di contribuire a rimettere in moto un processo di riconoscimento giuridico. E’ importante tenere alta l’attenzione della comunità internazionale”.
La svolta giuridica che potrebbe portare di nuovo la rivendicazione all’autodeterminazione del popolo Saharawi al centro dell’attenzione internazionale viene da una recente “advisory opinion”, un parere consultivo della Corte internazionale di giustizia. Come illustrato da Nerina Boschiero, Presidente della Facoltà di Giurisprudenza e docente di Diritto pubblico Italiano e sovranazionale all’Università Statale di Milano, la Corte ha stabilito che “il diritto all’autodeterminazione è norma di diritto internazionale generale, fondamentale e di carattere universale. Il che implica che tutti la devono rispettare e tutti possono chiederne il rispetto. Di conseguenza, se non si conclude il processo di decolonizzazione si sta violando il diritto internazionale perché si sta violando il diritto fondamentale del popolo all’autodeterminazione. E questo è il caso del popolo Saharawi”.
La delicata situazione umanitaria dei campi profughi è stata al centro del racconto di Dahan Abdelfatah Aali, rappresentante per il Nord Italia del Fronte Polisario, il movimento di liberazione nazionale dell’ex protettorato spagnolo. L’esponente ha rimarcato come, accanto alle precarie condizioni di vita, si stia diffondendo tra i giovani un senso di delusione e di frustrazione molto pericoloso perché spinge le nuove generazioni verso scelte estremiste e violente.
Altro snodo fondamentale della vicenda, vero fulcro della controversia internazionale, riguarda lo sfruttamento delle enormi risorse naturali della zona: dalla pesca – la costa è infatti una delle più pescose del mondo, alle riserve di fosfato – le terze più ricche, al vento – che diverse compagnie sfruttano per produrre energia eolica. Per sostenere e avviare progetti di occupazione ed economia locale autonoma, l’Associazione Africa 70, grazie a bandi di cooperazione, ha avviato diverse opportunità nei campi profughi. Come riportato da Sara Di Lello, responsabile tecnico dei progetti per la ong, sono attivi diversi programmi di agricoltura sostenibile, con il coinvolgimento delle donne, di sostegno alla pastorizia che non può più essere nomade e di sicurezza alimentare, per arginare diabete e celiachia in forte aumento.
“E’ importante portare questi temi all’interno delle nostre istituzioni perché si svolga una riflessione non solo etica ma soprattutto politica sulla necessità di garantire il rispetto del diritto – ha detto la Presidente della Commissione speciale Antimafia, Monica Forte (M5S), concludendo i lavori del convegno -. Solo mantenendo la legalità evitiamo il degenerare della violenza e della sopraffazione. Gli interessi economici non possono prevalere sui diritti umani: ne va del futuro di molte persone e del mondo intero, cui anche noi siamo chiamati a rispondere in nome del comune senso di appartenenza alla grande famiglia umana”.
SALA “L’AUTONOMIA? AIUTA A SPENDERE MEGLIO”
“Il Ministro del Mezzogiorno, Barbara Lezzi, dice che le proposte di Lombardia e Veneto sull’autonomia sono impraticabili? Da lombardo dico che bisognerebbe spiegarlo ai quasi 3 milioni di cittadini che hanno votato si’ al referendum del 2017. L’autonomia non sottrae nulla al Sud, ma razionalizza e permette a chi e’ piu’ virtuoso di poter spendere meglio i propri soldi. Senza autonomia anche il nord rischierebbe di essere trascinato verso il basso e ne
risentirebbe tutto il Paese. Spero che il premier Conte capisca le ragioni della proposta della Lombardia e agisca di conseguenza come ha detto il presidente Fontana”. Lo ha detto il vicepresidente della Regione Lombardia, Fabrizio Sala.
“Con l’autonomia, la Lombardia potrebbe accelerare la richiesta fatta allo Stato centrale di istituire la figura del ricercatore d’impresa senza che sia Roma a farlo con i suoi tempi, spesso infinitamente lunghi. E poi con l’autonomia – ha aggiunto Sala dopo aver letto i numeri della ricerca di Assolombarda in collaborazione con il Politecnico di Milano che vede la Lombardia primeggiare in Italia per numero di start up ad alta intensita’ di conoscenza – potremmo trattare con l’Unione Europea per avere più fondi, fondamentali per la crescita e lo sviluppo del nostro tessuto economico”.









