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A MILANO ARRIVANO “ECOISOLE” INTELLIGENTI

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Si potenzia la raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici a Milano, che “adotta” l’EcoIsola. Amsa, in partnership con Ecolight consorzio nazionale per la gestione dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), ha realizzato un progetto sperimentale per semplificare ancora di più il corretto conferimento di lampadine a risparmio energetico e neon, vecchi caricabatterie, ferri da stiro, phon, radioline, smartphone e altri piccoli elettrodomestici e apparecchiature elettroniche non più funzionanti.

Per un anno, fino a luglio 2019, sono state posizionate quattro EcoIsole in altrettante aree della città. Le EcoIsole sono speciali cassonetti automatizzati sviluppati da Ecolight per la raccolta dei rifiuti elettronici di piccole dimensioni.

“I milanesi sono bravissimi a fare la differenziata – dichiara Marco Granelli, assessore alla Mobilità e Ambiente -. Ben venga questa semplificazione per semplificare la raccolta dei rifiuti particolari ma preziosi per la differenziata e a forte impatto ambientale. Continuiamo a essere all’avanguardia”.

“È un progetto che vuole non solamente incrementare la raccolta dei RAEE in città, ma incentivare la diffusione di una sempre maggiore cultura ecologica – spiega Mauro De Cillis, Direttore Operativo di Amsa, società del Gruppo A2A -. Dopo la sperimentazione fatta sempre con Ecolight con il RAEEparking, abbiamo voluto cogliere questa nuova opportunità per testimoniare l’attenzione verso l’ambiente, attraverso un crescente conferimento corretto dei rifiuti”.

Di fatto, nel corso del 2018 Amsa ha raccolto 1.657 tonnellate di RAEE, il 42% dei quali appartenenti alla categoria R4, ovvero i piccoli elettrodomestici. Milano rimane una delle metropoli europee più virtuose in termini di raccolta differenziata con la percentuale del 59,5% registrata nel primo semestre del 2018.

“L’EcoIsola nasce da un progetto europeo che Ecolight ha realizzato con l’esplicito scopo di facilitare il corretto conferimento dei RAEE, in particolare quelli di piccole dimensioni”, spiega Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight, che aggiunge: “Cellulari, telecomandi, tablet non più funzionanti sono i rifiuti elettronici più difficili da intercettare: solamente poco più del 20% segue un corretto percorso di raccolta e recupero. Eppure sono riciclabili fino a oltre il 90% del loro peso. L’EcoIsola di fatto dà ai cittadini una possibilità in più per conferirli in modo corretto”.

Le EcoIsole sono state posizionate in corrispondenza di quattro sedi dei Municipi del Comune di Milano: Municipio 2, in viale Zara 100; Municipio 3, presso la Biblioteca Valvassori Peroni, in via Valvassori Peroni 56; Municipio 4, in via Oglio 18; e Municipio 5, in viale Tibaldi 55.

“L’EcoIsola – si legge in una nota – è un cassonetto intelligente interamente automatizzato. Per utilizzalo l’utente deve strisciare nell’apposita fessura la Carta Regionale dei Servizi (tessera sanitaria) quindi selezionare il tipo di rifiuto che intende conferire, inserendolo successivamente all’interno dello sportello dedicato che si aprirà automaticamente. Una volta pieni i contenitori interni, sarà la stessa macchina ad avvisare gli operatori di Ecolight Servizi che interverranno per il loro svuotamento. Per evitare possibili vandalismi gli sportelli delle EcoIsole sono dotati di un sistema antintrusione”.

FERROVIE, FONTANA “ATTENDO GARANZIE”

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“Se mi faranno una proposta che mi consenta di avere la garanzia, anche per il futuro, di non dover più incorrere in una situazione come quella nella quale, oggi, siamo capitati, valuterò con attenzione. Io non sono innamorato delle mie idee ma di quelle intelligenti. Quindi, se ci sarà un’idea più intelligente della mia la valuterò con estrema attenzione, a condizione che ci sia chiarezza nella definizione dei rispettivi compiti”. Lo dice il governatore lombardo Attilio Fontana, in merito all’accordo su Trenord, riferendosi ai nuovi vertici di FS, freschi di nomina.

“Oggi, per l’emergenza abbiamo delle risposte e dico grazie al governo che si è impegnato, per bocca del sottosegretario Buffagni, a fare avere una serie di aiuti immediati, treni e personale necessario. Ma questo si riferisce all’emergenza. Poi, bisogna vedere la situazione in cui non si è più in emergenza”, continua Fontana, a margine della seduta odierna a Palazzo Pirelli, a Milano.

Proprio il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per gli Affari regionali e autonomie Stefano Buffagni (M5S), in video su Facebook, questa mattina, ha dichiarato che “il governo è pronto a fare gli investimenti necessari, a patto che ci sia una visione di sistema e che si lavori su quanto non si è fatto finora, cioè la manutenzione ordinaria e l’efficientamento della gestione. Non è scindendo o fondendo le società che si risolvono i problemi ma facendo le cose al meglio. Scindendo la società non cambierebbe nulla”.

Fontana sostiene che “noi abbiamo fatto una proposta per cercare di invertire questa tendenza e non è vero che la governance non c’entra niente con il funzionamento dei treni. Perché se due persone non vanno d’accordo e, soprattutto, non c’è una delle due che può decidere, è chiaro che le cose vanno male e noi ci siamo accorti che le cose non vanno, soprattutto perché in una società in cui tutti e due erano al 50%, solo la Lombardia investiva, comprava treni”, spiega.

“In passato, ne ha comprati 140, e i prossimi li ha già comprati. Poi, è chiaro che comprare un treno non è come comprare una Fiat 500, che si va dal rivenditore e la si trova, il treno bisogna ordinarlo, gli appalti sono già stati fatti, finanziamenti sono già stati ottenuti: tutto è stato fatto nel rispetto della massima velocità”, conclude.

 

ASSESTAMENTO DI BILANCIO DA 80 MILIONI

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Il Consiglio lombardo approva con 43 voti favorevoli e 29 contrari, il provvedimento di assestamento di bilancio 2018/2020 che vale circa 80 mln di euro.

“Un emendamento sostanziale, come quello per la fusione di Lombardia Informatica in Arca, è arrivato all’ultimo momento, come è prassi da tempo e questo metodo è sbagliato”, sostiene il consigliere Andrea Fiasconaro (M5S), in sede di dichiarazioni di voto.

Bilancio positivo per la consigliera Elisabetta Strada (Lombardi Civici Europeisti): “sono stati accolti molti nostri odg e vigileremo sul rispetto degli impegni presi, soprattutto per il sostegno agli enti locali, al sociale e ai disabili”.

Per la consigliera Viviana Beccalossi (Gruppo Misto) su questo assestamento ci sono “più luci che ombre” e si dice soddisfatta per l’approvazione di un suo odg contro il gioco d’azzardo patologico e per il taglio alla comunicazione della Regione che destinerà il risparmio di 6 mln di euro al trasporto per disabili.

“Siamo soddisfatti del percorso che ci ha portato alla votazione. Sono stati approvati nostri emendamenti su sicurezza e agricoltura e l’odg sul cosiddetto boschetto della droga, a Rogoredo”, sottolinea il consigliere Franco Lucente (FdI).

“Abbiamo cercato di dare un segnale chiaro e positivo con modifiche a questo bilancio che abbiamo ereditato. Mi aspettavo una grande battaglia, invece, anche in Regione Lombardia c’è un modello di collaborazione tra maggioranza e opposizione”, sostiene Gianluca Comazzi (Forza Italia).

“Sui temi importanti avete seguito la corrente di questi anni che non ha futuro perché il futuro si costruisce tentando di cambiare ed è quello che abbiamo cercato di fare noi con emendamenti che non avete nemmeno preso in considerazione. Sulla casa avete perpetrato il consueto inganno, su trasporti e infrastrutture avete mantenuto un atteggiamento strabico, sulla sanità una superficialità sconcertante”, osserva Fabio Pizzul (PD).

“E’ un assestamento concreto e reale che portato quattrini sui territori lombardi, che investe su ricerca, sviluppo ed enti locali”, dice il consigliere Roberto Aneli (Lega).

 

 

LOMBARDIA INFORMATICA, FERRI PRESIDENTE

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L’Assemblea dei Soci di Lombardia Informatica Spa, società controllata al 100% da Regione Lombardia, riunitasi in mattinata, ha nominato il nuovo Presidente Francesco Ferri e gli altri due componenti del Consiglio di Amministrazione, Marilena Ganci e Davide Rovera.

Francesco Ferri, nato a Parma 42 anni fa, sposato e padre di una bambina, si è laureato in Economia Politica alla Università Bocconi. Nel 2003 ha fondato Innext, Società di consulenza strategica e business innovation. Esperto di organizzazione e di operazioni societarie di natura straordinaria, nel 2012 ha ricoperto il ruolo di Presidente del gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Monza e Brianza e dal 2014 al 2017 la carica di Vice Presidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria.

Francesco Ferri guiderà Lombardia Informatica, società costituita nel 1981 da Regione Lombardia, in questa nuova fase di trasformazione nella gestione e nello sviluppo del Sistema Informativo Regionale (SIR).

“La Società, che in questi anni si è caratterizzata per la qualità dei servizi innovativi erogati (come il Fascicolo Sanitario Elettronico per la Sanità), si appresta ora ad affrontare, nell’ambito della riorganizzazione delle società partecipate da Regione Lombardia, la fusione con l’Azienda Regionale Centrale Acquisti (ARCA)”, si legge in una nota.

Il neo Presidente Ferri, nell’accettare il nuovo incarico, ha dichiarato: “E’ una nuova sfida affascinante. Lavorerò in questa operazione di fusione per valorizzare le competenze e il know how presenti in Lombardia Informatica, al fine di conseguire maggiori livelli di efficienza ed economicità nell’interesse di Regione e dei cittadini e delle imprese della Lombardia”.

 

TREMILA GELATERIE IN LOMBARDIA, 800 A MILANO

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Non manca la scelta per degustare un buon gelato. Un business da 179 milioni su 1,5 miliardi in Italia (il 12% nazionale). Sono oltre 2.600 le aziende del “gelato” in Lombardia, tra pasticcerie, gelaterie (compresi gli ambulanti) e aziende manifatturiere che si occupano della produzione, e registrano rispetto allo scorso anno una crescita del +0,6% . A crescere di più rispetto allo scorso anno sono Monza e Brianza, dove si contano in tutto 201 imprese del settore gelati (+5,8%) e Lodi (+7,5%). Prime, per offerta di gelati, in Lombardia sono Milano con 794 gelaterie, Brescia con 380 imprese, Bergamo con 278, Varese con 261. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Registro Imprese.

Milano, business estivo in crescita del 30% rispetto al resto dell’anno. Per le pasticcerie e gelaterie milanesi, sentite dalla Camera di commercio le creme classiche fanno la parte del leone, seguite dai gusti innovativi. Business estivo in crescita rispetto agli altri periodi dell’anno, con un 30% in più. In aumento la domanda dei turisti. Vanno coni e coppette richieste da persone di tutte le età, bambini, ragazzi e adulti. Crescono i dolci per allergici e intolleranti. Sono 794 le gelaterie milanesi, +1%, circa, un imprenditore su dieci è straniero (8,8%). Circa 3 mila gli addetti. Il business del gelato a Milano vale  83 milioni all’anno.

Gli addetti al lavoro nei settori della produzione e commercio di gelato in Lombardia sono quasi 10mila. Buona la presenza di donne gelataie in regione, che rappresentano il 31,2% del totale, con picchi a Lodi e Pavia, dove la quota raggiunge il 37,2%. Forte anche la presenza di giovani, sono il 10,8% in regione, è Brescia in Lombardia che detiene il primato degli imprenditori under35 attivi nel settore (13,9%). Non mancano gli stranieri a cimentarsi con uno dei simboli del gusto italiano nel mondo (5,6% del totale regionale), in particolare a Milano dove è straniero circa un gelataio su 10 (8,8%). E in regione il gelato è di qualità: gli artigiani che lo producono in proprio sono il 75,9% del totale.

Le gelaterie in Italia. Sono oltre 19 mila tra produzione e vendita e danno lavoro a quasi 73 mila addetti. Regina del gelato è Roma con 1.423 attività e 4.336 addetti. Seguono Napoli per imprese (901) e Milano per addetti (2.918). Tra le prime 10 per imprese anche Torino, Salerno, Bari, Brescia, Palermo, Venezia, Messina e Catania, a crescere di più sono Nuoro e Lodi (+7,5%) e Teramo (+6,5%).

CANDIDATURA 2026 LOW COST, MILANO E TORINO FRENANO

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Per il presidente del Coni Giovanni Malagò è la soluzione migliore, di sicuro è la più economica e probabilmente l’unica possibile, stante la complessa situazione attuale. Ma, dopo aver chiesto a gran voce l’investitura per i Giochi Olimpici invernali del 2026, ora due delle tre città in lizza manifestano perplessità. Milano e Torino volevano correre da sole e non hanno preso bene la decisione finale del Coni, approvata oggi definitivamente dal Consiglio nazionale e dunque ufficializzata al Cio: l’Italia presenta una candidatura unitaria per ottenere l’organizzazione delle Olimpiadi invernali 2026, “una proposta innovativa, unica, diversa e coraggiosa”, come l’ha definita Malagò.

“Credo sia una bella cosa per questo Paese e può rappresentare uno spartiacque nella storia delle candidature olimpiche”, ha osservato il numero uno dello sport italiano che ha ottenuto un doppio via libera dal Cio, pronto ad accettare una candidatura sottoscritta da più città e poi, se necessario, a modificare la carta olimpica perché con le attuali regole l’Italia, con Milano sede della sessione 2019, non potrebbe nemmeno far parte della corsa ai Giochi 2026.

Ma tutto questo non sembra al momento interessare Milano e Torino, decise a correre da sole ma non a condividere il progetto con i rivali. Insieme ai membri italiani del Cio Mario Pescante e Franco Carraro, negli incontri di lunedì scorso Malagò ha spiegato a gran voce alle tre città che l’Italia può ottenere l’organizzazione dei Giochi invernali solo se corre unita. Tuttavia i sindaci delle due più importanti città del Nord non hanno recepito il messaggio. La prima cittadina di Torino, Chiara Appendino, ha rimesso ieri la decisione finale nelle mani del governo, mentre oggi il sindaco di Milano Giuseppe Sala, inizialmente disponibile alla candidatura unitaria almeno all’apparenza, ha virato in modo deciso.

“Siamo disponibili a ospitare le gare ma a queste condizioni non entreremo nella governance”, ha dichiarato al mattino salvo poi rincarare la dose nel pomeriggio: “Secondo Malagò il dossier approvato oggi è chiarissimo, ma Milano non l’ha mai avuto a disposizione”.

La candidatura unitaria fortemente voluta dal Coni, quindi, non parte nel migliore dei modi. Eppure la commissione di valutazione guidata dal segretario generale del Comitato olimpico nazionale Carlo Mornati ha provato a seguire alla lettera le indicazioni ricevute dal governo, prima fra tutte il contenimento dei costi: il budget previsto per la candidatura unitaria è di 376,65 milioni di euro, inferiore ai singoli studi presentati da Cortina (380 milioni), Milano (384) e soprattutto Torino, che addirittura aveva presentato un preventivo di spesa di 648 milioni di euro.

“Quello del Coni è uno sforzo apprezzabile per dare una proposta unitaria e credibile”, ha sottolineato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport Giancarlo Giorgetti. “La proposta indica la candidatura di un intero Paese e qui il Governo ci sta – ha dichiarato – Ci riserviamo di valutarla: sosterremo la candidatura se le città interessate rinunceranno a una parte significativa di ambizioni, perché non può essere un progetto figlio di nessuno. Con una certa sorpresa c’è stata la decisione del sindaco di Torino di tirarsi in qualche modo fuori e il sindaco di Milano ha scritto che non ritiene di essere coinvolto”.

Ecco perché Giorgetti vorrà incontrare i rappresentanti delle tre città per capire la situazione, “altrimenti non vale la pena coltivare situazioni in fase di aborto”. Nel frattempo però la candidatura unitaria dell’Italia è stata ricevuta dal Cio, che già nelle prossime settimane effettuerà una prima valutazione. Sperando, dopo le due rinunce di Roma, di non dover fare un passo indietro per la terza volta in pochi anni.

DE CORATO “DAREMO LO SPRAY URTICANTE AI VIGILI”

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È previsto per martedì prossimo, 7 agosto, alle ore 16, il termine per accedere ai finanziamenti previsti per dotare gli agenti di polizia locale dei comuni lombardi di telecamere mobili, in particolare di body cam.

Il progetto è stato presentato dall’assessore alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale di Regione Lombardia, Riccardo De Corato e, dopo la seduta consiliare di assestamento di bilancio di martedì, allo stanziamento iniziale sono stati aggiunti altri 100.000 euro, per un totale di 400.000 euro.

“Abbiamo ritenuto opportuno un ulteriore sforzo – ha dichiarato l’assessore De Corato – per reperire altre somme al fine di dare risposte ai tanti comuni interessati. Nei giorni scorsi ho
visitato il Comando di Polizia Locale di Brugherio ed ho potuto constatare la grande utilità di questi strumenti, per cui invito i soggetti interessati a sfruttare al meglio questa occasione”.

“Stiamo lavorando – ha concluso De Corato – anche alla preparazione di un bando, che sarà pronto nel 2019, per dotare i vigili oltre che di body cam, di spray al peperoncino e taser.
Il mese scorso abbiamo stanziato ben 3,6 milioni per la videosorveglianza, a dimostrazione della nostra volontà di supportare la Polizia Locale e garantire la sicurezza dei cittadini”.

 

OLIMPIADI2026, SALA “INCONTRI DOPO ESTATE”

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“Penso che ora le cose si fermeranno un po’. Con Giorgetti ci siamo messaggiati e gli ho suggerito di chiamare a rapporto i sindaci insieme e mettersi intorno a un tavolo. Ma penso che il tutto si fara’ dopo la pausa estiva”.

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha risposto cosi, a margine di un’iniziativa presso il mercato comunale Morsenchio, ai cronisti che gli chiedevano se avesse avuto nuovi contatti con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, sul tema delle Olimpiadi invernali 2026.

“Il palazzetto a Rogoredo si fara’ senz’altro” ha confermato poi il sindaco, sciogliendo i dubbi sul legame tra i lavori del Palazzetto sportivo a Santa Giulia e la vittoria della candidatura di Milano per ospitare i giochi. “Eravamo gia’ pronti su un progetto per eventi o concerti e abbiamo pensato di convertirlo per le Olimpiadi – ha aggiunto – ma abbiamo comunque la determinazione per andare avanti. Mi auguro che Milano rimarra’ nel percorso olimpico, ma assicuro ai Milanesi che ci sara’ comunque qualche beneficio dall’avere una nuova arena in citta’”