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MILANO, 250MILA MQ AREE VERDI ADOTTATI DAI PRIVATI

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Sono 485 le aree verdi della città regolate da contratti di collaborazione o sponsorizzazione tra Amministrazione e soggetti privati nell’ambito di “Cura e adotta il verde pubblico”, per un totale di oltre 250mila metri quadrati di territorio. Aiuole, parterre, rotonde, aree sportive, piccoli parchi, giardini scolastici gestiti e curati da chi vive o lavora attorno a quegli spazi.

In un decennio di sperimentazione, gli accordi siglati tra Comune e privati sono aumentati del 900 per cento, passando da 50 a quasi 500. Una recente delibera di Giunta prevede di avviare un’analoga sperimentazione per la gestione delle aree verdi di dimensioni più estese della città. “L’obiettivo – dicono dal Comune – è garantire un elevato standard manutentivo, specifico e adeguato al concept, ai parchi urbani di nuova realizzazione, le cui spese gestionali sono spesso superiori rispetto al costo medio riconosciuto dal Comune di Milano all’appaltatore del Global Service per le aree esistenti”. Tra le aree più estese c’è il parco del Giambellino 117 (32.488 metri quadrati), che vede la collaborazione della cooperativa Solidarnosc, l’area verde di via Carlo Bo (9.800 metri quadrati), curata dall’Università Iulm, l’aiuola di via Lorenteggio 217 (22.684 metri quadrati), gestita da Esselunga spa, quella di piazza della Repubblica lato ovest (8.000 metri quadrati) con la sponsorizzazione del Principe di Savoia srl, e quella lato est, (9.000 metri quadrati) adottata da Westin Palace.

CGIA, LOMBARDIA REGIONE CON PIÙ AZIENDE CINESI

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Se i titolari d’azienda italiani faticano a lasciarsi alle spalle le difficoltà economiche subite in questi ultimi anni, l’imprenditoria straniera presente nel nostro Paese, invece, gode di buona salute. Almeno in termini di numerosità, quest’ ultima continua ad aumentare.
Al 31 dicembre 2017, fa sapere l’Ufficio studi della CGIA,  gli imprenditori stranieri (soci, titolari, amministratori, etc.) operanti in Italia hanno toccato quota 805.477 (+ 2,5 per cento rispetto al 2016) e l’etnia più numerosa è diventata quella cinese.
Alla fine dell’anno scorso, infatti, gli imprenditori cinesi alla guida di una attività in Italia erano 80.514, seguiti da 79.391 marocchini, da 77.082 romeni e da 46.974 albanesi.

Nel complesso l’imprenditoria straniera aumenta e nel 2017 è stata  pari all’ 8,8 per cento del totale Italia; nel 2009 la quota era del 6,2 per cento (in termini assoluti pari a 599.036). Nello stesso arco temporale, invece, gli imprenditori italiani (soci, titolari, amministratori, etc.) sono scesi da 8,9 a meno di 8,3 milioni (pari al – 7,5 per cento).
In questa nota l’imprenditoria cinese  è al centro dell’interesse dell’Ufficio studi della CGIA. Si pensi che rispetto al 2009, le attività economiche guidate da cinesi  presenti in Italia sono aumentate addirittura del 61,5 per cento, contro un incremento medio dell’imprenditoria straniera presente in Italia che si è attestata al 34,5 per cento.
“Sebbene in alcune aree del nostro Paese esistono delle sacche di illegalità riconducibili all’imprenditoria cinese che alimentano l’economia sommersa e il mercato della contraffazione – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – non dobbiamo dimenticare che da sempre i  migranti cinesi si sono contraddistinti per una forte vocazione alle attività di business. Nel momento in cui lasciano il Paese d’origine, infatti, sono tra gli stranieri più abili nell’impiegare le reti etniche per realizzare il loro progetto migratorio che si realizza con l’apertura di un’attività economica”.

I settori maggiormente interessati dalla presenza degli imprenditori provenienti dall’ “impero celeste” sono il commercio/venditori ambulanti, con 26.200 titolari, il manifatturiero, con poco più di 20.000 soggetti (quasi tutti impiegati nel tessile-abbigliamento e calzature) e la ristorazione-alberghi e bar, con oltre 18.000 imprenditori.
Ancora contenuta, ma con un trend di crescita molto importante, è la presenza di imprenditori cinesi nel settore dei servizi alla persona, ovvero tra i parrucchieri, le estetiste e i centri massaggi: il numero totale sfiora le 6.000 persone, ma tra il 2016 ed il 2017 l’aumento è stato di quasi il 10 per cento.
La vocazione imprenditoriale dei migranti cinesi, come dicevamo,  è fortissima. Se l’incidenza degli imprenditori stranieri sul totale dei residenti stranieri presenti in Italia è pari al 15,7 per cento, quelli cinesi sono addirittura il 27,7 per cento: su oltre 290.600 cinesi residenti in Italia, ben 80.500 guidano un’attività economica.
“Da sempre – afferma il segretario Renato Mason – le principali aree di provenienza dei migranti cinesi sono le province del Sud Est del paese: Zhejiang, Fujian, Guangdong e Hainan. Per queste persone, la ricerca del successo si trasforma in una specie di debito morale nei confronti della famiglia allargata e degli amici che da sempre costituiscono un sostegno irrinunciabile per chi vuole emigrare”.
La Lombardia, con oltre 18.800 imprenditori, è la regione più popolata da aziende guidate da cinesi: seguono la Toscana, con quasi 14.000, il Veneto, con oltre 9.600 e l’Emilia Romagna, con poco più di 8.100.  In queste quattro Regioni si concentra oltre il 62 per cento del totale degli imprenditori cinesi presenti nel nostro Paese.
Nel 2017, infine,  l’ammontare complessivo delle somme di denaro inviate verso il Paese d’origine  dagli immigrati cinesi presenti in Italia è stato di 136 milioni di euro. Nulla a che vedere con quanto era successo nel 2012, anno in cui erano stati inviati in Cina ben 2,6 miliardi di euro. Questo crollo può essere spiegato  da un lato con la maggiore propensione degli immigrati cinesi ad investire in Italia, riducendo i legami con il paese d’origine, dall’altro con l’intensificazione dei controlli sulle transazioni (money transfer), volti a diminuire gli utilizzi impropri di questo canale.

 

CROLLO PONTE, TRA VITTIME FUNZIONARIO REGIONE

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“La tragedia di Genova assume per l’intera comunita’ di Regione Lombardia contorni ancora piu’ gravi. Apprendere che tra le vittime del crollo del ponte c’e’ anche una persona che lavorava nella nostra squadra ci addolora moltissimo. A nome di tutti i dipendenti della Regione porgo le piu’ sentite condoglianze ai familiari e ai cari di Angela. Ci stringiamo al loro dolore e siamo a disposizione per ogni necessita’ in questo drammatico momento”. Lo afferma il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dopo avere appreso la notizia che tra le persone che hanno perso la vita a Genova c’e’ anche Angela Zerilli, 58 anni, funzionario di Regione Lombardia, stimata e apprezzata per il suo lavoro alla Direzione Generale Cultura.

Il presidente, in segno di lutto, ha disposto che le bandiere di Regione Lombardia restino a mezz’asta in tutte le sedi istituzionali fino alla data dei funerali.

“Mi associo alle condoglianze del presidente Fontana ed esprimo il mio profondo cordoglio ai familiari di Angela Zerilli, una delle preziose risorse della Direzione generale Cultura – aggiunge l’assessore regionale all’Autonomia e Cultura Stefano Bruno Galli -. Condivido il sentimento di smarrimento del personale della Direzione generale di fronte a questa sconvolgente tragedia e mi unisco con commozione al dolore della famiglia e di tutti coloro che la conoscevano e le volevo bene”.

MILANO, BOOM VISITATORI AL MUSEO BOTANICO

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Un piccolo gioiello naturalistico che i milanesi stanno imparando a conoscere e ad amare. È il Museo Botanico ‘Aurelia Josz’, inaugurato nel 2015 e sempre più frequentato da chi cerca la natura in città. Grazie alle aperture al pubblico, generalmente programmate ogni secondo sabato pomeriggio del mese, il numero dei visitatori nei primi mesi del 2018 – si legge in una nota del Comune di Milano – è salito del 30% rispetto allo stesso periodo del 2017, passando da circa 1.300 a oltre 1.700.  
Merito – prosegue la nota – delle tante attività didattiche e ludiche condotte con passione dal personale dell’Area Verde, Agricoltura e Arredo Urbano del Comune di Milano insieme al nucleo dei volontari del Museo Botanico, i Volontari del Servizio Civile, i tirocinanti, in collaborazione con istituti scolastici e varie istituzioni, le Sezioni Didattiche del Comune di Milano e le GEV (Guardie Ecologiche Volontarie). Visite guidate, laboratori, reading, caccia al tesoro, esibizioni musicali animano gli spazi di oltre 24 mila metri quadrati di via Margaria.
Quella di aprile l’apertura di maggior successo: oltre 500 visitatori grandi e piccini hanno potuto imparare a scrivere gli Haiku, brevi componimenti poetici di origine giapponese sul rapporto tra l’uomo e la natura e a fare gli origami con la carta in un’edizione dedicata alla scoperta dell’oriente.
Sono tante le attività concretizzate dal 2014 ad oggi e visitabili. C’è il Frutteto dei Patriarchi, che su un’area di 900 metri quadrati accoglie 27 varietà arboree del patrimonio agricolo lombardo tra cui meli, peri, ciliegi, gelsi, ulivi, pruni, un fico, un caprifico, un pesco, un amareno, un susino e un loto. Il Labirinto dei Cereali, una raccolta vivente di varietà originarie rare, dove la semina è spesso curata dalle scuole medie del quartiere. Il Percorso d’Acqua, un circuito di canali con punti di osservazione della flora e della fauna selvatiche. E poi l’edificio polifunzionale di 300 metri quadrati, dove si svolgono le attività che necessitino di uno spazio coperto, in grado di compensare il proprio fabbisogno energetico grazie all’impianto fotovoltaico e a quello a pompa di calore.
Dopo la pausa di agosto, il Museo Botanico tornerà ad aprire le sue porte a settembre, in occasione del Festival delle Biodiversità, e della prima edizione della Milano Green Week, in programma tra il 27 e il 30 settembre.
Il Museo ‘Aurelia Josz’ si trova in via Rodolfo Margaria 1 ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (tram 4 e 5, autobus 51 e 83, MM3 Dergano e Maciachini). L’ingresso e la partecipazione alle attività sono gratuiti e senza prenotazione e adatti a tutta la famiglia.

CROLLO PONTE, BOLOGNINI E MAGONI A FUNERALI

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L’assessore alle Politiche sociali, abitative e disabilità di Regione Lombardia, Stefano Bolognini, ha partecipato su delega del presidente Attilio Fontana, assieme all’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda, Lara Magoni, ai funerali di Stato per le vittime del crollo del ponte Morandi. Tra i deceduti anche la funzionaria di Regione Lombardia Angela Zerilli.

Le esequie solenni si sono tenute presso la Fiera di Genova alla presenza delle più alte cariche dello Stato. La Regione Lombardia era presente anche con il suo Gonfalone.

L’assessore Bolognini, al termine della cerimonia, ha espresso il cordoglio della Regione ai familiari della dipendente che lavorava alla Direzione Generale Cultura.

“Faccio mie le parole del Presidente Fontana – ha commentato l’assessore Bolognini – abbraccio idealmente i familiari ed i conoscenti delle vittime della tragedia di Genova, ai quali abbiamo portato il nostro cordoglio e la vicinanza di tutti quanti i lombardi”.

La Regione Lombardia, come si legge in una nota, ha preso parte alle varie operazioni subito dopo il crollo del ponte a Genova. Sono state mobilitate immediatamente le squadre speciali Usar per la ricerca e il soccorso delle persone seppellite. Sono stati presenti, come personale sanitario, 6 medici, 10 infermieri e 6 tecnici delle AAT di Bergamo, Brescia, Milano e Pavia, Articolazioni Aziendali Territoriali di Areu con la funzione di assicurare l’organizzazione dell’emergenza extraospedaliera.

La Regione ha inoltre garantito assistenza ventiquattro ore su ventiquattro per 5 giorni consecutivi. Per i sanitari è stato previsto un cambio dopo 48 ore per garantire un adeguato impegno lavorativo e il coinvolgimento di un buon numero di operatori il cui rientro da Genova è stabilito per domani.

L’Azienda Regionale di Emergenza Urgenza di Regione Lombardia fa parte del gruppo USAR (Urban Search and Rescue) dei Vigili del fuoco della Lombardia, le cui missioni congiunte sono diventate la ‘best practice’ a livello nazionale e internazionale.

Presente anche la Protezione Civile regionale che ha subito inviato un elicottero dell’elisoccorso oltre a due veicoli equipaggiati per interventi in aree disastrate così come funzionari dell’Agenzia Regionale Emergenza e Urgenza, tre medici, cinque infermieri e due tecnici specializzati in logistica. A Genova erano già arrivate due unità cinofile da Giussano (Mb) con 4 operatori e 2 cani, 11 operatori Areu e 40 Vigili del Fuoco.

SALVINI E BOLOGNINI A OPERA CARDINAL FERRARI

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“Sono tornato qui, dopo la visita di Ferragosto, per capire come Regione Lombardia e le istituzioni possano aiutare questa straordinaria realtà milanese che, da 97 anni, aiuta tante persone che sono in difficoltà”. Così l’assessore lombardo alle Politiche sociali, abitative e disabilità Stefano Bolognini, a margine di una visita all’Opera Cardinal Ferrari, a Milano, insieme al ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

“Oggi, ne abbiamo trovate quasi 180 che sono venute qui a mangiare, a trascorrere la giornata, a ricevere un pasto caldo, un aiuto, dei vestiti, magari una doccia ma, soprattutto, un sorriso, una speranza, una possibilità di essere riabilitati e di non restare in mezzo alla strada”, spiega Bolognini, che ha promesso di affrontare i bisogni dei milanesi più disagiati in maniera innovativa.

“In questi giorni, stiamo utilizzando, per la prima volta, il reddito di inclusione – sottolinea -. Tramite i comuni stiamo cercando di aiutare realtà come queste ma, soprattutto, da settembre, rafforzeremo la rete di contrasto allo spreco alimentare. Banco Alimentare e tantissime altre realtà lombarde, ogni giorno, raccolgono 18.000 tonnellate di cibo che, diversamente, verrebbe sprecato e viene distribuito a chi ha bisogno. Qui, viene dato alle persone che vengono a mangiare ma, anche, sotto forma di pacchi a 70/80 famiglie ogni mese”, aggiunge.

Ma “una misura non basta, quindi, ci sono misure complementari perché una persona che perde il lavoro, può anche avere bisogno di altri aiuti. Cercheremo di tenere insieme tutte le criticità che nascono con la povertà, in modo da risolvere i problemi”, assicura Bolognini, che aggiunge: “Dare soltanto un pasto a queste persone non servirebbe a risolvere altri problemi”.

Per quanto riguarda l’Opera Cardinal Ferrari, lo scorso anno ha ricevuto a malapena 10.000 euro di fondi pubblici. “Siamo di fronte a un assurdo: una realtà così importante non ha partecipato a nessun bando di Regione Lombardia”, commenta Bolognini. Per cui “è nata una volontà di collaborare e di far sì che l’anno prossimo Regione Lombardia, attraverso i bandi e le leggi che già esistono, possa aiutare una realtà così bella ed essere di aiuto, anche, alle persone che vengono qui da altre progettualità. Qui fanno un lavoro straordinario: 80.000 pasti che, ogni anno, vengono distribuiti alle persone bisognose valgono più delle parole di un assessore”, conclude.

 

REGIONE, 127 MLN A SOSTEGNO DEI COMUNI

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Una lettera a tutti i sindaci della Lombardia per informarli degli “importanti provvedimenti approvati dalla Giunta regionale ad agosto subito dopo l’approvazione della legge di Bilancio 2018”. L’ha inviata il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, spiegando come, “consapevoli dei bisogni del territorio e della necessità di rilanciare l’economia” siano stati privilegiati gli investimenti, “stanziando ulteriori 127 milioni nel triennio 2018/2020, senza ovviamente aumentare la pressione fiscale e mantenendo le agevolazioni già esistenti, intervenendo sul contenimento della spesa corrente, della comunicazione e dei costi di funzionamento, che nel caso della Regione Lombardia sono già tra i più bassi d’Europa”.

Nel dettaglio, con i provvedimenti approvati ad agosto, la Regione ha messo a disposizione le seguenti risorse: 1 milione per la realizzazione e l’adeguamento di parchi gioco inclusivi (Deliberazione n. 502 del 2 agosto); 3 milioni per la messa in sicurezza e riqualificazione di infrastrutture per la mobilità (Dgr 498 del 2 agosto); 1 milione per l’acquisto di autobus ecologici per il trasporto scolastico (Dgr 490 del 2 agosto); 3.170.000 euro  per la realizzazione e l’adeguamento di infrastrutture sportive e ricreative (deliberazione n. 433 del 2 agosto); 870.000 euro per l’adesione ai servizi regionali per i pagamenti elettronici (PagoPA) e l’identità digitale dei cittadini (SPID-GEL) (Deliberazione n. 403 del 2 agosto); 3,57 milioni per interventi di manutenzione straordinaria, recupero e riqualificazione del patrimonio naturale (Dgr 496 del 2 agosto). In aggiunta a queste misure, gli uffici della Giunta regionale stanno ultimando una misura per gli investimenti dei piccoli Comuni per ulteriori 2 milioni.

“Si tratta di interventi importanti – ha aggiunto Fontana – perchè danno un pò di ossigeno agli Enti locali che per noi rappresentano un patrimonio da tutelare. Voglio anche sottolineare che, ancora una volta, non abbiamo aumentato la pressione fiscale mantenendo le agevolazioni fiscali già esistenti. Il lavoro da fare nei prossimi anni sarà molto impegnativo, bisognerà rafforzare il ruolo dei Comuni ed insistere sulla via dell’autonomia, così da far emergere ancora di più la virtuosità del nostro territorio e delle nostre Amministrazioni locali”.

“Questa manovra – ha sottolineato l’assessore al Bilancio, Finanza e Semplificazione, Davide Caparini – ci consente inoltre di consolidare un primato a livello internazionale. La Lombardia e’ la Regione che ha meno dipendenti pubblici (circa 41 ogni mille abitanti, meglio di Germania, Spagna e Regno Unito, per non parlare delle altre regioni italiane), nonche’ il piu’ basso costo del lavoro dei dipendenti pubblici (18,75 euro verso una media di 38,95 euro)”.

REGIONE, 7 MLN CONTRO BARRIERE ARCHITETTONICHE

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Oltre 7,5 milioni di euro per abbattere le barriere architettoniche nelle abitazioni o nei condomini. Li ha liquidati l’assessorato regionale alle Politiche sociali, abitative e disabilità, destinando questi fondi a 1887 cittadini disabili e rispondendo, così, a domande che giacevano inevase dal 2012. E’ quanto si legge in una nota della Regione Lombardia, che sottolinea come gli stanziamenti (prima tranche di un ‘pacchetto’ di circa 25 milioni di euro) consentono di coprire le richieste presentate fino a marzo 2013, come prevede la Legge 13/89 che concede contributi a fondo perduto su interventi non ancora realizzati.

“E’ un segnale positivo – ha spiegato l’assessore Stefano Bolognini – per i disabili e i loro familiari che da anni attendevano di ricevere il contributo per questo tipo di domanda. Di recente è stato approvato il decreto di riparto che stanzia 180 milioni in quattro anni (2017/2020) per eliminare le barriere negli edifici privati. A seguito del confronto, avviato nell’autunno del 2017, tra le Regioni e il Ministero delle Infrastrutture, il mio assessorato si è attivato subito per fare avere i contributi a quanti li aspettavano”.

La quota destinata a Regione Lombardia ammonta a circa 25 milioni di euro e servirà a soddisfare il 70 per cento delle domande ad oggi presente. A settembre verrà ripreso lo scorrimento della graduatoria regionale per esaurire le domande depositate fino al luglio 2013. Gli importi delle domande presentate dopo quella data saranno quindi liquidati con i trasferimenti del 2019 e del 2020.

“Poco alla volta – ha aggiunto Bolognini – mi auguro si arrivi al ripristino delle procedure della Legge nazionale che prevedevano dei tempi di attesa di mesi e non certo di anni. Ciò sarebbe più rispettoso del bisogno dei portatori di handicap e dei loro familiari soprattutto là dove le condizioni strutturali delle case non aiutano e vanno adeguate ai tempi e alle necessità. Ora per evadere il rimanente 30 per cento delle domande raccolte dobbiamo confidare in ulteriori stanziamenti della Finanziaria.

La legge 13/89 concede contributi a fondo perduto a favore di cittadini disabili, delle persone che li hanno in carico e dei condomini dove risiedono, per l’abbattimento delle barriere architettoniche per rendere più accessibili e fruibili gli appartamenti e le abitazioni.

Tra le opere finanziabili rientrano: montascale, pedane elevatrici, ascensori; adattamento dei sevizi igienici; allargamento delle porte; predisposizione dei videocitofoni e dei sistemi di automazione per porte e cancelli.

Per presentare la domanda occorre compilare un apposito modulo a cui va allegato il preventivo dell’intervento e il certificato medico dal quale risulti la difficoltà che giustifica l’opera. La richiesta di contributo può essere presentata ogni anno dal 2 marzo al Comune in cui si trova l’alloggio nel quale il disabile ha la residenza. Il bando è sempre aperto e la domanda quindi viene inserita in ordine cronologico in un elenco che dà priorita’ ai disabili al 100%.

Per una spesa fino a circa 2.500 euro il contributo copre l’intero costo a carico del richiedente. Per cifre superiori la quota viene incrementata fino ad un massimo di circa 7.000 euro. Se per esempio il cittadino presenta un preventivo di 5.000 euro, il contributo sarà pari a 2.500 euro cui si aggiunge il 25% della parte eccendente, che in questo caso è di 625 euro, per un totale che sarà dunque di 3.125 euro.

L’elenco dei richiedenti viene comunicato al Ministero competente entro il mese di maggio di ogni anno, dopodichè i fondi sono ripartiti alle Regioni sulla base delle richieste raccolte. Le Regioni a loro volta trasmettono le risorse ai Comuni, i quali provvedono a liquidarle ai cittadini. Per molti anni tuttavia il Ministero non ha messo a disposizione le risorse e alcune Regioni, come la Lombardia, hanno fatto fronte alle richieste con finanziamenti propri.