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TURISMO 4.0, LOMBARDIA TRA TOP DESTINATION

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Si è tenuto a Desenzano del Garda (Brescia) l’incontro “Prospettive del turismo 4.0”, organizzato da Intesa Sanpaolo per analizzare le prospettive del turismo in Italia, con focus sul settore alberghiero e ricettivo del territorio del Garda e della Lombardia, quarta meta turistica in Italia, e per offrire agli operatori del settore nuovi strumenti di competitività: investimenti, crescita nel web e formazione, oltre a valorizzazione delle filiere, destagionalizzazione, ed ecosostenibilità sono emersi quali fattori di sviluppo per un comparto chiave nella crescita dell’economia nazionale e regionale.
All’incontro sono intervenuti Gianluigi Venturini, direttore regionale Lombardia Intesa Sanpaolo, Ilaria Sangalli, economista della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, Lorenzo Triboli, advisor della Fondazione Social Venture Giordano dell’Amore e Marco Ficarra, co-founder e Ceo di Destination Italia. A seguire una tavola rotonda in cui Renzo Iorio, presidente e amministratore delegato per l’Italia del Gruppo Accor Hotels e consigliere delle Terme di Sirmione, Eugenio Gallina, Ceo di Hotel Cristallo e Cristina Ziliani, amministratore delegato del Gruppo Berlucchi, si sono confrontati sul turismo come opportunità di crescita, mettendo a fattore comune esperienze sul territorio, tendenze e prospettive.

Dall’indagine presentata da Intesa Sanpaolo, a cura della Direzione Studi e Ricerche, è emerso che l’Italia si classifica ancora tra le prime cinque top destination mondiali, nonostante l’aumento delle pressioni competitive: negli ultimi dieci anni sono cresciuti del 45% gli arrivi di turisti non residenti, per un totale di oltre 60 milioni nel 2017. In aumento anche le presenze (211 milioni nel 2017, quelle dei non residenti, +30% rispetto al 2008), per un grado di internazionalizzazione ormai prossimo al 50%. Il nostro Paese si distingue per un mix vincente di offerta, in cui le località lacuali emergono fra i principali attrattori: nel 2017, presso i laghi della penisola si sono sfiorati i 27 milioni di presenze di turisti non residenti (+45% rispetto al 2008), di cui il 30% in Lombardia, seconda soltanto al Veneto per capacità di attrazione del turismo lacuale.
Ma non sono soltanto i laghi a fare della Lombardia un importante attrattore turistico.
Con oltre 16 milioni di arrivi nel 2017, 39 milioni di presenze e un grado di internazionalizzazione medio del 61%, superiore alla media nazionale, la regione rientra ormai stabilmente nel novero delle regioni più turistiche, la quarta per turismo incoming.
Si osserva una progressiva crescita delle presenze di turisti dei paesi emergenti: negli ultimi dieci anni si sono moltiplicate quelle di cinesi e russi, che insieme hanno sfiorato gli 1,6 milioni nel 2017.

L’offerta turistica lombarda si configura inoltre tra le più ricche e differenziate in Italia. In particolare, il Garda emerge come uno dei principali luoghi di attrazione della regione.
A fine 2016 si contavano 23 milioni di presenze di turisti nel comprensorio del Garda, di cui il 30% nel solo Garda lombardo (circa 7 milioni). Le proiezioni per il 2017 evidenziano un trend in salita, con una crescita del 5% circa delle presenze nel totale del comprensorio e dell’8% circa nel Garda lombardo. Quest’ultimo si distingue, inoltre, per un’offerta alberghiera di fascia medio alta, che ingloba complessivamente 24 mila posti letto (il 36% dell’offerta alberghiera di tutto il comprensorio Garda).
Durante l’incontro sono stati inoltre presentati i risultati di un’indagine condotta nei mesi scorsi da Intesa Sanpaolo su un campione di aziende alberghiere lombarde, per individuare nuove opportunità di sviluppo del potenziale turistico della regione.
Tra le sfide per il futuro riveste sempre maggiore importanza la competitività dell’offerta.

Una buona quota di imprese ha dichiarato di avere effettuato investimenti in passato e di voler investire anche in futuro. Gli investimenti, sia nelle strutture che nei servizi offerti, rappresentano infatti un importante volano di crescita e redditività. Determinante anche il tema della formazione: due terzi delle realtà intervistate dichiara di volere investire in formazione del personale, anche per fare fronte al passaggio generazionale, che nei prossimi quattro anni interesserà quattro realtà su dieci. La promozione web si dimostra inoltre fondamentale per agganciare il trend di domanda, soprattutto quella estera, che si presenta più dinamica in previsione e meno stagionale.
Due, infine, le leve fondamentali per la crescita individuate dagli intervistati: la disponibilità di finanziamenti a medio e lungo termine e un supporto consulenziale competente rispetto alle specificità del settore turistico.

Intesa Sanpaolo si propone in questi ambiti come interlocutore privilegiato, mettendo a disposizione del comparto alberghiero: – Linee di finanziamento dedicate, destinate a investimenti per il miglioramento delle strutture ricettive – Il Programma Filiere, un innovativo modello di collaborazione tra banca e aziende, allo scopo di migliorare le condizioni di accesso al credito rivolgendosi alle imprese tra loro collegate da rapporti produttivi – Percorsi di formazione dedicati agli operatori del settore dedicati allo sviluppo di nuove competenze nel digitale e all’approfondimento delle dinamiche di settore – Un modello di rating qualitativo che consente di analizzare le necessità delle singole aziende prendendo in considerazione, oltre alle performance economiche, anche gli ‘intangibili’ dell’impresa turistica – Supporto specialistico su progetti complessi attraverso il Desk Turismo di Mediocredito Italiano e l’accompagnamento in operazioni di finanza straordinaria grazie alla struttura dedicata a Pmi e midcap nata di recente dalla sinergia fra Banca Imi e Mediocredito – L’accordo triennale di collaborazione con il MIBACT che mette a disposizione un plafond di 5 miliardi destinato alla predisposizione di un vero e proprio “Patto per il Turismo 4.0”.

“Il valore e le potenzialità del turismo come comparto chiave per la crescita del nostro Paese sono ormai un dato acquisito – ha dichiarato Gianluigi Venturini, direttore regionale Lombardia di Intesa Sanpaolo – La nostra direzione regionale, escluse le province di Milano e Monza e Brianza, supporta circa mille imprese lombarde del settore: gli operatori, a tutti i livelli, devono oggi più che mai strutturarsi per competere a livello internazionale, facendo leva sulle caratteristiche che rendono l’Italia un unicum al mondo per patrimonio paesaggistico, storico e culturale. Oggi abbiamo toccato temi fondamentali: le filiere come nuova ‘frontiera’ di collaborazione fra imprese turistiche capofila e fornitori strategici, per caratterizzare sempre meglio le destinazioni turistiche; la destagionalizzazione come obiettivo strutturale nel medio e lungo termine; gli investimenti come scelta necessaria e, non da ultima, l’ecosostenibilità per trainare l’offerta ricettiva lombarda e nazionale verso l’eccellenza”.

FISCALITÀ, INTESA COMUNE MILANO-CONFCOMMERCIO

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Siglato a Palazzo Marino il Protocollo d’Intesa sulla fiscalità tra Comune di Milano e Confcommercio Milano. Si apre così un percorso di collaborazione in materia di tributi locali, come la Tassa rifiuti e l’Imposta di soggiorno, per favorire le attività commerciali e l’avvio di nuove imprese nel capoluogo lombardo.
Confcommercio Milano, che svolge un’attività sistematica di rilevazione ed analisi dei dati giuridici ed economici riferiti alla fiscalità locale, e Comune, concordano con la necessità di avviare un monitoraggio costante sulle ricadute della fiscalità sulle attività di commercio, turismo, servizi e trasporti. E allo stesso tempo intendono favorire il dinamismo economico in città attraverso opportune scelte di politica fiscale.

“Il Protocollo d’Intesa istituzionalizza il ruolo già attivo di Confcommercio Milano come interlocutore qualificato di riferimento per il Comune sui temi della fiscalità locale per le imprese del terziario – afferma Marco Coldani, vicepresidente della Confcommercio milanese -. Si potranno rafforzare confronto e collaborazione per intervenire in modo opportuno sulla leva fiscale e tariffaria e favorire l’attrattività di Milano; per affrontare e risolvere problematiche fiscali di carattere generale; per semplificare gli adempimenti e prevenire eventuali controversie tra Comune e imprese rappresentate”.
“Andiamo avanti con le proposte concrete per lo sviluppo e la crescita economica – dichiara l’assessore al Bilancio Roberto Tasca -. Firmiamo un’intesa con Confcommercio Milano che rappresenta un settore cruciale per la crescita della città e la qualità della vita dei quartieri. L’obiettivo è accorciare le distanze tra il Comune e le imprese sul piano della burocrazia e agevolare attraverso un’attenta ed equa valutazione delle misure fiscali e tariffarie da applicare, lo sviluppo delle capacità imprenditoriali del territorio”.

Nel Protocollo sono inseriti atti concreti a partire dal confronto diretto e costante tra Confcommercio Milano e Palazzo Marino. Un rilievo particolare viene dato al confronto reciproco sulle proposte di intervento in materia fiscale che interessano le attività così come la costituzione di un tavolo di lavoro per identificare possibili soluzioni a problemi impattanti su più soggetti, evitando l’insorgere di controversie tra Comune ed imprese.
La collaborazione produrrà interventi operativi di semplificazione. Allo stesso tempo consentirà di studiare misure di incentivazione, attraverso la modulazione della leva fiscale, per attrarre nuove realtà commerciali e riqualificare quelle già presenti. Saranno anche predisposti specifici canali telematici per la consultazione, la compilazione, l’invio della documentazione inerente la fiscalità locale.
Tra le diverse finalità del Protocollo spiccano il miglioramento dell’attrattività della Città nei confronti delle realtà economiche, il riutilizzo di immobili commerciali sfitti e non utilizzati, la riattivazione del circuito delle imprese nelle realtà periferiche e la riqualificazione delle imprese già presenti sul territorio.

 

IN LOMBARDIA 13 MILA STUDENTI INTERNAZIONALI

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Nell’anno accademico 2016-2017 si contano 12.878 iscritti internazionali: di questi 2.017 sono cinesi e più della metà degli studenti frequenta corsi di laurea STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Continua, inoltre, a crescere il numero di studenti internazionali che scelgono gli atenei lombardi: +2,4% sull’anno precedente. Un aumento in linea con le rilevazioni degli ultimi anni: erano 12.020 nel 2014-2015 e 12.577 nel 2015-2016.

È quanto emerge dall’indagine annuale di Assolombarda “L’internazionalizzazione degli atenei di Milano e della Lombardia”, che si pone l’obiettivo di misurare il grado di apertura internazionale del polo accademico lombardo nel corso dell’anno 2016-17. L’indagine, giunta all’ottava edizione, prende in considerazione 13 atenei della regione, 8 con sede a Milano: Humanitas University, Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM, Politecnico di Milano, Università Commerciale Luigi Bocconi, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Milano Bicocca, Università Vita-Salute San Raffaele. Oltre all’Università Carlo Cattaneo LIUC, all’Università degli Studi di Bergamo, all’Università degli Studi di Brescia, all’Università degli Studi di Pavia e all’Università degli Studi dell’Insubria.

“L’indagine annuale rappresenta un prezioso contributo per il dibattito sull’internazionalizzazione degli atenei – ha dichiarato Pietro Guindani, Vicepresidente di Assolombarda con delega a Università, Innovazione e Capitale Umano -. Sebbene, infatti, il Rapporto evidenzi come il processo di apertura internazionale del polo accademico lombardo sia proseguito in positivo anche per il 2016-2017, occorre però continuare ad alimentare la capacità attrattiva dei nostri atenei. A cominciare dall’aumento dell’offerta di corsi in lingua inglese, scelta decisiva per inserire gli studenti nella comunità internazionale”.
“La progressiva apertura internazionale degli atenei del territorio – ha proseguito Guindani -impone alle aziende una riflessione su come implementare la loro collaborazione con il sistema universitario sul versante del recruiting dei giovani in arrivo dall’estero. A cominciare dalla promozione di tirocini in azienda e occasioni di placement, anche con azioni mirate di matching tra competenze dei giovani, paese di provenienza e area geografica di interesse dell’azienda”.

“Da un punto di vista metodologico – ha concluso Guindani -, il Rapporto supera il concetto di «studente straniero» solitamente diffuso nelle statistiche ufficiali, stringendo invece il campo agli studenti internazionali che hanno conseguito il diploma secondario all’estero, così da avere una fotografia ben più nitida del potenziale attrattivo dei nostri atenei”.
Il rapporto mette in luce un sostanziale bilanciamento tra i generi (52,2% femmine e 47,8% maschi) tra gli studenti internazionali che frequentano gli atenei lombardi. La maggior parte è iscritta a corsi di laurea di I, II livello e ciclo unico (90,5% degli studenti internazionali), mentre il restante (9,5%) è impegnato in corsi post lauream come dottorati, master e scuole di specializzazione.
Per quanto riguarda la provenienza geografica, il 42,6% arriva dall’Europa e il 38,4% dall’Asia ma in termini assoluti la nazionalità più rappresentata è quella cinese con 2.017 studenti, seguita dall’Iran (876 studenti), dall’India (752 studenti) e dalla Svizzera (751 studenti).
Rispetto ai colleghi lombardi, inoltre, gli studenti internazionali scelgono più frequentemente corsi STEM (50,1% contro 40%) e, in misura ancora maggiore, corsi di arte e design (6,1% contro 1,4%). Un risultato probabilmente legato anche al prestigio del made in Italy e all’elevata reputazione internazionale di Milano nel settore del design e creativo.
Cresce poi il numero di studenti coinvolti in programmi di mobilità. Rispetto all’anno 2015 – 2016, sono 17.820 in totale (+5,3%), di cui 10.737 sono italiani in uscita (+0,6%) e 7.083 sono stranieri in entrata (+13,2%).

Dallo studio emerge, infine, come le università lombarde e in particolare quelle milanesi, se confrontate con il resto degli atenei italiani, si distinguano per il numero di corsi offerti in lingua inglese: rispettivamente il 24,2% e il 28,7% del totale contro il 16,3% italiani. La stessa tendenza si osserva riguardo ai cosiddetti corsi «double degree», rispettivamente il 24,7% del totale dei corsi negli atenei lombardi e il 29% in quelli milanesi, contro un 13,4% a livello nazionale.

Unico dato in controtendenza, quello relativo agli accordi internazionali stipulati dagli atenei, che nel corso dell’anno accademico 2016-17 hanno registrato un -5,5% rispetto alla precedente rilevazione, scendendo a quota 5.451. Ciò deriva, almeno in parte, da un’azione di semplificazione amministrativa che ha portato le università a non rinnovare gli accordi inattivi o non più utilizzati.

LOMBARDIA INFORMATICA È SEMPRE PIÙ CERTIFICATA

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Lombardia Informatica, società ICT di Regione Lombardia, migliora ulteriormente la propria certificazione. Già in possesso di certificato ISO 9001 dal 1996 e ISO 27001 dal 2005, la società regionale ha infatti esteso la sua certificazione anche alle “Attività di Analisi e di Razionalizzazione dei fabbisogni ICT in qualità di centrale di committenza; servizi di sviluppo e di gestione del processo di acquisto di beni, di servizi informatici e di connettività a favore della Regione Lombardia e degli Enti del sistema regionale; attività di contrattualizzazione, di esecuzione e di controllo per Lombardia Informatica, Regione Lombardia ed Enti del sistema regionale”.

ISO 9001 è uno standard che definisce in modo chiaro le richieste e gli obiettivi per i sistemi di gestione della qualità (QMS) e garantisce il funzionamento ottimale di tutti i processi funzionali dell’azienda, per garantire un livello di qualità costante di prodotto e servizio al fine di accrescere la soddisfazione del Cliente.

“L’estensione della certificazione ISO 9001 anche alle attività di Centrale di Committenza fa sì che Lombardia Informatica si confermi sulla frontiera dell’efficienza e della trasparenza, sottoponendosi costantemente ai controlli ed a verifiche. Con questo risultato estremamente soddisfacente abbiamo dimostrato che Il nostro obiettivo rimane quello di puntare all’eccellenza senza smettere di migliorarci, ed infine va ricordato anche in questo caso siamo fra le pochissime centrali di committenza certificate in Italia, grazie anche al nostro team di lavoro” ha dichiarato Francesco Ferri, Presidente di Lombardia Informatica.
(ITALPRESS).

MALTEMPO, SCATTA IL CODICE ROSSO

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“La situazione in Lombardia presenta grandi criticita’, ma c’e’ un monitoraggio continuo e attento ed e’ tutto sotto controllo”. Lo ha affermato l’assessore regionale al Territorio e Protezione Civile Pietro Foroni. “Il maltempo sta creando vari disagi – ha aggiunto – ma non vere e proprie situazioni pericolose per l’incolumita’ della popolazione. L’evoluzione del tempo potrebbe portare qualche difficolta’ nel bergamasco, soprattutto per quanto riguarda i fiumi, nel bresciano, nel lecchese e nel Nodo idraulico di Milano”.
Nello specifico, la Sala operativa della Protezione civile della Regione Lombardia, la cui attivita’ e’ coordinata dall’assessore  Foroni, ha confermato ed esteso la situazione di allerta sui territori della regione con una comunicazione di elevata criticita’ (Codice rosso) per rischio idrogeologico dalle 13 di oggi, fino a revoca, sulle zone omogenee IM-04 (Laghi e Prealpi varesine, provincia di Varese), IM-05 (Laghi e Prealpi occidentali, province di Como e Lecco), IM-06 (Orobie bergamasche, provincia di Bergamo), IM-07 (Valcamonica, province di Bergamo e Brescia), IM-08 (Laghi e Prealpi orientali, province di Bergamo e Brescia).
A scopo precauzionale, con un’ordinanza, il Comune di Milano sta evacuando le tre comunita’ nell’area del Parco Lambro Exodus di Don Mazzi, Camaldoli e Ceas. Le persone saranno ospitate nella palestra del centro sportivo Saini. Lo fanno sapere fonti del Comune, mentre a Milano prosegue lo stato di codice rosso per il maltempo che restera’ attivo almeno fino a domani mattina. Le autorita’, Polizia Locale, Protezione Civile e personale di MM Servizi Idrici, stanno continuando a monitorare le aree interessate da possibili esondazioni dei fiumi Seveso (zona
Niguarda, tra via Ca’ Granda e via Valfurva) e Lambro. Avviso di criticita’ localizzato per il fiume Po con codice arancione per rischio idraulico nella zona PO1 (provincia di Pavia, Po-Tanaro). Viene segnalata in formazione in territorio piemontese un’onda di piena, il cui arrivo in Lombardia e’ atteso entro le prossime 24 ore.

Per martedi’ 30 ottobre e’ previsto che le precipitazioni continuino fino al mattino, sulla fascia alpina e prealpina mediamente deboli diffuse, altrove sparse. In esaurimento su pianura e Appenino, mentre su fascia alpina e prealpina ancora deboli sparse, tendenti ad esaurirsi dal tardo pomeriggio-sera.
Limite neve attorno a 1.200 metri circa, con accumuli al piu’ di 5 cm tra i 1.100 e i 1.200 metri.
Per la giornata di mercoledi’ 31 si prevede un nuovo peggioramento in tarda mattina con precipitazioni.
(ITALPRESS).
   

TAV, CORO DI NO A “RIPENSAMENTO”

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“Per noi si tratta di un’opera fondamentale per rientrare in Europa attraverso un asse commerciale importante. Altrimenti le merci viaggeranno un po’ più a nord e noi restiamo tagliati fuori. Noi sentiamo molto questa richiesta da parte del mondo economico lombardo. E la domanda di infrastrutture riguarda anche l’autostrada Pedemontana e il trasporto dei pendolari, cioè dei lavoratori». Lo dice, in un’intervista al Corriere della Sera, il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, a proposito della Tav.
«È vero – aggiunge – per uscire dalla situazione drammatica che abbiamo trovato occorre tempo. Ma entro fine anno presenteremo un nuovo piano per uscire dall’emergenza».
La Tav e la Pedemontana sono importanti “perché il punto è sempre lo stesso: le merci e le persone devono poter circolare alla stessa velocità con cui viaggiano nel resto dell’Europa che conta. E una nuova importante via di comunicazione come la Pedemontana, tra l’altro, ridurrà l’effetto Milanocentrico e alleggerirà il traffico sulle tangenziali».
Il M5S lombardo contesta anche quest’opera. «Eh sì, sono proprio visioni politiche diverse. Io sono convinto che investire sui territori sia indispensabile per tornare a crescere e per non implodere, perché in fin dei conti è sempre l’economia che traina la crescita, non bastano gli aiuti statali. Quindi bisogna fare tutti gli investimenti necessari e non sprecare le occasioni che si presentano».

Per il sindaco di Milano Giuseppe Sala “e sbagliato ridurre la questione della Tav a un problema torinese o piemontese. Ci sono infrastrutture che, anche se non sono direttamente connesse a Milano, sono importanti per la nostra economia. Penso alla Tav e penso al Terzo Valico. Spero che ci sia una mobilitazione su tutti i settori che rappresentano il mondo del lavoro per far capire che sul lavoro e sul futuro industriale del nostro Paese non si scherza”.  “Se noi non prendiamo decisioni, gli altri paesi europei si organizzano – ha aggiunto Sala – perché è evidente che, sull’altra direttrice possibile, quella che va da Budapest a Francoforte si creerà un canale alternativo e i Francesi, via Strasburgo, raggiungeranno Francoforte e poi Budapest. Gli altri non dormono” ha sottolineato il sindaco, aggiungendo che “continuiamo a dire che siamo la seconda potenza industriale d’europa, ma non è che quello che produciamo ce lo teniamo per noi o ce lo mangiamo. Dobbiamo esportare”.

“Se da una parte comprendiamo le esigenze di rispettare le promesse elettorali, d’altra parte c’è il diritto di tutti i cittadini italiani di vivere in un Paese che non venga penalizzato dal punto di vista sociale ed economico. Rimettere in discussione TAV e Terzo Valico è un colpo mortale alle possibilità di sviluppo del Nordovest, delle sue imprese, dei suoi occupati, della possibilità di realizzare una migliore coesione sociale. In queste ore decisive per le scelte del nuovo governo e dei territori, lanciamo insieme a nome di oltre 545mila imprese un grande appello alla responsabilità sul futuro del nostro Paese”.
Lo scrivono in un appello congiunto lanciato da Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda; Dario Gallina, Presidente dell’Unione Industriale di Torino, e Giovanni Mondini, Presidente di Confindustria Genova.
“Queste due opere infrastrutturali sono fondamentali e interconnesse. La prima supporta, sulla direttrice est-ovest, il surplus commerciale italiano di circa 10 miliardi di euro sui 70 complessivi di interscambio con la Francia, per oltre il 90% realizzato oggi via gomma, e consente anche – fatto importantissimo – la connessione alla Via della Seta, il grande asse che collegherà Oriente ed Occidente del mondo”.

“La seconda – continuano – sull’asse verso il Centro Europa abbatte il vantaggio finora conseguito dai porti nordeuropei sul primo porto commerciale container d’Italia. Alla politica locale e nazionale chiediamo di smettere veti ideologici, buoni forse in campagna elettorale, ma da cui deriva solo un aggravarsi del ritardo e dei costi logistici che frenano le imprese del Nordovest. Dateci la possibilità di far crescere questo Paese, dateci la possibilità di tornare a far grande l’Italia”.

ASSOLOMBARDA METTE IN MOSTRA LA BRUGOLA

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Si arricchisce con una nuova mostra il progetto “Forse non tutti sanno che..”, promosso da Assolombarda e nato per valorizzare gli oggetti iconici dell’industria italiana. Fino al 30 novembre, all’interno del Palazzo Gio Ponti (via Pantano 9), saranno esposti sette esemplari della Brugola, la vite che ha rivoluzionato l’industria italiana e che rappresenta più di novant’anni di storia e successi della famiglia da cui prende il nome. Nello stabilimento Brugola OEB Industriale di Lissone, azienda fondata nel 1926 da Egidio Brugola, vengono prodotti 800 tipi diversi di viti per un totale di otto milioni di pezzi al giorno, circa 55mila tonnellate all’anno (il Pirellone ne pesa 60).
“È una storia di eccellenza e un vanto per il nostro territorio – ha commentato il presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi – attraverso questo progetto abbiamo voluto fare di Assolombarda, da sempre casa degli imprenditori, il luogo dove celebrare le tante eccellenze dell’industria italiana e dove vivere la storia delle nostre imprese in prima persona. Oggi, inoltre, inauguriamo un nuovo spazio multimediale che, grazie all’innovazione e alla tecnologia, arricchirà l’esperienza multisensoriale dei visitatori. E siamo orgogliosi di farlo raccontando la storia di Brugola, tre generazioni di Capitani d’industria per oltre 90 anni di successi, testimonianza esemplare della grande capacità di innovare delle nostre imprese”. A fianco della teca dove poter ammirare le sette “Viti Critiche” del motore di un’automobile su cui Brugola ha specializzato la produzione, i visitatori potranno conoscere la storia dell’azienda brianzola visitando la sala multisensoriale progettata e realizzata da Studeo group. A cominciare dall’esposizione di Brugola e per tutte quelle che seguiranno, i visitatori potranno così immergersi nella storia degli oggetti più celebri del Made in Italy, scoprendo curiosità, caratteristiche e gli aneddoti più originali dei pezzi in mostra e delle rispettive aziende. “Trovo interessante e stimolante che la vite Brugola possa uscire dagli utilizzi per cui è stata inventata e diventare anche un oggetto da mostrare al pubblico – ha sottolineato Jody Brugola, presidente di Brugola OEB Industriale – la vite creata da mio nonno e perfezionata da mio padre ha due caratteristiche fondamentali: un’altissima qualità e un sofisticato contenuto tecnologico, due requisiti che attraverso il nostro prodotto rendono evidente la forte spinta innovativa che muove da sempre l’attività della Brugola OEB. Sono aspirazioni che vogliamo trasmettere a tutti e condividere come patrimonio di valore”.
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EXPORT CULTURA, MILANO GUIDA CLASSIFICA

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Cultura e tempo libero: un export che vale circa 3 miliardi di euro all’anno, 1,4 miliardi a giugno 2018, in crescita del 13,4%. Milano con 171 milioni di euro in sei mesi (+6,8%), guida la classifica italiana degli esportatori e rappresenta un ottavo del totale nazionale. È seguita da Forlì-Cesena, Modena e Treviso. Sesta Bergamo. Le maggiori destinazioni dell’export nazionale sono Francia, Stati Uniti e Germania. In forte crescita Polonia (+66,1%), Spagna e Svizzera (+28%). Tra le prime 15 anche Giappone, Cina e Hong Kong. Ma per sapere dove va e da dove parte l’export, quali sono i maggiori mercati di sbocco e i prodotti più apprezzati arriva la mappa: “Cultura e tempo libero: i prodotti italiani nel mondo”, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. La mappa, disponibile in italiano e inglese, è scaricabile dal sito al link:https://www.promos-milano.it/informazione/note-settoriali/export-culturale-consulta-la-mappa.kl.

“Cresce a livello internazionale l’interesse per i prodotti culturali made in Italy. Un fenomeno collegato all’interesse e alla considerazione, sempre più diffusi, per lo stile di vita italiano dalla cultura al food, dalla moda al design. In questo processo rivestono un ruolo importante le imprese del territorio di Milano, Monza Brianza e Lodi, la cui creatività e capacità produttiva diventano elementi di attrazione internazionale”. ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, vice presidente della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e presidente della sua azienda speciale Promos per l’internazionalizzazione.
Cultura e tempo libero italiani nel mondo: le principali destinazioni per prodotto.Oltre alla Francia, prima per prodotti editoriali, fotografia e articoli sportivi, si distinguono: gli Stati Uniti primi per prodotti delle attività creative e di intrattenimento (+24%), delle biblioteche e degli archivi (+62,6%) e per strumenti musicali (+37,9%), la Repubblica Ceca per attività cinematografiche, video e televisive, la Bulgaria per giochi per computer e software, la Serbia per editoria musicale. Emerge da elaborazioni della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Istat a giugno 2018 e 2017.

I prodotti culturali e del tempo libero “made in Italy” più esportati.Libri, periodici e prodotti editoriali per 584 milioni di euro (+21,3%), articoli sportivi per 483 milioni di euro (+4,7%), attività creative per 169 milioni (+27,8%), strumenti musicali per 67 milioni (+8%).
I maggiori esportatori italiani? Milano con 171 milioni circa (12,2% del totale), Forlì-Cesena con 168 milioni, Modena che passa da 60 a 142 milioni.Seguono Treviso, Piacenza, Bergamo, Torino, Genova, Trento e Padova.

Lombardia con 327 milioni di export culturale in sei mesi (+5,1%) rappresenta quasi un quarto del totale italiano. Dopo Milano con 171 milioni e Bergamo con 48, vengono Monza e Brianza con 29 milioni, Varese e Lodi con 19, Mantova con quasi 11 e Brescia con 8,5. Milano 1° per attività di intrattenimento, Monza Brianza 1° per fotografia seguita da Bergamo, Brescia 2° per giochi per computer e altri software, Bergamo 3° dopo Milano per editoria, Cremona 5° per attività di archivi e musei e 8° per strumenti musicali. Sono i libri e i prodotti dell’editoria a valere di più in Lombardia: rappresentano il 54% dell’export culturale, seguono le attività di intrattenimento (17%) e gli articoli sportivi (15,2%).