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CONSIGLIO APPROVA BILANCIO 2019-2021

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Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato, con 47 voti a favore e 30 contrari, il Bilancio di previsione 2019/2021 che vale 25 miliardi 448 milioni e 900 mila euro, di cui 19 miliardi e 413 milioni di euro, pari al 77% del totale, finanziano il comparto sanitario. Sono previsti nuovi stanziamenti per 567 milioni di euro, per il triennio, destinati a misure di sostegno alla famiglia, a nuove infrastrutture, alla messa in sicurezza di edifici pubblici, alla prevenzione del rischio idrogeologico e alla tutela dell’ambiente, all’edilizia sanitaria e residenziale pubblica, alla ricerca e innovazione per le imprese. La spesa corrente resta invariata rispetto al 2018, come la pressione e le agevolazioni fiscali, mentre si riducono le spese di funzionamento. E’ previsto, inoltre, il rientro di risorse giacenti in Finlombarda, per un totale di 275 milioni di euro, come da disposizioni della Corte dei Conti. Come si legge nella relazione allegata al Pdl, “la manovra al bilancio di previsione 2019/2021 si inquadra all’interno di un contesto fondato sulla necessità di dover concorrere al mantenimento degli equilibri di finanza pubblica a livello nazionale, coniugando, anche, l’esigenza di supportare il rilancio degli investimenti, considerati volano per il rilancio dell’economia. La presente manovra privilegia quindi, in continuità con gli esercizi precedenti, strumenti e politiche volti ad incrementare l’efficienza e l’efficacia dell’azione di governo regionale, così come a valorizzare le sinergie finanziarie, in grado di attrarre investimenti sul territorio lombardo”.

Tra gli emendamenti approvati, uno del Gruppo Misto che prevede 75.000 euro per gli esercizi dal 2019 al 2021 per il finanziamento della legge istitutiva del Garante delle vittime di reato; uno di Fratelli d’Italia che integra di 6,7 milioni di euro, per il triennio, le risorse per interventi di miglioramento della sicurezza urbana e progetti ICT, in particolare per le telecamere mobili e dotazioni tecniche per i comandi di polizia locale e contributi per il progetto Aler/controllo di vicinato; sei della Lega che stanziano, rispettivamente, 5 milioni di euro, per il 2019, a integrazione delle risorse per investimenti e interventi relativi alle strutture edilizie delle istituzioni scolastiche e formative, 50.000 euro per il 2019 per finanziare concorsi per la realizzazione dei presepi natalizi nelle scuole, 4 milioni di euro per il 2021 per la riqualificazione, l’adeguamento e la messa in sicurezza degli impianti di risalita e delle poste da sci, in funzione della candidatura alle Olimpiadi invernali 2026, 1.975.000 euro per il biennio 2020/2021 a sostegno di grandi impianti sportivi, centri federali e di eccellenza di interesse regionale e nazionale, 1,8 milioni di euro per il 2021 per realizzare la variante alla SP ex SS 42 nel comune di Verdello, 4 milioni di euro per il biennio 2020/2021 a integrazione delle risorse da destinare alle amministrazioni locali per interventi conseguenti a calamità naturali.

Otto di Forza Italia che mettono in campo, rispettivamente, 2,5 milioni di euro per il 2020 come contributi per il Bando Sale da spettacolo per sostenere un’offerta culturale equilibrata sul territorio, 6 milioni di euro per il triennio a sostegno dello sviluppo di interventi infrastrutturali da parte del sistema imprenditoriale lombardo per incrementare l’attrattività del territorio, 11,5 milioni di euro per il biennio 2020/2021, per integrare le risorse per la realizzazione di opere per la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, per la gestione dei costi d’acqua e in difesa del suolo, 18 milioni di euro per il triennio per il sostegno alla competitività delle imprese, 10 milioni di euro per il 2019 a integrazione delle risorse per l’attuazione dei programmi regionali e dei piano d’azione per la qualità dell’aria e altre attività di controllo delle emissioni climalternati, con ecoincentivi per i cittadini, 3 milioni di euro per il 2021, per finanziare la progettazione esecutiva relativa al prolungamento della linea M5 dall’attuale capolinea Bignami, a Milano, a Monza, 9 milioni di euro per il triennio per integrare le risorse destinate alle amministrazioni locali per iniziative sulla sicurezza stradale e utenza debole, 11.485.000 euro per il biennio 2020/2021 per finanziare interventi di ripristino e consolidamento di ponti, manufatti e opere d’arte stradali.

Quattro del M5S che finanziano, rispettivamente, 50.000 euro come contributi una tantum a enti locali e soggetti pubblici proprietari di immobili per la conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico architettonico, archeologico e ambientale, promuovendo piattaforme regionali per il crowdfunding per ripristino e restauri di beni culturali e artistici e finanziare eventi locali inerenti, 4 milioni di euro per le annualità 2019 e 2020 per finanziare l’aumento del contributo a favore degli interventi di rigenerazione urbana dei contesti più degradati, in particolare gli stabili di Aler Milano nell’area della Città Metropolitana, 400.000 euro come contributi per l’implementazione di progetti di monitoraggio avanzati dei depositi di rifiuti autorizzati e non, tramite droni e immagini satellitari, 7 milioni di euro nel triennio per completare il processo di riorganizzazione delle sedi, acquisizioni e ammodernamento delle dotazioni strumentali dei centri per l’impiego, per garantire un funzionamento più efficiente e un’erogazione dei servizi per il lavoro più omogenea; due del PD che prevedono, rispettivamente, 2,4 milioni di euro per il triennio a sostegno delle attività artistiche e di gestione della Fondazione Orchestra sinfonica e coro sinfonico di Milano Giuseppe Verdi, 8,5 milioni di euro per il biennio 2020/2021, per l’eliminazione delle barriere architettoniche nell’ambito del patrimonio Erp di proprietà di Aler; uno dell’assessore lombardo al Bilancio, finanza e semplificazione Davide Caparini che assicura, per l’anno di imposta 2019, una riduzione complessiva delle manovre fiscali Irap e addizionale Irpef pari a 5.197.000 euro, per il 2020 di 6.256.000 euro.

Tra i numerosi ordini del giorno bipartisan approvati, si segnalano quelli che invitano a prendere in considerazione il prolungamento delle linee MM2 in direzione Sud e MM3 da Comasina a Cormano-Paderno Dugnano, un modello di edilizia resiliente, maggiori risorse per disabili, la sperimentazione dell’infermiere di famiglia, la realizzazione tratta ferroviaria Albairate-Vermezzo/Abbiategrasso, valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità, potenziamento della rete territoriale degli sportelli per la legalità RiEmergi e OCC, l’adeguamento dei canili e dei gattini per la lotta al randagismo, consolidamento strutturale di ponti, messa in sicurezza delle strade provinciali, aumento delle assunzioni nella polizia locale, risorse per la rigenerazione urbana e territoriale, riqualificazione degli stabili Aler di via Gola, via Pichi e via Borsi a Milano, risorse per l’abbattimento e la ricostruzione di stabili ai civici 38/40/42 di via Bolla a Milano, istituzione di un servizio diffuso di guardiania negli stabili Aler, piano straordinario per la sicurezza a bordo dei treni, infrastrutture nei territori di Cremona e Mantova, sostegno a realtà culturali in ambito periferici, diritto allo studio universitario, fondo a sostegno degli orfani e delle famiglie delle vittime di femminicidio, assistenza veterinaria gratuita per la cura degli animali d’affezione, recupero del sistema funzionale dei Navigli lombardi e milanesi, incentivi per la rappresentazione della natività cristiana negli istituti scolastici lombardi, braccialetti per i pazienti affetti da Alzheimer.
 
“La collaborazione tra Giunta e Consiglio ci da la possibilità di rendere migliore la nostra regione”, ha commentato l’assessore Davide Carlo Caparini che, come ha fatto notare il consigliere Roberto Anelli della Lega, “ha ricevuto gli applausi anche della minoranza. Non è mai successo”. Infine, il presidente dell’assemblea lombarda Alessandro Fermi ha ringraziato l’Aula per “il clima costruttivo e sereno di questi 2 giorni”.

MILANO, NUOVA STRUTTURA PER SENZATETTO

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Una microcomunità con 25 posti letto che diventerà una casa per chi non ha un tetto ed è costretto a vivere per strada. È stata inaugurata oggi in via Giorgi 31 una struttura di proprietà comunale che verrà gestita, per conto dell’Amministrazione di Milano, da Fondazione Progetto Arca, vincitrice dell’avviso pubblico. Si tratta di uno dei tasselli della riorganizzazione del sistema di accoglienza per i senza dimora annunciata dal Comune e che prevede un ampliamento dell’offerta in termini quantitativi, ma anche il miglioramento in termini qualitativi del servizio. Affacciato sul parco di Trenno, lo stabile si sviluppa a piano terra ed è organizzato in una zona giorno per le attività di comunità, comprendente sala TV e sala da pranzo con adiacente cucina, dove i pasti saranno portati direttamente dalla cucina centrale di Progetto Arca di via Agordat. La zona notte è organizzata in cinque camere, allestite con comodini e armadi per gli effetti personali degli ospiti. I bagni comprendono sette servizi igienici e quattro docce. C’è infine lo spazio lavanderia, il magazzino e i locali degli operatori e dei volontari di Progetto Arca.

“Il Comune di Milano – afferma in una nota l’assessore alle Politiche Sociali, Salute e Diritti Pierfrancesco Majorino – mette in campo uno sforzo pari nella gestione del problema di chi è costretto a vivere per strada. Con l’apertura di questa e di altre micro comunità, facciamo un passo ulteriore, promuovendo un cambiamento negli interventi di prima accoglienza, privilegiando una logica non più emergenziale nella pianificazione e inserendo ogni iniziativa all’interno di un percorso individuale personalizzato. Lo facciamo collaborando con il Terzo Settore che in questa città si è sempre dimostrato volenteroso e attivo”.
“Non un dormitorio ma una vera e propria casa per chi vive in strada – spiega Alberto Sinigallia, presidente di Fondazione Progetto Arca -. L’obiettivo per ogni singolo ospite è riscoprire il valore della relazione e recuperare un ruolo attivo a livello sociale, ritrovando così le competenze e l’autonomia necessarie per reinserirsi nella società puntando a trovare un lavoro e una casa. Nel grande piano dell’accoglienza, è questo un progetto ‘anello’ che dal dormitorio porta alla casa”.

Sono sei – per un totale di oltre 75 posti – le piccole comunità di questo tipo che saranno aperte già da questo inverno sul territorio comunale e che rimarranno aperte in modo permanente. Si tratta di luoghi di accoglienza di piccole e medie dimensioni dove i senza fissa dimora vengono accolti in maniera continuativa, non solo di notte. La struttura, dunque, rappresenterà per loro una sorta di casa da gestire in comunità e con l’aiuto degli operatori presenti in maniera fissa.
La riorganizzazione del sistema di accoglienza prevede, oltre alle micro comunità, altre nuove modalità di ospitalità.  Circa cinquanta posti in Housing first e housing led: questo tipo di accoglienza è dedicato prevalentemente ai cosiddetti irriducibili, coloro che hanno sempre rifiutato l’ospitalità nei centri e che ormai da molto tempo vivono in strada. Questa soluzione identifica la casa come punto di partenza per avviare un percorso di inclusione sociale. In sostanza, la persona verrà ospitata in un appartamento e inquadrata all’interno di un progetto personale che prevede che venga seguito da un tutor che lo accompagni nel prendersi cura della casa e nel reinserimento lavorativo.

Macrostrutture collettive: le strutture attualmente esistenti – che mettono a disposizione circa 500 posti in modo permanente – modificheranno completamente il loro funzionamento trasformandosi da semplici dormitori notturni in luoghi aperti tutto il giorno e che coinvolgano gli ospiti in diverse attività, comprese quelle di manutenzione e cura degli ambienti.

COMMERCIO ESTERO, TREND POSITIVO III TRIMESTRE

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L’export della Lombardia resiste alla fase di decelerazione della crescita globale, confermando il trend positivo iniziato lo scorso anno, ma mostra un rallentamento rispetto al 2017 passando da una media del +8% al +4,1%.
“Questi risultati dimostrano che la Lombardia, grazie alla solidità del suo sistema produttivo e alla sua capacità di conquistare spazio sui mercati esteri – dichiara il Presidente Gian Domenico Auricchio – riesce a superare positivamente le fasi di incertezza del commercio internazionale”
Le importazioni mostrano lo stesso andamento con un incremento del +6,6% nel terzo trimestre contro una media del +9% nel 2017. Rispetto al trimestre precedente sia le esportazioni (-7,6%) che le importazioni (-8,6%) registrano una contrazione ma, in questo caso, gioca un ruolo fondamentale anche il rallentamento stagionale delle attività caratteristico del periodo estivo. Il maggior rallentamento congiunturale dei flussi in ingresso comporta una riduzione del deficit commerciale (-1,4 miliardi vs -1,9 miliardi dello scorso trimestre), saldo sempre in linea con i risultati storici e ancora contenuto rispetto ai saldi negativi del 2011.

La performance dell’export lombardo è superiore alla media italiana che si ferma al +2,7%, apportando il maggior contributo alla crescita nazionale. Considerando le principali regioni manifatturiere del nord è l’Emilia Romagna a registrare l’incremento tendenziale maggiore (+5,0%), seguita dalla Lombardia (+4,1%), dal Veneto (+3,5%) e dal Piemonte (0,0%).
Spingono la crescita dell’export regionale i metalli di base e prodotti in metallo (+6,3%), mentre rimangono pressoché costanti le esportazioni di macchinari e apparecchi (+0,9%) principale tipologia di prodotto esportata dalla regione. Riprendono vigore i mezzi di trasporto (+7,9%), dopo lo stop registrato lo scorso trimestre. Mantengono un buon ritmo di crescita le sostanze e prodotti chimici (+6,1%), in linea con i risultati dei trimestri precedenti. Cresce l’export di apparecchi elettrici, elettronici e ottici (+4,5%) di prodotti tessili, pelli e accessori (+4,4%). Contributi negativi provengono dagli articoli farmaceutici (-6,1%), dopo la crescita intensa registrata a inizio anno, e dai prodotti alimentari (-4,3%), dopo un 2017 positivo e un progressivo rallentamento del 2018.

Nel terzo trimestre 2018 la crescita delle esportazioni risulta più intensa verso i paesi dell’Unione Europea (+4,9%) piuttosto che verso i paesi extra UE (+3,0%), diversamente da quanto registrato lo scorso trimestre. Il mercato comunitario è trainato dall’export verso la Germania (+7,3%) e la Francia (+4,0%). Risulta invece in contrazione il valore delle esportazioni destinate al Regno Unito (-2,9%), su cui pesano le incertezze dovute la processo di separazione dall’Unione Europea. Con riferimento ai mercati extra-UE la principale area di destinazione per i prodotti lombardi restano i paesi europei non appartenenti all’Unione, ma si fanno sempre più prossimi i mercati dell’Asia orientale. Questo avvicinamento è dovuto alla contrazione registrata dai mercati dei paesi europei non UE (-1,1%) ed al contemporaneo incremento dell’export verso l’Asia orientale (+10,8%). Il risultato negativo dei paesi europei non UE è imputabile principalmente al calo dell’export verso la Turchia (-12,7%), alle prese con la forte svalutazione della Lira e la Russia (-1,9%), mentre l’incremento dell’Asia orientale è dovuto principalmente alla Cina (+19,7%) e alla Corea del Sud (+15,5%). Svolta in negativo l’export verso gli Stati Uniti
(-1,9%) mentre cresce ancora l’export verso il Canada (+5,1%).

L’analisi territoriale mostra incrementi tendenziali per tutte le provincie lombarde. Anche Varese (+10,8%) e Monza-Brianza (+2,0%), in contrazione lo scorso trimestre, virano in positivo. Migliorano i risultati già positivi delle provincie di Sondrio (+20,8%), Lecco (+5,5%), Pavia (+4,7%) e Mantova (+3,1%). Per le altre provincie, invece, gli incrementi sono di intensità inferiore rispetto agli scorsi trimestri: Lodi +6,9%, Brescia +6,7%, Cremona +4,1%, Como +3,7%, Milano +2,5% e Bergamo +1,6%.

IN LOMBARDIA LA VITA MEDIA È DI 84 ANNI

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In Europa si vive di più nella Comunidat de Madrid. Ma anche la Lombardia non se la passa poi tanto male. Almeno a leggere le statistiche dell’annuario dell’Eurostat. Dietro la Spagna, infatti, c’è l’Italia, al secondo posto come Paese in cui si vive più a lungo, e, in Italia, la Lombardia con i suoi 84 anni di vita media si posiziona proprio dietro la provincia di Bolzano e l’Umbria (84,1), a pari merito con le Marche. Fanalino di coda, invece, la Campania (81,7).

Questi i dati ripresi nell’approfondimento settimanale di LombardiaSpeciale, pubblicato sul sito www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it In vetta, dunque, ci sono la Spagna (83,5 anni), poi l’Italia, con un’aspettativa di vita di 83,5 anni, oltre 8 anni in più rispetto a Bulgaria, Lettonia e Lituania, ferme sul fondo della graduatoria con 74,9 anni. L’aspettativa di vita media in Ue nel 2016 è stata di 81 anni, con le donne che vivono mediamente 83,6 anni, rispetto ai 78,2 anni degli uomini.

Se si passa dai Paesi alle regioni europee, nella top five delle regioni europee con la popolazione più longeva anche le comunità autonome di Castiglia e León e La Rioja in Spagna, con la stessa media di Trento, subito dopo Madrid. Tra le cinque regioni dove si vive di più anche l’Ile de France, con una media di 84,2 anni. La maglia nera è detenuta dalla regione bulgara di Severozapaden, con un’aspettativa di vita di 73,3 anni.

In fondo alla classifica  anche Yugoiztochen e Severen tsentralen, sempre in Bulgaria, entrambe con una media di 74,4 anni.

Per quanto riguarda poi la longevità degli uomini, tradizionalmente più bassa rispetto a quella delle donne, il record è tutto italiano: nella top ten delle regioni Ue sull’aspettativa di vita maschile ci sono Umbria (81,8 anni), Toscana (81,7), la provincia di Trento (81,6), Lombardia, la provincia di Bolzano, Emilia-Romagna e Marche (81,5). Guardando invece alle prime dieci regioni dell’Ue col più alto livello di speranza di vita per le donne, sei regioni sono spagnole (la migliore è nuovamente la Comunidad de Madrid, con 87,8 anni), tre francesi (guidate dalla Corsica con 87,1 anni) e una italiana (Trento, 86,9 anni).

 

MILANO: METRO, DAZN NUOVO SPONSOR FERMATA SAN SIRO

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Per i prossimi tre anni, i tifosi che si recheranno allo stadio Giuseppe Meazza con la metropolitana M5, scenderanno alla fermata San Siro Stadio Dazn. La società di servizi di video streaming di eventi sportivi si è infatti aggiudicata la possibilità di affiancare il proprio nome, logo e marchio alla fermata dello stadio, dopo aver partecipato all’avviso pubblico gestito da M5. L’accordo prevede anche il restyling della stazione. Nel complesso, l’offerta prevede 170mila euro di ricavi annui (al netto dell’Iva) per Metro5 spa. Prima di Dazn, lo sponsor della fermata San Siro Stadio è stato Mediaset Premium spa, il cui abbinamento con la stazione capolinea della “lilla” ha avuto avvio nell’aprile 2015 e si è concluso nel luglio scorso. Al momento, delle 19 fermate della M5 quelle sponsorizzate sono Ponale con Prysmian spa (il contratto scadrà nel 2023), Garibaldi con Nissan Italia spa (fino ad ottobre 2019), Cenisio con Banca Widiba (fino al 2020), Tre Torri con Allianz e con Generali (entrambi i contratti sono validi fino al 2026), Segesta con Irccs Istituto ortopedico Galeazzi (fino al 2020).

A35 BREBEMI, CONFERMATO SCONTO 20% PEDAGGI

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È stato confermato lo sconto sui pedaggi di A35 Brebemi. E’ quanto si legge in una nota, secondo cui “la promozione rinnovata anche quest’anno per tutto il 2019 è stata pensata e fortemente voluta per abbassare i costi di percorrenza, compensando l’adeguamento tariffario comunicato dal Ministero dal primo gennaio 2019. Questa scontistica sottolinea la convenienza per gli utenti che scelgono la direttissima Brescia-Milano, offrendo un ulteriore risparmio economico che va ad aggiungersi a quelli di tempo, di chilometri e di consumi percorrendo l’infrastruttura in sicurezza e maggiore comfort”.
Gli automobilisti, autotrasportatori e motociclisti che viaggiano sulla A35 Brebemi continuano ad avere quindi, anche per il 2019, una valida e concorrenziale alternativa di percorso e guida sicura. La Società ha deciso di rinnovare lo sconto del 20% per tutto il nuovo anno a tutti gli utenti dotati di Telepass Business e Family grazie alla promozione “Best Price”, valida sette giorni su sette, per tutti gli spostamenti effettuati e su qualsiasi tratta in A35 Brebemi e A58 TEEM. Auspicando che sempre più utenti decidano di usufruire del “servizio Brebemi” scegliendo maggiore comfort di guida, tempi certi di percorrenza, prezzi competitivi e sicurezza, nelle prossime settimane verrà annunciato anche un nuovo programma di incentivazione e fidelizzazione destinato a fornire ulteriori vantaggi ai Clienti A35 Brebemi.
Il riconoscimento del 20% di agevolazione risulta automatico per gli utenti Telepass che hanno già aderito alla scontistica negli scorsi anni che non devono, dunque, espletare alcuna procedura per vedersi applicata la promozione “Best Price” anche nel 2019. Per i nuovi clienti aderire alla promozione è semplice, basta seguire le istruzioni consultabili sul sito www.brebemi.it o chiamare il numero verde 800186083 o ancora rivolgersi al Punto Blu Assistenza Clienti, aperto dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 19:30 e il sabato dalle 8:30 alle 13:00, presso il casello autostradale di Treviglio.
Il presidente di Brebemi, Francesco Bettoni, sottolinea che “la conferma di questa scontistica è tesa ad aiutare e incentivare le imprese e gli utenti che scelgono di viaggiare sulla più moderna autostrada italiana. Durante il 2018 sempre più viaggiatori e molte piccole, medie grandi aziende (tra le quali Amazon, Italtrans, MD ed Esselunga) hanno scelto il ‘servizio Brebemi’ e anche nel 2019 contiamo di continuare ad essere all’altezza delle loro aspettative ed un volano di crescita e di rilancio per tutto il nostro territorio e per l’economia nazionale”.

LOMBARDIA GUARDA AI MERCATI ESTERI

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Per le imprese lombarde positive le aspettative verso i mercati esteri per il 2019. Oltre il 70% delle imprese attive sui mercati internazionali è pronta ad aumentare il proprio business internazionale, secondo un’indagine di Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi per l’internazionalizzazione, già presenti all’estero. La maggior parte (42,6%) ha già rapporti commerciali in più di dieci Paesi esteri e nel corso del 2019 il 25,7% vorrebbe ulteriormente espandere il proprio business in Europa, mentre il 21,6% negli Stati Uniti e il 19,6%, stessa percentuale, sia in Cina che in Giappone. Il 45,2% degli operatori che hanno risposto all’indagine ritiene che il 2019 sarà un anno più positivo del 2018 per il proprio business internazionale, per il 29,7% sarà costante mentre solo il 9,5% prevede un peggioramento della situazione.

“Gli imprenditori lombardi si attendono per il 2019 un ulteriore sviluppo internazionale della propria azienda – dichiara Carlo Edoardo Valli, presidente di Promos, Azienda Speciale per le Attività Internazionale della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza Lodi -. I Paesi europei si confermano mercati di riferimento per il business delle imprese lombarde, si consolidano mercati come Stati Uniti, Cina e Russia e cresce l’interesse verso Medio Oriente e Giappone. Il supporto delle istituzioni è importante per mettere gli imprenditori nelle condizioni di affrontare con serenità e preparazione i mercati esteri, mettendo a disposizione strumenti che consentano di sviluppare la conoscenza dei mercati target, dei partner commerciali, delle normative e delle procedure di ogni Paese affinché le nostre imprese continuino ad essere protagoniste a livello internazionale grazie alla qualità dei loro prodotti, passaporto valido per i Paesi di tutto il mondo”.
Per le imprese milanesi e lombarde che operano a livello internazionale, il business estero è molto importante. Ciò è testimoniato dal fatto che il loro fatturato è influenzato per gran parte dall’attività sui mercati esteri. Per circa il 38,5% degli imprenditori coinvolti nella rilevazione infatti, il business internazionale pesa per oltre il 50% del fatturato.

Bisogna però tener conto di alcune problematiche a cui le imprese sono soggette, le più diffuse sono: la scarsa conoscenza dei mercati (31,1%), l’inaffidabilità dei partner locali (27%) la burocrazia (25,7%), la dimensione aziendale (25%) e i costi di accesso al mercato (23,6%). Il 58,8% sostiene che la ricerca di controparti estere è ancora la soluzione migliore per sviluppare processi di internazionalizzazione, seguita da partecipazione a fiere internazionali (51,4%) e incontri b2b con controparti estere (50,7%). La distribuzione diretta rimane il canale distributivo più utilizzato (52%), seguito dalla distribuzione indiretta, attraverso distributori, buyers e importatori (48%), più staccato l’e-commerce (19,6%) e i marketplace utilizzati dal 9% delle imprese coinvolte. Emerge da una indagine di Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, MonzaBrianza e Lodi a dicembre 2018 su oltre 500 aziende lombarde che operano sui mercati internazionali o che stanno avviando il processo d’internazionalizzazione.

Rispetto alla rilevazione di un anno fa cambiano le principali problematiche che incontrano gli operatori nel loro processo di export: sale al primo posto la scarsa conoscenza dei mercati mentre dodici mesi fa la principale difficoltà era legata ai costi di accesso elevati. Aumentati i canali distributivi online (+2%) e-commerce e (+5,5%) i marketplace. Tra i servizi di supporto all’internazionalizzazione, cresce in particolare l’interesse verso la ricerca di controparti estere (+4%) e per gli incontri formativi sulle tematiche relative all’internazionalizzazione (+4%). Meno utili sono ritenute invece le missioni collettive (-1,5%).
La Lombardia nei primi nove mesi del 2018 ha esportato 4,5 miliardi in più rispetto allo stesso periodo del 2017. Raggiunge così quasi i 94 miliardi di euro (pari a circa 340 milioni al giorno) con un aumento del 5,1% e vale oltre un quarto (27,4%) del totale italiano che è di 342 miliardi. Precede il Veneto e l’Emilia Romagna (14% nazionale). Tra le province Milano con 32 miliardi di euro circa (+5,5%), Monza Brianza con 7,5 e Lodi, con 2,5 (+9,5%), rappresentano insieme il 45% dell’export regionale, +4%. Bene anche Brescia e Bergamo, che vengono dopo Milano, rispettivamente con 13 e 12 miliardi di export e un aumento del +8,2% e del +4,7%. Le crescite maggiori sono però a Sondrio (+10,8%) e Varese (+9,8%).

L’import nel 2018 raggiunge i 99,5 miliardi di euro, circa un terzo del totale italiano (32%), con Milano (50,6 miliardi), Brescia e Bergamo (7 miliardi), Pavia (6,3 miliardi) come maggiori importatori, in aumento Cremona e Mantova (+24%). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e di Promos, azienda speciale della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sugli ultimi dati Istat.
L’export lombardo raggiunge soprattutto l’Unione Europea (53 miliardi, 56,4% del totale, +5,6%). In particolare bene Germania (+6,7%) e Francia (+5,1%). In forte crescita la Cina (+19,2%) ma anche l’Oceania (+14,4%). Gli Stati Uniti con 6,8 miliardi crescono del 2,2%. In crescita le importazioni dall’Africa settentrionale (+34,7%), dal Medio Oriente (+26,1%) e dalla Russia (+25,8%).
L’export lombardo è guidato dal settore manifatturiero, soprattutto da macchinari, metalli, chimica e moda. I macchinari superano i 18 miliardi nei primi nove mesi e crescono del 2,5%. Seguono i prodotti in metallo (15 miliardi, +7,5%), i prodotti chimici (10 miliardi, +5,1%), la moda (10 miliardi, +3,6%). Vengono poi i mezzi di trasporto (6,7 miliardi, +9,7%), gli apparecchi elettrici e gli articoli in gomma (quasi 6 miliardi circa), gli alimentari, i farmaceutici e i computer (5 miliardi circa). Nell’import manifatturiero prevalgono invece le sostanze e prodotti chimici, i metalli e l’elettronica.

SALDI AL VIA IL 5 GENNAIO

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In Lombardia i saldi invernali partiranno sabato 5 gennaio.

Per l’assessore Alessandro Mattinzoli “si apre un periodo di buone prospettive per il commercio. Speriamo che gli incoraggianti segnali arrivati dalla vendite natalizie proseguano anche nel mese di gennaio. Del resto buona è stata la domanda interna, così come è stata eccellente la risposta che i numerosissimi turisti hanno dato in queste festività natalizie. E’ un sistema, questo dei saldi, che certamente aiuta il commercio, soprattutto quello tradizionale, ad offrire prodotti di qualità scontati, riavvicinando la grande clientela”.
“Sempre importante è anche il ruolo dei Comuni – ha sottolineato ancora Mattinzoli – a cui è affidato il compito di controllare e di verificare il rispetto delle regole. E’ fondamentale infatti che non si incrini il rapporto di fiducia tra operatore commerciale e cliente che deve essere basato su regole di trasparenza, legalità e concorrenza leale”.

Ai fini di informazione e tutela dei consumatori, i commercianti hanno l’obbligo di esporre, accanto al prodotto, il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto o del ribasso. E’ invece facoltativa l’indicazione del prezzo di vendita conseguente allo sconto o ribasso.
L’operatore commerciale ha l’obbligo di fornire informazioni veritiere in merito agli sconti praticati sia nelle comunicazioni pubblicitarie (che, anche graficamente, non devono
essere presentate in modo ingannevole per il consumatore) sia nelle indicazioni dei prezzi nei locali di vendita. Non può inoltre indicare prezzi ulteriori e diversi e deve essere in grado di dimostrare agli organi di controllo la veridicità delle informazioni relative al prodotto. I prodotti in saldo devono essere separati da quelli eventualmente posti in vendita a prezzo normale (se ciò non è possibile, cartelli o altri mezzi devono fornire al consumatore informazioni inequivocabili e non ingannevoli). Se il prodotto risulta difettoso, il consumatore può richiedere la sostituzione dell’articolo stesso o il rimborso del prezzo pagato dietro presentazione dello scontrino, che occorre quindi conservare.