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ISTRUZIONE E FORMAZIONE, DA REGIONE 286 MLN

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“La Regione Lombardia deve essere orgogliosa dei risultati ottenuti finora nell’ambito della formazione e dell’istruzione. Ho sempre detto e ribadisco che la formazione di qualità è il futuro dell’Istruzione al quale guardiamo con grande attenzione così come fa il mondo del lavoro che altrimenti rischia di non trovare le professionalità di cui ha bisogno. Il nostro modello dovrebbe rappresentare un riferimento a livello nazionale”. Così il Governatore lombardo Attilio Fontana ha commentato in una conferenza stampa a Milano i risultati e i provvedimenti a favore della Dote Scuola e del sistema lombardo di istruzione e formazione professionale, presentati dall’assessore regionale a Istruzione, Formazione e lavoro Melania Rizzoli. In particolare, la delibera approvata dalla giunta regionale, su proposta dello stesso assessore Rizzoli, prevede uno stanziamento di 286,2 milioni di euro per finanziare le misure a sostegno del sistema di Istruzione e Formazione Professionale e della Dote Scuola per l’anno scolastico 2019/20.

Più nel dettaglio, 40,5 milioni sono destinati alla Dote Scuola per il sostegno al diritto allo studio, mentre 245,7 milioni andranno al sistema di Istruzione e Formazione Professionale, che prevede l’attivazione di percorsi triennali e quadriennali per l’acquisizione dei titoli di Qualifica e di Diploma, percorsi triennali personalizzati per allievi con disabilità e percorsi di IV annualità finalizzati al conseguimento del Diploma. “Le politiche di istruzione e formazione messe in campo – ha commentato l’assessore Rizzoli – hanno reso il canale dell’istruzione e formazione professionale regionale più attrattivo per gli studenti. Il dato più rilevante riguarda l’incremento straordinario degli studenti che conseguono un titolo di formazione attraverso un contratto di apprendistato di I livello. Dal 2013 il numero di apprendisti è moltiplicato di 20 volte: un risultato eccezionale che avvicina il nostro sistema ai più avanzati modelli europei e afferma il primato della Lombardia nel contesto nazionale”.

CONTE “DA MILANO PARTA RIPRESA DEL PAESE”

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“Da Milano deve diffondersi e irradiarsi in tutto il territorio nazionale, anche al sud, la nostra ripresa economica. Milano è una città che ci rende orgogliosi di essere italiani. Qui si concentra il 10% del Pil, ha una grande forza di attrazione, arrrivano investitori, operatori economici, turisti, è una città leader nella moda, nel design, nel settore farmaceutico e dell’innovazione tecnologica. Ma Milano non deve rimanere un caso isolato”.
Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in visita oggi a Milano, incontrando la stampa a Palazzo Marino dopo un colloquio con il sindaco Sala.
“Quindi sono qui per omaggiare la città, ma anche per dire che questo governo, dopo la Manovra Economica è già concentrato sulla fase due: dobbiamo rilanciare i cantieri, lavorare alla ripresa economica e rivitalizzare il tessuto economico e produttivo del Paese” ha detto ancora il premier, aggiungendo che “vogliamo partire da Milano perché è un esempio molto rappresentativo”.

OLIMPIADI, FONTANA “IL GOVERNO? STRANO COMPORTAMENTO”

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“Il presidente Conte ha ribadito che le Olimpiadi sono un fatto importante per la Lombardia, il Veneto e il resto del Paese. Però ha confermato che non ci sarà nessuna disponibilità a compartecipare alle spese. E io non mi sono permesso di dire che la cosa mi sembrava un po’ strana”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana a 24Mattino su Radio 24 con Maria Latella e Oscar Giannino, commentando l’incontro a Milano con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“C’è un’altra candidatura che Milano e la Lombardia hanno avanzato, ed è quella sul Tribunale unificato dei brevetti – ha aggiunto Fontana -. E ho visto che c’è stato un esplicito sostegno del governo. Ma se anche questa cosa dovesse andare male – ha concluso il governatore lombardo, facendo riferimento alla mancata assegnazione come sede dell’Agenzia europea del farmaco – vorrebbe dire che l’Europa ci vuole continuamente mettere le dita negli occhi”.

 

RISVEGLIO IMBIANCATO PER MILANO

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Risveglio imbiancato per Milano. Come previsto dai meteorologi ha iniziato a nevicare attorno alle 6.30 sul capoluogo lombardo.

Il Comune ha attivato dalle prime ore della giornata il coordinamento operativo e l’attività di spargimento di sale. Al momento la neve, che ha coperto auto e giardini, non ha provocato particolari disagi sulle strade, ma l’amministrazione ha chiesto ai cittadini di collaborare con l’uso dei mezzi pubblici e la salatura dei marciapiedi di fronte alle abitazioni.

La neve oggi si farà vedere su tutta la Lombardia. Più intense le precipitazioni su Alpi e Prealpi. Nel corso della giornata sono attesi fino a 70 cm oltre i 1500 metri.

 

SICUREZZA. VIMINALE, ACCORDO REGIONE-ANCI

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Sicurezza integrata in Lombardia, pronto l’accordo tra Viminale, Regione e Anci. Si tratta di un piano triennale che permetterà l’aggiornamento professionale integrato tra Forze di Polizia e Polizia Locale; la velocizzazione nello scambio dei dati tra Forze di Polizia e Polizia Locale; l’implementazione dei sistemi di videosorveglianza delle sale operative di Forze di Polizia e Polizia Locale nei capoluoghi.

Non solo. Aumenteranno i controlli nelle aree sensibili con collaborazioni interforze. 

Per specifiche esigenze di prevenzione, ci sarà anche l’impiego delle Forze Armate (in particolare per Milano e per altre zone densamente popolate).

“Previsto un protocollo per gestire situazioni di emergenza. Si lavora a specifici interventi per mappare insediamenti abusivi e zone degradate: l’obiettivo è la riqualificazione, anche con il coinvolgimento di scuole e Associazioni di volontariato”, spiega il Viminale, secondo cui “un altro impegno dell’intesa è rafforzare il coordinamento di funzioni di polizia municipale, amministrativa locale e protezione civile: si punta anche a migliorare le condizioni di sicurezza del territorio”. 

“L’accordo Viminale-Regione Lombardia-Anci costituisce la cornice di riferimento dei patti per l’attuazione della sicurezza urbana e che saranno declinati localmente per rispondere alle esigenze dei diversi territori”, si sottolinea in una nota.

 

CYBERBULLISMO, FONTANA “ATTENZIONE MASSIMA”

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“Oggi è una giornata fondamentale perché se da un lato la rete e le nuove tecnologie sono sicuramente un modo utilizzato dai ragazzi per comunicare e imparare, dall’altro bisogna fare in modo che questa rete sia sicura, priva di pericoli e frequentata senza che i nostri ragazzi vengano coinvolti in situazioni di oggettivo rischio”.

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in occasione della presentazione della ricerca Telefono Azzurro – Doxa Kids sul rapporto fra i ragazzi e il web, presentata al Belvedere di Palazzo Lombardia dal presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, alla presenza del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti.

La giornata di approfondimento rientra nell’ambito delle  iniziative di ‘BullOut’, la linea d’intervento attivata da Regione Lombardia per la prevenzione e il contrasto di ogni forma di bullismo e cyberbullismo per studenti di ogni età e tipo di formazione.

ACCORDO DA 24 MLN TRA MISE, REGIONE E PIRELLI

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La giunta lombarda ha approvato – su proposta dell’assessore allo Sviluppo Economico, Alessandro Mattinzoli e con il concerto del vice presidente e assessore per la Ricerca, Innovazione, Università Export e Internazionalizzazione delle imprese, Fabrizio Sala – lo schema di accordo per l’Innovazione fra il ministero dello Sviluppo Economico, Regione Lombardia e Pirelli Tyre.

La società ha presentato al Mise la proposta “E-SMART 4.0” da realizzarsi a Milano, con l’obiettivo di creare una nuova generazione di pneumatici per autoveicoli e biciclette. In questo modo si risponde alle nuove sfide che la tecnologia permette di affrontare nel settore automobilistico. Tecnologia che consentirà la diffusione di veicoli elettrici e veicoli a guida autonoma. Il progetto ha un costo previsto di 24 milioni di euro, cui si aggiungono 6 milioni a carico del ministero e della Regione. La quota di Regione Lombardia è pari a 730.382,64 euro.

“Questo progetto promuove una nuova generazione di pneumatici. La Lombardia – ha commentato Mattinzoli – ancora una volta dimostra di saper costruire oggi il futuro. Il nostro scopo è quello di sostenere interventi di rilevante impatto tecnologico in modo da incidere sulla capacità competitiva delle imprese. Questo occorre anche fare per salvaguardare i livelli occupazionali e per accrescere la presenza delle imprese estere nel nostro Paese”. “Con queste misure – ha rimarcato il vicepresidente Fabrizio Sala – sosteniamo una stretta sinergia tra innovazione e sistema produttivo, fondamentale per la competitività e il benessere del nostro territorio. Questo schema di accordo, assieme alle nostre misure per Ricerca e Innovazione, coinvolge sempre più nuove imprese in un progetto di crescita e sviluppo sostenendo il passo tra le idee e la loro realizzazione, ovvero il trasferimento tecnologico”.

IN LOMBARDIA PRIMATO MORTI BIANCHE

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“Bilancio più che drammatico per gli infortuni mortali sul lavoro. Nel 2018 si contano 1.133 vittime, ovvero 104 vittime in più del 2017. E sono 786 i decessi registrati in occasione di lavoro e 347 quelli in itinere. Un vero eccidio che fa rabbrividire perché rimanda ad una media di mortalità crudele di quasi 100 persone al mese”.
Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega, da 10 anni monitora l’emergenza morti bianche al fine di diffondere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, stenta a credere che in un decennio non sia cambiato nulla. “Anzi – sottolinea l’Ingegnere Rossato – la situazione nell’ultimo anno pare sia tristemente peggiorata. Da Nord a Sud”.
La conferma giunge sulla base degli ultimi dati INAIL ma anche dalla più recente indagine elaborata proprio dall’Osservatorio mestrino dove, oltre ai numeri di infortuni mortali totali, si approfondisce anche l’emergenza degli incidenti occorsi nei luoghi di lavoro.

“E sono ad esempio le vittime dei cantieri edili, dove è la caduta dall’alto ad essere la causa di morte più frequente, o dell’industria dove lo spostamento di un carico in un magazzino può schiacciare un operaio fino a farlo morire – spiega il Presidente dell’Osservatorio – Sono le morti che ci colpiscono maggiormente nella cronaca ma che spesso si dimenticano troppo in fretta e superficialità”.
Dalla Lombardia i dati peggiori: le vittime registrate in occasione di lavoro nel 2018 sono 113. Seguono: Emilia Romagna (84), Veneto (69), Piemonte (68), Campania (66), Lazio (63), Toscana (58), Puglia (45), Sicilia (36), Calabria (34), Liguria (33), Friuli Venezia Giulia (24), Abruzzo (19), Basilicata (15), Marche (14), Trentino Alto Adige e Sardegna (13), Molise (11), Umbria (7) e Valle D’Aosta (1).
Ed è sempre la Lombardia a guidare la triste classifica delle morti sul lavoro, che tengono conto anche degli infortuni in itinere, con 163 vittime. Al secondo posto Emilia e Veneto (115) e terzo è il Piemonte (98).

Osservando invece l’incidenza della mortalità rispetto al numero di occupati è il Molise, con 104,8 infortuni ogni milione di occupati, a guidare la graduatoria italiana seguito dalla Basilicata (79,6) e dalla Calabria (63,3). Prima regione del Nord è invece la Liguria (54,7) seguita dal Friuli Venezia Giulia (47,5).

Nell’indagine per macroaree, poi, spetta al Sud con un incidenza di 52,8 (Campania, Puglia, Basilicata e Calabria) indossare la maglia nera, seguito dal Nordest (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto) con un indice di 34.

“A colpire, però, non sono solo i numeri, ma anche l’età delle vittime. Quasi la metà tra i 50 e i 65 anni – sottolinea Rossato – questo a dimostrazione di come l’esperienza non sia sufficiente a tutelare i lavoratori. Anzi, purtroppo, la percezione del rischio sembra diminuire con il passare del tempo”.
Le donne vittime di un infortunio mortale in occasione di lavoro nel 2018 sono state 49 (104 comprese quelle in itinere).
Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro nel 2018 sono 117 (in totale, compresi gli infortuni in itinere, sono 181).

Il settore più colpito, sempre in occasione di lavoro, non è determinato dall’INAIL e registra 226 casi. A seguire, Costruzioni (125 vittime), Attività Manifatturiere (105) e Trasporti e Magazzinaggio (104).
La provincia in cui si conta il maggior numero di infortuni mortali in occasione di lavoro è Roma (46 decessi). Ed è seguita da: Torino e Milano (33), Napoli (32), Genova (20), Brescia (18), Bologna e Verona (17), Udine (16), Mantova e Salerno (15), Foggia, Caserta e Modena (14), Arezzo, Treviso, Bergamo (13).
Per quanto concerne infine le rilevazioni degli infortuni totali (compresi quelli in itinere) è sempre Roma in prima posizione (66); seguita da: Milano (49) seguita da Torino (44), Napoli (44), Foggia (30), Verona (28), Genova (26), Bologna (25), Bergamo (20), Padova e Treviso (19).

Infine a crescere sono anche gli infortuni dai 635.433 del 2017 ai 641.261 del 2018. Circa 6000 in più. Sul podio ancora una volta la Lombardia con 119.937 infortuni, seguita dall’Emilia Romagna (85.823) e dal Veneto (76.486).