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MILANO, 4 NUOVE TARGHE AL GIARDINO DEI GIUSTI

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Quattro nuove targhe commemorative nel Giardino dei Giusti al Monte Stella di Milano. Si è tenuta questa mattina la cerimonia di deposizione delle targhe dedicate a Istvan Bibò, intellettuale ungherese che si batté contro la collusione del suo paese con il nazismo e in prima fila durante la rivoluzione del 1956, a Simone Veil, ebrea francese sopravvissuta alla Shoah e primo presidente donna del Parlamento Europeo, a Wangari Maathai, attivista keniota e prima donna africana a ricevere il premio Nobel per la pace nel 2004, e a Denis Mukwege, medico congolese premio Nobel per la pace nel 2018. “In un momento in cui l’identità politica e culturale del nostro continente è messa in forse e riaffiorano odio e antisemitismo – ha detto Gabriele Nissim, presidente di Gariwo e vicepresidente dell’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano – abbiamo scelto Simone veil e Istvan Bibò come figure esemplari delle impegno in difesa della dignità umana contro l’intolleranza generata da populismi e da nazionalismi che agitano tante nazioni”.

Alla cerimonia, partecipata da numerosi gruppi delle scuole milanesi, erano presenti tra gli altri il sindaco Giuseppe Sala, il presidente del Consiglio comunale, Lamberto Bertolé, il presidente di Gariwo, Gabriele Nissim, gli ex sindaci di Milano,Giampiero Borghini, Gabriele Albertini, Letizia Moratti e Giuliano Pisapia, il Console generale di Francia, Cyrille Rogeau. “Milano è generosa, una città che offre accoglienza a chi fugge da una guerra, che è aperta al mondo e alla diversità – ha detto il sindaco Sala, rivolgendosi ai ragazzi presenti – e voi, ragazzi e ragazze, siete i veri protagonisti di questa giornata, che è un momento di riflessione ma anche un giorno di festa per celebrare il fatto che l’uomo può scegliere il bene”. “In un momento in cui l’identità politica e culturale del nostro continente è messa in forse e riaffiorano odio e antisemitismo, abbiamo scelto Simone veil e Istvan Bibò come figure esemplari delle impegno in difesa della dignità umana contro l’intolleranza generata da populismi e da nazionalismi che agitano tante nazioni”.

IMPRESE, ACCORDO CONFINDUSTRIA-INTESA SP

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Intesa Sanpaolo e Confindustria Lombardia hanno siglato oggi il primo accordo di cooperazione bilaterale, che fa seguito all’accordo quadro siglato il 4 marzo, mirato a promuovere e potenziare gli investimenti delle PMI lombarde, favorendo la conoscenza dei nuovi strumenti di accesso al credito veicolati da Intesa Sanpaolo a favore degli Associati. In particolare, l’accordo firmato dal presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti e Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, risponde alla necessità di valorizzare le imprese lombarde che operano all’interno delle filiere produttive, per promuovere la crescita di queste ultime come elemento fondamentale di sviluppo dell’economia regionale.
Un invito, questo, rivolto alle imprese per unirsi in filiera, rafforzare il proprio merito creditizio e migliorare l’accessibilità a nuovi canali di credito e di investimento, evidenziando gli aspetti qualitativi intangibili e gli elementi prospettici per affrontare le sfide del cambiamento, della digitalizzazione, della crescita dimensionale e su nuovi mercati.
L’appartenenza a una filiera, guidata da un’impresa champion o capofiliera, favorisce tutte le piccole e medie imprese che ne contribuiscono al successo fino al più piccolo fornitore, che spesso è una ditta individuale o artigiana, cui viene esteso il rating della capofiliera nella valutazione creditizia con condizioni migliori per l’accesso ai finanziamenti.

Intesa Sanpaolo, a questo proposito, ha messo a punto un modello di rating aziendale, validato da BCE, che valorizza gli aspetti intangibili, il posizionamento competitivo e le prospettive di sviluppo delle PMI. Primo elemento qualitativo nel nuovo modello di rating è l’appartenenza ad ecosistemi di eccellenza che la banca ha individuato attraverso la ideazione e realizzazione del Programma Sviluppo Filiere che, dal 2015, ha consentito di sottoscrivere 622 contratti con aziende capofiliera per un giro d’affari di oltre 70 miliardi di euro. Tra questi, sono 167 le filiere sottoscritte in Lombardia con un giro d’affari di 22 miliardi di euro.
Nei primi mesi del 2019 sono state attivate sei nuove filiere in Lombardia, in prevalenza del settore metalmeccanico ed elettronico, con un fatturato complessivo di circa 160 milioni di euro e circa sessanta fornitori strategici. Altre dieci nuove filiere lombarde sono in via di perfezionamento.
Fra le capofiliera del territorio bresciano la IMG di Capriano del Colle (Brescia), azienda dinamica e leader nel settore delle presse per stampaggio ad iniezione della gomma e materie plastiche, e il Caseificio Sociale Gardalatte di Lonato (Brescia), cooperativa agricola nata circa cinquant’anni fa, che trasforma ogni anno 800mila quintali di latte in Grana Padano e oltre 100mila in Provolone.

Sono quattro i principali elementi a supporto dello sviluppo di nuove filiere, messi a disposizione dall’accordo odierno Formazione: Skills4Capital è il progetto di Intesa Sanpaolo definito con Confindustria, per un’adeguata valorizzazione del capitale umano, finanziario e organizzativo dell’impresa, anche all’interno delle filiere;
Internazionalizzazione: accesso per l’intera filiera ai mercati internazionali, grazie alla presenza diretta di Intesa Sanpaolo in 40 Paesi, accordi di collaborazione in altri 85 Paesi e rapporti di corrispondenza con oltre 4.000 banche;
Finanza d’impresa: la filiera si presta a ricercare percorsi di patrimonializzazione attraverso specifiche iniziative di finanza d’impresa ed un efficace accesso ai mercati dei capitali, cui il Gruppo Intesa Sanpaolo ha dedicato una nuova struttura di supporto;
Circular Economy: un plafond messo a disposizione da Intesa Sanpaolo a favore di progetti innovativi e trasformativi che possano rappresentare, anche all’interno delle filiere, un acceleratore per lo sviluppo economico delle imprese lombarde in ottica di sostenibilità.

L’Accordo siglato oggi è finalizzato alla promozione degli investimenti delle PMI lombarde attraverso le dieci Associazioni territoriali di Confindustria Lombardia e la Direzione Regionale Lombardia di Intesa Sanpaolo, operante nelle province lombarde a esclusione di Milano e Monza Brianza. Obiettivo dell’accordo è favorire l’accesso delle PMI, in particolare di quelle non ancora in grado di finanziare la crescita e lo sviluppo, a strumenti di finanziamento dedicati agli investimenti, soprattutto destinati alle filiere e a industria 4.0.
“Facendo seguito all’accordo quadro sottoscritto da Confindustria Lombardia con i principali Istituti di credito, l’accordo con Intesa Sanpaolo aiuterà le PMI lombarde appartenenti alle filiere produttive a sviluppare i propri investimenti, beneficiando così della loro appartenenza e del loro fondamentale contributo al successo della filiera stessa – spiega Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia – Il focus su formazione, internazionalizzazione, finanza d’impresa e circular economy previsti dall’accordo, poi, rappresentano leve strategiche per il futuro dell’impresa lombarda. Per Confindustria Lombardia tutto ciò rappresenta un grande risultato, conseguito nell’interesse di imprese e territori, che troverà attuazione grazie al supporto delle associazioni territoriali lombarde: mai come ora per costruire un futuro sempre più competitivo c’è bisogno di pensare strumenti e soluzioni nuove, e l’accordo con Intesa Sanpaolo va nella giusta direzione”.

Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo: “Le PMI sono la forza vitale del nostro Paese e, anche nei momenti difficili, hanno dimostrato di sapersi innovare adattandosi ai cambiamenti. Ora dobbiamo fare, insieme, un passo in più per fare emergere la cultura e il valore delle filiere e per rafforzare l’economia del territorio. Intesa Sanpaolo, con oltre 600 filiere già attivate in tutta Italia di cui 167 in Lombardia, è pronta a sostenere ulteriormente l’iniziativa degli imprenditori lombardi e, insieme anche con Confindustria Lombardia, affiancherà i percorsi di crescita, sviluppo e impatto sull’economia quale partner ideale per il rilancio”.

17 MILA POSTI DI LAVORO IN MENO PER COLPA DEI “FALSI”

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Educare i giovani ai pericoli che si nascondono nel tollerare la contraffazione e lanciare un allarme
sulla tutela dei lavoratori che vedono minacciato il loro posto di lavoro a causa di questo mercato illegale.

Questi i temi affrontati nel corso del convegno ‘Contraffazione: minaccia e danno sociale’ ospitato in auditorium Testori a Palazzo Lombardia e al quale e’ intervenuta l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Melania Rizzoli.

Promossa da Regione Lombardia e dall’Ufficio Scolastico Regionale, in collaborazione con INDICAM
(Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione) e con il patrocinio di Confcommercio Lombardia, l’iniziativa e’ rivolta agli studenti delle scuole secondarie superiori.

I dati che illustrano la piaga della contraffazione e le prospettive sono allarmanti. “Nella sola Lombardia –  ha spiegato Rizzoli – sarebbero oltre 17.000 i posti di lavoro andati persi ogni anno,
88.000 in Italia, un prezzo che la nostra Regione e il nostro Paese non possono e non devono pagare alla criminalita’”.

La stima dei posti di lavoro persi e’ ricavata sulla base delle rilevazioni Ocse del 2016 elaborati da Indicam. Accanto alle stime, ci sono poi i numeri reali dei sequestri. I dati piu’ recenti disponibili, del 2017, sembrano indicare un leggero miglioramento rispetto all’anno precedente: il numero di sequestri di prodotti ‘falsi’ effettuati in Lombardia e’ stato di 3.209 – circa il 23% delle confische effettuate su tutto il territorio italiano – contro i 3.657 dell’anno precedente. Nel 2017 la prima
categoria merceologica per numero di sequestri in Lombardia e’ stata quella di orologi e gioielli, con 1.298 confische effettuate.

A seguire, il comparto degli accessori di abbigliamento (554 sequestri) e dell’abbigliamento (306 sequestri). Una situazione preoccupante che vede Regione Lombardia in prima fila anche sotto il profilo educativo: “Da maggio – ha concluso l’assessore – sara’ a disposizione degli insegnanti e degli studenti un nuovo strumento tecnologico: un link particolare e facilmente condivisibile, ricco di dati che verranno aggiornati tutto l’anno, grazie al quale potrete anche testare le vostre conoscenze su questo tema”.

SMART CITY, IN ASSOLOMBARDA MCE 2019

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Far ascendere Milano nel ranking delle Smart Cities mondiali e migliorare la mobilità del capoluogo lombardo sia dal punto di vista delle persone che da quello delle merci. Sono questi i temi più importanti trattati oggi nella MCE 2019, la Mobility Conference Exhibition, in corso di svolgimento ad Assolombarda. “Milano Smart city significa semplificare e migliorare la vita dei cittadini, ma anche delle 45mila imprese attive nei settori Smart come ambiente, alta tecnologia e digitale – ha spiegato il presidente della Camera di Commercio di Milano Carlo Sangalli -. Milano Smart city deve puntare su infrastrutture materiali e immateriali sempre più avanzate. La Tav è fondamentale per connettere meglio Milano e il nostro Paese all’Europa”. Parole condivise dal numero uno di Assolombarda Carlo Bonomi, convinto che il futuro della Smart City non dipenda solo dalla imprese, ma anche dalla capacità delle amministrazioni di accompagnare questo percorso. “L’intervento pubblico deve mirare a sostenere e incentivare quegli investimenti infrastrutturali necessari alla città per dialogare con le tecnologie intelligenti – ha commentato Bonomi -. In questa direzione va il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile del Comune, che tra l’altro introduce anche l’Area B”.

Proprio a proposito dell’introduzione da parte del Comune di Milano, della più grande Ztl d’Italia, il numero uno di Assolombarda ha spiegato: “Capisco che è difficile, che l’impatto non è indifferente, però da qualche parte dovevamo partire. Poi la possiamo migliorare, possiamo fare tutti i migliorativi possibili, ma è un inizio importante. Un inizio che può diventare un indirizzo di politica industriale”. Bonomi ha voluto infine fare riferimento all’immobilismo del governo sulle infrastrutture, in particolare sulla Tav e sulla Pedemontana Lombarda, opere sulle quali Assolombarda “non mollerà la presa e non accetterà mai la tirannia della distanza”.

SCALA, SALA “RESTITUIREMO 3 MLN AD ARABIA SAUDITA”

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“Nel mio ruolo ho proposto, e i consiglieri sono stati unanimi, che questi 3,1 milioni di euro saranno restituiti al principe Badr bin Abd Allah”.

Lo ha riferito il sindaco di Milano Giuseppe Sala, nel corso della conferenza stampa indetta dopo la chiusura del Consiglio di Amministrazione del Teatro alla Scala.

La restituzione dei fondi sauditi, tuttavia, non chiuderebbe le porte a possibili collaborazioni con Riad: “Il Cda della Scala, in tutti i suoi rappresentanti – ha aggiunto infatti Sala – non reputa l’Arabia Saudita un Paese con cui non si deve parlare. La Scala ha sempre immaginato collaborazioni e tourne’e degli stumenti per mantenere buone relazioni. Se qualcuno ritiene che con i sauditi non si debba parlare, questo non e’ il Cda. Alcuni politici possono dire questo, ma se hanno consiglieri nel Cda, devono far si che siano allineati con quello che il loro
consiglieri dicono” ha affermato Sala, che ha concluso dicendo che “o il governo ci da’ una black list o noi non ci sentiamo in condizioni di dire che con i sauditi non si parla”.

INNOVAZIONE, F.SALA “750 MILIONI PER LA RICERCA”

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Il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato oggi all’unanimità il Programma Strategico Triennale per la Ricerca, l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico, che mobilita risorse per 750 milioni di euro.

“La ricerca e l’innovazione infatti non servono solo a stimolare l’economia ma rappresentano per noi strumenti per rispondere in maniera concreta e misurabile ai bisogni delle persone” ha detto il vicepresidente di Regione Lombardia e assessore alla Ricerca,
Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione delle imprese Fabrizio Sala.  “Il 65% dei bambini che oggi vanno a scuola – ha proseguito – svolgeranno dei lavori che ancora non esistono. La nostra scommessa riguarda proprio la possibilità di individuare le competenze di domani in un’ottica di evoluzione continua. Con il Programma Strategico Triennale guardiamo al futuro e candidiamo la Lombardia ad essere una regione laboratorio, un luogo in cui si può fare innovazione, un punto di riferimento a livello internazionale”.

Per il Programma Strategico Triennale Regione Lombardia ha messo in campo oltre 250 milioni tra fondi propri, Fondo Europeo di sviluppo regionale (Fesr), Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr). Altri 126 milioni arrivano da Stato e Unione europea, 374 da privati.

Alla stesura del Programma Strategico Triennale per la Ricerca e l’Innovazione hanno partecipato oltre 1500 cittadini attraverso a una consultazione pubblica online sulla piattaforma web Openinnovation. Il testo, inoltre, è già stato valutato in modo positivo anche dal Foro regionale per la ricerca e l’innovazione, il team di dieci esperti internazionali istituito da Regione Lombardia per affiancarla nell’interpretare le nuove sfide poste dallo sviluppo tecnologico.

Salute, sostenibilità e lavoro le priorità emerse. Si tratta di dare risposte concrete a temi come l’invecchiamento in salute, ad esempio, che è anche il focus dell’edizione 2019
del ‘Premio Internazionale Lombardia è Ricerca’. Un argomento quanto mai attuale se si guarda alle statistiche sulle aspettative di vita. Nel 2015, l’attesa di vita media in Italia ad esempio era di 79,6 anni per gli uomini e di 84,6 anni per le donne. Molto più bassa però era l’aspettativa media di vita in salute: 70,6 anni per gli uomini e 73,1 per le donna. Ecco allora che la ricerca diventa una priorità, in particolare della zona UE dove la percentuale di popolazione over 65 è destinata a crescere di più. O ancora i temi di sostenibilità ambientale e mobilità indicati come bisogno primario soprattutto dai giovani under 26. In Lombardia si verificano ogni giorno 16 milioni di spostamenti e i costi derivanti da traffico e ingorghi pesano per circa l’1% del PIL regionale.

L’intelligenza artificiale e la smart mobility, ambiti di intervento del Piano Strategico, rivoluzioneranno le nostre città: niente più code, tempi semaforici calibrati
istantaneamente in base all’effettiva situazione del traffico, monitoraggio ambientale continuo e possibilità di stabilire le limitazioni alla circolazione non in modo indifferenziato, ma in base alle caratteristiche e all’uso di ogni singola vettura. Uno dei campi di battaglia per la leadership industriale di domani è l’auto a guida autonoma. Secondo alcune previsioni autorevoli, entro il 2035, 3 auto su 4 saranno in grado di guidare da sole o saranno controllate da remoto. Regione ha infatti già avviato un Tavolo di approfondimento proprio su questo tema con i costruttori delle auto, i provider tecnologici, le imprese di telecomunicazioni, il mondo assicurativo.

Tra i temi cardine del Piano anche l’utilizzo di nuove tecnologie innovative per la pubblica amministrazione come la Blockchain, la cui prima sperimentazione è già attiva nel ‘Premio Internazionale Lombardia è Ricerca’ e algoritmi di intelligenza artificiale per
definire al meglio le politiche del futuro.

“L’obiettivo è rafforzare la capacità innovativa del territorio e le infrastrutture della ricerca e dell’innovazione, per rendere sempre più breve il passo tra le idee e la loro realizzazione: per fare, quindi, trasferimento tecnologico” ha aggiunto il vicepresidente “Un chiaro esempio è il nostro bando Call per gli Accordi per la Ricerca e l’Innovazione che coinvolgono imprese, centri di ricerca e università, da poco rifinanziato con 70 milioni di Euro. Questo bando nella sua prima edizione ha coinvolto circa 800 nuovi ricercatori” ha
concluso Sala. Otto gli ambiti di intervento individuati a livello operativo, veri e propri ‘ecosistemi’ dell’innovazione: nutrizione, salute e life science, cultura, connettività, smart mobility, sviluppo sociale, manifattura avanzata, sostenibilità. Cinque invece le grandi aree di sviluppo individuate dal Programma: trasferimento tecnologico; sviluppo del capitale
umano; utilizzo tecnologie Internet of Things (IoT) e Information Communication Technology (Ict) di frontiera per trasformare la Lombardia in un territorio ‘smart’; medicina
personalizzata; agricoltura e filiera agro-alimentare avanzate.

 

AUTISTA DA’ FUOCO A SCUOLABUS, FERMATO

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L’autista di uno scuolabus è stato fermato dai carabinieri dopo aver dato fuoco al mezzo sul quale viaggiava una scolaresca. L’episodio è avvenuto sulla strada provinciale 415, all’altezza di San Donato Milanese. Il mezzo è andato distrutto, ma non ci sono feriti. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e 118.
“Abbiamo avuto notizie rassicuranti su tutti i passeggeri dell’autobus: sia l’accompagnatrice scolastica, che i 51 ragazzi della seconda media stanno bene”, assicura il prefetto di Milano, Renato Saccone.
Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, spiega che “un senegalese con cittadinanza italiana al volante di uno scuolabus, con precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale, ha dirottato il mezzo e infine gli ha dato fuoco. In questo momento le forze dell’ordine stanno perquisendo la sua abitazione. Voglio vederci chiaro: perchè una persona con simili precedenti guidava un pullman per il trasporto di ragazzini?”.

MILANO DIGITAL WEEK, IN 85MILA ALLA 2^ EDIZIONE

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Professionisti, addetti ai lavori e soprattutto cittadini, curiosi, appassionati, studenti, ragazzi, bambini: sono stati 85mila i partecipanti alla seconda edizione della Milano Digital Week, che si chiude con un successo di pubblico per gli oltre 500 appuntamenti dedicati al digitale e diffusi nell’intera città, seguiti con grande interesse e quasi sempre con il “tutto esaurito”. L’iniziativa è stata promossa dal Comune di Milano-assessorato alla Trasformazione digitale e Servizi civici – e realizzata da Cariplo Factory, IAB Italia – Interactive Advertising Bureau e Hublab.
Milano Digital Week si conferma la più grande manifestazione italiana dedicata all’educazione, alla cultura e all’innovazione digitale: cinque giorni a porte aperte, dedicati alla produzione e diffusione di conoscenza e innovazione attraverso il digitale con un approccio inclusivo, trasversale e partecipativo.
“È stata un’edizione che ha superato le nostre aspettative e i numeri lo dimostrano – afferma Roberta Cocco, assessore alla Trasformazione digitale e Servizi civici del Comune di Milano – Sono cifre rese possibili grazie all’intera città che ha risposto al nostro invito, contribuendo così ad animare un palinsesto unico per quantità e qualità di appuntamenti. Straordinario è stato anche l’impatto della Digital Week sulla rete e sui social, dove i milanesi si sono ritrovati per discutere e condividere gli eventi, commentare i dibattiti in programma o scambiarsi opinioni su mostre, seminari o workshop. Lo definirei un ottimo esempio di ‘partecipazione digitale’. Grazie ancora ai partner e ai cittadini per il risultato raggiunto”.
Mostre, dibattiti, seminari, performance, spettacoli, workshop, installazioni, laboratori e incontri per tutte le età: Milano è stata la “piattaforma” per un grande racconto collettivo, fatto di esperienze e progetti in divenire, esempi virtuosi di trasformazione e nuove opportunità.
I numeri di questa seconda edizione confermano la risposta di Milano, presente già lo scorso anno, nella direzione di una crescita, sempre più forte e consapevole, della cultura digitale e dell’innovazione, attraverso un approccio inclusivo e attento ai bisogni del cittadino: dalle riflessioni offerte dalla Pubblica Amministrazione in un confronto internazionale sui diritti digitali dei cittadini fino al Tram connesso con la rete 5G -, passando dalle università, ai luoghi di ricerca e produzione del sapere presenti a Milano, insieme alle tante aziende, associazioni, istituzioni e startup che ogni giorno lavorano nell’ambito del digitale e che si sono messe in gioco, aprendosi al pubblico in occasione della manifestazione.
“L’’intelligenza urbana’ di Milano ha creato, promosso e condiviso centinaia occasioni di apprendimento, di confronto, di alfabetizzazione, di divertimento – afferma Nicola Zanardi, curatore della manifestazione – Ci aspettavamo una crescita, che c’è stata ed è stata importante. Quello che, però, ci ha stupito è che Milano Digital Week è diventata una sorta di grande assemblea diffusa sulla città, sul nostro futuro, sugli interrogativi etici, sociali, formativi e didattici, ribadendo che i milanesi hanno sempre vari punti di vista e si confrontano con passione e competenza. Una grande lezione di educazione civica”.
Attenzione anche da parte della stampa e dei social media della Milano Digital Week, che hanno raccontato giorno per giorno la manifestazione con post, dirette, gallery, live twitting. Dal 1 marzo al 17 marzo, gli account ufficiali di Milano Digital Week hanno pubblicato piu` di 900 contenuti e uno speciale Instragram Wall interattivo di oltre 300 immagini, card, video, quotes e storie. Icontenuti degli account ufficiali sono stati visualizzati oltre 6 milioni di volte, generando 408.284 interazioni (fonte Insight FB/Twitter Analitycs). Su Facebook, MDW Tg, trasmissione in diretta streaming dal quartiere generale di Cariplo Factory, ha ottenuto 41.538 visualizzazioni. Su Twitter, l’hashtag#MilanoDigitalWeek e` apparso in oltre 26mila conversazioni, con un engagement pari a 158k e portata potenziale di 2.2B (Fonte Olivetti/Wexplora). Su Telegram più di 1.000 utenti hanno chattato conMDWBOT.
Il sito ufficiale www.milanodigitalweek.com ha registrato più di 130.000 sessioni con un pubblico di oltre 90.000 utenti (fonte Google Analytics). Nella giornata di giovedì 14 marzo ha raggiunto il picco massimo con oltre 13.000 utenti. In totale www.milanodigitalweek.com ha registrato oltre 800.000 visualizzazioni, con una durata media di ogni sessione pari a 4.05 min. L’analisi della partecipazione dei visitatori fisica e digitale agli eventi verrà analizzata da Olivetti attraverso le proprie infrastrutture e risorse dedicate ai big data.
(ITALPRESS).