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CONSIGLIO METROPOLITANO MILANO, APPROVATO BILANCIO

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Con il voto definitivo del Consiglio, preceduto da quello della Conferenza metropolitana dei Sindaci, è stato approvato stamane, definitivamente, lo schema di Bilancio di previsione 2019–2021 del consiglio metropolitano di Milano.

Approvato anche il Dup, il Documento unico di programmazione, lo strumento di programmazione fondamentale per indirizzare l’azione strategica dell’Istituzione.

“Con questa approvazione – dichiara il consigliere delegato al Bilancio, Francesco Vassallo – la Città metropolitana afferma con forza che c’è ed è pronta a fare la propria parte. Certo i problemi restano ma una giornata come quella di oggi non può che renderci più fiduciosi”.

Soddisfatto il vicesindaco metropolitano, Arianna Censi: “L’aver adottato nei tempi giusti Dup e schema di Bilancio è un segnale ottimo per il futuro. Ora bisogna fare di tutto perché la Città metropolitana sia messa nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio servizio al territorio, alle imprese e ai cittadini”.

NASCE IL PRIMO ISTITUTO ITALIANO DEL RISCHIO

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Un nuovo centro basato a Milano, ma con orizzonte nazionale, per studiare il rischio e prevenire catastrofi, incidenti e potenziali attacchi a sistemi informatici, reti di trasporti e infrastrutture. È il progetto lanciato dal Politecnico di Milano e abbracciato da Regione Lombardia, che dovrebbe portare nel 2020 alla nascita del primo Istituto italiano del rischio. L’idea è quella di un centro competenze basato sotto forma di società mista pubblico-privata. “Il rischio, se gestito, è un’opportunità per migliorare la qualità della vita e per dare alle aziende nuove possibilità”, ha sottolineato il rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta. “L’Istituto italiano del rischio è un’idea, oggi non tagliamo un nastro, ma condividiamo un’esigenza che come università abbiamo visto nascere in tutto il mondo. Dovrà caratterizzarsi non come un laboratorio del Politecnico, ma come riferimento nazionale. Avrà come obiettivo quello di raccogliere attorno a un tavolo le migliori competenze sullo studio del rischio naturale o tecnologico per creare un centro studi”, ha spiegato il numero uno dell’Ateneo milanese. “Poi sarà anche un centro di innovazione. Infine un centro di formazione per istituzioni e imprese che hanno bisogno di addetti formati. Non dovrà essere un luogo chiuso, ma qualcosa di condiviso che nascerà una visione comune sulle emergenze”.

Resta ha assicurato che la nuova struttura non andrà a sovrapporsi alla gestione dell’emergenza, e non avrà neanche compiti di controllo su appalti e concessioni: “Negli ultimi anni esigenze, tecniche e metodologie sono andate avanti e presentano nuove sfide. Non accademiche, interne agli Atenei, ma pratiche. Non è teoria: i titoli crollano quando non si è stimato il rischio, i vertici aziendali saltano non perché è avvenuto un incidente, ma perché non era stato preventivano e non erano state pianificate azioni per limitarne l’impatto. Questa consapevolezza è l’elemento che rende robusta un’impresa o un’infrastruttura. Abbiamo ritenuto di rendere pubblica questa esigenza e quindi siamo andati a confrontarci con tutti i nostri stakeholder, raccogliendo un forte interesse”.
In prima linea c’è Regione Lombardia, che ha voluto confermate da subito il proprio interesse: “Credo che questo sia un tema poco all’attenzione della stampa e dell’opinione pubblica, ma fondamentale, soprattutto quando ci si rende conto che certe reti e sistemi distribuzione, se interrotti, creano disastri a livello di tutto il Paese”, ha dichiarato il presidente della Lombardia, Attilio Fontana. “Una regione come la nostra, che innova e investe in ricerca, deve fare da traino anche per un’iniziativa di questo genere”. Fondamentale in questo senso è la collaborazione pubblico-privata.

“Cercheremo di fare da regia e finanziare un’iniziativa che nasce qui, ma si dovrà estendere al resto del Paese”, ha aggiunto il governatore, che ha confermato anche una forte attenzione da parte del Governo. Il traguardo su cui scommette il Politecnico è la conferenza Expo Tech, la maggiore al mondo del settore, che si svolge ogni otto anni e si terrà nel 2020 a Venezia. “Ci sono stati contatti per capire se l’idea era solo nostra o c’era interesse condiviso. La presenza di Regione Lombardia lo ha già dimostrato, ma ci sono altre istituzioni pubbliche e imprese private, italiane e internazionali, che hanno tutte dimostrato interesse – ha spiegato Resta – A questo punto si dovrà costituire: vorrei come deadline abbiamo in mente la conferenza che si terrà il prossimo anno”.

“MAJORINO “DISPONIBILE A CANDIDATURA EUROPEE”

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“Ho dato mia disponibilita’ al Partito Democratico a candidarmi alle prossime elezioni Europee. Sara’ poi il Pd a decidere se saro’ in lista e saranno gli elettori eventualmente a scegliere. Sono pronto per questa scommessa e per questa sfida, perche’ credo che si debba dare tutti il massimo e metterci la faccia per far vincere un’Europa democratica e per contrastare quell’Europa dell’odio e per una Brexit all’italiana che serpeggia dalle parti della Lega”.

Lo ha detto l’assessore alle Politiche Sociali, Pierfrancesco Majorino, intervenendo agli
Stati Generali del Comune di Milano, organizzati dall’associazione Cronisti in Comune, annunciando la sua disponibilita’ a candidarsi alle prossime elezioni Europee nelle fila del partito Democratico.

“Sarebbe bello far parte di una lista dove c’è anche Pisapia, ma questo lo decideranno gli organismi del Pd – ha continuato – Io credo che sia giusto e importante tentare di portare in Europa l’esperienza fatta in questi anni qui a Milano e tentare poi, dall’Europa, di dare una mano alla città” ha detto Majorino, specificando poi che “sarà il Pd a decidere come comporre le liste, attraverso i propri organismi: la rappresentanza di genere sarà sicuramente garantita e i territori nell’ambito di tutti i collegi a livello nazionale verranno rappresentati”. L’assessore ha poi affermato di essere contento che “Nicola Zingaretti stia cercando di costruire una lista aperta. Mi piace molto e devo dire che questo è stato un aspetto che mi ha molto motivato. Saremo tutti quanti, a prescindere dalle correnti, impegnati a portare il massimo del contributo al Pd, perché il tema non è tanto Renziani o Zingarettiani, ma fare si che il Pd prenda il massimo dei voti. Dall’affermazione del Pd può ripartire l’alternativa in questo Paese e in Europa, rispetto ad un vento neo-nazionalista per me molto pericoloso” ha concluso Majorino.

TRA LOMBARDIA E REGNO UNITO BUSINESS DA 9 MLD

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Tra Lombardia e Regno Unito: affari per 9 miliardi nel 2018, il 26% del totale italiano, di cui 5 miliardi di export e 3,8 di import. Milano con 3,4 miliardi di scambi guida la classifica regionale, seguita da Bergamo, Brescia e Varese con oltre 900 milioni. Le crescite più consistenti a Sondrio (+14,4%) e Lodi (+9,4%). Macchinari e mezzi di trasporto i prodotti più esportati, nell’import spiccano invece i prodotti farmaceutici e chimici. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e di Promos Italia su dati Istat.
L’interscambio italiano con il Regno Unito è di 35 miliardi di euro circa, 23 miliardi di export e 11 di import. Lombardia prima regione con il 26% degli scambi nazionali, seguita da Emilia Romagna e (5,6 miliardi, 16,2%) e Veneto (4,4 miliardi, 12,7%). Tra le province prima Milano con un decimo dell’interscambio italiano, seguita da Roma (1,5 miliardi, 4,3%) e Torino (1,4 miliardi, 4,2%). Superano il miliardo anche Bologna, Vicenza, Modena, Livorno e Treviso. Seguono Bergamo e Brescia. Tra le prime dieci crescono di più Bologna (+18,6%), Modena (+9,4%) e Brescia (+8,4%).

Per le imprese attive all’estero le conseguenze ci saranno per quasi la metà ma saranno ridotte. Le conseguenze, secondo le circa 500 imprese che operano con l’estero sentite da Promos Italia non saranno rilevanti per la maggioranza degli operatori. C’è però il 40% di chi ha risposto al questionario che si aspetta un calo comunque contenuto e in genere inferiore al 10% del proprio business estero, come conseguenza dei diversi rapporti con le imprese britanniche.

“Il Regno Unito è un mercato importante per l’export delle nostre imprese – commenta Giovanni Da Pozzo, Presidente di Promos Italia – Secondo le aziende che hanno risposto al nostro questionario, gli ultimi sviluppi sulla Brexit non impatteranno significativamente sul loro business internazionale, anche se delle conseguenze sono attese. Siamo in una fase di incertezza – prosegue Da Pozzo – e molti degli sviluppi futuri nei rapporti economici con i Paesi europei potranno dipendere dalle scelte del governo britannico”.

FONDI UE, LOMBARDIA PRIMA PER SPESA IN ITALIA

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“Ci confermiamo la prima Regione in Italia in termini di spesa di fondi europei. Nel 2018 rispetto a un target di 128 milioni di euro da spendere in accordo con l’Unione Europea abbiamo certificato addirittura 185 milioni, si tratta del 145%”. Lo ha detto il vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala, in occasione del convegno “Innovazione, Competitività, Opportunità e Inclusione attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e il Fondo Sociale Europeo”. 

“Innovazione, competitività, opportunità e inclusione – ha proseguito – sono le linee guida dei nostri interventi. Nel caso del bando ‘Call Hub’ che abbiamo finanziato con 70 milioni di euro di cui 50 milioni di fondi europei sono stati presentati 76 progetti con 429 soggetti coinvolti che cubano oltre 526 milioni di euro”. 

“In questo contesto, 20 imprese – ha rimarcato Sala – hanno anche dichiarato l’intenzione di aprire una sede in Lombardia a testimonianza dell’efficacia di questa misura di attrarre partner da tutto il Paese”.

Tra i prossimi interventi previsti, il sostegno all’internazionalizzazione con una prima finestra ad aprile di 7 milioni di euro di fondi del Fesr che prevede finanziamenti per lo sviluppo di brand per l’estero, azioni di promozione sui mercati esteri, partecipazione a fiere internazionali, istituzione di show room e spazi espositivi temporanei, consulenze per l’internazionalizzazione, certificazione estera prodotti.  In aprile aprirà anche il nuovo bando FRIM (Fondo di Rotazione per l’Imprenditorialità): 30 milioni di euro per il finanziamento agevolato delle piccole e medie imprese e startup per favorire l’innovazione basata su ricerca e sviluppo. 

Nel secondo semestre del 2019 10 milioni di euro saranno disponibili con il nuovo ‘Bando Innodriver’ a sostegno dell’innovazione realizzata dalle imprese in collaborazione con organismi di ricerca, dei progetti delle imprese che hanno ottenuto il ‘seal of excellence’ in Horizon 2020 e dei processi di brevettazione. 

“Il nostro sguardo è già rivolto alla futura programmazione 2021-2027 – ha aggiunto Sala – L’obiettivo è massimizzare l’efficacia dei fondi nel raggiungere gli obiettivi strategici partendo direttamente dai dati attraverso strumenti di intelligenza artificiale tra cui i nostri algoritmi predittivi” ha concluso. 

“Regione Lombardia grazie a un uso sapiente delle risorse messe a disposizione dal Fondo Sociale Europeo – ha sottolineato l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Melania De Nichilo Rizzoli – realizza ogni anno politiche mirate alla formazione di qualità e all’inserimento lavorativo dei cittadini lombardi. Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti e che ci hanno permesso di diventare un vero e proprio punto di riferimento a livello nazionale”.

 

OLIMPIADI, CIO “CANDIDATURA MILANO-CORTINA SOLIDA”

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“La candidatura di Milano e Cortina è decisamente molto solida”. Lo ha detto il capo delegazione del Comitato di valutazione del Cio Octavian Morariu nel corso della conferenza stampa conclusiva della visita nei luoghi che potrebbero ospitare i Giochi Invernali 2026.

“Mercoledì ci vedremo tutti  insieme a Palazzo Chigi per fare punto della situazione. Siamo compatti”, ha affermato il presidente del Coni Giovanni Malagò.

“Il 7 maggio, avremo una videoconferenza tecnica con Sidney, dove saranno riunite le federazioni internazionali degli Sport Invernali – ha aggiunto Malagò chiarendo le prossime tappe della candidatura -. Da lì in poi prepareremo l’attività e il lavoro per la decisione finale di Losanna del 24 giugno. Abbiamo costruito un team molto solido, cosa non facile in un Paese come il nostro. Sono fiero di esserci riuscito e del supporto importante che ci ha dato il governo, che è arrivato passo per passo, ma poi si è convinto, giorno dopo giorno, dell’importanza e della caratteristica della candidatura, con un budget ridotto e utilizzando al 100% le opportunità dell’Agenda 2020”. 

“Non solo le istituzioni e tutti coloro che, a vario titolo, vivono da vicino il percorso di questa candidatura, ma anche i milanesi, i lombardi, i veneti e più in generale gli italiani, hanno compreso l’importanza di raggiungere questo traguardo. Le sensazioni sono positive, ma ora è vietato abbassare la guardia”, ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. 

“I dati sul consenso alle Olimpiadi sono un grande monito al mondo politico, non c’è più alcun dubbio su dove stiano i cittadini rispetto ai Giochi”, ha sottolineato il governatore della Regione Veneto Luca Zaia.

“Ho detto spesso al Cio che Expo 2015 è stato un punto di svolta, per tutti. Ora ne cerchiamo un altro perché Milano nella sua storia ha dato il meglio di sé nei momenti di cambiamento”, ha aggiunto il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

 

 

DESIGN, 9 MILA IMPRESE A MILANO

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Design, sono 9 mila a Milano su 28 mila lombarde le imprese dei settori interessati tra design, tessile, vetro, luci, legno, tessile, su 164 mila attive in Italia. Danno lavoro a 54 mila addetti su 167 mila lombardi e 797 mila nel Paese, secondo l’elaborazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro delle imprese al 2018 per quanto riguarda le imprese attive. Un settore che vale 14 miliardi all’anno a Milano, tocca i 17 miliardi insieme a  Monza e Lodi, su 31 miliardi di business lombardo e 113 miliardi di fatturato nazionali. Il settore è giovane, con l’8% delle imprese giovanili under 35 a Milano, in linea con il dato nazionale.

Sono 2 mila i designer imprenditori milanesi, crescono del 4% in un anno e del 43% in nove anni, su 4 mila in Lombardia e 14 mila in Italia.
“Il settore del design – ha dichiarato Marco Dettori, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi- vede concentrare tra Milano e il suo hinterland insieme a Monza e alla Brianza e con il contributo di Lodi, in un unico territorio una autentica capitale internazionale. Qui tradizione e innovazione, qualità e produttività si traducono in straordinarie eccellenze dell’arredo. Il Salone del Mobile e il Fuorisalone sono un significativo riconoscimento a imprese, piccole e grandi, sinonimo di un made in Italy stimato in tutto il mondo”.

Milano è prima in Italia sia per imprese con 9 mila attive, che per addetti, 54 mila. La seguono per numero di imprese Firenze (9 mila con 47 mila addetti), Napoli (8 mila imprese e 28 mila addetti), Prato (7 mila imprese con 39 mila addetti), Roma (7 mila imprese con 10 mila addetti), Torino (5 mila imprese con 14 mila addetti), Bari (4 mila imprese e 21 mila addetti).
In Lombardia. Dopo Milano con 9 mila imprese attive e 54 mila addetti, ci sono Brescia e Bergamo con circa 3 mila imprese e quasi 20 mila addetti.

FONDAZIONE CARIPLO CELEBRA 22 ANNI GUZZETTI

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Dare risposta ai problemi della povertà, dei giovani, degli immigrati, della sicurezza puntando non sull’esasperazione della paura ma sulla costruzione della coesione sociale. È questo il messaggio lanciato da Giuseppe Guzzetti dal palco del Teatro alla Scala di Milano, a conclusione dell’evento ‘Futuro (per il) prossimo’, con cui la Fondazione Cariplo ha celebrato questa mattina la fine dei 22 anni di presidenza Guzzetti e del mandato degli attuali organi, in scadenza il prossimo 27 maggio. La mattinata, che si è aperta con i ringraziamenti a Guzzetti da parte del sindaco di Milano Giuseppe Sala e del presidente della Regione Lombardia Attilio fontana, in un’alternanza tra momenti culturali e bilanci tracciati dai vertici uscenti della fondazione, è stato ricordato fra l’altro come dal 1991, anno della sua nascita, Fondazione Cariplo abbia sostenuto oltre 30mila progetti di utilità sociale nei settori dell’ambiente, della cultura, della ricerca scientifica e del sociale, stanziando a favore degli enti non profit oltre tre miliardi di euro.

Nel suo discorso conclusivo, Guzzetti ha detto che oggi non si chiude niente ma la storia continua, grazie anche, ha continuato in un passaggio successivo, alla grande qualità dei membri che comporranno il futuro comitato della Commissione Centrale di beneficenza della fondazione. Quindi ha ribadito l’apprezzamento e il sostegno per Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, di cui Fondazione Cariplo è uno dei principali azionisti, nonché per il presidente emerito dell’istituto torinese, Giovanni Bazoli, che – ha sottolineato Guzzetti – “ha fatto grande questa banca a dispetto degli insulti” che da più parti gli sono stati rivolti. Nel tracciare un bilancio della sua presidenza, l’avvocato di Turate ha ricordato in particolare i progetti di housing sociale realizzati da Fondazione Cariplo, da lui fortemente voluti per dare una casa a canone ridotto alle giovani famiglie, ai nuovi professionisti, agli immigrati che lavorano, nonostante le perplessità dei suoi principali collaboratori che, all’epoca del lancio del progetto, cercavano di dissuaderlo temendo un fallimento che avrebbe dilapidato il capitale della fondazione stessa.

Ed è sui giovani che si è soffermato il presidente uscente di Fondazione Cariplo in un passaggio significativo del suo discorso, ricordando i due ragazzi che hanno avuto il coraggio di salvare i loro compagni sul pullman dirottato vicino a Milano, o il quindicenne che nei giorni scorsi “ha sfidato i fascisti dicendo di non strumentalizzare la paura dei residenti di un quartiere”. Guzzetti ha poi citato Papa Francesco che nei giorni scorsi, tornando dal Marocco, ha detto che “la paura è l’inizio della dittatura”. “La fondazione nel suo ruolo in questi anni ha cercato di fare in modo che si dessero risposte a questi problemi, che la paura non aumentasse, perché se andiamo avanti su questa strada il destino del paese mi sembra molto preoccupante”, ha concluso Guzzetti.